Apr 112014
 
 April 11, 2014  11 Commenti »
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Giveaway Un libro semina idee #2 erbaviola.com

 

Riparte oggi Un libro semina idee, con un regolamento tutto nuovo e una finalità: far nascere da un libro un’occasione per diffondere idee positive. Le modalità sono state concordate con un sondaggio pubblico sulla mia pagina facebook e ha vinto l’idea del dar vita a qualcosa di nuovo e di impegnarsi.
Non è un giveaway in cui basta cliccare qui e là o dove ci sono estrazioni a sorte. Non voglio dilungarmi oltre sulle ragioni, che sono comunque state espresse bene da molti e leggibili sulla mia pagina facebook per chi fosse interessato a conoscerle.

Il premio

Al primo classificato, una copia omaggio della seconda edizione, riveduta e ampliata, di Formaggi Veg. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa, Edizioni Sonda.  In più, l’inclusione del racconto nell’ebook (vedi regolamento) come racconto vincitore, in posizione prioritaria rispetto agli altri. Onore e gloria, insomma, più un bel libro. Ma, soprattutto, la soddisfazione di aver contribuito a diffondere l’idea che per cucinare veg siamo partiti tutti da zero e ce la può fare chiunque ;)

Però si vince tutti, perché tutti i racconti andranno a far parte di un ebook… scopri il regolamento! ;)

Formaggi Veg. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa. Sonda, 2013

 

Il regolamento

  • Scrivi un racconto sulla tua prima esperienza con la cucina veg oppure con i formaggi veg, rispettando le regole di lunghezza e il tema come da dettagli di seguito.
  • Pubblica il racconto sul tuo sito (vedi di seguito le modalità).
  • Manda via email il racconto e il link della pagina in cui è stato pubblicato. Segnalalo sui social.
  • Alla fine tutti i racconti verranno pubblicati in un ebook a libera circolazione (gratis con licenza creative commons per la tutela del diritto degli autori dei singoli pezzi), con link ai rispettivi siti degli autori. Nessuno guadagnerà un centesimo su questo ebook (dato che siamo in ambito vegan… bisogna specificare, ahimé)
  • Questo ebook avrà la finalità di informare in modo positivo e costruttivo su quella che è la realtà del cambiamento di abitudini alimentari, di come non sia insormontabile e di quante belle occasioni, prospettive e risate possa comportare una scelta etica seria.
  • Si parla di ebook, non di un qualunque pdf di raccolta. Sarà quindi un impaginato, con una veste grafica più che decente, con la mia introduzione e pubblicizzato come merita.
  • L’amicizia o la collaborazione con me è irrilevante. Decideranno i giudici (vedi di seguito).

partecipanti

Chiunque abbia avuto un’esperienza culinaria con la cucina veg o i formaggi veg: vegani, vegetariani, persone che ci stanno pensando e chi si sta avvicinando per le più diverse ragioni.
durata
Dall’11 Aprile 2014 alle ore 24.00 del 16 maggio 2014. Il materiale pervenuto dopo questa data è escluso.

i racconti

1.Scrivi un racconto di minimo 1000 caratteri, massimo 3000 (spazi inclusi). La lunghezza non incide sulla valutazione.

2. Divertiti a ricordare qual’è stata la tua prima esperienza o un’esperienza in particolare con la cucina veg o i formaggi vegetali. Ti è capitato qualcosa di buffo? Ti ha fatto riflettere su qualcosa? Hai scoperto lati che non conoscevi dei tuoi familiari? Hai intossicato la prozia? Raccontacelo! Non deve essere per forza un racconto divertente, può essere commovente, didattico, malinconico… ma l’importante è che ti diverti a scriverlo! :D

3. Sono vietati:

  • i lamenti di mille caratteri su quanto gli animali soffrono. Lo sappiamo che soffrono e perché, siamo già convinti della bontà della nostra scelta;
  • le filippiche di mille caratteri sull’ecosistema e quelle sulla salute (siamo già convinti di tutto, grazie): qui si parla della prima o una delle prime esperienze di cucina, il tema è solo questo;
  • l’invio di pezzi già pubblicati su siti, riviste e libri: il racconto deve essere originale, mai pubblicato in precedenza. L’esperienza può essere la stessa, ma il racconto dev’essere nuovo;
  • l’invio di pezzi copiati o con parti copiate da altri. Visto il mondo attuale, devo precisare che inviare pezzi altrui, seppur rimaneggiati, è deplorevole. I giudici hanno in dotazione una ghigliottina e la licenza d’uso;
  • pezzi in cui la metà o più del racconto sia costituita da una ricetta spiegata passo a passo: non dobbiamo riscrivere l’Artusi, solo mostrare che non è così difficile cambiare alimentazione;
  • pezzi in cui si dileggia, si insulta o si venera qualche personaggio/sito del giro veg: non siamo a Masterchef;
  • i racconti in rima. Siamo veramente affranti al pensiero di doverci perdere un novello Rodari, cercheremo di farcene una ragione.
4. Ricorda di dare un bel titolo al racconto. Non per forza originale, ma un titolo che ne identifichi il carattere o il momento saliente.
5. Per inviare il racconto, segui la procedura “per blogger” se hai un sito, oppure “per chi non ha un blog”.
se hai un sito o blog
1. Scrivi il racconto come indicato sopra
2. Pubblicalo sul tuo sito usando come immagine quella di Un libro semina idee e linkando questa pagina.
Puoi usare questo codice copincollandolo nella parte html:

<a href=”http://www.erbaviola.com/giveaway-formaggi-veg-un-libro-semina-idee-2.htm” target=”_blank”><img alt=”un libro semina idee” border=”0″ src=”http://4.bp.blogspot.com/-3kHSSLOh1ds/U0gDUNKndbI/AAAAAAAAAOM/wQUBmdTS3nc/s1600/GIVEAWAY_erbaviola2.gif” title=”giveaway Un libro semina idee #2″ /></a>

3. Salva solo il racconto in un file .txt oppure .doc oppure .docx

4. Invia una email con il racconto  in allegato e il link della pagina del tuo blog su cui è stato pubblicato a: giveaway@erbaviola.com – Ti arriverà una conferma di ricezione.

5. Segnala l’avvenuta pubblicazione sul tuo profilo Facebook, se ti fa piacere puoi segnalarlo anche sulla mia pagina, dove riceverà visibilità e anche qui nei commenti.

Per chi vuole usarlo, l’hashtag per questo giveaway è:  #unlibroseminaidee

 

se non hai un sito o blog

Chiedi a un amico con un sito o un blog di ospitare il tuo racconto. Ovviamente scegli un amico con un blog a tema o con contenuti non apertamente anti-veg.

Se qualche blogger non ha tempo di scrivere ma si vuole rendere disponibile per ospitare dei racconti, puo’ inviare la disponibilità a giveaway@erbaviola.com
Ovviamente il link che verrà  incluso nell’ebook sarà quello del blog ospitante.

Il blog/sito ospitante segue le regole di pubblicazione sopra per “Se hai un sito / blog”

 

giuria

 

La giuria rimane segreta fino alla pubblicazione delle votazioni e del vincente, questo per evitare coercizioni e pressioni alla volta dei giurati. Posso solo dirvi che è una giuria composta da tre persone che non si conoscono tra loro e hanno una preparazione specifica sulla scrittura creativa e la redazione di testi. Fino al momento della discussione sul vincitore, non sapranno nemmeno chi sono gli altri due. Sono tutti molto competenti sul vegetarismo, veganismo e sulla cucina etica. Non sono estremisti isterici (ma questo è ovvio, altrimenti non avrebbero rapporti con me ;)  ) e si ricordano ancora molto bene di come è avvenuto il loro cambiamento o di come sta avvenendo.
E’ inutile indagare e procedere per esclusione chiedendo a tutti i vostri contatti se è qualcuno di loro: anche se lo è, vi risponderà di no. ;)  Sono assolutamente certa che quando leggerete chi sono e qual’è la loro preparazione, sarete contenti della scelta.
I giudici possono partecipare al concorso, i loro racconti in questo caso sono fuori-concorso e vengono solo inclusi nell’introduzione dell’ebook.

 

 

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Apr 062014
 
 April 6, 2014  Commenta »
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Eravamo rimasti qui, all’applicazione dell’antitarlo sul baule, comprese le nuove doghe e i riempimenti in pasta di legno. Adesso arrivano le fasi che mi piacciono di più: colore e lucidatura a tampone!

eravamo rimasti qui, alla passata di antitarlo naturale

 

Eccoci qui dunque con il colore. Siccome il degno, dopo averlo decapato dagli orrendi strati di vernice marrone, era rimasto piuttosto slavato (ma per chi volesse tenerlo così, basta seguire le istruzioni qui). Il mio invece è un restauro filologico, lo riporto al suo colore e forma originaria. Ho preparato per prima cosa un colore a base di alcool etilico a 90°, acqua demineralizzata e pigmenti naturali. In genere uso molto i pigmenti minerali, sono ecologici e si trovano facilmente nei colorifici. In questo caso particolare, ho usato pochissima terra di Siena e … curcuma! Sì, la curcuma, proprio la spezia. Il mio maestro di restauro la usava molto per dare al legno chiaro la luminosità di fondo, l’effetto è davvero magnifico. Specialmente su legni come rovere e ciliegio, dà una lucentezza unica al lavoro finale. Io la uso come fondo anche quando lavoro sul noce, perché lo accende maggiormente quando ci batte la luce.

mordente ambra autoprodotto con pigmenti naturali

In queste foto si vede bene la differenza tra la parte trattata con il mordente naturale e il legno originario. Le doghe restano leggermente più chiare, a contrasto, un effetto voluto. Ho consultato diversi cataloghi e foto di bauli simili restaurati rispettandone forme e colori. In genere le doghe in legno sono tutte a contrasto, o più scure o più chiare.

 

mordente ambrato, la differenza tra la parte trattata e quella non trattata

Il colore, una volta asciutto, è ambrato. Non l’ho fatto più scuro perché la gommalacca per la lucidatura dà già un tono o due più scuri. Lasciato asciugare 24 ore.

il baule completamente colorato

Dopo 24 ore di asciugatura del mordente naturale (contate sempre che era piena estate, in inverno calcolerei anche 36 ore), ho proceduto alla lucidatura a tampone con gommalacca. In questo caso, trattandosi di un manufatto piuttosto rustico, ho dato solo uno strato di gommalacca, giusto per proteggerlo. Farlo lucido tipo laccatura sarebbe un errore, non era sicuramente così in origine.

Ecco qui il mio tampone per gommalacca, dall’interno verso l’esterno: 1 batuffolo di ovatta naturale (non il cotone idrofilo sbiancato!), appallottolato dentro avanzi di filati da maglia (qualsiasi colore, va benissimo anche l’acrilico, io in genere uso il bamboo perché ho più avanzi di quello, meno consigliato invece il cotone), 2 strati di panno di cotone ben pulito (ideale usare le lenzuola vecchie).

preparazione del tampone per la gommalacca

Ed ecco la gommalacca. Quando ho molti lavori da fare, la preparo io con scaglie di gommalacca e alcool etilico a 90°. Se procedete per la prima volta a un restauro, è già una bella impresa imparare lo striscio del tampone, quindi magari per la prima volta non è una cattiva idea prendere una gommalacca già pronta. Attenzione però che in commercio c’è di tutto e di più. Per mia esperienza personale, quelle che reagiscono meglio e che sono utilizzabili facilmente sia a pennello che a tampone sono la Gommalacca di Cera Novecento e la Mobi Lac (questa se usata a tampone va diluita). Altra utilità: fare sempre delle prove! Io tengo in cantina dei pezzi di legno di vario genere, persino pezzi di pallet, che uso per testare colori e gommalacca. Per la gommalacca sono ottimi i pannelli di multistrato, compensato ecc. Basta che sia legno e non impiallacciato. Soprattutto con il tampone, va fatta sempre una prova per vedere se è ben diluita e se “strappa”, ovvero se il tampone viene frenato da una consistenza troppo densa, cosa che creerebbe sul mobile delle irregolarità antiestetiche. Per evitare anche questa eventualità (ma non è evitabile del tutto se la gommalacca non è diluita bene), io metto sul tampone anche un paio di gocce di olio paglierino, fa scorrere meglio il tampone.

gommalacca e tampone per la lucidatura

Et voilà! Ecco fatta la lucidatura a tampone! Purtroppo non ho foto del durante perché quando uso la gommalacca mi chiudo, sprango tutto, non mi si può parlare o passarmi vicino e soprattutto faccio il più in fretta possibile per avere un bel risultato uniforme. Come dicevo qui ho usato un solo strato di gommalacca perché è un manufatto rustico, con i suoi segni del tempo e la sua storia, laccarlo del tutto non avrebbe avuto senso. Uno strato è stato sufficiente a esaltare il colore, le venature e dargli una finitura protettiva.

la luce inconfondibile del mobile trattato con gommalacca

Scusate il caos attorno, è la mia stanza per questi lavori!  La fase di lucidatura con gommalacca a tampone è l’unica che faccio all’interno, perché richiede meno polvere e meno luce diretta possibile.

Sono piuttosto soddisfatta del risultato, è stato recuperato bene, le doghe sembrano lì da sempre e  con la luce del sole ha dei colori caldi e antichi, esattamente quello che cercavo. Ora devo solo trovare una placchetta frontale per il buco della serratura, quella purtroppo è andata persa.

lucidatura completata, ora si aspetta l'asciugatura

Una volta finita la lucidatura, va lasciato asciugare per almeno 24 ore, 48 è l’ideale. Finito! Ecco qui un particolare di come si presenta dopo il restauro. Per le successive pulizie, uso solo uno straccio e olio paglierino, che mantiene anche elastica la lucidatura a gommalacca, evitando le screpolature del tempo. In alternativa si può usare della cera, ma io sono della scuola che sostiene che usare la cera sulla gommalacca è un po’ strano, perché allora tanto vale lucidare a cera senza gommalacca.  (Sì, lo so, c’è anche quella aberrazione della cera a mezzo poro… ma come diceva il mio maestro di restauro: è per quei restauratori improvvisati che non sanno fare le lucidature!). Insomma, dal mio punto di vista, che è poi anche il metodo antico: o si lucida a cera e si mantiene a cera, o si lucida a gommalacca e si mantiene con olio paglierino.

 

particolare delle parti nuove in legno, antichizzate
Il prima e dopo del baule: bella soddisfazione!

il baule adesso, dopo il restauro

 

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