Aggiornamenti e novità

 

alimentazione naturale - Grazia Cacciola

E’ un po’ che sono assente dal blog, praticamente un mese. Uno dei motivi è la fine di lavori che sono durati tutto l’inverno e che mi hanno assorbita molto sul versante scrittura, direi prosciugata. Aggiornare anche il blog andava oltre le mie forze, preferisco non detestarmi per qualcosa di scritto male o di corsa. Così eccomi qui a fine corsa, con un po’ di aggiornamenti, in parte risposte a email e commenti che ho ricevuto nel frattempo.

Uno dei lavori che mi hanno impegnata molto è quello di cui vedete qui sopra la copertina, un libro a cui tengo moltissimo e che sarà tra poco in libreria, con le meravigliose illustrazioni di Isabella Giorgini. L’immagine così piccola della copertina non rende giustizia, quando lo vedrete dal vero capirete perché me ne sono innamorata subito (e non solo perché Isabella è riuscita a rappresentare magnificamente gli alimenti includendo samsara e tao!).
Per i contenuti del libro, non aspettatevi una mia teoria particolare sull’alimentazione, sarebbe assurdo che dal basso delle mie competenze mi mettessi a pontificare un nuovo metodo, sebbene in giro ormai ci siano addirittura ragionieri, commercialisti e preti che si improvvisano nutrizionisti.
Il mio “Alimentazione naturale” é invece un percorso conoscitivo nella materia, in cui ho raccolto e analizzato, anche con spunti molto pratici, le principali scuole di alimentazione naturale, partendo dall’ayurveda e arrivando fino alla recente alimentazione nutritariana, passando per macrobiotica, Kousmine, Ehretismo, alimentazione ortomolecolare e tante altre. L’elenco è lungo.
Nella seconda parte ho preso invece in esame tutti i gruppi di alimenti naturali, dai più comuni come legumi e cereali ai più particolari come germogli e alghe, proponendo le pratiche migliori per trattarli, conservarli, cucinarli e associarli, in sostanza quei metodi su cui la maggioranza delle scuole di alimentazione naturale sono concordi e che, insieme, costituiscono il modo più sano e corretto di alimentarsi per l’essere umano.
Per me è stato un lungo lavoro e un grande viaggio in cui mi sono imposta di mantenere l’oggettività che deve avere il ricercatore, senza far trapelare le proprie preferenze e cercando di trasferire il più possibile le buone pratiche nell’alimentazione quotidiana, in modo semplice e accessibile a chiunque. Spero di esserci riuscita!

Il grande manuale dei germogli - Cacciola

Ho ricevuto diverse email riguardo al libro Il grande manuale dei germogli che doveva già essere in libreria. Colpa mia. Mi sono completamente arenata sul lavoro quest’inverno, come spesso accade quando si cerca di fare qualcosa di eccezionale e ci si scontra con i propri limiti, in questo caso con una quantità di lavoro seguita da un inverno freddo e buio, in cui far crescere e fotografare un germoglio era un’operazione esasperante. L’ho ripreso in mano e vi prego di pazientare ancora un attimo, arriva. L’estate aiuta molto!

Con Camilla Lattanzi di ControRadio, durante la conferenza per il premio Sabrina Sganga 2015

Con Camilla Lattanzi di ControRadio, durante la conferenza per il premio Sabrina Sganga 2015

Per chi mi ha scritto chiedendo di avere il testo completo del mio intervento al Premio Giornalistico Sabrina Sganga, eccolo qui: “L’insostenibilità etica ed ecologica del comparto zootecnico“.
Approfitto per due parole sull’evento, che mi è piaciuto moltissimo a partire dalle conferenze, aperte da “Expocrisia” di Franco Gesualdi (leggetelo!) e proseguite con chiari e impegnati discorsi come “Stop TTIP, la sfida che non dobbiamo perdere” di Monica di Sisto (da leggere, da leggere!) che si possono leggere tutti sul sito del premio, nella sezione documenti.
A condurre, moderare e premiare, la strepitosa Camilla Lattanzi di ControRadio che molti conoscono per la trasmissione “Restiamo animali“. Mi è piaciuta molto anche la premiazione, i premiati avevano progetti davvero molto validi, si vede bene che viene perseguita la natura del premio e della giornalista di prima linea a cui è intitolato “un premio che tende a dare voce a quel giornalismo difficilmente presentato nelle nostre testate“. E così è stato.
Camilla mi aveva avvisata che avrei parlato del peso ecologico degli allevamenti a un pubblico in gran parte onnivoro ma si sa che è il mio contesto ideale, dato che non vedo l’utilità di parlare di vegetarismo ai vegani o di decrescita ai decrescitori. Mi aspettavo quindi la solita trafila di polemiche sulla necessità delle proteine della carne da affrontare con spirito zen e sorrisi pazienti. Invece la cosa che mi ha sorpresa è stato un lungo applauso, tante persone che mi hanno fermata dopo per maggiori informazioni, le lacrime agli occhi di una signora nel realizzare cosa c’era tra lei e il bicchiere di latte,  le strette di mano, le richieste di contatti e le tante email arrivate in seguito da chi chiedeva da che parte cominciare “per non mangiare più animali”.
A volte capita. La cosa la attribuisco al fatto che erano presenti persone consapevoli su altri aspetti dell’ecologia e davanti a un discorso di dati e fatti incontrovertibili non hanno potuto fare a meno di abbracciarne la logica.

maria paola canozzi al festival della letteratura di milano

Maria Paola Canozzi presenta al Festival della Letteratura di Milano – Foto di Poesiedomani

In quell’occasione ho incontrato anche una poetessa e scrittrice di grande sensibilità e già convinta di suo di queste scelte, Maria Paola Canozzi, di cui vi consiglio caldamente il romanzo breve Settembre sarebbe un bel mese, Marco Saya Edizioni, 2014.
Questo romanzo mi ha accompagnata nel viaggio di andata e ritorno da Libera Pentola, una lettura piacevolissima e a tratti molto divertente… penso che con i suoi modi garbati e molto acume, abbia dato voce ai sogni segreti e inconfessabili di molti animalisti! Mi è piaciuto al punto che quel giorno ne ho persino citato un passo durante la presentazione e l’ho caldeggiato a un paio di persone lì.
Non c’è nulla da fare, quando mi piace un libro (evento ormai tristemente raro) devo consigliarlo a tutti… divento noiosa come quel personaggio di Jane Austen che continuava a chiedere, a chiunque le capitasse a tiro, se avesse letto Udolpho.

sciogliendo la neve sulla cucina a legna per avere acqua

sciogliendo la neve sulla cucina a legna per avere acqua – inverno 2015, grazie Enel!

C’è infine un ultimo argomento, necessario dato il numero di domande che mi sono arrivate, scaturite dal post Andare via dall’Italia? Quando la frugalità non basta. Allora mi trasferirò all’estero? 
Probabilmente sì. In questi mesi abbiamo cercato di fare una lunga lista di argomenti positivi verso il rimanere in Italia. Ho solo due argomenti: il panorama di queste montagne e gli amici.
Peccato che ormai gran parte degli amici si siano ricollocati all’estero o siano in procinto di farlo… e che questo panorama si cerca di devastarlo in ogni modo, prima le trivellazioni, ora vogliono fare le cave… vivere di turismo gli fa proprio schifo qui, i consigli comunali hanno il pallino di perforare le montagne. Gli piace proprio. Non sanno più cosa inventarsi per distruggere tutto, è anche una cosa impegnativa, l’unico fronte su cui sono seriamente impegnati.

Lavorativamente, di aspetti positivi non ce ne sono, ma solo perché non mi impegno: non voglio fare il truffatore, l’evasore fiscale o l’ospite di don Mazzi. Altrimenti sarebbe il Paese ideale in cui vivere.
Noi invece siamo persone banali: abbiamo un’attività che viene erosa dalle tasse per il 63%. Vuol dire che ogni 100 euro incassati, 63 li devo dare a vario titolo allo Stato, mentre con i restanti 37 devo affrontare spese ipergonfiate da iva e balzelli di ogni genere, per sovvenzionare infrastrutture da terzo mondo, la prima tra tutte è la rete adsl di Telecom. Naturalmente a fronte di costi che superano la Svezia, i servizi non ci sono, il rischio di impresa è tutto nostro, non siamo tutelati in niente, se ci ammaliamo sono affari nostri, fondi e simili non ne abbiamo mai avuti. E’ impossibile lavorare così, mi spiace. Purtroppo la matematica vince sui buoni propositi, ci sentiamo anche un po’ cretini ad aver aspettato tanti anni e ad averci provato.

Per il resto, se c’era qualche speranza dovuta a un mio insensato ottimismo e amor patrio, per credere in un futuro in questo Paese, è stata continuamente disillusa e mortificata dall’arroganza delle istituzioni e dall’ottusità della gente. Per fare un esempio, per l’interruzione Enel di quest’inverno, ad oggi non abbiamo ricevuto nessun rimborso. Avevano promesso uno sconto in bolletta ma è scomparso insieme al suo amico “calo dei prezzi con l’introduzione delle rinnovabili“. Li cercano a Chi l’ha visto?  ma ci sono solo i finti avvistamenti su facebook. Eppure abbiamo perso una settimana di lavoro, questo ha avuto un costo notevole. E abbiamo passato una settimana senza acqua e luce, cosa che in qualsiasi altro paese europeo viene rimborsata d’ufficio, senza bisogno di action class.

In quanto all’ottusità della gente, ve ne devo parlare? Se leggete questo blog, ne siete vittime come me. Nessuna persona di media intelligenza riesce più a far fronte all’ondata di ignoranza e ottusità della maggioranza della popolazione italiana. E credetemi, è soprattutto italiana, lavoro con clienti esteri la maggior parte del tempo, è tutto un altro mondo di cortesia, educazione e rispetto del lavoro altrui. In Italia invece, grazie a una secolare tradizione di raccomandazioni, i deficienti occupano ormai posti di potere, sempre più spesso in parlamento e nelle aziende. Io ho bisogno di vivere in un paese in cui almeno i parlamentari conoscano la grammatica e il funzionamento del parlamento, ho bisogno di parlare con manager che, se proprio indefessi maschilisti, sappiano almeno dar voce alla loro arroganza con un paio di congiuntivi e la conoscenza di due dati tecnici inerenti il loro lavoro. Chiedo troppo a questo Paese, lo so.
E’ un Paese in cui un tempo, alla figlia imbecille o all’amante oca, si apriva una boutique. Oggi le mettono negli uffici stampa o al marketing, credendo che lì non facciano danni. Invece esasperano sia i pochi colleghi preparati, sia quelli come me che sono costretti ad interagire con questi sottosviluppati. Vivo in eterno nella barzelletta: “Quanti responsabili marketing ci vogliono per cambiare una lampadina?” “Ottomila. 7998 per il piano pubblicitario di rinnovo delle lampadine di tutto il mondo con case history degli USA e del Guatemala; uno che delega il lavoro a un ingegnere che si offenderà e, infine, il precario con due lauree ma snobbato perché privo di abiti hipster, che si rompe di stare al buio e sale sulla scala per avvitare la lampadina che si è portato da casa“.
Vabbé, questa è una constatazione estemporanea e probabilmente vale solo per il mio settore. Lo spero per voi, almeno. In ogni caso ho quasi chiuso tutti i rapporti con le aziende italiane, quindi non perderemo clienti se dovessero leggerlo. E in ogni caso dubito che lo capirebbero. Tranne il precario senza vestiti hipster che sorriderà amaramente da dietro il suo monitor nel sottoscala.

Quindi, salvo occasioni eccezionali in cui mi rimangerò tutto quello che ho detto e scoprirò che c’è invece un grande futuro qui, temo che entro fine 2016 saremo altrove, noi, l’attività e i gatti. Dov’è il paese di Altrove per ora è in fase di studio, abbiamo ristretto a due posti di cui uno ha l’80% del favore.

Vi avviso: il primo che mi scrive che scappo invece di restare a combattere, riceve in plico unico di 2 tonnellate tutto il mio lavoro di lotta e miglioramento degli ultimi 15 anni, con spedizione a suo carico. Oppure, se proprio deve contraddirmi, può farmi una proposta seria per restare, non chiedo di meglio. Ho cambiato così tante idee nella vita, che ne cambio volentieri un’altra.

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Piccoli fiori, semi liberi e Libera Pentola

fiore di erba cipollina

Questa mattina sono uscita in giardino verso le sei e mezza, con la prima luce del sole che dopo giorni di pioggia tornava a illuminare il bosco. Mi piace uscire in questo silenzio, tazza di té in mano, a gironzolare tra le piante. Ho trovato questi piccoli fiori, figli dell’abbandono forzato di alcune piante causa pioggia e della mia scarsa raccolta, persa tra altri mille impegni. Mi sono fermata a osservare queste piccole meraviglie nate per caso, a osservare la loro perfezione elegante. Ma ci è voluto un po’ di lavoro con l’obiettivo per cogliere le striature più scure dei petali, i sette perfetti pistilli e sei delicati petali che si ripetevano corolla dopo corolla per comporre un fiore di soli tre centimetri.

erbacipollina1
Potere delle fotocamere, questo è un fiore minuscolo, di soli tre centimetri. Un fiore che vedono in pochi, perché nasce da un’erba utilizzata in cucina, che viene tagliata continuamente prima che fiorisca. L’ho dimenticata in un vaso, complice un periodo di piogge e di scarsa frequentazione dei fornelli. Mi ha accolta in questa prima mattina di sole con un saluto che solo la natura spontanea riesce a regalare. 

erba cipollina in vaso

Semplice erba cipollina. Semplici semi raccolti e donati da un’amica anni fa, che riproduco ogni anno. Semi liberi. Semi per piante che germogliano, che crescono, vanno in fiore e grazie agli insetti si riproducono. Non è l’erba cipollina sterile che potete trovare in vasetti al supermercato, al vivaio, spesso figlia di ibridi selezionati per durare solo una stagione e non andare in fiore. Che andare in fiore è male per un’erbetta da cucina, andare in fiore vuol dire dare la possibilità di riprodurre i semi, di riseminare da soli, di non aver più bisogno chi ce la vende.

Mi sembra il modo migliore per ricordare anche un appuntamento di domenica 31 maggio. Una manciata di persone illuminate, senza sponsor, senza fondi e senza grandi associazioni a sostenerle, hanno organizzato per il secondo anno Libera Pentola, festival di pratiche felici. Tra loro una cara amica e una blogger che sicuramente conoscono in molti, Isabella Siciliano.
Parliamo tanto di No Expo, facciamoci vedere allora a queste manifestazioni, che il NoExpo non si fa su Facebook o davanti alla tv, si fa andando da chi organizza manifestazioni pulite, consapevoli e impegnate.
Domenica si parlerà anche di alimentazione sostenibile per il pianeta, di pratiche sostenibili più in generale. Ci sarò anche io con l’ultimo corso sui formaggi vegetali, con dimostrazioni pratiche dal vivo e assaggi. Non ce ne saranno altri con me. A diciotto mesi dall’uscita del libro Formaggi veg, mi sembra la migliore conclusione per un argomento che ormai è presente ovunque. L’ingresso a Libera Pentola è libero, anche per tutti i corsi. Si raggiunge facilmente con il treno da Torino e da Pinerolo… e da ovunque! Io stessa arrivo in treno e se ce la faccio io da in cima all’appennino Tosco-Emiliano, con tanto di valigia con il materiale del corso, ce la può fare chiunque.

Ora, so che ad alcuni piace moltissimo pagare 80 euro per un corso sui formaggi vegetali o i cosmetici cruelty free, ma per una volta fate uno sforzo: venite ai corsi gratuiti. So che è una cosa molto impegnativa, ma vale la pena.

libera pentola 2015 - festival di pratiche felici

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