Giorno per giorno, Vita da veg

Salone del Gusto 2006 OVVERO Del perché la cultura del biologico non si diffonde in Italia

Al Salone del Gusto 2006 è presente una grossa fetta di chi fa seriamente agricoltura biodinamica e Terra Madre, incontro internazionale tra le comunità del cibo. A me interesserebbe da matti andarci, mi interesserebbe incontrare chi parla di biologico, di biodinamico, uno della Calabria che ho sentito fa un seitan particolare con cui si fanno anche salami per vegetariani, e infine vorrei conoscere quali altre aziende hanno prodotti di mio interesse. Mi sembra di essere normale, una persona normale, normalmente interessata a ciò che mangia e che mette la buona tavola al secondo posto nella sua scala dei piaceri (sesso, cibo, letteratura – così, per non lasciare inutili dubbi).
No, invece. Improvvisamente, per i signori di Slow Food viene fuori che sono povera. Si, povera. Perchè questi signori ritengono normale che l’ingresso A UNA FIERA, già sponsorizzata da acque minerali, produttori di caffè, produttori di pasta, banche, Provincia Piemonte e Comune di Torino, una fiera in cui gli espositori pagano e strapagano i loro pochi metri quadri di stand… costi a me visitatore VENTI EURO! Si, avete capito benissimo, venti euro biglietto ingresso normale. 16 euro se si arriva con l’Eurostar e ci si fa scontare il biglietto (mezza giornata persa per 4 euro di sconto) oppure 14 euro se si è soci Slow Food.

Gentili signori di Slow Food e Salone del Gusto, in tanti abbiamo rinunciato a venire vista l’esosità della richiesta per l’ingresso ma io in particolare vorrei farvi notare che 20 EURO DI BIGLIETTO DI INGRESSO sono troppi. VENTI EURO, ovvero QUARANTAMILALIRE, ENTRARE A UNA FIERA è fuori da qualsiasi ragione. Tra l’altro si vanno a sommare a benzina, treno ecc. della maggior parte dei visitatori che non abitano a Torino, ovviamente. Bella diffusione davvero del biologico e bla bla bla. L’unica cosa che mi dispiace e tanto, è che le sovvenzioni per queste iniziative inutili di operatori del settore che chiacchierano tra loro (perchè questo è, con siffatto biglietto di ingresso) arrivino anche dalle mie tasse. Bravi, è proprio così che si fa cultura, mantenendola a un livello inaccessibile.
p.s.
Da una mia piccola ricerca online, per appurare che non fosse improvvisamente salita l’inflazione di 10 punti da venerdì a sabato, ho notato però che venti euro li chiede per esempio Sgrilli, spettacolo teatrale Neuro – Teatro delle Erbe (Milano) – con degustazioni di prodotti tipici, tra l’altro. Ecco, per esempio qui venti euro glieli dò volentieri, ma guarda!

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2 Comments

  • Reply Riccardo ottobre 30, 2006 at 10:11 am

    Hai ragione 20 euri sono davvero troppi per una fiera!!!! Almeno chi paga i laboratori all’interno dovrebbe pagare molto meno o niente l’ingresso. Ma tanto si sa come vanno le cose che organizza slow food! Bel sito!

  • Reply Perlina ottobre 30, 2006 at 6:08 pm

    GIUSTISSIMO!

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