Menù e proposito per il 2007

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12/2006

Menù e proposito per il 2007

pane.jpgQuesto capodanno il menù é addirittura vegan, dopo tre anni di cenoni vegetariani.

Antipasti
Paté di lenticchie
Bruschettine agli aromi con pane casereccio alle cipolle
Spiedini di funghi porcini

Primo
Risotto allo zafferano con funghi porcini

Secondo
Arrosto di seitan con patate gratinate agli aromi di Provenza
Pane casereccio di grano duro (nella foto)
Dolce
Charlotte di mele alle spezie con salsa di cioccolato fondente

Vini
Vini in corso di acquisto, si vedrà
Limoncello della casa

Proposito per l’anno nuovo: dismettere anche i detergenti biodegradabili. Da domani, detersivi ecologici e saponi naturali. Per ora nella lavastoviglie sta girando l’ultima tavoletta di detersivo industriale… non avendone comprato altro, sarò costretta a industriarmi con quello ecologico, speriamo in bene! Da due giorni sto leggendo Cura naturale della casa. Manuale pratico di economia ecologica
… intanto mi sono procurata soda, aceto, bicarbonato di sodio… voglio evitare l’ammoniaca sia perché sono allergica sia perché secondo me é eccessivamente aggressiva e poco smaltibile (oltre a fare una puzza tremenda). Vedremo. Intanto… BUON ANNO :)

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12/2006

Le bestie nel circo non sono gli animali

Immagine_32.pngGiorni fa un circo si è insediato vicino a dove abito, sicuramente autorizzato dal comune. Quella degli animali nei circhi è una questione annale, dibattuta ripetutamente e che torna ogni volta nel periodo di natale, magari perché sulle televisioni italiane si ritiene ancora etico e educativo mandare in onda le sevizie ad esseri viventi inermi costretti a vivere come zingari, in prima serata ovviamente. Il tutto perché una ottantenne obesa truccata da matrioska ha detto che lei i suoi elefanti li rispetta. Certo, d’altra parte non c’è rispetto più grande che far vivere un elefante su e giù da un tir, in posti sempre diversi, spesso al gelo e spesso al caldo torrido, senza branco e spesso sterile. E’ esattamente come li ho visti nel Serengeti, anzi, devo dire che mentre passavo qualche elefante mi ha fermata chiedendomi se per favore gli sapevo indicare l’autostrada che aveva un puntello con un tir che lo portava alla sua esibizione di saltello su una zampa sulla piazza di Nairobi.
Io prenderei quella vecchiaccia e la sbatterei a fare il lavoro dei suoi elefanti per vedere se poi viene a raccontare che ballare su due zampe a comando, per avere in cambio una nocciolina, è dignitoso.

Comunque, tornando al circo che si è insediato qui vicino, passando si notava dalla strada che dei cammelli erano tenuti sotto un tendone, non coperto sui quattro lati. Qui ha fatto anche - 2° C e con l’umidità che c’è in lomellina il freddo percepito è anche superiore. Non ditemi che di notte fa freddo anche in Africa. Ne ho esperienza diretta, non fa questo freddo e non succede che gli animali vengano tenuti legati sotto un tendone su un campo che d’estate è una risaia. Avrei voluto fare una segnalazione ma hanno fatto prima loro ad andarsene che io a capire a chi rivolgermi. I carabinieri bisogna che li chiami il sindaco, i vigili escono se ci sono sevizie (tenerli legati al gelo all’aperto non è una sevizia?!), qualcuno mi spiffera che quando questi circhi arrivano come prima cosa regalano biglietti alle autorità… bella roba. Fatto sta che gli unici suggerimenti utili sono arrivati dal newsgroup di vegetarismo (it-alt.cultura.vegetarismo) e un ragazzo ha cortesemente segnalato questo documento sul sito della LAV che ho trovato utilissimo: http://www.infolav.org/allegati/2/3904_Dossier_Circo.pdf

La prima parte è da brividi, bisognerebbe imporre una lettura obbligata prima di accedere al circo. Dopo vorrei vedere chi ci va. All’interno comunque è riportato questo documento: CRITERI PER IL MANTENIMENTO DI ANIMALI NEI CIRCHI E NELLE MOSTRE VIAGGIANTI . Da leggere attentamente, così quando si vedono, si sà almeno cosa denunciare.

Nel dossier ho letto per esempio alla voce Camelidi:
Strutture esterne
Dimensioni: Lo spazio minimo deve essere di 300 m2 per 2-3 esemplari (50 m2 per
ogni animale in piu’).

[invece quelli che ho visto erano almeno 4 e ammassati in un centinaio di m2]

Terreno:Terra e sabbia. Devono essere forniti rami per stimolare l’interesse degli animali. Gli animali devono poter accedere ad un’area protetta dal vento e dalle intemperie.

[invece erano sotto un telo bianco di plastica, vento e pioggia arrivava da dovunque. Il terreno inoltre è il terreno di un campo, dubito che ci sia sabbia]

Strutture interne ed esterne : Gli animali non devono essere legati a pali.

[invece erano legati a una specie di palo orizzontale ]

Ma ahimé ho scoperto che la legge gli permette di tenerli fuori al gelo classificandoli come animali resistenti al freddo… d’altra parte qualcuno si ricorderà ancora la legge sulle razze canine pericolose stilata sempre da una di queste menti del parlamento…

Il nome del circo purtroppo non posso scriverlo, siccome non ho fatto foto potrei essere accusata di calunnia. Al prossimo che vedo comunque so cosa fare! Un amico avvocato mi ha spiegato che la cosa migliore è fare così: bisogna contattare la ASL, meglio via fax, e chiedere un controllo del presidio veterinario. Poi fare una denuncia circostanziata chiarendo quali articoli non vengono rispettati e sottolineando di avere allertato già la ASL. In questo modo sia i carabinieri che il veterinario della ASL devono eseguire gli accertamenti e intraprendere le azioni del caso.

Visto che in questo periodo ci sono in giro tanti circhi, facciamolo!

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12/2006

Abolire le notizie per non disturbare le opinioni

“Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni” é il sottotitolo del nuovo libro di Travaglio, se non avessi già un’altissima stima di questo giornalista, comprerei il libro lo stesso solo per questo sottotitolo geniale. Ho trovato nelle varie interviste online questa domanda e risposta di Travaglio che mi ha fatto ridere per 2 minuti, in cui viene citato uno di quei personaggi della politica italiana su cui non si può fare a meno di ridere (o piangere?!)

E’ un’ironia della sorte il fatto che la commissione Mitrokhin, che si sta rivelando una fabbrica di bufale, sia stata presieduta da un giornalista, il senatore Paolo Guzzanti?
“L’atteggiamento di Guzzanti verso certe commissioni si poteva già rilevare da una sua intervista nel’aprile 2001 sul Giornale al sedicente dottor Favaro, alias Zagami, che riferì di 1500 miliardi di tangenti su Telekom Serbia in sacchi di juta trasportati da un aereo da Belgrado ad Atene… Lì Guzzanti fu il primo a fare, a freddo, i nomi di Dini, Prodi e Fassino. Cinque mesi prima di Igor Marini. Quando poi si scoprì che Zagami era un truffatore, invece di chiedere scusa Guzzanti disse di essere vittima di una trappola della sinistra…”.
(qui tutta l’intervista)
In ogni caso, qui c’è il link del tipo che si prende la pena di incollare tutti gli articoli di Travaglio: http://vivamarcotravaglio.splinder.com/
gentilmente segnalato dalla mia metà che è un lettore più attento di me. Nome un po’ troppo inneggiante quello del sito, ma ottimo servizio, quindi linkato al volo.

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25
12/2006

Ricetta per il panettone vegetariano / vegan bio

Immagine_30.png

bene, dopo la versione vegetariana della Sacher, ecco la versione addirittura vegana del panettone… buon natale :) Ingredienti:

Farina bianca da agricoltura biologica - 800 gr (io uso quella bio-logici della Coop oppure quella 00 delle Cascine Orsine)
Lievito di birra - 25 gr (1 cubetto)
Margarina vegetale - 200 gr (ho usato bio-logici della Coop)
2 alghe addensanti Agar Agar (2 stecche) in sostituzione delle uova e albumi
Fruttosio - 400 gr (ho usato Fruttil)
Canditi assortiti e uvetta sultanina per totali 150 gr
Mezza stecca di vaniglia
Sale - un pizzico
Latte di soja - 60 ml (io ho usato Bjorg)

Il giorno prima, in una ciotola, si scioglie il lievito di birra e un quarto della farina nel latte di soja tiepido. Dare all’impasto una forma arrotondata, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare, in un luogo asciutto e non freddo, per tutta la notte. Se avete una impastatrice per pane, potete fare tutto nell’impastatrice, che manterrà la temperatura interna costante (è un aiuto notevole, soprattutto negli appartamenti condominiali con riscaldamento centralizzato, dove la cucina passa da forno a ghiacciaia più volte al giorno).
Il giorno dopo riprendere l’impasto, ovvero la matrice di lievito, lavorarlo a lungo sulla spianatoia (o nella macchina impastatrice) con 100 g di farina e qualche goccia di acqua tiepida; poi coprirlo con un tovagliolo e farlo lievitare al caldo costante (ideale 26 gradi) per circa 2 ore.
A questo punto ripetere l’operazione usando altri 100 g di farina e aggiungendo acqua tiepida quanto basta per rendere l’impasto morbido ed elastico. Farlo lievitare per altre 3 ore.
Nel frattempo far rinvenire l’uvetta in acqua tiepida per almeno 1 ora. Idea in più: far rinvenire l’uvetta in acqua tiepida e maraschino.
Poco prima di riprendere l’impasto far sciogliere la margarina in un tegamino su fiamma molto bassa evitando che frigga, lasciandone da parte un po’ per ungere la tortiera; poi sciogliere anche il fruttosio e un pizzico di sale in poca acqua, sempre su fiamma molto bassa. Togliere dal fuoco, fare intiepidire e aggiungere lentamente, sempre mescolando, le due stecche di agar agar finchè non saranno completamente sciolte.

Imburrare una pirofila da forno alta e stretta o, ancora meglio, lo stampo da panettone. Io ho usato uno stampo Kaiser in alluminio per panettone, se usate uno stampo in rame stagnato internamente, non imburrare e infarinare prima di versare il composto.

Riprendere adesso l’impasto e tornare a lavorarlo con il resto della farina aggiungendo, poco alla volta, la margarina e il composto di fruttosio e agar agar. Lavorare a lungo l’impasto inserendoci verso la fine anche le uvette, ben strizzate ed infarinate e i cubetti di frutta candita. Disporlo nello stampo, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare per almeno 3 ore.
Accendere il forno e regolarlo su 180° C se forno elettrico ventilato, 200° C se non ventilato. Io ho usato 180° e ventilato. Mettere il panettone in forno solo quando la temperatura è quella giusta e sul ripiano più basso. Cuocendo, lieviterà ancora e va evitato quindi che tocchi la parte alta del forno. Farlo cuocere per circa 50 minuti o fino a quando si è ben colorato o la superficie è diventata bruna.

Sfornarlo e farlo raffreddare. Trucchetto: farlo raffreddare a testa in giù per evitare che le uvette e i canditi si depositino sul fondo. Basta girarlo su un piatto o tortiera, non si sforma.

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24
12/2006

Buon Natale anche a voi!

erbaviola_natale_1.jpg
Grazie per tutti gli auguri ricevuti :) Smack!

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