Feb 172007
 
 February 17, 2007  6 Commenti »
tofu_sottolio.jpg

Questa più che una ricetta è un metodo di conservazione per chi si fa il tofu fresco in casa. Il metodo l’ho mutuato dalle conserve di formaggi (caprini, tomini ecc) e mi è venuta l’idea un paio di anni fa di metterlo sott’olio e ricavarne un paio di antipasti ottimi e ingredienti altrettanto ottimi per i panini o qualche cena improvvisata all’ultimo minuto.
Pensavo fosse una cosa che facevano un po’ tutti quelli che fanno il tofu in casa invece chiacchierando con Vera è venuto fuori che no, anzi, conservare il tofu è un problema. Penso che molto dipenda dal fatto che gran parte di vegetariani e vegani hanno cominciato a cucinare dopo aver fatto queste scelte di vita. Io cucino si può dire da sempre visto che ho lasciato la casa dei genitori a 21 anni e già dai 14 passavo qualche tempo fuori dall’Italia rifiutandomi di mangiare la monnezza britannica e quindi imparando a cucinare da sola. Quando è arrivata la svolta vegetariana e poi vegana, ho semplicemente cercato di rifare i piatti che mi piacevano con altri ingredienti. Il tofu sott’olio è appunto l’idea mutuata da caprini e tomini sott’olio con spezie. Qui di seguito i tre principali metodi di conserva del tofu sott’olio.

Tofu sott’olio alla mediterranea.
Ottimo come antipasto o spuntino, super sulle bruschette insieme a pomodorini freschi

300 gr di tofu – 2 carote – 100 gr olive verdi e nere – 60 gr di capperi – 1 spicchio d’aglio – olio extra vergine d’oliva – un pizzico di sale – peperoncino rosso – (brodo vegetale) – Olio extravergine di oliva, quanto basta per invasare

Tritare le carote, le olive, i capperi e l’aglio e farli soffriggere in una padella con dell’olio 2 o 3 minuti.
Aggiungete il tofu tagliato a piccoli dadini (1,5 cm di lato) e lasciare cuocere per 20 minuti circa. Se secca troppo, aggiungere poco alla volta qualche cucchiaio di brodo vegetale. Al termine cospargerlo di un pizzico di peperoncino rosso, mischiare, estrarlo dalla pentola con tutte le verdurine e invasarlo. Aggiungere l’olio fino a copertura, una foglia di alloro e chiudere ermeticamente. Tempo di posa per l’insaporimento: 1 settimana circa. Dura anche 6 mesi chiuso, l’olio è un conservante naturale.

Tofu marinato sott’olio
Ottimo come antipasto, su tartine o nei panini. Buonissimo servito freddo d’estate.

300 gr di tofu – aceto balsamico di modena – olio extravergine di oliva – salsa di soia – timo o misto di spezie a piacere (timo,maggiorana, alloro, rosmarino….) – una presa di sale – un pizzico di zenzero

Tagliare il tofu a cubettini piccoli o a fettine (come si fa per le verdure in carpione) e metterlo in un contenitore, irrorandolo fino a copertura con un composto fatto con tutti gli ingredienti sopra. Tempo di posa per l’insaporimento: 1 settimana circa. Dura anche 6 mesi chiuso, l’olio è un conservante naturale.

Tofu in carpione
Ottimo come antipasto o come formaggio da tavola

300 gr di tofu – 1 spicchio d’aglio – 3 cucchiai d’acqua – 2 cucchiai di shoyu – 1 cucchiaio di aceto di mele – 1 rametto di rosmarino fresco – 1 pizzico di origano secco – foglie di mentuccia fresca – olio extra vergine di oliva

Praticate dei piccoli taglietti nello spicchio d’aglio e metterlo in una scodella, dove si aggiungono 3 cucchiai d’acqua tiepida, 2 di shoyu, 1 di aceto di mele, il rametto di rosmarino ed un pizzico d’origano secco.
Lasciare riposare per almeno 10-15 minuti poi aggiungere l’olio e togliere l’aglio. Tagliare il tofu a fettine di circa mezzo cm di spessore e disporlo nel contenitore di conserva in questo modo: composto di olio – fette di tofu – foglie di mentuccia – composto di olio a coprire e via così fino a terminare il vaso o contenitore. Tempo di posa per l’insaporimento: 1 settimana circa. Dura anche 6 mesi chiuso, l’olio è un conservante naturale.

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Feb 172007
 
 February 17, 2007  2 Commenti »
muffins_banana_nocciole_cacao.jpg

Sì, con buona pace di tutti, una mia settimana di meditazione e isolamento con tappe in cucina produce qualche novità. Ho fatto questi dolcetti perché mi è tornata l’idea dei muffins e ho voluto sperimentare qualcosa di vegano senza lievito. Avevo letto che la banana in qualche caso può sostituire il lievito e uno dei casi è proprio la pasticceria. Il risultato è stato ottimo, anche perché andando a occhio sono riusciti al primo colpo, con sommo gaudio di tutti visto che sono stati spazzolati 16 muffins in due giorni (…qualcuno ha un calo di zuccheri qui…).

Tipologia: vegetariani e vegani
tempo di preparazione: 10 minuti
cottura: 25 min in forno già caldo

Ingredienti per 16-18 muffins :

170 gr di farina bianca 00
125 gr di margarina vegetale
70 gr zucchero di canna grezzo
2 banane medie non troppo mature
125 gr di nocciole già sgusciate
40 gr di cacao amaro in polvere

Mettere la farina dentro ad una grande terrina oppure, se usate il mixer/robot cucina, direttamente dentro il contenitore con inserite le lame. Nel frattempo fate sciogliere la margarina in un pentolino a fuoco bassissimo e aggiungete lo zucchero di canna una volta raffreddata.
Schiacciare le banane (o tritare se si usa il mixer, direttamente dentro con la farina) e mescolatele poi con la farina ed il cacao. Alla fine aggiungete lo zucchero sciolto nella margarina.
Se l’impasto risulta troppo duro aggiungere pochissimo latte di soia o pochissima acqua tiepida. Inserire tutte le nocciole tranne 18 e tritare insieme all’impasto. Non c’è pericolo a tritare invece di sbattere perchè non ci sono uova, le banane non impazziscono ;)
Trasferite l’impasto dentro stampini per muffins e far cuocere in forno già caldo per 20-25 minuti a 175ºC (io ho usato il forno ventilato). Gli stampini vanno riempiti fino a metà, perchè l’impasto grazie alla banana lieviterà.
Lasciateli raffreddare mettendoli su un piano rialzato, come una griglia, non farli raffreddare su piatti o ancora peggio carta assorbente perchè creano umidità e si afflosciano.
Si possono ricoprire con zucchero a velo oppure glassare con cioccolato o irrorare di sciroppo d’acero. Secondo me però naturali sono stra-buoni.

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