Festonati ai quattro pepi

17
02/2007

Festonati ai quattro pepi

festonati_ai_quattro_pepi.jpg

Questa settimana è successo di tutto, i problemi di lavoro si sono impossessati del 90% della mia vita e questo ha compreso anche una buona parte delle ore di sonno, già poche. Come sempre, quando voglio stare un po’ sulle mie o ho bisogno di pensare, mi chiudo in cucina. L’unico risvolto positivo di quando arrivano dei guai in questa casa di nottambuli, è che si mangia meglio del solito :D
La creazione migliore è comunque stato il panino accompagnato da birra di castagne di ieri notte, davvero divino, ma come sempre non ho mai dietro la macchina fotografica quando serve e non mi sono ancora piegata al videofonino (che tanto lascerei in giro spento esattamente come il telefonino, quindi tanto vale). La birra Pietra non solo ha incontrato in pieno i miei gusti ma è anche stata una piacevolissima scoperta. Certo, non batte il mio grande amore, la Nora di Baladin (che, a proposito, si sposa benissimo con la ricetta che segue, specialmente se si fa l’aggiuntina di zenzero), ma sicuramente rientra ora tra le mie preferite. E’ una birra scura ambrata, da 6 gradi, prodotta con metodo artigianale e imbottigliata dal 1996 a Furiani, una piccola località dalle parti di Bastia. L’abbiamo comprata incuriositi dall’ingrediente particolare per una birra, la farina di castagne insieme al malto. Avevo già provato in Belgio delle birre aromatizzate alla castagna ma sono piuttosto diverse. La castagna qui non funziona come un semplice aroma, è proprio un ingrediente e quasi impercettibile al gusto, è giusto una punta mentre in quelle aromatizzate alla castagna è molto più presente e disturba anche un po’ a volte. Qui crea invce un retrogusto amarognolo in una birra corposa e tendenzialmente dolce, un risultato ottimo per il mio palato. Peccato che sia di così difficile reperimento fuori dalla Corsica, è la prima volta infatti che la troviamo.

La ricetta che segue è un piatto velocissimo, da 10 minuti, che è diventato subito uno dei preferiti di Wiz. Non sapevo come fare questa pasta Dalverde che va sotto il nome di ‘Festonati’: troppo grossa per il sugo che scivola via e troppo piccola da fare ripiena. Così sono buonissimi, tanto che li abbiamo già ricomprati. Ottimo anche con pennette visto che c’è da saltare in padella.
Festonati ai quattro pepi

Tempo cottura inclusa: 10 minuti
Tipologia: vegetariani e vegani
Ingredienti per due persone:
200 gr di festonati Dalverde
1 piccolo scalogno
125 ml di panna di soia
pepe verde fresco in grani
peperoncino di cayenna in polvere
pepe bianco macinato fresco
pepe nero macinato fresco
un pizzico di sale
2 cucchiai di sale grosso da cucina
1 filo di olio di oliva
Portare a bollore una pentola di acqua e aggiungere due cucchiai di sale grosso da cucina. Buttare la pasta. A parte, tagliare lo scalogno sottilissimo ma non tritare. Buttare in una padella l’olio di oliva con lo scalogno, far soffriggere per non più di un minuto senza dorare, versare la panna, un pizzico per ogni pepe, una decina di grani di pepe verde, il pizzico di sale e se si desidera una puntina di zenzero in polvere e far saltare per un paio di minuti. A questo punto sarà cotta la pasta, scolare, versare nella padella e far saltare tutto insieme per un paio di minuti. Lasciar riposare un minuto e impiattare (sì, ogni tanto guardo Gambero Rosso Channel!) E’ pronta una pasta profumatissima e molto buona :)

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02/2007

Vite agli antipodi: Rubens e Princess Anita

babies.jpg Il 4 febbraio 2007 c’è stata la prima riunione tra i primi temerari liberi sognatori pacifisti e vegani che hanno partecipato alla STESURA DELL’ATTO COSTITUTIVO del nuovo ecovillaggio nato da un’idea di Rubens Gardelli (l’atto costitutivo è online qui).
Mi è dispiaciuto molto non poter partecipare, purtroppo il lavoro a volte è insopportabile, gli impegni troppi e il tempo scarsissimo. sigh.
Rubens mi ha mandato l’atto costitutivo e posso affermare senza ombra di dubbio che è il progetto di ecovillaggio più ambizioso che abbia mai letto! Ci vorranno proprio delle persone in gamba per riuscirci.

Alcune cose però mi lasciano un po’ perplessa… tipo la scelta di non coltivare niente direttamente (permacultura), raccogliere solo i frutti che dona la terra MA addirittura farsi gli abiti con i prodotti della terra. Ehm… che io sappia, cotone, lino e canapa non sono erbe spontanee in Italia… la canapa men che meno purtroppo!

L’altra cosa che mi lascia perplessa è l’esenzione dalle tasse da richiedere allo Stato… temo che almeno la tassa di proprietà del terreno vada pagata e che l’edificazione, a parte il sud Italia, abbia regole ben precise. Dubito fortemente che la regione Toscana abbia la stessa tolleranza del sindaco di Agrigento verso l’edificazione abusiva ;)

Ultima ma non minore cosa che mi riesce un po’ difficile da inquadrare è l’educazione dei bambini. Capisco benissimo la non standardizzazione, tanto che ci sono da sempre scuole di pensiero pedagogico di questo tipo, basta citare le idee della Montessori o quelle fin troppo rivalutate di Rudolf Steiner (mi chiedo sempre, per esempio, in base a quale idea bislacca gli steineriani vietino la televisione visto che Steiner è morto prima che si diffondesse persino il cinema muto…).

Quello che invece non capisco è privare i bambini del libero arbitrio. Un uomo adulto può anche decidere consapevolmente di andare a vivere sui monti cibandosi di bacche in completa armonia con la natura. E’ una sua decisione. I bambini invece se vengono tenuti in questo mondo a parte, vengono privati del libero arbitrio, perchè non gli si danno i mezzi per vivere nell’altra società, quella tecnologica, chiamiamola così. Saranno obbligati a restare per forza in quella parallela creata dai genitori, che invece hanno goduto di libero arbitrio nello sceglierla.

In secondo luogo, è abbastanza improbabile che lo stato lo permetta. Tutte le comuni che ci hanno provato sono state giustamente obbligate a far seguire ai bambini dei programmi scolastici, anche restando in comunità a studiare e dando gli esami a fine anno. C’è da dire che la realtà continua a dimostrare che i bambini seguiti da adulti e insegnanti nelle comuni sono molto più preparati dei bambini che frequentano le scuole normalmente.

Non contesto comunque il progetto ma la parte pedagogica: si priva la futura generazione della comune di quel libero arbitrio che è invece un diritto umano sacrosanto. Questa non può essere mai una scelta corretta.

***

Tanto per andare agli antipodi di questa idea di vita primitivista, oggi ho scoperto per caso che un’amica ritrovata dopo tanto tempo ha un blog, davvero simpatico: 2 Europeans & a Baby (The every day’s life and adventures of a family composed by an italian mom, a belgian dad and an european baby), con la bellissima Anita come star.

Anita è una futura filosofa, ha già capito infatti che le Desperate Housewives sono principesse. Io l’ho capito solo a metà della prima serie dopo una mattina di pulizie di casa, passando davanti a uno specchio. Nel mondo delle casalinghe di Wisteria Lane avrei avuto un delizioso twin set pastello, un grembiulino minuscolo alla francese, tacchi a spillo come quella che lavava i pavimenti con Spic e Span (che fine ha fatto a proposito?) e soprattutto sarei stata pulita, pettinata e truccata, con la casa perfettamente in ordine e il pranzo pronto nel forno. Nella realtà che la piccola Anita ha già capito, mi aggiravo per casa sporca, sudaticcia e spettinata, brandendo il mio Dyson come Terminator e rischiando di risucchiare anche i gatti perché sarà anche potente e fighissimo ma è l’unico aspirapolvere senza la regolazione di potenza. Non ha neanche ‘piano’ e ‘forte’ come gli aspirapolvere degli anni ’70, ha solo ON e OFF come il phon della Barbie (l’aspirapolvere di Barbie non esiste, la Barbie è un’altra che aveva capito tutto).

Insomma volevo dire solo che Anita mi sembra un bel tipino con il suo bel libero arbitrio e magari uno di questi giorni glielo dice lei ai suoi genitori che il cioccolato Nestlé non è etico né sano. Poi se proprio, può chiamare me come rinforzo, arrivo brandendo un toblerone del ctm e prendiamo tutti a tobleronate :D Forza Anita!

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8
02/2007

Attenzione al riso per cani e gatti!

erbaviolacatdog.jpg

L’altro ieri Greenpeace ha pubblicato il rapporto “l’industria del riso sull’orlo del collasso” (qui trovate il pdf del rapporto).

Sembrano quindi fondate le paure di contaminazione da coltivazioni OGM non autorizzate in Europa oltre alla più grave importazione di riso OGM da paesi in cui questa coltivazione è già autorizzata MA che non dovrebbero poterlo far entrare in paesi come l’Italia che agli OGM ha chiuso finora le porte.

Il rapporto è molto lungo e dettagliato. Il dato positivo è che molte compagnie non soltanto si sono impegnate ad acquistare riso non-Ogm, ma stanno dichiarando pubblicamente di aver interrotto l’acquisto di riso statunitense a causa delle difficoltà e dei costi che l’accertamento dell’assenza di Ogm nelle partite comporta. Questo va benissimo, ma la filiera non è mai così chiara su percorsi internazionali, perlomeno per noi consumatori, pertanto si può avere una qualche certezza solo sul riso normale da cucina, se di provenienza italiana e di aziende certificate (Alce Nero, per fare un esempio o la Coop mettono a disposizione dei clienti l’intero percorso di filiera, che è anche piuttosto breve visto che si tratta di riso italiano).

Questo non accade però per i mangimi di cani e gatti. E’ particolarmente importante, quindi, in un momento in cui alcune multinazionali come la Monsanto e alcuni distributori europei devono disfarsi di tonnellate di riso OGM, evitare di comprare per i propri amici a quattro zampe:
– pappe contenenti riso non prodotte in Italia
- in generale, pappe che non abbiano origine controllata
- riso soffiato non italiano
- prodotti per cani e gatti contenenti riso che provengano in particolare da Olanda e Germania,
dove è stata più alta l’incidenza della diffusione del riso OGM introdotto illegalmente dalla Bayer quindi, NIENTE prodotti che arrivano dalla Metro e dalla Lidl, non sono controllabili
- Se potete, boicottate i prodotti Bayer, TUTTI, perché è la principale responsabile di questo disastro. Il danno economico da mancate vendite lo capiscono, le lettere di protesta no.

Perché me la prendo tanto? Perchè quello che il lungo rapporto di Greenpeace non dice (non è pertinente, non è che vogliano nasconderlo!) è che ora questi signori si devono disfare di tonnellate di riso OGM e per farlo una delle solite mosse, vedi precedenti di carni avariate, scongelate e ricongelate e schifezze varie, è riveicolare nell’industria del cibo per animali. Attenzione, quindi! :)

Danni da alimentazione con cibi transgenici: i disgraziati che hanno alimentato delle cavie con farine OGM hanno confermato l’abbassamento quasi totale del sistema immunitario sia nei giovani che negli adulti, abbassamento che causa l’insorgere di numerose patologie perchè gli animali non hanno più difese. ( http://www.lanuovaecologia.it/scienza/biotech/5480.php ).
Il numero di tumori nelle cavie alimentate con farine transgeniche è alto, molto più della norma. Prendendo poi sempre in prestito da Greenpeace: sempre maggiori evidenze scientifiche correlano il consumo di OGM e l’insorgenza di ipersensibilizzazioni o di allergie. Queste patologie sono già in netto aumento nelle popolazioni dei paesi industrializzati come conseguenza dell’abbassamento delle difese immunitarie e l’esposizione ad agenti allergenici ambientali, e rischiano di aggravarsi e moltipicarsi a causa degli OGM. ( qui: http://www.greenpeace.it/ogm/domandefrequenti.html ).

Occhio quindi agli acquisti di pappe e… diffondete, se vi capita :)

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7
02/2007

Cara LIPU, RICICLATO e RICICLABILE non sono sinonimi!

albero.jpgVivo al confine con un bosco della Lipu, ho sempre trovato bello e nobile e alto il loro impegno. Così quest’anno mi accingo ad aprire la lettera per la donazione alla Lipu e vengo travolta da un appello accorato: l’inquinamento sta mettendo a dura prova la sopravvivenza di molti volatili. Lunga lettera su cause, concause e effetti dell’inquinamento.

Poi guardo bene la lettera in carta patinata e stampa quadricromia lucida che mi hanno mandato. Ci ripenso, e scrivo questa lettera di protesta.

Buongiorno, oggi ci è arrivata la vostra lettera sul pericolo per i passeri. Troviamo la vostra opera encomiabile e non è la prima volta che vi sosteniamo. Però. C’è un però nella lettera che avete mandato. Il mangime per gli uccelli come tutti gli anni l’abbiamo messo abbondantemente in giardino e teniamo alla larga i gatti.

Ma la donazione non la facciamo questa volta.

PERCHè è VERAMENTE DISGUSTOSO CHE UN’ASSOCIAZIONE COME LA LIPU CI MANDI LETTERE IN CARTA PATINATA CON RELATIVO SPRECO DI CELLULOSA, ABBATTIMENTO DI ALBERI E INQUINAMENTO (LA STAMPA IN QUADRICROMIA CHE AVETE USATO è TRA LE MAGGIORMENTE INQUINANTI).

MA CI STATE PRENDENDO IN GIRO COME IL WWF?! GLI ANIMALI CHE DOVETE PROTEGGERE SONO MINACCIATI ANCHE DALL’INQUINAMENTO, E VOI PER DIRCELO INQUINATE ULTERIORMENTE?!

MA CI VOLEVA PROPRIO TANTA INTELLIGENZA A USARE CARTA RICICLATA?!

intelligenza non lo sappiamo,,ma sicuramente amore VERO per l’ambiente si. Sarete diventati anche voi dei buffoni come il wwf ?!

VERGOGNA!!!!!! VERGOGNA!!!! VERGOGNA!!!!

La nostra donazione, come quella di molti altri nostri amici che si sono trovati perfettamente d’accordo con noi, quest’anno non vi arriva. E non arriverà finchè non vi vedremo usare carta riciclata al 100%. E vergognatevi!

La LIPU, onore al merito, mi risponde dettagliatamente, con la email qui di seguito… avvallando però la mia protesta. Loro hanno scelto anche la carta RICICLABILE… ma ci stiamo prendendo in giro sulle parole, quindi! Riciclabile è TUTTA la carta!
Tra l’altro la stampa che hanno usato è DIFFICILMENTE RICICLABILE. Ma soprattutto, usare la carta riciclata è cio’ che ci si aspetta da una associazione ambientalista che ci viene a parlare di inquinamento e disboscamento. Parlare di “carta ecologica biodegradabile” è una presa in giro. E’ la differenza tra abbattere degli alberi e un costo di produzione altissimo a livello ambientale e ….non farlo! E’ la differenza anche tra chissà quanti toner e inchiostri difficilmente smaltibili per stamparle e pochi per mandare una comunicazione magari con un minor appeal ma efficace e corretta anche dal punto di vista ambientale. Soprattutto per una comunicazione pubblicitaria per la raccolta di fondi per proteggere gli uccelli dai danni dell’inquinamento!!!
Qui invece mi pare che si giochi un po’ troppo con le parole e l’abbonato meno attento non fa caso a questo giochino del riciclabile/riciclato, carta biodegradabile/carta riciclabile. Così pensando di finanziare un’associazione ambientalista ci si trova a finanziare in realtà una fonte di inquinamento.
Non ultimo, chi conosce l’informatica o il sistema Postel può farsi un paio di risate amare su questa perla: L’unico allegato non in carta ecologica è il depliant in quanto il conto corrente postale deve essere obbligatoriamente in carta OCR per i lettori ottici delle poste. Se non si usa la carta riciclata grigio scuro, i lettori OCR delle Poste (non la carta ocr, che non esiste!) sono perfettamente in grado di leggerli…. tanto che la loro vantata busta in carta riciclata e la loro rivista in carta riciclata vengono lette tranquillamente dai lettori OCR dell Poste stesse! OPS!

Complimenti vivissimi, signori della LIPU! Un “raccogliamo la sua protesta e ne faremo tesoro per migliorare” era una risposta accettabile, anche allungata in marketingese. Farmi passare per stupida invece no. Rimango della mia idea: riciclato e riciclabile non sono sinonimi, né in italiano né in una politica ecologica seria.

Gentile Signora Grazia,

in merito alla sua email, desideriamo comunicarle quanto segue:

  1. La busta che abbiamo usato è in carta riciclata E 2000 delle Cartiere Cariolario certificata dal Ministero dell’Ambiente tedesco con il marchio ecologico “Angelo Blu” (le allego la scheda tecnica) e nella finestra per l’indirizzo abbiamo fatto inserire un pergamino riciclabile e non il pvc come in genere si usa, quindi questa busta può essere totalmente riciclata;
  1. La carta della lettera è la Symbol Freelife Gloss della Fedrigoni (le allego la scheda tecnica) completamente biodegradabile e riciclabile;
  1. L’unico allegato non in carta ecologica è il depliant in quanto il conto corrente postale deve essere obbligatoriamente in carta OCR per i lettori ottici delle poste.
  1. Tutti i nostri materiali, ad esclusione di quelli con il conto corrente postale per le ragioni sopra evidenziate, sono in carta ecologica. Ali e Ali junior, ad esempio, le riviste dell’Associazione sono stampate su carta riciclata E 2000 delle Cartiere Cariolaro e sono confezionate con Mater-bi, materiale riciclabile derivato da sostanze organiche vegetali.

Queste scelte comportano, mi creda, costi esagerati in quanto la richiesta di carta ecologica o di Mater bi in Italia è veramente bassa, quindi i prezzi molto alti. Ma la LIPU ha intrapreso questa strada ed è determinata a proseguirla.

A sua disposizione per qualsiasi altro chiarimento.

Grazie e cordiali saluti.

Rossana Bigliardi
Area Comunicazione e Marketing

P.S. Le carte usate (busta e lettera) hanno il marchio FSC che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

LIPU – BirdLife Italia
Sede Nazionale
Via Trento, 49 – 43100 Parma
tel ++39 0521 273043
fax ++ 39 0521 273419

www.lipu.it

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02/2007

Finestra ufficio ore 19.00…

…mi sa che oggi ho esagerato con il caffé!

06022007.jpg

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