ORTO BIO, COME TRAPIANTARE

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03/2007

ORTO BIO, COME TRAPIANTARE

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Quest’anno i grandi lavori di trapianto sono arrivati prima del solito. Le piantine fatte crescere in semenzaio o nei vasetti da trapianto sono già pronte, così come quelle offerte nei vivai.
La prima cosa da fare è schematizzare e capire dove andrà piantato che cosa, cercando di tenere ben presente quanto si allargheranno e alzeranno le piantine. Un errore classico è considerare poco questo aspetto e trapiantare le piantine che sembrano piccolissime tutte vicine… ahimé… così soffocheranno durante la crescita e l’esito sarà nullo :(
Nel pezzo di orto che ho usato come esempio, vado a mettere:

  1. 9 piantine di insalata lollo verde e 9 di lollo rossa. I cespi della lollo si allargano molto, è un’insalata piuttosto produttiva con cespi che arrivano a 50-80 cm di diametro. Tengo allora le piantine distanziate una dall’altra di almeno 50 cm, in modo che possano crescere serenamente. Altro motivo per tenerele distanziate è che bisognerà passarci con il rastrellino a mano o con un piccolo sarchiatore per togliere le erbacce. Se i cespi sono troppo vicini, questo lavoro diventa difficile, lungo e noioso, rischiando anche di rovinare le radici o le prime foglie esterne dei cespi.
  2. 30 bulbilli di aglio. Le teste di aglio sono formate da bulbilli, che ripiantati danno vita ad altrettante teste d’aglio. La cosa interessante dell’aglio è anche che in agricoltura biologica si usa ottimamente come anti-lumache e anti-gatti. Il suo forte odore infatti tiene lontani questi due animaletti senza arrecargli danno come succede invece nella normale agricoltura con i lumachicidi e schifezze del genere, che poi inevitabilmente si integrano nell’insalata attraverso il terreno. Io lo metto tra i cespi di insalata e tra le fragole, che sono le due a rischio in questo pezzo: le lumache adorano mangiare l’insalata e i gatti amano urinare ovunque, quindi con l’aglio si evitano banchetti e innaffiature indesiderate. Al contempo, si coltiva l’aglio sfruttando spazi irrisori.
  3. 6 piantine di fragole 4 stagioni. Ne bastano sei perché grazie alla loro grande produttività si replicheranno nel giro di un mese con i ‘butti’, infoltendosi in un bel cespuglio che dividerà insalata da pomodori.
  4. 6 piantine di pomodori pakino. Anche queste diventeranno molto grandi sia in larghezza che in altezza, quindi vanno tenute distanziate di almeno 30 – 40 cm una dall’altra. Inoltre hanno bisogno dei tutori, io uso di solito delle canne di bambù. Siccome queste piantine cresceranno molto, le metto verso la parte finale della prosa che sto facendo, in modo che non vadano a togliere luce a insalate e fragole, che invece rimarranno basse.
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Con il trapianto si prelevano piantine fornite di 4-5 foglie e di apparato radicale abbastanza sviluppato, in grado di attecchire rapidamente. La crisi da trapianto ovvero la sofferenza delle piantine per un paio di giorni, in cui sembreranno deperire inesorabilmente, può essere evitata in parte con alcuni accorgimenti.

  1. trapiantare nel tardo pomeriggio, quando il sole non batte, così che la piantina avrà tutta la notte per riprendersi un po’, piuttosto che una giornata di solleone
  2. annaffiare i vasetti o la seminiera qualche ora prima di prelevare le piantine, lo stesso vale per il terreno in cui andremo a trapiantare.
  3. le piantine non vanno estirpate ma prelevate con un bel pane di terra attorno che ridurrà lo shock del cambiamento di terreno e allo stesso tempo preserverà le radici da traumi
  4. preparare i buchi prima di togliere le piantine dai vasi o dalla seminiera, predisporre tutti i posti già pronti ad accoglierle significa tenerle il meno possibile in uno stato di stress che arresta i processi vegetativi
  5. interrarle con il colletto al livello della superficie, senza torcere o schiacciare le radici. Il colletto troppo interrato o peggio troppo fuori dal terreno provoca la morte della pianta, quindi in questa fase c’è da stare attentissimi. Piuttosto, rifare il trapianto se si sbaglia, non cercare di rimediare schiacciando la pianta verso il basso perchè si romperanno le radici che in questa fase sono ancora piuttosto deboli
  6. Coprire le piantine trapiantate almeno per un paio di giorni con un telo ombreggiante o con un pezzo di tessuto non tessuto, anche solo appoggiato sopra e fermato ai 4 angoli. Questo evita shock da sole cocente, specialmente alle piantine che arrivano da vivai, serre e seminiere. Quelle che invece sono state piantate all’aperto in piena terra non ne hanno bisogno, sono già abituate.
  7. NON CONCIMARE. E’ una credenza vecchia e sbagliata quella che porta a concimare le piantine appena trapiantate perché è controproducente e irrazionale stimolare a mettere nuove foglie delle piantine che devono ancora radicare e ambientarsi. Se proprio dovete farlo, aspettate almeno 4-5 giorni.
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Et voilà! Abbiamo quasi finito. Cosa manca?
Li vedete quei pezzettini bianchi sparsi nel terreno? E’ aglio. Intanto che i bulbilli crescono, ho sparso dei pezzettini di aglio, ricavati da dei bulbilli non troppo belli che ho scartato dal trapianto. Terranno lontani lumache e gatti, con buona pace di tutti :)

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