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CRACKER DI OKARA SENZA LIEVITO (ricetta)

cracker_okara.jpg

In questa ricetta ho unito due necessità del momento. Prima di tutto usare l’okara perché ormai ne produco un bel po’ facendo latte di soia e il tofu in casa. E’ un alimento così nutriente che sarebbe un peccato sprecarlo: infatti rispetto al bassissimo contenuto calorico, l’okara ha un alto contenuto di fibre, proteine, calcio e ferro. Si ottiene dalla lavorazione del latte di soia: è la polpa che rimane dalla spremitura dei fagioli di soia. Per chi come me usa la macchina per il latte di soia (VeganStar, SoyaJoy ecc.) è la parte che rimane all’interno del cestello.

La seconda necessità era quella di utilizzare meno prodotti lievitati, oggi se ne usano veramente troppi e tra intolleranze e sindrome da lievito, è bene qualche volta saltare il classico pane lievitato per qualcosa di più salutare. Non ultimo, avevo bisogno di una scortina di carboidrati pronta al volo, per non correre dietro continuamente alla necessità di fare il pane. Questi cracker sono ottimi, nutrienti, bilanciati, senza lievito e …ipocalorici! 😀

Tipologia: onnivori, vegetariani, vegani

Ingredienti:

  • 30 g di farina di semola di grano duro da agricoltura biologica
  • 70 g di farina di soia da agricoltura biologica
  • 70 g di okara fresco
  • 50 ml di acqua (da valutare a seconda di quanto è ‘bagnato’ il vostro okara)
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • sale o gomasio, secondo le preferenze di sapidità
  • 1 g di bicarbonato di sodio

Procedimento:
Impastare tutti gli ingredienti velocemente con un cucchiaio di legno e mettere in frigo per 1 ora. La quantità di acqua è da valutare in base alla consistenza dell’okara, quindi consiglio di versarla a poco a poco.
Stendere un foglio di carta forno della stessa misura interna della teglia che userete per cuocere e poi spianarvi l’impasto tenendolo di circa mezzo centimetro di spessore. Tagliare la sfoglia così ottenuta nelle forme desiderate, utilizzando un coltello oppure degli stampini per biscotti o la rotella dentata. Io per renderli meno appiccicosi li ho ripassati in un po’ di farina di soia prima di infornarli, il risultato è stato una crosticina piacevole 😀 Inoltre ho deciso di non bucherellare la superficie visto che non è un prodotto lievitato e il risultato è stato ottimo. Esteticamente li preferisco non bucherellati.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° C,  per 10 minuti circa sul ripiano intermedio, fino a completa doratura. Tenere conto che escono dal forno ancora morbidi e terminano la cottura mentre raffreddano. Una eccessiva doratura li rende durissimi, così come tempi di cottura troppo lunghi.

Si possono insaporire con:

  • pomodori secchi a pezzetti (non ammollati precedentemente)
  • pomodori e origano (gusto pizza)
  • rosmarino
  • erbe di Provenza
  • cipolla essiccata
  • olive
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6 Comments

  • Reply LETIZIA maggio 8, 2007 at 8:35 am

    CIAO ERBAVIOLA, DOPO I COMPLIMENTI PER IL TUO BLOG PIU’ CHE MERITATI AVREI UNA CORTESIA DA CHIEDERTI. HO COMPRATO IL SOYAQUEEN PER IL MIO “CUCCIOLO” FRANCESCO DI 2 ANNI MA I TENTATIVI SIA PER IL LATTE DI SOIA CHE DI RISO PER NON PARLARE DI QUELLO DI MANDORLE SONO STATI MOLTO DELUDENTI……. PUOI DARMI QUALCHE CONSIGLIO ? GRAZIE GRAZIE.

    • Reply Erbaviola novembre 8, 2011 at 6:43 pm

      Letizia: trovi tutte le informazioni cercando nel sito i post sul latte di soia 🙂 hanno contribuito diverse persone

  • Reply grace maggio 8, 2007 at 11:19 am

    Ciao, ma certo! Io ho la Soyajoy ma da quello che vedo online il funzionamento è identico.
    Io uso la soia da agricoltura biologica in vendita al NaturaSì ma ho provato anche con altre marche, sempre bio e il risultato è quasi identico. A me non piaceva molto il retrogusto un po’ secco… il primo latte di soia che facevo mi ‘asciugava’ letteralmente la bocca. Dopo vari tentativi ho scoperto che lasciando in ammollo la soia almeno 18 ore in acqua con qualche foglia di alloro, il sapore ne guadagna moltissimo. Dopo aver fatto il latte, aggiungo malto di grano o fruttosio per dolcificare (quando ho finito il malto uso il fruttosio) ma su alcuni siti tedeschi ho visto che mettono anche:
    – stecca di vaniglia in ammollo (pare che si ricicli più volte, è un po’ costosa)
    – vaniglia essenza alimentare
    Forse quste due soluzioni sono meglio per i piccoli 🙂

    Il latte di riso non ho ancora provato a farlo, quello di mandorle in compenso è stato un disastro ma suppongo per le pessime mandorle che abbiamo usato. Però anni fa ho visto fare a mano in casa il latte di mandorla da una signora calabrese, mi sembra che fosse più denso e che ci restasse più polpa di mandorle rispetto a quella che espelle la macchina.

  • Reply kia febbraio 27, 2008 at 4:29 pm

    wow! stasera dopo aver fatto il latte li farò subito….ho già l’acquolina!:))….e poi non posso fare sempre polpette con l’okara che mi rimane;P Grazie per l’ottime ricetta!

  • Reply ciro novembre 8, 2011 at 6:37 pm

    ciao è da poco che seguo il sito e ti faccio i complimenti,
    mi chiedevo come poter variare la ricetta se no nsi dispone della farina di ceci si può mettere una farina integrale??? o altro??
    grazie mille

    • Reply Erbaviola novembre 8, 2011 at 6:42 pm

      ciao Ciro, sì si può usare altro ma bisogna utilizzare una farina ‘dura’ quindi o una semola di grano duro oppure se vuoi usare un’integrale, io metterei 2/3 integrale e 1/3 kamut, altrimenti non vengono belli croccanti 🙂

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