SALSA DI CANAPA E CUCINA CRUDISTA

E’ arrivato il gran caldo e come mi ero ripromessa da tempo, ho cominciato a sperimentare qualche ricetta crudista. Ma come al solito seguo per poco le ricette, poi esco dal seminato e comincio a sperimentare per conto mio ![]()
Intanto, per chi volesse addentrarsi nel crudismo, consiglio i siti:
- miss vanilla, che ha scritto anche un bel libro sul crudismo, che si può comprare direttamente sul sito
- saltonelcrudo.it , il sito di Laura che con il crudismo ha anche cambiato vita e perso qualche kg. Secondo me una spiegazione molto carina e semplice del crudismo per non crudisti
- l’intervento della dott.ssa Baroni, presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana
- il crudismo spiegato su veganitalia.com, a cura di Sara Cargnello (la stessa di missvanilla.eu)
Personalmente, credo che non mi convertirò mai del tutto al crudismo anche se fosse dichiarata la migliore scelta nutrizionale del millennio: non posso rinunciare a pane, pasta, dolci e soprattutto… ehm… tappatevi le orecchie… LE PATATINE FRITTE!!! (ma come si fa a vivere senza le patatine fritte, dai!).
Dal punto di vista nutrizionale ho trovato questa sintetica quanto chiara spiegazione da Lifegate: “I vantaggi del crudismo difatto sono molteplici: le vitamine e i sali minerali presenti negli alimenti restano intatti e conservati nel loro equilibrio originario; inoltre, da un punto di vista fisiologico, la digestione viene stimolata e facilitata, grazie ad una maggior presenza di ptialina, un enzima digestivo contenuto nella saliva la cui produzione è indotta dalla masticazione. Grazie alla maggior quantità di fibre ingerite, l’intestino viene stimolato così come la disintossicazione del sangue e dell’organismo in generale.”
Nutro però qualche dubbio sulla scelta dal punto di vista etico. Una delle ragioni etiche che spinge al crudismo è il minor consumo di cibi confezionati, quindi un minor impatto ambientale. Si evitano imballaggi e processi industriali. D’altro canto però la cucina crudista prevede un uso costante di mixer, frullatore, essiccatore… tutti elettrodomestici a corrente elettrica, di consumo elevato che a meno di avere un impianto fotovoltaico, inquinano. Tanto. Un essiccatore deve andare a corrente almeno 3-6 ore. La pasta cuoce con la stessa corrente in 5-10 minuti. Temo che in alcuni aspetti la cucina crudista sia eticamente meno sostenibile della cucina normale.
Certo, in un mondo idilliaco faremmo seccare tutto al sole… ma spiegatemi come facciamo nell’umido della Lomellina e soprattutto …lavorando!In ogni caso, ben vengano più cibi crudi! Dovrebbero essere almeno il 50% del consumo quotidiano. Il beneficio in assunzione di vitamine e minerali infatti è indubbio rispetto ai cibi cotti.
Tornando alla salsina di semi di canapa sativa… è strepitosamente buona ! Per quanto riguarda i semi di canapa della mia salsina, si trovano facilmente nei negozi di alimentazione naturale e per chi è a Milano, da Ganjamaica oppure direttamente ordinando sul sito (gli faccio pubblicità solo perchè sono simpatici!). Il loro uso dovrebbe essere quotidiano, visto l’elevato apporto nutrizionale: forniscono tutti gli amminoacidi essenziali e contengono fino al 90% di acidi grassi polinsaturi, tra cui anche il pregiato acido Gamma Linolenico. Inoltre forniscono minerali, fibre, vitamine, proteggono il ricambio naturale delle cellule e rafforzano il sistema immunitario. Una bomba di energia, in pratica!
La salsina l’ho pensata per accompagnare verdure affettate ma volendo si può spalmare anche sul pane. Oggi per esempio ci siamo fatti un panino al volo con pane casereccio semi integrale spalmato di salsa di canapa, lattuga, pomodoro e una fetta di salamella (muscolo di grano). Buonissimo
Ricetta per la salsa alla canapa
Tipologia: onnivori, vegetariani, vegani
Ingredienti:
100 gr di semi di canapa sativa per uso alimentare
40 gr di semi di girasole
40 gr di semi di sesamo
10 gr di capperi di pantelleria
il succo di 1/2 limone
olio extra vergine di oliva quanto basta
un pizzico di sale
un pizzico di pepe bianco macinato
Mettere nel frullatore tutti i semi e azionare fino ad ottenere i semi ridotti quasi a una farina. Aggiungere il succo di limone e azionare. Aggiungere a filo l’olio, si deve formare un composto montato e spumoso come quando si fa la maionese. Al termine inserire i capperi e continuare a frullare. Aggiustare di sale e pepe. Si conserva anche in vasetti in frigo oppure in vasetti chiusi ermeticamente. Assicurarsi sempre che un filo di olio copra tutto il composto, l’olio è un conservante naturale.






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