CREMA DI CECI ALLE ERBE (ricetta)

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08/2007

CREMA DI CECI ALLE ERBE (ricetta)

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Ottima calda d’inverno oppure servita tiepida / tendente al freddo d’estate; noi l’abbiamo gustata con pane di farro casereccio, preceduta da un’insalatina mista fresca.

Tipologia: onnivori, vegetariani, vegani

Tempo: 8-10 ore di ammollo per i ceci; 30 minuti circa per la preparazione

Difficoltà: semplicissima

Note nutrizionali: I ceci. Energetici e nutritienti come la maggior parte dei legumi, si utilizzano solo cotti o come farina. La loro principale proprietà è diuretica, al punto da eliminare anche l’acido urico e alcuni cloruri. Oltre che protidi, vitamine C e B, contengono lipidi e sali minerali (fosforo, potassio, magnesio, calcio, silice). Un piatto con ceci può facilmente essere considerato piatto unico

Note varie: congelabile (infatti ne ho fatta il doppio a questo scopo), anche riscaldandola non si altera il gusto

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08/2007

UNA STORIA BRUTTA QUANTO ESEMPLARE

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Si riapre la stagione della caccia. I volontari di tutte le associazioni animaliste sono già impegnati da tempo con volantinaggi, presidi e varie azioni di disturbo per cercare di fare qualcosa contro una piaga sociale sanguinaria che va sotto il nome di caccia. A volte, chi vede da fuori, pensa che si difendano solo gli animali selvatici , quelli cacciati per intenderci. Continua >>

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08/2007

COSA FARE SE TI PERDONO LA VALIGIA

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Ho viaggiato tanto, devo dire che le valigie sono state il lato meno tragico di alcuni viaggi aerei, sebbene a volte mi sia capitato di aspettarle per una settimana oppure di trovare i vestiti appallottolati grazie a qualcuno che ci aveva rovistato con modico successo (ha rubato solo una confezione di pile stilo e un set per manicure …che poveraccio!).

Una volta all’aeroporto di Heatrow mi è capitato persino che una sprovveduta in buona fede prendesse dal nastro la mia valigia che poi è risultata non solo il modello grande quasi il doppio della sua, ma addirittura con 5 kg di più! Secondo lei erano uguali… E’ stata una strana esperienza, sono rimasta per mezz’ora in compagnia di un’amica a guardare il nastro vuoto che a intervalli regolari ci faceva passare davanti questa valigina, in tutto identica alla mia tranne che nelle dimensioni… cosa pensare? Sì è ristretta nel viaggio? Sono diventata Gulliver? Un’esperienza al limite del surreale, conclusasi alla Stanlio e Ollio… compilo la denuncia per smarrimento del bagaglio al banco della British Airways, descrivo il contenuto e consegno tutto compresa la chiave della valigia all’impiegato. Mentre sto telefonando per avvisare i miei ospiti del ritardo, la tipa che aveva preso la mia valigia arriva scortata da due poliziotti e si avvicina trafelata al banco della British dicendo che ha sbagliato valigia. Faccio notare che quella è la mia, sventolo il modulo che ho appena compilato e informo che la sua sta ancora girando sul nastro al ritiro bagagli alle nostre spalle.
Felice come una pasqua prendo la mia valigia e faccio per andarmene ma…mi fermano i due poliziotti con una faccia per niente rassicurante e chiamano qualcuno. Altri tre poliziotti con due cani lupo arrivano di corsa, sottolineo di corsa, attirando l’attenzione di chiunque e si mettono a osservare la mia valigia. Ma non è sufficiente! Uno dei cani si mette lì ad annusarla con aria professionale e loro decidono di aprirla con il mio consenso (e che gli dicevo di no?!) … dando il via all’esposizione pubblica delle mie mutande! Hanno verbalizzato che la ladra improvvisata della mia valigia non tentava uno scambio di coca ma solo di palesare la sua cretinaggine. La mia personale cretinaggine invece si è palesata un paio di ore dopo, quando mi sono accorta che nella confusione la chiave della valigia l’avevo lasciata all’impiegato della British!
Ma tutto questo è niente in confronto all’arrivare al check-in con un biglietto da 600 mila lire e sentirsi rispondere che quel volo non esiste, hanno sbagliato a fare il biglietto (grazie Alitalia!). Continua >>

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08/2007

LA VERITA’ SUI VESTITI ALLA FORMALDEIDE

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La notizia è appena stata battuta da Adnkronos e la fonte è delle più attendibili: l’ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (A proposito, se non siete acora iscritti alla loro newsletter fatelo: vi terrà lontani da molte truffettine e truffettone all’italiana, soprattutto in ambito bancario). C’è da scommetterci che almeno per un paio di giorni sarà una delle notizie-ritornello della stampa italiana. Peccato che come al solito non diranno un paio di cose, cioè:

  • La cosa riguarda molti prodotti, anche prodotti di marca. Non fatevi trarre in inganno dalle immagini di mercati e bancarelle: moltissime aziende italiane non producono qui ma in Cina, vengono solo apposte le etichette con il logo che farà lievitare esponenzialmente il costo del capo. In pratica: non è più sicuro comprare in negozio e non è più sicuro comprare ‘di marca’.
  • Forse è arrivato il momento di accantonare l’idea di un armadio pieno di vestiti per quella nuova e felice di un armadio con pochi vestiti ma selezionati. Invece di 10 magliette da 10 euro, provate a spendere l’equivalente per un paio di camice di lino prodotte in Italia con materie prime italiane e tinte con colori naturali. Senza andare incontro a spese folli, ci sono le Botteghe del Commercio Equo, Bottega Solidale e parecchi negozi di abiti in tessuti biologici che oltre a capi ’sicuri’ vi forniscono tutta la lista della filiera e l’elenco dei prodotti impiegati per la creazione. Delle magliette del Commercio Equo e Solidale per esempio, potete sapere persino quanto ha guadagnato l’artigiano e quanto il negoziante. Mi permetto di segnalare qualche indirizzo online e offline in coda a questo post.
  • I vestiti possono non essere ‘puliti’ anche se privi di formaldeide e altre sostanze tossiche. I vestiti che acquistiamo possono provenire dal lavoro di tanti uomini e donne, spesso del Sud del mondo, i cui diritti spesso non sono salvaguardati e rispettati. (Maggiori informazioni sulla campagna ‘Vestiti puliti’ si trovano sul sito Clean Clothes Campain
  • La formaldeide non è l’unico pericolo e nemmeno il più grande. Da tempo ormai vengono denunciati prodotti non conformi perché contengono sostanze nocive o sono privi dei fissatori di colore che non gli permetterebbero di stingere a contatto con la pelle. Un caso famoso è quello di un paio di anni fa, rilevato da Greenpeace: gli abiti per bambini della Walt Disney. In quel caso furono trovati sui vestiti commercializzati con la marca Walt Disney, non prodotti in Cina peraltro, i seguenti elementi: Ftalati (dovuti alle stampe in PVC), alchilfenoli etossilati (APE) che come piccola controindicazione hanno l’alterazione del sistema ormonale (!!!), organoztannici (stabilizzatori del PVC) tossici per il sistema immunitario, piombo (sui bambini interferisce con i processi di sviluppo neurologico abbassandone il QI), cadmio perché usato come stabilizzatore (è solo cancerogeno, evvia) e infine formaldeide (Ops! Allora era già successo! ma guarda un po’…). (Fonte: Greenpeace, Indagine globale sulla presenza di composti pericolosi negli abiti della Disney, pag. 3 – Aprile 2004)

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08/2007

COMPLEANNO DI MAKO E KIKI

Io e la mia metà siamo seduti in cucina per un caffé, i gatti ci raggiungono e si sdraiano per terra mostrando le pancine, in cerca di coccole e grattini. Mi viene in mente che dopodomani è il loro quarto compleanno…

“Amore, dopodomani è il compleanno dei cicci! Quattro anni!”

“E’ vero… non gli abbiamo preso neanche un regalino”

“Vabbé dai, pensavo di fargli qualcosa di mangereccio che a loro piace anche di più..”

Ci pensa un attimo, poi si illumina:

“Compriamogli la Playstation 3! Se poi proprio non gli piace, la uso io…”

Eh beh.

Buon ferragosto anche a voi ;)

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