LA BUFALA DEL GATTINO TORTURATO
Ieri la mia casella di posta è stata intasata da una ventina di flaming tutti sullo stesso argomento: gattino con cranio sfondato da un tacco a spillo. Era dai tempi dei gatti in bottiglia che non mi capitava di leggere una montagna di affermazioni violente e razziste. Al tempo dei gatti in bottiglia restavo esterefatta davanti alle esternazioni di alcuni animalisti che, evidentemente oltre a non riconoscere un fotomontaggio non conoscono nemmeno gli animali. Io ho due gatti in casa e diversi in giardino. A parte la difficoltà evidente di farli entrare in una bottiglia senza che mi cavino gli occhi, a parte l’ostacolo materiale di deformargli la scatola cranica a forma di bottiglia… ma una delle occupazioni principali dei miei gatti è cagare. Non so i vostri, magari sono angioletti asessuati. I miei gatti cagano tantissimo. Scusate il francesismo, ma volevo essere chiara.
Pensate davvero che le leziose palle di feci feline possano passare da un catetere apposto sul fondo della bottiglia? Credete veramente possibile che infilando una creatura che respira in una bottiglia, questa rimanga perfettamente pulita, senza neanche un po’ di alitino sul vetro, una bavettina qua e là e soprattutto… feci ovunque?! Come vedete, non sto facendo considerazioni da grafico, ma da persona normale, le considerazioni di chiunque abbia un minimo di didmestichezza con gli animali.
Dopo due giorni che continuavo a rispondere che l’unico sistema per infilare un gatto in una bottiglia è Adobe Photoshop, fortunatamente è arrivata la segnalazione di Paolo alias Attivissimo e il suo servizio antibufala. E pace fu (o quasi… visto che a tutt’oggi ogni tanto c’è ancora qualcuno che si sveglia con i gatti in bottiglia e mi scrive allarmato).
E arriviamo al gattino di ieri con il cranio sfondato da un tacco a spillo (http://lairdkeir.spaces.live.com/blog/cns!81C2730497AD62BA!1384.entry). Il link mi è arrivato via mail. Ho dato un’occhiata e ho risposto che era un fotomontaggio degno delle sorelle Cappa. Ovvero un fotomontaggio fatto male, anche se effettivamente non visibilissimo e palese come quello delle sorelle Cappa (ma i nostri prodi giornalisti ci hanno messo quasi una settimana a scoprirlo, e questo la dice lunghissima sul giornalismo italiano!). Se non siete esperti di grafica e non avete l’occhio allenato fate una prova empirica: cercate di schiacciare la testa di un gatto con un tacco a spillo. In due secondi o il gatto è scappato o vi trovate i tendini sotto le suole. I micini, per quanto dolci e paciosi, a questi giochi non ci stanno.
Naturalmente bisogna che spieghi il perchè è un fotomontaggio, e che lo faccia nei dettagli visto che “gli amici esperti di pc” di altri hanno detto che non è un fotomontaggio. E’ inutile, chi fa questo lavoro deve imparare a convivere con “gli amici esperti di pc” dei clienti, degli amici e del vicino di casa. Non c’è informazione a cui non ti ribattano prontamente che però i loro “amici esperti di pc” la pensano in un altro modo o lo fanno in un altro modo. Mi consolo perchè ho due amici avvocati che passano la vita a sentirsi dire dai clienti che però a Forum hanno detto che si fa in un altro modo
Dunque, vediamo un po’ questo genio del fotomontaggio:

Come si vede dalle parti indicate, è evidente una linea di taglio nella foto, ovvero sono due foto assemblate (male). Si nota palesemente anche dal fatto che prima e dopo la linea di taglio il pelo del gatto ha una messa a fuoco diversa, più sfocata la parte anteriore, più a fuoco la parte posteriore. Il tacco è tagliato nella parte finale, incollato sul corpo del gatto e sono disegnati dei peletti grigi. La foto è palesemente assurda anche perché dopo il tacco, dietro di esso, non si vede il corpo del gatto, come dovrebbe essere, ma l’altro piede. Inoltre mancano le ombre, che devono esserci per forza visto che non stanno operando su un set fotografico a luci bianche.

Ingrandimento della scarpa che schiaccia la testa del gatto: ho evidenziato le tre linee di taglio maggiori: guardate da vicino la foto e vedrete delle righe verticali in cui i vari pezzi del fotomontaggio sono stati avvicinati. La scarpa è la più evdente, suola e tomaia non coincidono, sono due foto diverse non ridimensionate bene. L’occhio rivolto all’insù è di un altro animale più grande, oppure è stato ridimensionato per occupare tutto lo spazio dell’orbita. E’ evidentemente incollato da un’altra foto, infatti l’arrossatura dell’ipotetico sangue attorno all’occhio si interrompe con la riga di taglio. Nello stesso modo, si nota che la messa a fuoto della pavimentazione è differente nei vari pezzi incollati e anche qui le righe di taglio sono evidenti. Mancano di nuovo le ombre, sono state applicate solo tra la suola e la testa di gatto ricostruita, per confondere il pasticcio dell’incollaggio dei vari pezzi. Che però al mio occhio, rimane un pasticcio. Per i più esperti: il sangue del naso è stato evidentemente disegnato con una penna grafica, il rosso è totalmente uniforme, non ha profondità .

Quest’ultima è un capolavoro: per vedere la linea di taglio non c’è nemmeno bisogno di ingrandire. Direi che chiunque, anche gli amici esperti di pc, possono notare una linea di taglio nel cerchio n. 2 . E’ stata fatta per far coincidere le righe della pavimentazione, che infatti come si vede dal cerchio n. 1 coincidono. Probabilmente il nostro spiritosone ha pensato che a colpo d’occhio sarebbero state più evidenti le righe della pavimentazione non combacianti. L’occhio di fianco non è un occhio di gatto. Se avete un gatto, è forse ora di guardarlo negli occhi
L’occhio è nei template di questo programma qui, che è un tool bellissimo di Photoshop, The Eye Candy Effects Collection. In generale, il gatto è ricostruito. Non sono stata a farla tanto lunga, ma se guardate bene non è nemmeno sempre lo stesso gatto e la stessa misura di gatto (tigrato, grigio uniforme, cucciolo, già grande…)
Gli errori in queste foto sono tantissimi, ho preso i più evidenti ma potremmo star qui fino a domani a elencarli. Non so per quale motivo sia stato fatto il fotomontaggio, se per sensibilizzare verso la legge che in Cina stanno chiedendo da un anno per tutelare i piccoli animali, o se è solo uno scherzo macabro o se qualcuno lo considera arte. Lo sapremo magari tra qualche giorno o magari mai.
Quello che invece non capirò proprio mai sono le reazioni degli imbecilli che, gridando come isterici, devono intasare la mia email di parolacce contro la tipa della foto. Quello che loro non capiscono, è che con queste reazioni isteriche e incontrollate, buttano discredito su tutte le cause animaliste, facendoci passare tutti, non solo loro, per degli isterici esaltati. E io, se permettete, voglio rimanere un’animalista seria, non voglio passare per un’isterica. Non per me, ma perchè serve alle cause per cui mi batto.
Quelli che capisco ancora meno, però, sono coloro che colgono l’occasione per sfoderare il loro razzismo contro la Cina e i cinesi in genere. Vi ricordo che viviamo in un paese che si tiene dei mafiosi pluricondannati in parlamento, che ha esportato delinquenti in tutto il mondo ma non credo che vi faccia piacere essere additati come mafiosi solo perché italiani. Almeno spero. A me non fa per niente piacere.
Per concludere: capisco benissimo il disgusto per questa messinscena, capisco benissimo che chi l’ha creduta vera abbia cercato di organizzare subito una raccolta di firme per far rimuovere le foto. Capisco persino che nella foga del protagonismo da raccolta-firme abbia dato a me della saccente perchè ho osato dire che era solo un fotomontaggio.
Ma vorrei vedere la stessa gente e lo stesso trasporto quando vengono denunciati gli abusi nei canili, i cani martoriati, spesso torturati. Per questi, le mail non ne vedo così tante e mi spiace tantissimo.
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AGGIORNAMENTO delle 23.00
La pratica SEMBRA essere diffusa in Cina e esportata di recente in Giappone, nell’ambito del footage che comunque abbraccia di tutto dalle pratiche non violente (adorazione dei piedi) a quelle più turpi come questa.
Ho parlato oggi qualche minuto con la ragazza cinese che ha postato queste foto, che NON E’ QUELLA DELLE FOTO, ma una ragazza che si batte contro queste pratiche, purtroppo legali nel suo paese. Al momento non si sa se ci sono casi reali, se usino carcasse di animali morti o torturino animali vivi, perchè per quanto legale è comunque una pratica borderline. Persino queste foto che sono montate, potrebbero essere fatte utilizzando pezzi di un filmato, o più filmati, di che tipo non si sa. I gatti del filmato sono però chiaramente almeno due.
Rimango dell’idea che meno diffusione si dà al fenomeno in Italia, e meglio è. L’emulazione è sempre dietro l’angolo e dare in pasto una questione che potrebbe rivelarsi una bufala anche solo al 50% (nel senso che lo sono le foto ma la pratica potrebbe essere reale) è un boomerang per chi si occupa dei diritti degli animali, finirebbe per togliere serietà e affidabilità anche alle altre campagne in corso.





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