Mi canta in testa un motivetto

30
01/2008

Mi canta in testa un motivetto

Niente, a me questo sconforto generale totale globale non passa.

Ieri sera sentivo questa canzone dei Persiana Jones, Siamo circondati, e pensavo “però, e pensa che l’hanno scritta 13 anni fa…”

Scandali politici mafiosi culturali
la gente ruba ma che ci vuoi fare
regolamenti indicazioni posologia effetti laterali
principi attivi partiti nuove facce vecchie circospezione
la mafia attacca lo stato sta a guardare
tutti zitti andiamo a lavorare
sforzati salta non ci pensare
ti han rubato il tempo per ragionare
….
solite storie messaggi culturali
a mascherare i problemi piu’ reali
corruzioni bilanci da sanare miliardi in tasca
a chi vuole fregare
fanno le leggi per essere importanti
a noi che cosa importa bisogna andare avanti
sforzati

Poi oggi continuava a tornarmi in mente il ritornello, bisogna andare avanti, sforzati... eh, sforzati, sforzati è una parola. E improvvisamente me ne viene in mente un’altra di canzone, stavolta di Battiato, di ben 17 anni fa, Povera Patria… vi ricordate come fa?

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…

Cerco di lasciar perdere e leggere il giornale. Allorché la mia testa, forse per dissociarsi dalle contingenze, comincia con un’aria di 166 anni fa: Oh mia patria sì bella e perduta, oh membranza sì cara e fatal.. Solo che questa volta non vi è accenno all’irrompere di un portento di coro in Fa diesis maggiore, e soprattutto nessuno, porca miseria, nessuno di questi pagliacci che implori che gli si infonda al patir, al patire VIRTU’. Eppure è proprio un bel po’ di virtù che avrebbero bisogno la maggior parte di questi pagliacci iperpagati, mentre il crudo lamento quello sì, che lo facciamo noi!

Con buona pace di Verdi, io proporrei già che ci siamo, visto che si cambia governo, di cambiare anche l’inno nazionale. Ma lascerei perdere il Nabucco, tanto la virtù non gli si infonde neanche a metterceli a bagno come Obelix, bisogna cambiare genere, troverei più appropriato un Rossini o ancora meglio … il Leoncavallo! (il compositore, sciocchini!). Non so a voi ma a me ogni volta che vedo apparire uno in particolare di questi Pagliacci, mi parte nella testa il coro del primo atto:

Pagliaccio è là!
Tutti lo seguono,
grandi e ragazzi,
ai motti, ai lazzi
applaude ognun.
Ed egli serio
saluta e passa
e torna a battere sulla
gran cassa.
Viva Pagliaccio, viva Pagliaccio,
Evviva! il principe se’ dei pagliacci!

eh? No? Dai, é lui!

E alla fine però rimane l’amaro. Vorrei solo guardarli tutti in faccia uno per uno e urlargli come il Cyrano di Guccini:

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti ;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto
del qualunquismo un’arte ;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente
se anch’io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato ;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.

E zac! Un bel colpo di fioretto! Quando ci vuole ci vuole. Ah, se fossi nata cadetto di Guascogna…! ;)

Postato in Giorno per giorno | 3 Commenti

24
01/2008

Buonanotte…

postprodimastella.jpg

Dopo l’ultima settimana di politica italiana, mi sono dovuta attrezzare. Forse me ne avanza un pezzo per votare alle prossime elezioni…

Postato in Giorno per giorno | 6 Commenti

9
01/2008

LA SACHER VEGANA (ricetta)

sachervegan1.jpg

E’ inutile e superfluo che parta con un’introduzione di cos’è la Sacher Torte, vero?! ;) Se invece non lo sapete… posso solo allargare le braccia e in perfetto stile morettiano esclamare “Non sa cos’è la Sacher Torte?! …e continuiamo così. Facciamoci del male!” (qui).
Vi parlo invece di un posto magico in cui ho mangiato la sacher più buona del mondo. Arrivando a Vienna, qualsiasi turista viene indirizzato verso vari locali del centro per la classica fetta di Sacher, di solito un surrogato che assomiglia vagamente alla vera Sacher, più o meno come andare a Milano e mangiare il panettone del discount.
Le guide più raffinate indicano il costoso Hotel Sacher per trovare una fetta che sia degna del nome. Io l’ho fatto e vi dirò che è più o meno come andare a Milano e mangiare il panettone Motta. Non fa ribrezzo, ma è ben lontano da un panettone vero.
Un po’ delusa dalla Sacher viennese, che mi pareva peggio di quella milanese, lasciai perdere. Finché un giorno con degli amici non capitai nel Café Hawelka. Era difficile da trovare, assente sulle guide, un posticino che si era fermato agli anni ‘30 e era fortunatamente rimasto sconosciuto alle masse. L’atmosfera mi piacque subito e diventò il ‘mio’ posto. Ci ho passato ore e pomeriggi a studiare, con un profumo di caffé divino e delle fette di Sacher celestiali. Ho avuto la fortuna di conoscere Frau Hawelka, ormai anziana, e di pendere dalle sue labbra mentre raccontava di Oskar Werner che sedeva al suo tavolo o di quando da bambina tirava le falde della giacca a Freud. Frau Hawelka faceva una Sacher spettacolare, per non parlare della Marillen Torte, ufficialmente Mohntorte mit Marillen, una torta di albicocche divina. E’ stata lei a spiegarmi che la marmellata di albicocche nella Sacher deve stare nell’impasto, nella farcitura e anche nella glassatura. Solo così è una vera Sacher!
Se vi capita di andare a Vienna e non siete Vegani, cercate la Sacher al Café Hawelka, non ve la dimenticherete.

Dunque, tornando a oggi, come fa una che gira tutta Vienna alla ricerca della Sacher perfetta a diventare poi vegan? Con cervello, pazienza e amore per gli animali :D Ok, la verità è che ci ho lavorato tanto e dal primo esperimento di Sacher vegetariana, sono arrivata a una versione vegan che sa davvero di Sacher! Urrà!

Ingredienti per la torta:
60 gr di cacao amaro (io ho usato quello CTM).
100 gr di farina bianca da agricoltura biologica
20 gr di maizena + 20 gr di manitoba (oppure 40 di maizena)
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 bustina di lievito per dolci (io ho usato cremor tartaro)
80 gr di zucchero di canna
80 gr di malto di mais
80 gr di marmellata di albicocche da agricoltura biologica
vaniglia (vanillina o stecca, come vi trovate meglio)
150 gr di burro di soia (ho usato Provamel)
Una noce di burro di soia e un po’ di farina per la tortiera

Ingredienti per la farcitura:

200 gr di marmellata di albicocche da agricoltura biologica

Ingredienti per la glassa:
200 gr di panna vegetale di soia (anche qui Provamel)
200 gr di cioccolato nero fondente
50 gr di zucchero di canna
50 gr di marmellata di albicocche da agricoltura biologica

Procedimento:

sachervegan2.jpg

Mettere nell’impastatore in questo ordine: 60 gr di cacao amaro, 80 gr di zucchero di canna, 80 gr di malto di mais, 80 gr di marmellata di albicocche da agricoltura biologica, 150 gr di burro di soia (ho usato Provamel), vaniglia. Far amalgamare un paio di minuti e inserire 20 gr di maizena + 20 gr di manitoba (oppure 40 di maizena), 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 1 bustina di lievito per dolci (io ho usato cremor tartaro) e la farina.

sachervegan3.jpg

Versare il composto nella tortiera imburrata e infarinata. Dopo l’aggiunta della farina sembrerà chiaro… ma non disperate ;)

Cuocere a 180 gradi in forno ventilato per 30 minuti. La parte superiore non deve rompersi o lievitare troppo al centro, se lo fa… avete fatto troppe sostituzione ;)   Me la sono studiata un annetto per ottenere l’equilibrio perfetto! Una volta tolta dal forno deve essere soffice e PIATTA.
sachervegan5.jpg
Far raffreddare almeno un’ora e tagliare per la lunghezza, in modo da ottenere due dischi separati. Se avete paura di rompere un pezzo rimuovendolo, potete fare così: tagliare per il lungo lasciando il disco superiore sopra quello inferiore; infilare il fondo della tortiera o un piatto senza bordi e incavi, piattissimo, tra i due dischi, facendolo scivolare ; spostare il disco superiore con il fondo della tortiera.
Farcire di marmellata di albicocche.  Sovrapporre di nuovo i due dischi.

sachervegan6.jpg


Tenere da parte due cucchiai di marmellata. Preparare una glassa facendo fondere il cioccolato  nella panna di soia. Una volta ottenuta una crema uniforme, inserire velocemente zucchero e marmellata continuando a mescolare. Spegnere e lasciare intiepidire. La consistenza deve essere sostenuta, non troppo liquida.
Spennellare la superfice superiore e eventualmente i bordi con la marmellata tenuta da parte, poi spatolare la glassa fino ad arrivare a un risultato come quello della prima foto sopra. La marmellata serve a far aggrappare la glassa di cioccolato. Avete presente le torte glassate con la glassa che si rompe in mille pezzi alla prima forchettata? Spennellando prima con la marmellata, non succede.
Il flash è stato impietoso e ha messo bene in evidenza le mie spatolate, dal vivo è meno peggio ;) Purtroppo non sono riuscita a fare foto migliori…bisognerebbe avere qualcuno che si prestasse a fotografare mentre cucino, è terribilmente complicato fare entrambe. Inutile dire che la macchina fotografica ne è uscita con ditate al cioccolato :D

*** LECCARE IL MONITOR NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE ***

Postato in Giorno per giorno | 18 Commenti

6
01/2008

LA MIA CALZA

befana2008.jpg

Sembra vuota, vero? :-)   Invece no, è una calza pienissima, dovete guardare bene!

Ci ho trovato tanti nuovi amici con un forum bellissimo, quello di Promiseland, Orti e giardini naturali. Se vi va una chiacchierata tra una semina e l’altra o non sapete come  fare qualcosa, è il posto giusto. Sicuramente qualcuno per due chiacchiere c’è, e tra tutti ci sarà anche qualcuno che sa come fare :D Da parte mia posso dire che non ho mai ricevuto un’accoglienza tanto calorosa!
Se poi volete anche cucinare quello che avete coltivato, potete dare un’occhiata ai manicaretti della BioContessa, correrete ai fornelli!
Ultimamente continuo a saltellare anche tra le ricette fatate di Celidonia, gli esperimenti di Vera, i piatti da gourmet dell’irraggiungibile Yari, le fantasie crudiste di MissVanilla (che trovate anche su Promiseland nel forum di Alimentazione Veg crudista ) e  tutti gli altri bellissimi siti di bellissime persone che trovate linkati di fianco. Tra di loro, c’è un blog culinario di una folletta pazza che non è veg, ma cucina tantissime verdure dall’alto dell’Appennino emiliano: Serena. E ci sarebbe anche Elisa, che non si decide mai ad aggiornare il blog ma è una cuoca sopraffina (Sarà che è una cuoca vera? :D )

Nella calza poi ci ho trovato tante coccole dei mici, che stamattina non mi mollavano più. Sembra poco, ma è moltissimo. Sono cose che non si comprano al supermercato. La serenità non è in vendita :)
(C’erano dentro anche tanti nuovi progetti ma ve ne parlerò in seguito… sono diventata un po’ superstiziosa, devo ammetterlo ;) )

Postato in Giorno per giorno | 9 Commenti

3
01/2008

ECOPASS: LA COMICA DI MILANO E LA REALTA’ DI OTTAWA

ottawaecopass.jpg

Leggendo un post di Freenfo, blog che consiglio caldamente a milanesi e non, mi è tornata alla mente una realtà ben diversa che si chiama sempre Ecopass ma che sta in Canada, a Ottawa per la precisione.

Ma partiamo da Milano, una città il cui accesso è costellato da inceneritori. Le polveri sottili e la diossina si muniranno di ecopass per entrare? Verranno multate e respinte se prive di card? Niente da fare. I colletti grigi bianchi e operai si piegheranno a questa ennesima gabella o allo stiparsi sugli insufficienti mezzi del trasporto pubblico, ma continueranno ad inalare le medesime particelle volatili. Che nome carino, vero? Io trovo molto delicato chiamare “particelle volatili” una delle principali cause di cancro.
La verità è che l’Ecopass sfoltisce solo il traffico, con unico beneficio delle classi più abbienti che se lo possono permettere, o che più semplicemente si permettono gli ultimi modelli di auto se non addirittura facili vie per l’esenzione (vedi seguito).

Voglio dare un ulteriore suggerimento al Sindaco Moratti: dopo le distese di parcheggi riservati ai residenti, che interrompono solo saltuariamente le distese di parcheggi a pagamento e dopo l’ecopass, metta una tassa anche sulle esalazioni corporee. E’ indubbio che l’aria di Milano puzza, ma non potendo toccare questi inceneritori – termovalorizzatori, pardon – è necessario intervenire direttamente sui cittadini. Che si cambino, si lavino e si puliscano almeno tre volte al dì! Altrimenti che paghino lo Smellpass. Naturalmente esentiamo coloro che indossano abiti griffati della corrente stagione, è evidente che costoro non possono puzzare.
Ci sta già pensando, eh, Sindaco? Riusciamo contemporaneamente a profumare Milano, allontanare i barboni dal centro, incassare nuove gabelle e il tutto in un gioioso clima di eau de Givency che ci regalerà questa nuova Milano da odorare.
Altra piccola osservazione: per i portatori di handicap l’ecopass è gratis. Sono d’accordo. A Milano però si osservano strani fenomeni. Per esempio, c’è la più alta concentrazione di portatori di handicap con il suv. E’ più comodo, direte voi. Sì, sono d’accordo, anch’io se fossi un disabile ci terrei particolarmente a sovrastare la fila di macchine dall’alto di un carro funebre 4×4 su cui mi sono seduta facendo bunging jumping dalla mia sedia a rotelle.
Direte voi: ma non c’è bisogno di essere paraplegici per essere disabili! Vero. Qui c’è la tabella delle classi di invalidità civile. Ne vedete qualcuna con cui diventa indispensabile guidare un gigantesco suv di sei metri? Noooo?! Siete disattenti, io almeno una l’ho trovata: la 121. Sindrome delirante cronica.

Non mi dilungo oltre anche se mi piacerebbe parlarvi dei milanesi disabili con il pickup 4×4. Faranno legna tra i platani del Viale Abruzzi?
Non preoccupatevi, posso essere cinica quanto voglio senza offendere nessuno. Perché i disabili veri non girano con il suv e nemmeno con la Porsche. I disabili veri hanno la Panda, nemmeno quella nuova, o la opelastrastationuegon se tengono famiglia. E qui vi spiego come si bypassa l’Ecopass e il parcheggio per residenti/pagamento. Prendi la nonna, sbattila all’ospizio, chiedi l’invalidità civile a suo nome per persona non autosufficiente e ritira il tuo pass arancione per disabili. Parcheggi assicurati, Ecopass gratis. Non credete alle balle de “il disabile deve essere a bordo“: controllano solo nei paesini se è a bordo. Controlleranno magari-forse i primi giorni per l’Ecopass, poi basterà avere l’adesivo Ecopass per i disabili fornito dal Comune.

Prendete i mezzi pubblici, mi raccomando. Quei bei bus a gasolio ricoperti di pulviscolo nero. “Ma io prendo il tram! E’ elettrico“. Certo… l’elettricità come la fanno a Milano? Con i pannelli solari? Con le torri eoliche? …dai, è facile. Con il gasolio. La quasi totalità delle centrali elettriche italiane va a gasolio. Quindi, a parte le ore di punta, nel resto della giornata per non spostare quattro utilitarie, spostiamo un jambo tram elettrico che consuma e inquina come una settantina utilitarie (sto bassa, così non mi fate le pulci).

Veniamo a Ottawa, all’Ecopass canadese. L’ecopass in Ontario è la concretizzazione di un accordo tra azienda dei trasporti e aziende locali. Obbligatorio per tutti gli enti governativi, locali e nazionali.
In pratica, tutti possono avere l’Ecopass, con qualche variazione. Se sei un dipendente statale o comunale puoi avere l’Ecopass, che è facile come comprare l’abbonamento annuale in qualsiasi paese che non sia l’Italia.

La differenza è che grazie all’accordo Ecopass, questo abbonamento ha:

- Costi contenuti, soprattutto per i pendolari. 42 euro al mese per tutti i mezzi di Ottawa e hinterland. Se abiti fuori puoi integrare ferrovia e mezzi pubblici con solo 67 euro al mese. Per paragone, prendiamo un abitante di Busto Arsizio che si reca a lavorare a Milano usando Ferrovie Nord + ATM. Spende mensilmente 82 euro, ovvero 52 euro di Busto Arsizio-Milano in seconda classe, più 30 euro di tessera mensile ricaricabile ATM (non ho calcolato i 10 euro una tantum per l’acquisto della tessera). Non è un esempio estremo, ci sono pendolari di Como e Lecco il cui abbonamento mensile viene a costare 130 euro circa.

- Viene detratto mensilmente dallo stipendio, decidi tu se a scadenza bisettimanale o mensile. Niente code, niente dimenticanze, niente assembramenti. Soprattutto, limiti molto grossi ai viaggiatori a scrocco, tutti soldi che vengono reinvestiti nei trasporti stessi.

- Se l’azienda non è statale ma privata, le tariffe vengono addirittura personalizzate. L’azienda dei trasporti discute infatti, modello broker, le sue tariffe con le aziende: più clienti mi porti, più sconti ti faccio. E’ un GIGANTESCO incentivo all’uso dei mezzi pubblici!!! (E finalmente i sindacalisti delle aziende avrebbero qualcosa di concreto da fare…). I dipendenti della Corel Corporation di Ottawa, per esempio, pagano solo 22 euro al mese per tutta la linea urbana.
Avete per caso sentito nominare Ottawa tra gli esempi di Ecopass con cui il comune di Milano si è giustificato? NO. Hanno portato come esempio Toronto, una città per molti versi invivibile, credetemi, che non rappresenta per niente il Canada. Non a caso Toronto è l’unica in Canada ad applicare l’Ecopass “all’italiana”: la tassa per entrare. Così leggo su tutti i quotidiani, ripreso dal comunicato stampa del Comune di Milano: a Toronto in seguito all’introduzione dell’Ecopass il traffico in ingresso è diminuito del 50%.

Io avrei voluto leggere invece: a Ottawa in seguito all’introduzione dell’Ecopass il 70% dei pendolari ha scelto i mezzi pubblici. Non sarebbe meglio?

Questo è il sito dell’Ecopass di Ottawa, lustratevi gli occhi e sognate… io a leggere la prima frase mi sono quasi commossa: ” With an ECOPASS, you can relax.

Postato in Giorno per giorno | 10 Commenti

  • Calendario

  • January 2008
    M T W T F S S
    « Dec   Feb »
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    Mappa MondoNuovo
  • Sono passati di qui