You Make My Day Award, di corsa

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02/2008

You Make My Day Award, di corsa

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Di corsa sono io, ovviamente, non gli Awards. Ho avuto un altro periodo iper-incasinato in cui si sono accavallati lavori, bozze, vita sociale, noie burocratiche e ciliegina sulla torta un paio di nuovi progetti. Devo ancora capire a quale legge di Murphy fa capo la mia esistenza nel confermare costantemente l’insorgenza di nuove idee progettuose solo ed esclusivamente nei momenti in cui di tutto ci sarebbe bisogno fuorché di nuovi progetti.
Intanto che mi decido a mettere mano a quella massa informe di bozze di post che ho in cantiere, volevo segnalare un paio di cosine.Celidonia mi ha fatta arrossire citandomi nel suo ‘You make my day award‘. Io la adotterei al volo, a patto ovviamente che si portasse anche Emiiiilyyy! E le fatine!
Faccio allora il mio You make my day Award, anche se nel mio caso sarebbe più appropriato un You make my night Award vista l’ora in cui di solito leggo. Inutile dire comunque che sarebbero un centinaio e probabilmente quando avrò finito di scrivere mi pentirò per non aver citato invece tizio caio e sempronio. Questo indipendentemente da chi cito ora.
Siccome sono in forte difficoltà e leggo molti blog online, ho deciso per una classifica separata.

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Questi sono i miei You Make My VEGAN Day Award

1. Vegan Lunch Box, il blog di Jennifer – i suoi vegan bento box sono proverbiali ed è appena uscita la nuova edizione del suo libro.. da non perdere!
2. Yari, pluricitato per la sua bravura ai fornelli e i suoi report di giramondo. Un blog bellissimo anche solo da guardare!
3. Celidonia, ogni nuova fatina, coniglietto, bambola è una delizia. L’ultima che ho visto, la venditrice di violette è incantevole. Adottata! Quando arrivate? :D Ovviamente attendo anche i folletti della cucina per fare i dolcini.
4. Veganswiss Il veganissimo blog di Marta che cucina delizie su delizie!
5. Veganblog, da un’idea della BioContessa, un blog che raccoglie tutte le ricette di, tra gli altri, Arame-natural, Essenzalimentare.com, kitchenbloodykitchen, Okara.it, Viverevegan.org e la MITICA Missvanilla.eu …AH! visto? così sono riuscita a citarli tutti ma stando nei limiti dei 5 :D

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Questi sono invece i miei You Make My Day Award

1. Vatuttobene, il blog di cinico.net . Sì lo so, non lo cito mai. Sì lo so, è il mio compagno… per questo non lo cito mai. Anche perché tempo fa c’era uno di nostra conoscenza che si scambiava i complimenti con la fidanzata sul blog e gli abbiamo riso dietro tutto il tempo. Roba da diabete del tipo “Ciccipucci, quello che hai scritto è giustissimo!”, “Pucciottina grazie, smack smack”. trent’anni eh, mica quindici :D Tornando a Vatuttobene , a volte vado a rileggere alcuni pezzi (ora è un periodo che scrive poco) e mi sbellico dal ridere. Il che mi rende tollerabile anche il trovare il rotolo della cartaigienica finito, abbiate pazienza.

2. Ineradicable Stain, il sito di Shelley, un’amica e una delle mie scrittrici preferite insieme a Michel Houellebecq, Chuck Palahniuk, Jeffrey Eugenides e Jonathan Lethem. (Se ignorate questi nomi, potete tornare in pace tra le placide pedanterie ottocentesche di qualche Isabel Allende e Garcia Marquez). Osanna Osanna!

3. Personaggi Precari ERA una bella lettura quotidiana fino a ieri, ora Vanni è stato assoldato dal Corriere della Sera e sta finendo il suo primo romanzo, per i tipi di Feltrinelli, nientepopòdimenoche. Una citazione per fargli tanti complimenti, se li merita tutti e mi mancherà tanto, i miei feed piangono già. Di Vanni ne avevo già parlato qui.
4. Consy. Alle prese come me con un lavoro a fronte monitor, un giardino, i gatti e la cucina. ah, e con uno spesso senso dell’umorismo :D

5. Gojapan. Il blog di Alessandro Randi aka Sago, un amico ma soprattutto un creativo. Il blog lo aggiorna solo quando va in Giappone ma quando lo fa, si ride fino alle lacrime. (E’ vegan, a proposito. Mooolto prima di noi che lo abbiamo ossessionato con “ma come si cucina ’sto tofu?”)

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02/2008

Il vegano trendy

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*** La lettura è sconsigliata ai privi di senso dell’umorismo, ai vegan incazzati e alle donne in gravidanza. ***

Il vegano trendy è in agguato a ogni cena. Nasce in una grande metropoli e come una farfalla nel giro di poche ore si fa notare nei luoghi più frequentati, svolazzando qui e là nella sua tenuta fashion, biologica e equosolidale.
Il vegano trendy ha due convinzioni: tutti devono diventare vegan. Ora che lui ha scoperto quanto inquina il metano espulso dal deretano dalle vacche e quanto queste soffrano ad essere munte e macellate, tutti devono sapere. Meglio se nei minimi particolari e a ore pasti. La seconda convinzione è legata al suo status: meglio se gli altri rimangono non-vegan ancora per un po’, onde non fare ombra alla sua scintillante armatura di unico vegan integrale, originale, quello che ha scoperto il veganismo e ne ha fatta una tendenza, quello che sarà ricordato insieme a Paul McCarthney e Brad Pit. Per questo lui parla di veganismo solo con i vegan.

Il vegano trendy porta pantaloni larghi pop-funky, con il cavallo non troppo basso da essere totalmente funky ma con la vita abbastanza bassa da sponsorizzare le mutande in cotone biologico 100% nonché l’attaccatura delle sue chiappe vegan mentre sfreccia in bici nella corsia dei bus. Lotta al sistema, si legge.
Ha una collezione di felpe con il cappuccio perché non si sa mai che si imbatta in una manifestazione eco-equo-solidale-pacifista in cui infilarsi. Nei rari momenti in cui tace, le sue magliette fanno esplodere roboanti slogan pre-bellici di galline rosa shocking “L’uovo è mio e me lo gestisco io” e maiali verdi schierati in mimetica “Credere, obbedire e combattere“. Se le stampa lui nel negozietto sotto casa e medita di farci presto una sua linea perché “Se c’è riuscito quello di Guru con il fiore di Icq” ci può riuscire anche lui. Il business eco-vegan è uno dei suoi argomenti preferiti.
Sopra a tutto porta un giubbotto di ecopelle Brando Biker Style Jacket comprato su Vegetarian Shoes per 200 euro spedizione inclusa. Salvo che se lo incontri dopo una settimana dalla schiusa del bozzolo, allora ti dirà che l’ha scovato per 15 euro nel mercatino fuori mano. Dopo pochi giorni dalla sua nascita infatti, il vegan trendy trova tutto nei mercatini, specie di seconda mano, specie se mercatini di seconda mano fuori mano, dove si reca con la sua man-bag di canapa a tracolla a fare incetta di abiti usati. Riusare è molto eco e il vintage è molto trendy. Lui è tutte e due le cose con 10 euro, le etichette Made in China si possono staccare.

Il vegan trendy compra solo in botteghe bio, torcendo il suo nasino raffinato ogni volta che passa davanti al formaggio o al vasetto del ragù. Davanti al vasetto del ragù ha pensato a un’altra maglietta, una mucca viola con il pugno alzato “Tritati i tuoi lombi“.
Controlla i cestini altrui alla ricerca di altri vegan e quando ti individua ammicca cenni di intesa e imbastisce conversazioni sul prodotto. Se ti piace una fetta di seitan, lui recita metriche di ingredienti e ricette e siti web e libri sul seitan. Se gli piace la stessa fetta che hai comprato tu, aggiunge litanie di metodi per fare il seitan in casa, ci hai mai provato, lui sì gli viene da dio, ma cosa vuoi con il lavoro, lo stress, alla fine lo compra anche lui ma non dovrebbe sai, per quei due grammi di plastica, ma secondo te è mater-bi o plastica inquinante?
Il vegan trendy davanti ad ogni nuovo elemento pensa per prima cosa che inquini. Pensare che una cosa inquina è molto consapevole – consapevole è una parola che nelle prime due settimane di vita del vegan trendy ricorre prima di ogni punto e a capo. A volte anche prima di ogni virgola, declinata nei consapevolmente e eticamente.

Il vegan trendy ha sempre degli indirizzi da darti, che siano locali, libri, ristoranti, cd o negozi, lui ha sempre qualcosa da trasferire dal suo palm ultima generazione al tuo, o al tuo cell, o da inviarti via email perché la carta lui non la usa o la usa il meno possibile. Il vegan trendy in possesso del tuo indirizzo email è la fine dei tuoi attimi di pausa, ti forwarda qualsiasi cosa, tutte le newsletter a cui sei già iscritto e se i messaggi gli tornano indietro te li riforwarda allegandoti l’ultimo programma antivirus da 40 mb zippato. Quando non ha niente da forwardarti ti segnala filmati di animali buffi su youtube e i siti indiani in sanscrito contro l’apertura di McDonald’s a New Delhi. Dal momento che il vegan trendy ha il tuo indirizzo email, le petizioni ti arrivano in quadruplice copia, quella normale, quella del vegan trendy, quella che non si ricorda se te l’ha già mandata e quella che ti manda lo stesso perché forse ti sei dimenticata di firmare.
Nel weekend il vegan trendy è pieno di impegni: si prenota per tre cene e si presenta a una a cui non si era annunciato, una vera primadonna ma forse ha capito che dove si era annunciato non si presenterà nessuno.
Nel pomeriggio ha già fatto il giro del centro sfoggiando a meno due gradi, a unico beneficio delle settantenni in cincillà, la maglietta “Donna, se vuoi il pelo non depilarti“, sua ultima creazione. Non vede l’ora di raccontare a tutti, uno per uno, la faccia delle allampanate vecchiette, una a una. E lo fa in questo ordine, uno per uno e una a una. Quando il vegan trendy arriva a cena si forma il vuoto attorno al suo posto, ma abituato al vuoto pneumatico della sua testolina protetta da riccioli al gel di semi di lino, non ci fa caso e dà inizio al suo show. Tu fai volontariato in canile? Lui in un gattile, che è molto più difficile e meno compreso. Chi ha organizzato in questo locale? Lui ne conosce uno molto più vegan, più underground e anche un po’ nature-doom. Lui frequenta solo posti esclusivi fuori mano, che conosce solo lui, dove suonano sounds-of-nature e nature-jazz, stili che conosce solo lui perché frequenta i locali nature-doom fuori mano.

Quando organizza lui, ti ritrovi in seminterrati umidi che identifica come locali new age ricavati da grotte naturali – anche se sei in Pianura Padana-, in cui viene filodiffuso un lamento straziante che pensi essere l’agonia della mucca al macello e invece è il canto delle balene in amore. Entro i primi dieci minuti ti ritrovi seduta in posizione yogica su un materasso marocchino a sentire lui che decanta estatico le portate raffinate e vegan che stanno per arrivare, la sua lunga amicizia con il cuoco convertito vegan da poco e le sue mille conoscenze nel settore della ristorazione vegan. Per l’occasione indossa una maglietta con tutti gli animali della fattoria riuniti con il pugno alzato “Meglio lottare insieme che morire da soli“. Le sue nozioni storiche sono chiare come il locale nature-doom in cui in breve ti ritrovi a mangiare la plastica della confezione del tofu perché tanto non si vede niente, è tutto molto natural e la sera, come tutti sanno, è natural buio.

Il vero lato positivo del vegan trendy è che dura poco, come le farfalle, forse qualcosa di più. In capo a poche settimane approfitta della mamma che vuole che mangi almeno il latte con gli omega3, notizia tutti che il dottore della mutua gli ha fatto la predica e la sua salute è seriamente in pericolo, poi imbocca spavaldo e consapevolmente l’entrata di D&G per comprarsi i camperos neri in vitellino, quelli con gli strass.

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La maglietta dell’immagine sopra esiste, è in vendita qui. La riedizione in chiave vegan degli slogan sopra è mia. Se non riconoscete gli slogan originali potete inviare una protesta alla vostra scuola elementare chiedendo il rimborso delle cedole librarie o uscire con un vegan trendy :D

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02/2008

I LAVORI DI FEBBRAIO NELL’ORTO BIO

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Eccomi qui… oggi approfittando di un pomeriggio di sole particolarmente caldo mi sono dedicata a qualche lavoretto nell’orto. Durante la scorsa settimana avevo già fatto qualche pulizia e preparato una prosa di 5 metri e mezzo per 1,5 che sarà la parte ‘insalate’ fino a ottobre. Per prepararla, a novembre ho interrato lo spinacio matador, utilizzando la tecnica del sovescio, ovvero interrando gli ultimi spinaci rimasti e lasciando riposare il terreno insieme a un po’ di pellettato vegetale per agricoltura biologica. Il sovescio serve a rigenerare il terreno, aumentandone la materia organica, aiutando il mantenimento dell’azoto nitrico e arginando i problemi di erosione del terreno, tipici di tutti i terreni coltivati. Settimana scorsa ho rivoltato le zolle, inglobando questa volta foglie secche. Uso quelle di robinia, un po’ perché sono piccole e si ‘disfano’ prima, un po’ perché il bosco confinante ne mette a disposizione parecchie. Ho anche aggiunto altro pellettato.
Oggi sotto un tunnel in questa prosa ho seminato:

  • 1 mq di rapanelli
  • 3 mq di misticanza (nella foto sopra, la scorsa primavera)
  • 2,5 mq di spinaci
  • 1 mq di lattughino da taglio

Intanto sono già in crescita (aromatiche a parte) i carciofi, gli ultimi crauti cappucci insieme agli ultimi cavolfiori e cavolini di bruxelles, le ultime verze, le carote, la rucola e la lattuga rossa orchidea che ho provato per la prima volta… sembra molto bella, non abbiamo ancora assaggiato.
Come sempre le indicazioni sono GENERALI per un classico orto familiare :) Ah, prima di dimenticarmi… se non sapete come fare i tunnel o siete indecisi per l’acquisto, trovate qui i miei tips&tricks per fare i tunnel per orto con materiali di riciclo : http://www.erbaviola.com/2007/03/19/costruire-una-serra-tunnel-per-lorto/

Terreno / concimazioni
- Lavorazioni: vangatura profonda delle prose per portare in superficie i parassiti che così vengono distrutti dal freddo
- Concimare: concimi con un alto valore di potassio e fosforo, per rafforzare le piante; per arricchire il terreno in previsione della primavera è meglio utilizzare del concime organico ben maturo (letame o letame sfarinato, controllando che sia per agricoltura biologica), oppure del concime granulare a lenta cessione per agricoltura biologica, ricco in azoto (soprattutto per le prose in cui si pensa di mettere pomodori, zucche e peperoni).
- Asportare i residui delle precedenti vegetazioni- Preparare e tracciare le aiuole che ospiteranno le colture

Semina in semenzaio
anguria, basilico, catalogna, cavolo cappuccio estivo, cetriolo, cipolle, indivia, lattuga, melanzana, peperone, pomodoro, porro, sedano

Semina all’aperto
nelle aiuole più calde e assolate è ora di seminare a scelta: bietola da coste, carote, cicoria, fave, lattuga da taglio, piselli, prezzemolo, ravanelli, spinaci, valeriana. Ovviamente in piccole quantità così da poterle consumare tutte e così da evitare enormi danni a tutta la produzione annuale di una verdura in caso di gelate improvvise. Coprire con film plastico almeno nei primi 4-5 giorni per permettere una germinazione adeguata. Poi è consigliabile di coprire con mini serrette rivestite di plastica, da cambiare se proprio fa caldo con tessuto-non-tessuto

Trapianti
cipolle, aglio e patate precoci

Raccolta
cavoli verza e cappuccio, broccoli, cavolfiori, cavolini di bruxelles, cavoli rossi, cardi

Cure anti-parassitarie
trattamenti preventivi su alberi da frutta con olio di neem

Frutteto
Si piantanto o trapiantano alberi da frutto con fioritura primaverile. Se il terreno non è gelato, si possono piantare nuovi alberi da frutto. Per piantare adeguatamente una pianta da frutto dovremo predisporre una buca di circa 50-60 cm di profondità e di 40-50 cm di diametro. Sul fondo della buca metteremo del letame ben maturo che ricopriremo con uno strato di terra di 10 cm circa in modo che le radici non entrino in contatto con lo stesso; la pianta dovrà essere posizionata al centro della buca. La buca dovrà essere ricoperta con un terriccio composto da tre parti di terra, una parte di torba e una parte di humus di lombrico.Si consiglia di non potare le piante durante i mesi più freddi, al fine di evitare che le gelate rovinino i rami.E’ inoltre importante spargere del letame maturo intorno alle piante da frutto già a dimora, senza toccare il tronco, e vangare la terra circostante. Va bene sia lo sfarinato per agricoltura biologica che il pellettato sempre per agricoltura biologica

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7
02/2008

Tutta colpa di…

Yari! :D

Se dovrete aspettare un altro giorno per le ricette degli altri latti vegetali, prendetevela con lui. Stavo per scriverle poi sono andata sul suo sito e ho trovato il meme del mese di nascita. Di solito non mi interesso a questi giochini ma visto il risultato di questo e la mia (mai così malcelata) vanità non posso che  partecipare!

Ecco il meme del mio mese di nascita:

Stubborn and hard-hearted.
Decisamente. Determinata e generosa, c’est moi!
Strong-willed and highly motivated.
sul primo ci siamo, sul secondo dipende dai casi… per esempio pulire il bagno mi vede highly motivated  ma non certo strong-willed :D
Sharp thoughts.
eh beh… insomma… sì, dai. Diciamo che la maggioranza delle mie idee sono chiare.
Easily angered.
sono una pacifica, mi adiro raramente, ma quando lo faccio… scappate! :)
Attracts others and loves attention.
Oh sì !  :D   Come chiunque abbia un blog con page rank superiore a 2, d’altra parte ;)
Deep feelings.
Assolutamente! Mi commuovo fino alle lacrime, mi adiro fino a diventare bordeaux e metto in tutto molta passione
Beautiful physically and mentally.
E questo è il motivo per chi mi sono lanciata sul meme! :D :D Come resistere a un meme che dice che sono bella fisicamente e mentalmente?!
Needs no motivation.
Sì non ho mai avuto bisogno di spinte, neanche da piccola, anzi… il problema era semmai frenarmi ;)
Easily consoled.
Ah, mi sto profilando come una bella oca a quanto pare :D
Systematic (left brain).
Tze. Vi farei vedere la mia scrivania… dove ho messo la fotocamera a proposito?
Loves to dream.
Decisamente! We’re such stuff as dreams are made on; and our little life is rounded with a sleep.*
Strong clairvoyance.
Beccata!

Understanding.
In genere sì. A volte no, come ora che a metà mi è venuto in mente che magari non è così scontato che tutti sappiano l’inglese. Vabbé, non vi siete persi nulla, solo facezie da happy hour ;)
Sickness usually in the ear and neck.
Collo. In un’altra vita ho fatto lo sherpa probabilmente e sto ancora smaltendo i postumi. L’ultima trovata è impilare un monitor sopra due dizionari e regolare la sedia al livello più basso, così se entra in ufficio qualcuno pensa che stiamo giocando ai puffi.
Good imagination.
sì sì sì. Ho addirittura immaginato che qualcuno leggesse fino a qui, sono una grande visionaria!
Good physical.
E ancora! Che carino questo meme!
Weak breathing.
Questa è bella! fiato corto a me! Ma se quando faccio trekking i camosci cercano di rincorrermi e non ce la fanno!
Loves literature and the arts.
Sì sì sì sì. Sì :D
Loves traveling.
E aggiungiamo che odio anche non farlo più, almeno non tanto come prima…che tristezza! Per ora riguardo le foto dei viaggi, và.
Dislike being at home.
Sì è vero, fosse per me sarei sempre in giro, fosse per la mia metà anche… adesso vado a chiedergli come mai quindi stiamo così tanto a casa ultimamente!  (lavoro… sigh)
Restless.
Ma no, se sono così calma e pacifica! :D ..come un tornado!
Not having many children.
Il metro di ‘many‘ figli qual’è? Con gli stipendi italiani ‘many‘ è già uno…
Hardworking.
Anche troppo, mi riprometto sempre di smettere, sto aspettando che facciano i cerotti per smettere di lavorare poi giuro che smetto. Al massimo un giorno a settimana.
High spirited.
Dopo questo meme mi prescriveranno il sonnifero…
Spendthrift.
Lo ero. Ora moooolto ma molto meno. Scelta vegan e impegno per animali e ecologia hanno messo un po’ a riposo la mia carta di credito ;) Se non mi vergognassi come una ladra, posterei un estratto conto di una carta di credito di 8 anni fa…  giurereste che non è la mia!

*The Tempest Act 4, scene 1, 148–158

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5
02/2008

Fare il latte di soia in casa

 *** ATTENZIONE QUESTO POST POTREBBE INDURRE ALL’USO REPENTINO DELLA CARTA DI CREDITO ***
Vi presento una mia vecchia amica, si chiama Macchina per Fare il Latte di Soia ma in famiglia la chiamiamo con il suo nome originale: SoyaJoy.

lattesoia_macchina.jpg

Joy lo è di sicuro, almeno per la sottoscritta. Un po’ meno per i gatti di casa che quando la sentono lavorare scappano in volata. SoyaJoy è nata negli USA e ha vissuto a casa di una simpatica coppia italo-giapponese per qualche anno. Poi tramite un’amica comune, la signora Asta Online, ci siamo presentati e ha raggiunto casa nostra alla modica cifra di 29,00 euro. Voi non fatele sapere che ve l’ho detto, è un tantino permalosa ;) A suo prezzo ci tiene molto: 90-100 dollari ma la signora Asta Online fa parecchie presentazioni ultimamente… basta aver pazienza.
Da quando ci conosciamo, io e SoyaJoy siamo andate sempre d’accordo. Non c’è nessuno che come lei spacchi il minuto, nemmeno quell’ingombrante del Robot da Cucina. Comunque, non abbiamo molto tempo ora, tra mezz’ora la cena è in tavola.

Nel frattempo io e SoyaJoy – ma soprattutto lei – vi facciamo vedere come passiamo insieme una ventina di minuti ogni 2-3 giorni.

Prima inserisco nel cestello interno 100 gr di fagioli di soia lasciati a bagno per 24 ore (alcuni li lasciano 12 ore, ma a me sembra che venga meglio con 24). Poi aggiungo l’acqua nella caraffona metallica inferiore, rimetto il coperchio e premo Start. Il mio lavoro è finito. Intanto che faccio altro, lei riscalda, tritura, macina e bolle. Non è silenziosissima, non potrebbe fare nulla di sera in un appartamento ma qui da noi può far rumore quanto le pare :D

Intanto che lei si dà da fare vi posso raccontare che da quando è arrivata qui, si son visti subito tre notevoli vantaggi: economico, ecologico e gastonomico.
Quello economico è presto detto:  1 lt di latte di soia costa a seconda delle marche da 1,90 as 2,50 euro. 1 pacchetto di fagioli di soia da 500 gr costa 1 euro circa , che diviso cinque visto che se ne usano solo 100 gr, fa 0,20 euro. Provate a comprare per un anno il latte di soia a 0,20 invece che a 2 euro e qualche risultato lo notate ;) Per non parlare di latti più costosi come quello di riso, di mandorle, di orzo, di nocciole… che si fanno sempre con questa macchinina deliziosa! :D
Il vantaggio ecologico è poi indubbio: smettere di comprare le confezioni di tetrapack è un dovere!  Il tetrapack infatti non è smaltibile, si dovrebbe fare una raccolta differenziata apposta per il tetrapack, come fanno in alcuni paesi più civili e meno corrotti come l’Austria. Pensate inoltre a quanti brik si eviterebbe di trasportare e … non devo dirlo a voi di non farvi infinocchiare dalle pubblicità a tema ecologico della tetrapack! E’ inutile che ripiantino foreste in Svezia quando stanno disboscando foreste primarie per fare i cartoni del latte!
Non ultimo il vantaggio gastronomico: buona parte del latte di soia in commercio, a mia modesta opinione, sa di cartapesta. Sembra sciacquatura di carta in ammollo con vago sentore di vaniglia e violaciocca. Il latte di soia della SoyaJoy invece esce non aromatizzato, quindi a seconda dell’uso me lo aromatizzo come mi pare. Con sale iodato se devo fare il tofu, con malto e vaniglia se lo devo bere, senza niente se devo usarlo per cucinare.

Bene, ha giusto finito ora  di darsi da fare! Vediamo… prima di tutto stacco la spina e sollevo il coperchione bianco utilizzando l’apposito manico, poi

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estraggo il cestello che conteneva i fagioli di soia e che ora contiene l’okara. Il latte di soia è spumoso e caldissimo, tanto che quando devo fare il tofu metto direttamente il magnesio nella caraffa della SoyaJoy (ulteriore vantaggio!).

Poi passo a mescolare con un cucchiaio di legno e aggiungo gli aromi, in questo caso malto d’orzo e due dita d’acqua in cui ho lasciato a bagno un pezzetto di stecca di vaniglia.

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Intanto che il latte si intiepidisce, passo ad occuparmi dell’okara e lo estraggo dal cestello riponendolo in una terrina. Il latte si può conservare in frigo in una brocca o in bottiglia, io di solito non supero i 3 giorni ma ho sentito che ci sono persone che lo conservano per 5.

lattesoia_cestello.jpg

Ecco qui il magnifico okara, si può usare subito oppure conservarlo per un paio di giorni in frigo. Di fianco nella categoria ricette trovate alcune delle mie ricette con l’okara, leggero e nutriente. E se proprio non sapete cosa farvene, buttatelo nel compost o mischiatelo al terriccio per le piante, è ottimo, un nutriente-bomba!

lattesoia_okara.jpg

I venti minuti sono passati! Ciao SoyaJoy, ci vediamo tra un paio di giorni! :D

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