L’ALIMENTAZIONE NATURALE E CORSO BASE TEORICO-PRATICO DI ALIMENTAZIONE NATURALE

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03/2008

L’ALIMENTAZIONE NATURALE E CORSO BASE TEORICO-PRATICO DI ALIMENTAZIONE NATURALE

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Si tratta di una serata divulgativa e in seguito di un corso teorico-pratico (se si riesce a raggiungere il numero). Sono organizzati da Terracammina (Alimenti biologici e prodotti ecologici – via Caprera 17, Vigevano) con il patrocinio della Fondazione V.Roncalli di Vigevano, PV. Il corso invece si avvale della collaborazione della Fondazione Luigi Clerici di Mortara, PV.

Io andrò sicuramente alla presentazione di lunedì sera, per il corso aspetto di sentire in dettaglio il programma perché non è centrato sull’alimentazione vegan ma su quella naturale… quindi FORSE potrebbe esserci troppa carne -pesce-latte-uova per me. Ma magari no! Vedremo! :D

Intanto lascio di seguito il programma:

LUNEDì 31 MARZO ORE 21.00 presso l’Istituto V.Roncalli, Sala Cotta, via del Popolo, 17 – Vigevano, PV
MANGIAR SANO, NUTRIRSI BENE E CON GUSTO. SERATA DIVULGATIVA SU: L’ALIMENTAZIONE NATURALE
Discussioni e considerazioni sull’importanza di una alimentazione sana e naturale per un corretto stile di vita e il benessere psicofisico.
Conduce Fabrizio Martinelli, insegnante qualificato de La Sana Gola di Milano.

7 APRILE – 12 MAGGIO CINQUE SERATE DALLE 19 ALLE 22. CORSO BASE TEORICO-PRATICO DI CUCINA NATURALE
presso il centro di Formazione Professionale L.Clerici , Corso Torino 36/B (Ist. Don Orione) Vigevano, PV
A cura di Fabrizio Martinelli, insegnante qualificato de La Sana Gola di Milano.
Cinque serate all’insegna della salute, un percorso che vi porterà a conoscere la varietà e la qualità dei cibi essenziali per offrirvi la possibilità di mangiare in maniera sana ma allo stesso tempo con gusto.
100% ingredienti di origine biologica: cereali, legumi, proteine vegetali, verdure, dolci senza zucchero e senza derivati del latte, piatti per le intolleranze alimentari… sempre senza dimenticare la cucina mediterranea, con i colori e i sapori che la rendono speciale in tutto il mondo!

Il cuoco preparerà ogni sera un pasto completo, spiegando le peculiarità delle ricette e le qualità nutrizionali degli ingredienti utilizzati; verranno distribuite le dispense dettagliate dei menù… e a fine serata la degustazione di tutti i piatti preparati!

Per informazioni e adesioni: Terracammina, tel. 0381/20218 email: terracammina@tele2.it

*******************

Ulteriori informazioni sul corso: Il costo del corso pratico di cucina per 5 serate è di 150.00 euro, che si svolgeranno lunedì 7-14-21 aprile e 5-12 maggio dalle 19.00 alle 22.00 circa. A fine serate si degusteranno i piatti preparati. Ogni serata prevede un menu completo di cereali, legumi, proteine vegetali e dolci naturali.

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03/2008

DETERSIVI BIOALLEGRI

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Elena, strepitosa impegnatissima Elle, mi avvisa oggi che è uscito per i tipi di EMI il manuale che per tanto tempo è stato diffuso via web: DETERSIVI BIOALLEGRI sarà prossimamente IN LIBRERIA!!!! (ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – Euro 7,50 )

Il libro si può già ordinare inviando il buono d’ordine via rete (http://www.emi.it) oppure per TELEFONO al numero: 051 32.60.27; per FAX (+31-51) 32.75.52
per POSTA in busta chiusa a: EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA Via di Corticella 179/4 – 40128 BOLOGNA; per E-MAIL: ordini@emi.it
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza da Gruppo MondoNuovo (quinta.cosa.sacra chiocciola gmail.com)

Snif snif… posso dirlo? Son commossa! E’ così bello vedere un progetto crescere negli anni, con tanta santa pazienza, tante persone, tanta volontà e poi vederlo realizzato così bene.

Per chi non sapesse cosa sono i detersivi bioallegri, potete dare un’occhiatina al sito di Gruppo Mondo Nuovo: sono i detersivi eco, fatti con le nostre sante manine. Io da loro ho imparato tantissimo.
Mi piace tanto l’introduzione del vecchio manuale diffuso via web e ciclostile, che mi ero stampata e avevo diligentemente diffuso anche io:

Questo manuale è un Canto d’Amore alla Terra.
E’ una Promessa, di prenderci Cura della Terra.
E’ una Possibilità, costruita con pazienza.
E’ una Sfida strappata allo scetticismo di chi vuole convincerci
che non è semplicemente possibile cambiare le cose.

Ma più di tutto, mi piace quello che io considero uno dei lavori più divertenti&intelligenti di Gruppo Mondo Nuovo: Il manuale per apprendiste streghe ecologiche!
Mi piace tanto questa parte, che spiega al volo da dove nascono i detersivi cattivi e il perché dei detersivi bioallegri:

< < Nella nostra storia di terra e di cura della terra, la donna degli anni 40-50 , stanca di sacrificarsi per la cura della casa e della terra, fu ben felice di accettare le promesse del “commercio_chimico_blu” (barbablù, il predatore).

I detersivi chimici cominciarono ad entrare nelle case, attraverso essi la donna ottenne l’agognato riscatto: i detersivi le garantirono in breve tempo una vita più agiata, più comoda, più igienica. Con essa la possibilità di impegnarsi in campi ove fino ad allora l’accesso era di sola pertinenza maschile. Lavori domestici massacranti che costavano ore e fatica, poterono essere svolti in pochissimo tempo e con poca fatica… […]

Le generazioni a noi precedenti hanno svolto un lavoro profondo di rivalutazione del femminile. Hanno preso la donna sottomessa e piegata a terra nella fatica e nel dolore, e l’hanno innalzata a Essere Umano che Vale, e sta in piedi da solo. Questo lavoro va onorato, dobbiamo esserne grate e godere dei frutti di ciò. E rendere Grazie, Sempre. Adesso è arrivato il nostro tempo, e il nostro compito.

Spetta a noi di prendere in mano, e a cuore, il destino della donna e della terra, e renderlo migliore, per quanto ci è chiesto, per quanto ci è possibile. Spetta a noi lavorare e sacrificarci per consegnare alle nostre figlie, e ai nostri figli, un mondo e una terra migliori.>>

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Buon solstizio di primavera!

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… cosa vi aspettavate da me, “Buona Pasqua” ? :)
Non mi alletta la Pasqua, è una festucola noiosetta, commercialmente inferiore al Natale e climaticamente peggiore dell’Assunzione. Il fatto che sia solo un rito pagano mutuato e adattato alla buona dal cattolicesimo è cosa risaputa, non stiamo a farci le lezioncine. Basta Dan Brown per questo.
Non starò a fare il discorso degli agnelli squartati, nonostante io appartenga a quella parte di popolazione che mangia bistecca di seitan. Tanto se non mangiate l’agnello mangiate un altro animale e io sono anche antispecista.
Non vi annoierò nemmeno con le ricette per la colomba vegan con lievito e la colomba vegan con pasta madre, le ho già messe l’anno scorso. E poi quest’anno ci ha dato dentro con successo Veruccia, che spiega anche meglio di me, quindi non mi aggiungo all’innalzamento del livello di glicemia. Mi sono limitata a fare le scorzette di arancia al cioccolato per la mia metà, che le chiedeva da tanto. Per smuovermi dalla mia recente pigrizia culinaria, ha puntato tutto sulle mie braccine corte: mi ha portata in una pasticceria di Pavia, dove costano 250 euro al kg! Un etto 25 euro! Colta da infarto, me la sono cavata con otto arance, un kg di zucchero e tre tavolette di cioccolato. Posto a breve la ricetta, il tempo di scaricare la scheda della digitale e fotografarle ;)
Ho regalato per dovere uova di cioccolato fondente del Commercio Equo e della LAV ma non so dirvi come sono perché le apriranno a Pasqua. Io ho ricevuto per ora un uovo della Nestlé. Al latte. Spero che almeno ci sia dentro un pezzo di tofu.

A proposito, per chi è delle parti di Pavia-Vigevano, se volete l’uovo dell’ultimo minuto perché siete stati troppo pigri per andare ai banchetti LAV nelle ultime due settimane, potete passare sabato alla sede LAV in via Sforza 5 a Vigevano dalle 15,00 alle 18,00, mi dice Annalisa che c’è ancora qualche uovo acquistabile. O magari anche solo per firmare contro l’allevamento delle galline in gabbia. Io sarei contraria del tutto all’allevamento ma le cose si fanno a piccoli passi, queste povere galline per ora cerchiamo di non farle vivere come dentro un McChicken, almeno per la prima parte della loro grama vita. Tanto poi ci finiscono tutte intere, zampe, occhi, bus del cò e becchi compresi. Vi vedo sorpresi, non lo sapevate? Leggetevi Fast Food Nation o guardatevi almeno il film.
Vi sembro un po’ acida eh? Beh provate voi a spararvi tre giorni di campane a tutto spiano dalle 7 del mattino, più bancarelle e giostre che vi rendono impossibile l’uscita dal paese con la macchina e inoltre invasione di turisti in ondate barbare con tanto di pullman a due piani. Nei giorni di Pasqua tutti tornano un po’ bambini, con le uova eccetera… tranne noi che torniamo bambini veramente, in tutti i sensi: se vogliamo andare fuori devono venirci a prendere i genitori e riportarci prima che faccia tardi. Altrimenti rimaniamo bloccati qui, in balia dei mercanti fuori dal tempio. Il fatto di essere privata della mia libertà di movimento per far posto al rappresentante di Fabrilla-la-scopa-che-brilla e dell’aggeggio per tagliare tutto dal vetro alla ceramica che lo vedo da quando avevo cinque anni, mi rende particolarmente acida. Sì.

Nel tempo in cui saremo costretti a non uscire, mi occuperò un po’ di orto e giardino. Il giardino è uno sfacelo, un campo di battaglia (persa, per ora). Il tempo è veramente poco. Sono fioriti i giacinti rosa (foto sopra), ma stentatamente, non hanno le corolle belle piene, temo che i bulbi siano ormai vecchi.  Quando avranno smesso di fiorire mi sa che finiranno nel compost. Ho dovuto fare anche il funerale a due rose e mi sa che devo ringraziare la talpa, se la prendo mi sente! In compenso è fiorita da sé una bella bordura di violette! Se le erbe spontanee fossero tutte così, avrei finito di dannarmi per il giardino. Invece ho l’impressione che tutta la gramigna della lomellina si sia data appuntamento proprio da me. E  non mi venite a parlare di giardino in permacultura… la gramigna permaculturatevela a casa vostra! Qui ha il vizio di far soffocare tutte le altre piante, alberi compresi, quindi se ne va. Insomma… grandi lavori attendono per farmi smaltire il pranzo di pasqua :)   Del pranzo conosco solo il secondo perché lo porto io: torta salata di cuori di carciofo e prosciutto di muscolo di grano, con patate arrosto alle erbe.
Buon solstizio di primavera! :D

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03/2008

Pomeriggi verdi in libreria

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Oggi entro alla Hoepli e dopo un veloce girovagare tra i libri di informatica, assolto il dovere, mi sono dedicata al piacere. O quasi. Ho dovuto constatare che la commessa in stage mi rideva in faccia apertamente al nome di Rocco Tanica. Tratteneva stentatamente la risata. “T-A-N-I-C-A ?” Aveva tutta quell’aria saccentina tra il “con quale nome si starà confondendo questa tipa?” e il “finalmente ho qualcosa di divertente da raccontare ai colleghi“. Peccato, le è andata male, malissimo. Rocco Tanica esiste e ha pubblicato di recente “Scritti scelti male” per i tipi di Bompiani. Ma certo, la cultura ormai non è per tutti, figuriamoci per i commessi di libreria in stage. Categoria che si potrebbe comunque eliminare, semplicemente sistemando i libri con criteri logici, tipo i romanzi con i romanzi, i libri di foto con i libri di foto e così via.

Se ti capita invece la malaugurata avventura di cercare un libro appena uscito e quindi vittima del pout pourri di marketing placement all’entrata, sei finita. O passi mezza giornata a scandagliare i quattrocento metri quadri di esposizione o ti rivolgi alla commessa. Di regola, per i libri che cerco io, le commesse sogghignano o vanno in panico. Non ho l’aspetto di una tipa intellettuale, ne convengo, non ho la pettinatura spettinata in modo casualmente costruito, non porto calzoni lisi di tre taglie in più e nemmeno borse a tracolla in tela indiana. Ma nonostante ciò rivendico il diritto di non passare automaticamente nella categoria oche. Persino se sto brandendo nella mano destra un libro intitolato Joomla!
Mi ero ripromessa di non interagire più con le commesse di libreria sotto i quarant’anni dopo una ricerca-parto con una commessa della Feltrinelli…
“buongiorno, avete la biografia di Johnny Rotten?”
“Johnny… ?”
“johnny Rotten”
“Come è scritto?”
“R-O-T-T-E-N”
“No, non mi risulta… è sicura del nome?”
“Sì, provi con John Lydon, magari ha usato il nome vero”
“Come si scrive?”
“L-Y-D-O-N”
“John con l’acca?”
“Sì”
“No, niente. E’ sicura che sia un’autobiografia? Potrebbe essere un altro genere?” Penso un attimo a cosa potrebbe aver scritto Johnny Rotten, francamente a me sembra già tanto che abbia scritto un’autobiografia, comunque…”Punk?”
Strabuzza gli occhi “Punk ??? Come la moda?”
Come tua sorella. Ma come si fa a non sapere chi è Johnny Rotten?? Comunque c’era, ovviamente nel pout pourri all’ingresso, era più facile trovarla nella stanza di Johnny Rotten dopo che era passato Sid Vicious per un party. Ma never mind the bollocks, come dicevano loro.

Tornando a oggi… vi siete sciroppati questo sfogo sui commessi di libreria perché stavo per farlo alla mia metà quando l’occhio mi è caduto sul volantino alla cassa “Pomeriggi verdi in libreria”. Così presa da un NOOOOOO! MI sono persa Paolo Pejroneeee!!! ho momentaneamente rimosso l’astio per la categoria commessi ignoranti e infilato il naso nel volantino.

Vi riporto le date di seguito, gli incontri sono degni e gli oratori all’altezza. E viceversa. Gli orari invece sono da disoccupati, studenti e perdigiorno ma si sa, Milano è Milano, abbandonate la logica voi che entrate. In ogni caso, andrò almeno ad un paio (io, grande perdigiorno) e continuerò a rodermi per aver perso la conferenza di Paolo Pejrone. Lui invece sarà sollevato di non avere tra i piedi l’ennesima petula adorante. (messaggio di servizio per il mio moroso: Paolo Pejrone è ottuagenario).

  • 4 marzo Libreria ElectaKoenig ore 17 Paolo Pejrone Per un giardino felice: conoscenza, pazienza e coraggio
  • 11 marzo Libreria ElectaKoenig ore 17 Angelo Jelmini Patrizia Pozzi Verdi metropolitani (Kitchen Garden, Giardini marini, Cavoli a merenda, Dejeuner sur l’Herbe, …)
  • 18 marzo Libreria Hoepli ore 18 Francesca Neonato Il giardino del benessere
  • 1 aprile Libreria Hoepli ore 18 Giusi Rabotti Armonia del giardino classico e utilità del giardino
  • 8 aprile Libreria ElectaKoenig ore 17 Antonio Perazzi Botanica temporanea
  • 15 aprile Libreria ElectaKoenig ore 17 Alessandra Rossi Nuovi progetti, nuove realtà per la città di Milano
  • 22 aprile Libreria ElectaKoenig ore 17 Francesca Marzotto Caotorta Ad ognuno il suo giardino
  • 29 aprile Libreria Hoepli ore 18 Francesca Riva Belli Paci Giardino e design: cose giuste al posto giusto
  • 6 maggio Libreria ElectaKoenig ore 17 Ermanno Casasco La morte del giardino……
  • 13 maggio Libreria Hoepli ore 18 Alessandra Bonetti I giardini cinesi: tra contemplazione e sorpresa
  • 20 maggio Libreria ElectaKoenig ore 17 Anna Scaravello Il giardino liberato
  • 27 maggio Libreria ElectaKoenig ore 17 Stefano Massimello Dai Community Garden al Guerrilla Gardening
  • 3 giugno Libreria ElectaKoenig ore 17 Lorenzo Brusci Paesaggi simbolici urbani: giardini sonori e ambienti immersivi per la nuova città

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03/2008

L’umiltà di ascoltare e il coraggio di informare

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John T.Huger – Guerrilla Public Art

Ovvero: vagli a spiegare chi sono i vegani.
La condizione del giornalismo italiano la conosciamo tutti. Al di là delle ultime urlate di Grillo, sono almeno quindici anni, forse di più, che è sempre più dura prendere in mano un giornale. Non dico guardare un telegiornale, lì proprio ci vuole un’incrollabile calma gandhiana. A volte riesco a guardarne qualcuno intanto che cucino, con un più banale distacco rassegnato, aiutata dal dover prestare attenzione anche ad altro. Inutile dire che quando attaccano con le ricette e le rassegne gastronomiche devo cambiare canale, lì proprio di calma gandhiana non resta che il vago ricordo. Ma non sono d’accordo sulla teoria di Grillo e altri, che questi giornalisti siano tutti imbavagliati. Alcuni sono atrofizzati, sono così abituati a trattare solo superficialità e sciocchezze, che ormai non sono più in grado di fare giornalismo. Il giornalismo è anche ricerca, umiltà di informarsi, oltre che coraggio di informare.
Qualche tempo fa mi contatta una giornalista, vuole sapere chi sono i vegani. A volte capita. Pensavo a un discorso etico o ambientalista, in fondo era una giornalista con esperienza, sui cinquant’anni, di una testata nazionale. La definizione di vegano c’è anche sul Devoto-Oli e sulla Wikipedia, penso. Quindi “Chi sono i vegani?” sarà il tema del suo articolo.

Invece si presenta proprio così, alla cieca, chi sono i vegani? Non lo sa. Disarmante, ma non perdiamoci d’animo. Spiego. Con calma. Per lei scelgo la mia spiegazione etico-ambientalista. Sorrisi. Alla prima domanda, Allora non è solo una moda?, resisto. Tiro fuori la spiegazione simpatica, quella che puoi usare agli happy hour, molto meno impegnativa. Prende appunti, ci siamo. Tiro un sospiro e il discorso va sulla decrescita. Le spiego anche chi sono i decrescitori, perché spesso la scelta vegan faccia parte di un percorso di decrescita ma che non tutti i vegan sono decrescitori in senso stretto, la maggior parte ha una coscienza ecologista marcata, ma non aspira a vivere come un folletto nei boschi. Parliamo anche di decrescita estrema, di chi vive isolato inseguendo l’autarchia, dei primitivisti e via dicendo. Ma davvero?? Esistono persone così?? Sì davvero, pensa. C’è gente che non compra Vogue tutti i mesi, è strano il mondo vero? Però non glielo dico, devo esercitare la calma gandhiana per far passare il messaggio. Le faccio vedere una rivistina scritta tutta a mano, diffusa con il passaparola, dove scrivono tante di queste persone, per dimostrarle che non sono eremiti sociopatici ma menti che hanno fatto una scelta personale, spesso individui con una solida cultura. Finita la conversazione mi viene da pensare che non dovrei essere io a fare tutta questa fatica per spiegare, ma lei ad avere la voglia e l’umiltà di capire. Lei è la giornalista, non sarebbe il suo mestiere informarsi per informare?
Penso anche che altri si sarebbero ritrovati dopo dieci minuti a urlarle a cinque millimetri dal naso che no, le verdure non soffrono a essere raccolte, non è la stessa cosa che macellare i vitelli e non mi puoi venire a dire che se non mangio la carne perché gli animali soffrono, allora non dovrei affettare neanche i pomodori. Sono discorsi che si accettano difficilmente anche da un quindicenne in crisi esistenziale.

Poi mi sono pentita di tutto questo esercizio di calma gandhiana. Risultato della sua inchiesta… I vegani, dovete sapere, sono ecologisti fondamentalisti. Parte di loro vive nei boschi cibandosi di quello che trova. Rifiutano totalmente il progresso, vivono in comunità isolate o in piccoli gruppi. Si cibano principalmente di verdure e alcuni alimenti ottenuti dalle verdure, come il tofu.
Io ho una domanda banale. Facciamo finta che io non sia in grado di spiegare e di farmi capire o che la mia spiegazione fosse in antico norreno. Se lei mi ha scritto una mail per contattarmi, dopo aver trovato il mio sito internet, mi ha chiamata sul telefono fisso e sul cellulare e le ho persino citato un programma della Fox che vedo su Sky …come fa ad aver capito che i vegani sono degli eremiti sociopatici che rifiutano qualsiasi tipo di progresso?!

Voi che leggete dalle vostre capanne nei boschi, potete cortesemente mandarmi un segnale di fumo se avete delle spiegazioni logiche su questa totale mancanza di capacità di elaborazione e conseguente disinformazione?

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Voglio citare uno scrittore e un vero pensatore. Uno scrittore che rivendica il diritto, di fronte ai fatti preoccupanti della nostra società, di prendere posizione e, quando è necessario, suonare l’allarme. Sarebbe ora di suonare l’allarme signori giornalisti, o almeno la campanella della scuola.

Venga dottor Pereira, disse cordialmente Manuel, per lei c’é sempre un piatto, immagino che non abbia ancora pranzato, è dura la vita dei giornalisti. Eh sì, rispose Pereira, specie per i giornalisti dche non sanno niente come non si sa mai niente in questo paese, che novità ci sono? Pare che delle navi inglesi siano state bombardate al largo di Barcellona, rispose Manuel, e che una nave passeggeri francese sia stata inseguita fino ai Dardanelli, sono i tottomarini italiani, gli italiani sono fortissimi con i sottomarini, è la loro specialità. (…) Manuel gli portò un giornale. Il titolo di testa era: Sculture di sabbia sulla spiaggia di Carcavelos. Il ministro del Secretariado Nacional de Propaganda inaugura la mostra dei piccoli artisti. C’era una grande fotografia a mezza pagina che mostrava le opere dei giovani artisti da spiaggia: sirene, barche, vascelli e balene. Pereira girò la pagina. Nell’interno c’era scritto: Valorosa resistenza del contingente portoghese in Spagna. L’occhiello diceva: “I nostri soldati si distinguono per un’altra battaglia con l’aiuto a distanza dei sommergibili italiani”. Pereira non ebbe voglia di leggere l’articolo e posò il giornale sulla sedia.

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, 1994

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