Apr 152008
 
 April 15, 2008  Add comments
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Un’ultima riflessione, prima di tornare alla quotidianità delle mie personali ribellioni e a un paio di ricette che hanno addolcito questo periodo: le scorzette di arancia al cioccolato e i biscotti di avena e muesli (questo si chiama trailer ;) ).

Una riflessione semplice, anche un po’ banale. La scomparsa di alcuni estremismi è identificabile con la scomparsa dei rivoluzionari. O meglio, di chi pensa di essere tale solo perché in altri tempi e in altri contesti, a volte addirittura in altri paesi, quella corrente era rivoluzionaria. I rivoluzionari, compiono un ciclo breve, morendo poi di morte naturale insieme al loro tempo. Ciò che sopravvive sempre ed è essenziale al vero cambiamento è il ribelle.

Mi spiego con le parole di chi è stato un grande ribelle e continua ad essere un grande maestro della ribellione.

Un ribelle, per come intendo io questo termine, è un fenomeno spirituale. Il suo approccio è assolutamente individuale. La sua idea è questa: se vogliamo cambiare la società, dobbiamo cambiare l’individuo. La società in sé non esiste (…) Ovunque incontri qualcuno, incontri un individuo. Società non è altro che un nome collettivo privo di realtà, senza sostanza. (…)
Nessuna rivoluzione è ancora riuscita a cambiare gli esseri umani, ma sembra che non ce ne siamo accorti. Ancora continuiamo a pensare in termini di rivoluzione, di cambiamento della società, del governo, della burocrazia, delle leggi, dei sistemi politici. Feudalesimo, capitalismo, comunismo, socialismo, fascismo: tutti, a loro modo, erano rivoluzionari, e tutti hanno completamente fallito, un fallimento inequivocabile perché l’uomo è rimasto lo stesso. (…). Il ribelle è tuttora una dimensione inesplorata.
Dobbiamo essere ribelli, non rivoluzionari. Il rivoluzionario appartiene a una sfera terrena; il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario non può stare da solo: ha bisogno di una folla, di un partito politico, di un governo. Ha bisogno del potere… e il potere corrompe. In particolare, il potere assoluto corrompe in modo assoluto.
Tutti i rivoluzionari che sono riusciti a prendere il potere ne sono stati corrotti. Non sono riusciti a cambiare le antura del potere e le su istituzioni; il potere ha cambiato loro e la loro mente, corrompendoli. La società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.
(…)
Il mondo ha conosciuto solo pochissimi ribelli. Ma ora è il momento: se l’umanità non riesce a produrre un gran numero di spiriti ribelli, i prossimi decenni potrebbero diventare la nostra tomba. Siamo molto vicini a quel punto di non ritorno.(…) Una discontinuità con il passato: questo è il significato della ribellione.
La ribellione è una discontinuità. Non è né riforma né rivoluzione: semplicemente, ti sconnetti da tutto ciò che è vecchio, Le vecchie religioni, le vecchie ideologie politiche, il vecchio essere umano… ti stacchi radicalmente da tutto cò che è vecchio; riparti da zero, inizi la vita da capo.
Il rivoluzionario cerca di cambiare il vecchio; il ribelle semplicemente ne esce, come il serpente che si lascia alle spalle la vecchia pelle senza mai guardare indietro.
(…)
Nei decenni a venire, o l’umanità scomparirà o sulla Terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa. Quel nuovo essere umano sarà un ribelle.

Osho, “Una nuova spiritualità per il ventunesimo secolo: non una rivoluzione politica ma una ribellione individuale” in Liberi di essere, Arcobaleno, 2007 (raccolta dei discorsi pubblici di Osho)

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  10 Responses to “IL RIBELLE E IL RIVOLUZIONARIO SONO DIVERSI”

  1.  

    e specifichiamo che ribellione non significa affatto affermare la propria volontà con la forza. Anche se a volte sembra la strada più facile.

    Ciao, grazie per i complimenti, sei la benvenuta e ripassa quando vuoi :-)

  2.  

    Ciao, mi piace molto leggere Osho, la sua profonda semplicità. Nonostante sia stato un “maestro” politicamente scorretto, trova seguaci in tutto il mondo, affascinati dalle sue parole.

    Bellissima la foto, ma è un acero rosso?

    Ciao, un caro saluto
    Freenfo

  3.  

    Qualche riflessione sull’accaduto e l’accadendo, prima di tornare alla quotidianità delle mie personali zappettature, mi son sentita di farla pure io. Questa volta, almeno in apparenza, non potremmo essere più lontane… ma bene comunque per questo sano rumore di rotelline in movimento :)

    Spettacolare la fotina, va’ :)

  4.  

    @freenfo: sì è rilassante la semplicità di Osho, a volte disarmante. Ma io non sono una ‘seguace’ di Osho, guardo e leggo tutto con curiosità. Politicamente non so valutarlo per ora ma sicuramente il suo discorso di indipendenza e rottura delle catene dalle religioni lo trovo un po’ contraddittorio rispetto lo sviluppo che hanno avuto le sue comunità. Personalmente ritengo molto interessanti alcuni suoi discorsi, soprattutto sulla meditazione, oppure come quello sopra sulla ribellione. Ma temo di essere un po’ troppo ribelle per adeguarmi a fare l’adepta di qualcuno… preferisco ascoltare con umiltà quello che hanno da dire, riflettere e percorrere la mia strada.

    @equipaje: mi sembrano due discorsi diversi ma non necessariamente opposti. Convergenze parallele forse? ;)

  5.  

    dimenticavo, sì è un acero canadese bicentenario, passato temo per il mio impietoso photoshop ;)

  6.  

    Nuu “convergenze parallele”, mai, mai (grandissima sfiga portò al suo utilizzatore, quest’espressione)!

    Meri problemi definitori, via ;)

  7.  

    ah ma io la sfiga la abbatto chiamandola. a forza di chiamarla non mi sopporta più e si tiene lontana ;)

  8.  

    leggevo queste pagine e dicevo :” ma questo ha copiato Osho!” e invece è proprio il “mio” nonnetto pescatore, erbaviola sei una sorpresa continua, sempre + mi sento affine e non perchè sai chi è Osho ma perchè non lo citi a sproposito mettendo qua e là frasi più o meno sensate ( e diciamolo Osho ha detto tutto e tutto il contrario di tutto sfidandoci a smettere di prenderci sul serio).
    Ok ok è uno dei miei passaggi preferiti, ho una mamma che abita da 20 anni in una comunità di Ohso e quando 14enne cercavo di capire chi, perchè e sopratutto come mi hanno passato un sacco di libri di cui capivo poco e quando finalmente ho letto questo passaggio ho iniziato a capire e a sentire, grazie x avermelo ricordato.
    E’ il posto sbagliato ma voglio cmq farti gli auguri perchè tutto nella tua vita volga al meglio e perchè ai momenti duri e tristi ne seguano tanti di celebrazione e perchè no pacchi e pacchi di gioia pura

  9.  

    ah scusa mi ero persa i commenti prima, trovo molto bello quando dici che non sei una “seguace” ma legi tutto con molta umiltà, è quello che provo io, da ragazzina ho provato ( eh mamma docet) ma in realtà io amo sapere e poi fare mio e il mio libero arbitrio mi porta ad essere critica e cercare di essere io la mia maestra ( bah supplente va) prendendo le cose in cui mi riconosco e che mi possono dar spunto e far crescere da tutti quelli che me ne danno la possibilità.
    Tutto qua piccolo inciso personale.

  10.  

    nietzche è il riferimento, oltretutto il superuomo amava le mucche

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