IL RIBELLE E IL RIVOLUZIONARIO SONO DIVERSI

Un’ultima riflessione, prima di tornare alla quotidianità delle mie personali ribellioni e a un paio di ricette che hanno addolcito questo periodo: le scorzette di arancia al cioccolato e i biscotti di avena e muesli (questo si chiama trailer
).
Una riflessione semplice, anche un po’ banale. La scomparsa di alcuni estremismi è identificabile con la scomparsa dei rivoluzionari. O meglio, di chi pensa di essere tale solo perché in altri tempi e in altri contesti, a volte addirittura in altri paesi, quella corrente era rivoluzionaria. I rivoluzionari, compiono un ciclo breve, morendo poi di morte naturale insieme al loro tempo. Ciò che sopravvive sempre ed è essenziale al vero cambiamento è il ribelle.
Mi spiego con le parole di chi è stato un grande ribelle e continua ad essere un grande maestro della ribellione.
Un ribelle, per come intendo io questo termine, è un fenomeno spirituale. Il suo approccio è assolutamente individuale. La sua idea è questa: se vogliamo cambiare la società , dobbiamo cambiare l’individuo. La società in sé non esiste (…) Ovunque incontri qualcuno, incontri un individuo. Società non è altro che un nome collettivo privo di realtà , senza sostanza. (…)
Nessuna rivoluzione è ancora riuscita a cambiare gli esseri umani, ma sembra che non ce ne siamo accorti. Ancora continuiamo a pensare in termini di rivoluzione, di cambiamento della società , del governo, della burocrazia, delle leggi, dei sistemi politici. Feudalesimo, capitalismo, comunismo, socialismo, fascismo: tutti, a loro modo, erano rivoluzionari, e tutti hanno completamente fallito, un fallimento inequivocabile perché l’uomo è rimasto lo stesso. (…). Il ribelle è tuttora una dimensione inesplorata.
Dobbiamo essere ribelli, non rivoluzionari. Il rivoluzionario appartiene a una sfera terrena; il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario non può stare da solo: ha bisogno di una folla, di un partito politico, di un governo. Ha bisogno del potere… e il potere corrompe. In particolare, il potere assoluto corrompe in modo assoluto.
Tutti i rivoluzionari che sono riusciti a prendere il potere ne sono stati corrotti. Non sono riusciti a cambiare le antura del potere e le su istituzioni; il potere ha cambiato loro e la loro mente, corrompendoli. La società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.
(…)
Il mondo ha conosciuto solo pochissimi ribelli. Ma ora è il momento: se l’umanità non riesce a produrre un gran numero di spiriti ribelli, i prossimi decenni potrebbero diventare la nostra tomba. Siamo molto vicini a quel punto di non ritorno.(…) Una discontinuità con il passato: questo è il significato della ribellione.
La ribellione è una discontinuità . Non è né riforma né rivoluzione: semplicemente, ti sconnetti da tutto ciò che è vecchio, Le vecchie religioni, le vecchie ideologie politiche, il vecchio essere umano… ti stacchi radicalmente da tutto cò che è vecchio; riparti da zero, inizi la vita da capo.
Il rivoluzionario cerca di cambiare il vecchio; il ribelle semplicemente ne esce, come il serpente che si lascia alle spalle la vecchia pelle senza mai guardare indietro.
(…)
Nei decenni a venire, o l’umanità scomparirà o sulla Terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa. Quel nuovo essere umano sarà un ribelle.
Osho, “Una nuova spiritualità per il ventunesimo secolo: non una rivoluzione politica ma una ribellione individuale” in Liberi di essere, Arcobaleno, 2007 (raccolta dei discorsi pubblici di Osho)




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