UN PAESE DI VECCHI CON PUERILE IPOCRISIA

*** Attenzione: un fan di Lost mi ha fatto notare che ho inserito in questo post uno spoiler gigantesco della quarta stagione, che in Italia non è ancora andata in onda e che per molto meno altri fan potrebbero strozzarmi.
Ci tengo alla mia giugulare, quindi se state ancora cercando di capire che cos’è la Dharma, non leggete questo post ***
Grazie delle belle email e dei messaggi che mi avete mandato per sapere dov’ero finita! Mi hanno fatto davvero piacere in un momento tristissimo. Vi abbacio tutti profusamente in pubblico, come ho già fatto privatamente.
Sono sparita solo per qualche giorno, risucchiata dal vortice di urgenze familiari molto serie. A volte, oltre all’impegno materiale di tempo, il problema è che passa anche la voglia di scrivere. Scrivere di ecologia, poi, figuriamoci.
Ci sono giorni che fuori dalla porta vorrei appendere un cartello: Ufficio Svuotamento Mari con Cucchiaino.
Sono un po’ annoiata. Nel senso inglese di annoyed : tra lo stanco, l’infastidito, lo sfiduciato, il triste e il rassegnato. In italiano come si dice? Mi sfugge.
Sono annoyed dell’Italia che continua sempre a girare allo stesso modo. All’asilo mi hanno insegnato che gira gira su te stessa prima o poi cadi e non ti rialzi per un bel po’. Sono qui nel mio annoyed mood che aspetto che cadiamo tutti giù per terra.
Non è solo questione di politica, neanche per sogno, sono solo un po’ scocciata dalla caduta del pil di alcune menti, dalla svendita delle idee e dal discount del qualunquismo.
Ieri sera per esempio ero imbarazzata per lo spettacolo di Guccini che si sparava le pose di ultimo dei grandi intellettuali, quello che vive senza televisione, senza cellulare, senza internet, senza email. Però appena scribacchia due stupidate eccolo lì che spunta come un hobbit nel 15 pollici della cucina. E non si sa con quale ardire gliele pubblichino anche queste storielle - alla Mondadori, lui, il grande dissidente, quello che “infilerò la penna ben dentro il vostro orgoglio” e poi si fa pubblicare dalla Mondadori insieme alle barzellette di Totti. Eccolo lì, spolvera qualche pagina scritta male tra il 1965 e il 2007, per la maggior parte già pubblicate altrove, le riconfeziona con carattere grande, interlinea doppia, introduzione, orpelli, cotillon vari et voilà . Lo chiama anche “libro”. Eccolo lì da Fazio che ci illustra il suo modus vivendi da vero alternativo. Lui che canta “venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false, che avete spesso fatto del qualunquismo un arte “. Eccolo lì. La concretizzazione del qualunquismo fatto arte che si infutura nella genesi dell’antropomorfismo universale.
E me lo ero anche dimenticata, non fosse ricomparso stamattina su diversi giornali con la recensione di quest’ultima “opera letteraria”, per noi poveri dementi che riempiamo le nostre inutili vite di internet, email, cellulare, televisione e signoreiddio, abbiamo persino la patente di guida! La mia peraltro è in scadenza, vuoi vedere che è la volta buona che divento anche io un’intellettuale?
Comunque mi è rimasto un dubbio esistenziale sig. Guccini… sua figlia, la tesi di sua figlia. A che punto è? Ci ha ammorbati per una decina d’anni con la sua figliola che faceva questa tesi bellissima, complicatissima, di grande ricerca sul suo babbo stesso e medesimo. E ora? Si è laureata? L’ha discussa questa Recherche decennale sulle canzoni del suo babbo? Sig. Guccini, siamo preoccupati: son decenni che ce la descrive minuziosamente questa figliola prodigio e la sua tesi difficilissima… e non ci manda nemmeno i confetti? A me resta questo dubbio esistenziale, non si lasciano le persone così, che prima li si fa assurgere al rango di vicini di casa, quelli a cui si impone la visione delle diapositive della gita a Chiavari, sfrantumandogli l’anima con tutta la scolarizzazione e i successi dei figli e poi li si lascia lì con niente, a non sapere nemmeno come va a finire.
Non so perché ho acceso la televisione negli ultimi due giorni, quando l’unica cosa che mi interessa sapere è come farà Locke a spostare l’isola e se come penso io non si tratta di banali realtà parallele ma dell’applicazione della teoria di Kaluza-Klein sulla quinta dimensione e le piccole dimensioni. E per questo è sufficiente il satellite (per sapere il finale di stagione di Lost, non per verificare la teoria di Kaluza-Klein). Soprattutto non so perché l’ho accesa proprio mentre cucinavo… ne sono derivate una crostata bruciacchiata e pasta scotta.
La pasta scotta ha un imputato preciso: Piero Angela. Piero Angela infatti è andato da Fazio a dire nell’ordine queste grandi verità :
1. ha otto lauree ad honorem.
E nemmeno una per cui ha studiato, aggiungo io. Era un musicista e in quanto a serietà me ne ricorda tanto un altro di musicante, quello che esercitava sulle navi da crociera.
2. ci servono le centrali nucleari.
Non sappiamo gestire la monnezza e dobbiamo mettere in mano alle stesse persone delle centrali nucleari. Ho subito proposto a gran voce la nona laurea ad honorem in Previsione delle Catastrofi e una decima in Piffero, che magari torna a fare il mestiere suo.
3. In Italia non c’è meritocrazia. Tanti bravi giovani non vengono valorizzati. Si va avanti per raccomandazioni. Ciò non aiuta il paese. Ha anche raccontato la storia dell’italo-americano figlio di immigrati diventato direttore della missione Apollo. In Italia, ci dice, non sarebbe mai stato possibile.
Scusi sig. Angela, ma suo figlio che mestiere fa? Così, tanto per dire.
Per questo mio assolo di contraddittorio con Piero Angela ho scotto la pasta e mi è venuta l’acidità di stomaco.
Ma la parte migliore di tutto è venuta ieri sera con Eugenio Scalfari. Purtroppo non sono riuscita a seguire tutto il discorso perché quest’uomo, dal vivo, è imprevedibilmente di una noia mortale. Dice delle cose di una banalità imbarazzante, ma le dice come se stesse declamando per primo i tre segreti di Fatima.
Mentre stava spiegando che lui al liceo ha dovuto studiare Cartesio - come del resto tutti noi comuni mortali che abbiamo frequentato un liceo e così pure quelli degli ITIS - ho eseguito un triplo carpiato volo pindarico e cercato di individuare qualcuno al di sotto o attorno ai 30 anni che fosse andato in quella trasmissione di recente. Mi è venuto in mente solo Lorenzo Cherubini ma sono sicura che io non mi ricordo, ma di certo, per forza, ci sarà stato qualcuno della nostra generazione a fare da contraddittorio a questa carrellata di cariatidi che riescono a materializzare il vuoto pneumatico ogni volta che aprono bocca. No? Dai, sono io che non mi ricordo o ho saltato delle puntate.
Sono ritornata a terra da questi miei pensieri e questa mente illuminata era ancora lì che raccontava di come gli ha cambiato la vita studiare Cartesio.
Pensi, sig. Scalfari, che c’è gente della mia età che è arrivata a leggersi Heidegger, Popper, Wittgenstein eppure scrive articoli per 3 euro a pezzo per i giornali, anche per il suo sig. Scalfari. Oppure nel caso migliore prende 600 euro al mese in un call center.
Porti i miei omaggi a Descartes, sarebbe dignitoso che un giornalista si desse almeno la pena di chiamare la gente con il proprio nome, eh Hugh Jim?
Sono un po’ stufa di questo paese. Sì. E’ dall’anno scorso che in questa casa si cerca di impacchettare baracca e burattini e gatti e andarcene altrove. Va bene anche un altro paese europeo, verso nord. Purtroppo abbiamo qualche problema familiare che ci tiene ancora legati qui, persone che non possiamo lasciare proprio in questo momento. Me ne vado perché sono stanca di portare sulle spalle il peso di questi vecchiacci vuoti e miserabili, di un paese sempre più vuoto di valori e pieno di miseria, soprattutto mentale. Sono stufa di leggere la gente che vale solo sui rispettivi blog e solo in casi rarissimi su un giornale, un libro.
Tra i vari paesi papabili ho addocchiato la Svezia. L’anno scorso si sono dimessi due ministri, dalla vergogna, perché non avevano pagato il canone TV e una non aveva messo in regola la colf. In Italia fa quasi ridere. C’è gente che ha truffato miliardi anche delle mie tasse e nel peggiore dei casi prende un vitalizio, negli altri è tuttora in parlamento. Chi mi da una sola ragione per restare in questo Stato?
L’altro che ho addocchiato è l’Inghilterra, un po’ perché ci ho già vissuto e ho un bel ricordo, un po’ perché la mia pressione fiscale passerebbe dall’attuale 55% al 28,2%. No, non sono ricca, niente affatto, non sono una super-tassata riccona. Ho solo sommato quanto esce per lo Stato dal mio introito. Il 55%, la matematica non è un’opionione. Li darei volentieri se poi li trovassi investiti in ospedali e scuole. Ma siccome tra TAV, Società Stretto di Messina (quella del ponte) e politici incolti che vivono come Kashoggi sono piuttosto scocciata, preferisco andarli a pagare, se proprio, dove non li sperperano.
Fino a qualche mese fa, dico la verità , tentennavo. E’ uscito La Casta e all’inizio non l’ho voluto leggere perché avevo già troppa bile essendo stata una lettrice costante di Travaglio e Gomez. Poi la mia metà l’ha lasciato in bagno ed è stato il principio della fine. Come si fa a non leggere un libro che trovi nel bagno? E’ impossibile, soprattutto se come me hai già letto anche tutte le istruzioni del docciaschiuma eco.
Il riassunto del libro è: Non c’è niente di recuperabile. Si può solo far valigia e scappare da questo paese di vecchi rimbambiti che ci mangiano addosso. Me li sento, ormai, come dei gargoyle che mi pesano sulle spalle e mi azzannano al collo mentre cerco di trascinarmi avanti.
Questi sono stati i miei pensieri ultimissimi intanto che non aggiornavo il blog. Certo, c’è anche tanta bella gente in Italia. Ma vi leggo online e potete sempre venirmi a trovare
A proposito di persone che fanno la parte buona di questo paese, un paio colte al volo:
Sauro e Renata che non desistono mai dal coinvolgermi, anche se sparisco senza spiegazioni, non mollano mai, non si spengono mai. L’ultimo progetto è cosmETICOblog. Bellissimo! Un sito dedicato a chi si fa i propri cosmetici, saponi o ogni altra sostanza serva alla cura del proprio corpo o della propria casa.
MissVanilla ha infine aperto il negozio (Mestre - Rotonda Garibaldi dove stavano le vecchie poste) e intanto che mi appresto a renderle visita, mi ha nominata per il meme del momento. Eseguo (PS: ho 141 feed da leggere, se qualcuno ha fatto altre nomine non se la prenda, sto arrivando)
REGOLAMENTO DEL MEME:
1) Indicare il link di chi vi ha coinvolti > MissVanilla
2) Inserire il regolamento del gioco sul blog > fatto
3) Citare sei cose che vi piace fare e perchè > solo sei…
4) Coinvolgere altre sei persone > addirittura sei?! Facciamo tre, dai. Ne scelgo tre che sfuggono sempre ai meme: Barbara&Alain&Anita, Equipaje, Enrica
5) Comunicare l’invito sul loro blog > pure…
Le sei cose che mi piace fare.. (al di fuori della sfera affettiva, ovvio)
- leggere, di tutto, ossessivamente, dal tubetto del dentifricio al saggio sui processi cognitivi degli oranghi. E il perché non lo so.
- scrivere. Perché ogni tanto devo smettere di leggere e far finta di lavorare.
- seminare e veder crescere le verdure del mio orto e i fiori in giardino. Perché rimango una maledetta ex milanese che ha scoperto la campagna, la peggior specie di new rurals.
- cucinare le cose che ho coltivato. Perché finalmente ho capito che gusto hanno le zucchine.
- guardare ottimi film e ottime serie. Perché non è demolendo i media che se ne gestisce l’impatto sulla società , ma facendone un uso intelligente. E poi la fotografia di CSI è troppo bella.
- godermi il mio ufficetto. scendere alla mattina con una tazza di orzo, accendere il mac, scegliere la musica e lavorare senza disturbatori attorno. Perché prima ho lavorato in uffici invivibili, ho dovuto sopportare colleghi rumorosi e fancazzisti e una volta ho dovuto persino lavorare in un open space con soppalchi e cane mestruato (il cane era il più educato dell’ufficio, giuro).





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