06/2008
10 ANNI DI ERBAVIOLA. E VI VOGLIO BENE!
1998. Un giugno di caldo spaventoso. Il primo sito di erbaviola. Con lo sfondo nero, nel 1997-98 avere lo sfondo nero era un must. Aperto al volo sullo spazio libero di Libero, che era veramente libero e si chiamava IOL, Italia Online. Digilander. Purtroppo al tempo non avevo ancora un mac e la fusione di un paio di pc si è portata nella tomba i ricordi di quella prima versione di erbaviola. Rimane nel mio cuore, insieme alle prime mail di “fai scambio di link?“, “da dove dgt?” e a una surreale cena a Torino in cui si riunirono i primi webmaster con sito su IOL (gli eventi di oggi in cui si riuniscono i blogger non sono tanto diversi ma parimenti ridicoli). Grazie comunque di avermi coinvolta; senza tutti voi mi sarei annoiata e adesso non avrei nessuno con cui ridere dei neo-blogger che si riempiono la bocca di skypecast e barcamp.
2001 Registro erbaviola.com perchè gli spazi liberi sono sempre meno liberi. Quelli di Libero, per esempio, ti piazzano i banner pubblicitari con le signorine nude. Con i pop-up. La professione delle signorine non mi dà fastidio ma la pessima grafica e i colori stonati dei loro banner sì. Come sanno tutti quelli che lavorano con me, urtare il mio senso estetico equivale a farsi un nemico.
Lo stesso anno inizio a riempire il terrazzino del mio nuovo appartamento con piante da verdura e, vergognosa dei miei esperimenti, piazzo geranei ovunque per distrarre gli ospiti. Chi negli anni ha cenato su quel terrazzino, ha dovuto condividere lo spazio ora con un pachino esuberante, ora con Tina la Zucchina. Grazie di avermi sempre tollerata, incoraggiata e di non aver mai mangiato Tina.
2002 In un luglio-agosto afoso passato in ufficio, in attesa di un viaggio verso il Kilimanjaro che sarebbe stato ancora più afoso, erbaviola assume la grafica dell’immagine sopra. L’erba che viòla le regole, l’erba che è vìola. Erbaviola. Un gioco di parole che mi piace ancora. La guerra alla canapa è l’emblema della stupidità dell’uomo occidentale e della sua ignoranza profonda in tema di ambiente. Passeggio per Milano e qualche volta addocchio dell’erbaviola far capolino da un balcone. Io però il coraggio non l’ho mai avuto: protestare sì, coltivare contro la legge no. Ma protestare, oh, se continuo a protestare! Grazie di continuare a sopportarmi anche quando divento ripetitiva, noiosa e pedante.
2003 Dopo una resistenza snob o pseudo-intellettuale che dir si voglia, erbaviola si trasforma in blog. I siti di tutti gli amici sono già blogghizzati, tranne qualcuno che sparirà del tutto. Ma pur diventando blog, non si piega alla logica esecrabile del ‘caro diario’ e continuerò a scriverci poco i fatti miei e tanto le idee, sia mie che altrui. In fondo, continuo a pensare che ci sia gente a cui interessi di più sapere cos’è la quinoa piuttosto che il tipo di mutande che uso. Quindi, grazie di esserci e di non occuparvi della mia lingerie.
2004 Cambio grafica, faccio un’apparizione sporadica e breve su blogspot per poi tornare alla mia autarchia non appena google dà segni di asservimento al potere del soldo. Parlo di quello che mi interessa davvero al momento, che non è più solo l’irragionevolezza con cui si vietano tutti gli usi della canapa per impedirne uno solo. Ormai si sono unite le lotte per la difesa degli animali, il vegetarismo e poi il veganismo, il biologico, l’eco-sostenibilità, la decrescita. Si uniscono nuovi amici, i vecchi tengono duro nonostante mi atteggi a giovanna d’arco del gatto randagio. Grazie a entrambi di non avermi mai giudicata.
2005 Cambio sito ma anche, di nuovo, casa. Con l’orto grande questa volta. Comincio a piantare di tutto, a sperimentare tutti i metodi e a documentarlo il più possibile sul sito. Se oggi sto per cogliere la maracuya da me seminata e coltivata, è anche grazie a tutti quelli che mi hanno scritto “io invece le zucchine le coltivo così” e “io invece le serrette le faccio colà“. Grazie di tutti i consigli, i suggerimenti e gli stimoli a cercare soluzioni nuove.
2006-2008 Sono passati velocemente, l’orto procede, il giardino zoppica e mi incanto ancora a guardare le cose buffe che capitano. Le gazze che scacciano i micini dall’orto. Il gattino Topo che fa la posta alla talpa. I merli che tirano fuori dal compost i gusci di noce. I gatti che si nascondono nell’erba e curiosano quando faccio qualcosa, i lombrichi che aumentano e il rospo trovato in letargo sotto una pietra. Le prugne di san Pietro che maturano sempre il 30 giugno. I ristoranti a cui non devo più spiegare chi è un vegano. La teoria delle stringhe. Voi che continuate a visitare questo sito. Grazie.
Ultimamente faccio fatica ad aggiornare, anche se ho tante bozze lì lì per prendere la forma definitiva di post. Ma essendo un’irriducibile pignola, non posso pubblicare finché non è tutto controllato. Faccio fatica perché ho un impegno quotidiano con una (due) persone in ospedale, che si meritano tutto il tempo e l’attenzione che riesco a dare. Se ne meriterebbero di più ma, ahimé, non vivo d’aria. Però in tutto questo periodo faticoso e pesante e un po’ triste non potevo fare a meno di ricordarmi questo anniversario di erbaviola e ringraziarvi tutti, tutti, tutti, per esserci stati fino a oggi. Sono stati dieci anni intensi in cui ho imparato tantissimo e in cui spero di aver dato almeno un centesimo di quello che ho ricevuto.
E ho dei ringraziamenti speciali per questa settimana.
La mia metà, che nonostante il casino e la tristezza che sta segnando in questo periodo la nostra vita, trova il tempo anche di portarmi alla sagra della cipolla rossa di Breme. Solo perché io questa cipolla rossa non l’avevo mai vista. E ora che è in mio possesso, preparatevi ![]()
Mario, che è apparso improvvisamente con mille progetti e una carica incredibile. Abbiamo aperto un vaso di Pandora. Io ci sto lavorando, eh ![]()
La Francy, che è riapparsa. Riappare sempre quando ne ho bisogno di più, mi fa ridere un paio d’ore ed è come se fosse sempre stata qui fino al minuto prima. E’ la mia vera sorella, avevano ragione
E tutti voi che passate di qui: un abbraccio gigante e una fetta di torta. Di maracuya.
Postato in Giorno per giorno, al volo | 28 Commenti





