DE PROFUNDIS

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09/2008

DE PROFUNDIS

Come sono allegra di lunedì, eh? ;)

In realtà dovrei scrivere tutt’altro. Sì sì. Ne ho un paio a cui sto lavorando da un po’. Ma niente, queste due-tre considerazioni mi ballano in testa da tanto.
Mi dico: stai buona.
Mi dico: no no no. Non si fa.
Mi dico: non puoi sparare a zero sui lavoratori di Alitalia proprio ora.
Mi dico: occupati del tuo diavolo di orticello e lascia stare l’Alitalia.

Invece io non reggo più questa spinta buonista verso i lavoratori di Alitalia. Che ogni volta che si nominano bisogna farsi scendere la lacrimuccia di partecipazione empatica alle loro disavventure. Orde di lavoratori Alitalia che non si sono mai visti a una manifestazione o firmatari di qualche protesta, che ora sono presenti in tutte le tv, peggio della pasta Barilla. E dobbiamo tutti commuoverci per le loro vite dorate con villette a schiera, figli e agio borghese che vanno in frantumi. E commuoviamoci.

Io personalmente mi commuovo un filino di più per quelli che con mille euro al mese non si possono permettere nemmeno il monolocale. Mi commuovo per le coppie che coppie non possono essere perché gli affitti sono oltre le loro possibilità e devono continuare a fare i single. Mi commuovo per le coppie che lottando con i denti arrivano alla fine del mese ma non ad avere dei figli. Mi commuovo per i pensionati che devono far durare cinquecento euro per trenta giorni.
Io, che vivo il privilegio di chi una casa ce l’ha, che uno stipendio in qualche modo lo porta a casa, mi impegno ogni giorno qui (non da sola ovviamente) per chi a questi privilegi non è ancora potuto arrivare. Perché non siano più privilegi. E quindi, con cognizione di causa, posso dire che le signore hostess hanno ragione ma finora hanno avuto uno stipendio che oscilla dai 1500 ai 1800 euro al mese e che questo benessere non le ha spinte a essere più simpatiche oppure anche solo a interessarsi ai precari. Alla situazione disastrosa di questo paese. Perché loro non erano precarie o lo erano solo per poco.
Ma ora che sono loro a rischiare il posto, bisogna tutti mobilitarsi, commuoversi e adoperarsi per salvare il loro verde posteriore in tailleur Armani. Ma dove eravate quando c’erano da difendere cassintegrati, precari, stagisti… chi vi ha mai visto?

Ma comunque. Come sempre. Vi si difenderà lo stesso ;) Non foss’altro che per insegnarvi che è l’unione che fa la forza, non l’associazione di categoria. Egoisti.

A me, nonostante tutto, è rimasta persino la voglia di dire che non è giusto quello che vi sta succedendo.

Nonostante abbia ancora ben nitido il ricordo di quella hostess di terra che lavorava nell’ufficio Alitalia di via Larga a Milano, che dopo avermi trattata con la sufficienza tipica delle hostess Alitalia, mi ha prenotato un volo su un aereo che non esisteva, creandolo sul computer per l’occasione. Colgo l’occasione per ringraziarla anche da parte degli altri 149 passeggeri del volo che si sono sentiti rispondere al check-in “Questo volo non esiste!”. Costo del biglietto quasi 800 mila lire.

Nonostante abbia ancora ben nitido il ricordo di quella hostess che a Heathrow al momento dell’imbarco mi ha preso la carta d’imbarco di mano tutta intera, ha ciacolato allegramente con il figone pilota di turno, per poi tornare a chiedermi la carta d’imbarco e sostenere fino alla nausea che non gliel’avevo data, altrimenti mi avrebbe restituito il tagliando con scritto il mio posto, santa pazienza! Ovviamente la carta era finita tutta intera nella cassettina in cui lei le metteva con solenne sbadataggine. Va da sé che dopo avermi minacciato di tutto, dallo scarico del mio bagaglio già a bordo fino all’arresto da parte della polizia inglese se continuavo a insistere, non ha ritenuto opportuno estrarre dal suo vocabolario la parola ’scusi’ al rinvenimento della mia carta di imbarco nella sua cavolo di cassettina. Rinvenimento che - c’è bisogno di dirlo? - è avvenuto solo grazie all’intervento di figo-man pilota, desideroso di dimostrare che nella cassettina non c’era.

Nonostante abbia ancora ben nitido il ricordo di quella hostess che mi ha sbattuto il contenitore caldo del pasto sul portatile cancellandomi un’ora di lavoro, proprio un secondo dopo che avevo detto che non volevo niente.

Nonostante abbia ancora ben nitido il ricordo di quello steward che alla mia vicina di posto che chiedeva un altro bicchiere di acqua a causa di un forte mal di gola, ha risposto “signora il carrello delle bibite è già passato, mi ha preso per un bibitaro?“. Cosa sia un “bibitaro” è rimasto irrisolto…

Nonostante abbia ancora ben nitido il ricordo di quell’equipaggio Alitalia che atterrando a Reggio Calabria non ha detto che i bagagli ce li dovevamo recuperare noi a mano dall’aereo fermo sulla pista. Era scontato, mon dieu! Mi ricordo bene come avete guardato noi gruppetto di milanesi stupiti dopo che avevamo girato in lungo e in largo il minuscolo aeroporto per trovare il nastro trasportatore (non c’era). Mi ricordo benissimo come ci avete derisi e detto con aria di superiorità “Lo dovete sapere che qui si ritirano direttamente dall’aereo, lo sanno tutti” facendoci passare per bifolchi che viaggiavano per la prima volta in vita loro. (Era semmai il contrario, c’è il nastro trasportatore persino all’aeroporto di Mombasa)

Nonostante abbia ancora ben nitido il ricordo di quel check-in kilometrico perché avevate deciso di aprirne solo uno e di come io e il mio collega avevamo quasi supplicato di passare perché dopo un’ora e tre quarti di coda il nostro aereo stava per partire. Sono arrivata alle 4.15 del mattino per prendere un aereo Milano-Bari che partiva alle 6.00 e avete avuto la grandissima faccia tosta di dirci che “Potevate venire prima!” con la vostra solita arietta di superiorità. Sì, potevamo senz’altro partire prima… se volevamo andare a Bari a piedi!

E mi fermo qui, ho accumulato parecchie ore di volo con voi signori Alitalia, ne avrei per scrivere un libro. Quelli sopra sarebbero errori normali, sviste di chi lavora, se non fossero sempre state servite con quell’antipatia e spocchiosità che ho spesso riscontrato nel personale Alitalia e che negli anni ti si piantano come una spina nella schiena facendoti evitare come la peste di prenotare uno dei loro costosissimi voli.

Ma io, al contrario di voi signori lavoratori Alitalia, so che i diritti dei lavoratori si chiedono e si ottengono per tutti, che le lotte per i lavoratori sono lotte di tutti, che devono riguardare tutti, anche se il lavoratore è un operaio della catena di montaggio e io sono un dirigente di un’altra azienda. Anche se prendo uno stipendio e non me ne può fregare di meno di firmare una petizione invece di prendere il caffé con la collega. Perché un giorno, cari signori, potrebbe toccare a voi e potrebbe non esserci più nessuno che se ne interessa. Se voi aveste lottato prima per i diritti degli altri, non sareste adesso in queste condizioni.

Io nonostante tutto me ne interesso e ho firmato petizioni e ho fatto nel mio piccolo tutto quel che potevo. Ma voi signori Alitalia verso di me vergognatevi, almeno un pochino, almeno per una volta.

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09/2008

LE ZECCHE DEI CANI E LE ZECCHE DEGLI UMANI

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Trenitalia annuncia lotta dura alle zecche e lo fa vietando l’accesso ai treni ai cani di grossa e media taglia. Della serie: guarda cosa si inventano pur di non pulire i treni.

I treni di Trenitalia sono una fetenzia. Sono lerci, sporchi, i sedili macchiati, imbrattati di materiali appiccicosi, impolverati, unti e bisunti. I finestrini sono gialli e opachi dallo sporco depositato per anni. Alcuni sono chiusi sigillati dallo sporco stesso. Gli scompartimenti sono sudici di sudori, umori e catarri, lerci di avanzi di cibo caduti da anni e mai lavati via.
I bagni sono osceni, indecenti, indecorosi, schifosi e nei dieci metri attorno al gabinetto aleggia imperturbabile la puzza di urina e feci. I sedili sono anneriti dallo sporco e quelli di ex-velluto e simil-pelle sono talmente sporchi da essere collosi e lasciare una sindone persino sui cappotti neri.

Ho voluto essere precisa.

Pensate sia una snob viziata che viaggia in cappottino bianco di Balenciaga?
No, ho viaggiato persino su treni a carbone che portavano ancora le insegne della Rhodesia e delle vecchie colonie britanniche: erano più puliti. Ho dormito in posti dove non è mai arrivata la corrente elettrica o l’acqua corrente e questo senza che un singolo parassita desiderasse seguirmi fino a casa.
Non mi piego al solito facile e abusato paragone con le ferrovie inglesi o quelle tedesche. Parlo delle ferrovie dello Zimbabwe. Sono andata al bagno senza che l’odore di urina stantia mi facesse bruciare la gola e passare la fame per un paio di giorni.

I treni italiani sono infestati non solo da zecche ma anche da pidocchi, che come risaputo non passano dai cani agli uomini, ma solo da umani a umani.

Io che ho i capelli lunghi, per esempio, ho il TERRORE di salire sui treni italiani dopo che in un viaggio Vienna-Milano in gennaio con anche il finestrino rotto, mi sono portata a casa bronchite e pidocchi, della specie Pediculus humanus. Dopo una settimana tappata in casa a fare bucati a 90°, a sfibrarmi i capelli con uno shampoo puzzolente come un’intera raffineria, impacchi all’aceto e la santa pazienza della nonna per passare continuamente i capelli con il pettinino alla ricerca di sopravvissuti, mi sono recata munita di certificato medico alla Stazione Centrale di Milano, ufficio Informazioni, per fare un reclamo. Mi hanno risposto che ero già stata fortunata a prendere i pidocchi dei capelli e non le piattole, ovvero i pidocchi del pube, presenti sugli stessi convogli. Anche quelli si trasmettono solo tra umani.
Sono andata via quasi sollevata, ma sono rimasta sempre vergognosa dello stato dei treni italiani verso gli amici stranieri che me ne parlavano.

Quindi, a logica, Signori Direttori Creativi di Trenitalia, ora che vietando i cani avete eliminato le zecche, vieterete gli umani così si eliminano anche i pidocchi?

Comunque, c’è chi affronta il problema in maniera più seria della sottoscritta, per esempio la LAV di cui vi riporto il comunicato dell’altro ieri. Se ve la sentite, aderite alla disobbedienza civile del 1° ottobre e prendete il treno con il vostro cane. Ancora meglio se si fa distribuendo il comunicato sotto :)

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Comunicato stampa LAV 22 settembre 2008

ANIMALI: TRENITALIA VIETA ACCESSO AI TRENI DI CANI DI MEDIA E GRANDE TAGLIA.
LAV CHIEDE STOP A MINISTRO MATTEOLI E ANNUNCIA AZIONI DI DISOBBEDIENZA CIVILE PER IL 1° OTTOBRE

Il Ministro Altero Matteoli ha il potere di bloccare l’anacronistica e inutile disposizione annunciata da Trenitalia che dal 1° ottobre bloccherà l’accesso ai treni con cani di media e grande taglia, permettendo il carico solo di quelli sotto i sei chili, in trasportino e con certificato veterinario. Così la LAV si appella al responsabile dei Trasporti per bocciare questa ulteriore limitazione alla circolazione di animali domestici, con i quali ormai vive quasi una famiglia su due nel nostro Paese, una illegittima limitazione all’accesso al servizio pubblico che favorisce peraltro il trasporto privato.

“La sporcizia sui convogli è dovuta alla maleducazione umana e all’inefficienza del servizio di pulizia di Trenitalia, prendersela con i cani serve solo ad acquietare qualche ignorante coscienza, vista la sonora bocciatura operata dal punto di vista tecnico-scientifico dal mondo medico-veterinario, lasciando inalterato il problema di decoro e sanitario dei treni – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – se non ci sarà un ripensamento la LAV invita i cittadini a salire, il prossimo 1° ottobre, con il proprio cane su un qualsiasi treno e compiere un atto di disobbedienza civile”.

“Come per qualsiasi umano che intende salire in condizioni visibilmente pericolose per gli altri, anche per i cani mal tenuti il controllore ha già il potere di non accettare una persona in treno, e già adesso di fatto in tutti gli Eurostar non si può circolare con cani e gatti – ha concluso il Presidente della LAV – Trenitalia prenda a modello le ferrovie britanniche o tedesche, sia per l’accettazione di animali domestici che per la pulizia delle carrozze, altrimenti zecche o altri parassiti troveranno sempre ospitalità sui suoi treni, e senza limitazioni di peso, trasportino e certificato veterinario”.

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09/2008

GUARDATE UN PO’ LASSU’…

… senza preoccuparvi, non ce l’ho con gli UFO, questa volta! Non mi metto certo a guardare in aria da qui al 2012 :D

Intendo dire: è vero che sembra che la sottoscritta non ci sia. In realtà ci sono, almeno un po’, insomma. Sono nella baraonda di un trasloco di casa e ufficio. Però ci sono, infatti se guardate un po’ lassù, nella barra arancio sopra, sono tornate le categorie, e sono tornate più belle.

C’è una sezione ‘orto‘ e in separata sede ‘orto sul balcone‘ - perché prossimamente rifarò un grande orto sul balcone.

Poi la permacultura, dove troverete esperimenti, discussioni ma non troverete momentaneamente la sezione dedicata all’ecovillaggio di Ruben. Ho in mente di dedicare una sezione apposita agli ecovillaggi e uno dei motivi è che prossimamente ne visiterò diversi (no, non ho in mente di trasferirmi in una comune per ora). Quindi anche tutto il discorso dell’ecovillaggio di Ruben si sposterà lì.

Poi ho messo una nuova sezione “autoproduzione“, dove ho raccolto manuali miei e altrui, e… c’è una piccola sorpresa, perché mi vergognavo troppo a fare un post apposito ;) Sono una timidona, in fondo.

Per lo stesso motivo ho varato anche una sezione “stampa“, perché delle volte scrivono di me delle cose che mi fanno sorridere. Mi sembrava troppo pretenzioso dire “i sigg. giornalisti mi contattino a questa email“. Però ho scoperto che è meglio dirglielo. E fare una cartella stampa.
Qual’è la necessità? Mi farebbe oltremodo felice se i signori giornalisti, che con me a onor del vero sono sempre stati tutti carini e simpatici, magari mi contattassero prima di scrivere articoli su di me o sul mio sito. O se proprio non possono…anche dopo! per dirmelo, almeno!
La cosa buffa è infatti che ogni tanto salta fuori qualcuno che mi dice “ah ho letto di te sul giornale di ieri!” … davanti alla mia espressione ebete spiegano … “sì, c’era il tuo sito sul giornale” e dubitano fortemente che io non lo sapessi. Insomma, si chiedono, mi hanno anche intervistata, come facevo a non saperlo?! (Elementare Watson, NON mi hanno intervistata). Le vecchie zie però credono ancora nel responsabile giornalismo di epoca giolittiana e si fanno le pare mentali, si offendono, sono io che non gliel’ho voluto dire, gli impedisco di pavoneggiarsi con le amiche se non a settimane di distanza. Sono una nipote crudele. Mi stanno già cancellando dai testamenti! Signori giornalisti… avvisatemi o morirò povera!
Ditemelo, così non dovrò neanche telefonare in cascina per sapere se tra i giornali che tengono per le lettiere delle galline hanno mica una Provincia Pavese di dieci giorni prima. Che qualche volta si stufano e mi danno le copie che hanno già usato :D

Tornando al ci-sono-non-ci-sono ho messo anche una sezione sul digiuno, chi ha voglia di confrontarsi è benvenuto, così le prossime interessanti discussioni, sull’onda di quelle che ci sono già state, non si disperderanno per decine di post.

E infine la sezione Ricette Veg che so che riceverà i maggiori consensi. Così è molto più facile spulciare tutte le ricette di erbaviola, divise per portate e preparazioni :D
(ok, tutte tutte le ricette no, ci sono quei famosi post del periodo in cui il sito era su blogspot che mancano ancora… ma le rimetterò, giurin giuretta).

Poi, parlando di posti da cui sparisco e riappaio cercando di non soccombere al trasloco… se volete unirvi al nostro forum su orti e giardini naturali, basta cliccare qui. A me fa mooolto piacere … Ci sono da preparare un sacco di cose per l’autunno, per l’inverno e per la prossima primavera! Sveglia! Unitevi! :D (E anche tutti gli altri forum di Promiseland, dove gravita della gran bella gente, molto più brava e preparata di me, come la mitica Daria con il forum su Alimentazione Vegetariana e Vegan e la super MissVanilla con l’Alimentazione vegan-crudista !)

Quindi? Cosa dite? Dai, ho lavorato!
E ora vi lascio con un bacino sul nasino a tutti: domani parto presto per lavorare alla nuova casa! :D

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