Consumo consapevole, Giorno per giorno, Orto

130 TIPI DI PESTICIDI NELLA NOSTRA ACQUA

ranin1.jpg

Sapete, sto valutando di aggiungere una categoria al blog: le notizie che non sentiremo mai al telegiornale. Questa è una, ne sono venuta a conoscenza per caso cercando informazioni su tutt’altro.

Ve la immaginate la Svezia con una notizia del genere? Telegiornali, giornali, dimissioni a raffica, ricercatori che accorrono con microorganismi depuratori dell’acqua e via così finché il problema non è risolto.

Io, invece, che sono una di quelle che scelgono la seconda tra acqua in PVC e acqua dell’acquedotto pubblico (qui per un po’ è ancora pubblico), vivo in Italia. L’Italia è un posto buffo. Un posto dove una notizia così, come quella che vi riporto sotto, papele papele, la trovi in una paginetta interna del Sole 24 Ore, tra due pubblicità, nella rubrica “Professionisti 24”, sottorubrica “Ambiente e Sicurezza”. Pubblicata il 29 di dicembre, che suppongo non sia una giornata di grandi vendite per un quotidiano su finanza e economia.

Vi lascio l’articolo qui sotto, così strabuzzate gli occhi anche voi, mal comune e mezzo gaudio. Io devo uscire di corsa prima che chiuda l’edicola… sapete com’è, stavo cercando il decreto di riferimento per la modalità di versamento delle ritenute per addizionale comunale all’IRPEF… ma ho trovato questo articolo. Ora devo assolutamente procurarmi Vogue e Marie Claire: a logica, quello che cerco è lì.

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), raccogliendo l’eredità dell’APAT, sta dando seguito ad un’attività, avviata nel 2003, di coordinamento del piano nazionale di monitoraggio dei prodotti fitosanitari (meglio noti come pesticidi) nelle acque, attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio e trasmettono i dati all’Istituto al quale è affidato un compito di indirizzo, di valutazione e di reporting delle informazioni.
I prodotti fitosanitari utilizzati nelle produzioni agricole sono potenzialmente pericolosi per l’uomo; in Italia si impiegano circa 300 tipi di sostanze diverse per un quantitativo di 150000 tonnellate all’anno.
I dati relativi al 2006 mostrano una contaminazione diffusa: su un totale di 1123 punti di monitoraggio delle acque superficiali il 57,3% è risultato infatti contaminato e nel 36,6% dei casi le concentrazioni di fitosanitari sono risultate superiori ai limiti previsti dalla legge per le acque potabili.
Nelle acque sotterranee, invece, sono risultati contaminati, a diverso grado, il 31,5% dei 2280 punti totali di rilevamento, con il superamento del limite di potabilità nel 10,3% dei casi.
Le analisi hanno rilevato la presenza nelle acque di varie tipologie di sostanze, ma gli erbicidi sono quelle più comunemente rinvenuti, fatto spiegabile sia per la loro modalità di utilizzo, che può avvenire direttamente al suolo, sia per il periodo dei trattamenti che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei.
Tra le sostanze più diffuse vi è la terbutilazina, utilizzata nella coltura del mais e del sorgo, e l’atrazina, sostanza ormai da tempo fuori uso.
Il piano di monitoraggio, oltre ad orientare le indagini sulle sostanze effettivamente presenti sul territorio e individuare le priorità in relazioni ai potenziali rischi ambientali, ha posto le premesse per la razionalizzazione e armonizzazione dei programmi regionali di monitoraggio realizzando cosi un sistema nazionale di controllo e di gestione dell’informazione sulla presenza dei pesticidi nelle acque.

“Dati ISPRA: presenti 130 tipi di pesticidi diversi nelle nostre acque”, Il Sole 24 Ore, 29 dicembre 2008

Nella foto sopra, una raganella nel nostro orto: una specie che scompare per colpa dei pesticidi presenti nell’acqua.

Previous Post Next Post

8 Comments

  • Reply yari dicembre 30, 2008 at 2:27 pm

    Già buono che l’abbiano pubblicata… 🙁 Il riferimento al decreto lo trovi su Men’s Health di gennaio 😉

  • Reply La vicina dicembre 30, 2008 at 3:04 pm

    Domandona: cosa possiamo bere senza rischi?

  • Reply Erbaviola dicembre 30, 2008 at 7:49 pm

    @yari: aspetterò con impazienza l’uscita di questo magazine 😉
    @ La Vicina: mi sto informando sull’acquedotto locale… ma per quanto riguarda il vostro ‘locale’, penso che dopo l’apertura della centrale alla Morsella, l’acqua diventi il problema minore 🙁

  • Reply Harlock dicembre 30, 2008 at 11:00 pm

    No, non lo diranno al TG1:(

  • Reply andrea febbraio 12, 2009 at 11:26 am

    Ciao, io credo che sia riferito alla contaminazione di ACQUE SUPERFICIALI, che non sono quelle che arrivano direttamente nei nostri rubinetti!
    L’acqua dell’acquedotto è sempre controllata, se i parametri fitosanitari non sono rispettati, come minimo vi avvisano! (ma io credo che non la distribuiscano proprio)
    Ciao

  • Reply Erbaviola febbraio 12, 2009 at 11:36 am

    Ciao Andrea, ti ringrazio dell’informazione, è un po’ che cerco di capire come funziona la questione acquedotto ma non è tra le faccende più semplici… In pratica, chi controlla i controllori? Perché e come sarebbero tenuti ad avvisarmi nel caso di contaminazione non letale? E lo fanno davvero, soprattutto?
    Me lo chiedo perché la questione acquedotti dopo un po’ di ricerche comincia a sembrarmi inaccessibile, soprattutto in zone come la nostra dove c’è da una parte una grossa presenza industriale, dall’altra degli amministratori che non ne capiscono niente e probabilmente sanno vagamente che esiste un acquedotto e – dulcis in fundo – la privatizzazione di questi acquedotti che sta arrivando massicciamente anche da noi.
    In pratica, se il contenuto di un prodotto confezionato posso leggerlo sull’etichetta (teoricamente), dove leggo quello dell’acqua del mio rubinetto? E in base a cosa posso reputare affidabile questa informazione? Non ho trovato molti parametri affidabili su cui lavorare…

  • Reply andrea febbraio 12, 2009 at 6:06 pm

    Ciao, purtroppo non si può avere la certezza… in effetti io mi baso sulla fiducia (almeno in queste cose spero tutti lavorino con serietà!), anche se so che non c’è molto di cui fidarsi in questo paese…
    Però d’altro canto sui prodotti che acquisti leggi il contenuto, ma non chi ha controllato lo stato dei vari ingredienti, ne chi controlla i controllori!
    L’acqua del rubinetto è controllata per legge, che differenza potrebbe avere l’acqua in bottiglia?

  • Reply andrea febbraio 12, 2009 at 6:10 pm

    E l’azienda che ti fornisce l’acqua, spesso mostra i risultati delle ultimi analisi, con tutti i parametri chimico fisici…
    Ciao

  • Leave a Reply

    Condividi
    Pin
    Tweet