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Zuppa di miso energetica – invernale

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ZUPPINA DI MISO INVERNALE DI ERBAVIOLA

Se dovessero fare un adesivo veg per me, non sarebbe Powered by Tofu ma “Powered by Miso”. Infatti dopo qualche anno passato a guardare da lontano la confezione di questo alimento dall’aspetto non troppo accattivante, mi è capitato di leggere un articolo sugli effetti benefici di questo alimento e ho deciso che era giunto il momento di provare a usarlo. A mangiarlo avevo già provato, ma mischiato alle altre mille cose della cucina giapponese, non l’avevo considerato granché. Inoltre, chi poi mi conosce da tempo, conosce anche la mia idiosincrasia per la cucina macrobiotica, dovuta a un trauma mai superato di anni fa, quando mi propinarono a tradimento un’intera cena macrobiotica a casa di una squilibrata, che io riuscii per fortuna a propinare a un ficus beniamino che stava nei pressi (la cena, non la squilibrata). Sono traumi, e non solo per il ficus. Ci sono voluti anni per avvicinarmi a un pacchetto di alghe e ne sono passati altri prima di decidermi con il miso.
Così dallo scorso anno ho scoperto che mi piace da impazzire e non l’ho più lasciato. Anzi, diciamo pure che con il miso ho la manina piuttosto pesante, tanto che a volte se è tardi o non ho molta fame, mi faccio una tazza con mezzo cucchiaio di miso e acqua calda, così semplicemente, senza aggiunta di alghe e verdure.
Inutile dire che gli effetti benefici si sono visti subito, ma di questo in particolare ne hanno parlato in tanti, consiglio la lettura in particolare di questo post Arame e di questo articolo di AAMTerranuova.

Per chi già usa il miso, invece, volevo condividere questa mia creazione invernale, che mi sta piacendo molto perché ben bilanciata sia come gusti amaro-dolce degli ortaggi di stagione, che come nutrienti. Tutto sommato penso che vada bene anche per i neofiti del miso, vista la velocità di preparazione. Magari, se siete alla prima volta, dimezzate le dosi del miso.

Porzioni per 1 persona

1/2 cucchiaio da tavola di miso d’orzo
5 cm di alga kombu
10 filappore di alghe arame
2 pezzettini di alga wakame
1 pezzetto di cipollotto fresco o porro fresco
2 cavolini di bruxelles
1 fettina sottile di cavolo rosso
1/2 carota
100 ml di acqua

Metto a bollire in 200 ml di acqua il cipollotto o il porro tagliato finissimo, i cavolini di bruxelles tagliati a pezzettini, la fettina di cavolo rosso spezzettata e 1/2 carota. Dopo 5 minuti di bollitura, non di più, spengo e aggiungo tutte le alghe, tagliuzzate a pezzettini. Copro e lascio riposare 10 minuti, così che i pezzettini di alga si espandano, rilascino le loro proprietà senza rovinarle con una bollitura o perdendole in un ammollo precedente. Intanto prendo mezzo cucchiaio da tavola di miso, lo inserisco nella ciotola in cui mangerò la zuppina e aggiungo quattro cucchiai di brodo. Mescolo bene fino a ottenere una crema di miso, finché il miso non si è ben sciolto in pratica. A questo punto verso il resto della zuppa e mescolo. Questo passaggio è importante perché il miso non si può bollire, altrimenti perde tutti i suoi principi nutrizionali. Inoltre se si versa direttamente il miso nella zuppa, va a finire che non si scioglie bene, fa i grumi, bisogna girare e rigirare per un sacco di tempo (rischiando di fare una palla di miso e verdure o di mangiare la zuppa ormai fredda). Quindi: sciogliere prima il miso con un po’ di brodo, poi versare il resto della zuppa.
Et voilà, è pronta! Basta metterla in una ciotola.
C’è chi mangia con le bacchette e poi beve il brodo rimasto, ma io sono un’ottusa occidentale, quindi per ora vado di cucchiaio che mi è sempre parso un attrezzo veramente comodo 😀 Tra l’altro, i miei tentativi di zuppa+bacchette dovrebbero per forza essere supportati da questo tool paraschizzi, cosa che peraltro mi fa pensare di non essere l’unica impedita al mondo 😉

paraschizzi.jpg

I principi nutrienti di questa zuppina, che ho definito energetica.

  • miso: ricchissimo di enzimi, proteine, amminoacidi liberi, sali minerali e vitamine; inoltre contiene Lattobacilli che arricchiscono la flora batterica intestinale. La sua composizione lo rende un alimento ad alto potere nutritivo, fortifica l’apparato gastroenterico, facilita la digestione, aumenta le difese immunitarie dell’intestino. Per mantenerne intatte le proprietà non deve mai essere bollito: il calore ne inattiva gli enzimi. Meglio usare quello non pastorizzato, più ricco di lactobacilli.
  • alga kombu (Laminaria japonica) : ricca di polisaccaridi e minerali come ferro, calcio, iodio, magnesio, viene raccomandata in casi di sclerosi, nel trattamento delle artriti, nell’iper e ipotensione, negli squilibri ghiandolari, nelle malattie polmonari, e cardiovascolari, malattie della tiroide, come anche nella prevenzione delle malattie degenerative. E’ ricca di acido alginico, che agisce come un depurativo naturale dell’intestino, raccogliendo le tossine lungo le pareti del colon e consentendo la loro naturale eliminazione; la kombu rinforza anche gli intestini e una preparazione giapponese di nome shio-kombu è stata usata per molti secoli come rimedio per la colite. Contiene inoltre acido glutammico, glucosio e mannitolo, importanti per i diabetici, poiché non elevano il tasso di glucosio nel sangue. È infine una delle alghe più ricche di iodio e per secoli i cinesi l’hanno usata per curare il gozzo endemico. Contiene anche degli amminoacidi che agiscono da leggeri stimolanti delle membrane mucose e del sistema linfatico ed ha una funzionalità regolatrice dell’alta pressione sanguigna, specialmente negli anziani. Poiché promuove un assorbimento ed una distribuzione equilibrata delle sostanze nutritive nel corpo, la kombu è anche benefica sia per le persone in sovrappeso che in sottopeso, aiutandole a ripristinare il peso ottimale. Dei quattordici elementi essenziali per un corretto funzionamento metabolico dell’organismo umano, tredici sono presenti nell’alga kombu.
  • alga arame: (Eisenia bicyclis) l’equilibrio di minerali delle alghe arame può controbilanciare e ridurre l’alta pressione sanguigna. Nel passato sono sempre state utilizzate come rimedio per curare i disturbi degli organi riproduttivi femminili. Come molte altre alghe brune è ricca di iodio e calcio.

  • alga wakame: (Undaria pinnatifida) principalmente rilascia una mucillagine impalpabile che pennella e riveste la parete del tubo gastroenterico proteggendola da irritazioni ed infiammazioni. ricca di calcio e di grandi quantità di vitamine del gruppo B e di vitamina C, nonché di magnesio e ferro. Alla wakame vengono attribuite proprietà curative benefiche per i capelli, per le unghie e per la pelle. Essa favorisce l’eliminazione dei grassi, ed è ottima per problemi di pressione alta, per i problemi cardiaci, è disintossicante per il fegato, e aiuta l’organismo a depurarsi dalle scorie radioattive e dai metalli pesanti. L’alga ha inoltre la proprietà di ammorbidire le fibre degli alimenti con cui viene cotta.
  • cipollotto e porro: hanno proprietà diuretiche ed emollienti.
  • cavolini di bruxelles (Brassica oleracea L. var. gemmifera) e cavolo rosso (Brassica oleracea L. var. capitata rubra). Le Crucifere esplicano virtù terapeutiche a tutto campo, grazie alla loro composizione chimica; in ognuno dei componenti di questa popolosa famiglia (che comprende 390 generi e più di 3000 specie in forma di piante erbacee spontanee, di arbusti rampicanti e di ortaggi e spezie), sono presenti in quantità significativa zolfo, iodio, calcio, vitamina C ed, in minore percentuale, potassio, vitamina K, niacina, riboflavina. Sono poi “naturalmente” dotate di una notevole quantità di sostanze fitochimiche (quali polifenoli ed isotiocianati) che esplicano un potere di prevenzione e di attenuazione del rischio carcinogenico grazie al processo di ossido-riduzione dei radicali liberi esplicato dai gruppi sulfidrilici e dai legami sulfurici posizionati sull’anello benzenico caratteristico di tali sostanze. cavolo rosso:
  • carota: (Daucus Carota L.): ricca di molte vitamine, principalmente la A e la C, contiene anche una buona dose di potassio che non viene demolito dalla cottura.
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13 Comments

  • Reply Moira gennaio 16, 2009 at 9:27 pm

    Interessante la ricetta…ma anche io sono pazza del miso “nature”, così com’è!sospetto che crei dipendenza…

  • Reply Pao Pao gennaio 16, 2009 at 11:48 pm

    il ‘tool’ cinese serve anche a noi: la zuppa di miso ce la schizziamo fin dietro le orecchie! Grazie per la condivisione della tua ricetta, la proviamo presto visto che sono tutte verdure di stagione!

  • Reply nadir gennaio 17, 2009 at 12:45 pm

    interessante, il miso non l’ho ancora mai provato. Mi copio tutto e poi la proverò.
    Ciao

  • Reply Azabel gennaio 17, 2009 at 3:58 pm

    Anch’io sono una patita del miso, ma più che altro me lo mangio a ditate dal barattolo 😛 Troooppo buono!

  • Reply Vera gennaio 17, 2009 at 8:49 pm

    Mmm! Buona la zuppa di miso. Ho imparato ad amarla nel gelo milanese frequentando le lezioni della Sana gola… Adesso la preparo anche a casa, con piiiiccole quantità di alga wakame, e trovo che abbia un potere riscaldante immenso. 🙂
    Peccato solo che in casa mia non ci siamo quasi mai – contemporaneamente – tutte le verdure necessarie: sai, una verdura marina, una radice, una verdura tonda… eccetera. 😉

  • Reply sara gennaio 17, 2009 at 9:36 pm

    che buono il miso! Condivido con te un trauma macrobiotico ancestrale, mia madre ebbe la fissa macrobiotica quando avevo 12 anni e in seguito un terapeuta macrobiotico mi fece seguire per un periodo una alimentazione così spartana che in compenso il fruttarismo è una festa. Tuttavia il miso, e in certe dosi anche le alghe, fanno parte delle mie ricette crudiste. Il miso non è tecnicamente crudo, ma essendo un prodotto fermentato diciamo che acquista una vita tutta sua e quindi ho deciso che mi va benissimo :))

  • Reply equipaje gennaio 17, 2009 at 9:43 pm

    Lo voglio! Il tool paraspruzzi dev’essere mio (completo di naso finto per l’occhiale, doppie spazzoline per mah e pentolino di archimede pitagorico)!

  • Reply Erbaviola gennaio 18, 2009 at 12:07 pm

    @Moira:…anche io sospetto che crei dipendenza..in senso positivo ovviamente 😉

    @ Pao Pao: fammi sapere come viene a voi 🙂

    @nadir: ciao, ben ritrovata!

    @vera: preferisco la libertà e la stagionalità ai pregiudizi stereotipati di scegliere le verdure in base alla loro forma 😉 Certe scuole sembrano andare sempre più verso l’indottrinamento tramite rituali perché alla fine i concetti fondamentali sono e quelli ed è veramente dura tirarne fuori più di un paio di lezioni. Ma opinione mia eh 😉

    @ sara: per ‘tecnicamente non crudo’ intendi che non è presente in natura in questa forma? perché altrimenti non ho capito e mi interessa. Che io sappia, a parte il miso pastorizzato, non ci sono passaggi con cotture ma solo fermentazione. Le alghe crude invece riesco a mangiare solo la classica ‘insalata di mare’… per le altre ti invidio il coraggio! 😀

    @equipaje: ti piace eh? è l’equivalente del nostro catalogo ‘gli introvabili’ 😀

  • Reply sara gennaio 18, 2009 at 12:34 pm

    io ho sempre saputo che il miso viene prodotto dalla fermentazione dei semi di soia che vengono cotti e poi vi è l’aggiunta eventuale di orzo o riso, ma è dopo la cottura che inizia la fermentazione. Questo, almeno, è quello che ho sempre saputo!!

  • Reply Erbaviola gennaio 18, 2009 at 12:46 pm

    eh già, io dimenticavo la cottura a pressione dei fagioli all’inizio del processo ! 😛 sono proprio una pera!

  • Reply Yari gennaio 26, 2009 at 2:54 pm

    La cosa più inquietante di quel kit è che corredato anche da un video per l’utilizzo.

  • Reply Erbaviola gennaio 27, 2009 at 6:43 pm

    @Yari: ahah! bella questa! Ma c’è scritto per caso anche a cosa servono quelle raspe per talloni applicate sulle pantofole? Mi incuriosiva… contiene il corso per fachiro?

  • Reply Relax & Semi-digiuno depurativo energizzante » Erbaviola.com - Grazia Cacciola maggio 2, 2013 at 11:00 am

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