Giorno per giorno, Orto

CHI COLTIVA NATURALE PAGA COME CHI IMPESTA L’AMBIENTE: DIAMOCI UN TAGLIO!

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Intanto che finisco di metter mano ai preparativi per il mio nuovo orto sul balcone (a proposito, avete visto che ci riuniamo qui? Siete tutti invitati!!!), segnalo questa petizione importante per noi che abbiamo in testa la pulizia del mondo e le erbette autoprodotte 😉 Mi è stata segnalata da Rugiada, che con mio sommo piacere nonché interesse, è tornata a metter mano al suo blog.
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Siccome il testo della petizione è lungo e so che vi annoiate e non leggete e non firmate perché siete tutti ecologisti in carriera, ve lo riassumo io, così non avete scuse per non firmare.
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Motivo della petizione: chiedere un tavolo di confronto al Ministro per le Politiche Agricole sul fatto che chi coltiva un pezzetto di terra con metodi naturali (biologico, sinergico, permacultura, biodinamico ecc.) quindi inquinando zero e pesando poco sull’ambiente al momento è soggetto allo stesso regime normativo, sanitario e fiscale di chi fa agricoltura intensiva con pesticidi, anticrittogamici e pestilenze varie. Vi pare giusto che questi due ambiti siano soggetti alle stesse normative e regimi fiscali? A me no. Deve essere applicato il modello di altri paesi europei: chi fa una scelta di tutela per l’ambiente, deve essere premiato.
Firmate da questa pagina e non vi preoccupate, nessun dato inserito viene esposto o pubblicato online.
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Le associazioni contitolari della Campagna si sono riunite a Torriglia (GE) in occasione dell’incontro del “Mandillo dei Semi” per dare inizio ufficiale alla raccolta di firme della petizione per una legge che istituisca la figura del contadino. Un nuovo contadino, o una nuova contadina. Liberi dalla burocrazia, dediti alla vendita diretta, orientati all’autosufficienza, soldali fra di loro, rispettosi della fertilità della loro terra e della biodiversità rurale, non sono imprenditori agricoli, non chiedono finanziamenti pubblici, non ambiscono a possedere grandi appezzamenti di terreno. Ma chiedono di poter esistere e di esseere lasciati in pace, soprattutto dalla burocrazia e dai regolamenti di mercato.

In “Lettere a una professoressa” (1967) don Lorenzo Milani ricordava che “nulla è più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali”. Così, anche trattare allo stesso modo, con lo stesso regime normativo, sanitario e fiscali

  • chi, da una parte, pratica un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in montagna e nelle zone economicamente marginali), per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna; e

  • chi, invece, pratica un’agricoltura orientata al profitto e all’ottenimento di premi e contributi; spesso fondata su monocolture monovarietali; erosiva della biodiversità, dell’acqua e della fertilità del suolo; disattenta per la salute di chi lavora la terra e i suoi prodotti e di chi li consuma; indifferente allo sfruttamento delle persone e delle risorse ambientali;

è prontamente ingiusto e – se la legalità si fonda sulla giustizia – illegale.

Scopo della Campagna è raccogliere, nel corso del 2009, il più alto numero di adesioni (di organizzazioni) e di firme (di persone) per arrivare a chiedere al Ministro delle Politiche Agricole e ai Presidenti delle Regioni l’apertura di tavoli di confronto e dialogo sui 5 punti proposti, come primo passo per iniziare a distinguere la figura e il ruolo dei contadini e liberarli per quanto sia possibile dalla burocrazia che ne appesantisce e ne ostacola (per non dire “ne impedisce”) il lavoro.

Altro scopo della Campagna è riunire sotto un primo cartello di richieste semplici (anche se non ottenibili in modo semplice) e concrete alcune tra le necessità e soluzioni comunemente denunciate da chi lavora dentro e intorno al mondo rurale.

Le organizzazioni (formali o non formali, nazionali o locali) sono invitate ad aderire alla Campagna come promotori e contitolari o a dare comunque un sostegno attivo per la sua buona riuscita.

Finora sono promotori e contitolari della Campagna cinque organizzazioni: di queste due fanno parte della Rete Semi Rurali: il Consorzio della Quarantina e Civiltà Contadina. Le altre organizzazioni sono: Rete Bioregionale Italiana, associazione Antica Terra Gentile, rete Corrispondenze e Informazioni Rurali. Oltre ai promotori, sostengono la Campagna il collettivo Critical Wine / Terra e Libertà di Genova, il Consorzio Valle Scrivia, la rivista AAM Terranova, il sito www.ruralpini.it

Alla proposta di adesione inviata alle altre organizzazioni della Rete Semi Rurali nel settembre scorso non è finora seguita alcuna adesione, né sono state finora fatte azioni di sostegno da parte del coordinamento della stessa Rete.

Pur non essendo la Campagna ancora entrata nel vivo del suo svolgimento, sono già giunte alcune centinaia di adesioni, soprattutto dal centro Italia, ed è stata presentata pubblicamente in provincia di Alessandria, Bergamo, Genova, Milano, Udine e Verona.

Firma anche tu la petizione!

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10 Comments

  • Reply abete gennaio 22, 2009 at 9:59 am

    Firmato! L’avevo già vista ieri, ma non trovavo la carta d’identità… ora magari la diffondo su Facebook… 😉

  • Reply nadir gennaio 22, 2009 at 10:26 am

    io mi son letta la petizione, e ci son cosa su cui concordo ed altre su cui sono in disaccordo. Aspetterò di vedere come evolve, e poi se mi convince firmo.
    Ciao

  • Reply equipaje gennaio 22, 2009 at 11:38 am

    Piccola informazione collaterale relativa alle nuove norme dell’Unione Europea in materia di pestidici:

  • Reply Erbaviola gennaio 22, 2009 at 12:26 pm

    @abete: LOL! 😀

    @nadir: cosa ti trova in disaccordo? a me interessa! Io ho trovato un solo aspetto che mi trovava in disaccordo ma trovo l’iniziativa in generale ben congeniata (con moooolte riserve sulla comunicazione)

    @equipaje: grazie 🙂 purtroppo però quelli permessi nel PAC sono ancora tanti… La strada però è quella giusta.

  • Reply Jerry gennaio 23, 2009 at 11:35 am

    Salve a tutti!
    Ho letto del progetto di orto su balcone!
    Innanzitutto complimenti!
    Se ti può interessare su un giornale stanno portando avanti un progetto simile al tuo,piuttosto preciso con addirittura le varie rotazioni per far riposare il terreno!
    Il giornale si chima Vita in Campagna,e naturalmente si può richiedere una copia omaggio direttamente sul loro sito…
    Questo è il sito http://www.informatoreagrario.it/
    Ciaooo

  • Reply nadir gennaio 23, 2009 at 4:28 pm

    Preciso che ho lasciato sul sito i commenti ai vari punti, in tutti i casi:
    – se vendi i tuoi prodotti elaborati (tipo marmellate) oppure li servi al tuo desco, devi sapere quali sono i principi dell’HCCP. Posso accettare in regalo la marmellata fatta da mia sorella in casa, ma se la compro un pò di garanzia sulla sua sicurezza igienica concedimela.
    – se decido di coltivare il mio pezzettino di terra, o di allevarci i conigli per poi vendere il ricavato, non ritengo giusto non voler pagare l’aiuto di un agronomo o di un veterinario. Passi per l’aiuto nel compilare eventuali moduli (magari presso gli uffici comunali etc). Ma il veterinario o l’agronomo (che poi bisogna vedere quanto ne capiscono di coltivazioni biodinamiche etc) chi li paga? Pantalone!
    – altro punto è quello di poter servire pasti o alloggiare fino a 10 persone senza dover sottostare a nessun regime. Scusa ma sarebbe concorrenza sleale. Esistono i B&B che non mi pare abbiano tanti obblighi nei confronti di tasse e registrazioni..
    ciao e buon w.e.

  • Reply Erbaviola gennaio 23, 2009 at 6:56 pm

    @jerry: Vita in Campagna lo leggevo fino all’anno scorso e lo consiglio anch’io caldamente per chi non l’ha mai letto! Purtroppo gli argomenti per alcune riviste sono sempre quelli e dopo che hai comprato un paio di annate sei un po’ satura… però è una buona rivista, un po’ troppo orientata agli usi degli insetticidi che pagano la pubblicità nelle sue pagine ma tutto sommato una buona rivista 🙂

    @nadir: grazie della spiegazione, sono delle ottime osservazioni. Aggiungo solo un paio di considerazioni, anche perché qui si parla di una richiesta per un tavolo di incontro, non di una proposta di legge.

    – l’HCCP è piuttosto rigoroso e determina delle spese ingenti per chi fa dei prodotti in proprio. La richiesta non è di eliminarlo e basta, è intesa invece a uniformarsi ad altri paesi come Olanda, Belgio e Francia dove esiste un protocollo per le preparazioni alimentari studiato apposta per le piccole produzioni (anche perché molti problemi che risolvono le misure dell’HCCP sono problemi legati solo alla grande produzione)

    – veterinari e agronomi sono pagati una parte dalla ASL, una parte dall’ARPA e una parte dal coltivatore e/o allevatore. E’ obbligatorio farsi controllare e è un costo notevole. Anche con agronomo e veterinario, è questione di misure. Per esempio si potrebbe affidare il controllo delle piccole attività a una associazione di scopo che faccia pagare una quota fissa annuale e mandi il veterinario e l’agronomo pagati dall’associazione. Costa molto meno che chiamare un ente certificatore o un professionista. Inoltre tutti i controlli sulle coltivazioni intensive, quando sono fatti su un ettaro di terreno non hanno veramente senso.. e sono tutti a spese del proprietario dell’ettaro.

    – Sì questo è l’unico punto su cui ti dicevo che ero in disaccordo anche io. Secondo me dovrebbero rientrare proprio nel regime fiscale di gestione speciale dei B&B che è snello e alla portata di tutti.

    Io ho firmato, ripeto, perché la richiesta è un tavolo di confronto. Secondo me l’80% sono idee valide e in generale va fatto qualcosa. Se bocciamo sempre chi parte perché secondo noi non parte nella maniera perfettamente aderente alle nostre idee… non si parte più 🙂
    Tra l’altro, l’unico punto su cui sono in disaccordo è quello che sono assolutamente sicura che NON approderà mai a un disegno di legge visto che andrebbe a sovrapporsi a diversi DM del ministero dell’agricoltura nonché alle direttive europee 😉

  • Reply Yari gennaio 26, 2009 at 2:41 pm

    Grazie per il riassunto! Naturalmente ho firmato.

  • Reply Harlock gennaio 26, 2009 at 11:38 pm

    …che albero meraviglioso!

    Sono perfettamente d’accordo: “Se bocciamo sempre chi parte perché secondo noi non parte nella maniera perfettamente aderente alle nostre idee… non si parte più”

    Aiutiamo questi “poveri cristi” 🙂

  • Reply Erbaviola gennaio 27, 2009 at 6:00 pm

    @Yari: ciao!! (secondo me tu eri uno dei pochi a firmare comunque e ci metto una zampa sul fuoco che te lo sei letto tutto!!! 😀 )

    @Harlock: …prodigi del fotoritocco 😉 sono più in gamba così che a scattare foto 😛

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