INQUINAMENTO E ORTO SUL BALCONE

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04/2009

INQUINAMENTO E ORTO SUL BALCONE

lattuga

Vaso con 10 cespi di lattuga verde e rossa. Con 3 vasi si fa l’insalata lattuga per un mese,
a rotazione per almeno 4 mesi estivi sugli stessi tre vasi

.
Da una discussione sorta dal post precedente, in cui si parlava di bilancio nutritivo e agricivismo, è partita una seconda discussione sui livelli di inquinamento a cui sarebbero sottoposti gli orti cittadini. Dico “sarebbero” perché i parametri sono molto ampi. Un conto è se prendiamo casa mia nel Parco del Ticino e paragoniamo il mio orto sinergico con il mio balcone “erbaviola style”. Un conto è se paragoniamo il mio balcone con quello del mio amico di Milano e un altro conto ancora è se paragoniamo il mio orto sinergico Parco del Ticino con l’orto della mia amica Enrica nella campagna anconetana (ohi ciao Enrica!). Ci scommetto che è meno inquinato l’orto di Enrica rispetto a tutti quelli citati. Ma ancora meno inquinato il balcone di Alessio sui monti dell’Occitania (Val D’Ols). E quindi? E quindi bisogna fare i conti con il proprio territorio, che si abbia un orto o un balcone. In alcuni casi vi dimostro si seguito che forse è meglio avere un bel terrazzo.

Poniamoci anche altre domande. Per un milanese che va al supermercato a comprare l’insalata, che è stata trasportata per 24 ore di autostrada su camion aperti, beccandosi tutte le polveri e le peggio schifezze da Reggio Calabria a Bolzano, è meno inquinata l’insalata del supermercato o quella del suo balcone?

Come dicevo in una risposta, l’uva coltivata su un terrazzo romano, per quanto incredibile, è sottoposta a meno veicoli di inquinamento atmosferico (e quindi depositi sui frutti) che non le uve coltivate nell’Oltrepò Pavese, rinomata zona di vini (di cui pochissimi, vergognosamente, in agricoltura almeno biologica). Ve lo dimostro subito, qui c’è la mappatura da satellite della concentrazione di polveri sottili in Italia: tra Piemonte e Veneto, tirando dentro la Pianura Padana, c’è da fare le valigie dopo aver visto la foto. Le contaminazioni da piombo sono nelle stesse zone, comunque trovate dati più precisi e aggiornati sui siti di Greenpeace e Legambiente (metà inquinamento da piombo è la loro goletta a gasolio. D’altra parte che Legambiente si faccia sponsorizzare dalla Fiat è già tutta una barzelletta, ma vabbé).

Molte persone che vivono in città pensano che non sia salutare avere un orto e soprattutto cibarsi di verdure coltivate in un posto considerato ad alto tasso di inquinamento. Nella realtà dei fatti, invece, le verdure, la frutta e le erbe coltivate in un orto cittadino possono essere tanto buone quanto quelle coltivate in un orto immerso nel verde della campagna.
Il sospetto di molti è che le particelle inquinanti presenti nell’aria, le famigerate “polveri sottili” si vadano a depositare sui loro ortaggi, rendendoli potenzialmente dannosi per la propria salute. In realtà queste polveri viaggiano a un’altezza piuttosto bassa e si diffondono in un’area delimitata prima di posarsi, indicativamente tra i 20 e i 50 metri dall’emettitore. In realtà solo chi abita a piano terra verso una strada trafficata ha delle ragioni serie di preoccupazione verso la coltivazione di verdure sul suo balcone. Già un balcone a piano terreno ma affacciato su un cortile interno, non ha questo problema di deposito delle polveri.
Per i pochi casi di balconi e terrazzi a piano terreno e affacciati su una strada trafficata, è consigliabile l’uso di TNT, Tessuto Non Tessuto, per coprire le coltivazioni, poi un buon lavaggio prima di utilizzarle, che vale per tutti. Per il piombo invece si può fare ben poco, sia per balconi che per orti a terra. Si possono però stoppare le centrali che ci portano queste schifezze, firmate la petizione sotto, grazie!

Se il vostro balcone è a più di 50 m in linea d’aria da una strada trafficata, non avete ragione di preoccuparvi particolarmente di un massiccio inquinamento del terreno e delle piante che coltivate: non è molto diverso dall’inquinamento che subisce un orto di campagna nei pressi di un centro abitato. Anzi, restando in questi parametri il vostro orto sarà più ‘pulito’ di tanti di quei tristi e decisamente inquinati orti a ridosso delle strade statali.

Una buona pratica, per chi coltiva un orto in città, è di aggiungere del buon compost al terriccio e rinnovarlo spesso. Rinnovare il terriccio di coltivazione ha due scopi. Il primo è diluire il più possibile eventuali agenti inquinanti che si siano depositati, tramite l’aggiunta di nuovo materiale organico. Il secondo è l’azione chimica di rinnovamento del terriccio, che porta un maggiore nutrimento alle piante e di conseguenza una maggiore resistenza alle aggressioni esterne.

A fornire maggiori problemi sono però le aree industriali.
La vicinanza di grandi aziende, specialmente se responsabili di inquinamento dell’ambiente, deve purtroppo limitare la coltivazione sul balcone, in favore di pratiche alternative (germogliatore, idrocoltura, coltivazione in bidoni coperti ecc.).
Sebbene ormai le grandi aziende non siano più localizzate nelle immediate vicinanze delle abitazioni, esiste ancora qualche caso di infelice convivenza. Se il vostro balcone è nel raggio di un paio di km da grandi fabbriche, raffinerie, acciaierie e aziende chimiche in genere, è meglio essere cauti.

In ogni caso, basta informarsi presso l’ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione del Territorio, presente in ogni regione italiana e chiedendo di visionare le rilevazioni relative alla vostra zona. Un’altra strada è poi quella di chiedere a associazioni che si battono per la difesa dell’ambiente e che effettuano rilevazioni periodiche, come Legambiente, lo stato della vostra zona.

Detto questo, colgo l’occasione per ricordare che io sostengo fortemente la lotta contro la Centrale della Morsella, quindi che gli abitanti della Lomellina e tutti gli italiani si diano una svegliata a firmare la petizione (banchetti a tutte le manifestazioni di Vigevano e dintorni e nei negozi sostenitori; il mercoledì sera presso l’associazione Vigevano Sostenibile, oppure ONLINE qui* ) perché se questa centrale entra in funzione, io faccio i bagagli e vado a vivere in Olanda.
E questa volta sto dicendo proprio sul serio.
E guardate che per ripicca scriverò solo in olandese, quindi vi voglio vedere a chiedermi cosa mettere sul pesco con la bolla! Ik ben het leren van Nederlands, wees voorzichtig!

Notuncole:
* firmi la petizione, quando compare la finestra di pagamento torni indietro o navighi altrove: se guardi nella lista dei firmatari compari anche tu, senza pagare. Ci ho messo un po’ a capirlo, ma è così :)
** Sto già imparando l’olandese, occhio!

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04/2009

IL BILANCIO NUTRITIVO & ORTO SUL BALCONE

Latito, apparentemente, ma ci sono. Sono persa dietro ad alcune cose che sto scrivendo e ad alcune altre che sto leggendo.

In questi ultimi anni si è parlato molto di orto sul balcone in termini di agricivismo, di scelte indipendenti, di ecologia, sostenibilità, di guerrilla gardening e persino nell’uso di orrendi neologismi come “balconaggio”. Se ne è parlato molto poco, invece, in termini di tecniche vere e proprie e in termini di bilancio nutritivo.

Il bilancio nutritivo è semplicemente la differenza tra il nostro consumo di prodotti agricoli e la capacità di produrli nella nostra area geografica.
In un mondo ideale, la vita dell’uomo sarebbe a impatto quasi zero se coltivasse il cibo che consuma, nell’area in cui vive.
Nelle metropoli, per esempio, questo rapporto è inversamente proporzionale: la coltivazione è praticamente pari allo zero, ma il consumo di prodotti agricoli è tra i più alti.
Ecco allora che coltivare un orto sul balcone non è solo un gesto di indipendenza e una soddisfazione personale, ma anche un primo passo, alla portata di tutti, verso un bilanciamento nutritivo, tra ciò che produciamo e ciò che consumiamo.

Ho trovato fortunosamente in un mercatino una pubblicazione meravigliosa che farà l’invidia degli amici bio-architetti e anche di quelli bibliofili: Giovanni Astengo, Mario Bianco, Agricoltura e urbanistica, Vicolongo, 1945

Due grandi urbanisti italiani, già nel 1945 parlano di quello che oggi è l’agricivismo e analizzano le necessità di una città per raggiungere il bilancio nutritivo.  Quanto terreno bisogna coltivare per nutrire un individuo? Si può valutare il dominio agricolo di un centro abitato? Quanti agricoltori occorrono per nutrire una città?

Mi ci sto perdendo…

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04/2009

QUELLI CHE I TERREMOTI NON SI POSSONO PREVEDERE

Nel 2004 ci fu il terremoto a Salò. Abitavo a 150 km di distanza, a Cesano Maderno, al quinto piano di un palazzo anni ’70 che non vedevamo l’ora di lasciare. Per tutta la sera i gatti avevano dato i numeri, miagolii continui, scappavano da tutte le parti, si erano anche rifiutati di mangiare, cosa stranissima per loro. Avevamo già stabilito di portarli dal veterinario il giorno dopo. Tutti e due. Mi preoccupavano, perché non li avevo mai visti fare quei versi e soprattutto rifiutarsi di mangiare. Non sapendo come interpretare la faccenda, avevo pensato solo di portarli dal veterinario sperando che non fosse qualche forma virale che attacca il sistema nervoso e che magari aveva preso entrambi.

Era quasi mezzanotte e stavo lavorando al computer, Mako e Kiki continuavano a venirmi a chiamare ma al contrario di quando vogliono giocare, appena gli davo retta e mi alzavo dalla scrivania, loro scappavano in giro e mi guardavano con gli occhi sbarrati. Il cane dei vicini di due piani sotto continuava ad abbaiare e non riuscivano a farlo smettere.
Un minuto prima di mezzanotte alzo lo sguardo alla finestra e vedo sparire il platano, piegato verso sinistra. Il tempo di pensare “Ma che vento c’è?!” e lo vedo tornare nel riquadro dei vetri, accorgendomi che è il palazzo ad ondeggiare piegandosi da sinistra a destra… non il platano! In un minuto abbiamo infilato i gatti nella gabbia e siamo corsi giù per le scale insieme ai vicini, scappando via in macchina verso spazi aperti senza palazzi. Fortunatamente non è successo nulla lì da noi, (almeno, visivamente – perché secondo me quel palazzo prima o poi crollerà su se stesso), però i gatti sapevano dell’arrivo del terremoto ORE prima e hanno tentato di farcelo capire in tutti i modi, stupidi noi a non sapere interpretare. Loro sapevano almeno dalle 20, il terremoto c’è stato alle 23.59

Leggo oggi su La Repubblica nel servizio di Jenner Meletti:

“Nelle sere senza tv si raccontano storie, come una volta. Vincenzo Breglia dice che Schaula, femmina di pastore tedesco, ha salvato la vita a tutta la famiglia. “Si è messa ad abbaiare prima della scossa, voleva proprio mandarci via dalla casa. Appena siamo scappati c’è stato il crollo e lei è rimasta intrappolata. E’ rimasta chiusa due giorni, ho portato i bambini qui e mandavo un amico a darle da bere. Poi l’abbiamo salvata. Non è bellissima, la mia Schaula?”.

No, infatti, i terremoti non si possono prevedere.

Finché continueremo a riempire i centri di ricerca e le università di baroni, figli di baroni, portaborse e accattoni di vario genere per i quali è più importante farsi pubblicare un articolo idiota che riassume teorie già conosciute e altrettanto inutili (l’importante è che le teorie siano quelle gradite a chi ha il potere), è indubbio che i terremoti non si potranno prevedere. Dire che gli animali lo possono sentire prima, significherebbe sminuire i loro alti ingegni di pagliacci assassini.

Meglio affidarsi agli animali che non devono proteggere il proprio stipendio e prestigio nel Consiglio di Facoltà e non hanno problemi a far sapere che il terremoto sta arrivando, anche se dirlo va contro le teorie di quattro vecchi babbioni bardati di ermellini morti.

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04/2009

RICERCA URGENTE DI STALLI, PAPPE, TRASPORTINI, GABBIE, COPERTE

Mi sembra inutile dire che mi ha colpito l’ondata di dolore scaturita da quelle macerie.

A quanto pare, i soccorsi per gli umani stanno funzionando, grazie anche alla quantità di volontari che come sempre in questo Paese si muovono. Italiani, brava gente. Accanto agli umani e alle loro tragedie, esiste però anche la tragedia degli animali domestici. E dei loro amici umani.
Non è il momento e il luogo per la retorica dei buoni sentimenti e, obiettivamente, da centinaia di km penserete che si può fare ben poco a parte partecipare emotivamente e mettere mano al portafogli.

Sbagliato.

Pensate di aver perso la vostra casa e di non sapere come fare con i vostri animali. Guardate un attimo negli occhi il vostro cane e pensate a cosa passerebbe in un momento del genere.
Pensate di aver perso tutto, che la vostra casa non ci sia più e dover perdere anche lui perché non è possibile tenerlo in un accampamento o trovargli una pappa.
E se qualcuno ve lo ospitasse per qualche tempo? non sarebbe grandioso?

Noi che siamo a km di distanza possiamo fare qualcosa di concreto:

OFFRIRE UNO STALLO MOMENTANEO A UN ANIMALE DOMESTICO. (Anche adozioni, ma si cercano principalmente stalli). Avete un giardino o un cortile o una casa che può accogliere momentaneamente un cane o un gatto con abitudini domestiche? Potete dare uno stallo a animali esotici, cavie e rettili?
Per il trasporto si organizzeranno i volontari, se non potete andarli a prendere non c’è problema, si stanno organizzando delle staffette per trasportarli.
Per gli stalli e le staffette pro-stalli contattare:

  • Emanuela
  • Raffaella 346.1423036
  • Stefania 329.8606542
  • LAV Roma 06/4461325

AIUTARE LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO che si stanno già muovendo sul posto: aiutare con DENARO ma anche con PAPPE, COPERTE, TRASPORTINI, GABBIE e tutto quanto non serve più ai vostri amici a quattro zampe. Ecco chi è già entrato in azione:

POLIZIA ECOZOOFILA: domani 2 automezzi riceveranno il permesso di arrivare a l’Aquila rispettivamente da Roma e da Teramo per portare generi di prima necessità per gli animali e ritirare gli animali più bisognosi.
C’è bisogno di medicinali, disponibilità per staffette, viveri, disponibilità volontari a recarsi sul posto nelle prossime settimane per aiutare, DISPONIBILITà PER STALLI E ADOZIONI. Le disponibilità vanno inviate alle email di seguito, lasciando anche un numero di telefono per essere ricontattati:

  • Raccolta medicinali uso veterinario: abruzzoraccoltamedicinali@poliziaecozoofila.info
  • Donazioni solidarietà: abruzzosolidarieta@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità staffette trasporto animali: abruzzostaffette@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità invio viveri: abruzzoviveri@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità volontari sul posto: abruzzovolontari@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità adozioni: abruzzoadozioni@poliziaecozoofila.info

ENPA – L’Ente Nazionale Protezione Animali sta supportando il lavoro dell’Asl Veterinaria dell’Aquila per il soccorso, il recupero, l’assistenza e il mantenimento degli animali da reddito e da compagnia. Come segnalatoci dall’Asl dell’Aquila, le esigenze principali riguardano la disponibilità di cibo, trasportini, fieno e gabbie. In queste ore l’Enpa ha allestito a Sulmona un centro di raccolta dove far confluire gli aiuti per gli animali evitando il rischio di blocchi e problemi di viabilità. L’indirizzo del centro è il seguente:
Ente Nazionale Protezione Animali Onlus
Centro Operativo Raccolta Aiuti per Animali

C/o Ambiente – Viale dell’Industria,30 – 67039 Sulmona (AQ)
Per aiuti economici:

Conto corrente postale n. 95664553
Iban IT 58 D 07601 01400 000095664553
intestato a: Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali
Causale: Emergenza animali terremoto Abruzzo
Presso la sede centrale della Protezione Animali sono stati attivati la linea telefonica 331.6374823 e l’indirizzo mail terremotoabruzzo@enpa.org da contattare per l’invio di aiuti e ogni eventuale ulteriore informazione.

AGIREORA.org: Jlenia segnala che sta organizzando la raccolta di pappe, coperte, trasportini da portare ai canili sul posto perché presto saranno anche senza cibo e gli ospiti andranno probabilmente trasportati altrove: Jlenia – 328/7757508 – animalistanata@libero.it

CHILIAMACISEGUA.org – http://www.chiliamacisegua.org
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona, cercano stalli nelle zone limitrofe Riferimento: emergenza@chiliamacisegua.org

Associazione Canili Lazio – http://www.associazionecanililazio.it
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona
Riferimento: mcsalvucci@tiscalinet.it

Rapid Dogs Rescue – http://www.rapiddogsrescue.com
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona
Riferimento: emergenza.abruzzo@rapiddogsrescue.com

Associazione Animali Esotici Onlus – http://www.aaeconigli.it – http://www.aaecavie.it
Offrono disponibilità per animali esotici e cavie
Riferimento: laura@aaeconigli.it

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04/2009

LA FINANZIARIA 2009 EROGA FINO A 820 EURO A CHI FA L’ORTO FAMILIARE

Finalmente una bella notizia anche se per la stampa italiana è passata inosservata (e ti pareva!).

Probabilmente sull’esempio della neo-first lady americana che coltiva l’orticello alla Casa Bianca, anche l’Italia ha pensato di premiare chi si impegna per uno stile di vita più sostenibile. Infatti è proprio di oggi la notizia che lo stralcio del DDL 1489-D (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 febbraio 2009, n. 4, recante misure urgenti in materia di produzione di speci arboree edibili per uso domestico) è passato.

Chi coltiva un orto familiare di almeno 5 mq e massimo 40 mq, adiacente alla propria abitazione, potrà richiedere il bonus che verrà poi erogato in formula unica a giugno 2009, in base alle misure prodotte con la domanda. (Attenzione: occorre visura catastale e autodichiarazione di impiego di almeno 5 mq a uso orto familiare, come da modello allegato)
L’unico ulteriore stralcio del DDL riguarda i finanziamenti per il compostaggio, che dovevano essere inizialmente di 1300 euro circa a unità familiare, ma che pare non vengano approvati per mancanza di fondi, sebbene fossero già stati stanziati i 4 milioni per le compostiere in fibra di vetro con microchip per il controllo dell’uso reale quotidiano, da distribuire alle famiglie con orto di almeno 30 mq che ne avrebbero fatto richiesta.

Meglio, secondo me, perché non riuscendo a finanziare entrambe le operazioni, è meglio che vadano a chi fa l’orto familiare, che tra l’altro magari il compost lo sta già facendo da tempo e non c’era da incentivarlo maggiormente.

QUI TROVATE TUTTE LE INFORMAZIONI PER INOLTRARE LA DOMANDA presso il vostro Comune. Vi consiglio di farlo celermente perché con i finanziamenti a esaurimento si sa come va: li prende chi presenta prima la domanda.

buon orto finanziato!

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