Divorzio all’italiana tra le foglie cadenti

Pensavo fosse tempo di zucchine novelle, magari di trombette d’Albenga, invece mi dicono i giornali che è tempo di vecchi zucchini nani.
Caro, è colpa mia che tanti anni fa ti ho irretito sventolandoti sotto il naso le mie pere sode, o è colpa tua che non sai tenere a posto il tuo vecchio zucchino, correndo a cercare pere e meloni in orti altrui? E ora l’orto di famiglia come lo dividiamo?
Mistero. Ma un utile mistero, mi pare di capire.
Forse il pr del Pollicino dotato di zucchino indomito, avrebbe dovuto documentarsi sul fatto che ci sono cose, come le foglie cadenti, che sono spesso più pericolose delle guerre…
“La tirannia allestisce da sé la propria camera riverberante: uno spazio vuoto in cui segnali confusi vagano qua e là a casaccio; dove un mormorio o un accenno qualsiasi creano il panico, così che alla fine è probabile che l’apparato della repressione svanisca non a causa di una guerra o di una rivoluzione, ma di un soffio, o della voce delle foglie cadenti… “
Bruce Chatwin, UTZ, 1988, Adelphi





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