CI VUOLE UN GRAN CORAGGIO PER SCAPPARE

Intervista a Erbaviola, che tra uno scatolone e l’altro si esercita nella raffinata arte del lamento di Penelope “cioè, ma ti pare che possiamo avere una volta una vita normale? no, dico, una volta almeno! Questo gruppo qui di scatole non so neanche se devo ancora aprirle dal trasloco di novembre o se sono quelle che ho fatto ieri per il trasloco nuovo. E non ridere! Cavoli! Tu e il cavolo di segnetto in angolo a destra, queste scatole sono piene di segnetti della malora, ogni scatola ha già fatto minimo minimo quattro traslochi, non vedi che manifestano per l’abbassamento dell’età pensionabile?!”
Senta Erbaviola, è vero che lei vuole entrare nel Guinness dei traslochi e per questo si appresta ad affrontare il secondo trasloco in 10 mesi, nonché l’ottavo in 10 anni?
Ebbene sì. Anzi, se ci fosse qualche sponsor interessato a finanziare l’impresa …tipo una ditta di traslochi o una clinica psichiatrica…
In qualche modo possiamo dire che la cosa era già nell’aria?
L’avevo detto che mi frullava in testa l’idea. L’avevo detto che ero piuttosto preoccupata dall’incidenza pesante dei tumori in Lomellina, che è maggiore di quella di Milano – dati miei personali, perché quelli ufficiali non esistono, sappiatelo. E’ una delle poche aree d’Italia in cui non ci sono rilevamenti ufficiali delle ASL, incrocio dei dati, niente. Perché? Perché i medici di base scrivono ai sindaci sottolineando i danni di quattro centrali e nessuno ne parla? Perché altrimenti scapperebbero in troppi? O forse qualcuno invece di scappare e invece di fare le lotte pacifiche, prenderebbe una spranga e farebbe volare le dentiere a quei quattro vecchi bavosi che sono responsabili dell’alto tasso di inquinamento in queste province, vecchiacci purulenti animati solo dal lucro? Guardate qui come hanno ridotto il nord Italia, questa è la mappa dell’inquinamento vista dal satellite.
Sì, però ora non trasfrormi l’intervista in un comizio, a suo solito…
Eviterò di salire sul palco a pontificare, se proprio le dà fastidio. Resti pure ignorante. Tra l’altro, visto che alla fine la spinta ad andarmene subito e in tutta fretta è arrivata da una faccenda personale piuttosto infelice… eviterò di fare un comizio sull’inquinamento in questa zona.
Vorrei solo chiederle se è normale che se stendo al sole le lenzuola, le ritiro grigie. E tanto per fare un esempio c’è della gente che ha strani tumori al naso e alla gola che gli oncologi affermano essere tipici di chi lavora con la gomma… Solo che queste persone non hanno mai lavorato con la gomma. Fanno le casalinghe, gli impiegati, i baristi. Io queste cose non le ho mai viste nemmeno quando abitavo nel centro di Milano… alla faccia della campagna!
Sembra molto inquietante detto così…
Vedi un po’ tu…
Tornando a noi, alla novità che la sta tenendo lontana dal sito…
eh già .. fattostà chemmenevadooo. Oh, là . Si ritrasloca signori. Ho trovato casa sull’Appennino Tosco-Emiliano, per ora non dico di più, però ho già tutto il piano di sotto pieno di scatoloni.
Ma infine, Erbaviola, non ci è chiaro perché se ne va in quattro e quattr’otto…
Perché mi sono veramente sfrangiata tutte le nove vite della mia Santissima Pazienza e prima di diventare io quella con la spranga che tira giù le dentiere a questi porci viscidi, è meglio che alzi le vele.
Ma quindi signorina Erbetta, molla tutto e tutti così?
Un po’. Chiaramente continuerò ad aiutare come posso quelle fantastiche, meravigliose persone di Vigevano Sostenibile e di Civiltà Vigevanese. Mi metterò la maglietta arancione contro la centrale della Morsella anche per fare il trasloco, così magari qualche vicino mi chiederà di cosa si tratta. (O magari no, tanto la maggior parte della gente pensa al cancro solo quando gli arriva, ma solo se entro il primo grado di parentela. O magari nemmeno allora.)
Io però devo andarmene. Questo ultimo anno è stato esageratamente pesante, con vicende veramente dure da digerire, danni morali che mi hanno lasciato con l’anima graffiata e la testa vuota, tutto determinato dal peso di un ambiente in cui vige il più sfrenato clientelarismo e il disprezzo del diritto umano alla salute.
Scappare non è un po’ da codardi?
Non la ritengo proprio una fuga. E’ più un allontanarmi dalla zona del fuoco. E poi, come scriveva Ruzante “Ci vuole un gran coraggio per scappare”. E, mi creda, ci vuole davvero un gran coraggio per spostare la propria vita 400 km più in là , così, di botto.
Quindi continueremo a sentirla nonostante il trasloco?
Purtroppo sì.
(L’intervista è stata terminata perché l’intervistata è schizzata alla rincorsa dei gatti che erano riusciti a saccheggiare da una valigia un paio di calzini e tentavano di nutrirsene)





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