PICCOLA PAUSA, FETA VEGETALE E QUALCHE INDIRIZZO

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08/2009

PICCOLA PAUSA, FETA VEGETALE E QUALCHE INDIRIZZO

Piccola pausa per scrivere.

L’orto langue e il giardino non ne parliamo. Lo dico subito così non c’è suspence. Ho solo comprato 2 portulache (Portulaca oleracea L.) per arricchire l’insalata e abbellire il balcone… sì, adesso compro le infestanti! Purtroppo tra le infestanti di questo mio nuovo terreno non c’è l’ombra di portulache.. ho dovuto. Più una pianta dell’incenso (Plectranthus) per far seccare le foglie e profumare casa nei mesi invernali e… perché mi sta simpatica. E’ una pianta un po’ dimenticata, sembra rustica ma ha le sue esigenze così mi son detta: valà che vediamo se sei capace di farla fiorire.

Diciamo che ci siamo quasi stabilizzati. Il quasi dipende principalmente dal fatto che il divano non è ancora arrivato (ci si accontenta delle sdraio), il letto è uccel di bosco (fortuna che le reti a doghe si appoggiano anche a terra e lo stile minimal è sempre di moda) e diversi pacchi e cose da montare languono ancora in garage.

In compenso abbiamo finalmente un frigo e un fornetto! E un tavolo grande! E le posate e i piatti e le pentole al loro posto. All’appello mancano tutti i piatti piani, che hanno deciso di nascondersi per una meritata vacanza ma fa niente, per un’insalata nella fondina non mi pare che sia mai morto nessuno. I nostri ospiti hanno mangiato scaloppine di seitan in piatti da dessert e sono ancora vivi!

C’è un però. Ho troppi elementi di distrazione. Anche dalla cucina c’è una bella vista sulle montagne e mi distraggo spesso, invece di guardare la pentola guardo fuori… si cena in media verso le 21, come si fa a resistere al tramonto?!

Ho ricominciato a spignattare, dicevo, ma con cosine semplici. Siccome quando siamo a casa mangiamo insalatone di verdura fresca e semi, come questa qui, ho fatto del feta vegetale da aggiungere, ispirata da Isabelle (che usa il limone e spiega nei dettagli i vantaggi della fermentazione, da leggere!) e da The Ultimate Uncheese Book, regalatomi dalla mia metà che l’aveva trovato citato sul sito di Yari. Me l’ero messo nella mia lista dei desideri dei libri, che però è lunghissima e l’avrei comprato forse nel 2020. Un ottimo libro, ma solo se conoscete bene l’inglese e vi sapete destreggiare con misure americane e sostituzioni di ingredienti da noi introvabili.

IL MIO FETA VEGETALE (VEGAN):

250 gr di tofu
1 tazzina da caffé di miso leggero
1 1/2 tazzina da caffé di acqua
2 cucchiaini di sale integrale (io ho usato il sale integrale di Cervia alle erbe aromatiche …che infatti si vedono galleggiare nel barattolo!)
3 cucchiai di aceto di mele

Tagliare il tofu a cubetti di circa un centimetro. Metterli in una casseruola coperti di acqua e portare a bollore senza coperchio, poi mettere il coperchio e cuocere a fiamma bassissima per 5 minuti. Il risultato è duplice: il tofu si gonfia e questo aiuterà la fermentazione, in più si scalda e questo aiuta l’insaporimento. Nel frattempo preparare un composto con le dosi di miso, acqua, aceto e sale indicate sopra, direttamente nel barattolo che servirà per la fermentazione. Togliere il tofu dal fuoco, scolare bene e inserire ancora caldo nel composto, richiudendo subito. Far raffreddare a temperatura ambiente, poi conservare in frigo per 7/14 giorni prima del consumo, a seconda del grado di acidità che si desidera. A 7 giorni ha già il sapore formaggioso del feta. Se si vuole fare una scorta per averlo sempre a disposizione, è possibile conservare successivamente il feta vegetale in un barattolo grande con olio extravergine di oliva, riutilizzando poi l’olio man mano, anche per condire l’insalata.

Ne approfitto anche per due segnalazioni, entrambi riguardanti Pianoro, BO.

Domenica 30 ci sarà la 1° edizione della FESTA DEL BENESSERE CONSAPEVOLE, Comune di Pianoro, dedicata a: medicine complementari, alimentazione, ecologia ambientale, benessere naturale. L’appuntamento è per domenica 30 agosto 2009 nella splendida cornice naturale del Parco Comunale del Ginepreto in via della Resistenza 201 a Pianoro (BO) con inizio alle 9.00 e termine alle 23,00 circa. Ci saranno: stand gastronomici vegetariani organizzati dalla Proloco di Pianoro, prodotti biologici, mercatino del naturale, artigianato e oggettistica, energie rinnovabili, dimostrazioni gratuite, animazione per bambini. Qui trovate maggiori informazioni.

Io molto molto probabilmente ci vado, visto che sono vicina.

Inoltre devo fare la pace con Pianoro. L’altra sera, reduci da una giornata di super-lavoro, siamo arrivati affamati alla Pizzeria La Tortuga di Pianoro… un’esperienza tutt’altro che positiva! Locale decisamente troppo pretenzioso rispetto al servizio scarsissimo e leeeeentooooo, alla pizza così-così ma soprattutto…. 4 euro di coperto, caricati su 2 pizze da 4 euro!! E 2 euro un caffé! (Ehi, abbiamo sbagliato strada e siamo andati a Cortina!). Il tutto servito in uno spazio all’aperto che a prima vista sembrava carino ma che dava direttamente sul retro delle cucine… ci siamo goduti un baccano da spignattamento degno della mensa di un’acciaieria e il ‘cuoco’ che ogni tanto usciva per grattarsi una balla o il cameriere per fumarsi una siga. Bonjur! Insomma, un posto in cui portare Yari quando verrà a trovarci! :D

Siccome non mi piace chiudere con note infelici, vi faccio una segnalazione per l’anno prossimo: SAGRA DEL FARRO BIOLOGICO a Traversa, frazione di Firenzuola (FI), prima domenica di agosto. Ci siamo passati per caso e ovviamente ci siamo fermati a curiosare. E’ una piccola sagra, ma sulla Strada della Futa, quindi ottima per una gita in cui inserirla come sosta. Per gli onnivori si può anche mangiare, per vegetariani e vegani no, mancava la carne solo nelle patatine fritte. Però abbiamo comprato degli ottimi prodotti fatti con farro da agricoltura biologica, li sto ancora finendo. C’era una specie di ‘offerta fiera’ con una borsata di prodotti Poggio del Farro. Con 10 euro abbiamo preso: 1 pacco da 500 gr di pennette, uno di linguine, uno di gallette e 4 pacchetti di farrotti. I farrotti li ho usati anche per l’insalata di riso, sono buonissimi!

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08/2009

LA SPESA BIO / NATURAL E ETICA TRA LE VALLI BOLOGNESI

ortoserena.jpg

Preso alloggio nel nostro nuovo territorio all’interno della Comunità Montana delle Cinque Valli Bolognesi, nonché via del Pane, nonché via della Futa o via degli Dei, nonché sede di innumerevoli cooperative del biologico, abbiamo battuto il territorio alla ricerca di posti in cui fare la spesa.

Diciamo che un primo grosso aiuto ci è arrivato dagli amici modenesi: nonostante li abbiamo invitati a un pranzo mooolto frugale, servito su un lenzuolo al posto della tovaglia (chissà dov’è lo scatolone con le tovaglie..) e con posate del campeggio (chissà dov’è lo scatolone delle posate…), tra pezzi di mobili da montare e pochi tools per cucinare… loro ci hanno invece omaggiato del cestone di verdure che vedete sopra, proveniente direttamente dal loro orto.  I barattoli sono un sugo denso al basilico (buonerrimo!) di cui sto reclamando la ricetta. I peperoncini verdi dolci del cesto ho notato che si trovano molto da queste parti e sono buonissimi, sia in insalata crudi che sott’aceto. La ricetta è molto semplice e l’ha postata la stessa Serena a richiesta della sottoscritta (che però nel frattempo se ne è pappata una parte consistente quindi riuscirà a farne solo un vasettino).
Inutile dire che Mako e Kiki hanno grandemente apprezzato la cesta, trasformata al volo in nuova nuova cuccia ;)

Per ora abbiamo fatto un primo giro di acquisti approfittando del fatto che eravamo già in giro per lavoro & C. Ne siamo molto soddisfatti, fare la spesa bio da queste parti è davvero facile, una piacevole sorpresa!

Nell’ordine abbiamo acquistato da:

Lo spaccio di Alce Nero e Libera Terra (Alce Nero Mielizia SpA – Via Idice 299 – 40050 Monterenzio BO)
I prodotti di Alce Nero e Libera Terra li acquistavo già da tempo e per caso qui, in un paese vicino, ho trovato proprio lo spaccio aziendale, fornitissimo. Sui prodotti Mielizia, associati, sorvolo perché non vegan, però abbiamo fatto incetta di paste ai cereali, soprattutto al farro, farina, zuppe di legumi (con le cicerchie!) e prodotti vari che di solito ci costano un occhio e spesso sono anche difficili da trovare. Vale davvero la pena di andarci, se passate in zona approfittatene per una bella scorta visto che sono quasi tutti prodotti a lunga conservazione. Segnato e ci torneremo spesso! (Ce ne sono anche altri in Italia, trovate gli indirizzi sul loro sito)

COpAPS – Cooperativa per Attività Produttive e Sociali ( COpAPS Onlus – via Castello 59 Sasso Marconi, BO)
Non fatevi fuorviare dal sito, loro sono ben organizzati e la qualità è eccellente, tutto coltivato e certificato biologico ma potete anche farvi un giro tra le coltivazioni, che cominciano proprio dietro il chiosco di vendita diretta. Sono quel bio senza sovrastrutture e fronzoli inutili che piace a me. Fanno coltivazione di frutta, verdura e vivaio piante/fiori, con vendita diretta di tutto. Ho fatto una spesa che come prezzo ha dell’incredibile e i prodotti sono eccellenti.
Tanto per dire: 1 kg di pesche noci, 1 kg di peperoni, 100 gr di peperoncini dolci piccanti, 1 kg di pomodori cuore di bue, 1 melone profumatissimo, 1 kg di uva bianca. Il tutto alla giusta maturazione con il sapore giusto.  Totale 9,60 euro!  Mi vedranno tutte le settimane, inoltre hanno un ristorante bio che proverò :D

Cooperativa Dulcamara – (Dulcamara bio agriturismo – via Tolara di Sopra 78, 30064 Ozzano dell’Emilia BO) Carino il posto, sulle colline appena fuori Bologna, con le cinquecentomila attività e possibilità che potete leggere direttamente dal loro sito. Nello spaccio ci sono frutta e verdura bio fresca che parecchi prodotti in canapa, dai vestiti alle tisane. Prezzi altini, al livello di Milano centro, ma giustificati dal fatto che mantenere strutture del genere non è facile, anzi. Organizzano anche dei GAS per l’acquisto di frutta e verdura bio che mi è parso di capire siano più convenienti e hanno un ristorante vegetariano. Organizzano anche tanti corsi di autoproduzione ma i prezzi mi sono sembrati altini (40 euro per 3 ore a costruire la ciotola d’argilla e 150 euro per due lezioni sull’autocostruzione di pannelli solari pranzi e pernottamenti esclusi… sa un po’ di cittadini in cerca di emozioni ;)   ). Però, ripeto, mantenere queste strutture e organizzare così tanti eventi non è mai facile. Probabilmente farò un salto al ristorante veg prima o poi e vi dirò.

Passando in zona San Giovanni in Persiceto ci siamo fermati da uno dei tanti agricoltori lungo la statale appena fuori e ho comprato anche lì dell’ottima frutta e verdura, più un inizio di scorta di patate per l’inverno ma… sigh.. ero di corsa e non ho segnato né nome né posto! Anche lì comunque spesa convenientissima: 1 kg di pesche, 1 kg di pomodori ciliegini, 1/2 cassetta di insalata lollo, 7 kg di patate, 2 angurie per 14 euro! Se solo penso che fino a pochi giorni fa pagavo 500 gr di ciliegini sui 3 euro!!!

Inoltre ho trovato un cuoco che è un sant’uomo e che in una trattoria qui vicino mi fa apposta le crescentine (gnocco fritto o torta fritta che dir si voglia, qui si chiamano crescentine, con un casino linguistico unico visto che poco distante si chiamano così le tigelle) friggendole nell’olio invece che nello strutto.

Ma questo indirizzo lo rivelo solo a chi mi viene a trovare, tié :D

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08/2009

… UPDATES POST-TRASLOCO

Quella sopra è la prima foto del primo pezzo di terreno a cui riesco ad accedere. Il resto è così invaso dalla vegetazione spontanea che non riesco ad arrivarci in infradito. Appena ritrovo gli stivali da orto, mi addentro e faccio altre foto. Per ora… penso a come metterci le mani!

Ringrazio per tutte le mail tra il preoccupato e il divertito che mi chiedevano dove diavolo fossi finita, com’era andato il trasloco, come stavano i mici. Devo dire che “come stanno i mici” è una domanda più frequente di come sto io! Ingrati! Come se il blog lo scrivesse Mako!

Allora: adesso stiamo tutti benone. Il trasloco è stato ridicolo e vagamente traumatico.

La domenica sono saltata in piedi alle 6.00 e l’abbiamo passata a finire di svuotare e smontare mobili, terminando all’ 1.00 di notte. I mici hanno seguito tutta la faccenda con entusiasmo e interesse, soprattutto per gli scatoloni. Si procedeva infatti così: monta uno scatolone, prendi la roba da metterci dentro, tira fuori il micio dallo scatolone, mettici la roba, prendi lo scotch, ritira fuori il micio dallo scatolone, chiudi lo scatolone, togli il micio dalla pila di scatoloni, metti lo scatolone sulla pila. E via da capo. Loro si sono divertiti un casino, noi solo all’inizio. Verso sera volevo chiuderli in uno scatolone e lasciarceli dopo che hanno cercato di ingoiare nell’ordine: le mie graffette, una cinturina di vernice, tre cordini di misterica provenienza, le gomme da disegno e vari pallini di polistirolo.

Alle 2.00, sfiniti, ci siamo coricati con l’idea di svegliarci alle 6.00 visto che alle 7.00 arrivava il camion. Ma siamo stati troppo ottimisti.

Dalle 2.00 alle 4.00 abbiamo lottato con le stramaledettissime zanzare della Lomellina che avevano fatto un summit lì nel nostro letto approfittando del fatto che per il trasloco avevamo lasciato porte e finestre aperte… risultato: un’afa e un caldo pazzeschi e due ore di morsi e punture. Dopo due ore però erano finiti tutti i millimetri di pelle su cui pungerci e se ne sono andate.
Ora si dorme? ma no, ovvio!

Alle 4.30 siamo stati svegliati di colpo dai mici: la Kiki soffiava e Mako piangeva disperato. La mia metà è corsa a vedere cosa succedeva: il gatto di una vicina proprio quella mattina aveva deciso di venire sulla nostra terrazza a grattare la persiana e far impazzire i gatti residenti.

Alle 5.00, rimandato a casa sua l’intruso e svegliato mezzo vicinato, ero pronta per uccidere qualcuno ma ho deciso invece di dormire almeno un’ora.

Alle 7.30 è arrivato il camion e devo dire che qui ci è capitata la fortuna di trovare due persone stupende che hanno fatto un lavoro perfetto per una cifra davvero conveniente (contrariamente ai miei incubi e pronostici di perdita di tutte le nostre cose) e alle 9.20 avevamo finito di caricare tutto. Durante queste operazioni, visto che abbiamo spalancato tutte le porte di casa, i mici sono rimasti nella loro portantina a osservare lo spettacolo.

A questo punto ci siamo sparati le nostre tre ore e mezza di strada che sono diventate quasi sei… da incubo, visto che a Parma abbiamo beccato una coda per incidente e abbiamo rischiato la liquefazione in auto. Abbiamo dovuto spegnere l’aria condizionata perché rischiavamo di restare senza benzina. I mici sono stati bravissimi ma rantolavano. Ho messo in campo tutti i rimedi anti-caldo per gatti che ho raccolto in vista del viaggio:

- posizionamento della portantina a livello finestrino, per ricevere più aria (ma non c’era)
- frizioni con la pezzuolina umida
- bottiglietta da mezzo litro fredda passata sulla testa e orecchie (i loro punti critici per il caldo)
- acqua fresca da bere
I due pelosissimi però si sono terrorizzati per il caldo, non volevano bere. Allora sono ricorsa al rimedio estremo, ho tirato fuori dalla borsa frigo i cosi per il ghiaccio (come si chiamano? gli affari blu che si mettono nelle borse frigo…) e li ho infilati nella portantina verso le pareti laterali. La Kiki ignorandone la natura si è seduta su uno e … scusate sto ancora ridendo!!! Dovevate vedere la faccia della Kiki seduta sul ghiacciolo! :D Comunque hanno capito al volo l’uso e si sono sdraiati abbracciati ai ghiaccioli della borsa frigo. All’arrivo erano umidicci ma sani e salvi!

Dopo lo scaricamento del camion e la preparazione di una stanza pulita e pappa e acqua e coccole per Mako e Kiki, abbiamo preso la nostra valigia e ci siamo avviati verso l’hotel di charme che ci attendeva, quello offerto dall’agenzia immobiliare perché per una incomprensione non ci hanno allacciato luce e gas. Palazzo Loup si è rivelato splendido, abbiamo avuto una camera molto accogliente dove ci siamo doverosamente rilassati, lavati e rimessi in sesto. La struttura è veramente bella e l’atmosfera molto rilassante, inoltre ho notato positivamente che utilizzano un sistema ecologico per il lavaggio della biancheria, così ho eliminato un pochino dei sensi di colpa per la permanenza. D’altra parte non potevo chiedere che mi costruissero apposta un resort bio-vegan in mezzo ai monti per aver dimenticato di allacciarmi il gas e la luce, già il fatto che questa agenzia immobiliare abbia riparato signorilmente alla mancanza l’ho trovato davvero positivo, infatti se e quando ci metteremo in cerca di altre soluzioni in zona, andremo sicuramente da loro! (Hanno aperto anche un’agenzia a Bologna: sono veramente affidabili e seri, li consiglio!)

I seguenti giorni fino a oggi li abbiamo passati a montare mobili, lavorare, disfare scatoloni, esplorare i dintorni in cerca di fornitori di frutta e verdura bio (qui ho grandissime novità che vi racconterò presto), goderci la totale assenza di mosche e zanzare e moscerini, goderci l’arietta fresca e il sole caldo e bere tisane guardando il tramonto sull’appennino dal nostro terrazzo. Siamo molto molto stanchi ma molto molto felici, anche i mici.

Domani arrivano i nostri primi ospiti, Fabio e Serena, che casualmente sono stati anche i primi ospiti nella ex casa e hanno ‘portato bene’… tra loro e il folletto della casa regalatoci da Barbara, Alain e Anita (con la sprintosissima Grandma Teresa!), speriamo che le cose continuino alla grande ;)

Ah, intanto che scrivevo questo post, mi sono arrivate delle mail per le quali ho dovuto fare una rettifica al post precedente, dategli un’occhiata passando :)

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