HONEST SCRAP e nomination

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09/2009

HONEST SCRAP e nomination

Con ritardo abissale e cospargendomi il capo di cenere rispondo alla nomina per l’honest scrap di Lory. Il gioco consiste nell’indicare onestamente 10 cose che mi riguardano e che probabilmente chi legge il blog non sa, infine indicare altri 10 martiri che dovranno sottoporsi al medesimo gioco per non risultare dei vecchi barbagianni poco 2.0

Dunque, un po’ di gossip sulla mia vita privata, per quanto ve ne possa fregare. Ma è il gioco. Quindi, se pensate che erbaviola sia una tipa con i dreadlocks che vive con la zappa in mano, “sapevatelo”:

1. Mi alzo prima di chiunque sia in casa. Se siete in casa con me e vi alzate alle 6, io mi alzo alle 5.30. Se vi alzate alle 8, io alle 7.30.

2. Mi alzo prima di tutti perché appena sveglia milito nelle Erinni.

3. Mi faccio una tazza di caffé americano e orzo, me la porto a letto e leggo per mezz’ora sorseggiando caffé e ricevendo coccole gattose. Questo anche se devo uscire alle 4.00 del mattino, alle 3.30 starò sorseggiando caffé e orzo mentre leggo. E’ l’unico rito che mi permette di entrare in società senza mordere e ringhiare (beh, insomma… limitandolo).

4. Potete capire dai punti 1, 2 e 3 quanto sia divertente fare colazione con me in albergo, soprattutto se non c’è servizio in camera e la sala ristorante è dall’altra parte del cortile in un giorno di pioggia.

5. Nonostante questo, la mia metà è riuscito a sopravvivere a una convivenza di più di 6 anni. Si fa svegliare da me. In genere comincio a chiamarlo dolcemente quando finisco il caffé (ma nemmeno mi sente), continuo mentre sono in bagno a voce più sostenuta, lo minaccio mentre mi vesto, passo agli acuti mentre rassetto in giro, poi viro sulle trombe, le bombe d’acqua, i tric trac e mentre mi allaccio le scarpe passo alle molotov. A volte si sveglia.

6. Leggo sei giornali al giorno: Il Corriere, La Repubblica, Il Sole 24 ore, La Stampa, Il Resto del Carlino e Il Fatto Quotiano. Se ho tempo e ironia leggo anche il Manifesto, l’Unità, Libero e Il Giornale.

7. Non ritengo opportuno spegnere del tutto la televisione, ma dal 27 luglio 2009 non guardo i telegiornali, nessuno. La data è casuale.

8. Guardo solo alcuni programmi e concerti tramite Sky e altri direttamente via satellite. Qualche raro programma interessante sulla rai lo guardo in streaming. Non ho nessuna intenzione di piegarmi al digitale terrestre.

9. Mentre guardo la televisione, lavoro a maglia, rassetto, gioco con i gatti, faccio del bricolage o cucino. Sono candidata al Ritalin.

10. Mentre lavoro per campare ascolto la radio, di preferenza Absolute Smooth Jazz e PRI (Public Radio International)

I 10 fortunelli che ho scelto per l’honest scrap:

1. Sara di Crudismo.com (ex missvanilla.eu) perché così vi segnate il nuovo indirizzo del sito e dei feed

2. Barbara di 2 Europeans & a Baby perché sembrano una normale famigliola ma sono molto speciali

3. Consy di Di tutto di più perché finalmente è tornata, festeggiamo!

4. Yari di Cucchiaiodilegno perché ha sempre qualcosa di interessante da raccontare

5. Kia di Eco, equo e vegan perché ci crede veramente

6. Anna di Antaress perché è rimasta tra le poche che non si prendono sempre e troppo sul serio

7. La fatina Celidonia di Fairydoor perché voglio gossip sulle fatine, Emily e …tutti!

8. Azabel di KitchenBloodyKitchen perché penso che sia uno dei più bei blog di cucina vegan, e saranno 2-3 in tutto quelli che considero veramente belli

9. Isabelle di Cotto al vapore perché deve distrarsi un po’ (ma se sei presa con il master, rimanda ! :)

10. Equipaje di Filidipaglia …perché quando iniziate a fare così tanti discorsi seri, bisogna che qualcuno vi aggiunga un po’ di frivolo :)

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09/2009

SONO TUTTA PERVASA DALLA CARICA DI INNOVAZIONE DI QUESTO PAESE

Ieri sera, complice una pioggia torrenziale ci siamo ritrovati al Festival delle Arti di Bologna. Mi è piaciuto tutto, sono entusiasta. Sono caduta in adorazione estatica dei nuovi talenti, soprattutto per i testi delle canzoni che anche se non raggiungevano il più fine Conte, comunque a Dalla ci arrivavano. Gli artisti erano tutti fantastici, i cantanti estremamente innovativi, i gruppi hip hop originali e dissacratori e non parliamo dei musical in concorso, da far impallidire Broadway e Amici di Maria de Filippi.

L’organizzazione era degna di un teatro svizzero: tutto funzionava a meraviglia, in particolare i tecnici del suono che sono riusciti nella difficile impresa di rendere ancora più insopportabile Caligola 2000 di Camus e ammazzare contemporaneamente l’unico attore che c’era lì dentro. Tra le cose che hanno funzionato a meraviglia è giusto anche segnalare la lungimirante idea di riservare il 70% dei posti a personalità varie, scacciare i malcapitati che osassero sedervisi e fargli poi sorbire un pippone dal mattatore Andrea Mingardi sui posti che erano liberi, venite qui, occupateli, non si può cominciare le riprese con i posti vuoti, sedetevi, dove sono le persone che vanno in quei posti? (e che ne so, ora te li vado a chiamare a casa). Giustamente, però, perché il pubblico è servo dello spettacolo, chi non lo sa è un vecchio barbagianni.

Andrea Mingardi è un mattacchione, ha scherzato tutto il tempo sul fatto che non vende i suoi dischi di canzonette e chiosato con la regina dei casting in platea, elencato venti volte il suo curriculum e una decina il fatto che l’ha chiamato al telefono Vanessa Redgrave (che poi sarebbe la moglie del suo amico Franco Nero). Insomma… dategli un lavoro a questo ragazzino! Bisogna farli crescere i giovani, era il mantra della serata.
Infatti sono andata letteralmente in sollucchero per la carica innovativa e rivoluzionaria durante l’intervento dell’on. Bersani che nei suoi modi da amicone emiliano ha detto due cose simpatiche sul futuro, sui giovani (o su un argomento così) e ha buttato lì la notizia-bomba: stanno parlando per organizzare dei congressi tra di loro! Sono rimasta senza fiato! L’argomento dei congressi non lo so, ipotizzo sull’aggiunta di un colore al simbolo o su una mozione contro la disoccupazione nel Burkina Faso. Però sentirmi nel pieno fervore di tante energie positive mi ha quasi stordita, continuavo a sorridere, ero proprio molto positiva sul futuro dei giovani (soprattutto quelli dei musical) e su quello di questo Paese in generale.

Ho avuto l’estasi catartica e la sindrome di Stendhal insieme quando ho visto il quadro premiato per la sezione arti figurative. Era un divano viola in una stanza nera. O una cassa da morto alle pompe funebri. O le prove colore su un palazzo dello Zen. Comunque molto commovente, d’impatto e anche un po’ dissacratorio. Purtroppo il quadro sopra che piaceva molto alla mia vicina di poltrona non ha vinto. Peccato, secondo me solo perché gli asparagi non sono di stagione e qui va di più il crescione.

Gli ospiti erano tutti esempi della giovinezza scalpitante di questo Paese: si andava dal grande Franco Nero (68) agli spassosissimi Gemelli Ruggeri (54 e 57), Iskra Menarini (63) e solo un poppante, Paolo Belli (47).
Tutto bellissimo. Bellissimo. Bellissimo. Molto giovane, mi sono sentita vecchia io.

L’unica cosa fuori posto è stato il discorso del buon Moni Ovadia (63) sul fatto che bisogna lasciare spazio ai giovani, che quelli come lui devono essere radici, ma radici produttive, non radici sterili e che gli art director italiani dovrebbero avere 27, 35 anni al massimo, come nel resto del mondo. Secondo me gli è sfuggito lo spirito innovativo e rivoluzionario della serata. Noi milanesi siamo freddi, delle volte queste vibrazioni facciamo fatica a percepirle.

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17
09/2009

METTI UNA SERA DI PIOGGIA E 5 KG DI PEPERONI…

… va a finire che salta fuori qualche barattolo di conserva per l’inverno :D
Ieri sera, complice la pioggia e la mia metà con impegni lavorativi, ho affrontato i 5 kg di peperoni da agricoltura biologica che mi sono portata a casa un paio di giorni fa.

In realtà volevo anche provare se con la cucina più piccola (circa 1/4 della grande cucina di campagna che avevo prima, forse esagerata!) riuscivo lo stesso a fare grandi lavori, visto che per fare le conserve oltre che una buona dose di pazienza e tempo, serve anche un discreto spazio. Sapete cosa vi dico? E’ persino meglio! Prima trasportando cose da una parte all’altra era inevitabile sgocciolare ovunque per esempio, mentre adesso avendo tutto vicino la questione pulizia finale si riduce a poco.

Alla fine ci ho messo solo 3 ore, inframezzate da una pausa cena con tortellini mentre cuocevano i peperoni ;) Insomma… la televisione da noi è quasi un soprammobile!

Orbene, le conserve sopra sono in pari misura peperoni saporiti sott’olio e peperoni sottaceto. Farli è una sciocchezza, il guadagno è enorme vista la qualità dei prodotti finali e anche il risparmio economico, perché no.

Dunque, ho preso questa cassa qui di peperoni, 5 kg in tutto che ho poi diviso in 3 kg per i sottolio e 2 kg per i sottaceto

Ho messo a bagno i peperoni con acqua e bicarbonato. Questi peperoni, arrivando da una cooperativa che fa agricoltura bio e non dal banco del supermercato, erano anche piuttosto sporchi di terra, quindi ho dovuto spazzolarli in acqua ben bene e fare un secondo giro di sciacquo. Intanto ho messo a sterilizzare i vasetti in una pentola d’acqua con uno straccio per non farli sbattere (pezzo di un vecchio lenzuolo riutilizzabile moltissime volte)

Incoperchiato e fatto sterilizzare 30 minuti con l’acqua tenuta a bollore e incoperchiati per mantenere costante la temperatura. Ripetuto l’operazione tre volte perché non avevo una pentola sufficientemente grande per tutti i vasetti (beh… sarebbe stata decisamente troppo grande!)

Intanto che si sterilizzavano i vasetti, ho sciacquato i peperoni, tagliati prima a metà eliminando semi, filamenti bianchi e picciolo, e tagliando poi la polpa a striscioline di circa 2 centimetri.

Man mano che i vasetti e relativi coperchi erano pronti, li mettevo ad asciugare su un canovaccio pulito a testa in giù. Utilizzo il meno possibile vasetti riciclati perché di solito i tappi non sono riciclabili, ma questa volta ne avevo un paio in ottimo stato e li ho riciclati… se non altro per ridarli alla proprietaria… pieni! In linea di massima preferisco i barattoli Quattro Stagioni della Bormioli perchè sono molto resistenti e i tappi si possono cambiare man mano che si rovinano, senza ricomprare tutto il vasetto. Mi piacciono anche i vasoni a chiusura ermetica a pressione (quello grande nella prima foto), fanno un bell’effetto anche se impongono un consumo piuttosto veloce, una volta aperti.

Intanto ho finito di tagliare i peperoni e ho messo i primi 3 kg per i peperoni sottolio in una pentola con 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 2 lt di acqua, 3 foglie di alloro, 4 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 1 cucchiaino di sale.

Per i 2 kg di peperoni da mettere sott’aceto ho utilizzato 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 1 lt di acqua, 2 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 3 cucchiaini di sale, 3 foglie di alloro.

Finiti i 40 minuti di cottura (regolarsi in base alla durezza dei peperoni e a quanto li volete duri o molli), li ho scolati con una schiumarola deponendoli in uno scolapasta capiente, anch’esso sterilizzato (versandogli sopra una pentolata di acqua bollente in due riprese), poi ho invasato direttamente, con vasetti e peperoni ancora caldi.

Per i peperoni sott’olio ho invasato inserendo mezzo vasetto di peperoni, 2 fettine sottilissime di aglio, una spolverata di basilico essiccato (quello fresco secondo me copre troppo il sapore dei peperoni), un altro strato di peperoni e chiuso con spolverata di basilico e 1 piccolo peperoncino piccante secco. Ho infine inserito olio extravergine di oliva fino all’orlo, atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli. Non c’è molta aria da far uscire perché come si vede dalla foto pigio dentro i peperoni senza lasciare troppi spazi.

Per i peperoni sott’aceto ho invasato inserendoli senza nessuna aggiunta e riempiendo con aceto di vino bianco. Anche qui ho atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli.

Oggi darò un’ulteriore sterilizzata mettendoli a bagno in una pentola e lasciandoli bollire per una ventina di minuti.

That’s all folks! :D

Aggiunta: Nina mi fa notare che non ho messo la durata della conserva…che sbadatona :P Allora: si consumano dopo 1 mese, anche se quelle sottolio possono essere consumate subito… però il sapore è molto meglio dopo un mese. Chiuse durano 12 mesi. Una volta aperti i barattoli, vanno tenuti massimo un mese in frigo. Se non se ne consumano tanti, è meglio fare vasetti piccoli da aprire in successione, a seconda delle necessità.

Postato in fai da te & autoproduzione, Ricette 6. Conserve e marmellate, Vita da veg* | 30 Commenti

11
09/2009

MACERATO DI EQUISETO PER FERTILIZZARE IN MODO NATURALE

Scrivo poco perché ogni volta che mi ci metto, interviene qualcosa che mi porta altrove. L’altro giorno per esempio mi appresto a scrivere un post e mi messaggia Equipaje annunciandomi uno strano fenomeno in zona. Il tempo di infilarmi le braghe e andiamo a vedere lo strano fenomeno (Abbiamo trovato solo una montagnetta piena zeppa di ottuagenari che andavano a messa, zero formiche volanti. In compenso il panorama da quella collina che è la più alta dei dintorni, è strepitoso.)

Con settembre sono saltate fuori tante belle novità, in più è ripreso il lavoro a ritmi sostenuti e …appena finito di lavorare corriamo fuori come marmotte in primavera, per goderci l’ultimo mese d’estate, sole, passeggiate e raccolta di frutti. Così capita che mi ricordi di rispondere a una mail quando sono già in mezzo alla pineta, oppure risponda a una chiamata di lavoro con malcelata nonchalance, arrampicata su un rovo di more.

In mezzo a questo girovagare, si osserva, si fa scorta, si parla. E’ momento di raccogliere l’equiseto, che si trova un po’ ovunque, considerato una terribile infestante ma in realtà pianta utile e secondo me anche di aspetto simpatico, con questa apparenza da piccolo bambù pelosetto. Ne ho raccolto un bel po’, infilato nello zaino e portato a casa per farne un macerato per fertilizzare il nuovo orto-giardino.

La ricetta sotto arriva dal libro che ho pubblicato quest’anno, L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti, FAG (I diritti d’autore sono interamente devoluti a AgireOra per le campagne informative sui diritti degli animali).
Volevo fare l’annuncio del libro in pompa magna, anche per incentivare la raccolta fondi ma … è partito in pompa magna da solo! Le vendite stanno andando molto bene, mi hanno scritto tante belle persone (sto rispondendo a tutti!) e una domanda frequente è stata l’aspetto dell’equiseto… chi l’ha mai visto? :)
Del libro ne parlerò più approfonditamente in seguito, per ora l’urgenza era farvi vedere l’equiseto…
impossibile che non l’abbiate mai visto, è ovunque! Così eccovi le foto sopra, come promesso, e anche la ricetta per chi ancora non conosce quest’erba spontanea dalle tante virtù. Ora guardatevi bene attorno, lo troverete anche tra le erbe spontanee del giardinetto in condominio ;)

Macerato di equiseto (Equisetum arvense)
L’equiseto è una pianta perenne che vive negli ambienti umidi e freschi, solitamente in vicinanza di stagni, sorgenti, fossati. Si trova facilmente anche lungo i bordi delle strade, in presenza di fossati e canali, perché è una pianta considerata infestante, presente in tutto il mondo. Dal un punto di vista botanico è una specie vegetale primitiva, se ne sono trovati fossili risalenti al Carbonifero.
Il componente principale di questo preparato è la pianta intera di Equisetum arvense, il tipo di equiseto presente in Europa. Si utilizza perché ricca di silice e minerali se raccolta in estate al culmine dello sviluppo vegetativo.
Si può raccogliere gratis in campagna, anche nelle periferie e coltivare in vaso sul balcone, oppure raccoglierla in giro ogni anno. Averne un vaso sul balcone può essere però più utile, visto che l’equiseto ha anche molti impieghi erboristici.
Per preparare il macerato si utilizza tutta la pianta con fusto che si fa seccare all’ombra. Dopo essere state essiccate, le piante possono essere conservate in sacchetti aerati in attesa di essere impiegate per la produzione del macerato durante tutto l’anno. In alternativa, il macerato si produce come da ricetta sopra del macerato di erbe e si utilizza man mano nell’anno, mantenendolo in una tanica da 40 litri.
Il filtrato potrà essere usato per irrorazioni su terreno o vegetazione (100 l/ha al 5-10% di concentrazione) durante tutto l’anno ad eccezione del periodo invernale.
Ha azione preventiva contro lo sviluppo di funghi data l’elevata concentrazione di silice, aiuta lo sviluppo della frutta e irrorato sulle foglie rinforza le piante. L’azione preventiva e coadiuvante per la difese delle piante dalle malattie fungine è dovuta all’elevata presenza sia di silice che di sali solforici.
Viene usato inoltre, soprattutto tra la primavera e l’estate, nella lotta preventiva contro qualsiasi fungo che possa colpire le piante ed è utile anche per arginare l’insediamento di afidi, cocciniglia e ragnetto rosso.
Quando utilizzato per la nebulizzazione sulle foglie, va diluito maggiormente e applicato esclusivamente dopo il tramonto perché il rischio di bruciature con la luce del sole è alto.

L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti, FAG, 2009 ; cap. 6.3 Macerati Vegetali, pag. 81-82

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Ricetta per 40 lt di macerato di equiseto:
Raccogliere 1 kg di equiseto fresco, preferendo le piante più giovani e i germogli.

Immergerle in un secchio con 10 l di acqua, coprire con un coperchio. Le piante possono essere immerse intere oppure spezzettate, secondo la dimensione del vostro secchio. Se le immergete intere, togliete la radice.
Rimescolare di tanto in tanto e dopo circa 7 giorni (anche meno se la temperatura è alta) le erbe introdotte si macerano, fermentando leggermente. A questo punto il macerato è pronto: le foglie risultano sciolte, si intravedono appena le nervature e il colore è ancora verde.
Si filtra e si diluisce con altra acqua ferma fino a 40 volte ovvero 1 litro di macerato si diluisce in 40 litri di acqua. Per utilizzarlo, si dinamizza, ovvero si rimescola per una decina di minuti. Va usato per irrigare il piede della pianta. Per l’uso a spruzzo invece, è meglio diluirlo ulteriormente.

L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti, FAG, 2009 ; cap. 6.3 Macerati e prodotti naturali pag. 81

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