Autoproduzione, Vita da veg

METTI UNA SERA DI PIOGGIA E 5 KG DI PEPERONI…

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… va a finire che salta fuori qualche barattolo di conserva per l’inverno 😀
Ieri sera, complice la pioggia e la mia metà con impegni lavorativi, ho affrontato i 5 kg di peperoni da agricoltura biologica che mi sono portata a casa un paio di giorni fa.

In realtà volevo anche provare se con la cucina più piccola (circa 1/4 della grande cucina di campagna che avevo prima, forse esagerata!) riuscivo lo stesso a fare grandi lavori, visto che per fare le conserve oltre che una buona dose di pazienza e tempo, serve anche un discreto spazio. Sapete cosa vi dico? E’ persino meglio! Prima trasportando cose da una parte all’altra era inevitabile sgocciolare ovunque per esempio, mentre adesso avendo tutto vicino la questione pulizia finale si riduce a poco.

Alla fine ci ho messo solo 3 ore, inframezzate da una pausa cena con tortellini mentre cuocevano i peperoni 😉 Insomma… la televisione da noi è quasi un soprammobile!

Orbene, le conserve sopra sono in pari misura peperoni saporiti sott’olio e peperoni sottaceto. Farli è una sciocchezza, il guadagno è enorme vista la qualità dei prodotti finali e anche il risparmio economico, perché no.

Dunque, ho preso questa cassa qui di peperoni, 5 kg in tutto che ho poi diviso in 3 kg per i sottolio e 2 kg per i sottaceto

Ho messo a bagno i peperoni con acqua e bicarbonato. Questi peperoni, arrivando da una cooperativa che fa agricoltura bio e non dal banco del supermercato, erano anche piuttosto sporchi di terra, quindi ho dovuto spazzolarli in acqua ben bene e fare un secondo giro di sciacquo. Intanto ho messo a sterilizzare i vasetti in una pentola d’acqua con uno straccio per non farli sbattere (pezzo di un vecchio lenzuolo riutilizzabile moltissime volte)

Incoperchiato e fatto sterilizzare 30 minuti con l’acqua tenuta a bollore e incoperchiati per mantenere costante la temperatura. Ripetuto l’operazione tre volte perché non avevo una pentola sufficientemente grande per tutti i vasetti (beh… sarebbe stata decisamente troppo grande!)

Intanto che si sterilizzavano i vasetti, ho sciacquato i peperoni, tagliati prima a metà eliminando semi, filamenti bianchi e picciolo, e tagliando poi la polpa a striscioline di circa 2 centimetri.

Man mano che i vasetti e relativi coperchi erano pronti, li mettevo ad asciugare su un canovaccio pulito a testa in giù. Utilizzo il meno possibile vasetti riciclati perché di solito i tappi non sono riciclabili, ma questa volta ne avevo un paio in ottimo stato e li ho riciclati… se non altro per ridarli alla proprietaria… pieni! In linea di massima preferisco i barattoli Quattro Stagioni della Bormioli perchè sono molto resistenti e i tappi si possono cambiare man mano che si rovinano, senza ricomprare tutto il vasetto. Mi piacciono anche i vasoni a chiusura ermetica a pressione (quello grande nella prima foto), fanno un bell’effetto anche se impongono un consumo piuttosto veloce, una volta aperti.

Intanto ho finito di tagliare i peperoni e ho messo i primi 3 kg per i peperoni sottolio in una pentola con 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 2 lt di acqua, 3 foglie di alloro, 4 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 1 cucchiaino di sale.

Per i 2 kg di peperoni da mettere sott’aceto ho utilizzato 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 1 lt di acqua, 2 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 3 cucchiaini di sale, 3 foglie di alloro.

Finiti i 40 minuti di cottura (regolarsi in base alla durezza dei peperoni e a quanto li volete duri o molli), li ho scolati con una schiumarola deponendoli in uno scolapasta capiente, anch’esso sterilizzato (versandogli sopra una pentolata di acqua bollente in due riprese), poi ho invasato direttamente, con vasetti e peperoni ancora caldi.

Per i peperoni sott’olio ho invasato inserendo mezzo vasetto di peperoni, 2 fettine sottilissime di aglio, una spolverata di basilico essiccato (quello fresco secondo me copre troppo il sapore dei peperoni), un altro strato di peperoni e chiuso con spolverata di basilico e 1 piccolo peperoncino piccante secco. Ho infine inserito olio extravergine di oliva fino all’orlo, atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli. Non c’è molta aria da far uscire perché come si vede dalla foto pigio dentro i peperoni senza lasciare troppi spazi.

Per i peperoni sott’aceto ho invasato inserendoli senza nessuna aggiunta e riempiendo con aceto di vino bianco. Anche qui ho atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli.

Oggi darò un’ulteriore sterilizzata mettendoli a bagno in una pentola e lasciandoli bollire per una ventina di minuti.

That’s all folks! 😀

Aggiunta: Nina mi fa notare che non ho messo la durata della conserva…che sbadatona 😛 Allora: si consumano dopo 1 mese, anche se quelle sottolio possono essere consumate subito… però il sapore è molto meglio dopo un mese. Chiuse durano 12 mesi. Una volta aperti i barattoli, vanno tenuti massimo un mese in frigo. Se non se ne consumano tanti, è meglio fare vasetti piccoli da aprire in successione, a seconda delle necessità.

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31 Comments

  • Reply Serena settembre 17, 2009 at 10:16 am

    Bravissima! Sono meravigliosi quei vasetti!! Son sicura che anche il contenuto sarà ottimo! 😉

  • Reply Erbaviola settembre 17, 2009 at 10:21 am

    Grazie! 🙂 Se è ottimo me lo dirai… non è che per caso ne riconosci un paio? 😉

  • Reply Consy settembre 17, 2009 at 11:10 am

    40 minuti di cottura? Urka!
    Avevo una ricetta simile ma mi pareva che la cottura fosse meno lunga.
    Comunque m’hai fatto venire una voglia… se non fosse che per una qualche forma virulenta non riesco momentaneamente a digerire nemmeno un bicchiere d’acqua, li farei!
    Groan 🙁

  • Reply Giulia settembre 17, 2009 at 12:15 pm

    Urka Erbaviola, questo post arriva proprio a fagiolo!!! Non ho 5kg di peperoni ma un chiletto sì, e stavo giusto pensando di fare le prime conserve della mia vita (senza assistenza) ^_^
    Che dici, se seguo tutti i passi che hai descritto ce la farò? Pensavo sott’olio. Non mi verrà il botulino e tutte quelle cose terribili che dicono per sconsigliare dalle conserve casalinghe??
    Help! Grazie e chissà che buoni!!! 🙂

  • Reply Erbaviola settembre 17, 2009 at 12:51 pm

    @Consy: yep! 40 minuti perché erano di tipo un po’ duretto e a me piacciono belli morbidi… poi ognuno si regola da sé 🙂 La ricetta è proprio il classico dei classici. Un abbraccione per la tua salute… riposo e fermenti lattici! Vedrai che passa presto!!!

    @Giulia: secondo me sono tra le conserve più semplici! Di sicuro sono più semplici di marmellate e gelatine 🙂 Se sterilizzi bene i barattoli con la bollitura e per sicurezza li ri-sterilizzi una volta invasati, puoi dimenticarti gli incubi di botulino 😉 Comunque, se guardi gli archivi dei giornali, i casi di botulino riguardano esclusivamente conserve industriali!

  • Reply Nina settembre 17, 2009 at 12:57 pm

    Ciao Erbissima!!! sei tornata ai fornelli!!! Complimenti anche per il libro, me lo sono già ordinata!!!
    Domandona sui peperoni visto che ne ho parecchi dall’orto, gli ultimi di stagione: quanto durano queste conserve? Bisogna aspettare dei giorni prima di consumarle? Grazie!

  • Reply Antaress settembre 17, 2009 at 1:00 pm

    Trucco: la sterilizzazione pre-bollitura la puoi fare più facilmente e velocemente col microonde, se ce l’hai.
    🙂

  • Reply Erbaviola settembre 17, 2009 at 1:02 pm

    @Nina: Grazie carissima, grazie! Ho provveduto a fare l’aggiunta alla ricetta! Mi ero dimenticata di mettere queste informazioni. Comunque: si consumano dopo 1 mese, anche se quelle sottolio possono essere consumate subito… però il sapore è molto meglio dopo un mese. Chiuse durano 12 mesi. Una volta aperti i barattoli, vanno tenuti massimo un mese in frigo. Se non se ne consumano tanti, è meglio fare vasetti piccoli da aprire in successione, a seconda delle necessità.

  • Reply Erbaviola settembre 17, 2009 at 1:32 pm

    @Antaress: ma io non uso assolutamente il microonde! Addirittura qui ce n’era uno nuovo super gigante, in omaggio con la cucina e l’ho archiviato al volo in cantina.
    Non lo uso principalmente per i danni derivanti dalle microonde sul corpo umano in prossimità di forni in funzione, visto che non esiste un forno domestico realmente schermato:
    http://www.laleva.cc/ambiente/microonde.html
    in secondo luogo per i danni derivanti dal cibo cotto con le microonde:
    http://www.disinformazione.it/forno_microonde.htm (l’articolo è di Nicholas Bawtree, che conosco personalmente, giornalista serissimo che lavora per AAM Terranuova)

    …ehm…rispondo alla domanda conseguente… va nella differenziata per gli elettrodomestici. A Pavia esiste un comodo servizio gratuito di raccolta a domicilio che si attiva chiamando il numero verde 800.189600 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 19.00 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30. Sarà così possibile concordare con gli addetti il giorno e l’ora del ritiro dei rifiuti ingombranti e vecchi elettrodomestici direttamente a casa tua, gratis.

  • Reply Antaress settembre 17, 2009 at 3:03 pm

    http://it.wikipedia.org/wiki/Forno_a_microonde#Controversie

    http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2004/Ucau040313d002/?searchterm=microonde

    http://www.benessere.com/alimentazione/scuola/microonde_pericoloso.htm

    Solo per citarne alcuni. Fino a che la proporzione tra chi afferma che il microonde è pericoloso e chi dice di no sarà di 1/tantissimi, continuerò ad usarlo 😉

  • Reply Erbaviola settembre 17, 2009 at 3:14 pm

    In questo mondo, in questi anni, il criterio di maggioranza è piuttosto opinabile. La maggioranza è prodotta dalle multinazionali, da chi produce, da chi vende. Per ovvie ragioni, chi dissente ha numeri inferiori o, quantomento, ha spazi inferiori per divulgare.
    Se dovessimo basarci sul criterio di maggioranza, per esempio, dovremmo coerentemente accettare anche che la carne fa molto bene (gli studi contrari sono inferiori), che il formaggino Mio fornisce calcio alle ossa di Giulia (la nutrizionista degli spot appare più volte di chiunque altro con opinione contraria), che lavarsi la filimberta con prodotti a base di petrolati fa bene al suo PH (non si contano le informazioni sui detergenti intimi, praticamente tutti a base di composti addirittura tossici oltre che cancerogeni) e non ultimo, per maggioranza, ti ricordo che coerentemente va considerato magnifico e sublime l’attuale governo, scelto appunto dalla maggioranza degli italiani, che fa maggiore informazione e ha maggior spazio di espressione (tutte le tv e la maggioranza dei giornali).
    Quindi, maggioranza? 🙂

  • Reply nadir settembre 17, 2009 at 4:06 pm

    … ma un modo per fare le conserve senza l’ausilio dell’aceto non c’è? Sai com’è a me non piace tanto l’aceto di vino 🙁
    Però son belle colorate 😉

  • Reply Antaress settembre 17, 2009 at 4:09 pm

    Sorvoliamo sull’aspetto politico, che se vomito sulla tastiera poi non riesco a scrivere. In ambito scientifico – non pubblicitario (vedi Mio), non del “buon senso comune” (vedi alimentazione veg)- il criterio della maggioranza è ancora quello determinante: se molti studi sostengono X, e uno solo Y, io propendo ancora per fidarmi di X, se non altro perchè la percentuale degli studi finanziati dalle multinazionali può essere alta, ma non è del 100%.
    E, a proposito di attendibilità, quello studio svizzero che sta alla base della tesi sui “pericoli” del microonde – e senza stare a valutare altri aspetti – si basa sull’osservazione di OTTO persone. OTTO. Non mi basta, per abbandonare un elettrodomestico che trovo utile e pratico…quantomeno finchè continuerò ad usare regolarmente un cellulare, per dire, sulla dannosità del quale ci sono ben più evidenze -___-

  • Reply Antaress settembre 17, 2009 at 4:09 pm

    PS: la filimberta…ahahhaa…

  • Reply Erbaviola settembre 17, 2009 at 5:00 pm

    @nadir: ho sentito – quindi prendila con le pinze – acqua+umeboshi ma non l’ho mai provato. Nella conserva sottolio non si sente il sapore dell’aceto comunque 😉 Io ne uso uno a bassa acidità se può interessarti… penso comunque che si possa sostituire con aceto di mele senza grandi cambiamenti.

    @Antaress: non proprio.
    Il formaggino Mio è una pubblicità ma erogata in una forma che si chiama Scientific Query, che è stata vietata in parecchi paesi più civili del nostro. La Scientific Query si basa proprio sulla simulazione dell’intervista all’esperto, di solito un finto medico e la pubblicità italiana ne è piena, dai dentifrici, ai lava-filimberta, ai formaggini. Ho citato non a caso il formaggino Mio perché si sente dalle angeliche labbra della nutrizionista/pediatra/quelchelé che fa bene alla salute dei bambini e per quanto ti paia strano, se fai un giro sui forum trovi delle mamme in grado di usare un pc ma non di accendersi il cervello, che difendono il formaggino Mio citando la nutrizionista Nestlé. Quella della pubblicità. (Per la cronaca, tale prodotto è ufficialmente composto da: Formaggio – quale? boh-, acqua, siero di latte concentrato – quindi con conservanti -, crema di latte – che come si sa producono direttamente le mucche, insieme alla saint honoré e al kinder bueno -, proteine del latte – quali? mah-, sali di fusione citrati di sodio e citrati di potassio – tipo il cloruro di ammonio? o ci vogliono dire quali? no-, correttore d’acidità acido citrico – che niente ha a che fare con i limoni-.) Questo meraviglioso prodotto che per quel che ne sappiamo potrebbe contenere senza problemi anche biossido di titanio (nella vaga dicitura sali di fusione citrati di sodio e citrati di potassio) viene consigliato dalla MAGGIORANZA dei pediatri per lo svezzamento.
    La carne, mi spiace ma non è “comune buonsenso” 😀 Io sono vegana, appartengo coscientemente a una minoranza, in un mondo in cui la maggioranza spiega scientificamente la necessità dell’alimentazione carnivora per gli umani. Però noi sappiamo che è informazione deviata. Non per comune buonsenso, ma perché c’è una minoranza di studi che dimostra la validità della dieta vegetariana rispetto a quella carnivora. Una minoranza. Infinitesimale rispetto alla quantità di studi sugli effetti benefici di carne, latte e uova.

    Lo studio svizzero è UNA fonte. quantomeno è una fonte SCIENTIFICA, non è paragonabile a “benessere.com”, per quanto ne stimi la redazione 😀 Comunque ho linkato i due sopra perché riportano una bibliografia completa, per gli eventuali approfondimenti, altrimenti dovevo mettere 200 pagine di link 😉 Nessuno di quegli articoli che citi riporta dati o studi scientifici, solo dei vaghi ‘è stato provato’. Da chi? Che cosa? Come? Ne esistono tanti di studi contrari, anche se non tantei come per la controparte, che, diciamocelo, può spesso permettersi studi finanziati dalle stesse case produttrici dell’elettrodomestico.
    Qui trovi un elenco/riassunto dei principali studi che hanno dimostrato la dannosità dei forni a microonde: http://www.mercola.com/article/microwave/hazards.htm

    Ad ogni buon conto, queste letture a me sono venute dopo. L’allontanamento dal microonde è dovuto a un mio vecchio vicino di casa che aggiustava tutto quello che era elettronico o elettrico. Mi si è rotto il microonde e mi ha detto che lui non lo toccava nemmeno da lontano e che in casa sua non ne entravano. Perché? Nella sua semplicità mi rispose “Perché se a quelli che lavorano con gli apparecchi a microonde, più schermati di quelli domestici, fanno ogni 6 mesi i test medici alle palle e danno le protezioni di amianto, bene non fa”. Così sono andata a cercare.
    Qui per esempio c’è il sito della Food and Drug Administration ), che si guarda bene dal dire che i forni a microonde non sono dannosi. Dopo aver elencato i danni provenienti da esposizione ad alti livelli di microonde, quando arriva ai bassi livelli, ecco che si para il didietro con entrambe le mani: “Less is known about what happens to people exposed to low levels of microwaves.” (Si sa di meno su ciò che succede alla gente esposta a bassi livelli di microonde)
    Non dice “tutto ok, raga, usateli tranquilli”. Dice “Non si sa”. Doh.

    Comunque ti ricordi cosa dicevano del teflon? non fa nulla, non fa nulla, usatelo tranquillamente basta che non lo grattate! Sai perché trovi molto spesso in offerta le pentole in teflon? perché dal 2009 in america e dal 2013 da noi (forse) verrà tolto dal commercio, è cancerogeno. Quando si è saputo ufficialmente? il 15 febbraio 2006 l’ha ammesso la FDA, ma non si poteva interrompere prima la produzione… doh bis.

  • Reply Antaress settembre 18, 2009 at 9:09 am

    Ti avevo scritto una risposta ma mi si è cancellata…probabilmente è un segno di finire qui la discussione, quantomeno fino a che ci incontreremo di persona, che ne dici? 😉

  • Reply marta settembre 18, 2009 at 10:20 am

    che brava….mi piacerebbe provare a prepararli anch’io…se riesco a trovare un po’ di peperoni decenti… 🙂
    ciao ciao

  • Reply Nadir settembre 18, 2009 at 10:56 am

    Grazie per il suggerimento, proverò poi ti faccio sapere.
    Per quanto riguarda i formaggini è da quando studiavo chimica a scuola (sono diplomata in chimica) che li ho eliminati dalla mia dieta, e così anche margarina e tutto ciò che è conservato, fanno eccezione il prodotti secchi e quelli congelati (anche se per questi conosciamo le frodi che ci sono in giri 🙁 )
    Per quanto riguarda Teflon e Microonde, ho eliminato quasi tutte le pentole in teflon ed uso poco il microonde, cerco però di rafforzare quanto più è possibile il mio organismo, prevenire è meglio che curare. baci baci

  • Reply Nina settembre 18, 2009 at 4:19 pm

    Neanche io uso il forno a microonde, per gli stessi motivi. All’inizio mi è sembrata dura rinunciare a tutta la comodità ma poi ci si abitua in fretta, alla fine sono sopravvissute anche le nostre mamme senza 😉 A me hanno fatto fare questa prova: un cellulare in funzione vicino al microonde in funzione… da brividi! Escono di sicuro le microonde, anche se secondo i parametri IMQ non è vero. Ma è lì da vedere. Mi hanno detto che anche una piantina qualsiasi lasciata di fianco al microonde, utilizzandolo tutti i giorni per una settimana rende chiaro che le microonde escono dal forno.

  • Reply betty carbuncle settembre 19, 2009 at 9:21 am

    ehi, ho visto ora che mi hai linkata, grazie! deliziata ricambio con furore 🙂
    bettyna

  • Reply TuttoQua settembre 19, 2009 at 9:58 am

    Ragazza mia, tu sei tremenda! 😀

  • Reply mammafelice settembre 19, 2009 at 5:41 pm

    Oh Cara!
    Che brava!
    Io sto scrivendo la tesi del master e non riesco a fare praticamente nulla di quello che vorrei… personale doh!
    Io non ho il microonde e oltretutto le volte che ho provato ad usarlo, tipo vacanza in bungalow dotato dell’arnese, ho fatto dei disastri! Sono per la cucina classica e a maggior ragione mi sento anche più sicura.
    Ah! Per i barattoli: evviva i fantastici e robustissimi BR (sai quante volte li ho fatti cadere?!), però molti di quelli “riciclati” si possono comunque usare comprando solo i tappi nuovi: vai da un ferramenta o casalinghi poprtandoti dietro i barattoli e vedi se ci sono i tappi della misura. Io ormai riconosco le misure a occhio e so a memoria quali cose hanno un barattolo che poi tengo e posso riutilizzare cambiando tappo (esempio: creme di mandorle o sesamo rapunzel; sughi pasti alce nero, ma anche buona parte dei barattoli coop…). 😉

  • Reply yari settembre 21, 2009 at 1:50 pm

    Un vasetto di peperoni sott’olio fammelo assaggiare quando verrò a trovarti! Neanch’io utilizzo il microonde, sia per i motivi che hai addotto, sia perché non mi ci sono mai trovato bene a cucinare (dopo la famosa torta al cioccolato tramutatasi in pietra pomice, ormai tredici anni orsono…)-
    Ah, rabbocca quelli sott’aceto con aceto, mi raccomando 😉

  • Reply Erbaviola settembre 27, 2009 at 1:52 pm

    @Antaress: mi spiace! ma per il tuo pc o per il mio sito? comunque ti aspetto qui! 🙂

    @marta: vedrai che ti diverti!

    @nadir: mah, non so se in questi casi la prevenzione è utile… forse per il teflon.

    @Nina: questa non la sapevo! mi spiacerebbe però torturare una pianta con un microonde… poverina!

    @betty carbuncle: io linko quello che mi piace! 🙂

    @TuttoQua: mavà, sono un angioletto!

    @mammafelice: grazie dell’idea, proverò a cercare le capsule dal ferramenta così riciclo anche altri vasetti! 😀

    @yari: contaci! con pane della pieve, fatto qui vicino, con acqua di torrente e pasta madre, è una cosa spettacolare!

  • Reply gunther settembre 28, 2009 at 10:38 pm

    complimenti per il lavoro, la pioggia è pericolosa, fa fare delle cose bellissime ma molto faticose, un gran lavoro immagino la delizia del sapore

  • Reply michi agosto 18, 2010 at 4:56 pm

    ciao scusa se ti disturbo. vorrei provare a fare delle conserve simili. ma non so se sono a prova “botulino”.lavo i peperoni, li metto a cuocere sulla brace e poi quando si sono raffredati tolgo i semi, li faccio a listarelle e metto nell’olio(nei barattoli).
    poi per i contenitori con le chiusure ermetiche li posso sterilizzare nell’acqua bollente? temo si sciolgano le plastiche. spero mi risponderai! ps: molto interessante quello che scrivi, grazie!!! michela.

  • Reply Erbaviola agosto 22, 2010 at 11:22 am

    non mi disturbi affatto 🙂 Il botulino in realtà è un rischio industriale quando gli impianti non sono adeguatamente puliti e controllati, infatti gli ultimi casi italiani riguardavano delle persone che hanno fatto del tiramisù con un mascarpone di cui non ricordo la marca: il botulino era nel mascarpone confezionato, la preparazione casalinga non era implicata. Inoltre il botulino non si sviluppa nell’olio 🙂 E’ un pericolo per marmellate, sughi, passate SE i vasi non vengono sterilizzati bene, meglio prima vuoti e poi quando sono già pieni. Io per estrema sicurezza sterilizzo i vasi vuoti, poi inserisco la conserva ancora calda nei vasi caldi e infine sterilizzo il vaso già ben chiuso.
    I vasi con la chiusura ermetica (che non è affatto ermetica) in gomma e plastica non si possono usare, lasciano filtrare comunque un po’ di aria. Vanno usati vasi con coperchio ad avvitamento. Nella foto vedi un vaso a chiusura ermetica, si tratta di un sottaceto, non sottolio, che è stato consumato nella stessa settimana di preparazione

  • Reply michi agosto 22, 2010 at 11:44 pm

    I vasi con la chiusura ermetica (che non è affatto ermetica)…ho provato a metterlo a testa in giù…fortuna che ero nel lavandino…ora so x certo che nn sono ermetici!!! penso di metterli nel congelatore(i peperoni)!!! quante cose mi stai insegnando….anche sul teflon, ceramica…aiutoooo!!!!! grazie!!!

  • Reply Erbaviola agosto 23, 2010 at 11:00 am

    ahahah hai ragione, ho fatto una prova simile per accorgermi che non erano affatto ermetici! Però vanno benissimo se vuoi conservare granaglie secche (che hanno bisogno un filino di aria, se no ammuffiscono!) oppure come nella foto sopra per un sottaceto da consumare in un paio di settimane, da tenere in frigo ovviamente 🙂

  • Reply ALTRI REGALI AUTOPRODOTTI SOTTO L’ALBERO » dicembre 29, 2010 at 6:23 pm

    […] ho regalato prevalentemente cotognata alle spezie, crema di marroni, carciofini sott’olio, peperoni sott’olio, marmellata di arance speziate e scorzette al cioccolato. Mi sono accorta, scrivendo, che manca la […]

  • Reply INSOLITE CONSERVE E ORGANIZZAZIONE PER VELOCIZZARE » Erbaviola.com - Grazia Cacciola agosto 21, 2013 at 4:50 pm

    […] lascio con la foto sopra dei peperoni sott’olio di domenica e dell’antipasto piemontese che abbiamo appena fatto, in un’ora soltanto, […]

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