ARROSTO DI SEITAN PASSO PER PASSO

Nel post precedente avevo postato questa ‘bestia’ qui, che ha riscosso successo e richieste di ricetta.

Ma in realtà avevo due ottimi motivi per non postare subito tutta la ricetta con foto: parte delle foto sono andate perse come ho detto, inoltre io sono una pigra antipatica quindi non c’è niente come chiedermi di fare qualcosa per non farmela fare e ho avuto una settimana di lavoro molto intenso. In pratica ho fotografato un secondo mostro di arrosto di seitan, lo dico solo perché qualcuno se ne accorgerebbe di certo che le foto seguenti sono di un nuovo arrosto. Oltretutto questo arrosto, nell’atto di farlo rotolare sulla sinistra, è diventato bipartisan, scindendosi in due arrosti in cui mi sembra prevalere quello di destra che si occupa tutta la pentola, anche se quello di sinistra ha il peso specifico maggiore.

Evitiamo. Insomma, alla fine c’è voluta Serena, che dovendo preparare il seitan stasera, aveva l’impellenza di questo video-tutorial, altrimenti il mondo poteva vivere senza di me ancora a lungo. Suppongo. Comunque pare che la mia cena abbia avuto successo se un’invitata vuole preparare il seitan da sola! (me mooolto felice!)

Dunque, si parte.

Ingredienti:

Per la base di seitan:
800 gr di farina di grano tenero tipo 0 da agricoltura biologica (Alce Nero)
200 gr di farina di manitoba (Molino Spadoni)
(Puntualizzo le marche solo perché con altre farine mi è venuta una suola da scarpe e in particolare con la farina bio-logici della Coop sono riuscita a riprodurre 1 kg di grasso d’arrosto senza arrosto)

Per il brodo e la rosolatura:
olio extra vergine di oliva
sale integrale
1 cipolla bianca grossa
1 carota grande o due piccole
2 spicchi di aglio
1 dado da brodo vegetale senza glutammati (io uso quello biologico di Alce Nero)
rosmarino, salvia, timo, pepe nero, basilico, ginepro, curry
facoltativi: 2 cucchiai di shoyu oppure 1/2 cucchiaio di miso d’orzo

Filo da arrosti oppure 1 canovaccio a trama larga e spago per alimenti

Procedimento:

Impastare le due farine con tanta acqua quanto basta per ottenere un panetto così, bello omogeneo e compatto. Come per fare il pane, solo che si usa farina più acqua e basta. Lasciarlo riposare almeno 1 ora. Tenete d’occhio il cucchiaino di fianco, la presenza non è casuale, fa da riferimento per le variazioni di dimensione durante la lavorazione 😉

Dopo un’oretta, necessaria a far legare la farina, si prepara il lavello per accogliere un ciotolone pieno d’acqua a temperatura ambiente (no calda, no gelata, se avete 20 gradi in casa, acqua a 20 gradi)- Si immerge il pezzettone e si comincia a lavorarlo strizzandolo, aprendo e chiudendo le mani, senza attorcigliarlo, scomporlo, strapparlo e simili. Apri e chiudi, apri e chiudi. Man mano viene fuori l’amido che imbianca l’acqua. Quando l’acqua è carica di amido, si svuota nel lavandino e si ripete l’operazione. E via così.

Man mano che si lavora e si svuota, il seitan assume questa conformazione spugnosa e bitorzoluta.

Ma noi andiamo avanti a lavorarlo. Riempi, strizza strizza strizza, svuota.

Finché non arriviamo a questo risultato: acqua poco carica, seitan che sembra vagamente una spugna naturale post-atomica. Perché non strizzo, spezzetto e paciugo come tutti? Perché altrimenti la fibrosità va a farsi benedire, diventa meno elastico e meno fibroso è, meno assorbe i sapori in cottura.

Questo è il glutine, con un pochino di amido. Io non tolgo tutto l’amido perché voglio fare l’arrosto, non le suole delle scarpe :)

Ed ecco qui la riduzione, confrontate con la prima immagine, è circa 1/3 della misura originaria. Ma niente paura, aumenterà ancora in cottura, non avete sprecato nulla 😉

Intanto sentite che mani morbide? E’ l’amido. Intanto che fate il seitan, vi godete una cura di bellezza per le mani. Consiglierei di farlo fare ai fidanzati/mariti infatti 😉

Bene, prendo la spugna post-atomica e la spando su un piatto. la riempio di spezie di cui sopra e la arrotolo…

…legandola come un arrosto, ma non troppo stretto, altrimenti quando si gonfia fa troppi bitorzoli. Per facilitare le cose a chi è alle prime armi, è possibile avvolgere in un canovaccio a trama larga, legato alle estremità. Anche qui, non fasciare troppo stretto se no non può aumentare e non assorbe bene gli aromi. Lo stesso dicasi per la quantità di stoffa: se il canovaccio è grande e si fanno 3 giri di stoffa sul seitan, il risultato è che sa di farina cotta (bleah). Il metodo migliore, secondo me, è la legatura da arrosto.

Preparare una pentolona capiente con acqua, dado, le spezie di cui sopra, lo shoyu e/o il miso (facoltativi), sale, aglio intero sbucciato, la cipolla e la carota tagliate grosse.

Lasciar cuocere almeno 30-40 minuti, fino a ridurre quasi del tutto il brodo. Nei primi minuti controllare che non si attacchi al fondo, poi si può lasciarlo in autogestione e fare altro.

A questo punto si scola e si mette a rosolare in padella o in casseruola con un filo di olio extra vergine di oliva e ancora un po’ di odori (rosmarino, salvia, timo, maggiorana). Il mio è diventato bipartisan, come dicevo, forse perché ha intuito che cominciava ad assomigliare a un rognone più che a un arrosto.
Ha ripreso la sua dignità scindendosi ma si è sbilanciato sulla destra. (a buon intenditor…)

Si bagna man mano con il brodo rimasto fino a sfumare, poi si gira su un altro lato, bagna con brodo, sfuma, altro lato finché la doratura non è completa. Attenzione: appena fuori dalla pentola è pericoloso. Se lo lasciate da solo si appiattisce, va messo subito in padella e rigirato di continuo, altrimenti se sta troppo su un lato tende ad appiattire.

Le verdure del brodo non si buttano. Io le uso per guarnire, per esempio come sotto. Questo arrosto di seitan ripassato in forno con un po’ di sughetto di cottura è una delizia (meglio ancora con patate arrosto di contorno, gnam!)

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44 Comments

  • Reply Puccina October 16, 2009 at 9:26 pm

    Bello! Interessante il metodo di eliminazione dell’amido… forse ho capito perché il seitan a volte mi è venuto bene e a volte schifoso :(
    Io l’arrosto lo chiudo nella rete apposita, perché faccio dei casini assurdi a legarlo 😛
    Ciao!

  • Reply Consy October 17, 2009 at 9:49 am

    Mi viene voglia di provarlo :)

  • Reply Erbaviola October 17, 2009 at 12:01 pm

    @Puccina: io credo che dipenda molto anche dalle qualità di farina, comunque il procedimento “strizza e basta” è quello che mi ha dato i risultati migliori :) Avevo visto tempo fa il tuo tutorial con la rete da arrosto! (Anzi, lo segnalo per chi volesse usarla: http://ilmondodipuccina.blogspot.com/2008/10/salame-di-seitan-bicolore-rosso.html ) La rete in generale mi lascia un po’ perplessa però, perché ha dentro un elastico ottenuto da un polimero del petrolio …. non mi solletica l’idea di bollirlo insieme al mio cibo… e a memoria non si levava facilmente una volta cotto l’arrosto. Sicuramente l’uso della rete dipende dalla bravura personale… io mi ritiro! 😀

    @Consy: dovresti! Gli amici onnivori a cui l’ho proposto hanno apprezzato tutti, anche uno che rispose a “ti è piaciuta la cena?” con … voti! Il seitan non mi ricordo se era 7 o 8 :)

  • Reply yari October 17, 2009 at 12:29 pm

    Mmm… scisso e sbilanciato sulla destra? Almeno non verrà attaccato dal premier 😉
    Non ho ancora mai fatto il seitan in casa partendo dalla farina, quindi mi toccherà testare il tuo procedimento!

  • Reply Seitan al curry e riso pilaf « cookery blog October 17, 2009 at 6:41 pm

    […] Ieri sera ho fatto il seitan!…Fatto proprio con le mie manine seguendo la ricetta e la tecnica di Erbaviola. […]

  • Reply elena October 17, 2009 at 7:28 pm

    post illuminante! io ero convinta di fare cosa buona&giusta strizzando il seitan in cinque strati di asciugapiatti (di lino) avvolti strettissimi, e invece forse era per quello che alla fine sapeva di farina cotta 😉
    per quando ho poco tempo mi sono convertita alle bustine di glutine del baule volante, conosciute proprio sul blog di puccina: al posto dell’acqua frullo della conserva di pomodoro, qualche oliva, capperi e aromi vari, e allora viene saporito anche se cotto nella camicia di forza!

  • Reply TroppoBarba October 18, 2009 at 12:21 am

    Ho due domande che mi frullano in testa da perecchio tempo. Questo post e` l’occasione ideale per tirarle fuori. Ma prima e` doverosa una premessa.

    Non voglio fare polemica. Sinceramente mi interessa sapere il parere di altri su questi argomenti. Di solito quando si parla ai vegan* di queste cose succede sempre un mezzo casino. Proviamo e speriamo bene.

    Prima domanda. A livello nutrizionale ha senso mangiare un arrosto fatto di farina?

    Seconda domanda. Perche` si deve copiare l’arrosto dei carnivori? A me personalemnte fa un po’ senso vedere nel piatto qualcosa che ricorda la carne.

    Sono un vegetariano che cerca di fare l’ultimo passo per diventare vegano. Vi prego siate buoni, non sparete sulla croce rossa. :-)

  • Reply elena October 18, 2009 at 1:57 pm

    @troppobarba, provo a risponderti anche io

    – a livello nutrizionale il seitan non è ‘farina’, ma glutine: pessimo se sei celiaco, il glutine è una fonte ricca di proteine (gliadine e glutenine) e un alimento completamente privo di grassi. poi c’è chi disquisisce sull’effettivo apporto proteico necessario in una buona dieta, ma li che siano fagioli o fette di seitan poco importa, sono questioni di approccio ‘filosofico’.

    – sul copiare l’arrosto dei carnivori, spesso è un trucco utile per quando si ha a che fare con gli onnivori 😉 niente aiuta di più a sgretolare i castelli del ‘io non potrò mai farne a meno’ come far capire che ci sono alternative che salvano capra e cavoli. ovviamente è solo il primo stadio della consapevolezza veg, ma non penso sia necessario colpevolizzare la coreografia :) personalmente, se per convertire e fare restare veg un onnivoro in più dovessi modellare il seitan a forma di pollo arrosto o statuina del presepe, credimi, lo farei!

  • Reply kia October 18, 2009 at 5:34 pm

    Il tuo post sul seitan è davvero illuminante,io quando ci ho provato ho usato un procedimento che si basava sullo “sciacqaurlo sotto l’acqua corrente a filo”, ma non mi è venuto per nulla bene!!!’na schifezza!….ora provo subito subito la tua ricettina anche perchè pagare 3 euro una bustina di glutine mi sta cominciando a rompere un po’!come al solito graaazie mille Erbav!^-^…

  • Reply cinzia October 18, 2009 at 5:41 pm

    Io ,in cucina,non sono agile,ma qualcosa ho imparato dalla mia mamma che,quando ho smesso la carne, mi cucinava cose veg esteticamente uguali ai piatti non veg che faceva x il resto della famiglia,cosi’ ho imparato a districarmi in ragu’ di soia,verdure ripiene,stufati,cotolette …
    almeno è stato piu’ facile e non moriro’ mai di fame nè x pigrizia culinaria,nè per ignoranza di applicazioni….

  • Reply Erbaviola October 19, 2009 at 4:27 pm

    VORREI FAR NOTARE CHE ANCHE SERENA HA FATTO IL SEITAN CON QUESTA RICETTA: http://www.mostrilla.com/2009/10/17/seitan-al-curry-e-riso-pilaf/

    @yari: …eh ti tocca :) (il seitan attaccato dal premier… che incubo! manca solo che ci vieti il seitan!)

    @elena: penso che le bustine di glutine diano un seitan più compatto e poroso, che forse assorbe di più gli aromi.. ma non so, ho lontane memorie di questo preparato

    @TroppoBarba:
    qui da me casini con i vegan non ne capitano, anzi, io stessa sono stata cancellata dai link di diversi vegan per due post ironici. Ottimo perché in questo modo ci siamo tolti dalle palle i vegan noiosi e con poca o nulla ironia, restando solo noi, fulgidi esempi di giullarità e giovialità vegan 😀

    ordunque, sottoscrivo in pieno il commento di elena e fornisco, come di più non necessario, il mio:

    1) dal punto di vista nutrizionale. Non si tratta di un ‘arrosto di farina’, ma di un rotolo di glutine cotto. La forma è a piacere, può diventare un arrosto, una fettina, una statuina del presepe… quello che vuoi. puoi farci palline da 3 cm ma obiettivamente è più semplice cuocerlo e cucinarlo a forma di arrosto. Dicevamo però dal punto di vista nutrizionale. Il seitan è una fonte di amminoacidi essenziali. E’ classificato come “alimento iperproteico”.
    100 gr di seitan rendono infatti:
    26,5 gr di proteine ,
    0,01 gr di grassi,
    6,6 gr di carboidrati.
    Come vedi, non è esattamente ‘farina cotta’, semmai ‘proteine vegetali’. (100 gr di manzo: 21,24 gr di proteine, 70 gr di grassi)

    2)perché ‘copiare’ la carne con il seitan. La risposta di ‘marketing vegan’ te l’ha già data elena, io dò la risposta da cuoca :) Cucinando, ci si accorge che centinaia di anni di gastronomia sono serviti a trovare le ‘forme’ giuste. Le padelle sono meglio tonde che quadrate, la frittata si fa meglio nella pentola bassa e larga che nel paiolo per la polenta. Che infatti è migliore per fare la polenta, la quale sarebbe impraticabile o quasi nella padella.
    Le forme del seitan sono quelle più pratiche per cucinarlo. Così come lo sono quelle della carne, ahimé. “l’arrosto” di per sé non esiste, non è una parte di un animale: è solo un sistema furbo per cucinare una quantità importante di carne ed eventualmente tagliarla a fette e conservarla.
    Inoltre è più facile sbizzarrirsi con i libri di cucina, se si ha un materiale simile a quello della ricetta. Altrimenti, abbi pazienza, ma il seitan al naturale è proprio una fetenzia! 😀

    Secondo me ricorda la carne fino a un certo punto: non è una bistecca sanguinolenta :) E c’è davvero molta soddisfazione nel dimostrare che per mangiare un arrosto non necessita l’uccisione di un animale!

    @kia: è capitato anche a me, non hai idea della quantità di esperimenti idioti che non pubblico per decenza! con il risciacquo sotto l’acqua, risultato pessimo, poi ci ho lavorato e mi sembra che questa tecnica dia grandi risultati infine :) Fammi sapere come viene che insieme si migliora!

    @cinzia: che brava mamma!!! molti di noi che hanno lottato per farsi accettare in famiglia te la invidiano di cuore!!!

  • Reply TroppoBarba October 20, 2009 at 12:08 am

    FINALMENTE. Un posto dove si puo` fare delle domande ed avere delle rispote. Senza che si innalzino barricate. Viva i vegan solari e cordiali.

    Grazie a tutte e due per la risposta. Adesso ho capito qualcosa in piu` sul setain. Che non ho mai provato a fare da me. Sono sempre andato a scrocco :-)

    Mi intriga il setain a forma di statua del presepe. Basta che non sia a forma di pecorella…

    Ciao ;^)

  • Reply Nadir October 21, 2009 at 9:34 am

    Bellissima descrizione, prima o poi mi cimenterò :) Però leggevo da qualche parte che c’è chi recupera anche l’amido che si scarica nell’acqua, mi sà una delle nuove “chef” di veganblog.

    Grazie dell’abbraccio e di essere passata :-)

  • Reply marta October 27, 2009 at 12:11 pm

    ciao mi hai fatto venir voglia di prepararlo…seguirò i tuoi consigli…è già da diverso tempo che lo preparo…all’inizio mi veniva bene poi sempre più spugnoso…e non riesco a capire dove sbaglio….ti farò sapere come mi è venuto seguendo i tuoi consigli…
    ciaoooooo
    marta

  • Reply Maria Luisa November 26, 2009 at 3:42 pm

    ciao!!!
    sono una neo veg e neo macrobiotica…ho scoperto da poco il tuo blog, e ho trovato un sacco di spunti!!! E’ veramente bello, e si vede la ricerca che c’è dietro…
    (in riferimento al tuo ultimo post: fa veramente tanta rabbia veder sfruttato il lavoro altrui!!!)

    ho provato un paio di volte a fare il seitan in casa, con risultati accettabili, ma niente di paragonabile al tuo meraviglioso arrosto!! :)

    avrei una domanda: in genere, per ottimizzare i tempi, faccio molto seitan e lo congelo per averlo a disposizione quando mi serve.
    Tu l’hai mai congelato dopo la rosolatura? O è meglio rosolarlo quando lo si consuma?

    grazie mille!!

    Maria Luisa

  • Reply mamynico January 9, 2010 at 1:28 am

    Ieri ho provato a fare il seitan visto che lo compro spesso e i miei bimbi ne fanno matti!
    Risultato: OTTIMO!!!!!
    Ma mamy è il migliore di tuttissimo il mondo!!!! Che dolci!
    Ho seguito proprio tutto, passo a passo e vi assicurò che lo rifarò. Grazie erbaviola!!!!

  • Reply giusinives January 9, 2010 at 6:45 pm

    Ho fatto in casa il seitan, ma una sola volta, poi non più dato che un’amica erborista mi ha sconsigliato di mangiarne troppo perchè, a suo dire, si rischia la celiachia. Erbaviola, ti prego illuminami. Ricordo che mi era piaciuto molto.

    • Reply Erbaviola March 21, 2010 at 12:09 pm

      Ti ha detto una stupidaggine :) Non si sviluppa intolleranza al glutine mangiando glutine, altrimenti saremmo tutti celiaci! Pensa per esempio alle quantità enormi di pasta della dieta mediterranea… Da un recente studio, è emersa l’ipotesi che l’innesco della malattia celiaca possa avvenire, su soggetti geneticamente predisposti (con geni HLA DQ2/DQ8), in seguito a una comune infezione con rotavirus con risposta verso la proteina «Vp7» del rotavirus (un comune virus che causa enterite nei bambini; il 90% degli italiani nella propria vita ne è entrato in contatto). Altri affermano che se compare in età adulta sia una patologia latente nella maggior parte degli individui che viene scatenata da eventi traumatici come gravidanza, forte stress fisico, trauma, incidenti. Nessuno scienziato ha mai associato la celiachia al consumo di glutine o di seitan, quindi l’erborista ti ha detto proprio una stupidata.
      In generale io giro molto al largo dagli erboristi, ovvero: le diagnosi dal medico naturopata, che ha un pezzo di carta con scritto ‘medicina e chirurgia’ e una specializzazione in medicina olistica, e poi se ordina l’assunzione di erbe le posso chiedere all’erborista. Ma i consigli dell’erborista li evito del tutto, secondo me non hanno una preparazione medica sufficiente.

      • Reply Claudia February 15, 2015 at 3:13 am

        Erbaviola, sorry, ho letto da poco il tuo articolo sui Segnapacco sostenibili (http://www.erbaviola.com/2012/12/17/al-posto-dei-biglietti-segnapacco-sostenibili-e-riutilizzabili.htm) in cui parli in modo molto diverso del glutine e su come se ne sviluppa l’intolleranza rispetto alle info ormai datate di questo commento. Visto che prima di leggere il suddetto articolo stavo gia’ per partire a farmi l’arrosto di seitan, riporto il link qui in fondo ai commenti nel tentativo di tenere aggiornata la conversazione con scoperte e ricerche piu’ recenti.

  • Reply Danny March 21, 2010 at 3:22 am

    E’ assurdo pensare che si rischi la celiachia mangiando il seitan, sarebbe come rischiare l’asma a respirare troppa aria. L’intolleranza al glutine (così come quella alle noccioline, alle fragole, al latte…) la si ha geneticamente oppure non la si ha. Non puo venire mangiando glutine. Tra l’altro il glutine di 100 grammi di seitan sono contenuti in due piatti piccoli di pasta o un mezzo filone di pane, quindi…

    Quello che non capisco, cambiando argomento, è perché a me il seitan viene porosissimo, spugnoso, sfilacciato e pieno di buchi? Come faccio a farlo venire compatto e senza buchi?

    • Reply Erbaviola March 21, 2010 at 11:59 am

      Seguendo la ricetta sopra 😀

  • Reply Danny March 21, 2010 at 12:32 pm

    Quando ho provato ad avvolgerlo in un tavogliolo chiuso con dello spago da cucina per cuocerlo in una forma compatta, a fine cottura metà del seitan era tutto attaccato al tovagliolo e ho dovuto buttare anche il tovglioso perché non si toglieva anche a lavarlo.

  • Reply Erbaviola March 21, 2010 at 1:10 pm

    @Danny: ma dove c’è scritto di avvolgerlo in un tovagliolo? :) Se usi un’altra ricetta, non chiedere a me. Di sicuro ti posso dire che online ci sono una marea di ricette finte di seitan, di gente che penso per spirito di protagonismo usa foto altrui dicendo di aver fatto il seitan, e giù una bella ricetta inventata. Se segui le fasi sopra, esattamente come descritte e leghi con spago da cucina o canovaccio a trama larga, o rete da arrosto non c’è assolutamente problema, garantito.

  • Reply Danny March 21, 2010 at 3:04 pm

    @Erbaviola
    scusa per non essere stato preciso ma quello che tu chiami canovaccio noi lo chiamiamo tovagliolo

  • Reply Erbaviola March 21, 2010 at 6:21 pm

    @Danny: no, guarda che l’italiano è una lingua abbastanza precisa 😉

    canovaccio: panno grossolano di canapa; tela grossolana per ricami. Tessuto di canapa, grossolano e robusto, per farne strofinacci
    ‖ estens. Strofinaccio da cucina

    tovagliolo: Quadrato di tela, spec. uguale a quella della tovaglia, che ciascun commensale usa per pulirsi e asciugarsi la bocca: t. di lino, di cotone

    …immagino che neanche da voi si apparecchi la tavola con canovacci chiamati ‘tovaglioli’ 😉

  • Reply Danny April 27, 2010 at 8:38 pm

    Ho seguito entrambe le procedure, cioè sia avvolto in un canovaccio e sia legato con il filo da arrosto. In entrambi i casi non è venuto.
    Il seitan si è gonfiato tantissimo, si è riemptio d’acqua ed è diventato spugnoso e molliccio per niente compatto.

    Non riesco a capire dove sbaglio, ho fatto ogni cosa come dovevo ma il risultato è sempre una spugna acquosa e priva di compattezza :(

  • Reply paola May 30, 2010 at 10:05 pm

    Ciao! Ho fatto il seitan secondo ricetta ed è venuto buono… alcune parti erano forse ancora troppo intrise di amido, per paura dell'”effetto suola” forse non l’ho lavato abbastanza…
    Comunque anche le parti più “gnucche” me le sono mangiate volentierissimo…
    Sono vegetariana (quasi vegan) da circa un anno e devo ammettere che il seitan è una delizia saziante…

    grazie Viola per questo e per tanti altri suggerimenti!

  • Reply kaoutar June 4, 2010 at 11:00 am

    io uso seitan bio in polvere veloce e poco costoso,ma la proxima volta provero a seguire questo metodo.grazie

  • Reply La mia eco-cena « Ecocucina September 3, 2010 at 10:12 pm

    […] contenitore. Quindi riempite una bacinella d’acqua e immergete l’impasto (nel sito di erbaviola trovate la ricetta dettagliata), strizzate delicatamente e ripetutamente  l’impasto e […]

  • Reply sabrina October 19, 2010 at 9:34 pm

    Ciao Erbaviola! sono un’onnivora curiosa in cucina che vuole ridurre un po’ le proteine animali (per il bene loro e mio), ultimamente ho introdotto più legumi nella mia dieta e il seitan comprato sempre al supermercato, stuzzicata dalla tua ricetta (ma ancora non pronta a fare tutto questo procedimento) ho comprato da naturasi un preparato per il seitan e l’ho trattato come il tuo arrosto, è venuto buonissimo! Ha convinto anche “la mia dolce metà” che è un irriducibile della carne. Ne è rimasto entusiasta. Vedi, non è stato necessario fare seitan a forma di statuine del presepe per convincermi che si può mangiare bene anche così! Ho provato anche il formaggio col latte di soia ma purtroppo come altri prodotti a base di soia ha un sapore che proprio non riesco a mangare giù. Grazie dell’articolo, credo di essere una visitatrice un po’ particolare visto che non sono nemmeno vegetariana ma seguo sempre con molto interesse il tuo sito!

  • Reply Samantha March 2, 2011 at 4:48 pm

    Ciao Erbaviola, sono davvero contenta di poterti conoscere al VeganCamp!Le tue ricette mi piacciono molto e in particolare trovo questa spiegazione di come fare il seitan davvero utile!Non ho mai provato a farlo in casa e se proverò mi ispirerò alla tua ricetta di sicuro! A presto! :-)

  • Reply daniela April 4, 2011 at 11:32 am

    Una domanda sulle farine 0 (ALCE NERA) e manitoba (Molino Spadoni). ho capito bene che le vendono alla COOP?
    Chiedo perché mi è parso di capire da un post. Se così non fosse, sapete se le vendono on line o dove????
    grazie 1000

  • Reply Facciamo il seitan in casa « BIT Budrio in Transizione May 12, 2011 at 7:46 pm

    […] È ideale per un’alimentazione vegetariana o di semplice riduzione di cibi di origine animale e di colesterolo, grassi e calorie. Il seitan viene cotto ed insaporito in acqua con salsa di soia (shoyu o tamari), alga kombu, sale. Il frumento contiene quattro proteine, di cui due idrosolubili e due no; una delle due proteine non idrosolubili si chiama glutine. Sul sito Erbaviola è disponibile un semplice e ben documentato metodo di produzione domestica. Leggi tutto ….  […]

  • Reply giancarlo October 22, 2011 at 9:44 pm

    Tutto buonissimo, grazie e COMPLIMENTIIIIIIIIII !!!!!!!!!:-)

  • Reply Seitan al forno | IL CUCCHIAIO DI LEGNO January 19, 2012 at 1:56 am

    […] alla pigrizia… Di ricette e corsi passo passo ce ne sono un bel po’ sulla rete: da quella di Grazia a quello di Valeria, da Jenni alla guida completa di Vera (e mi scuso con tutti gli altri che hanno […]

  • Reply albe February 9, 2012 at 5:41 pm

    kaoutar diceva nel lontano 2010 che usa la farina di seitan. si potrebbe sapere dove la trovata? ciao e grazie a tutti

  • Reply Sonia March 10, 2012 at 8:20 pm

    Ciao sono Sonia e sono onnivora ma molto curiosa nell’assaggiare e cucinare piatti nuovi. ho ridotto drasticamente il mio introito di carne, pesce, latte e uova per il colesterolo un po’ altino e così mi si è aperto un mondo. sto assaporando sapori nuovi e ricette vegane davvero saporite….e ho scoperto il seitan….buonissimo anche per chi come me mangiava con gusto un buon piatto di carne. ora proverò questo FAI DA TE. Chissà …forse riuscirò un giorno a diventare vegana anch’io …per il bene mio e degli animali.GRAzie!

  • Reply Silvana May 18, 2012 at 11:32 pm

    L’ho fatto ed e’ venuto una bomba!!!! Eccellente davvero!
    Grazie per la ricetta e per i mille consigli, hai curato davvero ogni dettaglio :)

  • Reply giorgia November 9, 2012 at 12:14 am

    ..a me non viene mai compatto all’interno ma sempre con un po’ di buchi, mi chiedo perché?

  • Reply Annamaria November 19, 2012 at 6:11 pm

    Ciao…solo un piccolo consiglio: io la prima fase del seitan me la faccio con la macchina del pane!!! ci metto dentro la farina, l’acqua…premo il bottone e ..grande striganza…la palla magica dopo un po’ è pronta per essere lavata e poi lavorata come si vuole!!!! “fighissimo”

  • Reply Simone December 29, 2012 at 8:59 pm

    Ciao,

    oggi è la terza volta che faccio il seitan in casa. E’ venuto devo dire abbastanza bene, ma rispetto alle altre volte ho notato alcune differenze:

    1) E’ venuto molto poroso. La cosa non mi dispiace affatto, probabilmente assorbirà meglio il sugo del condimento.
    2) Nel toglierlo dal canavaccio in cui lo avevo avvolto, è rimasto parecchio appiccicato al canavaccio di cui sopra. In pratica un sottile strato di seitan è rimasto sul canavaccio.

    Secondo te quali potrebbero essere le cause? L’avevo legato piuttosto stretto per renderlo non troppo grosso (parliamo di 1kg di seitan), altrimenti all’interno non mi si cuoce bene e rimane più molliccio. Forse è stato questo?

    Ti suggerisco, se posso permettermi, di integrare il tuo articolo con il recupero dell’amido del lavaggio per la preparazione di gnocchi. Vengono buonissimi e non si butta niente :)

    ciao!

  • Reply Meri April 4, 2013 at 5:22 pm

    Io lo faccio bollire avvolto in un panno di cotone per venti min in pentola a pressione, poi tolgo il panno e faccio bollire altri quindici, venti min senza coperchio. Così si gonfia e viene tenerissimo!

  • Reply cristina barberis May 30, 2013 at 1:35 pm

    Ciao :) questa è la seconda volta che preparo il seitan seguendo questa ricetta (come quella del libro ) e mi sono trovata benissimo, la prima volta è venuto squisito e adesso spero che sia lo stesso, nel mentre…Grazie mille! Il prossimo passaggio per me sarà il tofu!

  • Reply renzo October 12, 2013 at 2:14 am

    Ciao, ho seguito la guida ottima, grazie. Una domanda: se volessi preparane di più in modo tale da conservarlo per un utilizzo futuro in quale fase della preparazione è meglio congelare/mettere in frigo?

    Grazie :)

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