Autoproduzione, Giorno per giorno, Orto

GLI ORTI SOCIALI COMUNALI DI CASTEL SAN PIETRO TERME (BO)

Ci sono, ci sono! Riemersa dalla neve io e l’orto (i vicini dicono che non si era vista una nevicata così dal 1985… ma siamo arrivati noi, quindi tutto normale!), smaltite le prime conseguenze del detox seguita dalla naturopata che annoio a morte con elenchi di sintomi degni di una zitella ipocondriaca, mi sento tutta bella carica e pimpante, pronta per cominciare il nuovo orto e il nuovo balcone, finalmente sgombri da un metro e venti di neve 😀  Chiaramente la crudista di cui sopra adesso dovrà sentirsi moralmente obbligata a fare un’orto almeno sul balcone 😉

Intanto che la montagna ci imponeva un riposo bianco e forzato, siamo stati attirati in pianura da una sagra del cioccolato artigianale e girovagando nei dintorni mi sono imbattuta casualmente negli orti sociali di San Pietro Terme, tra Bologna e Imola. Il posto destinato agli orti è molto carino, in riva al fiume, l’unica cosa che guasta un po’ è un gigantesco pilone dell’alta tensione… la cui vicinanza non so quanto sia salutare (qualcuno può far luce?). Purtroppo non è l’unico caso, continuo a vedere orti sociali in riva ai viadotti dell’autostrada, di fianco a statali di grande passaggio e persino vicino a centrali elettriche! Capisco che essendo terreni concessi dai comuni a titolo quasi sempre gratuito non ci sia molta scelta, però insomma… un po’ più di riguardo per la salute dei cittadini che si dedicano a queste attività sarebbe magari auspicabile.

Tolto questo, devo dire che quelli di Castel San Pietro sono tra i meglio organizzati che ho visto finora. Il Comune di Castel San Pietro ha messo a disposizione, inizialmente in un programma a favore dei cittadini anziani teso ad offrire stimoli alla partecipazione alla vita collettiva e a un costruttivo impiego del tempo libero, dei lotti di terreno adibiti ad orti comunali, in quanto secondo il Comune “rappresentano un’importante forma di aggregazione e di lotta al decadimento della qualità della vita.” E bravi!  Gli appezzamenti sono ben due: uno in città lungo il fiume Sillaro, a cui si riferiscono queste foto, e uno lungo il torrente Quaderna nella frazione di Osteria Grande. Si vede che alla base c’è una gestione ben organizzata, non si sono limitati come molti al solo intervento dell’Amministrazione Comunale ma hanno creato dei Comitati di Gestione degli Orti che sono membri del Direttivo delle Associazioni Centri Sociali di riferimento per gli orti: Centro Sociale Scardovi per l’appezzamento di Castel San Pietro e Centro sociale Valquaderna per l’appezzamento di Osteria Grande. Gli assegnatari degli orti, ai fini anche assicurativi, diventano soci dei centri sociali del territorio per tutta la durata della concessione del lotto, un ottimo incentivo anche per partecipare poi a tutte le attività organizzate dai centri sociali dove magari non avrebbero altrimenti mai messo piede.  Secondo me l’unica pecca è limitare l’accesso ai soli pensionati maggiori di 55 anni o invalidi di qualsiasi età. Capisco che sia un progetto pensato per gli anziani, ma perché non permettere anche un accesso ai più giovani? Ho visto delle parcelle non utilizzate e… se mi passate la battuta, messa così sembra un po’ l’accesso del Piccolo Cottolengo invece che quella di un progetto sociale… magari si potrebbe destinare una quota inferiore di orti a giovani che ci si vogliono cimentare.  Sarebbe un’integrazione ancora più interessante e sicuramente stimolante. Mi vedrei per esempio un anziano che abbandona il lumachicida ascoltando il giovane che gli parla di coltivazione sinergica o un giovane che impara a conservare i semi per non dipendere solo dalle bustine…

Gli appezzamenti sono di 60/64 mq pro capite concessi per 5 anni (rinnovabili) per ben 194 lotti divisi tra le due zone. Le parcelle sono ben delimitate e ogni vialetto tra i vari lotti è munito di fontanella per acqua e ricovero degli attrezzi collettivo. Mi ha lasciata un po’ perplessa il divieto di utilizzare altra acqua che quella della fontanella, mi interesserò per capirne la ragione ma a occhio direi che è semplicemente un divieto di utilizzare l’acqua del fiume vicino, rischiando il capitombolo dell’anziano in acqua. Però questo vieta di conseguenza la raccolta e utilizzo dell’acqua piovana, che sarebbe invece una bella pratica auspicabile. Quasi tutti gli appezzamenti sono dotati di serre costruite dagli orticoltori stessi, di altezza massima di 2 metri e – orrore! – è consentito l’uso di diserbanti e pesticidi che vanno tenuti in un apposito armadietto controllato dall’USL. Ehm… ma cavoli! Un così bel progetto e si consente l’uso di pesticidi?! Mah! Se poi contiamo che gran parte degli orticoltori sono anziani, a quanto pare alcuni anche malati di Alzheimer… non è proprio una scelta felice. Ma, come sappiamo, purtroppo c’è ancora molta leggerezza nell’uso di queste sostanze dannose anche in piccolissime dosi. I diserbanti poi mi fanno un po’ ridere… a cosa serve un diserbante in una parcella di 60 mq ?! Speriamo che nella realtà non ne facciano uso e sia solo un articolo del regolamento.

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12 Comments

  • Reply melinda marzo 28, 2010 at 5:44 pm

    Ciao, pure il comune dove abito dà in gestione degli orti, circa 20 mq pro capite. Il vincolo è essere pensionati dai 60 in sù ovviamente non si deve già possedere un altro orto. Il comune ha fatto però una deroga, se le richieste sono inferiori al n. degli orti allora possono fare domanda anche i non pensionati con una famiglia composta da almeno 4 persone. Altro vincolo importantissimo è che bisogna coltivare tutto bio e non introdurre nell’orto materiale che non sia di legno (es. i paletti per i pomodori in ferro/alluminio non sono ammessi). Il comune ha perfino organizzato un corso di orticoltura bio. Naturalmente io ho fatto domanda poi vedremo…..spero che venga accettata.

  • Reply Erbaviola marzo 29, 2010 at 10:02 am

    Molto interessante Melinda! Mi puoi dire di che comune parli? Grazie!

  • Reply TuttoQua marzo 29, 2010 at 11:37 am

    La corrente elettrica che passa in un elettrodotto genera un campo elettromagnetico all’esterno. Immagina un tubo invisibile al cui centro scorre il cavo che vedi. Trovarsi fisicamente dentro quel tubo e’ dannoso per la salute. Le Leggi, per fortuna, impongono comunque un limite massimo alle esposizioni elettromagnetiche e una distanza minima dai centri abitati, nonche’ l’altezza minima del traliccio, a seconda dei casi. Se si rispettano le Leggi, automaticamente i cittadini sono tutelati. Questo in generale vale per tutti quei tipi di apparati che emettono radiazioni elettrognetiche, siano essi elettrodotti piuttosto che, ad esempio, ripetitori radio-televisi e telefonici. Non bisogna temere la tecnologia che ci permette di vivere nel 21-esimo secolo, piuttosto bisogna pretendere che i gestori applichino le Norme senza eccezioni. E’ ovvio pero’ che questa regola deve essere biunivoca: se domani qualcuno costruisce una palazzina a 5 metri dal traliccio (con o senza permessi), allora c’e’ poco da fare.

  • Reply melinda marzo 30, 2010 at 10:39 am

    Ciao, il Comune è quello di Cles (TN), è da un paio danni che fa iniziative rivolte all’ambiente, incentivando anche il biologico (siamo ancora all’inizio, ma almeno c’è la volontà di fare).

  • Reply Yari marzo 30, 2010 at 1:46 pm

    Ottima iniziativa quella del Comune di Cles, un buon modo per incentivare pratiche ecosostenibili.
    Per quanto riguarda quelli di Castel San Pietro… Molto belli, e decisamente grandi, peccato che si possano utilizzare diserbanti.
    Qui in Torino e provincia non so se ce ne siano, dovrei informarmi.

  • Reply Competente crudista marzo 30, 2010 at 2:42 pm

    Sì sì, non posso non farlo l’orto quest’anno, se non altro perchè il tuo libro mi guarda severo e mi tira da solo due scappellotti se oso non provarci!!
    Devo invece aggiungere che a Mestre hanno avuto la decenza di creare gli orti sociali in mezzo al parco cittadino…almeno quello!
    (di parchi ne abbiamo due, uno costruito sopra scorie tossiche di Marghera, lì niente orti per fortuna….solo parco giochi per bambini… :-/)

  • Reply Nadir aprile 1, 2010 at 9:40 am

    Ho un conoscente che abita a Bologna, e anche lui fa l’orto, ma non so in che zona. Quì a Padova, mi dicono che ci sono, e una persona che ho conosciuto da poco, mi ha detto che se sono disponibili possono accedervi anche i non pensionati, ovviamente io ho il mio orticello nel giardino, quindi non mi interessa più di tanto 😉

  • Reply Erbaviola aprile 1, 2010 at 11:20 am

    @TuttoQua: grazie carissimo, adesso vengo a tampinarti per maggiori dettagli 😀

    @Melinda: ora capisco! 😀 Beati voi siete proprio una realtà a parte, in positivo!!!

    @Yari: sìsì ce ne sono, ma di quelli che ho visto (Settimo Torinese) è meglio non produrre immagini, si faceva fatica a distinguerli da un campo nomadi :-/ L’importante però è che comincino ad esserci, poi il miglioramento trova spazio da qualche parte 😉

    @Competente crudista: ah bene! attendo trepidante qualche foto allora 😉

    @Nadir: sì è anche una buona metafora per l’andamento italiano… ‘se ho il mio orticello, che me ne importa degli altri?” 😉

  • Reply Yari aprile 2, 2010 at 2:03 pm

    Ma sono mica quelli a fianco dell’autostrada Torino-Milano? Perché se erano quelli, beh… Ne sono qualcosa (la mia azienda era giusto a fianco – ora ci siamo trasferiti, per fortuna).

  • Reply Erbaviola aprile 2, 2010 at 2:20 pm

    Sìsì sono proprio quelli! Che bellezza eh, un vero toccasana per il senso estetico (di Freddy Krueger!). La location poi è particolarmente azzeccata: autostrada ad alta densità, canali di scolo acque reflue e terreno ex cantiere ANAS…non oso pensare alla concentrazione di nitrati di quelle verdure.. saranno mutanti ormai 😉

  • Reply laura aprile 5, 2010 at 12:37 pm

    Bellissime queste iniziative! Dove abito io invece si tende a distruggere tutto ciò che c’è di verde e naturale. Abito in un paesino di montagna in abruzzo..un luogo meraviglioso! purtroppo però a molti tutta questa natura proprio non va giù! e vai con inutili spargimenti di cemento e distruzione della tipica flora locale e potature selvagge di alberi che non ne avrebbero bisogno..mentre scrivo il mio vicino di casa sta ” potando” in modo indecente e selvaggio dei poveri alberi che disgraziatamente si trovano in prossimità del suo praticello!! Che tristezza!!

    ps. scusa lo sfogo cara erbaviola! Questo blog è meraviglioso!

  • Reply Nicoletta maggio 31, 2010 at 11:26 pm

    Quella degli orti sociali è 1 splendida idea. Qui in liguria ce ne sono pochi (parsimoniosi anche in questo). Mi risultano gli orti sinergici di vesima, e altri piccoli che facciamo nelle scuole. Mi sto adoperando x la loro diffusione, anche perché qui stiamo cementificando oltre misura. Non potendo accelerare i tempi, mi sono fatta 1 orto in vaso che mi sta dando soddisfazioni.

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