Decrescita, Ridendoci sopra

I BIO-FRICCHETTONI & L’ORTO-TERAPIA

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Barbara stamattina diceva giustamente che tutti quelli che continuano a parlar male di questo Paese e dicono che vorrebbero andarsene, non se ne vanno mai. I bio-fricchettoni soprattutto. Stanno qui a lamentarsi e spaccare i maròni a noi. La maggior parte, almeno. I soliti disfattisti, insomma.

Stanno belli comodi alla finestra, guardano e lamentano, sognano e si lamentano, lamentano, lamentano… senza mai fare nulla. Mi capita sempre più spesso di incontrare persone attratte dalla vita rurale che parlano  di andarsene ma continuano a vivere nei loro timori di non potercela fare. Altri  poi (e questi non li sopporto proprio) che partono in quarta con il “beata te, io non ho la possibilità”. Da notare: quasi tutta gente che paga un mutuo e bollette astronomiche puntualmente, ma terrorizzata dal piantare due lattughe e mangiarsele. Forse, in questi casi, le cose di cui preoccuparsi davvero vanno ancora messe a fuoco…

Tempo fa, parlando con una persona che ha cambiato radicalmente la sua vita, ci siamo trovati d’accordo sul fatto che questi individui che tanto parlano ma niente fanno sono in realtà persone che si fanno opposizione da sole, sono vittime di loro stessi e dell’immobilismo cronico in cui in realtà si sentono al sicuro.

Ormai di spostamenti e capovolgimenti ne ho fatti parecchi, senza l’ardire di voler insegnare niente a nessuno, provo a inquadrare il fenomeno. Mi baso sulla mia esperienza e su quella di tutte le persone che ho incontrato. La maggior parte di quelli che tentennano, che sono insicuri o i classici bio-fricchettoni* buoni solo a piangersi addosso, sono in realtà solamente persone che si fanno opposizione da sole.

Cosa vuol dire farsi opposizione da soli? Semplicemente non cogliere le possibilità. C’è un film molto stupido e molto serio, YesMan, in cui il protagonista è così, uno che non fa mai niente e ha mille scuse per non farlo ma cambia completamente vita quando viene costretto a rispondere ‘sì’ a tutte le occasioni che gli si presentano. In modo molto banale, questo film spiega com’è e come può cambiare la vita di chi si fa opposizione da solo.
Occhio però: nessuno di quelli che lo fanno, riconosce di farlo. Si fanno opposizione da soli ma si considerano le persone più ottimiste e energiche del mondo, alle quali manca solo ‘la possibilità materiale’.

Mavà?!

Pensa che invece a noi è piovuto dal cielo un meteorite con dentro: casa di campagna completamente arredata, orto sinergico avviato, bosco, frutteto e lavoro a tempo indeterminato da fare in casa quando proprio ci annoiamo di tutto il resto. Fossi in te, caro il mio “beata te, io non ho la possibilità“,  mi comincerei a scegliere un posto in prima fila per la notte di San Lorenzo.

Avete presente quelle persone che vent’anni fa vi parlavano di andarsene dalla città, fondare una comune, vivere del lavoro dei campi ecc.? Quelle che vi facevano sentire anche un po’ cretini se voi volevate “solo” andarvene a vivere per i cavoli vostri fuori dal caos? Bene, quando vent’anni dopo li incontrate di nuovo e son sempre lì con i loro ‘mi piacerebbe’ e cinquecento testi di agricoltura letti, gente che vi fa dei pipponi teorici lunghi ore su come si fanno i cassoni per la sinergica…. eccoli lì: sono loro. Sono quelli che si fanno opposizione da soli. Progettano, progettano, progettano ma a ogni occasione si bloccano.

Perché, lasciatemelo dire, a fare i bio-fricchettoni in città che ‘ne sanno’ di vita in campagna e progettano fughe nelle comuni, si passa per quelli fighi, quelli originali. E quanto è più facile raccogliere consensi e ammirazione (perché solo di questo hanno bisogno) facendo il fricchettone-sognatore-di-fughe in città, che rompendosi la schiena a seminare l’insalata?
Questi indecisi li troverete ancora lì tra altri vent’anni oppure faranno una piccola brevissima esperienza estemporanea per poi tornare a gambe levate a tirare pipponi di teorie sulla coltivazione al loro pubblico consueto.

Io li riconosco anche da un altro atteggiamento: sono quelli che sostengono che fare l’orto sul balcone sia stupido, una sciocchezza per illudere i cittadini. Loro di orto faranno quello vero, solo quello, nel momento in cui andranno a vivere in campagna (cioè mai). Intanto però si studiano tutti i testi possibili, senza mai piantare nemmeno un semino. Loro hanno progetti ben più grandi, mica possono sprecarsi sul balcone.

Sembrano ridicoli solo a me?

Alla fine, il coraggio per cambiare qualcosa e la forza di farlo, non te li può dare nessuno. Ognuno di noi ha la vita che si è scelto da solo. L’uomo ha veramente la possibilità di scegliere la propria vita e nel caso di queste persone è quello che fa: sceglie di farsi opposizione da solo.

Io a distanza di anni l’orto sul balcone continuo a farlo ancora insieme all’orto-orto (anche perché mi piace l’idea di dare un piccolo contributo, una ‘spinta’ a qualcuno che ci sta provando):

…epperò quando mi stufo di lavorare mollo a casa tutto e in cinque minuti sto passeggiando qui:

*I bio-fricchettoni sono la generazione successiva delle bio-sciure. Sono quelli che girano in città in bici, fanno la spesa bio facendosi recapitare casse di frutta da mille km di distanza e parlano da vent’anni o più di trasferirsi in campagna.

(questo post è ripreso in parte da un intervento che avevo fatto sul forum dei Bionieri, ma visto che è sempre farina del mio sacco e che per qualche ragione è un forum poco frequentato, mi è sembrato di non far torto a nessuno riportandolo qui. Se poi qualcuno l’ha già letto, mi scuso, ma suvvia è solo un pezzettino)

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46 Comments

  • Reply Bibi luglio 15, 2010 at 7:36 pm

    no ecco……non prenderla nel modo sbagliato , ma ……

    IO A TE TI AMO ^^

    guarda sul serio, ogni parola che hai scritto è esattamente ciò ceh penso, in ogni dettaglio, in tutti i particolari, nelle conclusioni, nelle osservazioni….ed è l’esatto spirito con cui mi sono ritrovata a scrivere quella frase su FB.
    quello che hai scritto è l’emozione di ciò che sento, il ribollire di rabbia che mi sale dallo stomaco ogni volta che parlo o sento o leggo una cazzata di un biofricchettone.
    ciò che sostengo da molto tempo è che è sempre una questione di scelte, che non è detto siano facilissime, ma sempre scelte sono, con minimissime eccezioni, e le eccezioni non sono certo di tipo economicao, al massimo affettivo o parentale o di bisogno degli stessi.

    Sara (la persona che mi ha cambiato la vita sul serio) me lo disse una volta che tu sei una splendida persona.
    E io pensai: se Sara la trova splendida, deve esserlo.

    Io non ti conosco, ma oggi davvero, ti amo 🙂
    Barbara

  • Reply Bibi luglio 15, 2010 at 7:38 pm

    ps: sono anche felice di essere stata la prima, a commentare, e sono estasiata dall’incanto del posto in cui vivi.
    ho fatto un sacco di errori ma era tale la foga che non ho nemmeno riletto e ho inviato 🙂
    Grazie, di essere Erba Viola ^^

  • Reply Erbaviola luglio 15, 2010 at 7:40 pm

    ahahah! Ma grazie carissima, ricambio!!! Ma vieni a trovarmi con lei! 🙂 In realtà sono io che mi son trovata molto d’accordo con la tua discussione di stamattina 😉
    Sara è sicuramente una persona speciale oltre che splendida… mettiamola così: ci sono delle energie attrattive che ci fanno correre incontro 😀

  • Reply marina luglio 15, 2010 at 8:25 pm

    Carissima Erba Viola, ho mirato e rimirato le tue foto: e’ un eden! si sente che sei un tutt’uno con la natura, e che sei bellissima! In settembre comincero’ a preparare anche io una zona del giardino ad orto, ti aggiornero’ sull andamento. Non vedo l’ora. Ho capito che VOGLIO farlo e che e’ GIUSTO.
    Ti abbraccio forte, sono davvero felice di averti conosciuta.
    Marina

  • Reply Renato luglio 15, 2010 at 8:36 pm

    Ciao, volevo ricordare una genia ancora più insopportabile: i bio – antagonisti ovvero quelli che parlano di comuni rurali ma rigorosamente anarchiche, con la condivisione dei beni, assemblea mattutina e serale, lettura comune di testi sacri, che vorrebbero produrre ma vendendo solo nel circuito (a prezzo politico ovvero pagate caro che è per la causa) e che se non sei anarchico ti considerano poco meno di una cacca…..
    Ne ho conosciuti/e a centinaia (anche comunisti, disobbedienti ecc.) ma penso siano rimasti/e in città ad aspettare l’alba radiosa dell’ideale. Io domani comincio a fare i nuovi orti…. all’insegna del bio-paganesimo-bioregionalista-animista-primitivista-pacifista …tutti gli ista che si vogliono

  • Reply marina luglio 15, 2010 at 8:41 pm

    Dimenticavo:
    marina comellina 🙂

  • Reply Vera luglio 15, 2010 at 10:06 pm

    Io apprezzo molto il tuo continuare con l’orto sul balcone a beneficio di tutti noi. 😉
    Che dire? Non sono brava a coltivare, chissà se un giorno capirò cosa sbaglio… probabilmente tutto. 😀 Intanto ho scritto al Rewild per vedere se interessa un incontro con te, spero proprio di sì, se no lo organizzo a casa mia, ho troppo bisogno di aiuto! 😀

    Condivido le tue parole di questo post, come se non bastassero le normali pippe da 25enne a un anno dalla laurea (quelle sul lavoro, la possibilità di fare una vita “normale” e, dato che ho un compagno con cui sto bene, l’eventualità in futuro di metter su famiglia, eccetera) io ci aggiungo pure quelle del tipo “vorrei una vita alternativa, ma nei fatti, non a parole!”. Staremo a vedere…

  • Reply savino basta luglio 15, 2010 at 11:04 pm

    Io il mio sogno della casa in campagna l’ho realizzato 10 gg fa! Mi sono trasferito da Verona a Piacenza… fra le vigne…
    E vabbe’ la bio diversità…. pero’ quanti insetti… di tutti i tipi, i colori, le forme, le dimensioni… e poi le lucertole, le api, e ieri ho scoperto una famiglia di pipistrelli…

    Sarà che sono circondato da vigne tutte super trattate… ma qua è davvero un concentrato di produzione industriale di insetti….

    Ho iniziato a scavare per mettere i semi… ci sono formiche dappertutto… anche in questo caso, di ogni forma dimensione e colore… e anche con le ali…

    All’inizio andavo in giro con i sandali… ma ci ho rinunciato… vado con le scarpe chiuse…

    Ah… importantissimo… da ieri ho internet che prende : )))

    Un saluto a tutti !! ciao :)))

  • Reply Oscar Ferrari luglio 15, 2010 at 11:24 pm

    terribili i biofricchettoni, al mercato contadino di Bolzano uno con la faccia da montanaro venderebbe loro qualsiasi cosa

  • Reply Bibi luglio 15, 2010 at 11:40 pm

    quando la giramondo rimette piede su suolo italiano la precetto, e organizziamo: che di solito quando io e lei ( o lei e io) organizziamo, dal progetto al fatto passa qualche mese ^^

  • Reply TroppoBarba luglio 16, 2010 at 12:45 am

    Bio-fricchettoni? Se non fossi cosi` occupato a vivere la mia vita verrei io a dirglene quattro. ;^)

  • Reply Silvia luglio 16, 2010 at 9:27 am

    Una cosa è sicura. Io “da grande” (come se non lo fossi già, ehm… anche se l’altro giorno alla mia festa di compleanno ho cercato di imbrogliare e di mettere le candeline come 13 anzichè 31 eheheheh) non voglio essere una biofricchettona! I cambiamenti mi spaventano da morire purtroppo (ora che ho deciso di cambiare lavoro dopo 11 anni e mezzo per avere più tempo *mio* ho quasi terrore di trovarlo davvero… però sarò assolutamente una yeswoman!), però sono sempre più convinta che sia l’unica strada perseguibile. Intanto ho mangiato la mia prima insalata di pomodori autoprodotta. E’ un passettino (e lo consiglio a tutti, dà una soddisfazione unica e i pomodori sono… chevvelodicoaffare!) e ho già in mente delle migliorie per la prossima stagione! Gh!

  • Reply Gandhi's Cat luglio 16, 2010 at 9:52 am

    Prima di tutto… Che foto meravigliose!! Un vero angolo di paradiso… E quanta allegria trasmettono le foto dell’orto sul balcone!

    Hai scritto un post veramente, veramente bello, condivido ogni parola, hai proprio ragione, se si desidera qualcosa non si può aspettare che piova dal cielo… Ma a tante persone piace tanto lamentarsi e criticare, può diventare un vero hobby! Quindi scelgono un argomento e via, lamentele a vita!
    Io vivo in città al momento… Un bell’appartamento di recentissima costruzione, in pieno centro, a due passi dal supermercato, dai negozi… Beh ho 22 anni e sto per iniziare l’università, quindi dovrò aspettare ancora qualche anno per fare grandi cambiamenti nella mia vita ma sai cosa ho deciso? A settembre mi cerco un appartamento nuovo, ma molto diverso, con un giardino o un balcone, in campagna, magari vecchiotto così non devo preoccuparmi di fare danni e i pelosetti possono fare tutto ciò che vogliono!! Non voglio aspettare di laurearmi, trovare lavoro… La vita di città non fa per me, voglio lavorare la terra, autoprodurre, avere spazio e quando mi sveglio la mattina sentire il cinguettio degli uccelli, non il clacson delle auto!!

  • Reply Celidonia luglio 16, 2010 at 10:07 am

    Che meraviglia! Mi ha fatto davvero bene leggere tanta verità e vedere tanta bellezza (che poi è la stessa cosa). Ci voleva proprio stamattina! Grazie. 🙂

  • Reply Giulia luglio 16, 2010 at 10:08 am

    Ciao! Mi ha fatto sorridere il tuo post, anche se a volte forse sei un po’ troppo severa. Non credo che sia per tutti mollare tutto e andare a vivere in campagna, e quindi chi si ritrova bloccato cerca di sopperire come può… probabilmente a volte facendo gran discorsi e anche gran cazzate (ne conosco anche io: “w i pannelli solari e raccogliere le ciliege dal contadino bio, però senza nespresso non ce la faccio…”)
    E’ fantastico che tu possa lavorare a tempo indeterminato da casa tua, ma come potrai facilmente immaginare non è una possibilità offerta a tutti. E lo so che ti sei fatta il mazzo per arrivare dove sei, e concordo che molta della nostra insoddisfazione è autoinflitta. Però, pur dandoti ragione sui bio-fricchettoni, mi rimane un po’ di amaro dopo questo post…

  • Reply Edera luglio 16, 2010 at 11:32 am

    Si, anche io sono ovviamente d’accordo con te. Nel calderone ci metto anche quelli che vogliono andare via dall’Italia, perchè è un posto di merda, e non muovono un passo da casa loro, e anzi se lo muovono magari usano la macchina perchè a piedi o in treno fa loro fatica.

    Il primo anno che sono venuta a vivere qua in montagna, e che ho iniziato il mio orto, non sai quanta gente passava dal”Oh, che bello. Piacerebbe anche a me ma non ho tempo/non ho spazio/non ho balcone/ho il balcone ma fuori è troppo inquinato” al, comunque irritante “Ah, ma non ce la farete mai a fare l’orto lassù. E’ troppo freddo/troopo alto/troppo incolto/troppi sassi/troppo acido il terreno” perchè sai, tutti sono bavi ad insegnare leggendo sui suddetti libroni ma nessuno che si sprochi le mani nella terra.

    Io ho appena raccolto un cestino di zucchine e di fiori di zucca, e me la rido 🙂

  • Reply fulvio luglio 16, 2010 at 3:28 pm

    Erbaviola, la mia pianta di melone, nata nel vaso dell’alloro, cresce a gonfie vele. Quanto è bella!!!
    I bio pionieri sono quelli che arrivati a casa mia, saliti sul terrazzo hanno commentato: ma quale tecnica usi usi per la combinazione del terreno. Cioè? Scusa? Ci c…o dentro.
    Poi, rivolti alla rosa regalatami dal mio amico Francesco, pecoraio vero: ma questa è una rosa inglese? No, è una rosa orfana.

  • Reply mascia luglio 16, 2010 at 5:41 pm

    ciao io sono d’accordo da molto tempo, la gente parla parla forse perchè ascoltandosi cerca delle giustificazioni per non fare. In effetti cambiare non è facile, non puoi calcolare tutto quello che succederà e l’imprevisto terrorizza. E poi molti sostengono che per fare qualsiasi cosa ci vogliono tanti soldi e questo tanti è poco quantificabile aumenta sempre, spesso queste persone nel loro tempo libero non fanno nemmeno una passeggiata in montagna che per il momento e gratissss
    ciao e buon orto

  • Reply Harlock luglio 16, 2010 at 8:47 pm

    erbetta, tu mi rovini: se continui così farai salire i prezzi dei terreni e delle case in campagna.
    E tutti i miei progetti tipo affittare la mia casa dove abito e andare a comprare un rudere con terreno, sperdutissimo dove ci vivono solo gli elfi per godermi veramente la vita, lo renderai difficilissimo. Tu devi dire che in campagna si sta malissimo, ci sono insetti di tutti i tipi, ci sono i lupi, le streghe e i fricchettoni drogati 😉

  • Reply Andrea Ruwett luglio 17, 2010 at 1:55 am

    ahahaah!maledetti biofricchettoni, per voi il minestrone avrà sempre un sapore un po’ insipido!io il 29 firmo dal notaio per la casetta in campagna dei miei sogni, ma quanto c’ho lavorato per arrivare qua!

  • Reply JuanFaber luglio 17, 2010 at 10:21 am

    Ha ragione Harlock. La terra che fino a qualche tempo fa non voleva più nessuno sta salendo di prezzo. La campagna è piena di zanzare, vermi, animali strani.
    Basta W la CITTA’.

  • Reply Erbaviola luglio 17, 2010 at 10:51 am

    @Comellina: un abbraccione a te! In ogni caso la tua postazione di lavoro homemade è già strepitosa! 😀 E’ un grande piacere averti conosciuta 😉

    @Renato: ma ciaooo!!! Sono contenta di sentire che avete trovato un nuovo terreno!!! Concordo su tutto… aggiungo ai tuoi bio-antagonisti una filiazione, quelli che io chiamo “i quattro cavoli di rappresentanza”. Vivono in posti sperduti e si atteggiano tantissimo a pionieri della decrescita ma continuano a fare la spesa al supermercato: non che sia un male assoluto far la spesa al supermercato, però servire biscotti del Mulino Bianco e avere solo quattro cavoli di rappresentanza nell’orto non mi sembra un grande cambiamento… hanno solo cambiato residenza.

    @Vera: ah ma guarda che io vengo anche se organizzi a casa eh 😀 se c’è da diffondere semi e orti, divento peggio dei rappresentanti del Folletto 😀
    Sull’altro discorso… magari approfondiremo di persona. Io vengo da una famiglia e un tipo di vita in cui il ‘senso del dovere’ e la carriera vengono prima di tutto, anche della famiglia stessa, uno dei motivi per cui mi ci sono voluti anni e tagli spesso drammatici con chi non riusciva a concepire altro che il lavoro, lo status sociale, il benessere materiale e la sicurezza del lavoro a tempo indeterminato (che poi è un po’ una versione milanese del nasci-produci-consuma-procrea-crepa). Alla tua età ci vivevo ancora dentro ma era cominciato il processo di trasformazione, quindi secondo me tu sei molto ma molto ma molto avanti in quanto a spirito critico e percorso compiuto, sono sicura che ti aspettano solo grandi cose se continui a procedere per la tua strada 🙂 Ma son discorsi lunghissimi, detto così sembra una stupidaggine, mi fermo.

    @Savino: intanto in bocca al lupo per il trasferimento! 😀 Piacenza non è proprio la culla del bio e c’è un’afa notevole ma comunque è una bella zona. Purtroppo sì, se le vigne vicine sono trattate non c’è verso … ci sarà uno squilibrio con proliferazione incontrollata degli insetti sopravvissuti. Ma magari chi lo sa, nel tuo piccolo paradiso riesci a dargli un equilibrio…

    @Oscar Ferrari: ahaha sì- ma direi che sono già messi bene con quella farsa dei Farmers Market della Coldiretti (mi pare si chiami “Campagna Amica”… amica delle loro tasche di sicuro!)

    @Bibi: sì ne so qualcosa… è terribile quella donna! 😀

    @TroppoBarba: ahah 🙂 secondo me sei così genuino che si tengono alla larga!

    @Silvia: fantastico! 😀 In effetti all’inzio il tempo ritrovato fa spavento… la mia reazione era stata mettere mano a cinquanta lavori che desideravo fare da anni, poi improvvisamente mi sono guardata in giro e… ho tirato fuori la sedia a sdraio! 😀

    @Gandhi’s cat: che bei progetti! 🙂 Ti auguro di trovarla presto questa casetta dei sogni, oppure intanto che la cerchi puoi partecipare agli orti sociali che stanno sorgendo un po’ in tutte le città… 🙂

    @Celidonia: senti chi parla… il tuo blog è un paradiso! 😀

    @Giulia: mi sa che hai un po’ frainteso una frase volutamente ironica con quella che è la realtà. Io (vedi anche post precedente) non ho un lavoro a tempo indeterminato da svolgere a casa quando mi pare. Neanche un bosco o un frutteto. La situazione idilliaca descritta è quella a cui puntano di solito i bio-fricchettoni e infatti rimangono immobili ad aspettare che queste cose piovano tutte dal cielo, non vogliono spostarsi finché non le hanno tutte e questa è una situazione utopistica. Io tutto sommato posso dire di essere a tempo indeterminato in quanto lavoro in proprio e non ho intenzione di licenziarmi né ora né mai, ma credo sia inutile spiegare i rischi e la fatica che comporta un’attività in proprio. La mia è stata una scelta come quella di molti altri che hanno reso ‘portatile’ il loro lavoro o l’hanno cambiato del tutto per evitare di essere dipendenti (materialmente e psicologicamente) e legati a un territorio. Ma sono cose che si costruiscono, mentre queste persone per partire aspettano i re magi con in dono casa, terreno e lavoro. Purtroppo non funziona così.
    Spero che ora sia più chiaro 🙂 Il senso del discorso non è che dobbiamo cambiare tutti, ma che chi vuole farlo davvero lo fa. Per cominciare basta poco, delle volte anche solo un orto sul balcone 🙂
    Un abbraccio!

    @Edera: ma tu sei già un mito, figurati poi con l’orto! 🙂 Guarda, la testa della gente, soprattutto di età non giovanissima, è un bell’ostacolo. Se gli spieghi che l’orto si può fare con 2 alla settimana di impegno, non ci credono, non vogliono nemmeno provare. Oppure ci provano e vogliono farlo come il vicino, senza un filo d’erba, ordinatissimo e poi ti dicono che ci si mette troppo! Se gli spieghi la permacultura o anche solo la sinergica, ti rispondono che loro sanno già tutto di orti. Poi guardano le tue piante e subito “ma cosa gli dai???” “Niente” e non ci credono 😀 Ma io credo che a forza di fargli vedere che si può, comincino anche loro a farlo 🙂

    @fulvio: LOL! Sì in effetti alcune domande sono surreali 😉

    @mascia: sì davvero! Una passeggiata in montagna e l’orto sul balcone sono proprio mosse minime, vengono quasi istintive… eppure per i bio-fricchettoni sono così lontante… peggio per loro 🙂 E buon orto a noi, magari vedendone tanti si convinceranno anche loro che fare porta più risultati di parlare all’infinito.

  • Reply Erbaviola luglio 17, 2010 at 10:57 am

    @Harlock e Juan Faber: la terra di Harlock è invasa da tedeschi e inglesi, mica dalle erbeviole! 😀 I prezzi sono proibitivi perché Channel4 continua a mandare in onda le puntate di “No Going Back” e “My New Life in Tuscany”, motivo per il quale un rudere costa come un appartamento nel centro di Milano. Ci sono tante altre zone belle e produttive in Italia, anzi Harlock guarda il lato positivo: affitta in Toscana e cerca la casetta con terreno altrove, fai un affarone 🙂
    Comunque confermo che in campagna ci sono insetti di tutti i tipi, ci sono i lupi, le streghe e i fricchettoni drogati.

    @Andrea: che bella notizia!!!! 😀 Si attendono le foto di questa meraviglia! (l’hai presa da ristrutturare o già abitabile da sistemare un po’?)

  • Reply andrea luglio 17, 2010 at 12:11 pm

    bah.. io non la farei così semplice..
    troppo facile sparare condanne, trovare un lavoro che si può fare a casa, poter comprare una bella casa con tanto spazio e in un paesaggio così bello..
    perchè magari c’è qualcuno che per sopravvivere ha bisogno di non perdere un posto di lavoro, che di posti nuovi se ne trovano sempre meno.
    non pensiate che mi sento tirato in causa:io in campagna già ci vivo e ci vivrò.
    ma quando finirò di studiare dovrò trovare un posto di lavoro, altrimenti la casa con cosa la prendo?
    Mi spiace leggere commenti a mio parere superficiali, non mi piacciono le generalizzazioni.
    Forse però non ho incontrato i “bio-fricchettoni” che hai incontrato te

  • Reply Erbaviola luglio 17, 2010 at 12:18 pm

    Andrea, purtroppo ti commenti da solo. Quando riuscirai a uscire dall’ottusità imposta di lavoro sicuro = dipendente, magari capirai. Ti faccio notare che moltissimi riescono a vivere senza l’obbligo di essere dipendenti e quindi vivendo dove gli pare, dai medici alle colf. Certo, se sei ‘obbligato’ a fare il mega manager in una multinazionale, o se qualcuno ti ‘obbliga’ a fare l’operaio in catena di montaggio, difficilmente potrai staccarti dall’azienda. Ma è forma mentale.
    Magari prima di dare tu dei giudizi superficiali su persone di cui non conosci affatto il percorso (ma magari ti basterebbe leggerlo!) potresti leggere con calma e meno filtri qualunquisti. Nessuno qui la fa facile. Semplicemente: se lo vuoi fare lo fai.

  • Reply Vera luglio 17, 2010 at 9:14 pm

    Ieri sono passata al Rewild, avevo già scritto una mail a Daniela, poi ci ho parlato di persona: è assolutamente entusiasta all’idea del corso, quindi ritieniti prenotata diciamo per fine settembre o inizio ottobre: pare che Roma si stia svuotando e rimanga deserta e desolata fino ad allora. 😉
    Penso che ti scriverà a breve, nel caso non lo faccia (hanno tanto da lavorare lì) posso mettervi in contatto io. 😀
    Ci aggiorniamo nei prossimi giorni, dopo l’ultimo esame sto ricominciando a respirare! 😀

  • Reply andrea luglio 18, 2010 at 2:15 pm

    Sia chiaro che io adoro il tuo sito e le tue idee, solo questo testo non mi è piaciuto.
    Non ho dato alcun giudizio su alcuna persona, e se mai lo dovessi fare nei tuoi confronti sarebbe assolutamente positivo, nonostante ti “conosca” solo per i tuoi scritti.
    “Semplicemente: se lo vuoi fare lo fai”, e questo non sarebbe farla facile?? Ci sono realtà differenti, problemi e ragioni varie che portano le persone a certe condizioni, te non le conosci e quindi non puoi dare tutta la colpa alle persone stesse.
    “Quando riuscirai a uscire dall’ottusità imposta di lavoro sicuro = dipendente” facciamo un esempio: io finisco l’università, e vorrei vivere in una casa come la tua. Cerco un lavoro perchè il lavoro va prima imparato, se lo trovo faccio il mutuo per la casa (o ci sono altri modi?). Poi esco dall’ottusità e mi metto in proprio, ed è fatta. Sarà tutto così facile? Troverò un lavoro nelle vicinanze? Sarà un lavoro decente? Mi permetterà di imparare così bene da poter poi mettermi in proprio? Mettersi in proprio è davvero così tanto vantaggioso? Economicamente intendo, ho un mutuo da pagare… Non ha dei costi? Ti sembrano davvero tanto stupide queste domande?

  • Reply Andrea Ruwett luglio 18, 2010 at 7:56 pm

    ciao erba, è già abitabile ed è un’incanto!c’è tutto lo spazio per coltivare un grande orto, qualche albero da frutta e lontano dalla casa pure un bel pezzettone di bosco!l’intenzione è di fare un po’ di accoglienza turistica, tipo b&b, agricoltura di sussistenza e ogni tanto qualche workshop tipo tree climbing – yoga – orti sul balcone (ti viene mica in mente qualcuno che lo possa tenere? 😉 massaggi e chi più ne ha….devo però aspettare febbraio per poterci entrare…

  • Reply chiaragallo77 luglio 19, 2010 at 9:54 am

    Come sempre adoro leggerti! Sono assolutamente d’accordo con te…..io cerco a piccoli passi di avvicinarmi al mio sogno, ma avrei bisogno di un tuo corso intensivo:). Il mio orto sul balcone procede e sto cominciando a raccogliere i miei dolcissimi pomodori….
    Ti tedio con un quesito puramente tecnico: come si fa a mettere in semenza le cipolle?
    Grazie e un abbraccio

  • Reply franziska luglio 19, 2010 at 11:38 am

    Il post e’ divertente, eppure i fricchettoni servono alla causa. Se non fossero di moda certi argomenti (biodiversita’, biologico, orto sul balcone, ecc) purtroppo rimarrebbero elitari se non sconosciuti alla massa. Il discorso potra’ apparire cinico, ma viviamo in un mondo estremamente superficiale e per arrivare alle persone spesso ci vuole il solo linguaggio che capiscano. I fricchettoni sono, se vogliamo, effetti collaterali innocui (se non a loro stessi!). 🙂

  • Reply giusinives luglio 19, 2010 at 1:37 pm

    Ahia, mi sono presa una bacchettata sulle dita, sembra che ti riferisca a me, alla prima mail che ti ho mandato. Sono una bio-fricchettona? Forse, ma almeno ho tentato in tutti i modi di farmi l’orto sul balcone ed ho comprato vasi, terra, semi, piante, concime ecc. E’ morto tutto, sto regalando i vasi dopo averli svuotati, non ho mangiato un mirtillo o un lampone, nemmeno una misera lattughina. Ti invito, formalmente, se passassi dalla Sicilia, a venire a trovarmi, magari potresti capire l’arcano di questo fallimento che, ogni anno, si ripropone sul mio terrazzo affacciato sul mare.
    P.s. quest’anno la salvia ed il basilico sono ancora vivi perchè stanno al chiuso in casa. Ciao!

  • Reply Erbaviola luglio 19, 2010 at 3:35 pm

    @Andrea: la tua domanda (il profluvio di domande!) mi ha riportato alla situazione ansiogena in cui vivevo anch’io all’inizio 🙂 Cerco quindi di risponderti per punti, ma premettendo che sono argomenti così vasti che bisognerebbe affrontarli uno per uno (cosa che ho fatto, peraltro, con un manuale che uscirà a settembre in cui ci sono anche le esperienze di alcuni che stanno cominciando, che sono a metà percorso e che ce l’hanno già fatta. Persone vere, mica fricchettoni o personaggi di fantasia che mollano tutto per girare il mondo in barca a vela 😉 )
    Riprendo dalle tue domande:

    1- “Semplicemente: se lo vuoi fare lo fai”, e questo non sarebbe farla facile??
    Sì. So che sembra facile e superficiale ma è proprio questo il punto. Se lo vuoi davvero, cominci a muoverti in quella direzione. Il che può passare dalla meditazione con le tecniche di visualizzazione (consigliatissima, a me è servita molto) o da un orto sul balcone, o da un orto sociale o da una vacanza in una comune o.. da quello che vuoi. Se cominci a frequentare chi ha cambiato completamente e ce l’ha fatta, alla fine ti risponderanno tutti che se lo vuoi fare, lo fai, non ci sono formule magiche o strategie. Poi puoi chiamarlo meditazione, visualizzazione, transurfing, orto o riciclo… ma sempre quello è: se lo vuoi fare, lo fai.

    2- Ci sono realtà differenti, problemi e ragioni varie che portano le persone a certe condizioni, te non le conosci e quindi non puoi dare tutta la colpa alle persone stesse.
    Non è così. TUTTI, incredibile ma vero, abbiamo dei problemi e delle cose che in qualche modo ci legano al territorio o alle persone o ci sembra che ci impediscano di muoverci. Volerlo, vuol dire rimuovere una a una queste strutture, questi blocchi. Niente è impossibile se lo vuoi. Se una persona parla di fare una cosa per vent’anni e non la fa mai, non ci sta provando: ne parla e basta.
    Consiglio caldamente la visione del film UP! e del film YesMan 🙂 Sono divertenti e ti fai un’idea di come ti perdi la vita aspettando il momento o la situazione giusta ( il film di animazione UP! ) o come ti può cambiare la vita il cogliere tutte le occasioni che si presentano (il film YesMan)

    3- “facciamo un esempio: io finisco l’università, e vorrei vivere in una casa come la tua. Cerco un lavoro perchè il lavoro va prima imparato, se lo trovo faccio il mutuo per la casa (o ci sono altri modi?). Poi esco dall’ottusità e mi metto in proprio, ed è fatta. Sarà tutto così facile? Troverò un lavoro nelle vicinanze? Sarà un lavoro decente? Mi permetterà di imparare così bene da poter poi mettermi in proprio? Mettersi in proprio è davvero così tanto vantaggioso? Economicamente intendo, ho un mutuo da pagare… Non ha dei costi? Ti sembrano davvero tanto stupide queste domande?”
    No le domande non mi sembrano stupide ma sicuramente drogate da un’ottica da buona famiglia borghese per la quale la casa la devi comprare con il mutuo a tutti i costi (rovinandoti la vita per sempre), il lavoro te lo deve insegnare qualcuno da cui vai a lavorare gratis (stage), “mettersi in proprio ha dei rischi che non voglio correre, voglio lo stipendio sicuro, voglio lo stipendio sicuro, voglio lo stipendio sicuro, voglio lo stipendio sicuro” 😀
    Ho solo un consiglio: comincia a frequentare persone che l’hanno fatto. Ti accorgerai di molte cose e di molti punti di vista e realizzazioni diverse, magari una andrà bene per te. Ti accorgerai che la maggior parte non ha comprato una casa ma che con 200-300 euro al mese affitti un sacco di case in campagna con terreno, ti accorgerai che molti vivono bene con meno di 500 euro al mese, che la maggior parte di chi ha una laurea fa tutt’altro lavoro, che l’artigianato e tanto altro non lo impari con lo stage, che è più rischioso essere messi in cassa integrazione a 30 anni con il mutuo da pagare (devi accettare da subito che può capitare anche a te, sì, proprio a te, nessuno è fuori da questo rischio) che non avere una partita iva e dipendere da sè stessi. Non posso dirti in dettaglio cosa fare perché non so nemmeno se farai l’avvocato, il panettiere o l’agricoltore, i contesti e le applicazioni sono diverse. Ma sull’obbligo di comprare una casa ti consiglio di approfondire il discorso perché soprattutto oggi e soprattutto con un mutuo, non è una genialata. Anche se i vecchi ti mettono in testa che i soldi dell’affitto sono buttati e che con un mutuo alla fine ti ritroverai con una proprietà… ma questo lo affronterò in dettaglio in un prossimo post, dati alla mano. Non siamo più negli anni sessanta settanta, mi spiace 🙂
    Una casa come la mia dici? Io la prima l’avevo comprata in un’area protetta, in un parco naturale, confinante con un’oasi Lipu, poi l’ho dovuta vendere di corsa perché costruivano nei pressi un inceneritore e una centrale a biodiesel (altri ottimi motivi per non comprare niente in Italia, soprattutto con l’attuale gestione del territorio), perdendoci anche perché l’area è stata declassata e è arrivata la crisi. Adesso sono in affitto, ho un terrazzo, un giardinetto e un orto, con un prezzo accessibile anche a un operaio. L’affitto mi costa in tutto come le spese di mantenimento della mia ex casa (perché c’è sempre un tubo da riparare, il tetto che falla con la grandine, un lavoretto qualsiasi che salta fuori… e alla fine dell’anno son migliaia di euro che invece eventualmente tocca pagare al padrone di casa. Ma anche questo è un discorso lunghissimo che faremo).

    @Andrea: ah sì che mi viene in mente 😀 Ma in ogni caso, segnalami quando apri che lo segnalo ai miei contatti e sul blog!

    @chiaragallo77: ciao Chiara! 😀 Son contenta che tutto proceda bene. Per mandare in semenza le cipolle, se sono già piantate basta non raccoglierne 3-4, faranno i germogli poi i fiori e infine i semi che raccoglierai. Se invece hai delle cipolle buone e vuoi ottenere i semi, falle germogliare nella terra, come da foto sopra e poi quando fanno i semi li raccogli. Conta che i semi fatti in proprio possono avere germinabilità più bassa quindi meglio abbondare, con 2-3 cipolle hai semenza per il prossimo anno 🙂

    @franziska: in effetti hai ragione anche tu 😀 Diciamo che servono da ‘ponte’ tra il nulla e il ‘comincio da qui’ 🙂 L’unico problema è che rischiano di farla passare per una delle tante mode.

    @giusinives: ahahah ma figurati! 😀 Tu hai fatto una scelta molto consapevole di decrescere in un contesto urbano. Io non penso che si dovrebbero tutti trasferire in campagna, ci mancherebbe, solo che chi lo vuole può trovare i mezzi per farlo 🙂 Come bio-fricchettona non ti ci vedo 😀 Per le piante, mi sa che i sali marini danno qualche problema… ma bisognerebbe vedere dal vero. A volte basta poco… (non riesci a fare qualche foto delle piante sofferenti prima di buttarle?) Se passo ti chiamo di sicuro 🙂

  • Reply Consy luglio 19, 2010 at 6:44 pm

    Indubbiamente frequentare gente diversa e variegata allarga la mente e aiuta nelle scelte coraggiose. Certo non si fa niente dall’oggi al domani, alcuni fanno tanti piccoli passi altri fanno dei salti altri ancora… saltano a pie’ pari!
    L’importante secondo me è sentire la consapevolezza che questo mondo così caotico e materialista non può andare da nessuna parte. E fare ognuno qualcosa, chi poco e chi tanto.
    E adesso me ne vo a coccolare i pomodori dell’orto 🙂

  • Reply diana luglio 20, 2010 at 12:02 pm

    d’accordissimo su tutto e un consiglio ad andrea

    oltre a cercare di conoscere le persone che hanno gia’ fatto il salto, o lo stanno facendo (e la cosa buffa e’ che scoprirai che sono tantissimi quelli che si reinventano la vita), cerca di conoscere anche quelli che credevano nel mito del posto fisso e che si sono trovati in mobilita’ o “spintaneamente” accompagnati alla porta, anche con una bella laurea e un bell’impiego.
    Per loro e’ tutto piu’ traumatico perche’ oltre agli impegni economici, il mutuo, le carte di credito, il doposcuola dei figli, la casa al mare, la palestra, ….. c’e’ anche un senso di fallimento personale che puo’ facilmente portare alla vera depressione e alla disperazione.

    Se sei solo all’inizio della vita lavorativa, cerca di informarti bene su come le cose sono cambiate rispetto ai tempi dei tuoi genitori, a partire dal mito della pensione (soprattutto se confrontata con la certezza dei contributi versati)

  • Reply JuanFaber luglio 20, 2010 at 2:57 pm

    Io faccio l’Amministratore di Condominio e ho una fidanzata che non sta bene in campagna, e vorrei fuggire. Non riesco a comprare un buon terreno. Come faccio a evadere??? Aiutatemi!!!!!!

  • Reply Edera luglio 20, 2010 at 3:48 pm

    Mi ritrovo tanto in quello che hai scritto ad andrea, ErbaViola. E’ vero ed è così: se lo vuoi fare lo fai, con tutti i rischi e le responsabilità che comporta.
    Io per esempio ho finito l’università e me ne sono andata da Bologna, dove avevo già un lavoro (a progetto, e quindi comunque non sicuro) per venire a vivere sui monti dell’Appennino.
    Vivo con meno di cinquecento euro al mese. Si fanno sacrifici, certo, ma io non volevo avere un lavoro dipendente, e quindi mi sono messa in proprio, ho aperto la mia piccola erboristeria e imparato a fare sapone, uncinetto e accessori, abiti e altre cosine che vendo nei mercatini, per arrotonodare.
    Quando sono venuta qua, ho lasciato tutta la mia vita a Bologna. Amici, comodità, luoghi conosciuti. Tutto. E non è stato facile.
    Ma non tornerei indietro.
    Ho imparato a fare la spesa solo ai GAS, a coltivare il mio orto, a fare il pane, a cucirmi i vestiti (e sennò a scambiarli alle cene swap)…insomma, a decrescere.

    Se lo si vuole fare, lo si fa. Non è una passeggiata, ma la fatica è ripagata dalla gioia di vivere davvero come si vuole.

  • Reply Eleonora luglio 21, 2010 at 9:36 am

    Ciao Erbaviola, come sai sono una neofita dell’orto sul balcone…approfitto di questa discussione per dirti qualcosa di piu sulla mia situazione: in effetti io sono ancora impantanata ben bene nello schema “lavoro dipendente + mutuo casa a 20 anni” in cui mi sono messa da sola anche se condizionata da familiari e co.
    Ho capito che bisogna trovare altre strade e credo fermamente nello slogan “se non sei parte del problema sei parte della soluzione” – io sono ancora parte del problema, ma se non altro so che il problema esiste.
    Per ora sto cercando di limitare il mio impatto, un anno fa mi sono fatta la mia prima cassa integrazione per 10 mesi, adesso sto lavorando e devo per forza andare in macchina al lavoro, pero’ la stella polare la vedo, e punto a ripagare il mutuo il piu in fretta possibile, mangiare meno carne possibile, usare la macchina nel tempo libero il meno possibile, sostenere il commercio equo e i prodotti locali, raccogliere i primi miei pomodori presto… insomma, questo e’ la mia situazione, voi mi tirate molto su il morale, ciao!

  • Reply Yari luglio 21, 2010 at 2:16 pm

    È vero, l’unico modo per cambiare qualcosa è volerlo e mettersi all’opera. Neanche io amo quelli che si piangono addosso e non fanno però nulla, neanche un minimo sforzo, per cambiare o migliorare la loro situazione.
    PS. Non vedo l’ora di camminare per quei campi 😉

  • Reply andrea luglio 21, 2010 at 2:54 pm

    Grazie per la risposta ed i consigli (anche a Diana ed Edera!)
    Credo davvero che debba conoscere e parlare con persone che come voi hanno fatto certe scelte, in effetti non mi è mai capitato di conoscerne fino ad ora.
    Anche sulla questione della casa, nonostante la famiglia non borghese, davo il mutuo come obbligatorio (perchè proprio come dici tu pensavo che alla fine pagherò la stessa cifra totale, ma col mutuo mi resta la proprietà). Però non avevo affatto approfondito il discorso e le tue considerazioni sono assolutamente valide.

  • Reply Gandhi's Cat luglio 21, 2010 at 5:15 pm

    Erbaviola sarò la prima ad acquistare il tuo manuale! E’ un argomento che mi interessa moltissimo, non vedo l’ora che arrivi settembre per poterlo leggere!!

  • Reply elena luglio 21, 2010 at 6:29 pm

    Ciao Erbaviola, ho da poco scoperto il tuo blog e mi piace moltissimo il tuo modo di esprimerti e dire le cose. Anch’io sono curiosa di questo manuale..(tra parentesi, mica sarò anch’io bio-fricchettona? orrendo dubbio)

  • Reply Silvia luglio 22, 2010 at 10:10 am

    Buongiorno, sono nuova e ogni tanto vi do’ uno sguardo. Non sono mai intervenuta ma oggi leggendo il post ed alcuni commenti devo proprio intervenire per raccontare la mia esperienza (che tutt’ora è in fermento). Scusatemi in anticipo. Io (39 anni) e mio marito (45), insieme ai nostri figli (12 e 10) abbiamo acquistato 3 anni fa una casa in campagna vicino al paese in cui abitiamo. Oltre alla casa abbiamo vigna, seminativo e olivi. Facevamo la corte a questa casa e a questo posto da 10 anni. Abbiamo riasparmiato per tutto questo tempo così da arrivare a comprarla ad un buon prezzo (vista la zona, siamo al crocevia tra FI-SI-AR), abbiamo studiato bene il progetto e la ristrutturazione con tutti i criteri di contenimento energetico potendo così sfruttare i benefici fiscali e comunque abbiamo preso un mutuo di 30 anni, io lavoro part-time in una ditta artigiana e nel tempo che resta (figli permettendo) mi dedico alla campagna, mio marito libero professionista (pochissimo “libero” ma molto felice del suo lavoro). Sarà borghese, sarà quello che volete ma era il nostro sogno.
    Non avevo alcuna esperienza di agricoltura, ma ho studiato soprattutto sul “campo”. Mi aiutano amici e vicini contadini, che però utilizzano il tradizionale e che retribuisco per il lavoro svolto. Ho fatto vari corsi di categoria e non. Ho un orto 15×15 m molto “naturale”. Ho letto Fukuoka (tutto quello che ha scritto!), poi Mollison (quasi tutto !!) ed ora sono al Biodinamico. Per ora la mia “strada” è tra la Permacultura, il Biodinamico e l’Autoproduzione. Appena svincolata dalle persone che mi aiutano (non ho attrezzature) mi proverò a sperimentare le varie idee che mi frullano. Sono ancora in rodaggio e credo che lo sarò sempre. Mi piace, è dura: in questo perioro mi alzo alle 4 per essere alle 5.30 (alba) in campo, poi alle 7.30 mi lavo a casa e vado al lavoro retribuito, dopo pranzo organizzo il menage familiare con figli, lavature, stirature, preparazione pasti. Alle 17 torno in campo fino alle 20-20.30. Cena, riorganizzazione per il giorno dopo e via di nuovo. Sunto: Non mi piace criticare ne generalizzare. I fricchettoni ci sono sempre stati ma il problema è la volontà di ognuno di noi. Come dice mia suocera: Il sole la mattina si alza per tutti !! Sta ad ognuno svegliarsi e darsi da fare. Criticando loro vi unite a loro (mi è parsa un po’ di acidità in quello che è stato scritto). Se posso dare un consiglio la campagna come attività costa fatica e soldi (attrezzature, sementi, trattamenti, manodopera, avversità, inesperienza, etc.), se invece la campagna è solo fare l’orto o poco più, no! Quindi chiariamoci le idee e partiamo. Grazie per l’attenzione. Silvia

  • Reply .manu. luglio 22, 2010 at 9:57 pm

    eh, va bè….beata te!!!! pensa che proprio ora che il mio orto sul balcone iniziava a funzionare un po’ più decentemente mi ritrovo col giardinetto in cui poter fare un mini-orto in terra e con qualche albero da frutto già avviato! 😉
    anche se poi mi guardo da fuori e dico: avrà senso fare un orto praticamente sotto malpensa??? ..forse tra i bio-fricchettoni bisogna inserirci anche quelli che lo fanno in maniera superficiale (tipo me?!)…che dici?

  • Reply maria fidanzi luglio 23, 2010 at 6:03 pm

    ciao, Erbaviola, volevo solo farti notare che c,è un bellissimo blog di jacopo fo, sul”fattoquotidiano.it” che ha qualcosa a che fare con le tue idee sulla coop, se ti va di leggerlo, il titolo è,”critiche, consigli e altro” ciao, e grazie

  • Reply davide luglio 30, 2010 at 11:00 pm

    Ben detto erbaviola. Grazie di questo bellissimo post (che condivido) e anche per le belle fotografie.
    Un saluto,
    Davide

  • Reply Se ognuno pensa al proprio orticello… « arriva il 2012 : cosa mi porto nel Nuovo Mondo? settembre 8, 2010 at 8:35 pm

    […] leggi sul blog di erbaviola cose come “Pensa che invece a noi è piovuto dal cielo un meteorite con dentro: casa di […]

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