Conferenze & corsi, Orto, Vita da veg

GOSSIP N.4: CAPITA CHE VENDA SBUCCIA-BANANE A PEDALI AL MERCATO

Il non-laboratorio di orto naturale e vegan

Ci sono weekend in cui non so cosa fare e mi invento delle attività. Per esempio questo weekend mi sono piazzata tra una gelateria vegan e uno stand di Sea Shepard e ho urlato per un’ora e mezza tra gente che andava e veniva, facendo a gara con cani e bambini.  Ho fatto la dimostrazione dei tagliaverdura ‘già visto in tv’ e del panno magico che lava tutto, poi quando il pubblico era bello caldo ho tirato fuori il mio pezzo forte: lo sbuccia-banana a pedali. Per fortuna non se ne è accorto nessuno dell’organizzazione, loro sono convinti che fosse un laboratorio di orto sul balcone. Io invece, diabolicamente, approfittando della confusione, ho fatto la mia dimostrazione dello sbuccia-banana a pedali urlando come una pescivendola per farmi sentire nelle ultime file.
Sono stata veramente fortunata a trovare questo posto, perché altri che avevano mezza dozzina di ascoltatori sono stati piazzati in grandi spazi per conferenze e lì non ce la puoi fare a imbrogliare. Gli devi proprio fare il corso con il laboratorio. Invece io avevo la posizione ideale: alle spalle la porta del rifugio antiatomico, dove potevo scappare casomai mi beccassero a vendere il panno magico che lava tutto. Poi la zona di passaggio subito dietro gli spettatori in modo che altri passando si interessassero chi allo sbuccia banana a pedali, chi al taglia mela a pannelli solari e chi al panno magico lavatutto che, diciamocelo, ha sempre il suo porco successo. Inoltre, se qualcuno dell’organizzazione si fosse lamentato che non era un laboratorio di orto, avrei sempre potuto addurre la scusa che non era possibile farlo con metà gente in piedi e dei semi sufficienti solo per trenta persone. Sì, perché io sono più che diabolica: ho chiesto che il corso fosse a numero chiuso, massimo trenta persone. La gente, come sapete, se una cosa è esclusiva la vuole, la brama. Così con un colpo solo mi sono fatta il pubblico e la scusa per non fare il laboratorio (qualora qualcuno si fosse accorto che non avevo fatto il laboratorio).
Inoltre, io che sono una con grande esperienza di conferenze, avevo già calcolato che essendoci poche sedie, molti sarebbero stati in piedi dietro, coprendomi opportunamente alla vista degli organizzatori che magari passavano da quelle parti. Sai com’è, può sempre cadere un meteorite o sbarcare un ufo, cosa che porta gli organizzatori dalle tue parti, a dare un’occhiata a quel che fai e dici… Ma per fortuna non si sono verificati eventi inconsueti. Infatti non appena ha iniziato a formarsi un discreto capannello (di cui non posso produrre foto, se no sembra che fotografiamo i culi alla gente) io ho subito sfoderato anche la batteria di pentole in acciaio inox con la cottura che non fa ingrassare. Purtroppo verso la fine gli organizzatori se ne sono accorti lo stesso e mi hanno portato via il tavolo da sotto, proprio mentre fingevo di autografare copie del mio libro (in realtà stavo contrattando una fornitura di panni magici con un salumiere di Viareggio).

Ma io per darmi un tono ho finito di autografare le copie sull’unica sedia rimasta, seduta per terra, mentre con l’altra mano facevo una carambola di semi, germogli, sbuccia banana a pedali e panni magici sfrattati dal tavolo. Alla prossima edizione mi imbucherò per vendere tavoli e sedie, a quanto pare una merce rarissima in Piemonte, altro che panno magico! L’unica bazza è che in questa zona usano solo tavoli semoventi: quello della foto bisogna tenerlo fermo con un sacco di terra, uno scatolone di libri e un piede, preferibilmente dell’oratore. Il che però mi ha spiegato come mai il tavolo assegnatomi la sera prima fosse stato importato direttamente dal villaggio dei Puffi, era anche blu e misurava la mia coscia ma quantomeno non ballava la samba non appena appoggiavo qualcosa. Però per riequilibrare il tutto, quella sera ho proiettato le mie slide su un muro scrostato, altrimenti come facevo a distrarre i presenti? Mica si possono distrarre solo facendoli sedere per terra a settant’anni o accalcandoli sulla porta come se dentro ci fosse la dimostrazione del Folletto. Bisogna essere creativi, anche perché ormai il Folletto non vende bene, va di più lo sbuccia-banana a pedali.

La vendita comunque è andata molto bene. Io uso una tecnica di ipnosi particolare, i partecipanti al corso pensano di aver imparato come evitare i concimi non vegan e farsi da soli quelli vegetali, invece hanno comprato lo sbuccia-banana a pedali. Purtroppo non ho potuto fare solo la dimostrazione del macina-acqua elettrico perché forse, sospettando che volessi farla, mi hanno privato dell’acqua per il relatore. Così il venerdì sera mi son bevuta tutta l’acqua che avevo portato da casa e il sabato ho trovato solo una caraffina con il fondo del relatore precedente e due bicchieri sbausciati, comunque non a sufficienza per far andare il macina-acqua elettrico.

L’unico vero inconveniente è che quelli che si sono accorti che stavo facendo le dimostrazioni del taglia verdura a spaghetto e rondelle, hanno avvisato prontamente gli organizzatori della conferenza della domenica. Così sono rimasta fregata. Arrivata a Bologna, mi sono resa conto con terrore che avevano piazzato dappertutto cartelli come quello sotto. Quello sotto in particolare era altro tre metri, a prova di ipovedente. Il che rende particolarmente difficile barare sull’argomento, sulla location e sull’orario. O ipnotizzarli. (Prego anche di notare la simbolica impiccagione delle bottiglie in pvc alle spalle, sebbene loro le spaccino per lampadari ecologici)

Purtroppo della gente si è avvicinata a questa trappola micidiale che sono le informazioni dettagliate ed è stata catturata. Questi pazzi gli hanno anche messo sotto il naso che si trattava di erbaviola, così “ah, madai, c’è erbaviola!” e se anche non volevano seguire la conferenza perché sanno benissimo cos’è la stevia, son venuti a vedere il pagliaccio.

Che allocchi! Potevano stare in piedi e farsi vendere lo sbuccia-banana a pedali, invece si sono approfittati delle sedie e hanno colonizzato anche i corridoi attorno. E una volta che sei seduto su una sedia, si sa, stai comodo e non te ne vai. Il problema maggiore però sono stati il moderatore e lo staff, che si devono essere proprio allarmati al racconto di quello che ho fatto il giorno prima, così appena arrivata mi hanno subito placcata in quattro, con la scusa dei saluti. Seduta, microfonata, riempita di acqua in tre qualità …e ora prova a tirare fuori un panno magico che pulisce  tutto!  Mi è toccato parlargli della coltivazione naturale, dei macerati vegetali, pure della stevia… Ho tentato anche di ribaltare il tavolo ma era saldamente ancorato al pavimento. Ho tentato di urlare ma hanno repentinamente alzato il volume del microfono, non c’è stato modo di distrarli.

Così alla fine mi spiace, ma questi poveretti sono andati a casa con un casino di informazioni inutili sull’orto, gli orti sociali e come chiedere terreno al proprio comune invece che con un bello sbuccia-mela solare. Mi spiace ragazzi, non si può sempre riuscire in tutto!

————-

Mi scuso se questo post non sarà comprensibile a tutti. Non bisognerebbe mai scrivere per una parte soltanto, ma questa volta c’era bisogno. Io avevo bisogno di esorcizzare una grande rabbia con una risata.
Altri hanno bisogno di capire che alcuni aspetti organizzativi sono assai migliorabili, sempre con una risata.
Altri ancora hanno bisogno di sapere perché venerdì sera sono venuti da Novara a Torino apposta per la mia presentazione e sono rimasti in piedi fuori da una porta. O perché altri sono venuti domenica da Padova per fare un laboratorio che poi era un corso urlato in mezzo alla strada. Questi ultimi è un po’ più difficile farli ridere ma mi sto impegnando (aspettate di vedere quando si accorgeranno di aver comprato tre sbuccia banana a pedali e non il mio libro).
Mentre scrivo un’amica mi sta dicendo che sabato non mi ha trovata perché  quando è passata nei pressi ha pensato che quella fosse solo la folla seduta fuori dalla gelateria. Sarà il decimo messaggio della giornata e questo mi fa un po’ incazzare.

A volte, è veramente difficile organizzare le cose, soprattutto se si tratta di lavoro in volontariato e se le cose da fare sono tantissime. Quando si arriva come me per soli due giorni e sembra che tutto vada a rotoli, si fa fatica a percepire un anno di lavoro dietro l’organizzazione, ma so con sicurezza che questo lavoro c’è stato. Magari un po’ migliorabile, soprattutto dal lato degli ospiti che non sono animalisti ubriaconi di origine britannica, soprattutto dal lato dei visitatori non vegan che arrivano a queste manifestazioni per altri canali, con la predisposizione giusta ad accogliere le idee antispeciste e non violente. Non rovinare questa predisposizione è un compito di tutti quelli che credono e praticano l’animalismo vero, io sto cercando di farlo con il mio modo solito: buttare sul ridere quello che non va e migliorarlo in futuro. Di solito funziona 😉

In ogni caso, un abbraccio a tutti quelli che hanno organizzato e a quelli che sono venuti e hanno condiviso, condiviso, condiviso. Spero di aver lasciato qualcosa.

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24 Comments

  • Reply lentijini settembre 14, 2010 at 1:40 am

    Acc! L’ipnosi ha funzionato.. fino a ieri c’era il tuo libro sopra la mia scrivania e oggi.. puff! verso mezzogiorno è comparso uno sbuccia banane! Che fregatura!!! 🙂
    Per chi non c’era posso confermare che il tavolo di sabato non stava fermo, ma per spezzare una lancia a favore degli inconvenienti, posso dire che tirava un’aria particolarmente sfortunata. Io sono rimasta in castigo contro il tronco di un albero e sono riuscita a combinare disastri di vario genere nel tentativo di imitare i gesti abili di Erbaviola. Quando ho capito che non sarei riuscita a produrre risultati apprezzabili mi sono messa a cuccia e ho solo ascoltato i suoi consigli ipnotici. Allafine sono tornata a casa con un libro interessante che purtroppo oggi si è trasformato in uno strano aggeggio per la frutta e un bicchiere con una manciata di terra con tre cicerchie dentro. Al di là degli scherzi, la cosa più bella che ho riportato a casa è la speranza e la fiducia di vedere spuntare una fogliolina dalla terra scura. Credo che alla fine, per quanto potessero essere controverse le condizioni e la location del laboratorio, quello che ci hai insegnato ha un valore inestinabile e per questo ti ringrazio tantissimo. Spero arrivi presto un’altra occasione di ascoltare i tuoi preziosi insegnamenti!

  • Reply Sauro Martella settembre 14, 2010 at 8:29 am

    He he…
    Grande Erbaviola! 🙂
    Ma si, dai… in fondo mi dispiace un pò di non aver visto al SANA lo sbucciabanane a pedali…
    Comunque mi unisco ai complimenti al gruppo Macro per l’organizzazione semplice ed efficiente.
    🙂

  • Reply Silvia settembre 14, 2010 at 9:01 am

    Proprio oggi ho due banane in ufficio per gli spuntini di rito, abbisognerei del diabolico marchingegno 😀

  • Reply Missvanilla settembre 14, 2010 at 9:34 am

    Nooooooooo cavolo, se sapevo che vendevi gli sbucciabanane venivo a Torino…..ero rimasta che facevi il corso…..che fregatura, lo sbucciabanane a pedali mi manca 😉

  • Reply Sauro Martella settembre 14, 2010 at 10:02 am

    Missssssss!
    perchè non sei venta anche tu al SANA? Non sai che le banane crude sbucciate a pedali sono buonissime?
    🙂

  • Reply Elisa settembre 14, 2010 at 10:38 am

    Che cavolo, sono stata al Sana sabato. Mi dispiace, mi sarebbe piaciuto conoscerti dal vivo e farti conoscere a mio marito. Pazienza, sarà per un’altra volta.
    Ma li vendi anche online gli sbucciabanane??? E mi sapresti dare le misure esatte per capire in quale cassetto devo posizionarlo? Potrei metterlo nello scaffale a destra, spostando un po’ lo spremiagrumi elettrico professionale a 4 velocità e il… no meglio no fare nomi o mi querelano!

  • Reply mammafelice settembre 14, 2010 at 10:44 am

    Hi hi hi! Come fai a inventarle? Sabato ti ho cercata, ma pur’io non ti ho trovata (ero di corsa ed ho corso (letteralmente) lungo il percorso diciamo principale. Non ho pensato a controllare il retro sul lungo Po…
    Però c’è da dire che non è una sede facile (ed era la prima volta lì). Il posto è bello e simbolico, ma in effetti meno gestibile per diversi aspetti 😉

  • Reply Yari settembre 14, 2010 at 11:40 am

    Oh, meno male che i miei colleghi dell’organizzazione ti hanno sgamata e hanno cercato di fermarti portandoti via il tavolo! Se me ne fossi accorto io, ti avrei come minimo rinchiusa nel rifugio antiatomico con una copia gracchiante di Meat the Truth in loop continuo (versione ridotta, naturalmente).
    Ma purtroppo ero in magazzino a rovistare alla vana ricerca delle banane che ci hai indebitamente sottratto per le tue dimostrazioni 😉

  • Reply Bibi settembre 14, 2010 at 1:28 pm

    sei fantastica 😀
    posso solo dirti che ho riso di gusto, il tuo modo ridincazzato© di dire le cose è davvero rilassante. un po’ meno credo per te che ti sei vissuta e sdrammatizzata all’istante in prima persona dopo esserti fatta anche un tot di chilometrini per dare un contributo.
    ma è bello anche così ….. 🙂
    Bibi

  • Reply diegus e bet settembre 14, 2010 at 2:09 pm

    Grace, noi non ti conoscevamo, abbiamo visto il tuo seminario sul programma al VegFest di Torino (non ci eravamo prenotati), abbiamo chiesto in giro, abbiamo trovato il posto, ci siamo seduti e, pur con un po’ di rumore di fondo abbiamo seguito il tuo laboratorio con gran godimento, anche solo da uditori. Abbiamo preso appunti, ci siamo avventati a comprare il tuo libro e ci sei piaciuta molto. Divertente il tono sarcastico del tuo post, ma non mi pare sia stato il disastro a cui tu sembri alludere 😉
    In ogni caso: grazie! 🙂

  • Reply diana settembre 14, 2010 at 3:13 pm

    e cosa mi sono persa! sono passata venerdi’ sera alla Vegfest, ma molto di corsa e non in tempo per fermarmi fino alle 21
    ma hai venduto lo sbucciabanane anche quella sera? oppure spacciavi una finta versione del libro, vuota dentro e con spazio per una fiaschetta di grappa, per fare gli pseudointellettuali al circolo dei lettori?
    ho anche avuto una fugace visione di Yari, ma era talmente impegnato a parlare con 5 persone e altre 10 in coda, che non mi sono fermata (magari progettava un tavolino traballante per l’indomani..)
    eh, che bella la vita del divulgatore volontario

  • Reply Erbaviola settembre 14, 2010 at 4:45 pm

    @lentijini: ah mi spiace non si fanno resi 😀 e poi lo sbuccia-banane è utilissimo!!! Grazie mille per il resto, in gran parte immeritato 🙂

    @Sauro: scherzi, vengo presto a farvi una dimostrazione a domicilio, come quelli del folletto! 😀 Vuoi vedere anche il macina-acqua elettrico? c’è il due per tre se ci metti anche lo sbuccia mela solare, ti faccio un prezzaccio solo per te! 😉 La Missvanilla non è venuta al SANA perché è una grandissima bidonara, quasi mi supera! (Va detto per gli altri che leggono, comunque, che Macro ha i mezzi e è il loro lavoro principale, mentre al Vegfestival sono tutti volontari… certo, poi l’interesse è una merce gratuita che possiamo tirar fuori tutti e non è raro trovare volontari molto più organizzati, dipende sempre da un sacco di cose e anche dall’organigramma… io ho guardato oggi per curiosità quello del vegfestival e forse l’unico appunto che si può fare è che sembra che tutti facciano tutto… il che non porta mai buone cose.)

    @Silvia: magari te ne porto uno a Pistoia se ce la fo a venire 😉

    @Missvanilla: sono sorpresa che una crudista come te non ne sia dotata. Chiaramente vale la stessa offerta di Sauro 😉

    @Elisa: che peccato davvero!!! purtroppo mi era rimasta solo la domenica 🙁 Sarà per la prossima!

    @Mammafelice: io invece ti ho trovata!!! C’erano un sacco di cartelli di dov’era la dott.ssa Isabelle e che era stata spostata nell’area bimbi, solo che poi sono dovuta andare a cercare il sacco di terra e mi sono persa l’intervento… sarà per la prossima!

    @Yari: LOL! Vabbé, dai, le banane ve le riporto alla prossima occasione 😉 Mi è rimasta una curiosità: quella specie di rifugio antiatomico era classificato come ‘casa della giraffa’… nana? come ci stava la giraffa lì dentro? (male ovviamente). Comunque alla prossima ESIGO come location la piscina delle foche, il pallone lo porto io.

    @Bibi: smacksono scelte che comunque rifarei sempre. non sai com’è una cosa finché non ci sei dentro e viceversa dovresti escluderle tutte a priori. Io non sono una molto da libreria cool con le luci a palla, se devo scegliere preferisco chi ci crede davvero e un po’ di sgarruppamento… senza eccedere 😀

    @diegus et bet: questo mi fa molto piacere 😀 Grazie a voi di esserci stati! In realtà avete assistito a un altro corso rispetto a quello che doveva esserci 🙂 Se ne è accorto di più chi aveva portato tutti i materiali (50% inutilizzati) e chi aveva già sentito la presentazione della sera prima perché un po’ di cose sono state ripetute e ripescate. Purtroppo alcune persone erano venute per fare un laboratorio vero, che è una cosa completamente diversa, e magari venendo da lontano ci sono rimaste un po’ male, inizialmente. Poi comunque ci siamo sentite e è tutto a posto, il laboratorio lo farò direttamente su uno dei loro terrazzi la prima volta che passo 😉

    @diana: ma figurati, venerdì sera ho solo dato pillole in anarco-insurrezionalismo camuffate da autosufficienza alimentare 😉 Alla fine avranno distribuito gratuitamente l’amaro per digerirmi! Chi riusciva a parlare più di cinque secondi con Yari vinceva un premio ma mi pare che sia rimasto non riscosso 😉

  • Reply Harlock settembre 14, 2010 at 9:36 pm

    …manca il gratta-capo a manovella, utile agli organizzatori e a chi non c’ha capito niente 🙂

  • Reply Yari settembre 15, 2010 at 1:11 pm

    @Yari
    Il rifugio antiatomico credo sia stato costruito in seguito alla chiusura dello zoo per ospitare Experimenta, un parco tematico dedicato alle scienze che ha allietato per anni le serate estive torinesi. Lì dentro in particolare probabilmente allestivano mostre dedicate allo spazio, ecco perché era così buio.
    La piscina delle foche è tua alla prossima edizione, a patto che ci presti la palla per l’area bimbi quando non ti serve 😉

  • Reply mascia settembre 15, 2010 at 1:48 pm

    deve essere frustrante …..le foto si raccontano da sole.
    Perchè non organizzi degli incontri on line gratuiti che chi vuole si colega? purtroppo non so spiegarti bene come fare ma in rete c’è chi lo fa. Ad esempio la signora cavolettodibruxelles lo ha fatto l’anno scorso.
    ciao

  • Reply Angelo settembre 15, 2010 at 2:59 pm

    Volevo dire solo due cose,
    il posto in cui questo “laboratorio” ha avuto luogo era difficile da individuare, visto che seguendo il sentiero principale non era visibile, io credendo di essermi sbagliato me ne stavo per andare, poi ho imboccato la via che mi ha portato al rifugio antiatomico…

    La seconda:
    Scusa Grazia, ma tu lo sapevi che la cicerchia produce una neurotossina che potenzialmente potrebbe portare a patologie gravi??
    http://it.wikipedia.org/wiki/Lathyrus_sativus

  • Reply Erbaviola settembre 15, 2010 at 4:10 pm

    @Harlock: quello lo porto ad Avalon, che mi sa che ci sarà molto di cui grattarsi i capi 😉 In positivo chiaramente! Tu non dimenticar le olive, se no ti inseguo con lo sbuccia-banana a pedali, va velocissimo.

    @Yari: presto la palla solo se mi fanno giocare con loro 😀 che però l’anno prossimo, mi viene in mente, un laboratorio per bambini di sporcamento mani con la terra…

    @mascia: più che altro ‘sgolante’ e ho anche perso la competizione urli con i bimbi 😀 (vabbé era scontato!). Sugli incontri online non sono molto favorevole… possono essere sicuramente utili ma vuoi mettere con lo sporcarsi le mani con la terra, scambiare semi, conoscere il vicino di posto e avere sottobanco degli sbuccia banana a pedali? non è mica la stessa cosa online 😉

    @Angelo: ciao! l’importante è che ci hai trovati!! 😀 Invece per la seconda, la Wiki in Italia non ha ancora trovato un equilibrio. soprattutto sulla botanica leggo delle cavolate copincollate da sitarelli di poco conto e senza grandi basi scientifiche. Questa per esempio è un’informazione molto parziale. Sì, è vero che la cicerchia contiene una neurotossina ma per avere la latiriosi (che è poi l’unica conseguenza) dovresti mangiare cicerchie CRUDE tutti i giorni per un annetto. Infatti è una malattia che è scomparsa, si hanno attestazioni, le ultime, solo nei primi del novecento nelle Marche e qualche caso sporadico durante la guerra. E’ probabile che queste persone si siano alimentate per lungo tempo con cicerchie crude o secche, che lì crescono spontanee. La neurotossina (che poi è solo un aminoacido ‘travestito’ da neurotossina) ODAP viene inibita parzialmente dall’idratazione e completamente dalla cottura, infatti oggi si usa solo in zuppe e come contorno o per fare puré e paté vegetali (ottimi tra l’altro!!!). Uno studio recente piuttosto approfondito sull’inibizione di questa tossina in cottura se ti interessa approfondire è “Molecular marker analysis of genetic variation characterizing a grasspea (Lathyrus sativus L.) collection from central Italy.” di Tavoletti S. e L. Iommarini, 2007 in “Plant Bleeding” Volume 126, pag. 607–611, Dicembre 2007(c’è di sicuro alla Biblioteca della facoltà di agraria di Bologna, quindi probabile anche in altre, Plant Bleeding è una raccolta periodica di studi piuttosto diffusa)

  • Reply monica settembre 16, 2010 at 5:27 pm

    A me il tuo laboratorio è piaciuto e anche il libro (l’ho già finito).
    Anzi mi sa proprio che quest’anno a scuola i miei studenti costruiranno vasi per talee dalle bottiglie di plastica e concimeranno ravanelli con fermentati di soia.
    se no li metto a sbucciare banane ancora non ho deciso
    un bacio

  • Reply Ananas alla griglia | IL CUCCHIAIO DI LEGNO settembre 17, 2010 at 11:41 pm

    […] lavorare dietro le quinte, ma potete leggere il bel reportage di Veganlife o quello tragicomico di Grazia – che, pur bacchettandoci per bene, ci ha dato un grande stimolo per migliorare – e infine i […]

  • Reply lentijini settembre 17, 2010 at 11:43 pm

    A proposito di Cicerchie… è normale che crescano a velocità supersonica? Perchè al ritmo con cui stanno crescendo rischio di svegliarmi una mattina e trovare la casa invasa dalle tre piantine…. Ora sono ancora nel bicchiere… se crescono così in fretta mi conviene travasarle subito in un vaso grande(giusto?), ma quanto grande?

  • Reply Vera settembre 19, 2010 at 10:03 am

    Al Sana ti ho mancata giusto di un paio di settimane… ma spero di poterti vedere a Roma, ovviamente! 😉

  • Reply Erbaviola settembre 25, 2010 at 1:23 pm

    @lentijini: sì normalissimo, è una pianta pioniera e l’ho scelta apposta per dare prima di tutto qualcosa di veramente biodiverso e un po’ boicottato dalla grande distribuzione, secondo perché è a prova di pollice nero quindi cresce bene, velocemente e dà grande soddisfazione 🙂 Un vaso da 30 cm è più che sufficiente, se non le vuoi ricadenti, metti un paio di canne di bamboo e falle arrampicare. fanno dei fiorellini stupendi, delicatissimi, secondo me simili a piccole orchidee selvatiche.

    @Vera: ah sì? due settimane prima c’era la fiera della pelletteria… era ovviamente impossibile trovarmi lì, mi meraviglio che ci fossi tu … 0.0

  • Reply Vera dicembre 4, 2010 at 7:37 pm

    Ops, rispondo solo ora… non ero alla fiera della pelletteria, ero a Bologna per tutt’altro motivo! 😀

  • Reply Simona novembre 29, 2013 at 5:04 pm

    mi sono ripromessa di leggere un articolo al giorno del tuo blog, per leggermelo tutto e… ahahahahahahahahahah IO SO!!!! Che bello conoscerti!

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