Non avete la Soya-joy, la VeganStar, la VegMilkyPlus? Troppo tempo per farlo a mano? Una centrifuga ce l’avete?
Ecco qui più di un litro di latte di soia e 30 minuti in tutto tra cottura e centrifuga!
Chiaramente, trattandosi di una centrifuga, se ne possono fare anche 10 litri insieme, basta aumentare le dosi, niente di più semplice e veloce. A seconda della quantità di acqua che si mette, il latte di soia viene più o meno denso. La scoperta l’ho fatta casualmente, grazie alla nuova centrifuga che ha un attrezzo apposito per infilare i fagioli e i cereali. Ma si può fare benissimo anche senza questo pezzo, vedi di seguito. Passiamo subito alla pratica che per oggi ho già scritto abbastanza.
Ingredienti per 1 lt abbondante di latte di soia:
100 gr di fagioli di soia reidratati 24 ore in acqua (il peso è quello dei fagioli secchi)
1 lt di acqua
1 pizzico di sale integrale
5 cm di alga kombu (facoltativo)
2-3 cucchiai di sciroppo d’agave (facoltativo)
Cuocere i fagioli di soia in acqua (due volte il loro volume) per 25 minuti, con un pizzico di sale e l’alga kombu. L’alga facilita la cottura, è ricca di calcio, ferro, magnesio e rilascia una mucillagine che rende il latte più cremoso, senza aggiungere alcun sapore particolare. Io uso la varietà Saccharina japonica che è più dolce. L’altra varietà di alga kombu che si trova in Italia, la Laminaria digitata, mi sembra più aspra e meno adatta al latte di soia. Però, anche qui, va a gusti
Non è necessario togliere la schiuma che si forma man mano durante la cottura.
Dopo una decina di minuti dall’inizio dell’ebollizione, vengono a galla le pellicine dei fagioli di soia. Io consiglio di toglierle, è un’operazione facilissima da fare con una schiumarola passandola a filo d’acqua. Il motivo è che danno al latte di soia un gusto troppo ‘fagioloso’, ma è appunto una questione di gusto. Se le lasciate, non c’è problema, verranno sminuzzate dalla centrifuga.
Dopo 25 minuti di cottura, scolare i fagioli di soia. E’ meglio non farla raffreddare troppo tra questa fase e la centrifugazione perché più si raffredda e più indurisce, con conseguente difficoltà di triturazione per le centrifughe più datate.
Nel frattempo che i fagioli di soia cuociono, si prepara la centrifuga. Nel mio caso è già dotata di un suo imbuto a coppa per i fagioli, perché questo tipo particolare di centrifuga va messa in moto venti secondi prima di cominciare a centrifugare. Per questo ha un tappo che permette di avviare la centrifuga e poi stappare al momento di far scendere i fagioli.
Un imbuto del genere è facilmente sostituibile con un imbuto per marmellate, quelli che servono per versare la marmellata nei vasetti e hanno l’imboccatura grande. Siccome non esiste uno standard nell’imboccatura delle centrifughe, bisogna che guardiate che diametro ha l’apertura della vostra. In ogni caso, non è difficilissimo infilare i fagioli servendosi di un cucchiaio
L’imbuto con tappo. La cordicella serve per toglierlo dopo aver versato i fagioli.
Eccoci pronti per ottenere il latte di soia: fagioli nella coppa sopra, pronti per scendere nella centrifuga. Un litro di acqua a temperatura ambiente. Una bacinella di raccolta in cui ho rimesso l’alga kombu usata per la cottura. Io lascio sempre l’alga ancora per almeno una decina di minuti dentro al latte prima di travasarlo, così faccio un latte di soia addizionato di ferro, calcio, iodio e magnesio di cui è ricca (ricordo si usa anche in cottura).
Avviare la centrifuga, inserire i fagioli e versare il litro di acqua. Se non usate l’imbuto, inserite un po’ di fagioli e un po’ di acqua, un po’ di fagioli e un po’ di acqua …finché non finiscono
Ed ecco qui il delizioso succo bianco che scorre!
E dietro, nel cesto di raccolta, cosa rimane? L’okara ovviamente! Se non sapete cosa farvene di questo alimento iperproteico, qui ci sono diverse ricette con l’okara
(sì lo so, devo mettere ancora la ricetta delle mie polpette di okara, ormai me l’hanno detto in mille ‘assaggiatori’ ma… mi dimentico sempre
Scusate! )
Aggiungo poi succo concentrato di agave, ne bastano 3-4 cucchiai. E’ dolce e ha una consistenza cremosa, secondo me è meglio dei malti per dolcificare il latte di soia. Dopo anni di esperimenti, sono arrivata a questa conclusione, ma magari tra qualche tempo troverò altre soluzioni
E infine… imbottigliare! Una bottiglia di vetro, un semplicissimo imbuto, et voilà! Più di un litro di latte di soia. Ovviamente se si usano per esempio 4 litri di latte di soia a settimana si può fare lo stesso procedimento quadruplicando le dosi sopra e si ottiene la scorta per tutta la settimana. Il latte di soia fatto in casa, infatti, può essere conservato fino a 7-8 giorni in frigo.
Ecco qui la mia dose settimanale (ok lo ammetto… ne ho bevuto un po’ prima di fare la foto
). Eh sì, perché ultimamente in questa casa si sta seguendo una dieta 80% crudista e il latte di soia è una delle pochissime concessioni, quel 20% che la mia magister crudista dice che ci può stare, per non traumatizzarmi troppo, contando che siamo in inverno e ying e yang vanno riequilibrati
Vi abbraccio tutti e vado ad autoprodurre un po’ di serenità per la domenica!
smack
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