Animali, Appelli & Boicottaggi, Giorno per giorno, Vita da veg

CAPITA DI SBAGLIARSI

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A tre anni ho mangiato sabbia, convinta che fosse commestibile. Capita di sbagliarsi. Se nelle formine ci metti sabbia, non diventano dolci.

15 anni fa mangiavo carne ed ero convinta di amare gli animali. Capita di sbagliarsi. O ami gli animali o li mangi.

12 anni fa ero convinta che far parte di una grande azienda mi valorizzasse come persona. Capita di sbagliarsi. Mi sono valorizzata solo uscendone.

10 anni fa ero convinta che gli amici andassero ricevuti tutti con bicchieri di cristallo soffiati a bocca e tour de force di due giorni in cucina. Capita di sbagliarsi. Gli amici sono amici anche con tovagliette di bamboo e bicchieri di vetro.

5 anni fa ero convinta che andare all’estero fosse l’unica soluzione. Capita di sbagliarsi. Per ora, almeno.

Fino a 1 giorno fa ero convinta che promuovere PeTA in Italia fosse una scelta giusta, che fosse l’associazione con il tipo di comunicazione che mancava, in Italia. Poi oggi ho letto della Canalis nuova testimonial di PeTA. Capita di sbagliarsi.

Ovviamente è solo una mia opinione. Non rinnego PeTA, come non ho rinnegato altre associazioni che hanno commesso errori, almeno dal mio punto di vista. Ma visto che l’ho sostenuta pubblicamente, ora me ne dissocio pubblicamente.

Non ho nulla di personale contro l’artista Canalis, non è mai comparsa nei film che ho visto. Ho qualcosa di personale, però, contro chiunque reciti in film  sponsorizzati da marche di pelletteria, ne faccia uso,  e poi posi nuda per una campagna di PeTA contro le pellicce. Il cincillà no ma la renna, il vitello e il serpente sì, in pratica. Ma anche come scelta personale, tanto che “lei sceglie semplice pelle di vitello nera.”(qui) Viva la semplicità.
Soprattutto se poi recita anche in una serie tv sui salumieri e in film in cui vengono utilizzati animali addestrati (consiglio comunque la lettura della recensione, sembra il menu di un macello).  Uno dei punti cardine di PeTA è infatti la lotta all’uso di animali nell’industria dell’intrattenimento. Infine, ho anche un filo di qualcosa contro il promuovere il consumo di carne ed essere un testimonial di PeTA. Opinione personale. Ma leggere “Per lei una fumante bistecca di Angus Argentino, una delle specialità del locale” oppure “Pranzo di natale con maialino” non è esattamente piacevole. Mettiamola così.

Testimonial di cosa quindi? Pelletteria a go-go, gran mangiate di carni e salumi… sono basita.

Oh, capita di sbagliarsi. Però. Se nelle formine ci metti sabbia, non diventano dolci. Oggi mi sembra proprio di aver mangiato una cucchiaiata di sabbia.

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40 Comments

  • Reply Vale maggio 5, 2011 at 8:14 pm

    Concordo su tutto.
    E la Canalis mi sta pure antipatica.

  • Reply Teo maggio 5, 2011 at 8:28 pm

    Sbagliando s’impara, perseverare é… semplicemente stupido! ^_^

    Brava erbetta, limpida e lineare come sempre! :-*

  • Reply nicole maggio 5, 2011 at 9:19 pm

    concordo appieno…
    no comment.

  • Reply Sibia maggio 5, 2011 at 9:42 pm

    Concordo pienamente con te.. oggi ho anche letto che Peta avrebbe festeggiato l’uccisione di Bin Laden.. francamente spero sia solo una bufala.. tu sai qualcosa in proposito?

  • Reply Edera maggio 5, 2011 at 9:46 pm

    SOno basita anche io.Non ho parole.Ma come si fa?

  • Reply Bibi maggio 5, 2011 at 10:15 pm

    non facciamo niente?
    non protestiamo?
    non gli mandiamo centinaia di mail?

    mi dispiace tanto, eri così contenta e di riflesso mi hai contagiata.
    ti dico la verità: mi sta proprio sul cazzo mettere la mia faccia (anche se solo per poche ore) in una cosa di cui sono convinta e poi vedere questo.

    “Ciao, conosci PeTA? Lo sai che è l’UNICA associazione al mondo che chiede a chi collabora almeno il vegetarismo per coerenza con il suo messaggio e ciò che difende?”

    …….come direbbe Emilio Fede (lo odio ma ci sta): ……CHE FIGURA DI MMERDA…….

    lo so, sono un po’ troppo colorita e fracassona e tutto quello che vuoi, ma davvero mi sono cdute le palle.
    e mi dispiace tanto per tutto l’impegno e l’anima che ci hai messo, tu e Matteo, posso solo lontanamente immaginare come ti sia sentita 🙁

    un bacione grande, non demordiamo e mandiamo le mail?
    Bibi

  • Reply Silvia keroppi maggio 5, 2011 at 10:20 pm

    anch’io sono d’accordo, mi dispiace che peta abbia fatto questo errore cadendo in basso 🙁 però ti dirò che alla fine mi sto accorgendo che l’uomo è sempre lo stesso, anche se vegan, carnivoro, animalista, cacciatore, ambientalista, cattolico, buddista, ateo, italiano, indiano, musulmano, inglese… non mi stupisco più di tanto.

  • Reply Teo maggio 5, 2011 at 10:33 pm

    Forse l’ennesima “pista” di coca le ha fatto cambiare idea da pochi giorni…

  • Reply TroppoBarba maggio 6, 2011 at 1:13 am

    La coerenza sta diventando sempre piu` rara.

  • Reply Elena maggio 6, 2011 at 8:58 am

    … concordo, concordo pienamente anch’io.
    Resta comunque una questione difficilissima da affrontare ogni giorno: il compromesso di vicinanza e a volte di affetti.
    Vicinanza e affetti pur nella completa diversità di scelte… a essere puri (io tendo si solito…) si rischia spesso un isolamento coerente ma allo stesso tempo (a volte) assai sterile…
    … continuo a concordare, ma non è semplice essere semplici nelle decisioni.
    Ciao Grazia, sarebbe bello continuare a parlarne… intanto grazie.
    Elena

  • Reply ElenaSole maggio 6, 2011 at 9:14 am

    Soldi,,,soldi,,,soldi,,,

    immagine…immagine…immagine…

    sembra, (anzi “è”) tutto giri SOLO intorno a questo, arrivati alla “poltroncina”, al ruolo importante, si perdono di vista i valori…

    Preferisco la coerenza. Grazie per questo post, e avermi “illuminato”…

  • Reply Celidonia maggio 6, 2011 at 9:47 am

    Per fortuna dove c’è la sabbia prima o poi arriva anche l’acqua, trasparente e cristallina come le tue parole.
    Io parole non ne trovo proprio per commentare questa cosa, m’esce solo un gigantesco “bleah” (sarà colpa della sabbia…)

  • Reply Edera maggio 6, 2011 at 12:03 pm

    Io sono dell’idea di Bibi, tartassiamoli di mail!!!

  • Reply Harlock maggio 6, 2011 at 3:48 pm

    potere! potere! potere!
    Il potere mediatico della Canalis, vale molto di più di una piccola borsetta di pelle!

    concordo con Silvia …non mi stupisco più di niente 🙁

  • Reply kia maggio 7, 2011 at 7:53 am

    quoto elenasole, silvia e harlock. ormai anch’io non mi stupisco più di niente…e poi ho capito che in un certo tipo di mondo non ci sono valori che tengano a confronto di fama e soldi…lasciam stare che è meglio…e comunque capita di sbagliarsi e non c’è nulla di male…non capita quasi mai di ammetterlo e rifletterci…^_____^ un abbraccio…e comuque x le mail son d’acccordo!:)

  • Reply .manu. maggio 7, 2011 at 9:23 am

    Magari si è sbagliata anche lei………………………………………………………..
    O loro……………………….. O_O (è questa la faccia basita? bè, volevo fare la faccia basita.)

  • Reply Yari maggio 7, 2011 at 7:22 pm

    Non mi dilungo su PETA e sull’eticità di alcune loro scelte (a me sono scaduti moltissimo quando è venuto fuori che promuovessero l’eutanasia su cani e gatti randagi sani), e sul fatto che dovrebbero a volte scegliere meglio i loro testimonial.
    In questo caso però alla fine mi sembra di capire che la Canalis abbia mandato un messaggio solo riguardo alle pellicce, non mi sembra che si sia dilungata sul fatto di quanto ami gli animali e altro (il filmato l’ho guardato mentre scrivevo una mail, può darsi che mi sbagli). Alla fine forse non è meglio che una persona famosa mandi in qualche modo un messaggio chiaro e faccia un primo passo in favore degli animali piuttosto che nulla? Non mi sembra che tutti gli altri loro testimonial passati siano vegetariani (tanto per citarne due: Rihanna e Dita Von Teese… E dubito anche le conigliette di Playboy…)
    PS. Meglio comunque che usino sempre Pamela Anderson ;-P

  • Reply Jaded maggio 7, 2011 at 7:52 pm

    Sadly, PETA piu’ di ogni altra organizzazione di tali dimensioni pare essersi data da fare non poco ad abbattere la propria immagine e credibilita’ agli occhi di sostenitori e oppositori. Quasi quanto basta a rendere vani i propri sforzi e le proprie battaglie negli anni. Non e’ questo italiano il primo episodio della serie delle tristi (e personalmente fallimentari) strategie del testimonial pop. Fermo restando che non nutro alcuna simpatia per personaggi come la Canalis i quali preferirei non vedermi squallidamente sbattuti in faccia per chissa’ quale nobile o bieca promozione, resto convinta del fatto che l’errore e’ di PETA.

    @Yari
    Mi pare PETA avesse chiarito la questione dell’eutanasia, se cio’ a cui ti riferisci e’ nient’altro che la diffamazione di PETA da parte dell’AETA

  • Reply Daria maggio 7, 2011 at 8:14 pm

    Davvero molto bello quanto hai scritto..:-)

    vorrei aggiungere… una settimana fa ero convinta di far parte di una famiglia, quella di Promiseland.
    Capita di sbagliarsi, l’ho capito troppo tardi dopo essere stata buttata fuori e senza preavviso dopo cinque anni di lavoro… e solo per avere detto cio’ che penso.

  • Reply matteo maggio 7, 2011 at 8:36 pm

    Yari, il problema è che un pensiero dovrebbe essere supportato dall’azione. Un personaggio famoso manda un messaggio valido quando dice: “Io faccio così, lo potete fare anche voi, si può fare”.
    Sono messaggi rivolti alla massa, a gente che si riempie di televisione, che è spesso buona di cuore e che già pensa che è un peccato maltrattare gli animali, ma poi vive nel mondo e compra quello gli vendono senza farsi particolari percorsi mentali.
    Se la Canalis dice loro che è triste mettersi una pelliccia perché annegano gli animali per farla e poi indossa giacche di pelle, non cambia un virgola nella vita di queste gente, che continuerà a frequentare il mondo e comprare quello che vede in vetrina, dispiacendosi per i poveri animali, come fa lei. Piangiamo per tutto, dai bambini africani al furetto, poi cambiamo canale e a posto così. In questo modus vivendi il messaggio della Canalis non apre nemmeno una minuscola breccia, anzi leva credibilità anche alle esposizioni degli altri personaggi che l’hanno preceduta.

    Io mi pento per non aver analizzato le abitudini di tutti i testimonial della PeTA, che erano comunque tanti e sicuramente, come dici tu, alcuni non vegetariani. Ma di fronte all’evidenza posso e devo dire che il tutto sembra solo una faccenda promozionale che con l’animalismo ha poco a che fare. Il poco piuttosto che il nulla è un concetto che non mi basta più. La teoria del meno peggio l’abbiamo vista in politica: non funziona. E comunque può avere senso se un personaggio lancia messaggi simili dagli studi di Buona Domenica, non nella campagna di una delle più grandi associazioni animaliste del mondo.

    Sull’eutanasia, infine, ci sono molte voci contrastanti e anche tante informazioni distorte da gente che vive per diffamare il PeTA. Non mi espongo con pareri definitivi perché non ho dati in merito, ma credo nasca da ciò che accade in Giappone, dove a gasare i randagi sono però i giapponesi stessi.

  • Reply Erbaviola maggio 7, 2011 at 11:39 pm

    sulla questione delle proteste via email: conoscendo bene (sigh) le strategie di comunicazione di Peta, so già che non servirebbero a nulla. Forse servono di più i volontari che dicono ‘arrivederci e senza grazie’… la manodopera gratuita è merce sempre più rara.

    La questione del ‘festeggiamento’ dell’uccisione di Bin Laden è purtroppo vera: un caso in cui un cieco patriottismo di massa si sposa con l’isteria di certi animalisti estremisti. Io francamente non so cosa sia successo al reparto marketing di Peta, di sicuro dovrebbero smettere di servire grappa a colazione o cominciare a farlo. (così come è vero anche il manifesto con Berlusconi, purtroppo).

    La questione di “Peta kills animals” invece è una bufala.
    Nel caso del Giappone è stata originata da un reporter americano che non aveva capito nulla: sono stati soppressi dei cani in un canile in cui c’erano anche i volontari di Peta. Per quanto abbiano cercato di fare adottare più cani possibile prima della scadenza, non c’è stato verso e alcuni sono andati purtroppo incontro a questa fine. Le leggi del Giappone prevedono infatti che in caso di sovraffollamento dei canili, si proceda alla soppressione degli animali più anziani. Purtroppo i volontari di Peta non hanno potuto fare nulla nonostante petizioni per le adozioni, richieste di clemenza ecc, ma è la stessa situazione che si trovano purtroppo ad affrontare molti volontari di Enpa, Oipa e Lav in Italia.
    Nel caso invece delle statistiche che dimostrano che nei rifugi di Peta, soprattutto quello della Virginia, il tasso di eutanasie è molto più alto che in altri rifugi, è un dato assolutamente reale. E’ vero che vengono eseguite più eutanasie, perché Peta prende in carico molti animali liberati dalla vivisezione. In molti casi purtroppo non si può fare altro che dargli una morte dignitosa, mettendo fine alle loro sofferenze. Queste statistiche sono poi state utilizzate da un ex impiegato, licenziato per lassismo, per ‘dimostrare’ che Peta uccide gli animali. Lo stesso comunque sostiene che i volontari di Peta vadano davanti alle scuole cercando di circuire i bambini, convincendoli a non mangiare carne… =.=

    Per i testimonial precedenti non vegan: da alcuni anni era stata adottata una linea più severa, tanto che alcuni personaggi hanno dovuto fare scelte radicali. Ricordo per esempio Natalie Imbruglia, vegetariana, che è stata costretta a rinunciare alla campagna L’Oreal (L’Oreal fa vivisezione). Certo, poi vanno valutate due cose: questa gente presta la propria immagine gratuitamente, quindi non le si può fare un contratto in cui si impegnano ad essere vegetariani per sempre. Se il giorno dopo l’uscita della campagna decidono che gli piace andare a caccia, purtroppo nessuno può impedirglielo. Il secondo aspetto è che in effetti questo succede, soprattutto tra le star che sono volubili e spesso con un solo neurone strafatto di coca.
    Però. Dal mio punto di vista, un conto è se succede un incidente di percorso, un altro conto è se vai a pescare la regina dei rimbambiti e le presti il tuo nome, facendole praticamente da garante. Dovrebbe essere il contrario.

    Su tutto il resto… siete più bravi di me 🙂

  • Reply Erbaviola maggio 7, 2011 at 11:48 pm

    Detto questo, però, secondo me il messaggio di Peta poteva funzionare in Italia, cioè il personaggio famoso che dice “hei, io sono vegetariano!”. Purtroppo è stata preferita la finta fidanzata di George Clooney che dice “hei, io mangio vitelli ma non vesto ermellino!”, il che è molto molto triste.

  • Reply Erbaviola maggio 7, 2011 at 11:59 pm

    @Daria: ti dedico una storia raccontata da Daisaku Ikeda (http://it.wikipedia.org/wiki/Daisaku_Ikeda) … a me è servita 🙂

    C’era una volta in un lontano paesetto un povero contadino che traeva di che vivere da un campicello che lavorava assieme alla moglie e al figlio e con l’aiuto di un cavallo. Un giorno il recinto venne lasciato inavvertitamente aperto e il cavallo fuggì. I vicini, appresa la notizia, esclamarono: “Poveretto, che sfortuna, e adesso come farai a lavorare?”. Il contadino rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!”
    I vicini restarono perplessi nel sentire quella strana risposta. Dopo qualche settimana il cavallo che era scappato tornò portandosi dietro una mandria di cavalli selvaggi che furono rinchiusi nel recinto. I vicini, vedendo tutti quei cavalli, esclamarono: “Che fortuna!” E il contadino ancora una volta rispose: “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo!” I vicini restarono ancora più perplessi nel sentire quella risposta. Dopo qualche giorno, mentre il figlio stava domando uno dei cavalli, cadde a terra e si ruppe un piede. I vicini subito esclamarono: “Che sfortuna, e adesso come fai?!” E il contadino ancora una volta rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!”.
    I vicini non sapevano più che cosa pensare del vecchio. “Forse è matto!”, pensarono. Dopo qualche settimana comparvero in paese alcuni soldati che reclutavano i giovani validi per la guerra. Quando entrarono nella capanna trovarono il giovanotto zoppicante e naturalmente lo scartarono, mentre tutti gli altri giovani furono reclutati. I vicini non ci videro più: “Che fortuna!” E il vecchio contadino ancora una volta rispose imperturbabile: “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo”

    Daria, guardala come una liberazione 🙂 Magari un giorno guardandoti indietro dirai “che fortuna! altrimenti non avrei potuto fare…” 🙂

  • Reply Daria maggio 8, 2011 at 12:45 am

    Grazie Erbaviola!
    Tuttosommato penso davvero sia stata una liberazione, specialmente dopo aver visto le ultime pubblicazioni 😉
    di nuovo grazie e perdonami lo sfogo…

  • Reply NaturalArmonia maggio 8, 2011 at 9:25 am

    Che dire?
    Come sempre con il denaro compri tutto, ma non è tutto oro quello che luccica!!
    Se io fossi nel signor PeTa (!!!) prima di fare una scelta pondererei . . . non si sa mai, potrebbe nuocermi!!!
    Prima o poi, tutto ritorna indietro, raccogli quello che semini!!
    Ciao e buona domenica.

  • Reply Simona maggio 9, 2011 at 8:47 am

    Sono sempre stata fan di PeTA, ho fatto volontariato per loro, ho lavorato per loro, ha influenzato il mio modo di vedere l’attivismo e ispirato l’associazione che ho fondato. PeTA per me è anche garanzia di un certo stile di vita… per questo che quando ho visto la Canalis quale loro testimonial ho gioito… E’ possibile che l’immagine che la Canalis abbia dato di sé sia scostata dalla realtà?

  • Reply matteo maggio 9, 2011 at 11:36 am

    Se la Canalis da’ un’immagine diversa dalla realtà qual è il senso del messaggio? Allora vale anche se domani il testimonial lo fa il presidente dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, basta che dica di non comprare le pellicce. Poi dal giorno dopo di nuovo con il fucile in mano a sparare a tutto ciò che si muove tra le frasche.

  • Reply BlueValentine maggio 9, 2011 at 3:24 pm

    Lo sapevo che ne avresti parlato, io stessa ero rimasta allibita da questa scelta, la tua riflessione non fa una piega e mi trova più che d’accordo.
    Sulla tristezza dei reparti marketing, stendiamo un velo pietoso…

  • Reply robxyz maggio 10, 2011 at 10:41 am

    Era destino inevitabile che un’associazione il cui nome invita imperativamente alla flatulenza finisse prima o poi col pestare metaforicamente una cacca 🙂

  • Reply elena maggio 10, 2011 at 5:24 pm

    che tristezza 🙁

  • Reply Gabriele maggio 11, 2011 at 6:51 pm

    Ciao!=)

    Nemmeno a me la PeTA piace, per gli stessi motivi che in parte sono già stati detti; penso che da parecchi anni stiano promuovendo soprattutto una gran confusione tra quello che (anche secondo loro, spero) è lo standard minimo di giustizia e DECENZA, il veganismo, e le altre forme di animalismo del giovedì pomeriggio (da quelle più blande, il no alle pellicce -ma chi le usa più- piuttosto che a lana o pelle, perché è un messaggio più vendibile, al veg/veggie/vegetarianismo, ai messaggi confusi sull’uso della violenza).

    Se credono si debba diventare vegani, farebbero bene a farlo sapere a tutti in modo coerente, perché se mi avessero fatto sentire nel giusto ordinando hamburger in un fast food particolare o diventando “VEGGIE” oggi non sarei di certo vegano.

    P.S.: Non so a che festeggiamenti riguardo a Bin Laden vi riferiate, ma se parlate di questo
    [LINK RIMOSSO mi spiace ma da questo sito non si linkano contenuti puramente razzisti]
    devo dire che:
    1) festeggerei volentieri anch’io;
    2) l’unico errore che vedo è in quel “Vegetarian” a stelle e strisce.
    Avrebbero dovuto scrivere “VEGAN”.

    Un saluto! =)

  • Reply matteo maggio 12, 2011 at 9:26 pm

    Io invece non ci vedo nulla di buono nelle stelle e striscie e nei patriottismi in genere, così come non festeggio la morte di alcuno. Non ho festeggiato per i morti americani dell’11 settembre e non festeggio per l’ennesima dipartita di Bin Laden (che alla bisogna appare, scompare, muore e così via).

    Faccio parte di quei coglioni che festeggiano la vita.

    Altrimenti farei parte di quelli che sono a favore delle guerre ma guai a toccare il povero leprotto. Le guerre giuste, ovviamente, perché c’è anche gente a favore delle guerre sbagliate e si rischia di confondere. Io sono vegano perché qualcuno ha coniato la parola, altrimenti sarei stato qualche altra cosa. Pacifista, forse, per usare un altro termine abusato. Di certo non rientro nel gruppo di quelli che applaudono alle bombe che radono al suolo case, persone, animali, città e marche di automobili. E poi dicono: cazzo, abbiamo ucciso anche un cane, povera bestia.

  • Reply Gabriele maggio 12, 2011 at 10:41 pm

    ma figurati =)
    Non festeggio “per la morte” di qualcuno.
    festeggio per tutti coloro che forse non verranno uccisi, o verranno uccisi un po’ più tardi.

    Io amo la vita, la mia e quella di chi loro vogliono ammazzare, e penso che vada difesa.
    Loro amano la morte, propria e altrui, a quanto sembra.
    Non è da chiunque mettere sullo stesso piano la morte di Bin Laden con quella delle sue vittime… pensiamoci su.

    Festeggio perché una organizzazione terroristica che ci ha dichiarato guerra in maniera non convenzionale, appunto tramite il terrorismo, è stata colpita nel suo capo. Ho qualche migliaio (di vittime del terrorismo passate e future) di buoni motivi per festeggiare. Sarebbe stato meglio lasciarlo continuare a progettare stragi, a decidere chi punire per primi per non essere come lui?
    Molto meglio poi se riusciamo a difenderci con operazioni mirate che con invasioni.

    Se quel che proponi è lasciare prosperare il jihadismo perché tutto va bene finché non ci toccano in casa nostra, e lasciamo pure che si ammazzino tra di loro, noi occidentali siamo cattivi quindi dobbiamo starne fuori e se vengono a farsi esplodere nelle nostre metropolitane avranno pure le loro ragioni, beh non siamo d’accordo. =)

    Un saluto!

  • Reply Erbaviola maggio 13, 2011 at 7:43 am

    @Gabriele: al di là del fatto che se dobbiamo contare i morti e determinare il grado di voglia di ammazzare, mi sa che vincono gli americani in entrambi i settori…. comunque, a parte questo, avrei un’osservazione idiota da fare a margine. Ma perché tutte le volte che devo prendere la metropolitana, evento ormai sporadico, c’è qualcuno che mi rinfresca la memoria sulla possibilità di attentati nella metro?
    Ditelo, che lo fate apposta per bearvi delle mie ansie! 😉

  • Reply matteo maggio 13, 2011 at 10:14 am

    Gabriele, si dovrebbe partire da molto prima per leggere la storia di quello che succede nel mondo. Su Bin Laden, poi, ci sarebbe il rischio di dover persino parlare di quando erano gli americani a foraggiarlo. D’altra parte l’America è sempre in guerra con gente alla quale ha venduto le armi. A pensarci è buffo: passiamo il tempo a proteggerci da gente che abbiamo reso pericolosa.

    Sono contrario alla violenza e alle guerre e non sto proponendo di lasciar prosperare alcunché. Faccio parte di quelli che vivono in un mondo con più di due opzioni. Io non metto sullo stesso piano nulla. Io dico, e ribadisco, che non gioisco della morte di qualcuno. Meglio, e magari ti sarà più chiaro: non sono felice dell’atto stesso dell’uccidere. Non sono felice nemmeno quando mettono sulla sedia elettrica uno stupratore, eppure non sono a favore dello stupro e comprendo fino in fondo la rabbia della vittima.

    Quando ci fanno esplodere nelle nostre metropolitane mi chiedo che cosa passi loro per testa e li maledico, ovviamente. E sono certo che c’è qualcuno che cerca di spostare la moglie e i figli dalla traiettoria delle bombe intelligenti che si chiede la stessa cosa e maledice me.

    Certi patriottismi di gente che balla in piazza sventolando le bandiere mi fanno venire la dissenteria, e questo vale anche per quando a danzare furono i musulmani l’11 settembre, con la differenza che si trattava in massima parte di poveri cafoni analfabeti che parlano di sacre scritture che non hanno mai letto e oppressi dalla visione fondamentalista di una religione che invece così non sarebbe. In effetti mentre scrivevo mi sono accorto che è la stessa cosa per molti americani.
    Se la guerra è una cosa seria, dovrei vedere gente che mi dice rammaricata che è costretta a farla, e non i cioccolatini a forma di testa di Bin Laden. Cos’è, una partita?

    In ogni caso, chiudo. L’argomento è la Canalis e non vorrei offenderla cambiando discorso. In “A Natale mi sposo” non ha recitato poi così male. E comunque meglio di Massimo Boldi.

  • Reply Gabriele maggio 13, 2011 at 8:48 pm

    @Matteo, che gli errori ci siano stati è verissimo =)

    ti ripeto, non “gioisco” per la morte di nessuna persona.
    Ma quando in una guerra che ci hanno dichiarato, chiamiamola poi come vogliamo, riusciamo a neutralizzare un nemico (anche se il terrorismo non si fermerà per questo) in modo “pulito”, senza grosse perdite di civili o militari e senza invasioni inutili, mi sembra un fatto positivo.
    L’atto americano era dovuto, e mi sembra giusto che chi lo approva (chi approva il diritto americano all’autodifesa) ne festeggi la riuscita.
    Sarebbe potuto succedere tutto in modo molto peggiore.

    Tutto qui. Poi che il mondo non sia perfetto, che la guerra sia brutta ecc. sono d’accordo; ma conta poco.
    (Riguardo al resto, spero davvero che tu non mi creda “felice di uccidere” o a favore della pena di morte; che poi ci sia una differenza tra situazioni di guerra e civili, tra realtà e mondi perfetti astratti è nelle cose)

    @Erbaviola, tu scherzi, ma.. anch’io!xD poi so che se dovrà succedere qualcosa probabilmente non sarà qui, ma…
    Un saluto a tutti =)

    P.s.(il link di cui si parlava era, per far capire di che si tratta, un post della peta scritto dalla peta, “Bite Osama bin Laden’s Head Off”)

  • Reply filippo settembre 14, 2011 at 10:35 am

    ciao erba viola,
    ho postato questo tuo post sulla mia bacheca di fb. mi era già piaciuto all’epoca, ma siccome hanno ricominciato a riempire le pagine dei giornali co sta pseudo testimonial nuda, allora mi è tornata voglia di dargli un pò di visibilità!
    grazie
    filippo

  • Reply Blog consigliati sull’antispecismo e il veganismo | The girl from Vega febbraio 25, 2012 at 7:30 pm

    […] energetico. Nel suo blog si occupa di questi argomenti ma anche di veganismo e animali. Post: – Capita di sbagliarsi – Frecciarossa che ti […]

  • Reply Andrea maggio 11, 2012 at 9:42 am

    A me non dispiace affatto, non vedo perchè qualcuno debba pensare che solo i vegani amino gli animali, questo tipo di “superiorità” mi ha sempre preoccupata e non m’è mai piaciuta, non si deve essere compassionevoli nei confronti degli animali per poi guardare gli altri dall’alto. Sono vegana da tanti anni ormai,metà della mia vita, ma così come mi infastidisce quando gli altri mi criticano perchè li metto in guardia sui pericoli della soia, dei cui effetti collaterali si tace al pari di quelli del’aspartame visti gli enormi interessi economici alle spalle, tratto tutti gli esseri viventi come miei pari.

  • Reply olmo novembre 5, 2012 at 11:27 am

    “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”,(mi riferisco ai commenti circa il comportamento della Canalis). Qui le pietre volano oscurando il cielo. Silvia Keroppi il 05-05-11 aveva ragione, l’uomo è sempre lo stesso indipendentemente che sia vegano,cacciatore, cattolico, buddista, ecc… La coerenza non va molto daccordo con i nostri istinti animali mai del tutto sopiti o repressi o sublimati, e quindi dei nostri egoismi personali che abbiamo più o meno in comune con TUTTI. Questo cosa significa? Che bisogna arrendersi? Neanche per sogno, anche se non ce ne accorgiamo ci stiamo evolvendo, anche se non tutti i passi vengono fatti in avanti, bisogna dire che rispetto a quando ci dondolavamo sugli alberi qualche miglioramento etico come uomini l’abbiamo fatto. Certo qualcuno può essere preso dallo scoramento come sembra sia accaduto a Silvia nel vedere che dopo qualche migliaio di anni i risultati siano un po’ modesti, ma se si crede nella coerenza per il bene di tutti gli esseri viventi bisogna continuare a lottare fino a raggiungere, non il trionfo della coerenza (di troppa coerenza si muore), ma un giusto ecquilibrio. Ognuno può metterci il suo mattoncino. Il paradiso è ancora molto lontano, ma noi possiamo accontentarci di qualcosina di meno.

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