Ultimamente il protagonista di questo sito sembra essere il cestino da raccolta.
In quanto a me, sono preda, letteralmente, dell’influenza, cosa che da quando seguo l’alimentazione vegetaliana mi capita raramente, posso stare anni senza un raffreddore. Ma penso che per questa volta possa dire invece grazie allo stress dell’ultimo periodo e alle difese immunitarie distrutte dopo due mesi di problemi con la schiena per la frattura (vedi post precedenti) e farmaci che alla fine ho dovuto prendere, pur limitandomi ai più blandi e a rimedi naturali.
Siccome non solo qui ci si ammala sempre in sincrono, ma si è fuori di testa con la stessa sincronicità, noi tossenti e doloranti oggi si è fatta comunque una capatina di raccolta. No, dico… non possiamo mica lasciar marcire l’uva sui filari adesso che finalmente ne abbiamo? E’ piccolina ma dolcissima, non ho ancora appurato che tipo sia, l’abbiamo trovata già qui e l’unica spiegazione è stata “E’ un’uva che non si ammala mai e non ha bisogno di niente”. L’ho subito amata. Sì, perché uno dei motivi per cui mangio raramente uva è che ho paura di mangiarmi quintalate di zolfo, bordolese (nei migliori dei casi) o piretroidi . E sto parlando dell’uva da agricoltura biologica, l’altra non la considero nemmeno. Così insomma, l’uva è pronta e con coraggio la mia metà si è arrampicato con febbre e mal di tutto a raccoglierne un po’, giusto quella che sennò marciva.
Già che ci siamo e abbiamo fatto questa bella idiozia di uscire dalla porta di casa con l’influenza, in una domenica di sole e vento, solo per approviggionarci di verdura, la conseguenza logica è che la cucina si è trasformata subito dopo in un campo di battaglia delle preparazioni. Qui la zona più presentabile: un po’ di prezzemolo, sedano, cipolle e uno dei giga-pomodori regalati da una vicina (pomodori così in ottobre a 800 mt, chapeau!) per fare una scorta di dado. Infatti a forza di zuppette da malati è finito anche il mio dado! Dietro, la cesta con la nostra uva appena raccolta. Prevengo la domanda della carta nel cestino: è un’uva molto succosa e senza mi farebbe marcire il cestino sul fondo.
Ora tossiamo allegramente e siamo doloranti più di prima, ma riforniti di verdure, frutta e vitamine freschissime … A presto!
Nota: devo rispondere a diverse email. Contate il tempo da bradipo più l’obnubilamento da influenza, grazie! Sono lenta ma non mi dimentico!
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