Brioche vegan farcite con marmellata di pesche - erbaviola.com
Autoproduzione, Cucina a legna, Giorno per giorno, Ricette

BRIOCHE VEGAN VELOCI E CASA DOLCE CASA

Brioche vegan farcite con marmellata di pesche - erbaviola.com

Stamattina un timidissimo raggio di sole ha deliziato per un attimo breve e intenso la nostra colazione domenicale, con brioche vegan ripiene di marmellata di pesche, l’ultimo vasetto della mia produzione estiva. Queste brioche le faccio da così tanti anni che ormai è diventato un lavoretto veloce, infornate mentre faccio altro e gustate ancora tiepide.
Veloce fare la sfoglia?!
E chi ha detto che faccio la sfoglia? 😀
La ricetta è sotto, le brioche non si fanno solo con la pasta sfoglia!

E’ ritornata poi la nebbia fitta con pioggerellina noiosa e gelida, ma noi intanto ci eravamo coccolati adeguatamente con questa colazione.

cucina a legna - erbaviola.com

Ieri mattina mi sono data alle pulizie generali, così mi sono sfogata un po’ dalla settimana stressante causa frana. Cose che capitano, non è che la vita si fermi per quello.
Pulizie qui vuol dire anche pulizia della cucina a legna e, credetemi, è un lavoretto che fa dolere le braccia per un paio di giorni se comprende anche lo smontaggio e pulizia della canna fumaria! Speravo di poter aspettare la primavera inoltrata, quando verrà spenta, ma mi sono accorta che tirava un po’ meno e non sarebbe bastato pulire solo lei, andavano puliti anche i tubi.
Così ho dato il via anche alla pulizia dei tubi di tiraggio, visto che hanno annunciato il ritorno della neve in Emilia, da stanotte. Tra il calore buono e asciutto che ci regala e le pietanze che ci fa cucinare sopra, è stata la compagna più affidabile di tutto l’inverno, alla faccia della stufa nuova del piano sopra e della caldaia che andava per i fatti suoi.

piano di lavoro cucina - erbaviola.com
Alcuni mi hanno scritto chiedendo come facciamo a resistere a questa infilata di contrattempi e problemi. Un po’ ce lo aspettavamo: quando si cambia casa ci vuole qualche tempo prima che le cose si assestino e funzioni tutto bene.
Cerco di guardare soprattutto i lati positivi: quest’anno abbiamo speso pochissimo e solo in legna, per scaldare una casa di due piani. Abbiamo speso circa la metà che a scaldare un appartamento di 80 mq con il metano. Con buona pace anche dell’inquinamento.
Tra i vari lati positivi che guardo c’è l’altra cucina, quella non a legna, che è quasi finita, abbiamo terminato di montare i pensili alti in cui ho infilato un bel po’ di cose, togliendole dal piano di lavoro. C’è ancora un po’ di lavoro da fare, ma almeno ho il piano quasi sgombro e utilizzabile velocemente, mentre prima dovevo spostare tutto se volevo anche solo fare un impasto.
Non ho due locali cucina, non fraintendetemi: la cucina vera e propria è troppo piccola per farci stare anche la cucina a legna e l’avrebbe resa rovente, così l’abbiamo messa nella zona pranzo: da lì scalda meglio il piano terra e non manda a fuoco chi cucina.

Portamestoli in smalto per cucina a legna, antico - erbaviola.com

Utilizzando davvero la cucina a legna e non come oggetto d’arredo, mi sono resa conto presto che non c’è un posto per appoggiare i mestoli, cucchiai e altro. Per le spezie ho rimediato con delle mensoline volanti di recupero, ma appoggiare il mestolo o il cucchiaio era diventato un problema, tutto il piano è in ghisa rovente e vicino non c’è altro: correvo avanti e indietro dalla cucina con una mano sotto il mestolo.
Poi è stata la volta della sedia con sopra un poggiamestolo, ma la gatta Kiki, non vedendolo da sotto, è saltata sulla sedia per sedersi vicina al teporino della cucina a legna e ha fatto volare via tutto.

Ma insomma, cosa diavolo usavano le bisnonne per appoggiare il cucchiaio di legno?!
Eccolo, il portamestoli da parete con raccogli-gocce.
L’ho trovato al Mercatino della ruggine e del tarlo, a San Giorgio di Piano, BO (si tiene ogni terza domenica del mese e non hanno “i prezzi da madamìn in cerca del pitale per metterci i fiori“, come dice una mia amica).
Non uso ovviamente i mestoli sbeccati e un po’ arrugginiti che erano insieme, ho messo invece un piattino ovale dentro il raccogligocce e ci appoggio il mestolo e il cucchiaio di legno mentre cucino. Poi è facile prelevare per il lavaggio e passare un cencio.

Così ieri, già che c’ero, ho finito di sistemare anche questo spazio: le spezie su vecchi supporti riciclati hanno fatto spazio al portamestoli in alluminio smaltato di inizio novecento (per un po’ era rimasto solo appoggiato) e sotto i ferri da stiro in ghisa che vengono dal mio rigattiere preferito: la soffitta della nonna e della bisnonna del mio compagno.  Completi di ‘poggiaferro‘, un pezzo che mi dicono ormai rarissimo. Comunque sono quelli che usavano e ho messo appositamente vicino alla cucina a legna, perché è lì che si scaldavano. Se ne usava più di uno, perché intanto che con uno stiravano, ne mettevano un altro paio a scaldare. Quello più grande con manico in legno, invece, era per ‘stirature pesanti’ come le lenzuola in canapa: si mettevano dentro le braci della cucina o del focolare e restava più caldo e più a lungo.

Ovviamente dopo questa nuova aggiunta, la mia metà è sempre più timoroso che prima o poi la casa diventi così.

cucina a legna antica - Archivio Shorpy - www.shorpy.com

Cucina a legna antica – Archivio Shorpy – www.shorpy.com

O, come dice lui, trasformi la casa nel “Museo della vita contadina“, citando un museo che abbiamo visto anni fa in Belgio e nel quale per tutto il tempo lui ha continuato a scuotere la testa e dire “sembra la soffitta di mia nonna”. Ma io lo tranquillizzo, non è affatto la mia idea di decrescita. Io amo vivere con cura, in modo sostenibile ma con agio.

Non ha ancora capito che il mio ideale è semmai così, il cottage inglese. Bassi consumi, rispetto per l’ambiente, riciclo e recupero, caldo tepore e profumo di dolci appena sfornati. Profumo di casa.

Antica cucina a legna restaurata - Country Living- www.countryliving.co.uk

Antica cucina a legna restaurata – Country Living – www.countryliving.co.uk


Ho divagato anche troppo e devo tornare al lavoro per recuperare quello che non ho fatto questa settimana. Vi lascio con un abbraccio e con la ricetta delle mie brioche, buone e senza troppa fatica

Brioche vegan veloci - erbaviola.com

BRIOCHE VEGAN VELOCI ALLA MARMELLATA DI PESCHE

Ingredienti:

▪ 250 gr di farina integrale di grano tenero
▪ 50 gr di farina di manitoba
▪ 175 ml di acqua tiepida
▪ 60 ml di olio di semi di girasole spremuto a freddo

Procedimento:
Impastare la farina integrale con olio e acqua q.b. fino a formare un panetto un po’ molle. Aggiungere la manitoba e impastare nuovamente, aggiungendo l’acqua quando serve. Io uso l’impastatrice e faccio lavorare l’impasto per dieci minuti. Formare un panetto e metterlo a riposare sotto un canovaccio un quarto d’ora, a temperatura ambiente (salvo se sopra i 25°C, perché in quel caso l’olio trasuda. In questi casi cercate un posto fresco e non metterlo mai in frigo, la temperatura è troppo bassa).
Stendere la pasta con il mattarello, fino a uno spessore di 2-3 millimetri. Tagliare in triangoli della misura che si preferisce per le brioche. Mettere in ogni triangolo un cucchiaio generoso di marmellata di pesche e chiudere bene arrotolando e dando la forma della brioche.
Cuocere in forno statico a 180°C per 10 minuti. Non è necessario lucidarle prima di infornare perché l’impasto è fatto con olio, come vedete dalle foto risulta bello lucido e croccante.

Si possono preparare la sera prima o giorni prima, congelarle senza cuocerle e poi cuocerle direttamente congelate al bisogno. Non è un procedimento sano, ma ogni tanto può servire per un té senza troppo lavoro o per deliziare gli ospiti a colazione, cosa che io adoro fare 😉

 

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51 Comments

  • Reply Edera March 24, 2013 at 5:03 pm

    oooooh! grazie mille per questa ricetta mia cara! non sapevo che si potessero fare le brioche senza sfoglia, evviva evviva! Quel poggiamestoli è meraviglioso. Appena il tempo si rimette voglio fare un giretto con te da qualche rigattiere, direi che ce lo meritiamo 🙂

    baci da qui a li, anche noi con pioggerellina e cielo grigiolino…

    • Reply Erbaviola March 24, 2013 at 6:43 pm

      Maddai, non te le ho mai fatte?! Oh, bisogna recuperare allora, alla prossima ti faccio trovare le brioche… magari per quel té con Silvia che rimandiamo dall’autunno 😉
      sì,sì, un giro dai rigattieri! Evviva! Ci sto! baci a voi!

  • Reply natadimarzo March 24, 2013 at 5:14 pm

    Le tue brioches fanno venire voglia di fare merenda!! E la tua cucina mi piace un sacco, sia quella a legna che la seconda con il piano di legno smisurato (lo voglio anch’ioooo! così da poter tagliuzzare, stendere, impastare tutto quel che mi pareee!)
    Capisco benissimo le paure del tuo compagno, infatti a forza di mercatini mia mamma ha trasformato la cucina in quel che dici per la gioia di mio padre, nel senso che l’ottanta per cento delle cose son lì “per bellezza”…bella, per carità, ma sembra di entrare nelle pagine di “casa country”, la rivista.
    Ultimi acquisti, due pentoline smaltate a fiorellini… “queste le prendiamo per metterci i fiori” -.-‘
    Buona domenica 🙂

    • Reply Erbaviola March 24, 2013 at 6:46 pm

      aahah capisco lo stile della mamma! 😀 Io invece sono troppo pragmatica, se una cosa non mi è utile, non la considero nemmeno. Infatti le mie pentole/teiere con fiori sono tutti utensili che ho usato e si sono rotti, ma non me la sentivo di buttarli, così… Però dai, è bello anche che qualcuno recuperi queste cose anche solo a scopo ornamentale!
      Buona merenda!!

  • Reply Gloria March 24, 2013 at 10:41 pm

    Certo che dopo un mese di pulizia della canna fumaria, non ti sarà parso vero di pulirne un’altra, eh? 😉
    Anche Roberto ogni volta che recupero qualche oggetto (e ne ho trovati tanti sia a casa nostra che da mia mamma, quelli che usavano nonne e bisnonne) mette su qualche capello bianco, ma spesso anche per me si tratta di oggetti ancora usabili, o comunque belli da vedere… Alla fine per quello che costano non vorrà mica lamentarsi poi così tanto, no? Bella anche la tua cucina nuova, devo dire che ha un non so che di familiare 🙂

    • Reply Erbaviola March 25, 2013 at 10:52 am

      Ma sai che ho notato anche io certe somiglianze nella scelta della cucina? 😀 La mia è molto piccolina però, rispetto a quella di Villa Villacolle! Ed è anche un po’ strana, con il soffitto basso a travi, un punto che scende, uno che sale… la mostrerò appena finita del tutto! Comunque non mi stupisco più di tanto della scelta simile… il piano di lavoro in rovere è da impastatrici croniche – e lo siamo – mentre il lavandino gigante è l’ideale per chi raccoglie verdure dall’orto – e guardacaso…! –

      Comunque il mio si è lamentato non poco quando insieme a sua mamma gli ho caricato in auto uno scatolone da 40 kg con scritto “vecchi ferri da stiro”… e non ti dico il viaggio con il lampadario a gocce, ha ripetuto almeno ogni 5 minuti che sembravamo gli emigranti degli anni ’60!

      • Reply Gloria March 26, 2013 at 10:21 am

        Vero, infatti entrambe le scelte sono state ponderate proprio per questo! 🙂 Devo dire che nella vecchia cucina avevo cmq il piano di granito, anche quello da impastatrice cronica, e (a parte che ora è un po’ fuori moda) ha sempre svolto egregiamente il suo lavoro)! Qui poi c’è il surplus della madia, sempre in funzione, e del lavandino sotto la finestra, praticamente il sogno di una vita… 🙂
        Certo che 40 kg di vecchi ferri da stiro… dovrò dirgli che c’è chi sta peggio di lui, ma so già che mi ricorderebbe l’ultima spolmonata che gli ho fatto fare per recuperare un’altra madia (può sempre servire), una poltrona da camera che era della vecchia bisnonna (abbiamo un’amica tappezziera che ce la sistema con poco) e 6 sedie dalla casa della mia bisnonna. Ché poi alla fine si lamentano, ma lui quasi quasi voleva portarsi via anche qualcos’altro! 😀

  • Reply Alessandro March 25, 2013 at 8:54 am

    Ma…. niente lievito? O_o

    • Reply Erbaviola March 25, 2013 at 10:57 am

      Niente lievito caro 🙂 E niente zucchero. Prova e vedrai, è una pasta magica! Se non sbaglio in Liguria ne usano una versione simile per fare la torta pasqualina e se non mi ricordo male si chiama ‘pasta matta’ o ‘pasta pazza’. Non vengono mille strati come nella sfoglia, ovviamente, ma è buonissima nelle brioche, il segreto sta tutto nel tenerla morbida e umidiccia, leggermente appiccicosa

      • Reply Alessandro March 25, 2013 at 1:43 pm

        Ci provo, ci provo! 🙂

  • Reply Althea March 25, 2013 at 2:30 pm

    Che meravigliaaa!!! Grazie mille per la ricetta… ci devo troppo provare questo weekend!!! Poi ti faccio sapere come sono venute… e speriamo che la temperatura di casa mia non sia troppo fredda 😉

    • Reply Erbaviola March 25, 2013 at 2:40 pm

      come dicevo ad Ale sopra, il segreto sta tutto nell’impasto ‘molliccio e leggermente appiccicoso’ 🙂 Di solito una casa riscaldata normalmente è sufficiente 😉

      • Reply Althea March 25, 2013 at 3:27 pm

        Lo terro’ in mente… 🙂 Grazie ancora

  • Reply Ravanello Curioso March 25, 2013 at 2:45 pm

    Spettacolo … ! Beh a parte la tua cucina che ormai mi par di conoscere … ma queste brioche, sono spaziali. Da provare il prima possibile. Geniali! Thanks!

    • Reply Erbaviola March 25, 2013 at 5:25 pm

      figurati ^_^ Un abbraccio!

  • Reply francesca March 25, 2013 at 3:20 pm

    mmmmhhh!!!! buona devo provarla!… buona giornata ^_^

  • Reply fiorenza da rold March 25, 2013 at 3:24 pm

    anch’io voglio provare a fare queste brioches senza lievito e senza zucchero! brava grazia, ottimissima ricetta!

    • Reply Erbaviola March 25, 2013 at 5:26 pm

      fammi sapere come ti vengono cara! 🙂

  • Reply fioredimaggio March 25, 2013 at 3:34 pm

    E’ sempre bello fare un salto sul tuo sito e vedere che hai scritto un nuovo post..e oggi ci regali anche una ricetta nuova!!

    • Reply Erbaviola March 25, 2013 at 5:27 pm

      Grazie, mi fa piacere condividere ricette! Un abbraccio!

  • Reply Fabiana March 25, 2013 at 4:41 pm

    Ciao, che bella ricetta veloce!

    Secondo te posso farle con l’olio di oliva, invece che di girasole?

    Grazie mille,

    Fabiana

    • Reply Erbaviola March 25, 2013 at 5:28 pm

      Sì Fabiana, solo dovresti ridurlo a 50 ml se non mi ricordo male… le ho fatte tanto tempo fa con l’olio di oliva perché avevo finito quello di girasole e ho ridotto un pochino perché tiene meno il calore di cottura e soprattutto unge di più 🙂 Se non mi ricordo male era 50 ml… spero sia giusto!

  • Reply erica March 26, 2013 at 12:14 am

    Il tuo blog…che piacevole scoperta!!!!!
    Adoro la tua cucina a legna, adoro anch’ io i cottages inglesi e adoro pure i porta mestoli della nonna, ne ho acquistato uno anch’ io di recente e devo ancora pensare a quale uso alternativo destinarlo in cucina ….
    Beh, le tue brioches…credo che adorero’ pure loro!!!! ^___^
    Ciao
    Erica

    • Reply Erbaviola March 27, 2013 at 6:29 pm

      una piacevole scoperta reciproca! 😀 L’avevo appena visto il tuo, non avevo ancora fatto in tempo a commentare ma me lo ero messo nei bookmark per non perderlo… mi hai preceduta!

  • Reply Chicca Furlan March 27, 2013 at 6:35 pm

    Ho già fatto due volte le brioche, sono F A N T A S T I C H E !!! Grazie, questa ricetta la metto tra le mie più care!!! Piccola nota: la seconda volta ho setacciato la farina integrale e ho messo il forno a 160°C per 13 minuti e mi sono venute più friabili e ‘sfogliose’!
    Buona ostara a te e tanta serenità!!!!
    La Chicca

    • Reply erbaviola March 27, 2013 at 8:28 pm

      Bene Chicca, sono contenta che ti piacciano! Grazie anche delle indicazioni ulteriori, sicuramente serviranno a qualcuno! Io ho fatto calibrando sul mio forno e la mia farina, ma effettivamente sono due cose che variano parecchio… Buona ostara a te!

  • Reply ninni March 28, 2013 at 4:53 pm

    Ciao! bona questa ricetta!
    Io li faccio con quest’altro modo:

    CORNETTI

    2 bicchieri di olio d’oliva extravergine,
    1 bicchiere di acqua,
    1 limone spremuto,
    marmellata dura per il ripieno
    farina quanta ne prende l’impasto

    Impastare gli ingredienti e formare i cornetti tagliati con una forma tonda o triangolare, riempiti di marmellata.

    • Reply erbaviola March 28, 2013 at 7:30 pm

      grazie Ninni! Sei molto carina a condividere anche la tua ricetta! 🙂 Posso chiederti che farina usi? Perché non è specificato, grazie!

      • Reply ninni March 28, 2013 at 10:03 pm

        Ciao! è farina bianca. Il limone da un sapore particolare e li rende agrodolci.
        Volevo chiederti della pianta di stevia, ma tu addolcisci con queste foglie???

        • Reply ninni March 29, 2013 at 10:19 pm

          Penso che le brioches si possano fare con la tua ricetta unendo il limone premuto della mia.
          La farina, non ho specificato il peso, per la quantità di liquidi segnati, è di circa 700 gr. La consistenza della pasta è simile alla pasta frolla.
          Io solitamente taglio delle forme tonde che ripiego a metà sulla marmellata

  • Reply debora March 29, 2013 at 3:00 pm

    Ciao, ho testato con entusiasmo la ricetta, ho acquistato appositamente gli ingredienti MA i cornetti mi son venuti malissimo. Duri e bianchi come sassi.
    So che è difficile azzardare ma dove pensi ci sia stato l’inghippo, visto che li prepari spesso? Grazie 🙂

  • Reply Edera March 30, 2013 at 1:03 pm

    Anche io come Debora, mi sa che ho sbagliato qualcosa Grace: mi son venuti durissimi e per niente “sfogliosi”, però in effetti l’impasto non era appiccicaticcio. Dici che c’era poca acqua?Forse la mia farina è più dura e assorbe più acqua, non so. O forse devo aumentare l’olio?
    Illuminaci cara 🙂

    • Reply Erbaviola March 30, 2013 at 2:52 pm

      I segreti per l’impasto di queste brioche sono:
      – impasto morbido, quasi bagnato
      – non infarinare per stendere la pasta
      – fare una sfoglia sottile di 2-3 mm Al massimo se attacca all’asse, usare della carta forno per tirarla, o un telo da sfoglia. (con le assi da impasto in quercia o ulivo non attacca)
      – olio: si può sostituire con olio di oliva ma NON con l’extravergine che non tiene le alte temperature
      – Farina: consideriamo sempre che le farine integrali non sono tutte uguali e che alcune sostituzioni si possono fare (tipo olio si semi di girasole con olio di oliva) ma altre no (tipo la manitoba con altra farina). Alcune farine integrali nei supermercati sono ‘finte’, ovvero sono farine di grano tenero bianche a cui viene riaddizionato il cruschello, la conseguenza è che sto usando due diversi farinacei al posto di uno uniforme. Altre farine integrali sono macinate troppo grosse (per esempio quella di Baule Volante) e vanno per forza setacciate prima di usarle per la pasticceria. Inoltre a seconda del grano usato, la massa glutinica è diversa, quindi è il caso di regolarsi di conseguenza, usando sempre la stessa farina e facendo qualche prova.
      Ultimissima cosa (ma non sarebbe nemmeno l’ultima): io impasto 10 minuti con la planetaria dell’impastatore, il che vuol dire che facendolo a mano ne vanno almeno 15-20, altrimenti non si formerà il reticolato classico dell’incordatura (l’effetto chewing-gum).
      Un altro sistema per averle belle gonfie è utilizzare al posto della farina integrale la farina 0, quindi solo 300 gr di 0 o al limite 00, senza i 50 gr di manitoba (che servono invece per aggiungere glutine alla farina integrale che di per sé ne ha meno). La 0 e la 00 sono due farine che però io non uso, se non raramente. Usarle saltuariamente non è un danno, ma se vengono utilizzate costantemente non sono affatto salutari.
      Magari la prima volta fate la ricetta con la farina 0 o 00, poi regolatevi per quella integrale. (anche i forni non sono tutti uguali, ahimé. Io la temperatura la prendo con un termometro da forno, per esempio per avere 180 gradi devo mettere la manopola su 200… mentre con un forno Smeg che ho avuto anni fa dovevo fare l’opposto, mettere su 160 per avere 180). Conoscere il proprio forno è necessario!
      Usare la funzione statico, ovviamente, non ventilato! 🙂

    • Reply Erbaviola March 30, 2013 at 2:54 pm

      Tesora, te le porto a Floreka, così facciamo merenda ^_^ Basta con la solita torta di mele!

      • Reply Edera March 31, 2013 at 4:06 pm

        ghghghg, siiii!
        comunque il mio imapsto non era appiccicoso e ho messo la farina sulla spianatoia: mi sa che c’era poca acqua e troppa farina. riproverò. Grazie mille cara :***

        • Reply Erbaviola March 31, 2013 at 4:10 pm

          ciao cara, ma sei tornata per la pioggia?? vado a scriverti, stavo leggendo il tuo post 😛

  • Reply Francy March 30, 2013 at 2:44 pm

    Ciao io le ho fatte e mi sono venute al primo colpo ma avevo già letto i commenti sopra, ho fatto come Chicca Furlan! (grazie Chicca!!!!) L’impasto deve essere morbido morbido e alveolato, umido, il forno l’ho messo anche io più basso e sono venute buonissime. Alla prossima provo a setacciare la farina, come suggeriva Grazia su facebook l’altro giorno. Io uso quella di Baule Volante e forse è proprio da setacciare!!! Però già così sono buone anzi ti mando i ringraziamenti del quattrenne di questa casa!!!

    • Reply Erbaviola March 30, 2013 at 2:53 pm

      Grazie a te Francy, vedo il commento ora, dev’essere passato mentre scrivevo quello sopra 🙂 IMPASTO ALVEOLATO è la definizione esatta, grazie, sono due giorni che mi sfugge la parola!!!

  • Reply Barbara March 31, 2013 at 9:55 am

    sono spettacolari, persino io potrei riuscire a farle (credo).
    però Grazia…..sono innamoratissima della tua cucina, è davvero come piace a me, ma tanto tanto…
    un bacione cara ♥

    • Reply Erbaviola March 31, 2013 at 11:14 am

      Ma che tipa che sei, figurati se non ci riesci tu!!! Comunque puoi sempre venire a qui a spignattare con me ^_^

  • Reply Violet Cassandra Perseo March 31, 2013 at 12:56 pm

    Ah beh, avevo letto 2cm invece di 2mm, ecco perché non si sono cotti decentemente 😛
    il sapore dell’integrale è un po’ troppo rustico per i miei gusti, come potrei ‘aggiustarla’?

    • Reply Erbaviola March 31, 2013 at 4:11 pm

      Prova con solo 300 gr di farina 0 e olio di oliva 🙂 Io non ti ho detto niente eh, la farina 0 è da usare sporadicamente!

  • Reply Anna & Ipa&Silo April 1, 2013 at 6:14 pm

    Avevo letto in tempo reale ma qui difetta..il tempo stesso! Eh eh mi hai fatto ricordare la mia vita pre-terremoto con la stufa an(n)archica 😉 meraviglioso post, come sempre <3 ricetta compresa, ovviamente

  • Reply Susanna April 4, 2013 at 3:02 pm

    Unh, che buone le briochine veloci, ma, secondo te verranno bene anche senza manitoba? Carina la soluzione per mestoli &C. che bella la cucina a legna, quella mi manca. (hai ragione, quella rossa inglese è stupenda!) Per fortuna però anche io mi scaldo a legna…con pochissima legna, 1 cesta a sera nel freddo piemonte… magia ; )
    ciao Su

  • Reply Susanna April 4, 2013 at 3:09 pm

    Ciao, di nuovo io… ho scritto senza aver letto prima gli altri commenti ed in particolare la tua già articolata ripsosta su farine e preparazioni, quindi la mia domanda sulla manitoba, lasciamo stare…
    scusa ma a volte leggo da gambero: di sotto in sù.
    Saluti
    Su

  • Reply Valentina May 23, 2013 at 6:13 pm

    Ciao!
    Io invece scioccamente non ho letto i messaggi anteriori e quindi ho commesso alcuni errori già segnalati: impasto non abbastanza molle e farina sulla spianatoia! Sono venuti fuori degli affari pseudobiscottosi, che si possono mangiare, ma che tristezza!!!… Oltre a questo, mi è venuto anche un altro dubbio… Pensavo che la manitoba e la farina 0 (o di forza) fossero la stessa cosa, ma vedo che non è così. Spero di riuscire a trovarla anche qui in Spagna, per caso la si conosce con qualche altro nome?
    Grazie mille dell’aiuto!!! (che voglia di fare merendaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa)
    Valentina

  • Reply cri July 19, 2013 at 12:18 pm

    Ciao! Mi ero imbattuta qualche mese fa in questo tuo post, le tue brioches le abbiamo provate subito e ora le facciamo almeno una volta alla settimana! Quindi mi sembrava proprio il caso di dirtelo, di ringraziarti e di farti tanti complimenti per il tuo blog, che, oltre a dare tante dritte utili, è anche decisamente divertente da leggere 🙂

  • Reply francesca July 19, 2013 at 12:49 pm

    wow ci provo!

  • Reply Claudio June 5, 2015 at 5:38 am

    Ciao Erba, spero di poterti trovare ancora, il post è vecchiotto. La farina manitoba ho visto in giro e risulta essere di tipo “0”. È corretto? So che questo tipo di farina (come hai anche scritto sopra) non fa bene (di tipo 00 o 0), esiste una manitoba di tipo 1 o 2?

  • Reply enrica July 30, 2015 at 12:06 pm

    Ciao erbaviola! Non avevo manitoba e ho deciso di farle comunque con farina tipo 2, poi non avendo nemmeno la marmellata ho sostituito con un quadretto di cioccolata equo solidale e incredibile…buonissime 🙂 Grazie mille!

  • Reply max November 2, 2016 at 4:29 pm

    scusami ma il lievito non ce lo metti?

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