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LA SOCIETA’ DEL CAMBIAMENTO E I TANTI LAVORI CHE HO FATTO

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Siamo in una società del cambiamento. Per molti è un cambiamento anche lavorativo, fine dell’era di un lavoro per tutta la vita, vai con una serie di lavori che, se sarai fortunata, avranno vagamente a che fare con i tuoi studi. Per fortuna, per alcuni versi. Io da molti anni ho deciso che il mio lavoro principale è vivere, sia che questo significhi fare il lavoro che mi dà da mangiare e con cui pago le tasse o che significhi pitturare una parete, zappare l’orto, preparare conserve, tenere accese le stufe (è un lavoro quotidiano!). Ho integrato tutto in un sistema di vita che cerco di rendere armonico. Non sempre ci riesco, ma sicuramente va meglio di quando dovevo dipendere dal lavoro che erogavano altri, di quando dovevo arrivare in ufficio a quell’ora fissa tutti i giorni. Certo, un’organizzazione funzionale è indispensabile se bisogna coordinarsi in un centinaio di persone, ma non c’era niente che avessi deciso io.

Oggi il lavoro principale che faccio mi piace e mi basta come entrata. No, scusate se non dico precisamente cos’è: è assolutamente etico, siamo persino tutti vegan, ma è un lavoro ad alta richiesta di prestazioni gratuite e mi sono veramente stancata di arrampicarmi sui muri per rispondere gentilmente che la prestazione gratuita per noi ha un costo alto e non siamo qui a giocare. Lavoriamo. Lavoriamo duro. Quando vogliamo offrire una prestazione gratuita a un’associazione, ci offriamo noi.

Il fatto di aver limitato il lavoro principale, mi ha permesso di continuare a studiare e scrivere. Negli ultimi dieci anni ho studiato più di quanto abbia fatto in precedenza e scritto abbastanza. Non quanto dovrei secondo gli editori (ehm) perché sono una tremenda pignola che deve controllare tutto molte volte. Ho scritto articoli, manuali, saggi. Ho vissuto ancora più intensamente, rivoluzionando il mio modo di vivere. Mi sono rigenerata con il profumo della terra bagnata d’autunno nel pieno di mattinate di giorni lavorativi e ho passato uggiose domeniche di pioggia a lavorare per uscire un altro giorno, con il sole.

ape su un cardo erbaviola.com

Il cambiamento mi piace. Ma mi ha incasinato la vita parecchie volte. Oggi quando una persona comune mi chiede “Lei che lavoro fa?” ho difficoltà a rispondere. Parlo di persone che non mi conoscono, dell’ufficiale dell’anagrafe, del tecnico dell’Enel, del fruttivendolo. Ho diverse opzioni tra cui scegliere per una risposta corretta, ma qualunque scelga non ne esco mai senza un commento allibito o lo sguardo inquisitore. Di solito le conversazioni si svolgono così.

Faccio tre lavori.
“Megalomane! Ladra di lavoro altrui, con la disoccupazione che c’è!”
“Guardi, due sono quasi gratis… e togliamo anche il quasi…”
“Perché fa due lavori gratis? Fa gli stash? …gli stas?”
Voce fuoricampo “Nonna si dice STEìG!”
“No, non faccio gli stage. Comunque si dice [staʒ], è francese. In inglese invece è un palcoscenico e non faccio nemmeno quello.”
“No, no, la Maria De Filippi ha detto steìg, come dice mia nipote! Si informi!”
“Sì, mi informerò. Me lo appunto dietro alla laurea in lingue, per sicurezza…”

“Sono un project manager
“Eh? Cosa sarebbe?”
“Mi occupo della pianificazione, strutturazione e realizzazione di contenuti multimediali.”
Faccia allibita.
“Ah, è una blogger!”
Sì, hai capito tutto.
(E questa, signori, è l’uscita di un giornalista che scrive su testate nazionali)

“Sono una giornalista
“Siete tutti dei venduti! Perché nessuno di voi scrive della raccolta del rusco in via Ponticelli? E’ uno scandalo!”
Sissignora, ci ha beccati.

“Sono un autore
“Ah e cosa scrive?”
“Manualistica, saggistica.”
“Ah, non romanzi?”
“No, per ora solo manuali, non è facile pubblicare un romanzo”
“Però deve scrivere un romanzo se vuole cambiare il mondo! Ci sono stati dei romanzi che hanno cambiato il mondo!”
“Dice? Per esempio?”
Ci pensa.
“La Bibbia, i Vangeli!”
“Sì ma non sono proprio romanzi…”
“Cosa dice, sono storie vere! Di Gesù e dei suoi antenati!”
Gesù…
(Conversazione reale con una commerciante)

“Mi occupo di tecniche agronomiche ecosostenibili
“Cos’è? Fa la contadina?”
“No, coltivo solo il mio orto, ma studio i sistemi sostenibili di coltivazione e li divulgo, scrivo come fare…”
“Anche mio nonno fa l’orto! Da una vita eh! Per caso sa come si mandano via le moschine del cavolo? Mio nonno ci diventa matto!”
(sospirando) “A mano, o con il macerato di aglio e ortica, in via preventiva.”
“Nooooo, a mano no, si stanca. Sa se c’è qualche prodotto spray da dare su quelle moschine? Tipo il baigon…”
(Conversazione reale con una bibliotecaria)

scarabeo - erbaviola.com

Poi c’è il momento catartico del rinnovo della carta di identità o del cambio di residenza. E devi dire che lavoro fai. Quella domanda, insomma, che ti fai spesso anche tu. Solo che qui devi avere la risposta pronta.
In passato c’è stata una volta memorabile in cui ho risposto all’ufficiale dell’anagrafe di Cesano Maderno con il lavoro che effettivamente facevo in quel momento. Ero piuttosto giovane. Un terribile errore da dilettante.

“Docente”
“Docente in che scuola, ordine e grado?”
“Università”
Alza gli occhi e mi fissa accigliato, sembravo al massimo una studentessa. “Guardi che se dichiara il falso è un reato penale. Io metto “docente universitario”, poi ne risponde lei eh.”
Stupita, ma mi adeguo. “Senta, io insegno in due master in due università. Metta libero professionista, allora.”
“No, se lei insegna davvero, io devo mettere docente, le ho appena detto che non si può dichiarare il falso! Docente in università è ‘docente universitario‘ vede?” Mi fa vedere una tabella. “Lei ha un contratto come docente?”
“Sì. Ma guardi, faccio anche consulenze, scrivo articoli, mi metta pure libero professionista”
Ignora e mi fissa con sguardo indagatore. “Insegna in università vere?”
“Sì, vere.” Dico il nome delle università.
Con tono paternalistico:”Glielo chiedo solo per non farle commettere un reato, mi creda! Perché sa, c’è in giro della gente che anche solo per uscire con qualche ragazza si fa mettere un’altra professione sulla carta di identità: è un reato”.
“H-o  c-a-p-i-t-o che è un reato! Non è il mio caso, ma visto che sono anche libero professionista, metta quello”.
Si altera.”No, metto docente universitario se lei fa quello! Ma io la avviso, perché sa, c’è in giro della gente che anche solo per uscire con qualche ragazza si fa mettere un’altra professione sulla carta di identità: è un reato!”.
Sì immagino, ma io sono etero, non corro il rischio di rimorchiare ragazze. E tra cantante rock e docente, ho scelto docente per vantarmi con gli amici! Anzi, appena mi stampa la carta nuova, vado al bar centrale a dire che domani mattina faccio lezione, ci sarà la ressa per offrirmi da bere! Avvisi i vigili perché non so se riusciamo a contenere la folla dei fan dei docenti!
(No, purtroppo non ho risposto così. Le classiche risposte giuste che ti vengono troppo tardi)

insetti monte bibele - erbaviola.com

Un grosso cambiamento che c’è stato è che la gente è diventata polemica. Molto polemica. E complottista, a tratti.
Devi stare attenta a quello che dici, con chi lo dici. Adesso viviamo in trincea: da una parte chi ha scelto di ignorare la gran parte di quel che succede e dall’altra gli emuli delle Iene. A me capitano sempre gli emuli di Lucci. Cominciano la conversazione inclinando un po’ la testa nella posa dell’Igor del dottor Frankenstein e guardandosi intorno, in cerca di approvazione per il loro scoop imminente.
“Ma com’è che pubblichi libri, chi conoscevi? Andavi a letto con l’editore? E’ tuo padre? Un parente?”
“Non conoscevo nessuno, non ho parenti e amanti nell’editoria”
“Sì sì, nessuno …dite tutti così. Francesco, che ci ha scritto, ha mandato una proposta a uno dei tuoi editori: guarda (sventola un foglio) qui in data 11 giugno 2011 ha mandato il manoscritto del suo libro “1001 modi per mondare la bieta da coste” e non gli hanno mai risposto. L’anno dopo peròòòòòò, la stessaaaa casa editrice, ha pubblicato “Il tuo orto naturale“. Ti rendi conto?!?! Lo stesso libro!”
“Guarda, non è lo stesso libro…”
“Ma come no, è ovvio!!! Ho anche altre prove, c’è un video su internet!!! C’è il video! E io ho mandato un manoscritto nel 1987 ma sto ancora aspettando la risposta! Come me lo spieghi? EH? EH?”
“Magari non era l’editore giusto per il tuo libro…”
“Io l’ho mandato a TUTTIII però! AH-AH! Ti ho colta sul fatto!!! Come spieghi l’assenza di risposte di tutti, eh? eh?”
“A tutti??? Hai disboscato l’Amazzonia…”
“A tutti quelli grossi, intendo, non fare la finta di non capire! L’ho mandato a Feltrinelli, Einaudi, Rizzoli… A quelli piccoli no, tanto non contano”
“Io ho pubblicato con case editrici più piccole, non con queste che citi… chiedi informazioni a chi ha pubblicato con queste, no?!”
“Sarà, ma io non ci vedo chiaro!!! Io è dal 1987 che aspetto una risposta! Ho già 117 fan su Facebook! Ti rendi contooooo? Avrebbe un successo pazzesco! Ma finora nessuna risposta! Mi spieghi perché hanno pubblicato i tuoi libri e io resto in attesa invece?! eh? eh?”
“Hai pensato di riscrivere la Bibbia? Mi hanno detto che è un romanzo che tira…”

ragnatela con rugiada - erbaviola.com

Insomma.
A volte una persona ti incontra dopo vent’anni e rotti che tu stai lavorando e guarda solo a cosa fai oggi. I vent’anni sono scomparsi e i risultati di oggi sono interpretati in genere come: fortuna, raccomandazione, amanti, parenti e fortuna. Sì, fortuna l’ho messo due volte volutamente. Perché oggi se tu riesci a fare qualcosa e altri no, tu hai culo. Chiuso il discorso.

Allora ho pensato di elencare tutti i lavori che ho fatto fino ad oggi. Non credo di ricordarmeli tutti, ma visto che alcuni sono strani non me li sono dimenticati.

*Il curriculum classico di una che ha la strada spianata e non ha mai fatto fatica.*

Finora, nella vita ho fatto:

Dal liceo all’università:

  • Decoratrice di porcellane a terzo fuoco (poi tutti volevano solo i piatti con i fiori e mi sono stancata);
  • Chinatrice di disegni tecnici;
  • Pittrice di trompe l’oeil (tra le mie “opere” giovanili dovrebbe essere rimasta la parete di 5 metri dell’Oratorio femminile di San Pio V a Milano, e varie ridicole decorazioni floreali su commissione a casa di amici);
  • Illustratrice del libro Le malattie della mucosa orale  (40 chine a colori che ancora oggi rivedo negli incubi);
  • Correttore di bozze e traduttore per la rivista Sedazione e analgesia in odontostomatologia; poi per Il dentista moderno;
  • Redattore nel giornale universitario IlLuminare; Responsabile di grafica e fumetti nello stesso giornale;
  • Tutor dell’Istituto di Italianistica;
  • Accompagnatrice viaggi studio in Inghilterra (un incubo di lavoro) ;
  • Lezioni private di inglese a studenti irrecuperabili;
  • Lezioni private di italiano a modelle americane (un altro incubo di lavoro ma pagavano bene);
  • Tappabuchi degli impiegati Sisal-Totip di Milano la domenica, dalle 8.00 con sveglia alle 6.00 (ciò che non uccide fortifica);
  • Segretaria in una ditta americana di shampoo per cani;
  • Moderatore di chat di IOL (vi parrà incredibile, ma nel 1998 era un lavoro pagato!);

Post-laurea:

  • Ricercatore in linguistica computazionale;
  • Ricercatore in editoria multimediale;
  • Cultore della materia in Anglistica (una manovra per rifilarmi lo studio di orrendi testi del ‘700 inglese);
  • Docente di una decina di software, la maggior parte dei quali non esiste più;
  • Docente di una decina di linguaggi, la maggior parte dei quali esiste ancora, ma è sparito Lingo che era il più simpatico;
  • Consulente tecnico del Centro di Ricerca Humanities Lab;
  • Serva della gleba della preside della Facoltà di Lingue (non mi ricordo il job title preciso ma la funzione era questa);

Però, per mantenermi da sola affitto-spesa-frizzi&lazzi in questi cinque anni infernali da ricercatore sottopagato, ho dovuto fare contemporaneamente:

  • Prof. di inglese tecnico per la navigazione aerea alla Lindbergh Flying School di Milano;
  • Prof. di inglese supplente in un numero di scuole superiori statali tra Milano e Pavia (non lo rifarei nemmeno per uno stipendio da parlamentare);
  • Call center Ala Service, ero una delle ragazze “Servizio mobilità Ferrari, buongiorno, come posso aiutarla? La sua Ferrari è caduta in un dirupo? Oh mi spiace, le prenoto subito un albergo in zona e un taxi, no un elicottero non si può” (i colleghi più simpatici di sempre e le richieste più assurde che abbia mai sentito);
  • Webmaster, Web designer, Programmatore in Visual Basic, .NET, Java per società che oggi non esistono più, tranne Inferentia che è diventata FullSIX;
  • Sviluppatore per cd-rom di lingue della DeAgostini;
  • Docente corsi ECDL per la Regione Lombardia (incubo!!!) ;
  • Giornalista per Internet Magazine (ho avuto anche una mia rubrica fissa, una cosa davvero fighissima per una donna nel 2001, lasciatemi vantare);
  • Giornalista per Business 2.0; Wired; Programmare;  (è sopravvissuto solo Wired, o quantomeno fa finta di esserci ancora)
  • Giornalista per una quantità di siti che non esistono più;

Poi mi sono stufata di farmi sfruttare dall’università e non andare avanti nella ricerca, così ho deciso di lavorare e basta, facendo:

  • Web Architect per CED Camera, che oggi si chiama DigiCamere (un grande periodo di crescita professionale, nella conoscenza dei CMS, del team management e di tutti i segreti del puntocroce);
  • Consulente per il content management per ItaliaOnLine, Wind, Fastweb (il periodo dei balletti di consulenze pre-decisione di piantare tutto e farmi un orto);
  • Project Manager per Gekolab (un posto fantastico, a parte il goblin isterico che cercava di infestare tutti i progetti);
  • Project Manager per Luoghi Comuni srl e socia (qui ho sviluppato più che altro l’avversione ai bilanci);
  • Project Manager per Wizard Media & Communications;
  • Consulente del Comune di Vigevano per la strutturazione e attuazione del Mercato Sforzesco; idem per i bandi UE per i piani di sviluppo rurale;
  • Autore per Schena Editore, Guerini Editore, Edizioni FAG, Edizioni Sonda (e quinto e sesto stanno arrivando, good news! 😉 )
  • Consulente in tecniche agronomiche ecosostenibili e autoproduzione per RAI2 e RAI3

No, non ho 90 anni. Alcuni lavori li ho fatti contemporaneamente.
Non so se me li sono ricordata tutti i lavori che ho fatto. Però ora potete immaginare perché, quando qualcuno insinua che per me sia stata facile, io vorrei avere la libertà intellettuale e la destrezza di sputo di un lama.

 

 

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37 Comments

  • Reply Giannina Alchemilla novembre 16, 2013 at 8:16 pm

    Splendido articolo e curriculum!!!
    Mi hai fatto anche ridere parecchio…Ma questa frase me l’ha appunto!

    “Devi stare attenta a quello che dici, con chi lo dici. Adesso viviamo in trincea: da una parte chi ha scelto di ignorare la gran parte di quel che succede e dall’altra gli emuli delle Iene.”

    Come ha scritto Calabresi nel suo libro “La fortuna non esiste”…
    “Non esiste la fortuna, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione.”

    • Reply Erbaviola novembre 16, 2013 at 9:10 pm

      Grazie Giannina! E’ una bellissima frase, grazie. A me piace ricordare anche uno sciatore di fondo più volte campione del mondo, Bjørn Dæhlie, che alla domanda del giornalista “Quanto ha contato nelle sue vittorie la fortuna?” ha risposto “Molto. Più mi alleno e più ho fortuna.”

      • Reply Serena novembre 17, 2013 at 12:25 am

        Infatti son proprio gli invidiosi che considerano pura fortuna i successi altrui. Buon lavoro e continua così!

        • Reply Erbaviola novembre 17, 2013 at 11:19 am

          grazie Serena! Anche voi ne sapete qualcosa comunque, di questo bel pensiero di alcuni sul fatto che altri ce la facciano 😉

  • Reply Francesca novembre 17, 2013 at 10:58 am

    bellissimo articolo, complimenti per il curriculum!
    ^_^ quante risate! la frase peggiore è stata si dice “steìg” perché lo dice la “Maria de Filippi” è allucinante!!!! non se ne può più di queste trasmissioni, io le cancellerei dal palinsesto.
    Comunque cara Grazia in questo mondo bisogna avere tanta di quella pazienza!
    Buona Domenica

    • Reply Erbaviola novembre 17, 2013 at 11:21 am

      Grazie Francesca! Sì, è vero, bisogna avere tanta pazienza… ma a me a volte scappa purtroppo! Tento di riderci sopra, in quei casi 😉 Comunque se cancellassero quelle trasmissioni avremmo forse una possibilità di veder scendere in piazza gli italiani in massa, per una volta.

  • Reply OTILIA MENY novembre 17, 2013 at 11:44 am

    COMPLIMENTI PER LA RESISTENZA!!!!!!!!!!!!!!! (attenta all”ernia,pero…)

  • Reply OTILIA MENY novembre 17, 2013 at 12:33 pm

    E lo credo che hai cambiato vita!!!!!!! Bella forza!!!!!!Dopo tutta quella carrellata anche la vita di minatore sarebbe stata una passeggiata !!!!!ja ja

    • Reply Erbaviola novembre 18, 2013 at 12:14 pm

      Grazie Otilia 🙂 Credo che i minatori facciano tanta più fatica, ma di questo passo un giorno farò anche il minatore, nel caso ti saprò dire 😉

  • Reply Nichi62 novembre 17, 2013 at 3:54 pm

    Aggiungo anche io i miei complimenti per l’articolo! Mi sono divertita tantissimo e vorrei a breve comprare qualche tuo libro. Sei unica!

    • Reply Erbaviola novembre 18, 2013 at 12:17 pm

      Grazie Nichi, un abbraccio! il libro che parla di più di questi argomenti (lavoro, autoproduzione, vivere in modo diverso) è “Scappo dalla città“. Gli altri sono manuali per coltivare o cucinare 🙂

  • Reply Eliana novembre 17, 2013 at 6:34 pm

    Grande forza d animo!
    A volte verrebbe voglia d avere un piccolo lancia fiamme da borsetta …
    Mi fa piacere leggere delle tue esperienze sono
    molto utili.
    😉
    ciao

    • Reply Erbaviola novembre 18, 2013 at 12:18 pm

      Il lanciafiamme da borsetta è un’ottima idea Eliana!!

  • Reply Ornella novembre 17, 2013 at 8:21 pm

    Complimenti per il tuo curriculum e soprattutto per la tua tenacia…facendo del vivere la tua vita!
    Nel leggere mi è venuto un “colpo” quando hai mensionato il tuo murales nell’oratorio San Pio V!
    E’ la mia parrocchia, in quel luogo ho iniziato la mia vita, dal battesimo, all’asilo con Suor Emma e Suor Elisa, poi tutto il mio percorso da adolescente…ed infine anche i miei figli hanno frequentato l’asilo in quel luogo… che per me è ricco di emozioni dato che in quel luogo ho dato l’addio ai miei genitori!
    Il murales spero ci sia ancora, anche se qualche anno fa hanno effettuato una ristrutturazione completa di tutta la struttura!
    Un abbraccio

    • Reply Erbaviola novembre 18, 2013 at 12:32 pm

      Ma dai! 😀 Suor Emma è proprio la persona che aveva commissionato quel murales! Era nel cortile interno, dopo quello principale dell’asilo, il cortile in pratica che una volta separava l’oratorio maschile da quello femminile. Entrando dall’asilo, sulla sinistra. Suor Emma aveva insistito per affidare a me il lavoro perché l’estate prima avevo tenuto gratuitamente dei piccoli corsi di pittura per le ragazze. Le altre suore erano dubbiose perché ero molto giovane e dubitavano del risultato ma alla fine l’ha spuntata lei. Al tempo aveva credo tra i 70 e gli 80 anni, una donna ancora fortissima e con un carattere deciso. Non ho mai avuto grandi simpatie per il clero ma di Suor Emma mi è rimasto un bellissimo ricordo 🙂 Il murales era un paesaggio in prospettiva che serviva a far sembrare più grande e piacevole il cortile interno, un gioco di illusione ottica. Non penso che esista ancora, avevo usato degli acrilici e con il tempo, all’aperto, sarà sbiadito… immagino. Non lo so, non conosco più nessuno da quelle parti e mi sono pentita di non averlo fotografato 🙂
      Grazie di aver condiviso i tuoi ricordi, è bello avere un luogo dove si sono concentrate tante emozioni nel corso della vita e dove poter ricordare le persone care.

      • Reply Ornella novembre 20, 2013 at 4:09 pm

        Ricordo molto bene quel cortile interno, piccolo e circondato da muri immensi e grigi…ed immagino che il tuo murales servisse a far sembrare il luogo un pò più piacevole!
        Pensa, io ho rivisto Suor Emma nel Giugno 2006, durante l’ultimo giorno di asilo dei miei figli…è stata una coincidenza che mi ha fatto davvero piacere, perchè lei sta sempre nella “casa madre” di Lodi e si trovava in san pio V perchè come al solito stava preparando uno spettacolo teatrale…carismatica e forte come sempre.
        Sono contenta di raccontare di queste coincidenze ed avvenimenti che mi fanno tornar in mente momenti piacevoli!!!
        Grazie per avermi risposto… un abbraccio.
        Ornella

  • Reply CescaQB novembre 18, 2013 at 10:59 am

    Sappi che mi son letta ogni parola e ogni ruolo che hai rivestito nella ta vita lavorativa e la cosa stava iniziando a farmi ubriacare, tanto che invece di “Cultore della materia in Anglistica” ho letto AGLISTICA, giuro!!! L’ho letto per ben 2 volte.
    Saggia decisione aver messo tutto nero su bianco pubblicamente. La prossima volta che ti faranno la fatidica domanda basterà rispondere con il lik del post!
    Ho amato molti personaggi di questo tuo articolo, dall’impiegato dell’anagrafe, al giornalista che ha capito alla perfezione che sei fai la blogger, però concedimi una cosa … si è intravisto del vanto da artista nel tuo indirizzarci presso “Oratorio femminile di San Pio V a Milano” :))
    Mi resta molto dentro dopo questa lettura: dal sapere che ci sono lavori a questo mondo dei quali io ignoro bellamente l’esistenza a quello che sei una donna tosta, da ammirare, e che dietro quello che condividi con noi c’è molta ricerca (ma questo si era capito da subito).
    Abbraccio
    Cesca

    • Reply Erbaviola novembre 18, 2013 at 12:42 pm

      In effetti anche io avrei preferito AGLISTICA! 😀 Meglio cumuli di verdura che i romanzi del ‘700 inglese, non li posso proprio sopportare! Sul murales certo che il vanto c’è! 😀 Scherzi, mi hanno affidato un lavoro del genere a 16 anni, retribuito, mi sono sentita Giotto! 😀 Peccato che niente sia mai servito per convincere i miei a farmi frequentare l’Accademia di Brera.

      In realtà ho messo i nomi delle aziende, perché altrimenti senza sarei sembrata magari una tizia megalomane con una grande immaginazione. Invece voilà, luoghi precisi. Si può verificare.

      Un abbraccio a te cara! ^_^

  • Reply lia novembre 18, 2013 at 11:14 am

    Alla faccia due lavoretti eh? Sono consapevole di vivere in un triste mondo fatto di apparenze, l’importante è riderci su come fai tu. Grande forza e spirito sempre.

    • Reply Erbaviola novembre 18, 2013 at 12:43 pm

      sì Lia, è vero, quello è proprio fondamentale! Un abbraccio! 🙂

  • Reply Simona novembre 18, 2013 at 12:26 pm

    io TI AMO. Davvero. Soprattutto se mi mostrassi la tua carta d’identità dove c’è scritto “docente”, credo potresti seriamente rimorchiarmi. Ora vado a cercarmi le tue chine del libro Le malattie della mucosa orale!!!

    • Reply Erbaviola novembre 18, 2013 at 12:49 pm

      Tu sei pazza, amica 😀 Ma non è una novità!
      (Ti mostrerò quello che vuoi. Le chine originali non le ho più, altrimenti te le davo da appendere in casa, arredano sai 😀 )

  • Reply Ale novembre 18, 2013 at 2:22 pm

    Adoro l’ufficiale dell’anagrafe.

    • Reply Erbaviola novembre 26, 2013 at 5:54 pm

      Sarà il personaggio principale quando mi metterò a riscrivere la Bibbia.

  • Reply BlueValentine novembre 18, 2013 at 4:54 pm

    Quanta saggezza! Condivido in pieno la stizza per “Ma come sei fortunata a fare questo lavoro!” e anche un po’ la malevolenza di pensare che solo i ricchi privilegiati figli di papà possono ricoprire certi ruoli.
    È una forma mentale molto, molto italiana, assolutamente controproducente che porta le persone a non impegnarsi perché “Tanto è solo questione di fortuna”.
    Non è vero: ci sono tante persone che riescono a fare bei lavori e che sono in grado di decidere (o almeno ci provano) la direzione della loro vita, senza lasciarsi trasportare dalla corrente.
    Per chi non ha le palle di provarci è più facile trincerarsi dietro il “Che fortuna” e non pensare che, se loro non ce la fanno, la colpa è anche e soprattutto loro.

    • Reply Erbaviola novembre 26, 2013 at 5:53 pm

      Io da una parte li capisco, perché c’è davvero una maggioranza di raccomandati, ormai ovunque. Ma pensare per questo che lo siano tutti, è solo una buona scusa per non darsi da fare. E’ ovvio e scontato che in Italia sia più difficile che in qualunque altro posto (tranne credo qualche dittatura africana) ma vuol dire ‘solo’ che bisogna metterci il triplo dell’impegno, non che non ce la si fa se non si è raccomandati.

  • Reply Harlock novembre 19, 2013 at 8:33 pm

    nooo, non è possibile, una volta mi avevi detto che truccavi anche i motorini …mi cade un mito 😀

    sei grande!!

    ciao

    • Reply Erbaviola novembre 26, 2013 at 5:49 pm

      solo su istruzioni altrui, solo di mia proprietà e solo gratis. Quindi non l’ho incluso nei lavori ufficiali 😀 Comunque mi riabiliterò subito ai tuoi occhi dichiarando di aver appena aggiustato una finestra di ferro di non so che epoca, nel seminterrato, a colpi di mazza. Mica colpi a caso eh, me la sono studiata per giorni, poi ho colpito tre volte, in punti precisissimi. Ora si chiude 😀 (ti lascio immaginare il terrore negli occhi di chi sai tu quando ho annunciato cosa stavo per fare… )

  • Reply Davide EquAzioni novembre 20, 2013 at 10:04 am

    Grandissima. bellissimo e divertentissimo post. e mi sono ritrovato in tanti punti, per quanto ancora io debba andare a lavorare in un ufficio tutti i giorni. ma le richieste gratuite, la difficolta di spiegare che si fanno anche piu lavori contemporaneamente, gli attacchi dei complottisti.. tutto vero. fantastico!!
    una sola cosa. io per un paio di rinnovi sono riuscito a non far scrivere nulla alla voce Occupazione. Mi sta troppo sulle balle doverlo scrivere, trovo che sia profondamente discriminante, piu che per il discorso del rimorchiare le ragazze, per il pregiudizio dei poliziotti, impiegati, e vari funzionari che maneggiano il tuo documento e ti trattano come un poveraccio se c’e’ scritto operaio, con reverenza se c’e scritto avvocato o con scetticismo se c’e’ scritto qualcosa di non chiaro.. caspita. si puo evitare di scrivere lo stato civile x non ledere la privacy.. ma devo sbandierare il mio lavoro.. come se fosse una mia caratteristica imprescindibile..
    ciao!

    • Reply Erbaviola novembre 26, 2013 at 5:45 pm

      Ciao Davide, ti ringrazio dell’informazione, io non lo sapevo che si potesse chiedere di non scrivere niente! Nutro dei dubbi sulla riuscita dell’operazione visto che non ho mai avuto molta fortuna con gli uffici anagrafe, però magari al prossimo rinnovo ci provo!
      Sì, in effetti viviamo in una società che identifica la gente in base a lavoro e al reddito, vero o presunto che sia.

  • Reply Monica novembre 21, 2013 at 11:49 pm

    Anche per me *Accompagnatrice viaggi studio in Inghilterra* è stato un incubo di lavoro (magari siamo state con la stessa agenzia di vacanze-studio…).
    Io però persevero nell’essere *Prof. di inglese*. Anche senza lo stipendio di parlamentare 😉
    Un abbraccio,
    Monica

    • Reply Erbaviola novembre 26, 2013 at 5:42 pm

      Sono ammirata per la perseveranza! Io devo ammettere che ho lasciato all’80% per i colleghi, capitavo sempre in scuole con una maggioranza di ignoranti arroganti. L’altro 20% è stato il sistema, il balletto delle supplenze e delle graduatorie è logorante, visto che potevo fare altro ho lasciato il posto a chi è più resistente di me! L'”agenzia” era il British Council di Milano.

  • Reply davide novembre 25, 2013 at 12:39 pm

    brava e complimenti. In questa società liquida dobbiamo adattarci, come l’acqua, a diversi tipi di contenitore! Mi è piaciuta molto la tua frase «il mio lavoro principale è vivere».
    A presto e tanti auguri,
    Davide

    • Reply Erbaviola novembre 26, 2013 at 5:38 pm

      Grazie Davide. Che il mio lavoro principale è vivere lo dico da anni, di solito ricevo sguardi tra “assurdo” e “la solita nullafacente” 😉

  • Reply elisa maggio 29, 2014 at 12:53 am

    Meravigliosa, mi sei piaciuta tantissimo ,complimenti per la tua vita,sei una persona di cultura ed è un piacere leggere ciò che scrivi…..ma soprattutto mi sei piaciuta per il tuo pensiero rivoluzionario……far imparare ai “cittadini moderni” l’arte della natura e della coltivazione……ti ho scoperta infatti,su you tube .
    Io vivo a Torino e sogno la fuga per una fattoria autonoma e all’antica……..chissà…ciaooo

  • Reply Eleonora novembre 17, 2016 at 2:43 am

    Mi hai fatto sbellicare. Anch’io ho sempre portato avanti più lavori in contemporanea – di quelli un po’ difficili da spiegare – e mi sono rivista in molti quadretti surreali. Devo dire però che ho meno pazienza di te, quindi da qualche tempo agli sconosciuti che mi aggrediscono con la fatidica domanda sul come pago le bollette rispondo “contabile” e – miracolo – la pace cala all’istante. Avevo provato anche “archivista” ma risultava un tantino esotico.

    • Reply Erbaviola novembre 24, 2016 at 8:31 am

      Sei bravissima e coraggiosa! Io cerco di dire la verità (incasinandomi come sopra) perché temo sempre che dicendo altro mi facciano delle domande a cui non saprei proprio rispondere. Per esempio “contabile” non potrei mai dirlo… sono una frana, la disperazione dei commercialisti, per me è già impegnativo compilare una fattura, non vado oltre!

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