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Aggiornamenti e novità

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E’ un po’ che sono assente dal blog, praticamente un mese. Uno dei motivi è la fine di lavori che sono durati tutto l’inverno e che mi hanno assorbita molto sul versante scrittura, direi prosciugata. Aggiornare anche il blog andava oltre le mie forze, preferisco non detestarmi per qualcosa di scritto male o di corsa. Così eccomi qui a fine corsa, con un po’ di aggiornamenti, in parte risposte a email e commenti che ho ricevuto nel frattempo.

Uno dei lavori che mi hanno impegnata molto è quello di cui vedete qui sotto la copertina, un libro a cui tengo moltissimo e che sarà tra poco in libreria, con le meravigliose illustrazioni di Isabella Giorgini. L’immagine così piccola della copertina non rende giustizia, quando lo vedrete dal vero capirete perché me ne sono innamorata subito (e non solo perché Isabella è riuscita a rappresentare magnificamente gli alimenti includendo samsara e tao!).
Per i contenuti del libro, non aspettatevi una mia teoria particolare sull’alimentazione, sarebbe assurdo che dal basso delle mie competenze mi mettessi a pontificare un nuovo metodo, sebbene in giro ormai ci siano addirittura ragionieri, commercialisti e preti che si improvvisano nutrizionisti.
Il mio “Alimentazione naturale” é invece un percorso conoscitivo nella materia, in cui ho raccolto e analizzato, anche con spunti molto pratici, le principali scuole di alimentazione naturale, partendo dall’ayurveda e arrivando fino alla recente alimentazione nutritariana, passando per macrobiotica, Kousmine, Ehretismo, alimentazione ortomolecolare e tante altre. L’elenco è lungo.alimentazione naturale - Grazia Cacciola
Nella seconda parte ho preso invece in esame tutti i gruppi di alimenti naturali, dai più comuni come legumi e cereali ai più particolari come germogli e alghe, proponendo le pratiche migliori per trattarli, conservarli, cucinarli e associarli, in sostanza quei metodi su cui la maggioranza delle scuole di alimentazione naturale sono concordi e che, insieme, costituiscono il modo più sano e corretto di alimentarsi per l’essere umano.
Per me è stato un lungo lavoro e un grande viaggio in cui mi sono imposta di mantenere l’oggettività che deve avere il ricercatore, senza far trapelare le proprie preferenze e cercando di trasferire il più possibile le buone pratiche nell’alimentazione quotidiana, in modo semplice e accessibile a chiunque. Spero di esserci riuscita!

Il grande manuale dei germogli - Cacciola

Ho ricevuto diverse email riguardo al libro Il grande manuale dei germogli che doveva già essere in libreria. Colpa mia. Mi sono completamente arenata sul lavoro quest’inverno, come spesso accade quando si cerca di fare qualcosa di eccezionale e ci si scontra con i propri limiti, in questo caso con una quantità di lavoro seguita da un inverno freddo e buio, in cui far crescere e fotografare un germoglio era un’operazione esasperante. L’ho ripreso in mano e vi prego di pazientare ancora un attimo, arriva. L’estate aiuta molto!

Con Camilla Lattanzi di ControRadio, durante la conferenza per il premio Sabrina Sganga 2015

Con Camilla Lattanzi di ControRadio, durante la conferenza per il premio Sabrina Sganga 2015

Per chi mi ha scritto chiedendo di avere il testo completo del mio intervento al Premio Giornalistico Sabrina Sganga, eccolo qui: “L’insostenibilità etica ed ecologica del comparto zootecnico“.
Approfitto per due parole sull’evento, che mi è piaciuto moltissimo a partire dalle conferenze, aperte da “Expocrisia” di Franco Gesualdi (leggetelo!) e proseguite con chiari e impegnati discorsi come “Stop TTIP, la sfida che non dobbiamo perdere” di Monica di Sisto (da leggere, da leggere!) che si possono leggere tutti sul sito del premio, nella sezione documenti.
A condurre, moderare e premiare, la strepitosa Camilla Lattanzi di ControRadio che molti conoscono per la trasmissione “Restiamo animali“. Mi è piaciuta molto anche la premiazione, i premiati avevano progetti davvero molto validi, si vede bene che viene perseguita la natura del premio e della giornalista di prima linea a cui è intitolato “un premio che tende a dare voce a quel giornalismo difficilmente presentato nelle nostre testate“. E così è stato.
Camilla mi aveva avvisata che avrei parlato del peso ecologico degli allevamenti a un pubblico in gran parte onnivoro ma si sa che è il mio contesto ideale, dato che non vedo l’utilità di parlare di vegetarismo ai vegani o di decrescita ai decrescitori. Mi aspettavo quindi la solita trafila di polemiche sulla necessità delle proteine della carne da affrontare con spirito zen e sorrisi pazienti. Invece la cosa che mi ha sorpresa è stato un lungo applauso, tante persone che mi hanno fermata dopo per maggiori informazioni, le lacrime agli occhi di una signora nel realizzare cosa c’era tra lei e il bicchiere di latte,  le strette di mano, le richieste di contatti e le tante email arrivate in seguito da chi chiedeva da che parte cominciare “per non mangiare più animali”.
A volte capita. La cosa la attribuisco al fatto che erano presenti persone consapevoli su altri aspetti dell’ecologia e davanti a un discorso di dati e fatti incontrovertibili non hanno potuto fare a meno di abbracciarne la logica.

maria paola canozzi al festival della letteratura di milano

Maria Paola Canozzi presenta al Festival della Letteratura di Milano – Foto di Poesiedomani

In quell’occasione ho incontrato anche una poetessa e scrittrice di grande sensibilità e già convinta di suo di queste scelte, Maria Paola Canozzi, di cui vi consiglio caldamente il romanzo breve Settembre sarebbe un bel mese, Marco Saya Edizioni, 2014.
Questo romanzo mi ha accompagnata nel viaggio di andata e ritorno da Libera Pentola, una lettura piacevolissima e a tratti molto divertente… penso che con i suoi modi garbati e molto acume, abbia dato voce ai sogni segreti e inconfessabili di molti animalisti! Mi è piaciuto al punto che quel giorno ne ho persino citato un passo durante la presentazione e l’ho caldeggiato a un paio di persone lì.
Non c’è nulla da fare, quando mi piace un libro (evento ormai tristemente raro) devo consigliarlo a tutti… divento noiosa come quel personaggio di Jane Austen che continuava a chiedere, a chiunque le capitasse a tiro, se avesse letto Udolpho.

sciogliendo la neve sulla cucina a legna per avere acqua

sciogliendo la neve sulla cucina a legna per avere acqua – inverno 2015, grazie Enel!

C’è infine un ultimo argomento, necessario dato il numero di domande che mi sono arrivate, scaturite dal post Andare via dall’Italia? Quando la frugalità non basta. Allora mi trasferirò all’estero? 
Probabilmente sì. In questi mesi abbiamo cercato di fare una lunga lista di argomenti positivi verso il rimanere in Italia. Ho solo due argomenti: il panorama di queste montagne e gli amici.
Peccato che ormai gran parte degli amici si siano ricollocati all’estero o siano in procinto di farlo… e che questo panorama si cerca di devastarlo in ogni modo, prima le trivellazioni, ora vogliono fare le cave… vivere di turismo gli fa proprio schifo qui, i consigli comunali hanno il pallino di perforare le montagne. Gli piace proprio. Non sanno più cosa inventarsi per distruggere tutto, è anche una cosa impegnativa, l’unico fronte su cui sono seriamente impegnati.

Lavorativamente, di aspetti positivi non ce ne sono, ma solo perché non mi impegno: non voglio fare il truffatore, l’evasore fiscale o l’ospite di don Mazzi. Altrimenti sarebbe il Paese ideale in cui vivere.
Noi invece siamo persone banali: abbiamo un’attività che viene erosa dalle tasse per il 63%. Vuol dire che ogni 100 euro incassati, 63 li devo dare a vario titolo allo Stato, mentre con i restanti 37 devo affrontare spese ipergonfiate da iva e balzelli di ogni genere, per sovvenzionare infrastrutture da terzo mondo, la prima tra tutte è la rete adsl di Telecom. Naturalmente a fronte di costi che superano la Svezia, i servizi non ci sono, il rischio di impresa è tutto nostro, non siamo tutelati in niente, se ci ammaliamo sono affari nostri, fondi e simili non ne abbiamo mai avuti. E’ impossibile lavorare così, mi spiace. Purtroppo la matematica vince sui buoni propositi, ci sentiamo anche un po’ cretini ad aver aspettato tanti anni e ad averci provato.

Per il resto, se c’era qualche speranza dovuta a un mio insensato ottimismo e amor patrio, per credere in un futuro in questo Paese, è stata continuamente disillusa e mortificata dall’arroganza delle istituzioni e dall’ottusità della gente. Per fare un esempio, per l’interruzione Enel di quest’inverno, ad oggi non abbiamo ricevuto nessun rimborso. Avevano promesso uno sconto in bolletta ma è scomparso insieme al suo amico “calo dei prezzi con l’introduzione delle rinnovabili“. Li cercano a Chi l’ha visto?  ma ci sono solo i finti avvistamenti su facebook. Eppure abbiamo perso una settimana di lavoro, questo ha avuto un costo notevole. E abbiamo passato una settimana senza acqua e luce, cosa che in qualsiasi altro paese europeo viene rimborsata d’ufficio, senza bisogno di action class.

In quanto all’ottusità della gente, ve ne devo parlare? Se leggete questo blog, ne siete vittime come me. Nessuna persona di media intelligenza riesce più a far fronte all’ondata di ignoranza e ottusità della maggioranza della popolazione italiana. E credetemi, è soprattutto italiana, lavoro con clienti esteri la maggior parte del tempo, è tutto un altro mondo di cortesia, educazione e rispetto del lavoro altrui. In Italia invece, grazie a una secolare tradizione di raccomandazioni, i deficienti occupano ormai posti di potere, sempre più spesso in parlamento e nelle aziende. Io ho bisogno di vivere in un paese in cui almeno i parlamentari conoscano la grammatica e il funzionamento del parlamento, ho bisogno di parlare con manager che, se proprio indefessi maschilisti, sappiano almeno dar voce alla loro arroganza con un paio di congiuntivi e la conoscenza di due dati tecnici inerenti il loro lavoro. Chiedo troppo a questo Paese, lo so.
E’ un Paese in cui un tempo, alla figlia imbecille o all’amante oca, si apriva una boutique. Oggi le mettono negli uffici stampa o al marketing, credendo che lì non facciano danni. Invece esasperano sia i pochi colleghi preparati, sia quelli come me che sono costretti ad interagire con questi sottosviluppati. Vivo in eterno nella barzelletta: “Quanti responsabili marketing ci vogliono per cambiare una lampadina?” “Ottomila. 7998 per il piano pubblicitario di rinnovo delle lampadine di tutto il mondo con case history degli USA e del Guatemala; uno che delega il lavoro a un ingegnere che si offenderà e, infine, il precario con due lauree ma snobbato perché privo di abiti hipster, che si rompe di stare al buio e sale sulla scala per avvitare la lampadina che si è portato da casa“.
Vabbé, questa è una constatazione estemporanea e probabilmente vale solo per il mio settore. Lo spero per voi, almeno. In ogni caso ho quasi chiuso tutti i rapporti con le aziende italiane, quindi non perderemo clienti se dovessero leggerlo. E in ogni caso dubito che lo capirebbero. Tranne il precario senza vestiti hipster che sorriderà amaramente da dietro il suo monitor nel sottoscala.

Quindi, salvo occasioni eccezionali in cui mi rimangerò tutto quello che ho detto e scoprirò che c’è invece un grande futuro qui, temo che entro fine 2016 saremo altrove, noi, l’attività e i gatti. Dov’è il paese di Altrove per ora è in fase di studio, abbiamo ristretto a due posti di cui uno ha l’80% del favore.

Vi avviso: il primo che mi scrive che scappo invece di restare a combattere, riceve in plico unico di 2 tonnellate tutto il mio lavoro di lotta e miglioramento degli ultimi 15 anni, con spedizione a suo carico. Oppure, se proprio deve contraddirmi, può farmi una proposta seria per restare, non chiedo di meglio. Ho cambiato così tante idee nella vita, che ne cambio volentieri un’altra.

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35 Comments

  • Reply Ale giugno 25, 2015 at 2:55 pm

    Tanti germogli al fuoco (ehm). Cose belle e cose brutte, l’importante è continuare a credere (non mi mandare il plicone…).

    • Reply Erbaviola giugno 25, 2015 at 3:18 pm

      vabbé a te non lo mando, dai. Si può credere anche da fuori, l’Italia è un paese con una lunga storia di patrioti esiliati e emigrati.

  • Reply Serena giugno 25, 2015 at 3:07 pm

    Ciao, la copertina del nuovo libro ha una grafica bellissima, son curiosa di vedere le illustrazioni all’interno, inoltre questo nuovo libro deve essere davvero interessante, complimenti!
    Per tutto il discorso sull’espatriare ti capisco in pieno, mi sono anche un po’ commossa sorridendo e ti abbraccio!

  • Reply Erbaviola giugno 25, 2015 at 3:20 pm

    Grazie Serena, sì credo che ti piacerà moltissimo sia per argomento che per grafica! Per il resto ti abbraccio anche io, tra gli amici in procinto di espatriare pensavo anche a voi :'( Ma spero che succeda qualcosa di incredibile e si continui a restare vicini!

    • Reply Serena giugno 25, 2015 at 9:36 pm

      A presto cara!

  • Reply Patrizia Palumbo giugno 25, 2015 at 5:21 pm

    Sappilo….io ti adoro!

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:04 pm

      grazie Patrizia! Un abbraccio!

  • Reply cami giugno 25, 2015 at 6:50 pm

    Ho letto tutto di un fiato e come sempre ti ammiro per tutto quello che fai e per la tua grandissima forza!!!
    Non ho altro da aggiungere, hai scritto davvero tutto.
    Complimenti per il nuovo libro, appena scendo in Italia lo cerco 🙂 e quello sui germogli lo attendo *__*

    Ps. Tutti gli interventi e link me li guardo meglio appena mi rimetto al pc 🙂

    Grazie per tutto quello che fai

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:06 pm

      Grazie anche a te Cami, per tutte le informazioni e l’incoraggiamento! Spero di incrociarti quando passerai in Italia o di riuscire a fartelo avere se sarà già uscito 🙂

      • Reply cami giugno 26, 2015 at 10:59 pm

        Sei troppo cara grazie.
        Io salgo ora a Luglio ma sono a Roma dai miei. Prima o poi ci incontreremo lo so 😀

  • Reply cristina carboni giugno 25, 2015 at 7:48 pm

    ho letto tutto avete del gran coraggio cambiare radicalmente non è semplice………..
    vi ammiro e vi invidio io non avrei il coraggio..
    buona fortuna……..

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:07 pm

      Cristina, forse – dalla mia piccola esperienza – il cambiamento che spaventa maggiormente è quello della prima volta. Poi le cose diventano più semplici, impari un po’ a lasciarti andare e un po’ anche a valutare che tutto il difficile sta nel cominciare. Un abbraccio!

  • Reply Sabine Nannini giugno 25, 2015 at 8:12 pm

    Complimenti per il nuovo libro , prima o poi ti voglio leggere e il titolo m’ispira 🙂 Per l’espatrio ti capisco…tante volte abbiamo pensato di andarcene….troppe tasse , nessun servizio ….troppe leggi inutili senza senso …..troppa burocrazia ecc……avere un impresa oggi è come avere la spada di damocles sopra la testa e ne so qualcosa purtroppo…..e poi siamo rimasti….i figli,tanti sacrifici per l’azienda,la casa,gli amici,la famiglia.. … e forse anche il coraggio c’è mancato. Un saluto e tanti auguri . Sabine

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:10 pm

      Capisco benissimo Sabine e devo dire che sono molti dei motivi per cui abbiamo resistito qui per anni. Però ormai sono così tanti i fatti che ci danno torto, che non possiamo fare altro. Ci rimangono ancora molti anni di lavoro e alla prospettiva che siano come gli ultimi dieci o addirittura peggio, non ci resta che spostare l’attività in un altro paese più civile e meno anti-imprenditoriale dell’Italia (penso qualsiasi paese salvo alcune dittature dell’Africa…)

  • Reply Valentina giugno 25, 2015 at 11:27 pm

    Se ti trasferisci in Francia finalmente potrò conoscerti

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:11 pm

      Per ora non ci pronunciamo per scaramanzia ma nel caso sarà un piacere Valentina!

  • Reply Domenico battaglia giugno 25, 2015 at 11:38 pm

    Se un giorno avrai qualche minuto mi piacerebbe confrontarmi con te. Un abbraccio affettuoso.

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:12 pm

      Molto volentieri Domenico, dopo la prima decina di luglio dovrei riuscire ad avere ritmi più rilassati. Sarà sicuramente un confronto interessante, quindi certo che sì! 🙂

  • Reply stefano giugno 26, 2015 at 10:24 am

    Sto studiando lo spagnolo. Fuori Italia c’è tanta povertà, ma migliori servizi, meno tasse e soprattutto più opportunità.

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:14 pm

      Concordo Stefano, anche se dipende dai paesi. Lo spagnolo però porta in bellissimi posti e te lo auguro di cuore di arrivarci 🙂

  • Reply fiorenza da rold giugno 26, 2015 at 10:58 am

    mammamia, quante cose interessanti in un solo post!

    • Reply Erbaviola giugno 26, 2015 at 12:18 pm

      Fiorenza, come ben sai è un periodo di fermenti molto interessanti, come dici tu: le energie stanno convergendo in quella direzione e i segni sono chiarissimi. Io concordo, ah se concordo!

  • Reply Barbara giugno 26, 2015 at 12:33 pm

    E’ sempre bello leggerti anche se sentire quanto dici sull’andare via dall’Italia un po’ mi spiace. Qualcuno ti “guadagnerà” e noi ti “perderemo”.
    Aggiornaci sulla direzione che prenderai, potrebbe essere interessante anche per qualcuno di noi 🙂

    • Reply Grazia giugno 29, 2015 at 8:25 am

      Ciao Barbara, lo farò sicuramente. Per il resto, mi perde solo l’Agenzia delle Entrate e l’Inps… questo sito così come l’impegno nella divulgazione e i libri resteranno, in pratica cambio solo posto alla scrivania, sperando di avere anche tanto tempo in più per vivere 😉

  • Reply Valeria giugno 27, 2015 at 12:25 pm

    Ciao, Grazia. Sono la tipa alta alta che ha fatto insieme a te il viaggio in treno da Libera Pentola a Torino 😉
    Capisco molto bene quello che dici. Quando ci siamo incontrate, arrivavo da un anno passato in Francia, lavorando come ricercatrice. Sto cercando di reinventarmi in Italia, per poter dire a me stessa “Almeno ci hai provato”, ma mi sento abbastanza scettica.
    Anch’io sono allergica alla retorica del “Chi va via dall’Italia sta scappando, la vera sfida è rimanere”. A parte il fatto che mi domando se chi fa questi discorsi abbia mai vissuto in un paese straniero, e se abbia una minima idea di cosa significhi nella pratica. Ma poi io sono stata molto attiva in un comitato ambientalista, ci ho creduto, vi ho dedicato moltissime energie e gran parte del mio tempo libero. Adesso non è che abbia smesso di crederci, ma mi sono stancata delle beghe interne ai comitati e di sentirmi dire che su molte questioni non posso mettere becco perché sono la più giovane e l’ultima arrivata. Al momento propendo più per forme di resistenza individuali, che mi sembrano molto più efficaci e gratificanti 😉
    Mi dispiace che tu parta, per due motivi: primo, perché penso che con te l’Italia perda molto; secondo, perché la tua decisione mi ricorda che probabilmente anch’io dovrò seguire questa strada, prima o poi.
    Mi dispiace, ma ti capisco benissimo.
    Un abbraccio e grazie per tutto quello che condividi con noi.
    Vale

    • Reply Grazia giugno 29, 2015 at 8:49 am

      Ciao Valeria, che piacere ritrovarti qui! Io non posso che dirti che non vale la pena restare qui, soprattutto se sei nella ricerca. Io ho fatto cinque anni in Italia come ricercatore e ho commesso due gravi errori: non accettare due proposte di università straniere. Un po’ per la famiglia a cui ero ancora legata, un po’ perché pensavo ingenuamente che se sei davvero brava e ti impegni davvero tanto puoi farcela anche in Italia. La storia invece è quella di altre migliaia di ricercatori italiani: per un passo avanti ci vogliono anni e dieci passi indietro; chiunque può passarti davanti se ha un minimo di raccomandazione, a volte persino il figlio del commercialista del preside di facoltà o l’estetista di sua moglie; senza raccomandazioni finisci a lavorare per quelli che ti passano davanti, lusingata quando serve qualcosa che non sanno fare da soli e denigrata nel tuo status di sottoposto per il resto del tempo; qualsiasi posto a concorso è già assegnato prima dell’uscita del bando, ormai anche per i posti meno ambiti ecc. Vale la pena? No, perché a fronte di questo sistema snervante, ci sono attrezzature paleolitiche, sperperi e per le facoltà scientifiche anche la mano lunga e pesante delle aziende che “commissionano studi”.
      Il mio consiglio, se posso permettermi, è di ripartire prima possibile perché se ti fermi troppo nell’università italiana, come ho fatto io, per l’estero smetti di essere un giovane brillante ricercatore e passi alla qualifica di svogliato e inconcludente visto che in cinque anni, dal loro punto di vista, non hai migliorato di una virgola la tua posizione, non sei avanzato nella carriera accademica e hai pubblicato poco o niente (perché probabilmente avrai fatto il ghost-writer per il tuo superiore e i suoi pupilli, cosa che altrove non succede e di conseguenza non possono nemmeno immaginare).
      In quanto alle associazioni ti capisco benissimo, uno dei motivi per cui non faccio parte di nessuna associazione, preferisco aiutare dall’esterno chi penso che meriti. Per la resistenza individuale invece… mhhhh … è quasi inutile o lo è del tutto quando ti scontri con le istituzioni. Per esempio io faccio resistenza personale, ma se il comune decide di dare delle concessioni per aprire una cava sventrando la montagna (e liberando amianto ecc.) oppure non ripara la strada franata da tre anni o decide che la differenziata si fa solo nel centro del paese… a cosa serve la mia resistenza personale? Purtroppo la maggioranza degli italiani è diventata ignorante e arrogante, due qualità che insieme stanno distruggendo tutto. Una volta l’ignoranza era accompagnata dall’umiltà, oggi più sono ignoranti e più si vogliono imporre. Più sono corrotti e più gli viene dato potere dagli ignoranti, la politica è gestita come il tifo da stadio: viva la squadra anche se mi dimostrano che truffa le partite, viva il partito anche sono ridotto in miseria.
      Manca la cultura e il senso civico da generazioni. Purtroppo con la resistenza personale non possiamo fare nulla… 🙁
      Non sparisco, sono sempre sul sito e abbastanza “a tiro” con l’Italia da poter tornare per qualche manifestazione che valga la pena del viaggio 🙂 Qui o nel paese di Altrove, non mi perde nessuno 😉
      Un abbraccio!

      • Reply Valeria giugno 29, 2015 at 12:51 pm

        Oh, che risposta dettagliata! Grazie, è sempre un piacere leggerti 😉
        Mi sono espressa male: per “resistenza personale” intendo tutte le iniziative volte a salvare se stessi, come ad esempio smettere di accettare condizioni di lavoro degradanti. Direi che anche su questo condividiamo la stessa visione 😉
        Buona settimana!

        • Reply Erbaviola giugno 30, 2015 at 11:22 am

          ah ecco Valeria, io ho pensato invece a qualche forma personale di resilienza 😀

  • Reply vicky giugno 29, 2015 at 3:19 pm

    Grazia hai come sempre ragione! Vieni qui in Germania con me!! 🙂

    • Reply Erbaviola giugno 30, 2015 at 11:25 am

      ci faccio un pensiero! ma mentre io non avrei problemi linguistici, temo che il mio compagno sarebbe destinato all’eremitaggio a causa della lingua… e sinceramente spero davvero in un posto un filo più caldo! Ma sto ancora decidendo…
      Come si vive da expat in Germania, Vicky?

  • Reply Claudia luglio 1, 2015 at 6:33 pm

    La sola frase “mi sono imposta di mantenere l’oggettività che deve avere il ricercatore” mi fa venire voglia di prendere il tuo libro appena uscirà. Penso sia l’unico modo serio di affrontare l’argomento alimentazione-naturale. E se ciò non bastasse, mi sembra davvero bellissimo!
    Riguardo all’andare via da qui, non mi passa manco per la testa di dirti che stai scappando…uno perchè non voglio il plico, e due perché davvero non mi sembri proprio il tipo che si dà per vinto, più che altro mi sembri il tipo che prende le proprie scelte con la dovuta consapevolezza e non per partito preso. E come darti torto? Di ragioni valide ne hai elencate fin troppe, tutte estremamente condivisibili. Quindi ben venga, vi auguro tutto il meglio per il vostro futuro!!
    Un abbraccio e bentornata 🙂

    • Reply Erbaviola luglio 2, 2015 at 6:31 pm

      Grazie Claudia, intanto ti mando un abbraccio! Io sentivo un po’ il bisogno di questo libro, perché negli ultimi anni di studi mi sono resa sempre più conto che c’è molto campanilismo nel parlare di alimentazione naturale, troppe persone che vengono prese come guru infallibili, troppe che seguono un tipo di alimentazione come se fosse un regime dittatoriale da cui non si può mai sgarrare… per me rimane invece fondamentale capire come funziona il nostro corpo, le nostre specificità, un lavoro che ognuno dovrebbe fare su di sé. Dopo di che, prendere il buono di tutti, nel senso di ciò che va meglio per noi. Alla fine, i concetti non sono così diversi da una scuola all’altra come apparirebbero…

  • Reply Winterwolves luglio 5, 2015 at 8:35 pm

    Ottima decisione, lasciare l’ITAGLIA (sì, si scrive così! :D)

    Per ora noi non possiamo ma è solo rimandato di qualche anno (se potessi andrei via domani mattina). Concordo in pieno con tutto quello che hai detto: sembra che i politici itagliani siano tutti impegnati a cercare di rendere la vita impossibile agli imprenditori onesti, favorendo i vari farabutti e corrotti. E’ proprio una missione di vita la loro, distruggere l’ambiente, togliere diritti acquisiti, e così via. Basta va’, che tanto non vale nemmeno la pena di sprecare tempo a scrivere.
    Buona fortuna, sono curioso di sapere dove andrete a stabilirvi 🙂

  • Reply Sorriso luglio 9, 2015 at 5:16 pm

    che dirti a questo punto data la decisione e la mia mancanza di proposte alternative?!?! … Ovunque andrai di seguirò!!! Ovvio virtualmente, ma non ti mollo!! 😉
    Sorrisi…

  • Reply Sele luglio 28, 2015 at 7:07 pm

    Ciao Grazia, wow, un post davvero ricco! Anche io faccio parte dei “reintegrati” in Itaglia, da quando sono tornata ho un buon posto di lavoro (ottenuto senza raccomandazioni), un mutuo per una casa in campagna con terreno e sono soddisfatta dell’impegno che io ed il mio compagno stiamo mettendo in tutte le cose che facciamo. Purtroppo devo dire che va tutto bene fino a quando non chiedi al vicino di coprire il bidone di acqua stagnante con una zanzariera per evitare di essere sbranato dalle zanzare, non cerchi di convincere gli amici che se hai ottenuto un buon lavoro è perchè sei andato all’estero ad imparare veramente una lingua che loro non parlano dopo 5-6 anni di università dedicati allo studio della stessa, non cerchi di mostrare ai colleghi video sugli albatros uccisi dalle isole di plastica mentre buttano la bottiglietta di acqua minerale in plastica da mezzo litro nel bidone dell’indifferenziato. In questi casi ti senti dire che “una volta era meglio perchè tutte queste zanzare non c’erano”, che “si beh certo ma il mio Paese mi dovrebbe comunque garantire un posto di lavoro se sono laureato”, che “oh ma con questo video mi hai rovinato il pomeriggio”. Tutta questa pappardella per dire che il vero problema dell’Itaglia sono gli itagliani, che credo che l’unico modo di risolvere i nostri problemi sia far ragionare “il gregge”, facendo rete. Ovviamente non sono qui ad accusarti per la tua scelta ma a spronare tutti quelli che leggeranno a farne una: o si sta dalla parte di quelli che se ne vanno, oppure si ressta cercando nel proprio piccolo di far qualcosa al posto di lamentarsi, le masse hanno molto più potere di quel che crediamo e se ci muovessimo davvero tutti sono sicura che le cose potrebbero cambiare 🙂
    Ps: Il plico mi farebbe davvero piacere leggerlo se è scritto bene come i libri

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