sdraio in terrazza luglio 2015
Decrescita, Sviluppo personale

Sulla mia sedia, all’ombra dell’uva

Scrivo dalla mia sedia preferita, all’ombra dell’uva. Un giorno, verso la fine di luglio, è successa una cosa che mi ha dato molto a cui pensare. Era un periodo un po’ grigio, come sempre succede all’approssimarsi di agosto, un mese in cui al lavoro cerco di tenere il passo tra fatture da sollecitare – altrimenti con la chiusura estiva posso salutare i pagamenti fino almeno a metà settembre – e clienti che devono tassativamente terminare un progetto entro fine mese, anche se il contratto dice gennaio dell’anno dopo. Staccando dal lavoro piuttosto tardi e magari con qualche problema che non lasciava la mia testa fino a sera tarda, avevo iniziato a trovare rifugio nell’idea di andare a vivere lontano dall’Italia. (Un pensiero che non è nuovo a chi legge questo blog, ma casomai qualcuno arrivasse ora lo prego, prima di scrivermi con l’arroganza del “io resto e combatto per una nazione migliore”, leggete questo e questo.)
Insomma, il poco tempo libero lo passavo sognando fughe lontano da questo paese.

Finché è capitata una cosa divertente che mi ha fatto riflettere molto. Abito in mezzo a un bosco in un piccolissimo borgo di cinque case, c’è poco passaggio e la maggior parte è quello estivo di turisti e sportivi che fanno qualche percorso: uno scarso passaggio di gente che corre o che cammina con le racchette o che passeggia in tenuta trekking. Li intravedo da qui, rilassata sulla mia sedia sotto la pergola di uva, all’ombra dell’uva che sarà pronta solo a settembre. Sono così pochi che ci sono giornate intere in cui non passa altri che il mio vicino con il trattore.
Così un giorno sono stata colta di sorpresa, quando uscendo sul balcone ho visto una ragazza con una reflex con un grosso obiettivo, semi-nascosta dietro il garage dei miei vicini, che fotografava nella mia direzione! Il primo istinto è stato quello di tornare dentro dato che, sicura di essere in mezzo al nulla, ero uscita sul balcone in costume da bagno. Il secondo è stato quello di chiamare la mia metà e allarmarlo con “c’è fuori una che fotografa casa nostra! Mi ha fatto delle foto mentre uscivo sul balcone in costume!
Lui scende e corre fuori ma troppo tardi, nel frattempo era già in fondo alla strada o nel bosco, e visto che era solo una ragazza e non un un voyeur, la cosa è stata archiviata come stranezza inspiegabile.
Spiegazioni non ne avevo davvero: la casa in cui abitiamo è una casina in pietra modestissima senza nulla di particolare e io non sono certo una persona da paparazzare. Vai a sapere cosa interessava alla ragazza! Alla fine mi sono convinta che avesse visto un capriolo sulla collinetta dietro la casa, cosa che poteva giustificare il teleobiettivo ma difficilmente il fatto che mi paresse puntato proprio verso di me e non verso la collina. Archiviata e amen.
Passa neanche un mese e aprendo una finestra mi trovo davanti la scena di un signore barbuto in tenuta trekking con il braccio alzato e un cellulare puntato verso di me. Mi dice “buongiorno” con tanta tranquillità che dò per scontato che stia solo cercando campo, visto che qui non tutte le compagnie hanno copertura. Però a me sembrava dalla posizione del pollice che stesse facendo una foto…
Poco tempo dopo questo fatto, esco sulla terrazza che dà sulla strada, con in mano teiera, tazza, cuscini e libro in equilibrio precario e resto lì impalata davanti a una coppia di signore che stanno decisamente fotografando casa mia con i loro cellulari! Appena mi vedono, al volo, intascano i cellulari e proseguono come se nulla fosse, mentre io cerco di depositare il mio carico da sherpa per dire qualcosa o inseguirle. Chiaramente non ci riesco e poi non saprei cosa dire… sono sempre nel dubbio che siano coincidenze e magari anche loro stavano cercando di agganciare il satellite. Però no, stavano proprio facendo delle foto, in coppia.

Beh, ma insomma… cosa diavolo fotografano tutte queste persone?! Insomma, volevo capire! Cosa c’era mai da fotografare?! Di certo non cercavano me, sembravo piuttosto interromperli. Così, per capire, ho preso la mia macchina fotografica e ho attraversato la strada, mi sono posizionata più o meno dove si erano fermati questi signori e… mi sono data della stupida!

1_terrazza_dafuori_luglio2015

Ecco cosa fotografavano. Qualcosa che anche io, quando mi sentivo ancora prigioniera a Milano, avrei senz’altro fotografato vedendomelo spuntare davanti dopo due chilometri di bosco. La parte esterna di questo terrazzamento, con la mia uva tutta scarmigliata ma carica di grappoli, le mie file di vasi di fiori che moltiplico di anno in anno. Una prospettiva che vedo raramente, perché di solito esco dalla parte opposta.

 

3_uva_luglio2015

All’inizio la soluzione mi ha lasciata un po’ perplessa. D’accordo, è carino, ma… addirittura da fotografare? Non mi pare.
Forse fotografano la pergola di uva?! Ma perché, l’uva non l’hanno mai vista? D’accordo, io sono molto orgogliosa di questi grappoloni già belli carichi nonostante i miei zero trattamenti … però… è uva, via!
Poi ci ripenso. Ripenso a quando tanti anni fa abitavo a Milano e dopo in un paesone in Brianza, pieno di fabbriche e degrado dal mio punto di vista, ma molto elegante e ricco di servizi dal punto di vista dei lombardi.
Ripenso a quando volevo vivere in mezzo alla natura e con più leggerezza ma non sapevo ancora come fare. Penso a quando facevamo i weekend in Toscana in agriturismi e B&B che in molti casi erano più brutti del posto in cui stiamo ora. Ripenso in particolare a un agriturismo di Figline Valdarno, che ci era sembrato un paradiso e oggi quando ci passiamo ne ridiamo sempre: “Ma tu guarda, questo agriturismo sulla provinciale, a neanche un chilometro dalle fabbriche di Figline…” Un posto dove oggi non abiteremmo nemmeno dipinti, troppo caotico, inquinato dai gas di scarico e a ridosso di un grande centro abitato. Eppure da cittadini ci era sembrato così rurale e paradisiaco, saremmo stati estasiati all’idea di poterci vivere!
Prospettive e punti di vista, tutto qui.

2_surfinie_luglio2015

Così, quelle cose che ormai sono abituata a vedere e a cui do poco peso, ricomincio a vederle per come sono. Un posto che ha molti problemi quando vengono giù due metri di neve… ma chi non ne avrebbe con due metri di neve?
Una zona in cui ogni tanto frana una strada e ogni tanto si rimane con la strada a metà perché il Comune non ha più fondi per aggiustarla, però ho chilometri di passeggiate nei boschi che cominciano giusto sulla porta di casa. Vivo in una zona di agricoltura biologica, in cui ci sono le lucciole la sera e non ci sono le zanzare di giorno, c’è un equilibrio.

Sorrido al fatto di averci messo molto a capire che fotografavano “lo scorcio”. Il mio compagno mi ricorda che io sono la prima, quando siamo in giro, a fotografare anche le cose più assurde perché belle: un lampione,  una bella finestra fiorita o persino il battente di un portone.
Chissà questi turisti. Avranno immortalato le cascatine di edera e surfinie viola velluto? Che cosa avrà catturato la loro attenzione?

4_terrazza_luglio2015

Ritorno dentro, al di qua di quel muro con i fiori e nel mio angolo di relax. Me lo sono fatta a mia misura, con un po’ di ombra e un po’ di sole, con i fiori e le erbe aromatiche, con il tavolo da orto e la vista sui colli, sui boschi.

5_terrazza_pergola2_luglio2015

Ora voglio avere più attenzione per la strada che ho fatto, piuttosto che per quello che mi manca.
In questa Italia manca di tutto e molto dell’essenziale, aprire un giornale e farsi venire lo sconforto è un attimo, sia per l’analfabetismo della maggioranza dei giornalisti, sia per la situazione davvero al limite in cui versano gran parte dei cittadini.
Però sono qui.
Vivo in un posto che mi dà molto e di cui potrei godere molto di più se lo dessi meno per scontato. Come mi ha detto ieri la cara Fiorenza al mio lamento per una vacanza andata a monte: “tu vivi già in vacanza!“. Fiorenza, tu che sei uno dei miei maggiori stimoli all’emigrazione in paesi più civili, non inorridire di quello che dirò ora… Posso forse rivalutare il restare e l’andare, da altre prospettive che non solo quelle della convenienza fiscale e dei servizi che funzionano?
E dove potrò trovare un altro posto come questo?
Domande.

6_terrazza_pergola_luglio2015

Così,  mentre vi auguro un ottimo riposo se siete in vacanza o un’ottima vita se, come me, siete ancora a casa. Voi pensatemi qui.

Sulla mia sedia preferita, all’ombra dell’uva, inebriandomi del profumo del gelsomino. Sono qui con le mie piante e il solo rumore delle foglie di vite mosse da un leggero venticello, mentre rifletto su come tutto, dopo un po’ di tempo, finisca per sembrare scontato anche quando si tratta della realizzazione dei nostri desideri più profondi, anche quando si è lottato e lavorato tanto per arrivarci.
Rifletto sui miglioramenti possibili restando qui. Secondo voi? Sono possibili?

[Noticina del dopo, per alcuni commenti ricevuti sui social: la casa non è nostra, è in affitto. Abbiamo solo fatto una fatica enorme per trovarla e in effetti il pensiero di rimettermi in gioco e di farlo all’estero mi fa venire i vermi… Ci siamo trasferiti qui nel 2012, da un appartamento con giardino nello stesso paese sull’appennino Tosco-Emiliano, dove eravamo arrivati nel 2009. Prima ancora eravamo in una casa in Lomellina, nel Parco del Ticino, che avevamo acquistato ma che abbiamo venduto, lasciando la Lombardia, per vari problemi tra cui la costruzione vicinissima di un termovalorizzatore in area protetta. Dover vendere quella casa per me e per noi è stato straziante, oltre che molto oneroso dal punto di vista economico, proprio per la zona degradata dall’imminente costruzione del termovalorizzatore e dalla crisi che iniziava quell’anno. Non abbiamo più ricomprato case, non penso che potrei mai più fidarmi a comprare una casa in Italia. A parte che, ormai, per le banche ho le credenziali di Paperino, quindi non mi pongo nemmeno il problema di comprare o meno. E come ho dimostrato con due pagine di conti precisi in Scappo dalla città, in Italia comprare casa con un mutuo al 100% è una perdita molto maggiore che affittare.
Se restare in Italia o no, non è ancora deciso. Questa è solo una delle tante riflessioni e una delle poche nella colonna “pro” del restare.]

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29 Comments

  • Reply Jessica August 9, 2015 at 2:57 pm

    Questo post mi ha dato una grande emozione, è sempre bello leggerti, ma in questo momento hai toccato corde del cuore e nervi scoperti. Sono anni che medito di andare all’estero, inquieta a ogni soffio di vento, vorrei sempre muovermi. Eppure nel mio piccolo dalla città iper cementificata (Genova) sono prima andata in un posto più a misura d’uomo (nel cuore di Viterbo), ora abito in Umbria. Oggi, dopo cinque anni, rischio di dare per scontata la vallata sotto Assisi, il Subasio che ci sorride e i Monti Sibillini che vedo dalla cucina. Stiamo pensando in coppia di andare via, forse a gennaio, ma poi mi guardo intorno e mi chiedo quanto mi mancherà tutto questo. Ricordo i primi tempi qui, ogni angolo verde (e lo sai, l’Umbria ne ha giusto un po’ di verde!) mi faceva luccicare gli occhi, finalmente vedo le stelle in cielo senza la cappa dello smog, vivo il cambiare delle stagioni, ogni mese ho frutti della terra da amici e parenti, se parto quando torno sono felice di essere a casa. Lavorare da freelance è un dramma, lo sappiamo, l’Italia ci massacra fino all’ultimo, eppure… Non è facile prendere una decisione, lo capisco bene, ma questi momenti nei quali ci accorgiamo di ciò che abbiamo sono preziosi. Non so cosa deciderete voi, né cosa faremo noi, ma per ora, in questo torrido agosto, godiamoci ciò che abbiamo, dai 🙂 ti penserò nel tuo splendido angolo, un abbraccio anche se non ci conosciamo!

    • Reply Erbaviola August 9, 2015 at 8:11 pm

      Ti abbraccio anche io Jessica, è bello non essere soli anche quando si tentenna! ^_^ Tienimi aggiornata se puoi, queste riflessioni servono molto anche a me!

  • Reply monica August 9, 2015 at 3:55 pm

    Cara Grazia,
    non mi sento di darti un consiglio, anche perché lo sappiamo, i consigli lasciano il tempo che trovano. Certo, vedendo le foto, mi chiedevo come si può pensare di andare via da quel paradiso. Ma come racconti, quel paradiso ha anche risvolti decisamente meno celestiali.
    Per il resto, ho letto i tre post e non posso che dirmi d’accordo al cento per cento, soprattutto sugli expat raccontati dai giornali. Da ex expat non mi ci sono mai trovata. Noi siamo andati via dall’Ytaglia sei anni fa e son sempre scelte complicate e dolorose, se non hai vent’anni e hai una vita già avviata qui. Spesso comunque non si va via per scelta, ma perché è l’unica opzione possibile in quel momento. Certo, si tratta di esperienze arricchenti, opportunità in più: nulla da dire. Da un anno siamo rientrati. Non sto comunque a raccontarti la mia storia ma credo che alla fine mi fermerò qui, sebbene tante delle cose che descrivi dello stile italiota di malfunzionamento, mi facciano saltare i nervi. Inoltre, non colgo grandi segnali di cambiamento, checché ne dicano i tromboni al potere. Ad ogni modo e con molta fatica, io ci sto provando! E credo che in più ci proviamo, più possibilità di migliorare avremo. In bocca al lupo! Ti seguirò nel blog, che davvero mi scalda il cuore! 🙂

    • Reply Erbaviola August 9, 2015 at 8:17 pm

      ciao Monica, invece a me interesserebbe tanto sapere la tua storia di “ritornata”. Io sono una pluri-ritornata ma poco seria: sono stata all’estero per studio e lavoro alcune volte e ho sempre rifiutato proposte di lavoro che mi permettevano di restare lì ancora. Un po’ per la famiglia che avevo al tempo e un po’ perché 15-16 anni fa in Italia, almeno nel mio settore, si lavorava tantissimo e non c’erano problemi, anzi, sembravano i nuovi anni ’60. Così ora ho ricordi lontani e molto positivi delle esperienze all’estero, ma non sono mai durate più di un anno, alcune solo pochi mesi.
      C’è qualcosa di materiale o emotivo più di tutto che ti ha fatta tornare, posso chiedertelo?

      • Reply monica August 14, 2015 at 7:07 pm

        Certo che puoi chiederlo. Io sono andata all’estero perché ero satura di una seri di situazioni lavorative che non mi soddisfacevano. Con mio marito, ricercatore precario, abbiamo colto l’opportunità di un incarico per lui in Portogallo, dove siamo stati benissimo per quattro anni. Quindi lui ha avuto una buona offerta in repubblica ceca. Alla fine però le cose non sono andate bene e siamo rientrati alla base. Lui probabilmente andrà ancora all’estero, perché qui non trova nulla, ma io ho deciso di riprendere il mio lavoro come libera professionista qui in italia. Una bella avventura di ‘sti tempi! Certamente dopo un periodo fuori, vedi con occhi rinnovati il bello ma anche il brutto che hai lasciato!

        • Reply monica August 14, 2015 at 7:28 pm

          terzo e ultimo commento: se puoi scegliere un paese che ti è affine e nel quali credi che starai bene, oltre al lavoro, credo che sia un’opzione da tenere in considerazione seriamente. unico vero consiglio che mi sento di dare è quello di mantenere una via di sicurezza per un eventuale rientro… insomma pensa anche ad un piano B di rientro.

      • Reply monica August 14, 2015 at 7:16 pm

        però forse non ho risposto alla tua domanda. ci riprovo
        io avevo comunque scelto di rientrare lo stesso perché il mio lavoro necessita di una conoscenza approfondita delle lingua e non puoi svolgerlo cambiando sempre paese. dunque se vogliamo mi mancava il mio lavoro. poi l’aspetto emotivo è che in paesi come la rep ceca o il canada, dove siamo stati per pochi mesi, sentivo una freddezza relazionale e insomma mi mancavano gli amici e la socialità più tipici del sud europa. questo non accadeva in portogallo ad esempio. infine il cibo e il clima alla lunga hanno avuto il loro peso non indifferente. in italia siamo davvero fortunati in questo!

      • Reply monica August 16, 2015 at 8:58 am

        ciao, avevo postato ben tre commenti di risposta… ma non li vedo più! se non sono in spam vedrò di riscriverli… a presto!

  • Reply Patrizia August 9, 2015 at 3:57 pm

    “Ora voglio avere più attenzione per la strada che ho fatto, piuttosto che per quello che mi manca”.
    Grazia, queste tue parole oggi sono un dono, grazie. Neanch’io, a volte, mi rendo conto di quello che ho fatto in questi tre anni, dò per scontato che così deve essere e non mi godo il bello di quello che ho costruito, perchè è bello – anche se in continuo work in progress. Ho voglia di conoscerti e di passare del tempo con te, perchè a volte mi fai da specchio e mi insegni cose che non so ancora. Venite a trovarmi, l’ortigiana sarebbe felice di ospitarvi in cambio di chiacchiere e consigli saggi. Stai con noi, so che è difficile ma fermati e godi di quello che hai costruito sinora e godi del fatto che molti di noi che ti leggono ti sono riconoscenti. Grazie

    • Reply Erbaviola August 9, 2015 at 8:18 pm

      Volentieri Patrizia e anzi mi piacerebbe raccontare la tua esperienza oltre che fare una lunghissima chiacchierata! Ti scrivo 🙂 Intanto un abbraccio!

      • Reply Patrizia August 30, 2015 at 3:55 pm

        Ho pasticciato con le risposte, scusa, sono una capra 😉 aspetto tue. Un abbraccione

  • Reply Vale August 9, 2015 at 4:10 pm

    A quanto ricordo, ho sempre avuto la voglia di prendere e andarmene, fin da piccola. Salvo poi evitare di pensarci, per andare dove, e far cosa? Non so fare nulla… (in realtà qualcosa la so fare, ma facciamo finta che semplifichiamo) . Sì, beh, il “io resto e combatto per una nazione migliore” a dirla e sentirla così è encomiabile, poi però ti scontri con la realtà (oggi scrivo per banalità e luoghi comuni, abbiate pazienza) e con la sua inamovibile fermezza cementifera. Per ogni piccola bella notizia che segna un passo avanti, ce ne sono dieci che testimoniano i luuuunghi passi indietro, e come si fa, a restare e “combattere” senza fare la figura del don Chisciotte? Poi con fatto che arriva il bimbo nuovo, a questo genere di cose ci penso ancora di più. Che uno dice: ma meglio, i bambini sono il futuro, loro cambieranno le cose, poi vedi gente giovane che ragiona esattamente come i vecchi, perché chi li tira su i bambini, con tutto il bagaglio di convinzioni e atteggiamenti e abitudini?
    Però quando una come te trova il modo, la motivazione per restare, è comunque sempre una gioia. Non rendiamogliela così facile e semplice, per lo meno.

    • Reply Erbaviola August 9, 2015 at 8:21 pm

      Sinceramente, non capisco perché i bambini dovrebbero essere caricati di tutto il peso dei nostri errori e di quelli pregressi. E dovrebbero risolverli? Ma appunto, se non ci siamo riusciti noi e sembra essere sempre peggio, loro cosa dovrebbero fare poverelli? 😀 Non so se ho trovato la motivazione per restare. Ho trovato una motivazione, perché la colonna Emigrare è satura, mentre Restare è pericolosamente vuota. Ora nella colonna restare c’è il terrazzo sopra. Non credo che basti, ma magari attira energie in quel senso… chi lo sa, vedremo cosa ci manderà la vita 🙂

      • Reply Vale August 9, 2015 at 8:39 pm

        Sono d’accordissimo, sui bambini.
        “Loro” cambieranno le cose perché sono il futuro. E a forza di dire “loro”, non si cambia mai.

      • Reply Vale August 9, 2015 at 8:54 pm

        In effetti con la storia che “loro cambieranno il mondo”, sempre e solo “loro”, non cambia mai nulla. Su questo sono totalmente d’accordo con te.

      • Reply Vale August 9, 2015 at 8:55 pm

        (ok, chiedo scusa: wordpress non mi visualizzava il commento prima -.-‘ Sì, wp has a problem, domani gli scrivo)

    • Reply Patrizia August 30, 2015 at 3:53 pm

      Ti molto volentieri per le chiacchiere. Aspetto tue, un abbraccione.

  • Reply Daria August 9, 2015 at 4:34 pm

    Beh, facilmente fotograferei anch’io la tua terrazza se mi trovassi a passare da quelle parti!
    Belle le tue riflessioni, le condido pienamente, spesso proiettati verso il futuro non ci si ferma ad apprezzare quello che si ha…
    Il cambiamento da qui non so se sia possibile… ci si prova con le piccole cose!
    Un abbraccio!

    • Reply Erbaviola August 9, 2015 at 8:23 pm

      Finché restiamo, ci proviamo a fare questo cambiamento. Non è mai semplice ma ci si prova… e si valuta se e dove andare. Un mio grande dubbio è che anche fuori ci siano gli stessi problemi… ma forse voglio solo restare un altro po’ sulla sdraio. Un abbraccio Daria, anche alle bimbe & bimbo ^_^

  • Reply Mr.Loto August 9, 2015 at 5:24 pm

    La bellezza è ovunque, basta saperla scovare e, quando ci si vive immersi dentro, spesso la si da per scontata! Hai mai notato come i romani non badino più alle secolari bellezze di Roma? E come i milanesi passino davanti al Duomo senza degnarlo di uno sguardo? E i sardi diano per scontato che il mare sia azzurro e cristallino?

    Il tuo blog è stato una bella scoperta! 😉

    Buona domenica.

    • Reply Erbaviola August 9, 2015 at 8:30 pm

      Grazie 🙂 Sì, è vero, viviamo in un paese bellissimo sotto molti punti di vista. Ma uno non emigra perché l’Italia non è bella, si emigra perché l’Italia è un’oligarchia – quasi una dittatura – in cui abbiamo un presidente del consiglio non eletto da noi che sta distruggendo tutto dopo un ventennio di un altro che ha devastato il devastabile. Non ci sono servizi, si lavora con tasse esorbitanti, si strapagano le merci per una serie di tasse (iva, accise ecc.) e la qualità è sempre peggiore. Siamo pieni di ladri e truffatori che vivono tranquillamente fuori dalle prigioni, con il benestare delle forze dell’ordine che ufficialmente non hanno mezzi per perseguirli. Abbiamo un sistema clientelare per cui ormai devi avere conoscenze e amicizie anche solo per fare la cassiera al supermercato. In questo sistema viene sempre premiata solo la mediocrità, non c’è meritocrazia, da decenni. E quindi non c’è competenza.
      Forse, a volte, ci dimentichiamo di guardare il panorama perché vivere in questo paese è pesantissimo e ci annienta. Per dire, sono 2 ANNI e 3 moduli compilati che cerco di comunicare all’Enel che ho la residenza qui e non è la seconda casa. Ma continuo a pagare l’energia elettrica come seconda casa. Perché sono incompetenti e non sanno registrare un modulo o perché gli fa comodo farmi pagare di più?
      Ho dato il 63% dei miei incassi allo stato, in tasse.
      A volte dimentico di guardare le montagne per queste cose… 🙂

      • Reply mrm August 13, 2015 at 9:55 pm

        ciao, con l’enel ho avuto anch’io lo stesso estenuante problema, se non ricordo male la soluzione migliore è il fax, si vede che guardano solo quelli….
        nemmeno andare di persona al cosiddetto puntoenel, niente da fare: IL FAX.
        (soprattutto per i reclami).

        per il resto dici cose sacrosante, ma non siamo i soli a vivere sotto dittatura, ormai ci governano altri poteri, vale per tutto il mondo, siamo in un libro di fantascienza….. (e pare che ci si sottometta volentieri…)

  • Reply Serena August 9, 2015 at 9:54 pm

    Ciao, bellissimo questo post, a me capita un giorno si e uno no di fare i tuoi stessi ragionamenti, è importante aporezzare quello che abbiamo soprattutto quando è così bello! Intanto goditelo e poi si vedrà, se e quando ti trasferirai, se lo farai sarà in un posto ugualmente paradisiaco ovviamente! 😉

    • Reply Erbaviola August 10, 2015 at 11:42 am

      Nel caso, spero proprio di trovarlo! ? ^_^ Grazie cara!

  • Reply barbara August 10, 2015 at 9:46 am

    Innanzitutto, il balcone è davvero un incanto, complimenti davvero.
    Secondo: quel balcone lo hai progettato tu, esattamente come lo volevi; hai dato forma ai tuoi desideri.
    Vuoi che non riusciresti a replicare altrove cotanta meraviglia? Io ne sono certa.
    Quindi, secondo me, e visto che il giardino è dentro di te, io dico che si, puoi andare via tranquillamente, e sperare sempre in un futuro o in un luogo migliore di quello che vivi e in cui vivi.
    Perché l’Italia è bella, ha luoghi incantati, e ti frega sempre con la sua bellezza, corrotta purtroppo.
    Un abbraccio 😀

    • Reply Erbaviola August 10, 2015 at 11:45 am

      Sì, hai ragione, il nostro giardino è soprattutto dentro di noi. Ma ho il terrore che, avendo già fatto molta fatica a trovare una casa decente in affitto qui, come emigrata la difficoltà sarà decupla e magari dovrò adattarmi di nuovo a un appartamento… questa è una parte che mi pesa parecchio.

  • Reply Daniele August 10, 2015 at 12:13 pm

    Bellissimo post/posto Grazia.
    Che dire… sicuramente sono scelte difficili da prendere che solo tu e la tua dolce metà potete fare.
    Quello che so di certo è che in Italia o no il tuo blog non espatrierà mai 🙂
    E’ sempre bello leggerti.
    Un saluto.
    Daniele.

  • Reply Claudia_GranoSalis August 11, 2015 at 5:25 pm

    Uff, come ti capisco…cioè, la mia situazione è ben diversa dalla tua, ma ci sono delle similitudini. I vicini hanno finalmente avuto la meglio (tu sai di cosa parlo!) e il mio trasloco è prossimo. Il ritrovarmi di nuovo alla ricerca di un bel posto dove stare e il pensiero del trasloco sono tra le poche cose che non mi avrebbero mai fatto levare le tende da qui. E infatti sono abbastanza demoralizzata dalle case tremende che sto vedendo, a volte dispero di poter trovare quella giusta entro l’ultimo mese e mezzo rimasto prima della scadenza del preavviso, ma alla fine il movimento si è reso necessario. Io che mi affeziono anche al posto più brutto e scomodo posso capire la tua resistenza nel lasciare un posto così faticosamente conquistato, tanto più che non è il posto in sé a volerti far andare via, ma la nazione che lo contiene. Eppure…come diceva una mia vecchia amica, “al meglio non c’è mai fine”, la spinta al cambiamento che c’è stata potrebbe essere il motore giusto per farvi trovare un posto ancora più bello di quello in cui siete. Nella nazione giusta. Al tempo stesso, beh, come dar torto al tuo ragionamento? Anche valutare le cose da una prospettiva diversa potrebbe essere la soluzione. E potrebbe essere la via per trovare un equilibrio nel restare, d’altra parte non esiste il posto perfetto. Insomma, mi sa che non ti sono di grande aiuto! Spero troverete la giusta via, già essere concordi in due nel trovarla è un piccolo miracolo, se riuscite a realizzare questo siete a cavallo! Ti mando un abbraccio 🙂
    P.S: Adoro sempre di più il tuo modo di raccontare…

  • Reply Ros December 8, 2015 at 3:24 pm

    Cara Grazia, sono entrata per una macchina da cucire 2 ore fa e non sono più uscita😊
    Allora, sarò breve: 35 anni stanziale e in 10 anni ho fatto 10 traslochi, per scelta..Venezia, Firenze, Genova, Santiago de Compostela , Milano ,
    ..non sono in ordine, ma se li ho elencati così, di getto, è perché mi vorrei agganciare al fatto che i milanesi passano davanti al duomo e non lo vedono..I veneziani vivono in un opera d’arte e non la godono, i fiorentini non sanno come fare a muoversi con tutti quei turisti, i genovesi son talmente gelosi che pochi conoscono la bellezza di Genova , il più grande centro storico d’Europa!
    A Santiago piove sempre. Dove tornerei a vivere? Di nuovo in tutte queste città , bellissime,dove si mangia divinamente, dove in pochi km cambia il dialetto e l’accento. .I suoni e colori e i caratteri degli abitanti..
    Sai quante volte penso:ora dove vado a vivere per sempre?
    La natura, l’arte, la cultura, il cibo, la gente.. il sole, il mare, la montagna..Cosa cerco?
    La risposta l’ho trovata nella solitudine…anche la cosa più bella è poca cosa se non la condividi…
    E quindi, cara Grazia, tu stai facendo una grande cosa, grandissima, con competenza, con cuore, con giustizia, ti stai arrovellando come tanti di noi, ma tu stai facendo da catalizzatore, ci fai incontrare, e cosa mi dici se ti facessi vedere una casa, vicino alla tua, con un grandissimo orto e frutteto , dove la gente che non sa coltivatare o non vuole, viene a fare la spesa, dove bambini e ragazzini imparano a coltivare insieme ai nonni , e vicino un altra casa dove si auto producono i vestiti, e in un altra i mobili, e così via..E usare tutta la tua sapienza e competenza e venderla o barattarla …
    E usare l’energia solare e la bicicletta, e inventarsi o meglio , aggiustare il tiro, su come vogliamo che le cose vadano..se non lo facciamo noi che abbiamo l’esigenza forte di far valere i nostri diritti e abbiamo le idee chiare su quanto ci stiano prendendo in giro.. se non lo facciamo noi insieme , scelti da una naturale selezione, se non salviamo noi il salvabile chi lo fa ?
    La Storia si costruisce sull’esperienza e io sono una di quelle persone che di esperienza ne hanno tanta ma sono state scardinate dalle tasse ,artigiana in cerca di qualcuno a cui insegnare il mestiere..via tutto il vecchio, voi, esodati , largo ai giovani…e ora il buffone propone di dargli dei soldi , li vuole assistere..ma mi sembra talmente assurdo che altro che espatriare, espatrino loro.
    Da dove cominciamo?
    Dal cercare una collina fra mare e montagna , non lontano da un aeroporto , non lontano da una bella città, e poi chi è interessato scriva ,ognuno proponga una sua specialità. .cosa fa, cosa vuole fare..
    Grazia, ti chiedo scusa se ho “strabordato” ma leggere mi ha dato una speranza, smettiamola di sentirci casi isolati, siamo tanti a voler cambiare le cose, forza😊, non andiamo via per sempre, andiamo in vacanza, l’ Italia è un paese senza pari, e noi italiani siamo pieni di risorse e di inventiva,e di competenzeme, credo che lo scoramento sia dovuto alla fatica che facciamo a pagare tutto e l’ingiustizia nel vedere come sprecano i nostri soldi..ma tu Grazia hai delle risorse pazzesche!
    Ciao, smetto, vado a cucire , e a sognare, che è l’altra cosa che ci tiene vivi e felici!

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