Elna Supermatic
Autoproduzione, Restauro e recupero mobili

Una nuova vecchia Elna Supermatic e la decrescita reale

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Come molti sanno, a luglio si è rotta la mia adorata macchina da cucire. Ma se in questo periodo volete immaginarmi in qualche modo, pensatemi con l’espressione di questa donna del 1958 davanti alla sua macchina da cucire, una nuova Elna Supermatic, estasiata dalle infinite possibilità operative di questa solidissima macchina. Oppure immaginatemi assorta a pensare a quanto sia stupida una decrescita fatta di cose che costano poco, come mi capita spesso di vedere. La decrescita reale non sarà mai una macchina da cucire comprata per un centinaio di euro al supermercato. Quello è solo l’ennesimo pezzo di plastica e ferraglia cinese buttato in una discarica. Dura realtà ma è così.
Il perché sto pensando a questi aspetti è che spesso noto che molta gente confonde l’oggetto che costa meno con la decrescita. Non è così. La decrescita è scegliere di avere meno oggetti, solo quelli realmente utili, ma di ottima fattura e destinati a durare nel tempo.

Per anni ho utilizzato quella signora beige e rossa sotto, la Elna Supermatic del 1958. Io, per le esperte, ho la versione Plana, quella con l’apposito mobiletto (non si vede nelle foto sotto perché in corso di restauro) e il piano largo per ricamare a macchina. Ma il funzionamento e l’interno è praticamente identico per tutte le macchine della serie Supermatic tra il 1952 e il 1965.

La Elna Supermatic del 1958

La Elna Supermatic del 1958

Questa vecchia Elna Plana Supermatic  l’ho ereditata da mia suocera, che a sua volta l’ha avuta da sua mamma. Terza felice proprietaria, l’ho utilizzata per anni, è molto solida, tutta in acciaio dentro e fuori. Fa la maggior parte delle cose che fanno oggi le macchine elettroniche di fascia alta: ha 150 punti ricamo, cuce con doppio ago, ha una serie di piedini per fare di tutto compreso il quilting, gli orli invisibili e il cordoncino da tappezziere. Rammenda (era una cosa importante una volta!), attacca bottoni, fa diversi tipi di occhielli, applicazioni e punti smock. Cuce da stoffe sottilissime a 6 strati di pile.
Mi fermo qui, altrimenti sembro un venditore, ma vi racconto una cosa divertente: dopo anni che utilizzavo alcuni ricami con paperine, ochette e uccellini per regalini per i neonati, mia suocera mi ha rivelato che quei dischi ricamo erano stati acquistati da sua mamma per ricamarle le lenzuola per il collegio… e aveva già sedici anni! Oggi forse dovrebbero fare un dischetto ricamo con le Kardashian!

Elna: una volta erano belli persino i libretti di istruzioni!

Elna: una volta erano belli persino i libretti di istruzioni!

Ma a luglio la mia adorata macchina da cucire si è rotta. Questa volta irreparabilmente. Si è rotto il meccanismo a camme e mi sono disperata. Tutti gli esperti a cui l’ho sottoposta hanno dato il medesimo verdetto: anche ammesso di trovare tutti i pezzi, cosa non facile, servivano però un paio di giorni di lavoro per smontare e rimontare tutto. Totale: circa 300-350 euro di manodopera ad andare bene, forse anche di più.
E’ seguita una pioggia di consigli su acquistarne una nuova e la mia rassegnazione a risparmiare i quasi mille euro che servono per una macchina bella, solida e durevole. Nella mia testa intanto continuava a starci anche lo scomodissimo pensiero che però tutti questi soldi li avrei spesi per un mucchio di plastica. Ora è tutto di plastica. E c’è l’obsolescenza programmata anche sulle macchine da cucire, ovvero questo sistema criminale delle aziende che progettano oggetti con una data di scadenza, non devono durare più di tot perché devono vendertene un altro.

La mia "nuova" Elna Supermatic del 1952

La mia “nuova” Elna Supermatic del 1952-1957

A fine ottobre però mi ha contattata Erica, una persona meravigliosa che è una bravissima restauratrice professionista oltre che una creativa e la mente dietro a Chipifra – La creatività corre sul filo.  Grande appassionata di macchine da cucire vintage che restaura con amore, mi ha offerto in regalo la sua Elna Supermatic, tenuta come una reliquia.
Così, con grandissima riconoscenza, sono diventata la felice ed estasiata utilizzatrice di questa Elna Supermatic del 1952-55, stesse caratteristiche della mia ma portatile, con una valigetta di metallo che si trasforma in piano di lavoro. Posso anche riutilizzare tutti i dischetti, accessori e piedini della precedente! E con il plus delle chiacchierate a tema con Erica che al momento, tanto per dirne una, sta restaurando una Seamstress.

Prendi un pezzo di questa Elna e mettilo nell'altra Elna...

Prendi un pezzo di questa Elna e mettilo nell’altra Elna…

Ecco le due ragazze insieme. Mentre sistemavo la nuova arrivata (abbiamo scongiurato il disastro per una vite che è andata a spasso durante il trasporto e ha liberato il crochet – paura!), mentre recuperavo pezzi dalla precedente, mi chiedevo una cosa sul valore delle cose.
La nonna del mio compagno ha speso una piccola fortuna per una macchina che è durata 57 anni e ha servito tre generazioni. Ho ancora anche la macchina che si vede qui, funzionante, della bisnonna: ha circa 120 anni, anche questa costata non poco. Se queste donne avessero scelto di comprare delle macchine da poco, avremmo contato almeno 3 macchine a testa per generazione, arrivando a 9 macchine finora, in tre persone. Moltiplichiamolo per tutti quelli che usano le macchine da cucire e rendiamoci conto di quanto va in discarica senza essere riciclato. (Non illudetevi del ritiro usato quando ne comprate una nuova: tolgono i pezzi recuperabili ma dalle macchine di fascia bassa se ne recuperano zero).

prove di tensione in corso... si guarda com'è fatta la Elna Plana Supermatic (beige) per sistemare la Elna Supermatic (verde)!

Si guarda com’è fatta la Elna Plana Supermatic (beige) per sistemare la Elna Supermatic (verde)!

Un tecnico che ripara le macchine da cucire da quarant’anni, quando l’ha vista ha esclamato: “Me le ricordo queste! Ero ancora un garzone di bottega e mi mandavano in tabaccheria a comprare le cambiali perché costava tanto, le sarte le compravano a rate. Ci volevano un paio di stipendi allora per comprarla in contanti, non lo faceva quasi nessuno“.
Cos’é cambiato oggi? Siamo invasi dalla fuffa. Da una quantità di merci di scarsissima qualità, breve durata e prezzo accessibile subito. Ci illudono di farci risparmiare ma ci stanno rifilando solo della plastica che entro breve finirà in discarica o ancora peggio nell’inceneritore (perché i cretini che cercano di buttare macchine da cucire e tostapane nell’indifferenziata ci sono). Con un danno per tutti. L’unica cosa che stiamo comprando effettivamente a basso prezzo è il disastro ambientale e il possedere cose infime.
Voglio fare degli esempi estremi. Ho un Food Processor della Kitchen Aid, si intravede in questo post. che ad alcuni sembra un po’ stridere con l’idea di decrescita. Invece ci va molto d’accordo. L’ho scelto oculatamente perché interamente in acciaio, fatto per durare almeno 25 anni, funzioni uniche come la cubettatrice, un design bellissimo e l’unica parte in plastica é certificata BPA free. Ho aspettato per averlo, non l’ho comprato d’impulso un giorno che giravo per un centro commerciale e nemmeno mi sono fatta fare il lavaggio del cervello da una rappresentante del Bimby. Ci ho ragionato, comparato, ho eliminato altre cose con le stesse funzioni, donandole, e quando è stato il momento ho regalato il precedente piccolo robot da cucina a un’amica e sostituito con questo. Per me era troppo piccolo e con poche funzioni, ma siccome era un altro acquisto di qualità, ora sta servendo un’altra famiglia. Nulla è andato in discarica. Nello stesso tempo che io userò questo food processor, qualcun altro ne cambierà da cinque a dieci, solo per cucinare con altri 5-10 prodotti di bassa qualità, magari tossici e spendendo alla fine più di me.
Ma voglio essere molto più estrema. A questo punto, quanto è realmente costosa una Wishbone Bike, il triciclo-bicicletta in legno da 230 euro che può essere utilizzato da uno a cinque anni e passare di generazione in generazione? Oppure sono meglio quattro equivalenti di plastica cinese e un paio di biciclette discount per ogni bambino? E’ una domanda aperta.
Ma faccio anche autocritica, non sono qui a fare lezioni. Se invece della decina di annaffiatoi di plastica che ho comprato negli ultimi 15 anni, per una media di venti euro l’uno, totale 200 euro, avessi comprato l’Idro di Nino Ciminna, fatto a mano, avrei addirittura risparmiato. Però quando sentiamo che un annaffiatoio costa 165 euro, inorridiamo. Facciamo il conto onesto dei nostri annaffiatoi di plastica. Io finora avrei risparmiato almeno 35 euro e avrei avuto una cosa decisamente più bella e utile.
E vado anche oltre: per tanti anni prima di fare scelte diverse sono stata una collezionista. Chi non conosce questo ambiente, si stupirà quindi del fatto che lo stesso oggetto degli anni ’60 può costare di più dell’analogo identico in perfette condizioni prodotto ieri. Ma è così. Per esempio, una lampada originale Taccia di Achille Castiglioni del 1962 può costare 2500 euro, mentre il suo analogo nuovo, identico, ne costa 1800. Stesso produttore, la Flos. Per alcuni oggetti, più passa il tempo e più aumenta il valore, quindi alla fine per alcune cose diventa anche un investimento oltre che qualcosa di qualitativamente ottimo.

Pubblicità del 1955 della Elna Supermatic portatile

Pubblicità del 1955 della Elna Supermatic portatile

Ecco perché quando vedo persone che parlano di decrescita e autoproduzione entusiasmandosi per la macchina da cucire dell’Ikea o la Toyota del supermercato che durerà il tempo di fare l’orlo a due jeans, mi viene un po’ di tristezza.
Non bisogna per forza comprare una macchina da cucire costosa, ma bisogna averne una di ottima qualità. I mercatini dell’usato straripano letteralmente di queste macchine degli anni 50-60 e costano spesso meno di quelle dei supermercati. Una macchina come la mia si trova oggi tranquillamente tra i 100 e i 150 euro, funzionante. Per lo stesso prezzo ci sono delle ottime Bernina, Necchi e Pfaff dello stesso periodo che hanno molte più funzioni di quelle di prezzo equivalente moderne, quelle cineserie in plastica e metallo scadente che finiranno entro poco in una discarica.
Scegliere queste macchine, riutilizzarle o puntare su qualcosa di nuovo che sia qualitativamente alto e che durerà altri cinquant’anni è la scelta per la decrescita. Sceglierne una nuova che costa poco è invece una scelta egoistica di consumismo. Perché a voi e al futuro costerà tantissimo, sta già costando tantissimo.

_____
Nota: prima che qualcuno pensi a un mega-spot della Elna, si rassicuri. La Elna non esiste più, è stata assorbita da un altro produttore diventando la sua linea economica. Le Elna di oggi non sono più le macchine costruite in Svizzera dagli anni Cinquanta ai Settanta.

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29 Comments

  • Reply Tera novembre 17, 2015 at 3:28 pm

    Articolo interessante davanti al quale non posso ammettere le mie colpe:
    dal frullatore ad immersione allo smartphone passando per la macchina da cucire ho più volte ceduto al prezzo conveniente piuttosto che cercare una soluzione più duratura. In genere cerco anche di informarmi sulle varie riparazioni, ma credo che – quando anche questo frullatore ad immersione mi abbandonerà (il primo mi è durato 2 anni e questo inizia a surriscaldarsi mentre faccio l’hummus) cercherò di informarmi su qualche robot multiuso in grado di sostituire più utensili. Ho anche una vaporiera elettrica plasticosa che stavo pensando di sostituire con un cestello per la cottura al vapore. Quanto ai pc per fortuna me la cavo con Linux e quindi reinstallo l’OS quando il pc non va più con le impostazioni originali. Ps. sono fiera di aver aspettato anni prima di comprarmi i miei adorati stivali Vegetarian Shoes, loro si che stanno resistendo bene!

    • Reply barbara novembre 17, 2015 at 4:34 pm

      Tera, per quanto riguarda gli smartphone, a meno che non siano quelli “fruttati”, se lo paghi 1000 o 100, non hai purtroppo garanzia della durata. Gli accessori tecnologici sono un discorso a parte, secondo me…

      • Reply Erbaviola novembre 17, 2015 at 5:49 pm

        Una scelta per il telefono potrebbe essere il Fairphone e progetti similari. Se si rompe, cambi solo il pezzetto. In ogni caso ho visto che cominciano a sorgere anche in Italia i negozi che riparano i cellulari… forse c’è speranza 😉

    • Reply Erbaviola novembre 17, 2015 at 6:06 pm

      Ecco allora approfitto anch’io per un outing sul frullatore a immersione. Ho avuto un Braun per 12 anni. DODICI. E lo portavo anche in giro per i cook show. Poi si è rotto e amen. Mi sono fatta irretire dai fan della Kenwood (che evidentemente tengono questi attrezzi come soprammobili) e così il mio compagno mi ha regalato il nuovo Triblade, su mia richiesta specifica. Ero entusiasta, pensavo di fare chissà che cosa invece… è pesantissimo, frulla male male male, che peggio non si può. Se prendevo un ravaldone al discount era meglio. Ma è anche pericoloso! Se lo usi per più di due minuti si surriscalda il manico e mi sono scottata un dito, come stava per succedere a te. Io però l’ho scottato sul serio, con tanto di bolla e una settimana di dito fasciato con pomata per ustioni. Non bastasse questo, alla seconda volta che usavo lo schiacciapatate, ho sentito un rumore terribile… il tempo di tirarlo su dal puré e lo strumento si è aperto in due, facendo uscire degli ingranaggi DI PLASTICA pieni di una sostanza oleosa tipo paraffina. Ho chiamato l’assistenza visto che era ancora in garanzia e mi hanno detto che un danno del genere poteva essere dovuto a mia incuria e che in quel caso avrei pagato io la riparazione.
      Ora, non sono il direttore dell’accademia di cucina, però ho vent’anni di esperienza e questi frullatori a immersione li uso da sempre, da quando il Braun aveva la maniglia. Il problema è semmai quello di un oggetto con gli ingranaggi in plastica, evidenti problemi di costruzione e progettazione, nonché un’azienda molto poco seria nella cura del cliente. La pubblicità era “Un elettrodomestico per la vita”. Non ho parole, non è durato nemmeno due mesi!!!
      Sono in cerca anche io di un nuovo minipimer, si accettano suggerimenti 🙂

      • Reply Azabel novembre 17, 2015 at 9:04 pm

        Bamix 🙂

        • Reply Monica novembre 18, 2015 at 12:24 pm

          Ottimi ragionamenti, anche io ho sempre pensato che meglio spendere qualcosa in più in maniera ragionata, che qualcosa in meno ma perché c’è l’offerta, mi rammarico solo di un kenwood multifunzione, tutta plastica, scontato solo per i soci che ho acquistato anni fa, un catorcio. Pure il mio minipimer 13 anni mi sta per lasciare, trita molto poco, pure io lo devo cambiare, ma ho proprio molti dubbi. Quanto a macchine da cucire, ho una base tipo lidl avuta in omaggio da una persona che non la usava, e poi ho quella di mia nonna, presa quando lei era ragazza, da una signora anziana, mi sa che deve avere un 100 anni o giù di lì cuce ancora, è a pedali, ho messo a posto la cinghia, ma il rocchetto, è rotto. :/ Vorrei aggiustarla, perché quella si che cuce i jeans…

  • Reply barbara novembre 17, 2015 at 3:54 pm

    Bella riflessione, quasi da scriverci un “racconto” di una trentina di pagine…
    Un vecchio detto ci fa sapere che “chi più spende meno spende”, e prese le debite distanze da alcuni eccessi relativi al settore acquisti di lusso, direi che è proprio così.
    Quello però che ci ostacola maggiormente in quest’epoca, è che anche il prodotto ultrabuono e ultraduraturo che ci vendono, ha sempre una data di scadenza. E che ormai stanno diventando poche le persone che sono in grado di riparare oggetti, anche se i tutorial su youtube pare stiano facendo un buon lavoro per contenere la perdita di manualità.
    Ad ogni modo, quando abbiamo comprato casa, io e il mio compagno abbiamo comprato mobili di qualità, destinati a durare nel tempo: sono passati nove anni e ognuno di essi è ancora intatto come nove anni fa, solido e funzionale (piano di lavoro della cucina e lavastoviglie a parte, sob).
    Lo stesso, cerchiamo di fare per gli strumenti di lavoro o gli oggetti che compriamo, ma a volte falliamo miseramente: di recente ho acquistato un phon professionale pagato 100 e passa euro (ecologico, anticonsumo e antirottura), che è durato 12 mesi. Ce l’ho ancora, in attesa che qualche amica o amico siano in grado di ripararlo, prima o poi.
    Comunque sia, non ci arrendiamo, e anzi cerchiamo per quanto possiamo di riusare vecchi oggetti o di regalare a chi sicuramente li userà quelli che non utilizziamo più.

    Un minimo di presa di coscienza (almeno a noi romani) potrebbe darcelo l’avvento della differenziata, la quale ci farà sicuramente notare quanta componente organica scartiamo e quanta di altro tipo…

    • Reply Erbaviola novembre 17, 2015 at 5:47 pm

      Dici che la differenziata avrà questo effetto? Sono in dubbio. Io avevo dei bei mobili, poi a forza di traslocare ne sono sopravvissuti pochi, specialmente quelli da smontare e rimontare. Ma ci sono dei pezzi che non mi abbandonano mai, tutti in legno massello, alcuni restaurati da me. Fai bene a preferire un acquisto importante una volta sola che continue visite al paese giallo e blu… senza parlare dell’aspetto “case tutte uguali”. 😉

  • Reply diana novembre 17, 2015 at 4:55 pm

    Mi fai venire coraggio! io ho una Elna dello stesso modello verde nella valigetta d’acciaio, “eredità” di mia zia che l’ha usata molto per decine di anni. Finora mi ha fermata la complessità de libretto di istruzioni (si, sono una persona che legge i libretti d’istruzioni, lo confesso) per me praticamente incomprensibile, anche perché non ho mai usato una macchina da cucire e quindi faccio a mano.
    Ovviamente nulla di complesso e di solito ispirato ai kimono giapponesi, che mi piacciono molto come linea e sono incredibilmente comodi, anche le camicie, che si chiamano joban e che mi sembrano molto belle.
    Dopo questo post mi sa che, approfittando dell’inverno in arrivo, comincerò a fare delle prove. Grazie

    • Reply Erbaviola novembre 17, 2015 at 5:44 pm

      Diana, dimmi che hai il libretto italiano! Baratto scansione del libretto con lezioni dal vivo di cucito a macchina con la Elna, sono seria! Io ho il libretto americano, più o meno ormai ho capito tutto ma ci sono le cuciture a doppio ago e qualche altra specialità che faccio fatica a capire, sia per pigrizia che per mancanza di un dizionario tecnico, quelli generici non sono sufficienti.
      Comunque, in ogni caso, ci sono pochi ma fondamentali punti in queste macchine, tipo le leve tutte su zero per estrarre o inserire i dischi, l’infilatura del crochet da dietro a davanti-destra quindi esattamente il contrario delle attuali (sopra-sotto)… In ogni caso, se ti è utile ti faccio un elenco dei fondamentali 🙂

      • Reply diana novembre 18, 2015 at 11:52 am

        controllo e ti faccio sapere
        a presto

  • Reply FrancescaV novembre 17, 2015 at 8:08 pm

    Come sempre riflessioni interessanti. Anche io penso pochi prodotti ma di almeno buona qualità. Ad esempio un mixer ad immersione di acciaio della Braun é un ottimo compromesso, tra qualità, efficenza e durata. Pensa che io ne ho avuto uno di plastica, regalatomi piu’ di 10 anni fa, e ancora funziona, per dire. Per noi mobili ereditati da nonni e zii che ci siamo portati anche in Francia, tati mobilitti presi ai brocante, pentole poche e buone, maglioni possibilmente di lana vera o cachmere vero, sempre piu’ difficili da trovare, ecc.

  • Reply Vale novembre 17, 2015 at 9:12 pm

    Vero, la Elna è diventata la linea ciofeche della n…
    Mia madre mi ha raccontato che una sua amica, tutta contenta, ha comprato una macchina elna, e le ha chiesto di andare da lei a vederla (e presumibilmente a darle qualche dritta su come usarla). Mia madre l’ha vista e le ha detto, questa non è proprio una elna, eh, è n… solo che siccome la n… ha comprato la elna, te la spacciano come tale.
    Perché mia madre ha la stessa macchina col bollino n… E no, non le piace, si lamenta sempre e ogni volta che vado a trovarla mi dice che vuole cambiarla. -.-‘

  • Reply Sabine Nannini novembre 18, 2015 at 10:40 am

    Per il minipimer ho un Braun e funziona benissimo e avrà quasi 10 anni penso.

  • Reply Cecilia novembre 18, 2015 at 1:30 pm

    Mi trovi d’accordo, MA ho alcune domande/riflessioni:
    – se la macchina da cucire è usata come hobby? Una spesa eccessiva per una macchina buona non sarebbe nemmeno contemplata, soprattutto se non si è del settore e si compra solo per piccoli lavoretti. Adesso poi che si lavora molto con le stoffe elastiche, ti viene detto che ci vogliono punti particolari che solo alcune macchine sanno fare… (e qui mi collego al secondo punto)
    – magari rivolgersi al mercato dell’usato, anche per macchine in plastica, potrebbe essere un’idea…o no? Io ho preso quasi tutto per mia figlia al mercatino dell’usato, e le cose per bambini sono soprattutto in plastica… Per gli elettrodomestici è già più difficile fidarsi di un usato… non so
    – e soprattutto, con la crisi che c’è, pochi riescono a fare il ragionamento, “spendo tanto ora per risparmiare poi”…un po’ per mancanza di liquidità, e un po’ per mancanza di sicurezza nel futuro (sia nella durata effettiva dell’oggetto, sia nel fatto che la persona stessa abbia la certezza di uno stipendio futuro).

  • Reply giulia novembre 18, 2015 at 4:28 pm

    Queste belle macchine di una volta durano molto e cuciono di tutto di piu’!
    io uso quella che era di mia nonna, acquistata negli anni 50 col suo bel mobiletto (quando non è usata da mia madre) quindi è in uso da tre generazioni, ora purtroppo in eredità ho avuto anche quella portatile della suocera e la usero’ in onore suo.
    Ricordo ancora i pomeriggi passati con la nonna ad imparare ad usarla, conservo ancora la prima cosa cucita da me con lei vicino.Certi oggetti hanno un valore che va oltre a quello economico, un oggetto che dura lo puoi passare a chi dopo di te ricorderà magari i bei momenti passati assieme.

  • Reply Francesca novembre 18, 2015 at 7:52 pm

    Grazie per aver condiviso questa esperienza: siamo talmente assuefatti all’obsolescenza programmata da non farci neanche più caso.
    Anche perché, districarsene non è semplice: ad esempio, nell’acquistare gli elettrodomestici per la nostra prima casa in coppia, con il mio compagno abbiamo fatto molte ricerche per trovarne che abbinassero alle migliori prestazioni energetiche e ad una buona qualità, dimensioni appropriate per solo due persone (frigoriferi e lavatrici specialmente ormai sono sempre più giganteschi!). Insomma, nonostante al momento ci sostenti un solo stipendio, non abbiamo avuto come priorità il risparmio economico, tuttavia dubito fortemente che il frigo riuscirà a vedere le 21 primavere come quello dei miei genitori, per tacere del “mitico” Zoppas monoporta con ghiacciaia tuttora funzionante (acceso quando è necessario sbrinare l’altro) che si appresta a varcare la soglia delle 39…
    Ovviamente, c’è poi chi critica i miei genitori perché il frigo 21enne è molto energivoro: quale sarà il male minore?

  • Reply monica novembre 18, 2015 at 9:27 pm

    Grazie di quello che condividi con noi tutti! Vado e vengo sul tuo blog tra post vecchi e nuovi per riflettere e capire (quanto sono indietro nel percorso mentale e di vita che vorrei intraprendere). Il tuo post sulla macchina da cucire capita proprio a fagiolo: la mia necchi portatile ha quasi vent’anni e non ha mai funzionato bene (col senno di poi penso me l’abbiano venduta difettosa), così dopo l’ennesima cucitura sbagliata e dopo averla portata dal vecchietto che in genere me la guarda, sto pensando di comprare una macchina da cucire come si deve. Odio quelle elettroniche, ho una vecchissima Borletti degli anni ’50 ma è pesante e fa solo il punto diritto, quindi ti chiedo lumi. So che hai già risposto nel post, ma come posso, acquistandola nei mercatini essere sicura che la macchina funzioni? Oddio, rileggendo mi vengo a noia da sola, ma spero capirai: è la prima volta che mi avventuro nel web per manifestare una qualche opinione/perplessità/richiesta.
    Ho guardato su e-bay, ma non trovo gran che.
    Un caro (se posso permettermi) saluto dalla Pianura Padana
    monica

  • Reply Londarmonica novembre 19, 2015 at 11:03 am

    Carissima! La mia Elna è verde (si mette in moto premendo il piede) ma ho imparato su quella di mia mamma grigia (questa invece si mette in moto spostando il ginocchio). Dopo il lutto della tua ho pensato persino di comprarti i vari dischetti e piedini, ma son contenta che invece siano rimasti in tuo possesso e che li puoi utilizzare ancora per tantissime altre tue creazioni.
    La decrescita è proprio questa! Buona giornata

  • Reply Valentina novembre 20, 2015 at 4:20 pm

    Come non concordare con la tua sempre lucida analisi? Sono totalmente d’accordo ma, per spirito di discussione, provo a buttare sul tavolo una risposta al perché impazzano cose nuove che durano meno di cose vecchie con una longevità micidiale.
    La decrescita è un processo lungo, faticoso e che tendenzialmente, se fatta bene, non si esaurisce mai nell’arco della vita di un individuo. Uno può sempre migliorare e cambiare le proprie strategie di decrescita, ma è appunto un processo “in fieri” e, pertanto, che ha bisogno di ricerca, cura, pazienza, dedizione. Chi compra una macchina da cucire nuova, spendendo di meno sul breve termine e di più sul medio termine lo fa, secondo me, anche per il MAGNIFICO concetto di assistenza: guarda quello che è successo a te. Tu hai una macchina da cucire che non funziona più e hai passato mesi senza poterla riparare perché costava troppo la riparazione e, probabilmente, perché non c’erano più i pezzi di ricambio né chi sapesse come montarli.
    Ora, immedesimati nell’omino/nella donnina che la decrescita ce l’ha solo sulle labbra: compri il prodotto che costa meno, ma che per cui ti garantiscono comunque assistenza oggi. Così, dici tu che vuoi decrescere, se si rompe lo riparo. Poco importa che questo esatto meccanismo (vendere l’assistenza dopo l’acquisto) faccia in realtà parte del gran baraccone consumista di oggi. Abbiamo la percezione di comprare qualcosa che “vale di più” perché “mi danno anche l’assistenza”, in realtà non è così, perché l’assistenza stessa è un business. E alla fine la longevità del prodotto è comunque ridotta.
    Non li sto giustificando, assolutamente. Sto solo cercando di approfondire il perché di certe convinzioni, anche tra chi vuole decrescere, e come queste convinzioni possano essere veramente subdole e instillate dallo stesso sistema che si cerca di contrastare.

  • Reply Vera novembre 20, 2015 at 7:50 pm

    Una postilla triste.
    Purtroppo non sempre prezzo elevato corrisponde a qualità elevata, e districarsi nella jungla dei prodotti in commercio non è facile.
    La mia lavatrice ha ormai 32 anni sta dado gli ultimi, non si trovano più i ricambi e a breve toccherà cambiarla. sob sob :'(

  • Reply Monica S. novembre 22, 2015 at 10:29 am

    Grazie per i preziosi consigli, io 10 anni fa´ ho fatto una scelta un pò azzardata per la cucina nel senso che avrei dovuto spendere 1000 euro per ottenere un unico eletrodomestico che facesse tutto (scrivo avrei dovuto perchè piazzandone sei me lo davano in omaggio e così fu) parlo del Temomix in italia conosciuto come il Bimby. Con questo eletrodomestico marca tedesca ho affrontato tre svezzamenti lo uso per tutto e ci faccio anche di tutto, non abbandonando ovviamente la mia cucina alla griglia all´esterno, quando il tempo me lo permette oggi siamo a – 7 gradi 🙁 Tornando al tutto fare, ho avuto la fortuna e anche un pò di accortezza affinche non si guastasse mai spero che duri ancora per molto… per il resto appena mi ha abbandonato la lavastoviglie ho scelto di continuare ad usarla come scolapiatti non riparalndola e la stessa cosa per l´asciugatrice che dopo 5 anni mi ha abbandonata e anche se ne risento parecchio quando arriva il conguaglio elettrico la tristezza va via. La lavatrice ho una Beko da 300 euro, comprata l´anno scorso, prima ne avevo una regalatami da una famiglia che si stava trasferendo mi ha fatto 5 anni d´estate usiamo però una lavatrice manuale stile campeggio e le bambine devono lavarsi la loro roba da sole… divertente educativo… tutto per cercare di staccarci dall´attuale finta normalità.

  • Reply vicky novembre 23, 2015 at 8:03 am

    Ciao Grazia, hai perfettamente ragione. Io purtroppo vado al risparmio tantissime volte, perché con uno stipendio da stagista tantissime volte non ho altra scelta. Mi sforzo più che posso per autoprodurre laddove posso, ma spesso non è così semplice. Qual’è il tuo consiglio in questi casi?
    Sei comunque una grande ispirazione! Grazie

    Vicky

    P. S. grazia dove compri la cera di soia per le candele?? 🙂

  • Reply emanuela novembre 23, 2015 at 11:06 pm

    mamma utilizza ancora una vecchia, vecchissima Singer che è davvero “archeologia industriale”. Ha, più o meno, 65 anni, racchiusa in uno stupendo mobiletto in radica di noce e con il pedale in ferro battuto: funziona perfettamente, anche se per infilare l’ago occorrono pazienza, calma ed occhiali davvero buoni .
    abbiamo anche un “giradischi”, stessa epoca, stessa radica, mobiletto coperto da una tendina rossa a racchiudere i 33 giri…. e funziona.
    ed un frigorifero, nella casa delle marche, che ha più o meno 40 anni e che, a parte l’indecente rumore, funziona.
    adesso pongo mille attenzioni su ogni acquisto, leggo, studio e mi documento…..ma la realtà è che ogni oggetto è costruito per morire in fretta,” tarato” su un tot numero di anni di funzione e di esistenza.
    un consiglio, però…….quello che dura di più, sia un frigorifero, una lavatrice, una TV, sono quelli che io chiamo ” i modelli basici”, senza tante funzioni, schede elettroniche ecc.ecc.. la mia lavatrice va avanti così- lavatrice povera, semplice e, per molti, sfigata- da 17 anni e direi che, di sti tempi, è un successo!
    un abbraccio e un grazie
    Emanuela

  • Reply Silvia novembre 24, 2015 at 5:56 pm

    Chi è che purtroppo non ha ceduto almeno una volta al bagaglio cinese a buon prezzo.. Oggi cerco di circondarmi di poche cose, essenziali e di qualità. Lavatrici, come autovetture, più sono elettroniche più danno problemi e durano meno. Direi sia una regola generale. L’elettronica è delicata, la sostituzione onerosa e ben progettata l’obsolescenza. Un saluto

  • Reply Ros dicembre 8, 2015 at 1:20 pm

    Che bello ! Cercavo se la Elna esiste ancora e mi imbatto in questo articolo che avrei potuto scrivere io che invece di scrivere divulgo il concetto su ogni oggetto e, proprio settimana scorsa, ho convinto, senza tanta fatica, una mia allieva a non comprare una macchina nuova ma che mi portasse quella dell suocera. ..arriva con 12 kg di Necchi !
    Praticamente nuova ! Conosco la suocera e mi confessa di questo regalo ricevuto dalla madre e mai usata. ..La Necchi è in clinica, una ripulita e odiata e domani la ritiro, spesa fra i 40 e i 50 €…
    Io invece ho trovato una Elna identica alla tua verde, me ra vi gli sa !
    Mia nonna ne aveva una uguale sparita in qualche trasloco…
    Detto questo, complimenti per l’energia con la quale ti esprimi, grazie per farlo, grazie per la dedizione. Mi sono iscritta e ti seguirò ma vorrei anche parlarti , ora cerco il numero, se non lo trovo ti mando una mail , se non trovo la mail ti riscrivo qui! Ciao Ros.

  • Reply Benedetta dicembre 15, 2015 at 12:32 pm

    Vorrei 5anto imparare a cucire a macchina… per ora faccio piccole cose a mano…
    Dove si può trovare una macchina da cucire “d’epoca” come le vostre?
    L’insegnante c’è l’ho… vorrei trovare una macchina da cucire con una storia, tanto qualità e durevolezza… mi date qualche dritta? Grazie mille

  • Reply Chiara dicembre 17, 2015 at 12:28 pm

    Non me lo dire… ho appena comprato una Ptaff, spendendo anche abbastanza nella spearanza che duri. Mi si era rotta la singer che avevo preso anni fa, quando cucivo molto molto poco, infatti per anni non l’ho usata. Poi da questo maggio ho cominciato a cucire assiduamente e poco tempo fa è andata. Mia nonna ha una macchina da cucire del 1955, come dice lei “nuova nuova”, quelle nel modiletto, fatta in metallo verde. Non ricordo la marca, italiana in ogni caso. Il fatto è che ci separano circa 1400 km, mannaggia. Ma la mia ambizione è di farmela recapitare a casa.

  • Reply nicoletta Molini dicembre 18, 2016 at 1:07 pm

    Cara Grazia, anch’io ho una macchina Elna Supermatic degli anni ’60 ereditata da mia nonna! Poichè ho perso le istruzioni, volevo chiederti se potevi mandarmi una copia delle tue! Inoltre non so bene come funzioni e mi piacerebbe tanto imparare ad usarla visto che ha tantissime funzioni! magari se a Roma o dintorni c’è qualcuna di buona volontà che mi possa dare una mano?Grazie e buon Natale. Nicoletta

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