smoothie di melone e menta citrata con il libro Frutta da scoprire di Claudia Renzi
Erbe spontanee, Libri, Ricette

Smoothie di melone e menta citrata

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Come tutte le estati, rispolvero gli smoothie come colazione e spuntino e ultimamente il mio preferito è lo smoothie di melone e menta citrata, ispirato al bel libro di Claudia Renzi, la deliziosa e simpatica penna di Grano Salis. Il suo nuovo libro è Frutta da scoprire, per Tecniche Nuove. Il libro è uscito a giugno in allegato alla rivista Cucina Naturale, ma da luglio 2017 si trova anche in libreria e in qualche bottega bio.

Avrei voluto fare una recensione subito perché mi è piaciuto molto e vorrei dire che ho tardato solo perché mi è stato sottratto impunemente da un’amica che si è poi dimenticata ripetutamente di ridarmelo – il che sarebbe anche vero! – però in realtà è solo la conseguenza di un periodo molto intenso extra-lavoro normale, l’associazione, i nuovi corsi… tutte cose che vi ho già raccontato. Così ora, finalmente felicemente seduta in cima a questo colle, in pace, riprendo alcune delle attività che mi piacciono di più: leggere sotto la pergola, cucinare in modo semplice, scrivere questo blog. 

melone tagliato e intero sul tagliere

Ho conosciuto Claudia qualche anno fa proprio tramite un commento su questo sito e mi è piaciuta da subito perché è una di quelle persone vere, sincere, senza troppi fronzoli e impalcature di ovvietà.  Mi piace il suo blog, credo la rispecchi molto così come la cura che mette nel presentare anche le cose più semplici e il fiuto nell’andare a scovare i prodotti più genuini e particolari. D’altra parte, oltre ad essere un’esperta di erbe spontanee, è anche una vera esperta di filiera corta e prodotti locali.
Sembra una sviolinata e non lo è. Negli anni ho consigliato i corsi di erbe spontanee di Claudia a diverse persone che ne sono rimaste entusiaste. Se capitate in zona Toscana, dalle parti di Siena, controllate se potete avere la fortuna di frequentarne uno. 

Il libro Frutta da scoprire è particolare come lei: sembra un libro molto semplice, sembra solo un libro di ricette con la frutta. Ma offre molte sorprese perché le ricette di frutta non sono tutte da mangiare… gran parte sono da spalmarsi, dalle maschere di bellezza agli scrub! Nello stile di Claudia, che mi trova da sempre entusiasta sostenitrice, non si butta nulla e si riutilizzano anche i noccioli, i semini, le bucce. Un piccolo gioellino pieno di scoperte per chi la frutta non la mangia e basta! Io ho già fatto una maschera con le prugne e uno scrub di lamponi… e sono entusiasta. Per esempio con il melone non si fa solo lo smoothie di melone, ma anche il latte detergente lenitivo, la lozione dopo sole e una maschera viso rinfrescante!

melone tagliato a pezzi nel frullatore

Il nostro preferito ultimamente è lo smoothie di melone e menta citrata, ispirato al Frullato al melone e menta del libro. Per questa preparazione non serve uno di quei pachidermici frullatori da un migliaio di euro che sembrano essere diventati indispensabili in tutte le cucine. Il mio vecchio fidatissimo frullatore di fascia media ha una funzione smoothie che fa ottimi frullati (e anche una funzione Ice che fa ottime granite polverizzando il ghiaccio).
Devo dire che per molto tempo ho valutato anche io se comprare un Vitamix, se prendere quello o il concorrente Blendtec che dicono essere addirittura migliore anche se meno costoso, se questo o se quello… e alla fine ho valutato che per fare qualche smoothie e qualche granita, va benissimo il mio vecchio signor frullatore di dodici anni e a prezzo contenuto. Poi, come insegnano i miei maestri macrobiotici, con i frullati e smoothie è meglio andarci piano: si ingloba troppa aria, favorendo l’ossidazione e appesantendo la digestione.
Se invece volete farmi il discorso dei nutrienti persi per quell’ipotetico “riscaldamento” generato dai frullatori che costano meno di una vacanza di una settimana al mare, sappiate che sarò qui con le mani sulle orecchie a fare lalallaaaaalllaaaaaalllaaalllaaaaaalaaaallllaaaaa finché non avrete finito. Sono argomenti che ho studiato molto approfonditamente: non ci sono perdite di nutrienti, è tutto marketing per venderli. Le perdite sono talmente infinitesimali e ipotetiche, che non ve ne accorgereste nemmeno nutrendovi esclusivamente di frullati. Sì certo, con i super-frullatori si può fare anche il gelato crudista e la farina di mandorle ma io ho altri attrezzi multifunzione per queste operazioni, quindi era inutile aggiungerne. Morale: a casa mia va più che bene questo frullatore. Il mio unico rammarico è che al tempo c’era solo color melone e ora invece il design l’ha fatto diventare un frullatore più bello in tanti colori. 

frullare il melone e il mio vecchio frullatore

Le mie variazioni al frullato proposto da Claudia sono solo due. L’utilizzo di granella di mandorle al posto di quella di semi di canapa alimentare e l’uso di menta citrata al posto della comune menta. La prima sostituzione è dovuta alla mia pigrizia: mi sto rilassando e non avevo davvero voglia di tritare i semi di canapa, pulire il tritatutto … visto che mi erano avanzate un po’ di mandorle tritate, ho usato quelle per creare il bordo bicchiere per lo smoothie di melone. Il risultato è stato benvenuto… ma ovviamente non potrete impedire la leccata del bordo bicchiere!
La seconda sostituzione è dovuta invece al mio amore per la menta citrata che coltivo in vaso in terrazzo, per evitare che colonizzi tutto l’orto, come succede per le piante rizomatose. Si trova anche come pianta spontanea ma non nella mia zona, quindi l’unica soluzione per me è la coltivazione in vaso. Si tratta di una menta a foglie tonde e più spesse della menta comune, con un caratteristico profumo di succo di limone, basilico e lavanda, un retro-aroma che varia a seconda del terreno su cui viene coltivata. Nel terriccio da giardinaggio, molto ricco, il profumo di menta diminuisce e prevale quello di basilico, motivo per cui a volte è chiamata anche basilico menta, o menta napoletana perché da quelle parti cresce così. Sui terreni argillosi, che costringono le radici rizomatose e dove l’acqua tende un po’ a ristagnare, l’aroma prevalente è quello di menta, limone e lavanda che io trovo molto rinfrescante. 
Coltivarla in vaso è semplicissimo: trovate qualcuno che ce l’abbia o trovatela come spontanea, prelevate un paio di rizomi con la parte aerea verde e trapiantatela (chiedetemela se dobbiamo vederci!). Oppure aspettate che fiorisca e raccoglietene i semi. Come tutte le mente, ricresce stagione dopo stagione anche in vaso, con l’accortezza di diradarla un po’ per darle modo di espandersi. 

Vi lascio con la ricetta, la lettura e le scoperte di Frutta da scoprire, intanto io mi gusto lo smoothie di melone e menta citrata, un connubio perfetto e molto rinfrescante, soprattutto nella soluzione di Claudia in cui non si frulla la menta con il melone… scopritelo nella ricetta!  

smoothie di melone e menta citrata con il libro aperto Frutta da scoprire di Claudia Renzi

Smoothie di melone e menta citrata

Per due persone
5 minuti + preparazione ghiaccio alla menta

Ingredienti

30 g di foglie di menta citrata
300 ml di acqua naturale
mezzo melone ben maturo
granella di mandorle

Procedimento

Per i cubetti di ghiaccio alla menta
La sera prima fare un decotto con acqua e menta: mettere a bollire l’acqua in un pentolino, quando arriva a bollore, immergere le foglie di menta citrata e lasciar sobbollire 5 minuti. Spegnere e far raffreddare il decotto di menta a temperatura ambiente, poi filtrare. Versare l’acqua e menta in uno stampo per cubetti di ghiaccio e metterli in freezer. Ultimamente ne tengo sempre un po’ in freezer di scorta, sono ottimi anche per profumare smoothie di pesche o kiwi. 

Per lo smoothie di melone
Tagliare a metà il melone, mondarlo dei semi (non buttarli! si possono riutilizzare come quelli di zucca) e della buccia, tagliarlo a cubetti di pochi centimetri e frullare per un minuto o meno, il tempo necessario a fare uno smoothie cremoso. Non serve aggiungere acqua, il melone è già molto idratato.
Servire e profumare lo smoothie con due cubetti  di ghiaccio alla menta citrata.

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4 Comments

  • Reply Claudia luglio 15, 2017 at 9:50 am

    Cara Grazia…da dove cominciare per commentare questo tuo post? Sono onorata da tante belle parole, davvero, soprattutto perché arrivano da una persona altrettanto sincera e senza fronzoli. Grazie mille!
    Prima di attaccare l’enorme melone che mi sta aspettando per colazione (e a proposito di scovare buoni produttori locali, questo qui merita davvero per quanto riguarda la frutta…un vero concentrato di dolcezza e profumo!), ti dico anche che adoro quella menta, ma finora non l’ho mai utilizzata. Questo perché la trovo, spontanea, soltanto ai margini di un bosco che si affaccia su un campo sempre martoriato dai trattamenti chimici agricoli, quindi non l’ho mai raccolta. Ma non posso fare a meno di sniffarla voracemente ogni volta che le passo davanti! Se prima o poi ci vedremo, quindi, te ne chiederò senz’altro un paio di rametti, con i tuoi consigli poi sono certa di poterla coltivare al meglio 😉
    Un grande abbraccio e buon relax!!

    • Reply Grazia Cacciola luglio 18, 2017 at 4:34 pm

      Grazie cara, la menta considerala già in arrivo, ne ho messo da parte un vasetto. Prima o poi riusciremo 🙂 Un grande abbraccio intanto!

  • Reply dasmi luglio 18, 2017 at 12:08 pm

    Trovo questo blog è molto vivo e interessante e anche piacevole da leggere.
    Una domanda su una questione secondaria linguistica, ma perché chiamarlo smoothie? È un frullato. Io personalmente trovo irritante l’uso dei forestierismi quando l’equivalente italiano esiste e fa egregiamente il suo compito. Ma ovviamente sono scelte personali e ognuno è libero di scrivere come vuole.

    Saluti e complimenti
    Davide

    • Reply Grazia Cacciola luglio 18, 2017 at 4:28 pm

      Ciao Davide, ti ringrazio dei complimenti, sei il benvenuto perché qui le questioni linguistiche non sono mai di secondaria importanza. 🙂 Se segui questo blog, sai sicuramente che sono un’ex ricercatrice di linguistica e non ho dismesso il vizio.
      Ho usato una parola inglese perché non esiste l’equivalente italiano, questo è l’unico caso – peraltro raro – in cui utilizzo parole straniere. Lo smoothie infatti non è un frullato.
      Nella lingua italiana e ancora più specificatamente nella lingua della cucina italiana, si identificano come segue i diversi prodotti:
      – Frullato: bevanda ottenuta passando al frullatore frutta o verdura con altri ingredienti come ghiaccio, latte, zucchero e sciroppi.
      – Frappé: bevanda ottenuta passando al frullatore gelato con aggiunta eventuale di frutta o sciroppi di frutta. A volte chiamato erroneamente frullato.
      – Smoothie: bevanda ottenuta passando al frullatore frutta o verdura senza aggiunta di altri ingredienti
      – Green smoothie: bevanda ottenuta passando al frullatore verdure verdi con eventuale poca frutta, senza aggiunta di altri ingredienti.
      – Centrifugato: bevanda ottenuta passando nella centrifuga frutta e verdura al fine di separare la fibra dai succhi
      – Estratto: bevanda ottenuta passando nell’estrattore frutta e verdura, al fine di separare parte della fibra dai succhi

      Spero che ora sia tutto chiaro. La cosa che trovo buffa è che invece in inglese il termine comprende sia gli smoothie che i frullati. Un termine adottato e travisato, che crea non poche difficoltà ai traduttori dall’inglese all’italiano. Tanto che per esempio il libro di Victoria Boutenko, una pioniera dei succhi verdi crudi, è stato tradotto con “La rivoluzione degli smoothies” e non “La rivoluzione dei frullati” che avrebbe tratto in inganno (sarebbe troppo bello riacquistare la salute sparandosi tre gelati frullati al giorno! 😀 )

      Un caro saluto!

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