A mia insaputa

6
04/2012

A mia insaputa

Postato in al volo, Ma che Bel Paese, Ridendoci sopra... | 10 Commenti

20
05/2011

STATE ATTENTI AL VOSTRO TERRITORIO

Sono appena tornata dall’istruttoria pubblica per la ricerca degli idrocarburi in appennino. Se ne parlava qui non molto tempo fa.

Riassunto: una società americana, la Hunt Oil Company, vuole trivellare la zona appenninica tra la provincia di Modena e quella di Bologna per cercare metano. Il Ministero dell’Economia e Finanze ha già detto “ma certo, perché no? Bellissimo!” e ha rimandato la valutazione dell’impatto ambientale alla Regione Emilia Romagna. Chiaramente qualche comune e qualche associazione è insorta perché verrebbe distrutto un territorio, con relativi rischi altissimi per la salute date le procedure altamente invasive di estrazione. Così si arriva all’Istruttoria Pubblica, prevista per legge, in cui la Hunt Oil deve fornire le sue “controdeduzioni”. In sostanza, deve rassicurare i cittadini e la Regione Emilia Romagna sul basso impatto ambientale e i vantaggi dell’avere un pozzo di estrazione davanti a casa.

Oggi:

Sindaci presenti: Loiano e Calderino, che era anche il comune ospitante quindi… lo contiamo? Gli altri sindaci invece si stavano duramente guadagnando il loro stipendio altrove. Tutti. E’ incredibile quanti impegni ci siano il giovedì alle 18.00, vero?

La Regione Emilia invece ha pensato bene di mandare solo due architetti dell’ufficio tecnico a farsi massacrare dai presenti, che peraltro ne avevano ben donde. A un certo punto mi facevano anche un po’ pena. All’inizio no, all’inizio li avrei voluti attaccare al muro con la sparachiodi e obbligarli a firmare una liberatoria per trivellare casa loro. Poi invece ho capito che non prendevano appunti perché sapevano già tutto e quando facevano finta di parlare tra loro era solo perché la pressione dal pubblico era tanta e non sapevano più dove guardare. Io alla fine li capisco, al posto loro mi imbarazzerei tantissimo a star lì a sostenere delle decisioni che non ho preso io e cercherei almeno di distrarmi giocherellando con l’iphone o mettendo giù la nuova sceneggiatura ipotetica di Star Wars se Darth Vader fosse stato uno hobbit trans.

La Hunt Oil ha mandato un ingegnere toscano che ne sapeva (o voleva far credere di saperne) meno di tutti. Nell’occasione ha scoperto con sorpresa alcune gabole legislative italiane che gli permetterebbero di farsi approvare un piano per la ricerca di un tipo di idrocarburi e passare brevemente a ben altre ricerche (oh! meraviglia!), ha appreso anche che la sua società sarà pure un colosso in USA, ma in Italia è composta da due srl il cui capitale sociale fa in tutto ventimila euro (“ma sono società dormienti!”… e appena si svegliano vedi, trivellano tutto e pagano i danni in noccioline… con ventimila euro di capitale a  responsabilità limitata cosa vuoi ripagare?!). Insomma, una bella serata anche per lui che però ha portato delle slide, questo bisogna dirlo. Sono nelle foto sopra, se qualcuno vuole informarsi sui vecchi template di Power Point: per qualsiasi altro uso non servono.

Bisogna dire che c’era anche il Defranceschi, quello dei commenti qui: è arrivato, ha salutato i suoi fan, ha fatto una domanda al tipo della Hunt Oil, poi se ne è andato. La risposta gliela riferiremo, è arrivata dopo un’ora e mezza che era andato via. Non che fosse un granché la risposta, ma insomma… educazione vuole che quando fai una domanda, ascolti la risposta. Soprattutto se intaschi 2500 euro al mese più spese per occuparti esattamente di queste cose. Io, che invece ero lì gratis, son rimasta fino alla fine. Ma d’altra parte io non pubblico nemmeno le mie foto in mutande su facebook. Non son proprio tagliata per la politica, io.

C’erano due rappresentanti di Legambiente, è la prima volta che – finalmente! – son contenta che esista Legambiente. Stasera gli abbuono la goletta, và. Chiari, precisi, dritti al punto e senza troppi fronzoli. Bravi.

C’era tanta gente comune e rappresentanti locali. Erano i più preparati, a parte quelli di Legambiente sopra. Parecchia gente con documentazione al seguito, idee chiare e voglia di difendere il proprio territorio. Un piacere ascoltarli. Purtroppo, sembra che non saranno loro a decidere.

In sostanza: sappiamo quello che sta succedendo, quindi state attentissimi nei vostri territori. Queste aziende arrivano, aprono in Italia delle srl con un capitale minimo, presentano progetti che il Ministero dell’Economia per qualche motivo approva. Attraverso una serie di facilitazioni legislative devastano i territori in cui trivellano (è già successo in Abruzzo e Basilicata, di recente) e se fanno danni non ne rispondono perché hanno il capitale sociale del vostro panettiere. In più pagano delle royalties allo stato, alle regioni e ai comuni interessati solo dopo il superamento di un tot di metri cubi di estrazione… a cui facilmente non arrivano. Quindi non solo guadagnano sul tuo territorio e lo devastano, ma tu ne avrai solo i costi puri: crollo del turismo, innalzamento spesa sanitaria, spese mantenimento strade più elevate ecc.
Cosa si può fare contro questa gente?
In sostanza, i comuni non possono opporsi alle regioni, le regioni non possono opporsi al Ministero MA la gente può fare tanto. Può dire di no. Può prendere a calci nel culo il suo sindaco affinché partecipi a queste riunioni e si guadagni la pagnotta (ringraziate che il mio sindaco ha partecipato e ce l’avevo anche seduto di fianco, sicché rimarrò fuori di galera per ora), può costituire un comitato e presentarsi a tutte le riunioni in merito che vengono tenute nei comuni coinvolti e in Regione, può dire di NO finché le orecchie di questi devastatori non si spaccheranno. Si può fare. Ma attenzione, non affidatevi MAI solo ai politici. I politici per la maggior parte vanno a queste riunioni quando proprio obbligati, fanno la marchetta di presenza e se ne vanno a farsi gli amatissimi cavoli loro. Se va bene gliene frega poco, altrimenti un emerito niente. E’ il nostro territorio, è nostro, non loro. Difendiamolo, si può fare!

In quanto alle trivellazioni & c. scriverò qualcosa di più sensato e dettagliato altrove, a breve, non è questa la sede per farci venire l’orchite a suon di numeri e dati. Però. Una cosa, l’ultima e la più importante.

Il fotovoltaico, mannaggialamiseriaaaaaa! Il fotovoltaico!  Ma che si trivellino il bus del cul in Texas, se proprio ci tengono, ma qui vogliamo il fotovoltaico! E se non basta, spengiamo qualcosa in più, consumiamo meno! Non c’è bisogno di provocare cancri, devastazioni di territori, depressione di aree, frane e radiazioni ionizzanti (leggete le slide, lo dicono loro!!!) per cosa? Il riscaldamento???  Ma stiamo scherzando?

Un pozzo di estrazione metano costa 12 milioni di euro. Sapete quanti pannelli fotovoltaici ci si comprano?

Postato in al volo, Appelli, Boicottaggi, Giorno per giorno, Ma che Bel Paese, Stili di vita INsostenibili | 25 Commenti

12
05/2011

IL MITO DEI LAVORI GREEN & C.

Solo per segnalare che quando mi ci metto ad essere dispersiva, ci riesco proprio egregiamente. Ultimamente disperdo scritture.

Il 6 maggio ho partecipato a una scrittura a più mani proposta da Il Cambiamento: in occasione dello sciopero generale Daniel Tarozzi ha chiesto a me e ad altri di contribuire con i propri pensieri sul rapporto tra vita e lavoro. Ne è nata una raccolta interessante. Io ho scritto questo pezzo, sul mito dei lavori green. Cosa ne pensate? (non dell’articolo, del mito dei lavori green!). Consiglio caldamente di dare un’occhiata alla raccolta: hanno contribuito Piero Bevilacqua, Simone Perotti, Etain Addey (il suo articolo è meravigliosamente semplice e travolgente!), Paolo Ermani, Elisa Magrì, Andrea Bertaglio e tanti altri (qui tutta la raccolta).

E’ uscito anche il nuovo numero di Vivi Consapevole, Rivista trimestrale di informazione indipendente (la trovate anche in molte biblioteche, o proponete alla vostra di inserirla! C’è anche in versione ebook),  in cui compare vergognosamente da un po’ di tempo la mia rubrica “Coltivare e coltivarsi nell’orto. Questa volta sproloquio di frutti antichi, scelte insolite nell’orto e ovviamente di tutti i lavori da fare a maggio, giugno e luglio. Su quest’ultimo numero, a parte il mio banale contributo, ci sono un molti articoli interessanti, da “Diventare raccoglitori”, all’intervista a Annie Leonard, l’inchiesta sull’homeschooling, fino all’articolo della Missavanilla sui frutti di bosco essiccati.

E sto lavorando a un libro faticosissimo che uscirà quando sarà pronto. Ta-da!

(Il bello è che quando ho cominciato a scrivere questo post ero sicura di avere in mente tre cose online da segnalare, ma evidentemente una me la sono già persa… mah! salterà fuori, magari insieme alla riproduzione del Kitab-i hasha’ish andata persa nel penultimo trasloco).

Cerco di rimettere un po’ di ordine e torno, soprattutto a leggere visto che è un bel po’ che mi privo del piacere di andare a ficcare il naso negli altrui siti! Tutto questo gironzolare non mi fa bene, mi perdo il gironzolare virtuale.

Se intanto domani sera qualcuno vuole venire a Milano a farsi una chiacchierata, sono lì. Non aspettatevi una kermesse da casa editrice con il marketing figo e i salatini. La casa editrice non c’è, la libreria è di duri-e-puri-che-ci-credono-tanto e se volete bere vi portate l’acqua da casa. Oh, d’altronde non dobbiamo vendere niente, solo spargere idee ;)

Postato in al volo | 11 Commenti

5
03/2011

Influenza & convivenza

Erbaviola è ancora influenzata. Io e la Kiki ci annoiamo, speriamo che torni presto a giocare con noi. E a spazzolarci, sono tutto spettinato. (invece di montare fotoromanzi idioti come quello sotto)

Mako

Postato in al volo, Gatti & Co. | 9 Commenti

31
12/2010

BUON 1 a.A. !

In questi giorni mi torna spesso in mente una poesia di Giuseppe Ungaretti scritta a Napoli 94 anni fa, in questo periodo di feste.

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

E’ così, nel caldo buono e fuori dal gomitolo di strade, che passerò questa serata, per me priva di significati. Non che disdegni la compagnia degli amici, ma a volte si ha bisogno un po’ di pace dopo tanto girare e correre. I percorsi portano a vedere paesaggi diversi e da qualche anno nel panorama c’è la perplessità verso l’obbligo del festeggiamento di massa. Se c’è, a livello ideologico, un progetto consolatorio nel fare tutti la stessa cosa alla stessa ora dello stesso giorno, è anche vero che per farlo si è imposta come obbligo una struttura narrativa che lo rispecchia e lo promuove, e che presenta anche dei vantaggi per la struttura consumistica imperante.
In parole povere, da un rito pagano in cui si faceva al massimo un falò con le sterpaglie vecchie e si beveva un bicchiere di vino, si è arrivati alla necessità indotta a forza di bere un determinato tipo di vino, acquistare abiti, organizzare feste, spaccare i timpani con polvere da sparo.

Nulla in contrario alla catarsi dell’urlo liberatorio, ma che liberazione è quando una struttura narrativa che ci impone di farlo il dato giorno alla data ora? Che liberazione è se viene indotta la necessità di spendere, consumare, apparire? Perché, parliamoci chiaro, se non festeggi capodanno sei uno sfigato. Un alienato. Uno senza i contatti giusti, il vestito giusto, alla festa giusta.

Ho passato anni a feste di amici. Quest’anno, siccome ho fatto il pieno di giri e amici e viaggi e cose nuove luccicanti (ma non sono paillettes), ho deciso per qualcosa di diverso. Un po’ di decrescita, si potrebbe dire. Secondo me è fare quel che mi pare invece di quello che dicono gli altri.
La mia casa, la neve fuori, il silenzio della montagna, le luci lontane della valle, una cenetta vegan preparata con cura e amore, buone cose da bere, forse il rito pagano della vecchia bruciata nella piazza del paesino (ma anche no).

E poi, per somma volontà di spirito contraddittorio, ho deciso di fare solo un proposito per l’anno nuovo e di non avere bisogni indotti di compilare liste di buoni propositi.
Ho deciso che entrerò non nel 2011 ma nel 1 a.A. L’idea è venuta chiacchierando con qualche amico su quella maledizione di social network che dev’essere diventato obbligatorio in tutti gli uffici, viste le ore che gli impiegati ci passano a caricare note di cui mi arriveranno i commenti più idioti da qui all’eternità.
Ma, tornando a noi, il mio capodanno 1 a.A.: visto che insistono con sta storia che nel 2012 arrivano gli alieni, da qui al 2012 lo considererò solo 1 a.A. (avanti alieni) e dopo, se sarò ancora viva, farò dei progetti per lo 0 d.A. (dopo alieni).

Questo mi pare adeguatamente surreale e sufficientemente illogico da sembrare un vero proposito per il nuovo anno.

Buona serata a voi! :D

Postato in al volo, Boicottaggi, decrescita, Giorno per giorno, Stili di vita sostenibili, Vita da veg* | 16 Commenti

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