10 ANNI DI ERBAVIOLA. E VI VOGLIO BENE!

11
06/2008

10 ANNI DI ERBAVIOLA. E VI VOGLIO BENE!

erbaviola2002a.jpg

1998. Un giugno di caldo spaventoso. Il primo sito di erbaviola. Con lo sfondo nero, nel 1997-98 avere lo sfondo nero era un must. Aperto al volo sullo spazio libero di Libero, che era veramente libero e si chiamava IOL, Italia Online. Digilander. Purtroppo al tempo non avevo ancora un mac e la fusione di un paio di pc si è portata nella tomba i ricordi di quella prima versione di erbaviola. Rimane nel mio cuore, insieme alle prime mail di “fai scambio di link?“, “da dove dgt?” e a una surreale cena a Torino in cui si riunirono i primi webmaster con sito su IOL (gli eventi di oggi in cui si riuniscono i blogger non sono tanto diversi ma parimenti ridicoli). Grazie comunque di avermi coinvolta; senza tutti voi mi sarei annoiata e adesso non avrei nessuno con cui ridere dei neo-blogger che si riempiono la bocca di skypecast e barcamp.

2001 Registro erbaviola.com perchè gli spazi liberi sono sempre meno liberi. Quelli di Libero, per esempio, ti piazzano i banner pubblicitari con le signorine nude. Con i pop-up. La professione delle signorine non mi dà fastidio ma la pessima grafica e i colori stonati dei loro banner sì. Come sanno tutti quelli che lavorano con me, urtare il mio senso estetico equivale a farsi un nemico.
Lo stesso anno inizio a riempire il terrazzino del mio nuovo appartamento con piante da verdura e, vergognosa dei miei esperimenti, piazzo geranei ovunque per distrarre gli ospiti. Chi negli anni ha cenato su quel terrazzino, ha dovuto condividere lo spazio ora con un pachino esuberante, ora con Tina la Zucchina. Grazie di avermi sempre tollerata, incoraggiata e di non aver mai mangiato Tina.

2002 In un luglio-agosto afoso passato in ufficio, in attesa di un viaggio verso il Kilimanjaro che sarebbe stato ancora più afoso, erbaviola assume la grafica dell’immagine sopra. L’erba che viòla le regole, l’erba che è vìola. Erbaviola. Un gioco di parole che mi piace ancora. La guerra alla canapa è l’emblema della stupidità dell’uomo occidentale e della sua ignoranza profonda in tema di ambiente. Passeggio per Milano e qualche volta addocchio dell’erbaviola far capolino da un balcone. Io però il coraggio non l’ho mai avuto: protestare sì, coltivare contro la legge no. Ma protestare, oh, se continuo a protestare! Grazie di continuare a sopportarmi anche quando divento ripetitiva, noiosa e pedante.

2003 Dopo una resistenza snob o pseudo-intellettuale che dir si voglia, erbaviola si trasforma in blog. I siti di tutti gli amici sono già blogghizzati, tranne qualcuno che sparirà del tutto. Ma pur diventando blog, non si piega alla logica esecrabile del ‘caro diario’ e continuerò a scriverci poco i fatti miei e tanto le idee, sia mie che altrui. In fondo, continuo a pensare che ci sia gente a cui interessi di più sapere cos’è la quinoa piuttosto che il tipo di mutande che uso. Quindi, grazie di esserci e di non occuparvi della mia lingerie.

2004 Cambio grafica, faccio un’apparizione sporadica e breve su blogspot per poi tornare alla mia autarchia non appena google dà segni di asservimento al potere del soldo. Parlo di quello che mi interessa davvero al momento, che non è più solo l’irragionevolezza con cui si vietano tutti gli usi della canapa per impedirne uno solo. Ormai si sono unite le lotte per la difesa degli animali, il vegetarismo e poi il veganismo, il biologico, l’eco-sostenibilità, la decrescita. Si uniscono nuovi amici, i vecchi tengono duro nonostante mi atteggi a giovanna d’arco del gatto randagio. Grazie a entrambi di non avermi mai giudicata.

2005 Cambio sito ma anche, di nuovo, casa. Con l’orto grande questa volta. Comincio a piantare di tutto, a sperimentare tutti i metodi e a documentarlo il più possibile sul sito. Se oggi sto per cogliere la maracuya da me seminata e coltivata, è anche grazie a tutti quelli che mi hanno scritto “io invece le zucchine le coltivo così” e “io invece le serrette le faccio colà“. Grazie di tutti i consigli, i suggerimenti e gli stimoli a cercare soluzioni nuove.

2006-2008 Sono passati velocemente, l’orto procede, il giardino zoppica e mi incanto ancora a guardare le cose buffe che capitano. Le gazze che scacciano i micini dall’orto. Il gattino Topo che fa la posta alla talpa. I merli che tirano fuori dal compost i gusci di noce. I gatti che si nascondono nell’erba e curiosano quando faccio qualcosa, i lombrichi che aumentano e il rospo trovato in letargo sotto una pietra. Le prugne di san Pietro che maturano sempre il 30 giugno. I ristoranti a cui non devo più spiegare chi è un vegano. La teoria delle stringhe. Voi che continuate a visitare questo sito. Grazie.

Ultimamente faccio fatica ad aggiornare, anche se ho tante bozze lì lì per prendere la forma definitiva di post. Ma essendo un’irriducibile pignola, non posso pubblicare finché non è tutto controllato. Faccio fatica perché ho un impegno quotidiano con una (due) persone in ospedale, che si meritano tutto il tempo e l’attenzione che riesco a dare. Se ne meriterebbero di più ma, ahimé, non vivo d’aria. Però in tutto questo periodo faticoso e pesante e un po’ triste non potevo fare a meno di ricordarmi questo anniversario di erbaviola e ringraziarvi tutti, tutti, tutti, per esserci stati fino a oggi. Sono stati dieci anni intensi in cui ho imparato tantissimo e in cui spero di aver dato almeno un centesimo di quello che ho ricevuto.

E ho dei ringraziamenti speciali per questa settimana.
La mia metà, che nonostante il casino e la tristezza che sta segnando in questo periodo la nostra vita, trova il tempo anche di portarmi alla sagra della cipolla rossa di Breme. Solo perché io questa cipolla rossa non l’avevo mai vista. E ora che è in mio possesso, preparatevi ;)
Mario, che è apparso improvvisamente con mille progetti e una carica incredibile. Abbiamo aperto un vaso di Pandora. Io ci sto lavorando, eh :D
La Francy, che è riapparsa. Riappare sempre quando ne ho bisogno di più, mi fa ridere un paio d’ore ed è come se fosse sempre stata qui fino al minuto prima. E’ la mia vera sorella, avevano ragione :D

E tutti voi che passate di qui: un abbraccio gigante e una fetta di torta. Di maracuya.

Postato in Giorno per giorno, al volo | 27 Commenti

3
05/2008

Messaggio di servizio

Ciao a tutti!

Causa trasferimento del sito su un nuovo server, potrebbero non vedersi alcune pagine, alcuni commenti e non funzionare alcuni link. Tornerà tutto a posto entro domani.

Se state cercando una pagina in particolare e non la trovate nell’indice, basta cercare l’argomento che vi interessa tramite il Cerca in alto a destra :D

Insomma… trasloco in corso: c’è tutto ma negli scatoloni ;)

Buon weekend!

Postato in Giorno per giorno, al volo | 7 Commenti

28
04/2008

MAGGIO VEGAN !

maggioveganerbaviola.jpg

Sarà che i manifesti tendono al viola ( :D )  ma a me piacciono tantissimo, come la carrellata di iniziative di seguito! Ce ne sono per tutti: chi già partecipa, chi vuole cominciare, chi ha un blog, chi scrive ricette, chi si propone di allargare le proprie vedute e capire il perché chi è vegan sta bene, non soffre di malnutrizione e anzi, scoppia di salute! :)  Non le solite campagne in cui vi mostriamo gli animali macellati, ma un nuovo messaggio, dove il perché si sceglie di essere vegan, per una volta, arriva dopo il ‘come’ si vive da vegan :) Credetemi: benissimo!
L’iniziativa lanciata con entusiasmo da AgireOra.org con l’infaticabile Marina Berati, consiste nel promuovere, con varie iniziative lungo tutto il mese di maggio, la scelta vegan, stavolta mostrandone gli aspetti positivi, anziché, come al solito, gli aspetti negativi del mangiare animali e loro prodotti.

Sullo spiegare i disastri - per gli animali, per l’ambiente, per la salute, per la società - del consumo di carne, latte, uova, siamo attrezzati, e lo facciamo in modo sistematico. Ma ci manca la parte “in positivo”, quella che davvero può spingere le persone a cambiare. È triste dirlo, ma più che la fondatezza dei PERCHÈ di questa scelta, è la facilità del COME, che può indurre al cambiamento di abitudini.

E dunque, accanto a iniziative informative “in negativo”, cioè che mostrano “i disastri” è necessario, estremamente necessario, fare anche iniziative “in positivo”, che mostrino i lati belli della scelta vegan, e che, soprattutto, facciano capire che non si deve rinunciare a nessun “piacere del palato”.

Per questo promuoviamo MaggioVegan, con una serie di iniziative da organizzare nel mese di maggio e un nuovo bellissimo volantino colorato che mostra in breve i perché, ma mostra soprattutto come e cosa si mangia! Partecipare in tanti è essenziale, ed è facile perché proponiamo varie modalità: ciascuno può scegliere quella che più gli si adatta!

Per tutto il mese di maggio, iniziative in tutta Italia per mostrare quanto facile e “bella” sia la scelta vegan!

Perché partecipare

Sullo spiegare i disastri - per gli animali, per l’ambiente, per la salute, per la società - del consumo di carne, latte, uova, siamo attrezzati, e lo facciamo in modo sistematico. Ma ci manca la parte “in positivo”, quella che davvero può spingere le persone a cambiare. E’ triste dirlo, ma più che la fondatezza dei PERCHE’ di questa scelta, e’ la facilità del COME, che può indurre al cambiamento di abitudini.

E dunque, accanto a iniziative informative “in negativo”, cioè che mostrano “i disastri” è necessario, estremamente necessario, fare anche iniziative “in positivo”, che mostrino i lati belli della scelta vegan, e che, soprattutto, facciano capire che non si deve rinunciare a nessun “piacere del palato”.

Per questo promuoviamo MaggioVegan, con una serie di iniziative da organizzare nel mese di maggio e un nuovo bellissimo volantino colorato che mostra in breve i perché, ma mostra soprattutto come e cosa si mangia!
Scarica e visualizza il pieghevole “Io passo a veg”!

Partecipare in tanti è essenziale, ed è facile perché proponiamo varie modalità: ciascuno puo’ scegliere quella che più gli si adatta!

Come partecipare

Queste sono le varie iniziative proposte:

Adottiamo almeno 25 università!

Si tratta di posizionarsi all’ingresso di una università e distribuire agli studenti i nuovi pieghevoli, portando però con sé una scorta anche dei classici “Perché vegan”, che sono più approfonditi, per darli ai più interessati.

E’ un’iniziativa facilissima, non ha bisogno di nessuna preparazione preventiva, né permessi: ci si reca una mattina davanti a un’università, e si sta lì 2-3 ore a volantinare. Si può fare da soli o in due. Se anche si lavora, si può prendere una mattinata di permesso, ne vale la pena…

Cerchiamo di raggiungere l’obiettivo di almeno 25 università coperte lungo il mese di maggio! Scrivici per dirci quanti volantinaggi di questo tipo vuoi fare e dove, ti manderemo il materiale necessario (servono circa 300 pieghevoli per persona per un volantinaggio di 2-3 ore). Scrivi a info@agireoraedizioni.org

Facciamo un tavolo informativo CON ASSAGGI e mostre a cartelloni

La cosa più efficace in assoluto è far assaggiare le specialità vegan! Proponiamo quindi di organizzare un tavolo informativo (non un presidio, perché serve un tavolo grande per appoggiare le delizie vegan!) con:

- distribuzione gratuita di cibo (magari con una scatola per le offerte libere);
- volantinaggio a tappeto ai passanti;
- esposizione di mostre a cartelloni NON con foto di macelli, ma, anche queste, in positivo (vedi sezione Materiali);
- esposizione dei manifesti “Io passo a veg” (vedi sezione Materiali);
- proiezione (su PC portatile, o su TV se avete un generatore o possibilità di attaccarvi alla corrente elettrica) a ciclo continuo di un filmato illustrativo (anche per questo, vedere la sezione materiali);

Certamente un tavolo informativo con assaggi di cibo è impegnativo, ma può ottenere risultati davvero efficaci, e far capire veramente cosa significa mangiare vegan. Il consiglio è quello di preparare piatti che vi vengono particolarmente bene (deve essere tutto buonissimo, per vincere le resistenze dovute ai preconcetti), ma nella sezione Materiali saranno comunque messe a disposizione delle ricette di esempio.

Come permessi occorre avere il permesso di suolo pubblicop rilasciato dal Comune: servono, a seconda dei comuni, da una a tre settimane per avere la risposta, quindi chiedete il permesso subito! Non serve essere un’associazione, ciascun cittadino ha diritto a fare un tavolo informativo, ma se vi appoggiate a un’associazione ONLUS (non semplice associazione non-profit) non pagate le marche da bollo.

Distribuiamo i volantini in buca delle lettere

Iniziativa molte semplice, da fare da soli, che non richiede permessi e preparazione: infilate il nuovo pieghevole nella buca delle lettere degli abitanti del vostro quartiere!

Facciamo un volantinaggio semplice in centro

Semplice anche questa, da fare da soli o in due (non di più, altrimenti diventa presidio e serve il permesso): posizionatevi in un posto di grande passaggio, e date via il volantino!

Materiali e istruzioni

Il pieghevole “Io passo a veg”

Scarica e visualizza il pieghevole “Io passo a veg”!
Questo serve solo per vederne il contenuto, se ti serve la versione stampata, richiedicela!

Cartelloni per il tavolo informativo

Saranno disponibili nei primi giorni di maggio delle foto da stampare in A3 (o in A4 e fotocopiare a colori in A3) per realizzare una mostra fotografica di piatti vegan e “vegan famosi”. Il consiglio è di posizionare queste foto (meglio se prima plastificate) su un tabellone di 70×100 cm, comodissimi quelli leggeri di un materiale simile al polistirolo. Potrete cosi’ facilmente realizzare una mostra di 4 tabelloni, con 6 foto per tabellone.
Queste foto andranno stampate a cura di ciascun gruppo partecipante, non vengono fornite già stampate.

Oltre a questo, si possono usare i 3 manifesti, di dimensioni 70×100 cm, della campagna “Io passo a veg”, che potete visualizzare qui:
Anteprima manifesti Io passo a veg

Questi manifesti sono disponibili già stampati, quindi nel richiedere i pieghevoli, diteci anche se vi servono: ve ne possiamo mandare da 1 a 3 copie per tipo. Andranno poi incollati su un pannello rigido. Si possono anche usare delle cornici a giorno di dimensioni 70×100 cm e incorniciare i manifesti, così non si rovinano, e poi riusare le cornici per altri manifesti in occasione di altri iniziative.

Infine, saranno disponibile dei cartelli in dimensioni A3 a in dimensioni 70×100 cm per invitare i passanti a fermarsi al tavolo e assaggiare il cibo vegan. Anche questi saranno disponibili nei primi giorni di maggio.
Questi cartelli andranno stampati a cura di ciascun gruppo partecipante, non vengono forniti già stampate.

Ricette suggerite

Saranno disponibili entro metà maggio una serie di “ricette consigliate”, ma conviene che ciascuno prepari i piatti che già conosce e che gli riescono meglio (ovviamente devono essere adatti a un buffet freddo in piedi).

Banner per i siti web

Metti sul tuo sito o blog un banner che punti a questa pagina, ci sono 2 banner disponibili, uno quadrato e uno in orizzontale:

Se ti serve il codice html per inserire i banner, lo trovi qui: www.agireora.org/info/news_dett.php?id=488
Filmato e spot audio

Sarà disponibile entro metà maggio un video con immagini e spiegazioni sulla scelta vegan, la cucina, gli atleti e i personaggi famosi vegan.

Lo spot, da segnalare alle radio locali chiedendo di mandarlo in onda negli spazi dedicati al non-profit, è questo:
http://www.agireora.org/download/spot/vegfacile.mp3
Scrivi alla tua radio locale preferita dicendo loro di scaricare lo spot dal link qui sopra!

Richiedi i volantini e manifesti

Per semplificare le cose, sono resi disponibili dei “pacchetti standard” di volantini che potete richiedere in cambio di un minimo contributo - non obbligatorio - alle spese di stampa.

I pacchetti disponibili:

  • Pacchetto piccolo, per sola distribuzione in buca - 50-100 pieghevoli - contributo consigliato, non obbligatorio: 3 euro
  • Pacchetto per una singola “adozione di università”, 300 pieghevoli “Io passo a veg” più 50 pieghevoli “Perché vegan” - contributo consigliato, non obbligatorio: 6 euro
  • Pacchetto medio, per distribuzione in buca e piccolo volantinaggio - 500 volantini (diteci se ve ne servono meno, per non sprecarli) - contributo consigliato, non obbligatorio: 8 euro
  • Pacchetto grande, per tavoli informativi con volantinaggio - 1000-3000 volantini (diteci se 1000 o 3000 o valori intermendi in base alle vostre necessità) + 100 pieghevoli “Perché vegan” da dare ai passanti più interessati + da 1 a 3 manifesti per tipo “Io passo a veg” - contributo consigliato, non obbligatorio: 25-40 euro (a seconda della quantita’ di pieghevoli richiesta)

Scrivete a info@agireoraedizioni.org per dirci che pacchetto volete e a che indirizzo inviarlo. La richiesta va fatta almeno 2 settimane prima di quando vi serve il materiale.

I “contributi consigliati” comprendono le spese di spedizione e una parte delle spese di stampa (circa la meta’). Si fanno sottoforma di donazioni, quindi, chi vuole e può, può anche dare di più, chi non può, è libero di dare di meno o anche niente. Le donazioni si possono fare seguendo le istruzioni a questa pagina:
http://www.agireoraedizioni.org/donazioni.php

Città aderenti ai “tavoli informativi con assaggi” e recapiti

Aggiornamento al 21-4-2008

Scriveteci per darci notizie dell’organizzazione di un tavolo informativo, indicando il vostro recapito per farvi contattare da altri attivisti nella vostra città!

Chi vuole unirsi a un evento in corso di organizzazione, contatti i recapiti sotto elencati!

21 e 25 maggio - Torino
Il 21 maggio mattina davanti all’Università (Palazzo Nuovo), il 25 pomeriggio in centro, in luogo da definirsi. Tavolo informativo con assaggi in entrambe le occasioni - piemonte@agireora.org

Le informazione e l’intera iniziativa è a cura di AgireOra.org che questa volta, diciamocelo, ha superato se stessa! :D

Postato in Conferenze, Giorno per giorno, Pro consumatori, Stili di vita sostenibili, Vita da veg*, al volo, corsi | 2 Commenti

15
04/2008

IL RIBELLE E IL RIVOLUZIONARIO SONO DIVERSI

ribelleerivoluzionario.jpg

Un’ultima riflessione, prima di tornare alla quotidianità delle mie personali ribellioni e a un paio di ricette che hanno addolcito questo periodo: le scorzette di arancia al cioccolato e i biscotti di avena e muesli (questo si chiama trailer ;) ).

Una riflessione semplice, anche un po’ banale. La scomparsa di alcuni estremismi è identificabile con la scomparsa dei rivoluzionari. O meglio, di chi pensa di essere tale solo perché in altri tempi e in altri contesti, a volte addirittura in altri paesi, quella corrente era rivoluzionaria. I rivoluzionari, compiono un ciclo breve, morendo poi di morte naturale insieme al loro tempo. Ciò che sopravvive sempre ed è essenziale al vero cambiamento è il ribelle.

Mi spiego con le parole di chi è stato un grande ribelle e continua ad essere un grande maestro della ribellione.

Un ribelle, per come intendo io questo termine, è un fenomeno spirituale. Il suo approccio è assolutamente individuale. La sua idea è questa: se vogliamo cambiare la società, dobbiamo cambiare l’individuo. La società in sé non esiste (…) Ovunque incontri qualcuno, incontri un individuo. Società non è altro che un nome collettivo privo di realtà, senza sostanza. (…)
Nessuna rivoluzione è ancora riuscita a cambiare gli esseri umani, ma sembra che non ce ne siamo accorti. Ancora continuiamo a pensare in termini di rivoluzione, di cambiamento della società, del governo, della burocrazia, delle leggi, dei sistemi politici. Feudalesimo, capitalismo, comunismo, socialismo, fascismo: tutti, a loro modo, erano rivoluzionari, e tutti hanno completamente fallito, un fallimento inequivocabile perché l’uomo è rimasto lo stesso. (…). Il ribelle è tuttora una dimensione inesplorata.
Dobbiamo essere ribelli, non rivoluzionari. Il rivoluzionario appartiene a una sfera terrena; il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario non può stare da solo: ha bisogno di una folla, di un partito politico, di un governo. Ha bisogno del potere… e il potere corrompe. In particolare, il potere assoluto corrompe in modo assoluto.
Tutti i rivoluzionari che sono riusciti a prendere il potere ne sono stati corrotti. Non sono riusciti a cambiare le antura del potere e le su istituzioni; il potere ha cambiato loro e la loro mente, corrompendoli. La società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.
(…)
Il mondo ha conosciuto solo pochissimi ribelli. Ma ora è il momento: se l’umanità non riesce a produrre un gran numero di spiriti ribelli, i prossimi decenni potrebbero diventare la nostra tomba. Siamo molto vicini a quel punto di non ritorno.(…) Una discontinuità con il passato: questo è il significato della ribellione.
La ribellione è una discontinuità. Non è né riforma né rivoluzione: semplicemente, ti sconnetti da tutto ciò che è vecchio, Le vecchie religioni, le vecchie ideologie politiche, il vecchio essere umano… ti stacchi radicalmente da tutto cò che è vecchio; riparti da zero, inizi la vita da capo.
Il rivoluzionario cerca di cambiare il vecchio; il ribelle semplicemente ne esce, come il serpente che si lascia alle spalle la vecchia pelle senza mai guardare indietro.
(…)
Nei decenni a venire, o l’umanità scomparirà o sulla Terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa. Quel nuovo essere umano sarà un ribelle.

Osho, “Una nuova spiritualità per il ventunesimo secolo: non una rivoluzione politica ma una ribellione individuale” in Liberi di essere, Arcobaleno, 2007 (raccolta dei discorsi pubblici di Osho)

Postato in Boicottaggi, Giorno per giorno, Libri, Ma che Bel Paese, Stili di vita sostenibili, al volo | 9 Commenti

11
04/2008

VI DIRO’ CHI VOTO IO

chivotoio.jpg
*** Attenzione: post caustico. Maneggiare con cura. ***

Sì lo so, i blog vegani parlano solo di ricette vegane e saltuariamente di iniziative per far conoscere il seitan o festeggiare il tofu. Ma il mio non è un blog vegano.

Sì lo so, i blog di orticoltori, permacultori e coltivatori di tutti i tipi parlano di politica solo per chiedere la liberalizzazione della cannabis. Ma il mio non è un blog di orticoltura. (ciononostante gradirei la liberalizzazione della cannabis)

Sì lo so, se esterni la tua idea politica su un blog rischi di perdere utenti. E allora? Vedete per caso delle pubblicità su questo blog? Non ci guadagno niente a farlo, quindi che mi leggano in cinquantamila o in cinque non me ne viene in tasca niente. Anzi, se diminuite un po’ mi fate quasi un favore che la banda costa e qui non siamo mica su blogspot che paga Google (…a proposito… ma a che prezzo? ;) ).
Se dagli attuali novecento visitatori unici al giorno scendete a cinque, vi posso invitare direttamente qui per una grigliata che al mio moroso gli costa meno che mantenermi il sito.

Sì lo so, parlare di politica su un blog che non si occupa costantemente di politica può essere percepito come stridente e off-topic. Però vi stanno propinando a pranzo e cena le tribune elettorali intervallate da pubblicità sullo yogurt che fa cagare, la pillola che fa andare al gabinetto e il farmaco che ferma la diarrea. Se non vi siete lamentati di questo, avete perso la possibilità di lamentarvi del mio post.

Sì lo so, ci sarebbero mille motivi per non esternarvi la mia scelta. Ma ne ho un paio di validissimi per farlo. Primo, non l’ha fatto quasi nessuno e non parlo solo dei vegani. Secondo, ho considerato attentamente la questione e ho deciso che volevo farlo. C’è motivazione migliore di una presa di coscienza, infine?

Sarò breve. Innanzitutto un chiarimento. Mi sono resa conto alle scorse elezioni che un po’ troppe persone davano per scontato che io sostenessi i Verdi. Il mio blog è verde, amo zappettare la terra ma oserei dire che proprio per questo non li voto. Ho bisogno di gente che lotta, non di gente che si astiene a votazioni sugli inceneritori. Termovalorizzatori, pardon. Già che ci sono tengo anche a precisare che non ho nulla da spartire con Legambiente e WWF, hanno i loro meriti ma dal mio punto di vista ci sono troppi demeriti per ricevere il mio consenso. Non che gli possa interessare, ovviamente. Ma ho colto l’occasione già che c’ero.

Non voterò nessuno dei due schieramenti principali che blaterano sul voto inutile.
Non starò qui ad ammorbarvi con le mie considerazioni sulla palese sovrapponibilità dei due programmi, sono le stesse considerazioni che hanno già fatto tanti altri e cadrei nella stessa banalità.

Questi due grandi schieramenti. Questi magnati della democrazia e del brillante futuro. Sono lo schieramento che ci sta facendo pagare una multa quotidiana alla Comunità Europea di 300.000 euro per la posizione irregolare di Rete 4. E quell’altro schieramento che glielo ha permesso senza battere ciglio, quelli che in campagna elettorale blateravano su conflitto di interessi, pacs e precariato, per intenderci. Vi faccio un calcolo velocissimo di quanto ci è costata questa multa: due anni di governo a 300.000 euro al giorno sono 219.000.000 euro. Ve lo leggo: DUECENTODICIANNOVEMILIONIDIEURO. Siamo circa sessanta milioni di italiani contando anche i bambini. Fanno TREMILIONISEICENTOCINQUANTAMILA EURO A TESTA. Cazzo. Se ce ne davano la metà a ognuno, ognuno il suo milione e mezzo di euro in tasca, contando tasse e gabelle, la crisi economica era già finita.
Vi sembra un’idea cretina. Sì, anche a me. I soldi non si danno in mano ai cittadini, bisogna fare scuole, ospedali, strade, pagare gli insegnanti. Invece no, si danno per una multa. Ma sei io dico “allora tanto vale darli ai cittadini singolarmente” questo vi sembra folle. Vi sembra demagogia. Vi sembra addirittura che io non conosca l’economia e la ripercussione che avrebbe una mossa così folle. Ma vorrei sapere quindi se a voi sembra invece un’idea furba pagare questi soldi per non far andare Rete4 sul satellite. Pensateci ogni volta che avete bisogno un ospedale pubblico funzionante, un asilo, una scuola, insegnanti preparati, infrastrutture, servizi sociali. Ogni volta che vi diranno che bisogna aspettare tre mesi per fare un esame radiografico o che per vostro figlio non c’è posto all’asilo, pensate che però ne vale la pena, perché voi, grazie al Cielo, avete Rete4 !

Aggiungo che chi avrà il coraggio di dirmi che questi soldi è un’idea più intelligente darli a loro invece che a noi singolarmente, viene qui e me lo dice di persona. Dopo di che, già che gli piace pagare per gli errori altrui, ho giusto qui una cartella esattoriale per 30 euro di differenza sulle tasse che secondo l’Esatri non ho pagato quattro anni fa, che ora sono diventate 78 euro. La posta è a qualche kilometro, ce lo porto io a badilate e intanto che facciamo la strada si premuri anche di spiegarmi perché le multe di Rete4 le paga lo Stato mentre le multe mie me le devo pagare io.

Posso elencarvi almeno altri 30 motivi come questo in cui i due grandi schieramenti composti dalle stesse identiche persone (tranne qualcuna che è andata a fare un piccolo schieramento o un partito) hanno un evidente concorso di colpa. Quindi non avranno il mio voto.

Io non voto chi ha già sbagliato.

Non voterò nessuno degli altri piccoli conglomerati con nomi da asilo infantile. Non voterò quelli che si affiliano, che sono vicini, che sostengono e che si associano.

Voto un piccolo partito. Estremista se vogliamo. Ma voto un piccolo partito i cui rappresentanti non sono mai stati indagati per tangenti, non hanno mai firmato un finanziamento per le missioni di guerra (di guerra, quelle di pace non esistono), hanno votato contro la legge Treu che ha fatto di questo Paese una terra di precari e soprattutto non hanno tirato sul carrozzone all’ultimo minuto il rappresentante dei precari, quello degli operai, quello della finmeccanica, quello della confindustria e quello dei trans, solo per prendere i voti da tutti. Non voto la corte dei miracoli. E non voto chi mi fa promesse di un futuro brillante parlando dal pulpito della montagna di errori passati.

Il mio voto va a chi ha già dimostrato in passato di essere coerente e di fare quello che dice. Destra? Sinistra? Non è importante. Ci sono persone coerenti e leali al voto ricevuto, da entrambi i lati. Di solito stanno in piccoli partiti e lottano duramente per farsi sentire.

Otterranno solo tre seggiolini in Parlamento? Due? Uno? Va bene lo stesso. Ma io sono sicura che così il mio voto non andrà perso, che terranno fede ai motivi per cui li ho votati. Che non svenderanno il loro voto per il culo di una velina.

Perché solo il voto che non viene tradito è un voto utile. Chi ha già tradito invece, lo rifarà.

Postato in Boicottaggi, Giorno per giorno, Ma che Bel Paese, al volo | 16 Commenti