PARTECIPIAMO TUTTI ALLA FONDAZIONE DEL NUOVO “TERRE DI MEZZO”!

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11/2008

PARTECIPIAMO TUTTI ALLA FONDAZIONE DEL NUOVO “TERRE DI MEZZO”!

Ciao a tutti,

cosa può spingermi, nel mezzo di un trasloco, nel casino più totale, seduta su uno scatolone e con il piede su un altro a scrivere ben due post in un giorno?

La follia.

(no sbagliato)

Un’altra gaffe del divino.

(No, e poi mi darà la laurea di coglione, quindi posso solo ringraziarlo. Quando si riaprono le graduatorie della scuola, me la spendo come ‘ulteriore titolo di studio’)

Insomma, cosa mi fa scrivere un altro post, importunarvi all’ora di cena ecc.?

UNA QUESTIONE VERAMENTE IMPORTANTE!

Chi di voi conosce Terre di Mezzo? Su la mano! Ecco. I milanesi tutti.

Terre di Mezzo è un mensile IMPORTANTE. Un mensile nato nel 1994, scritto da giornalisti professionisti e venduto in strada da venditori senegalesi.
E GUAI SE vi vedo fare l’espressione ‘oddio che palle’. Se fate quell’espressione, non avete mai letto Terre di Mezzo.
E’ un mensile bellissimo, pulito, vero, concreto, umano e solidale. Non come tanta carta patinata che sproloquia sull’equo e non fa nulla di concreto. Terre di Mezzo non è un mensile per fighetti. Se sei un fighetto, puoi anche non leggere il seguito di questo post e, a proposito, sei nel sito sbagliato.

Insomma, secondo me Terre di Mezzo è importante. E’ importante che rimanga vivo, che continui a esserci. E’ una voce fuori. E non lo dico solo perché una volta hanno avuto anche l’ardire di intervistarmi, ma perché sono davvero fuori dalle logiche dei bei mensili patinati (compreso quello con il nome simile, che compriamo tutti nella bottega bio e che ha una stampa in quadricromia da inquinare da qui al Perù in una sola tiratura).

E che urgenza c’era di parlarvi di Terre di Mezzo? Non ti puoi occupare - vi starete chiedendo - solo delle tue scatole da riempire per questo weekend?

Invece c’è urgenza. Vi avanzano mica 5 o 15 euro o qualcosina di più?

Dopo 14 anni quel giornale si rinnova: Terre di mezzo cambia veste grafica, ma soprattutto amplia i suoi contenuti e la sua diffusione. Sarà un giornale più ricco: per il numero di pagine (52) e per i contenuti. Collaborano con loro firme e realtà importanti: da Loretta Napoleoni (economista) a Pat Carra (vignettista), da Esterni (associazione culturale che organizza il Milano film festival e il Fuori salone) alla Scuola di scrittura Holden di Torino, dalla rivista musicale Rockit a Legambiente, e tanti altri.
Nelle pagine del nuovo Terre si parlerà anche di immigrati di Seconda generazione, di carcere e di associazioni antimafia, di moda critica, design sostenibile e software libero, di turismo alternativo e responsabile, di cibo e divertimenti.
Terre diventa un magazine, anzi uno “street magazine”. Le strade delle città in cui viviamo rappresentano per loro un luogo da vivere e condividere. E per questo non solo sono la fonte privilegiata delle sue notizie (oltre che un canale distributivo) ma soprattutto si confermano come l’universo d’interesse del suo pubblico di riferimento.

Il nuovo Terre, infatti, è prima di tutto un progetto culturale cui i lettori sono chiamati a partecipare in prima persona. Come? Fondando insieme il nuovo Terre di mezzo: per questo stanno chiedendo ad amici e colleghi di dare una mano, diffondendo la notizia dell’uscita del nuovo Terre su internet e sui mass media, ma anche attraverso i canali informali. La campagna si chiama “Corsa straordinaria”, trovate tutte le info qui, e già che ci siete tirate fuori anche il soldino, dai!

Con il soldino che date, vi arriveranno anche le prime copie della nuova rivista e sarete sempre ricordati con ammmmmmore tra i fondatori :) Specialmente da me, che sto ancora piangendo la scomparsa di “Cuore”, non perdiamoci anche Terre!!!

Il nuovo Terre non uscirà in versione cartacea fino a quando non avrà trovato 2.000 nuovi lettori: i loro abbonamenti permetteranno al giornale di esistere.
La sfida è grande, soprattutto in questo momento storico. All’indirizzo www.specialeterre.it potrete trovare tutti i documenti di approfondimento . Se avete anche voi un sito, mettete i banner e diffondete la notizia, servirà anche questo!!

Beh insomma, a me gli euri son saltati fuori, perché in questo paese vale la pena di fare qualcosa! Questi giornalisti qui, cari miei, quelli di Terre di Mezzo, sono giornalisti VERI. Pensate che mi son saltati fuori persino 10 minuti per andare in posta a pagare il bollettino (non è vero, ci mando la mia metà, ma è lo stesso).

Non aspettate, non aspettate che questo bellissimo mensile langua nell’oblio dei ricordi.

Oggi non ci stavamo vergognando per una battuta umoristica del nostro premier? Ecco, la vergogna ve la lavate via con il sostegno a Terre di Mezzo. Io l’ho fatto, funziona. Deterge a fondo, è eco e equo e tantissimo solidale.

Parola di Erbaviola.

Postato in Giorno per giorno, Libri, Ma che Bel Paese, Stili di vita sostenibili, al volo | 5 Commenti

7
11/2008

Conversazione con Melbourne, Australia.

Sandy ICQ 8.30
hi can’t find what Berlusconi said about Obama … what’s exactly in Italian? HeraldSun translates ‘beautiful and even tanned’…

Erbaviola ICQ 8:32
ja, that’s right - said “giovane, bello e ABBRONZATO”  … no words

Sandy ICQ 8:32
me too…

Erbaviola ICQ 8:35
also said we’re dummies cause we can’t understand his sophisticated humor. And journalists are idiots, too.

Sandy ICQ 8:37
… and doesn’t apologise?

Erbaviola ICQ 8:37
why? our journalists ARE idiots.

Sandy ICQ 8:38
LOL! I mean with President Obama!

Erbaviola ICQ 8:39
why? he DOES really think this is the best humor. Amin, just after telling a joke on hebrews to an association of holocaust survivors… or telling a German politician he’s a nazi-leader…

Sandy ICQ 8:39
you need someone stop him, or he’ll do…

Erbaviola ICQ 8:40
he DID.

Sandy ICQ 8:43
really????

Erbaviola ICQ 8:43
really.

Sandy ICQ 8:45
ROTFL !!!!!!

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31
10/2008

Haiku del trasloco sotto la pioggia

'amore' in giapponese

Forte da nubi.
Il furgone scoperto.
Balle girano.

p.s. sì lo so, sono giuste solo le sillabe e gli accenti, non c’è riferimento alla stagione in chiusura ecc. Ma non trovate già grandioso che in tale frangente prevalga il mio senso dell’umorismo?

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21
10/2008

CERCASI PUNK VEGETARIANI

Siccome oggi ho tantissimo lavoro, ma proprio tantissimo, tipo che ho la scrivania sommersa di carte urgenti e l’hard disk del Mac che scoppia implorando pietà perché io termini almeno un progetto e glielo levi dai cluster, ho deciso che sono inabile a scegliere che cosa fare per primo. Motivo per il quale li ho abbandonati tutti, pari merito, compresi i compiti in classe da correggere. Eh sì, sono tornata momentaneamente e precariamente a fare anche la prof e ho riscoperto quanto è simpatico correggere i compiti in classe. Soprattutto ho scoperto che durante la mia assenza i giovani virgulti sono passati attraverso la riforma Moratti, che li ha sputati fuori incapaci di articolare un pensiero coerente persino su se stessi. Ho passato le prime settimane trafitta da temi con punte di nichilismo estremista: “My hobby is nothing”. Contornati poi da non-sense degni del migliore Beckett: “Che musica ascolti?”  Segue un incomprensibile nome, presumibilmente francofono. “Chi è?” “Un compositore di fine ottocento”. “Mai sentito, come si scrive?”  “Non lo so”.  “Cosa ha composto?”  “Non so i titoli”.  “Scusa, è il tuo compositore preferito, non sai come si scrive e non sai i titoli delle opere?!”  “eh”.  Ah.

Speriamo davvero che nel 2012 arrivino gli alieni. Più che altro perché se questi alieni, come sostiene qualcuno, aspettano che queste nuove generazioni interpretino i cerchi nel grano, possono restare a orbitare fuori dell’atmosfera terrestre per altri 4000 anni.
Maestro unico o plurimo, comunque, sono asini sommi. Futuri asini strabici, anzi, datosi che la moda vuole la frangia spatolata su una metà della faccia. Esattamente come noi siamo una generazione di asimmetrici pieni di cervicale infiammata, grazie a quella moda che imponeva lo zaino Invicta su una spalla sola.

Sorvolerò sul fatto che mi senta una cariatide leggendo delle date di nascita che corrispondono al mio primo anno di università. Per il momento resto a galla avendo ben chiara la differenza tra un decoder e la playstation, ma prendo ripetizioni dall’uomo che (soprav)vive con me per distinguere uno sbracato da un altro. Vado forte sugli emo, i rockabilly e i nu-rave, ma mi incasino ancora sui punk. Ai miei tempi - cioè ieri - se avevi la cresta eri punk. Tutto qui, era facile.  I punk erano i rimasugli sfigati dei tempi di mia madre che stazionavano in via Torino. Era tutto quello che mi serviva sapere. Non eravamo mica a Londra, dove i punk erano veg e politicamente attivi.
Adesso invece mi pare di capire che se ti vesti come Johnny Rotten e hai la cresta, allora sei un figo; se ti vesti come Johnny Rotten ma con i pantaloni che cadono e il cavallo che striscia sui talloni sei proprio fighissimo, il figo dei fighi. Invece se ti vesti come Johnny Rotten e hai una cresta di 3 cm sei normale, non sei niente. Un cugino quarantenne è andato dal parrucchiere e questo gli ha tagliato i capelli col crestino, a riprova del fatto che adesso il crestino è normale, anche se lui non voleva crederci.  Ha il crestino anche il cassiere della mia banca e le vecchine non si scandalizzano come avrebbero fatto una volta.
Però se ti vesti così e non ti lavi, sei un punk-a-bestia. Qui è difficile, perché essendo quattordici-sedicenni la doccia gli incute un certo timore ma non reverenziale, quindi ci si sbaglia facilmente.

Una cosa che mi è chiarissima, invece, è la scomparsa degli Anarco-punk e dei loro fratellini Crusters. Quelli, per intenderci, vegetariani, molto impegnati politicamente, animalisti e ambientalisti. Il vecchio “punk is attitude not fashion” è definitivamente morto, questa è l’unica cosa veramente chiara. Questi punk qui si ingozzano di panini McDonald’s, portano anfibi in vera pelle e braghe da trecento euro che sembrano pescate dal cassone dell’Humanitas dopo l’uragano Katrina. Ma l’importante è che costino tanto.

Insomma, siccome oggi ho troppo da fare e si sa che il troppo produce il nulla, sull’onda dell’eccesso di informazioni che producono disinformazione, sono qui a chidervi: ma gli anarco-punk, i punk crusters, i punk vegetariani/vegan politicamente e socialmente impegnati, quelli duramente animalisti, dove sono finiti?

Così, per sapere.

Nota.

Sì sì. Esatto. E’ un’opera di Carlos Latuff. ‘Anarco-punk’, 2001

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10/2008

RONF

makotrasloco.jpg

Lei non ha tempo di sedersi a scrivere e gira per casa come se stesse per scoppiare una guerra. Mette tutte le cose dentro le scatole. Ho cercato di spiegarle che le cose stavano bene dov’erano, ma ogni tanto lei lo fa, non c’è speranza. Poi sgrida lui perché le uniche cose che ha messo dentro le scatole sono i suoi fumetti e non ha ancora finito.
Ha sgridato anche me perché sono entrato in una scatola (le scatole vanno testate, questi qui non sanno niente!) e lei per poco non mi seppelliva sotto la gelatiera.
Ogni 2-3 stagioni lei prende tutte le nostre cose, riempie delle scatole che andrebbero benissimo per i pisolini e porta tutto in un’altra casa. Poi prendono tutti i mobili porta-cose e li portano nell’altra casa. Poi comprano degli altri mobili porta-cose. Poi un giorno facciamo un viaggio in macchina in una cuccia chiusa e andiamo tutti dove sono finite le cose e i porta-cose. Allora aprono le scatole, rimettono le cose nei porta-cose e io e la Kiki dobbiamo lavorare per una settimana almeno per dividerci le zone, strusciarci contro entrate, uscite e dei nuovi porta-cose. Poi lei per un paio di mesi non troverà niente di quello che le serve.

Allora adesso io mi riposo, perché quando compaiono più di tre scatoloni alla volta, io so già come va a finire. Perché al solo pensiero di tutto il lavoro che dovrò fare tra poco mi sento già stanco. Soprattutto per il viaggio in macchina, perché io ho capito che se sulla macchina ci sono anche delle scatole e andiamo piano, allora non stiamo andando dal veterinario. Invece la Kiki si agita sempre, perché pensa che tra poco le infileranno il termometro nel sedere. Gatte… vai a capirle.

Non che le donne siano diverse. Lei per esempio adesso sta girando come una furia e dice che aveva trovato una scatola bassa e larga per metterci i bicchieri e che ci aveva già messo dentro anche la carta. Mmmhh…. forse è meglio cominciare ad assumere lo sguardo angelico mezzo assonnato…

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