PRIMAVERA IN RITARDO, IN ANTICIPO, ATIPICA, NORMALE, DISASTRO ECOLOGICO… LA METEO-PAZZIA ITALIANA

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04/2010

PRIMAVERA IN RITARDO, IN ANTICIPO, ATIPICA, NORMALE, DISASTRO ECOLOGICO… LA METEO-PAZZIA ITALIANA

violette nel bosco di Settefonti

Premetto che da luglio 2009 non guardo più nessun telegiornale, di nessuna emittente. Suppongo quindi che la meteo-pazzia che mi arriva attutita sia molto più presente per chi li segue. Mi ero stufata di vedere pagliacci imbellettati annunciarmi per due secondi il numero di morti nella striscia di Gaza e per cinque minuti un lungo sfrangiamento di maroni con le stagioni che non sono più quelle di una volta, i trucchi per riscaldarsi con la sciarpa e la quantità enorme di italiani che per questo ponte, festività, weekend è partita per le Maldive, perché la crisi che non c’è.  Quando vorrò sprecare cinque minuti a guardare uno di questi Farinelli con gli zigomi tinti in Orchid Rose di Chanel mentre mi dà consigli sull’opportunità di riporre o meno il cappotto, sarà il momento di prenotare una visita psichiatrica. Per ora preferisco occuparmi del mio orto e degli orti altrui, in senso lato e in senso concreto.

Tolto questo e lasciato ad altri più competenti il discorso annoso sul riscaldamento globale, la verità è che da sempre ci sono inverni più miti e estati più fresche, inverni rigidi e estati torride. Con vantaggi e svantaggi in entrambe i casi, ma si tratta da sempre di una fluttuazione piuttosto normale. Un inverno rigido non giustifica milioni di euro ai coltivatori diretti di un paio di associazioni (mica a tutti!) e non è un “disastro ecologico” come mi capita di sentire. Un disastro ecologico è la quantità di “termovalorizzatori” per la diffusione su larga scala di patologie cancerogene, semmai. Restituiamo un senso e una misura alle cose: questo inverno è stato un po’ più rigido, il riscaldamento globale è un problema grave e la nube tossica sopra la città è un disastro ecologico.

Questa primavera si è fatta desiderare più della scorsa ma non è né in ritardo, né atipica, né tantomeno un disastro. Anzi, ci sono anche dei vantaggi a volte. Per esempio i miei semi di aquilegia flabellata e aquilegia formosa sono stati spediti fuori durante l’ultima gelata a prendersi una bella sferzata di freddo, così da assicurarmi qualche cespuglietto di questo splendido fiorellino, per le insalate estive. Ve l’ho detto? Sto facendo un microscopico orto-giardino tutto da mangiare… sull’onda del detox sono un’ingorda con fame atavica da vegetale.  Il progetto del mini orto-giardino da mangiare – con tanto di disegni! – lo posto alla prossima, ci vuole un po’ di suspence per vedere i miei scarabocchi ;)   (o preparazione psicologica all’obrobio?)

Tornando a questa primavera, si può dire che quasi ovunque ci sia un ritardo di circa tre-quattro settimane sull’arrivo dei primi tepori, è bene tenerne conto per le semine. Ma, meraviglia, è in ritardo di soli 15-20 giorni rispetto a primavere di 40 anni fa, scrive Stephen Moss sul Guardian di ieri (ma forse si riferiva al noiosissimo duello Cameron-Brown? LOL).
In pratica: non è successo niente. Il freddo protratto, danneggerà come sempre i soliti noti: scriccioli, pettirossi, qualche farfalla. A beneficio di chi è stato danneggiato nei precedenti inverni troppo miti: ricci e rane per esempio, i primi che escono troppo piccoli e ignoranti alla scoperta di un mondo che li schiaccia, i secondi che depongono uova a raffica per poi vederle morire alla prima gelata. I rospi che di solito migrano a gennaio-febbraio hanno posticipato a marzo. In pratica, la natura ha ancora una sorta di equilibrio, per quanto bistrattato, vituperato, ammaccato e ignorato. Un equilibrio dell’oggi a me e domani a te. Se gli inverni e le stagioni fossero sempre ugualmente miti, avremmo crescite drammaticamente incontenibili di rospi, morie irrecuperabili di farfalle, stormi di passerotti da oscurare il cielo perché si riprodurrebbero in abbondanza trovando insetti e clima super-accogliente. Tutto il contrario se ci fossero sempre inverni rigidi.

Non sto dicendo ovviamente che il cambiamento climatico non sia un problema. O meglio, il cambiamento climatico in effetti non è un problema. Il problema è semmai il riscaldamento globale. Queste definizioni purtroppo vengono spesso invertite, con poca cognizione di causa. Infatti il cambiamento climatico è naturale e c’è sempre stato: il clima della terra è sempre variato, a volte anche in modo drammatico come durante le glaciazioni. I cambiamenti pericolosi sono semmai quelli causati dalle attività umane,  come le emissioni ad effetto serra come l’anidride carbonica e il metano, principali imputati del riscaldamento globale. Il riscaldamento globale non c’è sempre stato e non è per nulla naturale.

Mi guardo con sorriso sornione la quieta, elegante valutazione delle repliche di Springwatch BBC e esco nel mio pezzetto di mondo a incoraggiare i germogli di zucca che occhieggiano incerti, a legare i pomodori esuberanti e a curiosare gli accenni di primavera tra qualche rovina. Queste sotto sono del bosco attorno alle rovine della cinquecentesca chiesa di Settefonti di Ozzano, trovate per caso tornando a casa oggi.

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04/2010

MELONE DELLA PASSIONE, FRUTTO “AFRODISIACO”… CON APPELLO PER LA CONSERVAZIONE!

Ieri degli amici ci hanno portato questa nuova prelibatezza, assolutamente naturale: melone della passione. Il nome è dovuto al fatto che si tratta di un incrocio naturale tra melone (Cucumis Melo) e frutto della passione o maracuya (Passiflora Antioquiensis).

Al contrario di molta frutta tropicale, questo esperimento è tutto italiano e la produzione è per ora concentrata in Sicilia ad opera di un imprenditore tedesco, Kurt Suckert, che utilizza solo metodi di coltivazione naturale, in particolare pare che utilizzi prevalentemente il metodo sinergico. Questo nuovo frutto è davvero ottimo sia al naturale che in centrifugato e sembra crescere particolarmente bene nell’isola. A parte la bontà, pare che abbia virtù afrodisiache tanto che la paura dei produttori è che la produzione finisca in breve nelle mani manipolatrici delle multinazionali farmaceutiche facendo la stessa brutta fine di stevia, cannabis, noce di cola e compagnia.

Un sistema contro il Sistema che ne limiterà o eviterà probabilmente la diffusione? Piantarne nei propri orti! Cresce in tutta Italia e pare essere piuttosto facile da coltivare. Una volta che sarà diffuso come il normale melone, non sarà possibile limitarne l’uso. Io sto già facendo seccare i semi, chi ne vuole  (ma mi raccomando: solo chi li ripianta davvero!!!) può richiederli da qui. Basta anche un balcone soleggiato e la promessa di diffondere i semi ottenuti a propria volta :D

Se invece vuoi gustare il frutto, qui l’elenco dei rivenditori italiani (aggiornato al mese scorso).

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4
03/2010

MARZO BALLERINO, MUFFIN CON CUORICINO

- Wow è uscito il sole, quindi si semina! eh? eh?
- No, guarda che il 5 nevica ancora..
- Ma allora quando semino??E’ tardissimo!
- Aprile.
- Aprileeee?
- Eh, almeno metà aprile da queste parti…
- Ma..ma… ma… ma io in pianura … a febbraio ero già in piena attività nell’orto!
- Eh, ma qui sull’Appennino è così.

Sconforto. Idee di serre. Qualche vaso sul balcone, coperto e protetto con plastica ma sarà sufficiente? Se nevica mi si riempie anche il balcone, avevo le stalattiti solo dieci giorni fa. E neve, che è arrivata oggi, un giorno in anticipo sulle previsioni dell’amica montanara, ma in perfetto orario con le previsioni del meteo satellitare. Sono un po’ stufa di tutto questo riposo forzato del montanaro, sig. Sole dei miei stivali-di-gomma-verde, si decida ad uscire… voglio seminareeeeee!

E quindi?

Quindi per ora patate nel bidone, come la Consy e qualcun altro sul forum. Ultime ordinazioni per i semi di stevia, se volete aggiungervi dovete seguire le istruzioni (NON scrivere a me, per carità, per pietà! Come da istruzioni, le iscrizioni le raccoglie la prode Annika).

Se siete più fortunati e soleggiati di me, le semine del mese di marzo le trovate qui. Oppure su questo libro qui, che sta continuando a raccogliere delle belle recensioni, inaspettate e gratuite (fenomeni rari in Italia, come sa chi si occupa di editoria), l’ultima delle quali su BravaCasa di Marzo, a pag. 26.
Come ha già notato qualcuno, le riviste natural-style invece mi ignorano bellamente, visto che parlo di coltivazione naturale. sarà un argomento out? Più semplice. Avendo quasi tutte anche una linea editoriale libraria propria da promuovere,  preferiscono parlare dei loro. E tant’é.
Volete che faccia anche un accenno agli amici-blogger? Lo faccio. Troverete recensioni/nomine di questo libro solo su cinque blog (NoiRisparmiamo, Crudismo, IlBraccino, Lemondora, greybear61), solo UNO si occupa di coltivazione di vegetali. E non mi venite a dire che dopo mesi non lo sapevano che era uscito il libro…altrimenti come si spiega che ben tre altri mi abbiano chiesto info su come pubblicare un libro?
A tal proposito: non lo so come si fa. Immagino scrivendo bene di argomenti interessanti che si conoscono concretamente ed essendo più simpatici di voi (linguaccia e pereppeppé con le cinque dita sul naso).

Nonostante questo silenzio tignoso degli amiciblogger ed espertoni del settore naturalbusiness, mi ha intervistata La Repubblica, chiedendomi un progettino per l’allestimento di un balcone invernale – con fotogalleria di un trapianto di ciclamini sul mio personale balcone  (madame, si sguarelli dal ridere!) e Vanity Fair non so ancora per quale numero. Sapete, vero, che gesto sto facendo ora agli amiciblogger tignosi di cui sopra, invece di pereppeppé? :D

Per addolcire gli animi tignosi consiglio i muffin super-soffici senza lievito. Sono piaciuti a Serena anche se quando è venuta lei mi ero dimenticata di ungere lo stampo e si sono appiccicati ai lati (fortuna che ne erano avanzati dal giorno prima, che figuraccia!). Che c’è da dire ancora sui muffin? Beh questi sono senza lievito, da un’idea di un paio di anni fa che funziona sempre ;) Ma se non vi piacciono alla banana, potete sostituirla con una bustina di cremor tartaro, la sofficità è assicurata ugualmente.

MUFFIN SOFFICISSIMI ALL’UVETTA, BANANA E COCCO SENZA LIEVITO Continua >>

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02/2010

Piccolo interludio felino

I gatti ci insegnano l’arte del prendersela con calma. Quindi, prima di riprendere la questione coop & c. che ha avuto notevoli risvolti e lunghe discussioni, piccola pausa per quella che – almeno quella – si può considerare una vittoria dei diritti degli animali contro l’ottusità di qualche umano. A presto!

Postato in al volo, Gatti & Co., Ma che Bel Paese, Ridendoci sopra... | 7 Commenti

6
01/2010

QUALCHE SEGNALAZIONE PER SEMENTI ANTICHE, RETE DEI SEMI RURALI E IDEE SUL FUTURO

Mi sono presa un po’ di tempo per riposarmi (poco), scrivere (tanto), pensare (troppo), programmare (discretamente) e guardare la neve che cade lasciando l’appennino sotto la sua morbida coperta bianca (esagerato). Ho messo qualche foto in coda al post… ditemi se non è giustificata l’assenza!

Riemergo con tanti progetti e la guida alla germinazione quasi terminata. Dalla prima parte si è originato un interessante numero di dubbi e informazioni che hanno fatto lievitare i tempi e le ricerche per il resto della guida. Qualcosa di molto interessante è già emerso dai commenti, che consiglio caldamente agli amici germinatori :)

Intanto, visto che gennaio pare portare sempre buoni propositi e voglia di fare, qualche segnalazione interessante su buoni propositi e cose da fare. Nell’ordine:

- 9 gennaio 2010 Appuntamento a Bologna alle 16.00 con la serie di incontri/conferenze: Decrescita o de-civilizzazione: una strategia di resistenza sociale per il decennio che viene (qui tutte le informazioni). Neve permettendo, penso di esserci.

- 8-12 gennaio 2010 il gruppo di “Orto sul balcone e per terra” che è quietamente ospitato su Promiseland (forum orti e giardini naturali) si appresta a piantare patate. Patate sul balcone? Eh sì, patate sul balcone. Patate nel bidone, nello specifico. Ognuno a casa sua ma tutti insieme, basta procurarsi un bidone e qualche patata, tutti i dettagli qui per riciclare il bidone e quali patate procurarsi. Io ci sono ma apprezzerei molto anche l’intervento di qualche altro coltivatore da bidone, tipo la Consy che in quanto a latitanza mi sta battendo. Per chi non ha particolare simpatia per Promiseland, si scoccia dei forum et similia, pubblicherò qualcosa anche qui. Certo che però tutti insieme e proprio un’altra cosa…

- sabato 16 gennaio 2010 Corso teorico – pratico per conservare i cibi attraverso la fermentazione a Genova (scarica qui la locandina)

- domenica 17 gennaio 2010 Mandillo dei semi – libera festa di libero scambio a Torriglia (GE). Mi piacerebbe tanto andarci ma in inverno è veramente dura… inoltre i mezzi non aiutano, abbiamo appena calcolato che ci vogliono 6 ore di viaggio. Se qualcuno è meno impedito di me, tutte le informazioni sono qui

- Le Casalinghe Bioallegre (questo nome mi fa sempre un po’ ridere, chissà perché mi porta alla mente una simpatica tipa con scopettone e cannino in bocca, invece sono delle tostissime eco-battagliere della pulizia domestica) e quella scatenata di Elle mi fanno sapere che è stato varato depuriamo.it – e io con il solito ritardo che mi contraddistingue passo parola :D Iniziativa molto molto carina, temo che a breve farò incetta di etichette per ornare i manufatti autoprodotti, dalle conserve agli sferruzzamenti (a proposito, ultimamente ho regalato manopole e guanti di maglia, sono stati molto apprezzati e se avessi avuto le etichette, chissà che figurone! alla prossima)

Infine, ecco qualche foto maldestra degli spettacolari paesaggi che ci circondano

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