02/2010
RISPOSTE DALLA COOP SULLA CARNE HALAL, MA QUI NESSUNO E’ FESSO
In seguito alla protesta partita da questo blog (sebbene Il Giornale e altra stampa l’abbiano attribuita all’Enpa – che in questa faccenda non ha mosso un dito, al contrario di AgireOra e LAV) sono giunte due risposte dalla Coop. Dueee? Io sapevo di una!
Nossignori. Due. Anzi tre.
La prima lettera è una risposta alla mia email e poche altre di soci che protestavano. Una risposta a cui mi pregio di rispondere di seguito e che vi rende partecipi di cosa ha risposto davvero la Coop prima di vedersi sommergere dalle proteste e far scrivere una bella letterina ufficiale dall’ufficio stampa (non che sia meglio della prima…), lettera che ha fatto il giro della rete. Al contrario della prima, che io possiedo e che non ha nemmeno la pappardella della riservatezza alla fine.
La seconda lettera è quella preconfezionata che hanno ricevuto più o meno tutti quelli che hanno protestato via mail. E’ più edulcorata, perché evidentemente il numero delle email ha sortito qualche effetto.
La terza, ma non in ordine cronologico, è quella che si è beccato il mio compagno. Ha scritto dicendo che recedevamo da soci e spiegando dettagliatamente il perché. Gli hanno risposto solo di riconsegnare le sue quattro tessere (una per regione) ai rispettivi punti in cui le aveva fatte. Ha risposto ironicamente se non poteva restituirle tutte insieme alla sede centrale o se era obbligato a comprarsi un carnet e spedirle in tutta Italia. Risposta: “Sì, il carnet è una buona idea”. Punto. Giuro, possiamo mostrare la mail.
Dopo di che, si sono accorti che non eravamo solo quattro gatti. E son cambiati i toni.
Ma, siccome la Coop si gloria di dire “la Coop sei tu” e poi mi tratta con sufficienza perché pensa che sono io da sola con i miei amici scemi, allora mi sento di rispondere alla prima mail che ha mandato, quella per i quattro gatti. Inoltre, siccome la comunicazione online è il mio mestiere, mi permetto anche di affermare con cognizione di causa che dal punto di vista della comunicazione questa email è un abominio di scarsissima professionalità. In verde la Coop, il resto sono miei commenti.
Gentile signora Grazia,
conoscete incipit peggiori? Ma chi sono io per la Coop, un’analfabeta che si confonderebbe se usassero il suo cognome? Una borgatara abituata a sentirsi chiamare “signora Grazia” dalla signora Pina sua vicina di casa? La donna a ore che gli pulisce la toilette e bisogna trattare con quella condiscendenza secondo loro dovuta a chi non è al loro livello culturale?
“Gentile signora + nome proprio” è rivoltante.
Un vero ufficio stampa dovrebbe conoscere quantomeno l’educazione, non dico addirittura il galateo che ormai è materia più morta del latino. Questo dà già il metro del resto che segue: zero professionalità, pessima comunicazione e non parliamo dei contenuti…
legittima la sua posizione ma altrettanto legittimo il comportamento di Coop (che poi lei può decidere evidentemente di apprezzare o meno).
Questa frase è un capolavoro di anti-comunicazione. Pensavo di scriverci un saggio ma sarebbe uno spreco inutile di carta perché è evidente anche a un bambino la follia di un ufficio stampa che scrive una cosa del genere a un cliente.
Con l’iniziativa lanciata a Roma Coop risponde alle richieste che arrivano da determinate comunità che vivono accanto a noi, mantenendo però la loro identità anche in materia di consumi alimentari.
Esattamente, motivo per il quale esistono negozi specializzati, ovvero Macellerie Halal, anche in prossimità della Coop Casilino. Non stavano morendo di fame, anzi, sembra invece che la Coop risponda semmai alle esigenze di ben altro business, brandendo però lo stendardo dell’integrazione per farcelo accettare. La invito alla lettura illuminante di questo articolo e le ripeto la domanda: che bisogno impellente e imprescindibile c’era di incentivare questo tipo di macellazione attraverso la grande distribuzione coop?
Le carni in questione rispettano tutti gli standard della filiera Coop -anche in materia di benessere animale – per garantire un alto livello di qualità, controlli e garanzie con la sola aggiunta di una certificazione religiosa.
Non è quello che affermano i vostri fornitori di carne halal, rintracciabili dall’articolo segnalato sopra. Uno in particolare afferma sul suo sito riguardo le loro certificazioni: “assicurano inoltre alla comunità musulmana e non, il rispetto delle regole previste dalla giurisprudenza islamica.“ Non, si badi bene, della UE o della giurisprudenza italiana.
La vostra “sola aggiunta di una certificazione religiosa” è un eufemismo per l’aggiunta di una pratica di macellazione cruenta che dovrebbe sparire invece di essere incentivata. Io, come socio, mi aspettavo QUESTO impegno da Coop, non il contrario. Non ha senso togliere la vendita di pellicce ma inserire la macellazione halal.
In quanto al “benessere animale”: la macellazione halal ha due vie. Prima via. Con stordimento preventivo: in quel caso l’animale, cosciente ma incapace di muoversi per alcuni minuti viene ferito con recisione della giugulare. Dopo pochi minuti si riprende e assiste, immobilizzato a forza, alla sua morte per dissanguamento lento, da una sola unica ferita, per un tempo che va da un’ora a un’ora e mezza. Seconda via: come sopra ma senza stordimento iniziale.
Mi rispieghi ora dov’è il “benessere animale” che citava.
Per quanto riguarda la corretta procedura di macellazione se è vero che si seguano i dettami di quella particolare comunità, Coop ha preteso e ottenuto che ci si adeguasse alla normativa europea modificando e rendendo meno cruenta la procedura (procedura che è comunque consentita dalla Ue).
Le ricordo che la UE ha autorizzato anche gli OGM, come mai la Coop va contro gli OGM ma si nasconde dietro i regolamenti UE che permettono il maltrattamento e la tortura degli animali? (Glielo dico io: Continua >>
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