SETTIMANA VEGETARIANA MONDIALE… IO CUCINO, E TU? :)

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10/2009

SETTIMANA VEGETARIANA MONDIALE… IO CUCINO, E TU? :)

Dall’ 1 al 7 Ottobre si festeggia la Settimana Vegetariana Mondiale. Quest’anno in conseguenza di traslochi, scarsa socializzazione (per ora) con altri attivisti del posto e un lavoro che mi farà soccombere se continua così, mi limito a una cena veg per amici non veg.

Volevo lasciare quest’idea per altri amici veg. Se non avete tempo di partecipare a sit in, banchetti e manifestazioni, fate un gesto piccolino, in proprio: invitate a pranzo o cena qualche amico non veg, fate del vostro meglio e lasciate qualche foglietto informativo (sul sito di AgireOra ne trovate parecchi, basta stamparli).

…E ecco a voi mio menu per la cena vegan della settimana vegetariana mondiale. I prodotti sono tutti locali e biologici, le brioche, i tortellini ecc. sono tutti fatti in casa (mi sto esercitando da un bel po’!)

Aperitivo (ancora da decidere, di frutta) con salatini misti ai semi di sesamo e coriandolo

Antipasti
Brioche tiepide con ripieno di tofu e olive
Crostoni con Paté vegan alle lenticchie

Primo
Tortellini di seitan ai funghi

Secondo
Peperoni ripieni al forno con patate arrosto
Assaggi di formaggi vegan con pane della pieve

Dolce
Bonet di cioccolato alle nocciole

Bevande: acqua del sindaco, birra di castagne

Mi aspetto di sentire DA TUTTI GLI AMICI NON VEG che questa settimana tenteranno di mangiare vegetariano almeno un giorno :D

E dagli amici non veg invitati a cena mi aspetto ovviamente lodi sperticate perché sono giorni che qui si mangiano solo tortellini per venir dietro ai miei esperimenti (lo dico subito così non dovete sentirvi in imbarazzo a farmi lodi sperticate).

Sì, farò delle foto.

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07/2009

ALFANO FOR PRESIDENT

Hi people.

Dopo qualcosa come 50 email in 10 giorni per ricordarmi che oggi c’è lo sciopero dei blog italiani contro il ddl Alfano che imbavaglierebbe la rete, me ne sono incredibilmente ricordata.

Ma io sono una raccomandata, quindi non mi interessa fare sciopero e sostenere una torma di blogger autoreferenziali che difendono i loro bloggettini italiani dopo essersi sempre sciacquati le balle di qualsiasi questione rilevante sulla libertà di stampa.

Dal punto di vista del mio minuscolo blog, infatti, che non è collegato e stimato e letto e citato a manetta da tutto il gotha autoreferenziale della lillipuziana rete italiana, me ne stracatafotto di Alfano e del suo ddl.

Io, su encomiabile esempio del mio stimatissimo Presidente del Consiglio, ho risolto da anni la faccenda piazzando i server alle Isole Cayman e andando pure a letto con il padrone della baracca. Quindi, qualora qualche sciroccato si rivolgesse alla Polizia Postale per oscurare Erbaviola, costoro dovrebbero fare formale richiesta al mio amante e semmai riuscire a parlare con i quattro indolenti tecnici indiani che lavorano sui miei server. Io con il mio perfetto inglese e tutte le pass, ci riesco solo saltuariamente e solo perché li pago.

Salvo un’irruzione dell’FBI, i suddetti sono già stati tutti istruiti a rispondere “Alfano for President” ad ogni richiesta della stimatissima Polizia, Magistratura, Cassazione, Tar e Banda Bardot.

Io sono della vecchia scuola, di chi faceva già i siti negli anni ’90: la rete vive sull’intelligenza di chi sa ridere in faccia ai buffoni.
Chi li prende sul serio è destinato a morire.

p.s.

aggiunta delle 15.30 : ho fatto un breve giro sui siti, soprattutto siti vegan che di solito parlano solo ed esclusivamente di ricette e animali maltrattati, anche quando vengono incitati a esprimersi su qualche problema attuale, notando questa volta una grande partecipazione allo sciopero. Non so se costoro si rendano conto che Alfano è lì anche per il loro essere sempre stati zitti, non essersi mai schierati, aver sempre taciuto ai tanti, tantissimi interventi sulla libertà di stampa. E ora, dopo anni passati a imburrare tortiere mentre la gente veniva manganellata a destra e manca, si fotografano con il bavaglio?!

Ma poi, vorrei sapere, a voi che vi frega? Vi censurano l’uso dello zucchero di canna nel tiramisù al tofu?!?!

Bravi, finalmente avete fatto qualcosa! :)

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05/2009

DA VEDERE: REPORT, Domenica 17 Maggio, 21.30 Rai3 “CARNE PER TUTTI”


Non esistono veg di queste dimensioni. Perché? ;)

So che tra i miei lettori ci sono tanti onnivori e alcuni li conosco di persona, amici che hanno fatto scelte diverse dalla mia e con cui permane un ottimo rapporto e reciproca comprensione. Proprio perché li conosco bene, so che alcuni a volte giocano allo struzzo e quando si parla della loro salute infilano la testolina sotto la sabbia.

Qui però non si tratta di eliminare totalmente la carne (anche se per la vostra salute sarebbe del tutto auspicabile) ma di sapere esattamente che scelte fare se proprio vi impuntate sul fatto che non se ne può fare a meno.

Insomma, amici onnivori: io vi voglio bene. Tanto. E vorrei avervi con me in salute ancora per tanto tempo. Quindi, se trovate un po’ di tempo, pochissimo, per registrare o guardare direttamente la puntata di Report di domenica, mi farete stare un po’ più tranquilla.

A chi mi chiede le ragioni delle mie di scelte, ho già spiegato sia quelle salutistiche che quelle animaliste. Mi chiedete, e io spiego. Ma non ho mai insistito perché smetteste di mangiare carne e non lo faccio nemmeno questa volta: credo che ci siano più possibilità di fare scelte etiche se ci si arriva da soli, senza qualcuno che martella continuamente per farle e che, secondo me, ottiene l’effetto contrario.
Vi chiedo di guardare questa puntata di Report, invece, perché vorrei che aveste gli strumenti e le conoscenze per fare delle scelte consapevoli, sapendo cosa c’è davvero nel vostro piatto, in tutti i piatti.

Guardate la puntata, per favore :D Grazie!

Un grande abbraccio a tutti!

Report, 17 maggio, ore 21.30, Rai 3 “Carne per tutti”

Di seguito il comunicato stampa della Redazione di Report:

In Italia siamo 60 milioni di abitanti e macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno, 4 milioni di bovini e 13 milioni di suini. Ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo. Con il resto s’intende quella carne che serve ad arrivare al centinaio di chili che ognuno di noi mangia. Stessi quantitativi si consumano in Europa e Stati uniti. Ma sul pianeta Terra vivono 6 miliardi e mezzo di persone, molti muoiono di fame, altri che la carne non possono permettersela la vorrebbero. Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, potremmo produrre carne per tutti? C’è chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell’intero parco auto del pianeta. Ancora: un chilo di carne di bovino ha consumato dieci volte il suo peso in cereali per essere prodotta – cereali che potrebbero sfamare molte più persone – e ha consumato 15.000 litri di acqua. Non basta. Più della metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, così come i ceppi di batteri resistenti agli antibiotici, ma aumentano anche le malattie umane da benessere come patologie coronariche, diabete, obesità che direttamente derivano da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano acque e terreni e non sappiamo più dove mettere. Anzi no, pur di non chiudere allevamenti, adesso in Veneto, Lombardia e Emilia Romagna la parola d’ordine è: pirogassificazione, ovvero fare energia elettrica con pollina e simili. Potere calorico ridicolo, efficienza economica nulla, inquinamento da fumi intollerabile, ma l’escamotage è stato equiparare la pollina all’energia solare ed eolica e quindi usufruire degli incentivi che pagano quattro volte il valore di mercato dell’elettricità ricavata da fonti rinnovabili!

La cosa paradossale è che meno costa produrre il cibo carne, con questo modello di allevamento industrializzato, più aumenta l’impatto sull’ambiente, così che l’agricoltura è la prima vittima di un paradigma economico che non regge più. Che fare?

Alcune soluzioni sono possibili. Vanno attuate subito, ma qualcosa già si muove.

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04/2009

INQUINAMENTO E ORTO SUL BALCONE

lattuga

Vaso con 10 cespi di lattuga verde e rossa. Con 3 vasi si fa l’insalata lattuga per un mese,
a rotazione per almeno 4 mesi estivi sugli stessi tre vasi

.
Da una discussione sorta dal post precedente, in cui si parlava di bilancio nutritivo e agricivismo, è partita una seconda discussione sui livelli di inquinamento a cui sarebbero sottoposti gli orti cittadini. Dico “sarebbero” perché i parametri sono molto ampi. Un conto è se prendiamo casa mia nel Parco del Ticino e paragoniamo il mio orto sinergico con il mio balcone “erbaviola style”. Un conto è se paragoniamo il mio balcone con quello del mio amico di Milano e un altro conto ancora è se paragoniamo il mio orto sinergico Parco del Ticino con l’orto della mia amica Enrica nella campagna anconetana (ohi ciao Enrica!). Ci scommetto che è meno inquinato l’orto di Enrica rispetto a tutti quelli citati. Ma ancora meno inquinato il balcone di Alessio sui monti dell’Occitania (Val D’Ols). E quindi? E quindi bisogna fare i conti con il proprio territorio, che si abbia un orto o un balcone. In alcuni casi vi dimostro si seguito che forse è meglio avere un bel terrazzo.

Poniamoci anche altre domande. Per un milanese che va al supermercato a comprare l’insalata, che è stata trasportata per 24 ore di autostrada su camion aperti, beccandosi tutte le polveri e le peggio schifezze da Reggio Calabria a Bolzano, è meno inquinata l’insalata del supermercato o quella del suo balcone?

Come dicevo in una risposta, l’uva coltivata su un terrazzo romano, per quanto incredibile, è sottoposta a meno veicoli di inquinamento atmosferico (e quindi depositi sui frutti) che non le uve coltivate nell’Oltrepò Pavese, rinomata zona di vini (di cui pochissimi, vergognosamente, in agricoltura almeno biologica). Ve lo dimostro subito, qui c’è la mappatura da satellite della concentrazione di polveri sottili in Italia: tra Piemonte e Veneto, tirando dentro la Pianura Padana, c’è da fare le valigie dopo aver visto la foto. Le contaminazioni da piombo sono nelle stesse zone, comunque trovate dati più precisi e aggiornati sui siti di Greenpeace e Legambiente (metà inquinamento da piombo è la loro goletta a gasolio. D’altra parte che Legambiente si faccia sponsorizzare dalla Fiat è già tutta una barzelletta, ma vabbé).

Molte persone che vivono in città pensano che non sia salutare avere un orto e soprattutto cibarsi di verdure coltivate in un posto considerato ad alto tasso di inquinamento. Nella realtà dei fatti, invece, le verdure, la frutta e le erbe coltivate in un orto cittadino possono essere tanto buone quanto quelle coltivate in un orto immerso nel verde della campagna.
Il sospetto di molti è che le particelle inquinanti presenti nell’aria, le famigerate “polveri sottili” si vadano a depositare sui loro ortaggi, rendendoli potenzialmente dannosi per la propria salute. In realtà queste polveri viaggiano a un’altezza piuttosto bassa e si diffondono in un’area delimitata prima di posarsi, indicativamente tra i 20 e i 50 metri dall’emettitore. In realtà solo chi abita a piano terra verso una strada trafficata ha delle ragioni serie di preoccupazione verso la coltivazione di verdure sul suo balcone. Già un balcone a piano terreno ma affacciato su un cortile interno, non ha questo problema di deposito delle polveri.
Per i pochi casi di balconi e terrazzi a piano terreno e affacciati su una strada trafficata, è consigliabile l’uso di TNT, Tessuto Non Tessuto, per coprire le coltivazioni, poi un buon lavaggio prima di utilizzarle, che vale per tutti. Per il piombo invece si può fare ben poco, sia per balconi che per orti a terra. Si possono però stoppare le centrali che ci portano queste schifezze, firmate la petizione sotto, grazie!

Se il vostro balcone è a più di 50 m in linea d’aria da una strada trafficata, non avete ragione di preoccuparvi particolarmente di un massiccio inquinamento del terreno e delle piante che coltivate: non è molto diverso dall’inquinamento che subisce un orto di campagna nei pressi di un centro abitato. Anzi, restando in questi parametri il vostro orto sarà più ‘pulito’ di tanti di quei tristi e decisamente inquinati orti a ridosso delle strade statali.

Una buona pratica, per chi coltiva un orto in città, è di aggiungere del buon compost al terriccio e rinnovarlo spesso. Rinnovare il terriccio di coltivazione ha due scopi. Il primo è diluire il più possibile eventuali agenti inquinanti che si siano depositati, tramite l’aggiunta di nuovo materiale organico. Il secondo è l’azione chimica di rinnovamento del terriccio, che porta un maggiore nutrimento alle piante e di conseguenza una maggiore resistenza alle aggressioni esterne.

A fornire maggiori problemi sono però le aree industriali.
La vicinanza di grandi aziende, specialmente se responsabili di inquinamento dell’ambiente, deve purtroppo limitare la coltivazione sul balcone, in favore di pratiche alternative (germogliatore, idrocoltura, coltivazione in bidoni coperti ecc.).
Sebbene ormai le grandi aziende non siano più localizzate nelle immediate vicinanze delle abitazioni, esiste ancora qualche caso di infelice convivenza. Se il vostro balcone è nel raggio di un paio di km da grandi fabbriche, raffinerie, acciaierie e aziende chimiche in genere, è meglio essere cauti.

In ogni caso, basta informarsi presso l’ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione del Territorio, presente in ogni regione italiana e chiedendo di visionare le rilevazioni relative alla vostra zona. Un’altra strada è poi quella di chiedere a associazioni che si battono per la difesa dell’ambiente e che effettuano rilevazioni periodiche, come Legambiente, lo stato della vostra zona.

Detto questo, colgo l’occasione per ricordare che io sostengo fortemente la lotta contro la Centrale della Morsella, quindi che gli abitanti della Lomellina e tutti gli italiani si diano una svegliata a firmare la petizione (banchetti a tutte le manifestazioni di Vigevano e dintorni e nei negozi sostenitori; il mercoledì sera presso l’associazione Vigevano Sostenibile, oppure ONLINE qui* ) perché se questa centrale entra in funzione, io faccio i bagagli e vado a vivere in Olanda.
E questa volta sto dicendo proprio sul serio.
E guardate che per ripicca scriverò solo in olandese, quindi vi voglio vedere a chiedermi cosa mettere sul pesco con la bolla! Ik ben het leren van Nederlands, wees voorzichtig!

Notuncole:
* firmi la petizione, quando compare la finestra di pagamento torni indietro o navighi altrove: se guardi nella lista dei firmatari compari anche tu, senza pagare. Ci ho messo un po’ a capirlo, ma è così :)
** Sto già imparando l’olandese, occhio!

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04/2009

RICERCA URGENTE DI STALLI, PAPPE, TRASPORTINI, GABBIE, COPERTE

Mi sembra inutile dire che mi ha colpito l’ondata di dolore scaturita da quelle macerie.

A quanto pare, i soccorsi per gli umani stanno funzionando, grazie anche alla quantità di volontari che come sempre in questo Paese si muovono. Italiani, brava gente. Accanto agli umani e alle loro tragedie, esiste però anche la tragedia degli animali domestici. E dei loro amici umani.
Non è il momento e il luogo per la retorica dei buoni sentimenti e, obiettivamente, da centinaia di km penserete che si può fare ben poco a parte partecipare emotivamente e mettere mano al portafogli.

Sbagliato.

Pensate di aver perso la vostra casa e di non sapere come fare con i vostri animali. Guardate un attimo negli occhi il vostro cane e pensate a cosa passerebbe in un momento del genere.
Pensate di aver perso tutto, che la vostra casa non ci sia più e dover perdere anche lui perché non è possibile tenerlo in un accampamento o trovargli una pappa.
E se qualcuno ve lo ospitasse per qualche tempo? non sarebbe grandioso?

Noi che siamo a km di distanza possiamo fare qualcosa di concreto:

OFFRIRE UNO STALLO MOMENTANEO A UN ANIMALE DOMESTICO. (Anche adozioni, ma si cercano principalmente stalli). Avete un giardino o un cortile o una casa che può accogliere momentaneamente un cane o un gatto con abitudini domestiche? Potete dare uno stallo a animali esotici, cavie e rettili?
Per il trasporto si organizzeranno i volontari, se non potete andarli a prendere non c’è problema, si stanno organizzando delle staffette per trasportarli.
Per gli stalli e le staffette pro-stalli contattare:

  • Emanuela
  • Raffaella 346.1423036
  • Stefania 329.8606542
  • LAV Roma 06/4461325

AIUTARE LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO che si stanno già muovendo sul posto: aiutare con DENARO ma anche con PAPPE, COPERTE, TRASPORTINI, GABBIE e tutto quanto non serve più ai vostri amici a quattro zampe. Ecco chi è già entrato in azione:

POLIZIA ECOZOOFILA: domani 2 automezzi riceveranno il permesso di arrivare a l’Aquila rispettivamente da Roma e da Teramo per portare generi di prima necessità per gli animali e ritirare gli animali più bisognosi.
C’è bisogno di medicinali, disponibilità per staffette, viveri, disponibilità volontari a recarsi sul posto nelle prossime settimane per aiutare, DISPONIBILITà PER STALLI E ADOZIONI. Le disponibilità vanno inviate alle email di seguito, lasciando anche un numero di telefono per essere ricontattati:

  • Raccolta medicinali uso veterinario: abruzzoraccoltamedicinali@poliziaecozoofila.info
  • Donazioni solidarietà: abruzzosolidarieta@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità staffette trasporto animali: abruzzostaffette@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità invio viveri: abruzzoviveri@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità volontari sul posto: abruzzovolontari@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità adozioni: abruzzoadozioni@poliziaecozoofila.info

ENPA – L’Ente Nazionale Protezione Animali sta supportando il lavoro dell’Asl Veterinaria dell’Aquila per il soccorso, il recupero, l’assistenza e il mantenimento degli animali da reddito e da compagnia. Come segnalatoci dall’Asl dell’Aquila, le esigenze principali riguardano la disponibilità di cibo, trasportini, fieno e gabbie. In queste ore l’Enpa ha allestito a Sulmona un centro di raccolta dove far confluire gli aiuti per gli animali evitando il rischio di blocchi e problemi di viabilità. L’indirizzo del centro è il seguente:
Ente Nazionale Protezione Animali Onlus
Centro Operativo Raccolta Aiuti per Animali

C/o Ambiente – Viale dell’Industria,30 – 67039 Sulmona (AQ)
Per aiuti economici:

Conto corrente postale n. 95664553
Iban IT 58 D 07601 01400 000095664553
intestato a: Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali
Causale: Emergenza animali terremoto Abruzzo
Presso la sede centrale della Protezione Animali sono stati attivati la linea telefonica 331.6374823 e l’indirizzo mail terremotoabruzzo@enpa.org da contattare per l’invio di aiuti e ogni eventuale ulteriore informazione.

AGIREORA.org: Jlenia segnala che sta organizzando la raccolta di pappe, coperte, trasportini da portare ai canili sul posto perché presto saranno anche senza cibo e gli ospiti andranno probabilmente trasportati altrove: Jlenia – 328/7757508 – animalistanata@libero.it

CHILIAMACISEGUA.org – http://www.chiliamacisegua.org
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona, cercano stalli nelle zone limitrofe Riferimento: emergenza@chiliamacisegua.org

Associazione Canili Lazio – http://www.associazionecanililazio.it
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona
Riferimento: mcsalvucci@tiscalinet.it

Rapid Dogs Rescue – http://www.rapiddogsrescue.com
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona
Riferimento: emergenza.abruzzo@rapiddogsrescue.com

Associazione Animali Esotici Onlus – http://www.aaeconigli.it – http://www.aaecavie.it
Offrono disponibilità per animali esotici e cavie
Riferimento: laura@aaeconigli.it

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