RISPOSTE DALLA COOP SULLA CARNE HALAL, MA QUI NESSUNO E’ FESSO

12
02/2010

RISPOSTE DALLA COOP SULLA CARNE HALAL, MA QUI NESSUNO E’ FESSO

In seguito alla protesta partita da questo blog (sebbene Il Giornale e altra stampa l’abbiano attribuita all’Enpa – che in questa faccenda non ha mosso un dito, al contrario di AgireOra e LAV) sono giunte due risposte dalla Coop. Dueee? Io sapevo di una!

Nossignori. Due. Anzi tre.

La prima lettera è una risposta alla mia email e poche altre di soci che protestavano. Una risposta a cui mi pregio di rispondere di seguito e che vi rende partecipi di cosa ha risposto davvero la Coop prima di vedersi sommergere dalle proteste e far scrivere una bella letterina ufficiale dall’ufficio stampa (non che sia meglio della prima…), lettera che ha fatto il giro della rete. Al contrario della prima, che io possiedo e che non ha nemmeno la pappardella della riservatezza alla fine.

La seconda lettera è quella preconfezionata che hanno ricevuto più o meno tutti quelli che hanno protestato via mail. E’ più edulcorata, perché evidentemente il numero delle email ha sortito qualche effetto.

La terza, ma non in ordine cronologico, è quella che si è beccato il mio compagno. Ha scritto dicendo che recedevamo da soci e spiegando dettagliatamente il perché. Gli hanno risposto solo di riconsegnare le sue quattro tessere (una per regione) ai rispettivi punti in cui le aveva fatte. Ha risposto ironicamente se non poteva restituirle tutte insieme alla sede centrale o se era obbligato a comprarsi un carnet e spedirle in tutta Italia. Risposta: “Sì, il carnet è una buona idea”. Punto. Giuro, possiamo mostrare la mail.

Dopo di che, si sono accorti che non eravamo solo quattro gatti. E son cambiati i toni.

Ma, siccome la Coop si gloria di dire “la Coop sei tu” e poi mi tratta con sufficienza perché pensa che sono io da sola con i miei amici scemi, allora mi sento di rispondere alla prima mail che ha mandato, quella per i quattro gatti. Inoltre, siccome la comunicazione online è il mio mestiere, mi permetto anche di affermare con cognizione di causa che dal punto di vista della comunicazione questa email è un abominio di scarsissima professionalità. In verde la Coop, il resto sono miei commenti.

Gentile signora Grazia,

conoscete incipit peggiori? Ma chi sono io per la Coop, un’analfabeta che si confonderebbe se usassero il suo cognome? Una borgatara abituata a sentirsi chiamare “signora Grazia” dalla signora Pina sua vicina di casa? La donna a ore che gli pulisce la toilette e bisogna trattare con quella condiscendenza secondo loro dovuta a chi non è al loro livello culturale?
“Gentile signora + nome proprio” è rivoltante.
Un vero ufficio stampa dovrebbe conoscere quantomeno l’educazione, non dico addirittura il galateo che ormai è materia più morta del latino. Questo dà già il metro del resto che segue: zero professionalità, pessima comunicazione e non parliamo dei contenuti…

legittima la sua posizione ma altrettanto legittimo il comportamento di Coop (che poi lei può decidere evidentemente di apprezzare o meno).

Questa frase è un capolavoro di anti-comunicazione. Pensavo di scriverci un saggio ma sarebbe uno spreco inutile di carta  perché è evidente anche a un bambino la follia di un ufficio stampa che scrive una cosa del genere a un cliente.

Con l’iniziativa lanciata a Roma Coop risponde alle richieste che arrivano da determinate comunità che vivono accanto a noi, mantenendo però la loro identità anche in materia di consumi alimentari.

Esattamente, motivo per il quale esistono negozi specializzati, ovvero Macellerie Halal, anche in prossimità della Coop Casilino. Non stavano morendo di fame, anzi, sembra invece che la Coop risponda semmai alle esigenze di ben altro business, brandendo però lo stendardo dell’integrazione per farcelo accettare. La invito alla lettura illuminante di questo articolo e le ripeto la domanda: che bisogno impellente e imprescindibile c’era di incentivare questo tipo di macellazione attraverso la grande distribuzione coop?

Le carni in questione rispettano tutti gli standard della filiera Coop -anche in materia di benessere animale – per garantire un alto livello di qualità, controlli e garanzie con la sola aggiunta di una certificazione religiosa.

Non è quello che affermano i vostri fornitori di carne halal, rintracciabili dall’articolo segnalato sopra. Uno in particolare afferma sul suo sito riguardo le loro certificazioni: “assicurano inoltre alla comunità musulmana e non, il rispetto delle regole previste dalla giurisprudenza islamica.“  Non, si badi bene, della UE o della giurisprudenza italiana.

La vostra “sola aggiunta di una certificazione religiosa” è un eufemismo per l’aggiunta di una pratica di macellazione cruenta che dovrebbe sparire invece di essere incentivata. Io, come socio, mi aspettavo QUESTO impegno da Coop, non il contrario. Non ha senso togliere la vendita di pellicce ma inserire la macellazione halal.

In quanto al “benessere animale”: la macellazione halal ha due vie. Prima via. Con stordimento preventivo: in quel caso l’animale, cosciente ma incapace di muoversi per alcuni minuti viene ferito con recisione della giugulare. Dopo pochi minuti si riprende e assiste, immobilizzato a forza, alla sua morte per dissanguamento lento, da una sola unica ferita, per un tempo che va da un’ora a un’ora e mezza. Seconda via: come sopra ma senza stordimento iniziale.

Mi rispieghi ora dov’è il “benessere animale” che citava.

Per quanto riguarda la corretta procedura di macellazione se è vero che si seguano i dettami di quella particolare comunità, Coop ha preteso e ottenuto che ci si adeguasse alla normativa europea modificando e rendendo meno cruenta la procedura (procedura che è comunque consentita dalla Ue).

Le ricordo che la UE ha autorizzato anche gli OGM, come mai la Coop va contro gli OGM ma si nasconde dietro i regolamenti UE che permettono il maltrattamento e la tortura degli animali? (Glielo dico io: Continua >>

Postato in Appelli, Boicottaggi, Giorno per giorno, Ma che Bel Paese, Pro consumatori, Vita da veg* | 37 Commenti

8
02/2010

LA COOP PROMUOVE LA TORTURA DEGLI ANIMALI

Sarò brevissima perché sono veramente adirata.

Oggi stesso riconsegno la tessera, anzi LE tessere (Coop Reno, Coop Lombardia) alla Coop e mi rifiuto di essere nominata nei loro elenchi di soci. Non comprerò più alla Coop e se ci posso riuscire io da un paesino di montagna in cui i negozi sono quasi del tutto spariti, possono riuscirci tutti. Contro questa barbarie, bisogna protestare con l’unica cosa che interessa a questi signori: i soldi. I miei e quelli della mia famiglia non li avranno più.

Il motivo: a Roma la Coop, senza chiedere opinioni ai soci Coop, ha aperto una macelleria halal dentro al supermercato del quartiere multietnico di via Casilina. La prima macelleria halal, ci informano, perché altre ne seguiranno.

Sapete come funziona la macellazione halal? Una barbarie, una lunga tortura sugli animali che in Italia era sparita ed è poi stata riammessa con un decreto del 1980?

L’animale sano viene portato al macello dove, invece dello stordimento e uccisione senza sofferenza, viene sgozzato con un taglio netto alla giugulare. Deve morire “cosciente e per dissanguamento”, questo prescrive la legge musulmana. Un vitello, mi informa un veterinario, può impiegarci un’ora a morire dissanguato. Un manzo può impiegarci un’ora e mezza, anche due, durante la quale è perfettamente cosciente. Ma non è tutto. Se per caso l’addetto alla macellazione halal sbaglia la mira o fa un taglio poco profondo, non è possibile intervenire con un secondo taglio, perché non sarebbe più carne halal quindi in alcuni casi l’animale viene lasciato agonizzare per più tempo. Dio, a quanto pare, desidera che i manzi muoiano dissanguati. (Su youtube ci sono video della macellazione halal, qui trovate altri dettagli in fondo alla voce ‘macellazione religiosa’: http://it.wikipedia.org/wiki/Macellazione)

La Coop non ha mai risposto alle richieste di sei milioni di vegetariani italiani e di diverse associazioni che chiedevano di incrementare i prodotti a base di soia e seitan, che non richiedono nessuna crudeltà sugli animali e sono utili anche a consumatori intolleranti al lattosio, diabetici, ipertesi, obesi, colesterolemici ecc.  Da anni e solo in alcune Coop, non in tutte, si trovano una confezione di tofu al sapore di gomma per cancellare e una confezione di seitan utile solo per fare suole da scarpe. Solo una marca, solo due pacchettini, a discrezione del buyer latticini di quel singolo supermercato.

Però, come farsi mancare una macelleria halal? Potevamo forse vivere senza? Potevamo forse esimerci dall’avvallare questo metodo barbaro di sofferenza inflitto nel nome della religione? I signori della Coop sono quindi convinti che  agnelli e manzi devono morire dissanguati tra pene enormi solo perché a loro piace la parola ‘multietnico’?

Cari signori della Coop, ‘multietnico’ non significa importare la barbarie e l’inciviltà, non significa far morire degli animali dissanguati in una lunga agonia in nome di una religione. Multietnico significa semmai che il meglio della mia civiltà si unisce al meglio di altre civiltà.  Questa è barbarie, VERGOGNA COOP, VERGOGNA! Invece di insegnare la civiltà, insegnate la vivisezione e la tortura!

Io non sono più socia Coop, vado a spedire la raccomandata di recesso. Dovrebbe farlo chiunque si considera una persona civile e magari prima che comincino a vendere i kit per l’infibulazione di fianco alle pile!

Postato in Appelli, Boicottaggi, Giorno per giorno, Ma che Bel Paese, Pro consumatori, Stili di vita INsostenibili | 99 Commenti

6
11/2009

INFLUENZA TERRORISTICA E MARMELLATA DI MARRONI n.1

Ebbene sì. Questa settimana sono stata preda dell’influenza, colpita e affondata. E’ cominciato tutto improvvisamente, stavo lavorando tranquilla quando mi sono trovata con i piedi ghiacciati, le mani tremolanti e brividi ovunque. Con la testa già imballata nella bambagia, tipico sintomo influenzale, ho avvisato la mia metà che spegnevo il mac per sopravvenuti motivi di forza maggiore: o c’era uno gnomo che agitava le acque dentro il mio monitor, oppure avevo una febbre niente male.

L’ho comunicato però con mooolta cautela. Tipo “mmmhhh non mi sento molto bene, mi sa che per oggi stacco“. Niente da fare, l’utente della stampa italiana ha drizzato le antenne, sfoderato il radar e si è subito fatto prendere dal panico, la prima reazione consolatoria e rassicurante è stata “Oggi ne sono morti cinque!“. Ah, ecco mi ci voleva…
Seguita da “andiamo subito all’ospedale!“.
No, guarda, vado sul divano con il copertino e i gatti, è sufficiente. sto già meglio.
Ma non l’ho convinto.

Ho rifiutato la sua proposta per tre giorni (un mantra a scadenza oraria) “chiamiamo il medico, l’ambulanza, andiamo subito al pronto soccorso! Ora ti porto io al pronto soccorso“. Ogni volta si è calmato solo prospettandogli l’idea di quante altre malattie potevo prendere entrando in un pronto soccorso. E di quante poteva prenderne lui.

Però non voglio fare la super-donna: sono riusciti a farmi paura e questo mi fa veramente adirare. Appena ho realizzato i sintomi e visto che la febbre saliva ho consultato il foglietto informativo sull’influenza che ho preso all’USL quando sono andata a iscrivermi per il medico di base, così alla voce ’sintomi’ leggo:

- febbre oltre i 38 gradi. Ce l’ho ma con beneficio di inventario, abbiamo perso le istruzioni del termometro elettronico e nessuno ricorda se vanno aggiunti o tolti 0.5 gradi. Comunque segnando 38.5 non fa molta differenza.
- Febbre che insorge bruscamente. Esatto, è lei, 10 minuti prima stavo benissimo.
- Dolori muscolari. Sì. In alternativa mi sono dimenticata di aver giocato a rugby con la nazionale inglese.
- Uno di questi tre sintomi: mal di gola (ce l’ho, faccio fatica a deglutire l’acqua), tosse (anche ma poca), naso che cola (no).
- Si accompagna anche a mal di testa (sì) senso di nausea (sì parecchio) e vomito (no, santo cielo, almeno questo no!).

7 sintomi su 9. Portatemi carta e penna che scrivo le ultime volontà.

Ormai in preda al panico, testa in fiamme e arti ghiacciati, ho consultato il sito dell’USL di Bologna alla pagina informativa sull’influenza A H1N1 che mi ha tranquillizzata “ L’influenza A H1N1 si conferma, quindi, come una normale influenza stagionale da cui si guarisce senza gravi conseguenze tranne casi eccezionali (l’uno per mille), pur continuando a dimostrare una grande capacità di diffusione.”
Ok, ottimo. E’ solo una cavolo di banale influenza stagionale. Sono vegana, mangio solo cibo sano, rarissime eccezioni, ho una salute di ferro, non sono debilitata e non ho altre malattie in corso. E’ solo una semplice, banalissima influenza stagionale.

Sono stata spedita a letto imbacuccata come Eduardo De Filippo in “Natale in casa Cupiello”. Con tanto di scialle e sciarpa. Continuando a tremare nonostante piumoni e coperte ho rifatto l’inventario dei sintomi almeno venti volte, mi sono ripetuta che non bisogna chiamare il medico se non dopo almeno tre giorni di febbre e ascoltato con pazienza (ma friggendo dentro) le notizie sulla conta dei morti per influenza in tutto il mondo che mi riportava la mia terroristica metà. (Adesso che sto meglio penso che lo convincerò a mandare il curriculum alle aziende farmaceutiche e ai giornali, secondo me ha una brillante carriera che lo aspetta.)

I giornali mi rovinano. Mi hanno terrorizzata, ci sono riusciti. Hanno vinto. Io, quella che si crede una mente critica, un consumatore consapevole, una al di fuori della mischia di mode e allarmismi preconfezionati.

Con la mente obnubilata dalla febbre, ogni caso riportato dalla stampa sembrava identico al mio. L’altro ieri, in mezzo a una scarica di brividi di freddo mentre mi andava a fuoco la testa, ho pensato che alla fine potevo anche fare il cavolo di vaccino, anche se prima lo ritenevo una cosa poco chiara e olezzante imbroglio da kilometri… alla fine sto tremando come una foglia sotto due piumoni, due maglioni, una maglietta e due pashmina, tre paia di calze, ho freddo e la febbre si alza, cavolo, cavolo, cavolo! Sono sopravvissuta a profilassi antimalariche, vaccinazioni per colera, febbre gialla, tifo, sopravviverò anche alla cavolo di vaccinazione per la A/H1N1, cosa sarà mai! Datemi una vaccinazioneeeeeeeee!!!!! Chiamate subito l’ambulanza, portatemi all’ospedale (chiamate anche un’unità coronarica per la mia metà), vaccinatemi, spungolatemi e iniettatemi tutto quello che volete ma non fatemi morireeeee!

Fortunatamente stamattina mi sono alzata senza più sintomi, solo un lieve ricordo di mal di gola. Sono bastate alcune aspirine, qualche tisana, fermenti lattici, giorni di caldo piumone e assistenza infermieristica specializzata a cura di Mako e Kiki. Niente antibiotici e vaccini. Ovviamente, voi seguite il vostro medico, non me.

Però sono veramente scocciata perché sono riusciti a terrorizzarmi davvero. Era una banale influenza, probabilmente nemmeno la A/H1N1, oppure lei ma su un fisico sano e vegan che l’ha annientata. E’ il lavaggio del cervello che mi preoccupa di più, mi sento come se fossi stata battuta a Risiko da Mako.

La notizia positiva è che in questi giorni mi ha risollevato il morale la marmellata di marroni o crema di marroni che dir si voglia: l’ho fatta giusto pochi giorni fa e durante l’influenza è stata più o meno l’unica cosa che mi è andata giù, fredda da frigo. La ricetta la posto di seguito, invece la vera marmellata di marroni, anzi di maroni, la n.1, è quella che ci sta facendo la stampa con questa storia gonfiata e pompata dell’influenza suina.

L’altra notizia positiva è che sono stata coccolata per giorni, e la mia metà si è prodigato anche ai fornelli.

Postato in Boicottaggi, Giorno per giorno, Ma che Bel Paese, Pro consumatori, Vita da veg* | 18 Commenti

25
07/2009

PUBBLICITA’ DI UNA CRUDELTA’ INAUDITA

Sono rimasta allucinata davanti a questa pubblicità, di una crudeltà inaudita. Qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=YXDNW29Tqag
Il prodotto è il Tonno Nostromo. Ci sono i tonni che fanno il funerale a un altro tonno, arriva un imbecille con in mano una scatoletta di tonno Nostromo mentre se la mangia e con la bocca piena (nota!) gli dice “Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” e ne mangia un altro boccone. 0____0

Il claim è stato costruito per indicare che quella marca è la migliore e si basa sul gioco di parole con il luogo comune “Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”, ma quello che ne risulta è un messaggio che non è solo diseducativo dal punto di vista animalista, ma rasenta il cannibalismo perché i tonni in questo video non sono tonni veri ma rappresentazioni antropomorfe, vengono personalizzati e poi …mangiati!

Della serie: per quanto possa riconoscerti come essere vivente e persino dotato di intelletto e sentimenti, ti mangio perché sono un figo lercione vestito da capitan findus dei poveri.
Qui siamo ben oltre il maiale sorridente sul logo del salumificio!

Io ho già inviato una email di protesta a mailbox@tonnonostromo.it ma si può fare anche compilando il form sul loro sito: http://www.tonnonostromo.it/contatti.shtml

E qui ci sono anche i contatti dell’agenzia pubblicitaria che ha avuto questa idea crudele e il direttore che l’ha anche approvata

Rettifica

Purtroppo sono caduta in errore segnalando YouMark come l’agenzia pubblicitaria che ha creato la pubblicità in oggetto. Qualcuno di YouMark, mi fa notare invece in un delirante messaggio pieno di maiuscole una non meglio identificata ML, “si occupa di marketing, media e comunicazione” – immagino con quale successo visto che non si capisce cosa fanno nemmeno dal loro sito – e non di creare campagne pubblicitarie. La campagna del tonno nostromo non l’hanno fatta loro, non scrivetegli per questo.

Rettifica in fieri

Intanto che scrivevo la rettifica qui sopra, mi ha scritto nientemeno che “IL DIRETTORE DI YOUMARK” (proprio così, tutto maiuscolo. Pensa se mi scriveva il Presidente del Consiglio, dovevo comprare un monitor 40 pollici), che però ha la mail di alice.it- Visto inoltre il tono da osteria dell’email, immagino che sia solo il mio amico Nicola Gogoli che mi prende per i fondelli mentre si fa due dita di lambrusco. Ma io ho fatto la rettifica lo stesso perché sono una persona seria.

Se poi qualcuno riesce a capire chi ha creato questa meraviglia di pubblicità… grazie ;)

Postato in Boicottaggi, Stili di vita INsostenibili, al volo | 23 Commenti

14
07/2009

ALFANO FOR PRESIDENT

Hi people.

Dopo qualcosa come 50 email in 10 giorni per ricordarmi che oggi c’è lo sciopero dei blog italiani contro il ddl Alfano che imbavaglierebbe la rete, me ne sono incredibilmente ricordata.

Ma io sono una raccomandata, quindi non mi interessa fare sciopero e sostenere una torma di blogger autoreferenziali che difendono i loro bloggettini italiani dopo essersi sempre sciacquati le balle di qualsiasi questione rilevante sulla libertà di stampa.

Dal punto di vista del mio minuscolo blog, infatti, che non è collegato e stimato e letto e citato a manetta da tutto il gotha autoreferenziale della lillipuziana rete italiana, me ne stracatafotto di Alfano e del suo ddl.

Io, su encomiabile esempio del mio stimatissimo Presidente del Consiglio, ho risolto da anni la faccenda piazzando i server alle Isole Cayman e andando pure a letto con il padrone della baracca. Quindi, qualora qualche sciroccato si rivolgesse alla Polizia Postale per oscurare Erbaviola, costoro dovrebbero fare formale richiesta al mio amante e semmai riuscire a parlare con i quattro indolenti tecnici indiani che lavorano sui miei server. Io con il mio perfetto inglese e tutte le pass, ci riesco solo saltuariamente e solo perché li pago.

Salvo un’irruzione dell’FBI, i suddetti sono già stati tutti istruiti a rispondere “Alfano for President” ad ogni richiesta della stimatissima Polizia, Magistratura, Cassazione, Tar e Banda Bardot.

Io sono della vecchia scuola, di chi faceva già i siti negli anni ‘90: la rete vive sull’intelligenza di chi sa ridere in faccia ai buffoni.
Chi li prende sul serio è destinato a morire.

p.s.

aggiunta delle 15.30 : ho fatto un breve giro sui siti, soprattutto siti vegan che di solito parlano solo ed esclusivamente di ricette e animali maltrattati, anche quando vengono incitati a esprimersi su qualche problema attuale, notando questa volta una grande partecipazione allo sciopero. Non so se costoro si rendano conto che Alfano è lì anche per il loro essere sempre stati zitti, non essersi mai schierati, aver sempre taciuto ai tanti, tantissimi interventi sulla libertà di stampa. E ora, dopo anni passati a imburrare tortiere mentre la gente veniva manganellata a destra e manca, si fotografano con il bavaglio?!

Ma poi, vorrei sapere, a voi che vi frega? Vi censurano l’uso dello zucchero di canna nel tiramisù al tofu?!?!

Bravi, finalmente avete fatto qualcosa! :)

Postato in Appelli, Boicottaggi, Ma che Bel Paese | 9 Commenti

  • Calendario

  • March 2010
    M T W T F S S
    « Feb    
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  
    Mappa MondoNuovo