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Conferenze & corsi

grazia cacciola salone del libro di torino 2014 casa cookbook
Conferenze & corsi

Di ritorno dal Salone del Libro 2014 e ringraziamenti

Dopo tanto lavoro e preparativi, dopo la bellissima giornata, è tempo di ringraziamenti.
Un grazie di cuore a tutte le belle persone intervenute, soprattutto a chi ha trovato i posti esauriti e si è adattato per terra o in piedi per un’ora, a chi ha assaggiato senza saperne nulla di cucina vegan e ha gioito entusiasta, a chi si è rassegnato agli assaggi terminati e sta comunque provando a casa a ripetere le ricette, a chi mi ha scritto la sera stessa che adesso è convinto di passare a vegan perché sarà facilissimo con i formaggi vegetali e a chi mi ha scritto email bellissime dopo lo showcooking o la chiacchierata allo stand (sto rispondendo a tutti, sono tornata stanotte!). Grazie a chi ha apprezzato la crema di formaggio messicana, il gouda vegetale, la ricotta vegan, la formaggella ai semi di lino e finocchietto selvatico e mi ha fatto avere le sue impressioni, compreso il critico del Gambero Rosso che ha esclamato “Il formaggio di soia è buonissimo!“. Sono soddisfazioni! (Era il mio gouda vegetale). Continue Reading

corso formaggi vegan erbaviola
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CORSO DI AUTOPRODUZIONE FORMAGGI VEGAN

Si tratta di un corso con scopi benefici, l’intero ricavato va alla LAV, sezione Valdinievole, che è anche l’organizzatore dell’evento. I mitici ragazzi della LAV non solo sono riusciti a organizzare tutto alla perfezione, ma addirittura a offrire corso+apericena biovegan a soli 15 euro, a Margine Coperta (vicino a Montecatini Terme). Eh lo so, siamo lontani da certe cifre che si vedono in giro, ma cosa volete, io non mi sono ancora auto-nominata chef, sono solo una umile cuoca di casa. 😀
E’ solo un corso in allegria, dove io porto le mie competenze acquisite sui libri di microbiologia ma soprattutto “sul campo” della mia cucina quotidiana e dei formaggi vegetali che preparo da anni. Voi portate un contributo alla LAV – davvero modesto! – e la mente bella aperta che ci dobbiamo infilare un sacco di ricettine sfiziose!
A seguire, un apericena biovegan preparato dai ragazzi della LAV Valdinievole e… tanto per dire: alla consolle in cucina c’è anche la straordinaria Silvia, alias Keroppi… chi ha assaggiato i suoi dolcetti vegan meravigliosi sa di cosa parlo!

I posti sono limitati, quindi chi vuole partecipare si affretti a iscriversi, le indicazioni sono tutte sulla locandina qui sotto.

(Ne approfitto intanto per segnalare agli amici di Milano che sabato 28 settembre sarò al MIVEG, all’Idroscalo)

corso formaggi vegan erbaviola

Conferenze & corsi

DOMENICA 9 GIUGNO “SCAPPO DALLA CITTA'” CON VENUS IN FUR

Apericena letterario domenica 9 giugno all’Antica Rampa Libreria Caffé di Badia Polesine (RO) per la presentazione della seconda edizione di “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione“. Una chiacchierata sulle possibilità concrete di una vita più sostenibile, le storie di chi l’ha già fatto e le idee su come concretizzare il desiderio di scappare dai ritmi cittadini… anche restando in città! A seguire, apericena 100% biovegan. Ingresso a 8€ (comprende conferenza e rinfresco). Il ricavato andrà a sostegno delle attività di Venus In Fur Associazione Animalista.
E’ gradita la prenotazione a: venusinfur@hotmail.it

Badia Polesine, Antica Rampa Libreria Caffé, 9 giugno, conferenza e apericena con Grazia Cacciola

I GERMOGLI, TEMA 2013 DI FLOREKA
Conferenze & corsi, Giorno per giorno, Orto sul balcone

25-26 MAGGIO: INCONTRI RAVVICINATI A FLOREKA

FLOREKA 2013, 25-26 MAGGIO A GORLE, BG

Sabato 25 e domenica 26 ci sarò anch’io alla sesta edizione di Floreka, a Gorle (BG). Organizzata dall’Associazione Petali e Parole e patrocinata dal comune di Gorle, offre una mostra mercato e un calendario ricchissimo di corsi e incontri gratuiti, lo trovate qui.

Il tema di quest’anno è “Germogli“, quindi… potevo non esserci?! Purtroppo negli scorsi anni Floreka si sovrapponeva ad altre manifestazioni in cui dovevo essere presente ma quest’anno, quando all’alba di gennaio ho ricevuto il graditissimo invito, ho deciso che sarebbe stata Floreka ad avere la priorità. La ragione è presto spiegata. Non solo è una manifestazione che ha molto a che fare con etica e conservazione del territorio, ma soprattutto è organizzata da un gruppo di donne capaci e caparbie che ne fanno ogni anno un successo… così quest’anno non mi limito a consigliarvi di andarci! Ci sono, ci sono, urrà! E per ben due giorni!

Inoltre tra gli espositori ci sarà Aromantiche, con la mia cara amica Cecilia  (che molti di voi conoscono già come Edera), con i suoi saponi artistici, candele scultura e il suo stand che è sempre pura poesia!  E ci saranno anche Kia con il corso sul compost e la presentazione del suo libro “Dalle bucce nascono i fior“, i  corsi con i maestri giardinieri dell’Orto Botanico di Bergamo, gli incontri con la Rete Cittadinanza Sostenibile, i corsi di ceramica raku con il maestro ceramista Vanni Gritti e tanti altri ancora… scopriteli sul calendario della manifestazione!

I GERMOGLI, TEMA 2013 DI FLOREKA

Come dicevo, il tema di quest’anno sono i germogli e abbiamo quindi deciso di partire con questo tema per il primo corso-incontro di sabato 25 maggio alle 15.00

L’orto dei germogli. Come coltivare in casa in soli 40 cm quadrati un superalimento e come impiegarlo in piatti sani e sfiziosi. Condividerà le sue informazioni: Grazia Cacciola, autrice di “L’orto dei germogli. Manuale di coltivazione e consumo

Domenica 26 maggio alle 11.00 invece chiacchiereremo di decrescita, downshifting e autoproduzione, presentando modelli concreti per il cambiamento.

Costruzione motivazionale-pratica di un percorso di vita verso l’autosufficienza mentale e materiale. Una chiacchierata con Grazia Cacciola, autrice di “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione”, per parlare di decrescita, di autoproduzione, delle possibilità concrete di una vita a contatto con la natura, di chi ce l’ha fatta e di come pianificare un percorso personale di decrescita felice per realizzare una vita cittadina più sostenibile o la fuga dalla città.

Io terminerò domenica pomeriggio alle 15.00 con un corso di Orto sul balcone.

Armati di materiali riciclati e voglia di ortaggi squisiti, otterremo semi in quantità, costruiremo vasi, vasetti, seminiere, germogliatori, sostegni, fertilizzanti naturali e mini serre. Impareremo le principali tecniche naturali per equilibrare e far crescere il nostro orto da balcone, orticello condominiale e orto sociale con leggerezza, consapevolezza e amore per un mondo pulito. E’ bandito il panico da prestazione. Sono calorosamente invitati e coccolati tutti i pollici neri! 🙂 Condividerà le sue informazioni: Grazia Cacciola, autrice di “L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti” e “Il tuo orto sul balcone – Easy“, nonché agitatrice del sito Erbaviola.com

 

Ortinparco 2013 - La locandina
Conferenze & corsi, Orto, Orto sul balcone

IN PARTENZA PER ORTINPARCO 2013, QUALCHE RICORDO DALL’ANNO SCORSO

Ortinparco 2013 - La locandina

Eccomi qui, impegnatissima e quasi in partenza per Ortinparco 2013, la meravigliosa manifestazione a tema orticolo della Provincia Autonoma di Trento, Regione Trentino e Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale del Parco delle Terme di Levico.

Il Parco delle Terme di Levico in Valsugana ospita la manifestazione ed è meraviglioso. Durante i giorni della manifestazione è adornato da installazioni a tema, create da artisti internazionali che ogni anno vengono invitati a Levico per creare sul posto qualcosa di unico e indimenticabile. Non a caso, la mia copertina su facebook e Google+ è proprio la foto di un’installazione dello scorso anno che mi ha colpita e coinvolta, come raramente è accaduto in passato per opere d’arte più museali.

A Ortinparco terrò due corsi: quello sui germogli che l’anno scorso ha riscosso molto successo e un nuovo corso su latte, yogurt e formaggi ottenuti da vegetali. Purtroppo, visto che le previsioni per domenica sono un po’ ballerine, utilizzeremo la sala al coperto annessa alla serra del parco, un ambiente incantato… il problema sarà distrarsi guardando la serra!

Ore 10.30 Corso-laboratorio sulla produzione casalinga di latte, yogurt e formaggi da vegetaliDurata un’ora e mezza. Prenotazione obbligatoria. Informazioni e programma

Ore 15.30 Corso-laboratorio sulla produzione casalinga di germogliDurata un’ora e mezza. Prenotazione obbligatoria.
Informazioni e programma

I corsi all’interno sono gratuiti, mentre la manifestazione Ortinparco ha un biglietto di ingresso simbolico di Euro 2,50 (gratuito fino a 14 anni e dopo i 65 anni): i fondi raccolti verranno impiegati per l’attività d’animazione culturale che ogni anno si organizza all’interno del parco. Con il biglietto della giornata potete accedere a tutti i corsi.

Ortinparco 2013 - Il programma

Vi lascio qualche foto di Ortinparco dello scorso anno, non rendono giustizia perché quando io avevo tempo di gironzolare pioveva quasi sempre. Ma rendono credo la bellezza del luogo.

L’anno scorso c’erano diversi angoli ristorazione per tutti i gusti, anche un fantastico chiosco con i centrifugati e succhi di frutta fatti al momento a cui ho fatto diversi pellegrinaggi nonostante tra uno e l’altro dei miei corsi ci fosse sempre l’acquazzone… ma la gola…!

Ecco dunque l’ingresso, un arco di scale da giardiniere e innaffiatoi, con la piccola baita-biglietteria. Il tema del 2012 era “Rifiuto risorto” e queste sopra sono vecchie sedie riadibite a portavasi. La strada che si snoda per il parco è segnata da bidoni blu riciclati e adibiti a piccoli orti o portapiante ornamentali.

Ortinparco 2012 - ingresso

Moltissime le installazioni di orti in vaso, in queste immagini un frutteto in vaso, ricreabile anche su un terrazzo e un’aiuola di calle … in sacco!

Ortinparco 2012 - orto in vaso

Dove ci si mette per guardare sei televisori portafiori? Ovviamente su una poltrona di muschio con tavolino ortizzato a biete! Carina l’idea della pila di giornali scavati, si compattano come cartapesta formando un vaso gigante che fa da tavolino.

Ortinparco 2012 - installazione salotto

Una delle meravigliose trovate ‘stabili’ del parco delle terme di Levico. Un albero centenario muore, era l’albero principale del parco. Dopo il momento di cordoglio, è stato trasformato in… un teatro all’aperto! Sono tanti gli spettacoli per bambini felici che si siedono rapiti sulle balle di fieno. E l’albero, maestoso, saluta ancora l’ingresso degli ospiti nel parco.

Ortinparco 2012 - albero teatrale

Una delle installazioni che mi hanno colpita di più: L’orto apparente, degli architetti Andrea Gasperini e Debora Voltolini. All’interno una sola pianta, che però si moltiplica su tutti i lati e, entrando nell’installazione, sembra davvero di esserne attorniati. Sfaccettato nell’immagine sotto, Fabrizio Fronza, agronomo e direttore dell’ufficio coordinamento delle attività di progettazione della Provincia di Trento, nonché tra gli organizzatori di Ortinparco e autore di diverse guide sui parchi del Trentino. Mi ha accompagnata in una super-visita guidata del parco di levico, che conosce credo anche per singolo nome dei fili d’erba!

Ortinparco 2012 - l'orto apparente

Colpita da queste magnifiche installazioni fatte solo con tavolette di legno assemblate in architetture sorprendenti. Sono opera di una comunità di ragazzi diversamente abili. Io li chiamerei super-abili…!

Ortinparco 2012 - installazioni in legno

Cosa ne dite, orto in cucina o in ufficio?  Devo dire che queste due installazioni dello stesso artista, mi hanno destato sentimenti contrastanti. Mentre nel vedere quella deliziosa stufa a legna e la dispensa anni ’40  “conciate in quel modo” mi veniva voglia di andare lì a ripulirle e salvarle portandole al coperto… l’installazione “ufficio” mi è piaciuta tantissimo, tanto da diventare appunto, per un anno, l’header del mio profilo facebook e g+ !   Questa la sottoponiamo a Herr Freud !

Ortinparco 2012 - cucina e studio

Sarebbero tantissime le installazioni ancora da mostrare, ma le foto causa tempo sono pessime… queste sono davvero le migliori, quindi figuratevi il resto!  Chiudo con questa fontana di annaffiatoi con vasca da bagno riciclata di raccolta dove l’acqua viene rispinta, con un motorino a energia solare fin su nell’annaffiatoio per poi ricadere in giochi di scrosci.

Ortinparco 2012 -  fontana di annaffiatoi

E già che ci sono, questo era lo stand dello scorso anno di Paola Berlanda, una super-esperta di germogli con cui ho fatto una piacevolissima merenda e di cui ho apprezzato davvero molto l’integrità, la competenza il suo poetico stand, su balle di fieno coperte di iuta. Nella foto sotto, i suoi kit fatti a mano per le germogliazioni: sacchettone di iuta cucito a mano, sementi per germogliazione, brochure con tutte le informazioni essenziali, il tutto assemblato con un mazzetto di fiori secchi, ognuno diverso.
Purtroppo Paola quest’anno non ci sarà con lo stand a Ortinparco, è alla fiera di Pergine Valsugana. Ma se vi capita di vedere in giro questo stand, andate e fidatevi ciecamente dei suoi consigli!

Ortinparco 2012 - stand germogli di Germogliando.it

Per informazioni e prenotazioni ai corsi:

Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale
Parco delle Terme di Levico – tel. 0461 706824 – Tel. 0461 496123
e-mail: parco.levico@provincia.tn.it
www.naturambiente.provincia.tn.it

Conferenze & corsi, Giorno per giorno

UN AVVISO CHE NON AVREI MAI VOLUTO SCRIVERE

frana sulla strada di casa

Domani purtroppo non sarò a Genova con la LILT per la Settimana nazionale della prevenzione oncologica. Non ci sarò io ma ci saranno tutti gli altri eventi in cartellone e tutte le conferenze sono al coperto, quindi andate anche in caso di maltempo! Stiamo lavorando con la bravissima Marcella Tubelli della LILT per riuscire almeno a proiettare il dvd di un mio corso sui germogli, visto l’interesse sull’argomento.
Tra gli altri, domani ci sarà anche la mia cara amica Nicole Provenzali a parlare dell’utilizzo dei cereali… conosco alcuni degli argomenti che affronterà e vi posso assicurare che si parla usi davvero nuovi e alternativi dei cereali! Vale la pena di esserci 😀

Il motivo per cui non posso esserci io, mi fa veramente adirare e mi ha scombussolato tutta la vita normale e lavorativa questa settimana: c’è una frana sulla strada che ci collega al paese. Non è franata ieri mattina o mercoledì o nell’immediatezza di questo post. No. E’ franata nella notte tra sabato 16 e domenica 17 marzo. Siamo a venerdì 22 e la frana è ancora lì.
Sorvolando sull’intervento di rimozione terra e sassi che ci permetterebbe già di passare ma che non ho capito chi deve fare per i soliti mille cavilli italiani, abbiamo passato una settimana da andare al manicomio.
La prima cosa che uno pensa quando non può muoversi è: come faccio con la spesa? Ma quella è la più risolvibile, perché noi causa neve e distanza dal paese abbiamo sempre scorte di tutto. E poi, orto a parte, per comprare due cose possiamo se proprio farci qualche km a piedi fino al paese, zaino in spalla. Cosa non fattibile però se devi prendere un treno, visto che la stazione utile è a 25 km.

Non elencherò tutti i disagi causati, compreso il fatto che l’unica altra strada raggiunge il paese più sopra è  una mulattiera asfaltata alla meglio e con pendenze del 13%, ora ridotta a un disastro dopo un inverno di neve e una settimana di passaggi intensificati. In un punto è addirittura senza asfalto, con sassi appuntiti che emergono. Se piove si trasforma in un pantano e diventa difficile anche per un fuoristrada… non parliamo di una macchina normale come la nostra, è esclusa dal tragitto.
Non parlerò di questo, che già farebbe saltare i nervi ai più.

Questa settimana l’ho invece passata, tra l’altro, a spiegare ai corrieri, per il lavoro, il giro alternativo che potevano fare per venire qui.
Non è che io riceva consegne tutti i giorni, a volte passano anche due mesi senza vedere un corriere. Ma ovviamente, chiosando Arthur Bloch ne La legge di Murphy, la strada frana solo nella settimana di consegne più intensa. Qui in particolare si è verificata la Seconda Legge di Sodd: “Prima o poi, la peggiore combinazione possibile di circostanze è destinata a prodursi.”
Ecco. Si è prodotta. Lavori urgenti, corrieri, frana.

Alcuni corrieri non possono passare, causa camion troppo grande. Altri si perdono, causa gps o incomprensioni varie. Così, dopo che hai perso ORE in telefonate e fax ai rispettivi hub di spedizione, ti ritrovi anche con lo spedizioniere inferocito perché non capisce da che parte passare per venirti incontro e sta facendo il giro di tutte le valli, fermandosi a osservare ogni minimo smottamento o sasso o cartello, “sarà questa la frana?”.
Devo dire per la verità che molti sono pazienti e capiscono al volo, anche se organizzare un pick up volante da un lato all’altro della frana non è semplice. In particolare può venirvi in aiuto anche il fatto che qualcuno ha deciso di piazzare i cartelli di strada interrotta ben 3 km prima dell’interruzione. Così bisogna prodursi in spiegazioni da mamma rassicurante “No, no, venga, non si preoccupi, davvero, può fare anche manovra, no, LE GIURO che non c’è la frana appena girata la curva, è dopo almeno 3 km, mi creda! La prego, mi serve quel plicoooo! senta, se mi aspetta 20 minuti al cartello vengo io a piedi, sì 20 minuti perché la frana è davvero lontana da dove c’è il cartello…mi creda…glielo giuro!“. (La Maria Maddalena del Murillo è meno supplichevole di me).
Oltre il fatto che la maggior parte alla prima visita non consegnano “causa strada interrotta” e te lo comunicano solo due ore dopo che sono passati, così devi rifare tutto il planning di lavoro intanto che riesci a far arrivare il materiale. Rifare il planning per quattro volte in una settimana farebbe saltare i nervi a chiunque.

In mezzo a questa baraonda, ha fatto eccezione un corriere che, per mettere la ciliegina sulla torta alla settimana bestiale della frana, quando è finalmente arrivato al luogo concordato dopo sette – dicasi sette! – telefonate di spiegazioni strada e cambio rotta, perché proprio non capiva, appena mi ha vista ha alzato la voce e dato letteralmente di matto, urlando e riuscendo a spaventarmi non poco.
La cosa si è conclusa con una mia lettera di protesta ai responsabili, che si sono scusati.
Con  un mazzo di fiori.
Mandato con l’Interflora.
E ovviamente il fiorista non poteva fare la consegna con la frana.
Giuro che quando mi ha telefonato la fiorista dicendo “Ho un omaggio floreale da consegnarle, è a casa? Ma c’è ancora la frana? O si passa?volevo urlare.

Voi da lì non li vedete, ma ho i nervi che saltano come corde di violino suonate con lamette! (Ma un mazzo colorato di gerbere mi ha calmata un po’ 😀 )

Con questo si spiega anche il motivo della mia assenza dal blog, la mancata partenza del secondo giveaway ecc. Torno appena si ristabilisce un po’ di calma e recupero il lavoro perso 😉

Spero che voi intanto vi stiate godendo l’inizio della primavera! Felice Ostara!

Latte di avena & Biscotti di avena
Autoproduzione, Conferenze & corsi, Giorno per giorno, Ricette

YOGURT DI AVENA & BISCOTTI ALL’OKARA DI AVENA

Ricetta del latte di avena & Frollini di okara di avena

L’argomento non è casuale, è una ricetta per disinnescare il buonista.

L’invito a parlare di buonismo è arrivato da Barbara che a gennaio ha fatto partire un contest sul suo sito, il tema è il buonismo, far finta di essere buoni, in pratica. Io non amo partecipare ai contest perché in genere sono solo mezzi noiosi con cui persone buoniste si presentano con una patina di buonistica socialità per attrarre più visite al proprio sito. A volte ne vedo alcuni interessanti e sinceri, ci mancherebbe, ma sempre in momenti in cui non ho proprio tempo o ispirazione per partecipare. Quindi va a finire che per nausea da buonista o mancanza di tempo/ispirazione non partecipo quasi mai.
Ma se pensate che la mia opinione sul buonismo sia questa sui contest ‘buonisti’… no, troppo facile.

Alcuni tipi di buonisti io li metto ad honorem tra i peggiori vampiri energetici. Il tipo di cui vorrei parlare è il promotore/organizzatore/presidente di associazioni-qualcosa che ha scelto di essere fintamente etico solo per mettersi in tasca dei soldi. Altrimenti detto il Furbacchione Buonista.
Questi tipi di figuri fanno leva sui tuoi buoni sentimenti, magari sul tuo attivismo, ti chiedono di partecipare a qualche evento per portargli pubblico e dargli credibilità, dopo di che ti accorgi inevitabilmente che stai lavorando gratis e loro stanno incassando dei bei soldoni dal tuo lavoro. Cosa c’è di meglio che avere dei lavoratori convinti e gratuiti, che si impegnano al massimo per te? Immagino che sia capitato a molti di incrociare questi furbacchioni.
Ma non mi voglio dilungare nella descrizione di questi figuri: se qualcuno fa attivismo, specialmente in campo animalista o volontariato nel sociale, li conosce benissimo. Quello di cui vorrei parlarvi è del come disattivarli e lo vorrei fare con un piccolo aneddoto in cui si riconoscerà sicuramente uno di questi personaggi. Ma è solo esemplificativo per i tanti che hanno deciso che il settore bio-eco-green-qualcosa sia composto da cretinetti facili da imbrogliare a vantaggio dei loro tornaconti.

Yogurt di avena & Biscotti di okara - ricetta

La mia soluzione è: non solo si possono disattivare questi buonisti con un po’ di furbizia, ma li si può buttare con un bel calcione sulla strada giusta, così che da buonisti diventino buoni davvero. O quasi. O facciano almeno qualcosa di buono.

Un giorno vengo contattata dal presidente di un’associazione che si occupa di quello che io chiamo in stile morettiano “faccio-cose-vedo-gente”, ovvero il solito guazzabuglio di eco&etico di tutto e niente. Mi chiede di andare piuttosto lontano da dove vivo, per una conferenza in cui si parlerà anche di cambiamento di stile di vita con esempi e percorsi di vita concreti. Il tutto gratis, chiaro, perché lui ci copre solo le spese vive, lo fa per passione, perché ci crede sul serio e giù una lista di buoni motivi e nomi di altri oratori accreditati. La sala la dà a titolo gratuito il Comune, per dire quanto sono bravi e importanti.
Gratis per lui, non gratis per me. Il treno, la benzina, il b&b, i pasti io li pago come tutti i comuni mortali. Quando una conferenza è gratis e non c’è rimborso spese, per l’oratore è un costo.
Una volta arrivata sul posto, vengo però a conoscenza del fatto che la conferenza che io faccio gratuitamente, ha invece un biglietto di ingresso di ben 30 euro a persona e che gli oratori menzionati come partecipanti sarebbero stati invece presenti in altre giornate. Niente tavola rotonda, ma un monologo, “per darti più spazio” dice il Furbacchione Buonista. Ma non è finita. Scopro con orrore che i presenti si aspettano da programma che io gli fornisca una formula magica per cambiare vita, per trovarsi il secondo dopo l’uscita dalla conferenza a vivere in campagna, in modo sostenibile, correre felici per i prati e avere un sacco di tempo libero. Ecco, a trasformarmi in un fenomeno da baraccone ci hanno provato in molti, ma di solito mi propongono di scrivere cose tipo “Il segreto per cambiare vita”, non mi cambiano il programma di una conferenza gratuita in un monologo a pagamento in stile Rhonda Byrne!
Dieci minuti per decidere. Cosa fare?
Ascoltare la rabbia in ebollizione ed esplodere insultando il presidente dell’associazione? No, sarei passata per una pazza isterica e pochi avrebbero capito cos’era successo.
Ascoltare l’istinto di conservazione e darsela a gambe prima che la trasformazione in Rhonda Byrne avesse inizio? Anche qui non avrebbero capito: “ho pagato trenta euro e se ne va?!”. Vagli a spiegare che i trenta euro non sono per te ma per il Furbacchione Buonista!
Impiegare i restanti cinque minuti per dimostrargli che stupido non è sinonimo di etico ma di Furbacchione Buonista? Oh, sì.

La conferenza inizia. Parlo di quello di cui parlo di solito, a braccio come faccio di solito, infilo qua e là riferimenti al fatto che essere buoni paga, che per cambiare il mondo dobbiamo cambiare da subito, oggi non domani, e bisogna farlo tutti nella stessa direzione, partendo anche da cose piccole. Per farlo da subito, chiedo ai presenti di indicarmi delle necessità della zona, ne seleziono tre affrontabili senza Hulk e una rivoluzione, poi chiedo a loro di votare una delle tre da affrontare subito. Vince la sistemazione di un parco giochi abbandonato e sporco che tutto sommato potrebbe essere risistemato a mano dai presenti, con un po’ di pulizie, guerrilla gardening e una piccola colletta in tutto il quartiere per un’altalena e due panchine nuove. Ci diamo all’organizzazione, fino ad eleggere due partecipanti come referenti per il progetto, uno dei quali è un consigliere comunale che si incarica anche di parlare con il sindaco. L’altro gestirà un gruppo online per tenersi in contatto e informati, dividersi i compiti ecc.
La conferenza sembra essere finita con tutti carichi e motivati a cominciare subito a mettere in atto questo progetto.
Ma io so che non è finita qui.
Chiamo con grandi complimenti l’organizzatore sul palco, che ovviamente arriva tronfio del successo, chiedo un applauso per l’ottima organizzazione, lui si compiace visibilmente ed è allora che annuncio: “Vi ringrazio, è stata una giornata meravigliosa con persone meravigliose! Con un rapido calcolo a occhio sul numero dei partecipanti, direi che l’Associazione ha raccolto circa tremila euro e credo che Furbacchione Buonista sarà sicuramente d’accordo nello scegliere il progetto del parco giochi come attività a cui destinare questi fondi! Vero?” Sorrido. Sbianca. Applauso fragoroso del pubblico.
Il progetto è stato realizzato.
No, inutile che andate a sbirciare nella sezione “Eventi & conferenze” del sito. L’ho tolto, nel racconto ho anche cambiato cifre e progetto perché se zuccheri un buonista fino a farlo diventare buono, magari non solo per quella volta, non è giusto metterlo poi alla pubblica gogna. Io sono certa che ha capito e voglio sperare che sia cambiato, non solo per quella volta. Sono sicura di sì.

Per inzuccherare il buonista, propongo una delle mie ricette preferite del momento: lo yogurt di avena. Siccome però del buonista e dell’avena non si butta via niente, con l’okara di avena avanzata, ho fatto i biscotti.

Latte di avena & Biscotti di avena

Yogurt di avena

Ingredienti
850 ml di latte di avena
starter (come starter si può usare: rejuvelac, fermenti lattici per vegan, oppure 1 vasetto da 125 gr di yogurt di avena naturale, a temperatura ambiente)
sciroppo di agave
stecca di vaniglia

Attrezzi
Un termometro per alimenti
Una caraffa oppure una yogurtiera
Una coperta calda
Una pentola per riscaldare il latte

Procedimento

Preparare 850 ml di latte di avena. Se come me lo fate in casa con una macchina per latte vegetale, va fatto con fiocchi di avena e bisogna ripetere il procedimento due volte, per ottenere un latte ‘forte’ e più denso. Riscaldare il latte in una pentola, finché non raggiunge la temperatura precisa di 40°C. Versare lo starter a temperatura ambiente (si intende tra i 20 e i 35°C, se non li raggiungete basta tenere lo starter nel forno con la sola lampadina accesa fino al raggiungimento della temperatura) nel latte e mescolare delicatamente. Verificare la temperatura, deve essere tra i 36 e 40°C, in caso sia inferiore procedere con il riscaldamento come sopra. Versare tutto in una caraffa tiepida (basta sciacquarla con acqua calda) o nella yogurtiera e coprire l’apertura con l’apposito tappo o un piattino. Avvolgere la caraffa o la yogurtiera in una coperta calda e lasciarla riposare in luogo tiepido, al riparo da correnti d’aria, per 8-10 ore. Più riposa, più si addensa. Non superare le dieci ore, oltre questo limite di tempo, produce il siero e tende a un sapore spiccatamente acido. Dolcificare con sciroppo di agave e insaporire con una grattatina di vaniglia dalla stecca.

Biscotti all’okara di avena 

L’okara è la parte di polpa dei fiocchi di avena che resta dopo aver fatto il latte di avena. Ottima, perché già dolce di suo, sia nell’impasto dei dolci che nei ripieni, creme o per addensare le zuppe.

Per i biscotti di okara, basta amalgamare in una ciotola 100 gr di okara di avena (se è molto asciutta aggiungere del latte di avena, deve assomigliare a una pappina), 2 cucchiai di zucchero di canna grezzo, 1 cucchiaio di malto di orzo, 100 gr di nocciole tritate, 50 gr di fiocchi di avena, 50 gr di uvetta sultanina già idratata, 1 pizzico di bicarbonato di sodio,  80 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo. Si deve formare un impasto consistente ma friabile e un po’ unto, come di norma per i frollini. Fare delle palline uguali e schiacciarle formando dei biscotti tondi, aiutandosi magari con uno stampino o un bicchiere piccolo. Infornare in forno statico per 10 minuti a 180°C. All’uscita dal forno saranno un po’ morbidi, si induriscono raffreddando.

 
Approfondimento video:

In questa puntata di Geo&Geo, Rai3, dimostro in diretta come fare il latte vegetale manualmente e con una macchina apposita, in questo caso la SoyaJoy.