BABBO NATALE GIRA NUDO CON RENNE IN FIAMME

22
12/2011

BABBO NATALE GIRA NUDO CON RENNE IN FIAMME


Cari che passate di qui,

nonostante il Guardian quest’anno si sia impegnato a dimostrarmi che Babbo Natale o non esiste o gira nudo con renne in fiamme, io mi ostino a considerarlo una buona possibilità tra una vasta schiera di amici immaginari. Da vero amico immaginario, infatti, fa cose strabilianti: accoglie richieste che puntualmente soddisfa solo per i più ricchi, ma continua a essere amato dai più dai poveri, un po’ come il Superenalotto.

Io da bambina non ho capito subito chi portava i regali, uno sosteneva Gesù Bambino, l’altra Babbo Natale o i genitori, a seconda dei momenti, poi i cuginetti sostenevano fosse tale Santa Lucia, con la variante dei cuginetti americani che ricevevano i regali da tale “Santa” che però era sempre Babbo Natale e non Santa Lucia. La nonna, di indole steineriana, sosteneva che chiunque fosse, ne portava troppi.
Insomma, in questo casino incoerente, io alla fine mi ero convinta che sorgevano da soli alla base del pino. Da lì mi devo essere innamorata delle piante.
Poi c’era questo anonimo groenlandese travestito di rosso che si prendeva tutto il merito, con avvallo di Hollywood. Ho sempre avuto dei sospetti sul nonno di Heidi, comunque.

Oggi, quando mi capita di leggere pipponi chilometrici sul perché ai bambini bisogna dire da subito la verità e non fargli credere che entità soprannaturali portino a loro il trenino di legno e al vicino di casa la playstation3, mi viene da sorridere. I bambini vanno molto oltre.
Fin da piccola mi hanno venduto le peggiori stranezze, da renne che volano a quella cosa uno-e-trino che non ha ancora capito nessuno, incoerenze macroscopiche che vanno da Gesù Bambino che mi porta un quintale di regali costosi a Gesù adulto che sgrida i ricchi e i cammelli nella cruna dell’ago. Nonostante questo collage catto-pagano, ho sviluppato una testa da vera scassamaròni, invero piuttosto critica e amante della documentazione scientifica. Sicché, anche se ai bambini raccontate che i regali li porta Babbo Natale… non è che li condannate all’oscurantismo come sostengono tanti psicologi. Delle volte è meglio la serenità e l’allegria che le spiegazioni scientifiche. Per quelle ci sarà tempo.

Comunque, un po’ di surreale in me è rimasto, così ogni anno scrivo una lista di desideri, metti che poi si scopre che hanno ragione quelli di Hollywood e Babbo Natale esiste davvero…

Quindi, per questo Natale vorrei…

  • che quest’orto da balcone, che durerà 50 anni, arrivi sul mio balcone prestissimo e mi permetta di coltivare tante verdurine anche in inverno, soprattutto mentre l’orto vero è coperto di neve o completamente ibernato come adesso;
  • 450 lt di terriccio biologico per l’orto di cui sopra, compreso compagno che amorevolmente lo porti nel punto necessario all’utilizzo senza lasciarmi single;
  • che tutti quelli che dicono di amare gli animali la smettessero di mangiarli;
  • che chi ha dei figli si impegnasse per primo a non inquinare, perché il mio risparmio sui carburanti non abbatterà mai i vostri tre anni di pannolini usa e getta;
  • che Babbo Natale si ripigliasse indietro i chili che mi ha regalato gli scorsi natali;
  • che chi mi vuole bene continui a volermene e che accolga come prezioso il bene che gli porto.
Per il resto, che voi festeggiate Saturnalia, Natale, Hanukka o guardate con compassione l’irrisorietà delle gioie da consumismo e come me ascoltate con disperazione le cacofonie americane natalizie… grazie di esserci :D
Ci rivediamo tra qualche giorno!

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29
11/2011

GERMOGLI, COMPOST & CANDELE DI SOIA… E ULTIMO AGGIORNAMENTO SULLE PUNTATE DI GEO&GEO :)

 

Ho pensato di riunire in un’unico post tutti i prossimi appuntamenti e varie news, così posso tornare a occuparmi di autoproduzione & c. senza interrompere con segnalazioni varie, che ormai sembro l’annunciatrice Rai o, ancora peggio, una perversa egocentrica che si auto-annuncia.

Sto scoprendo però dalle vostre email, messaggi e commenti che i video di Geo&Geo funzionano molto di più di anni di spiegazioni su questo blog. All’inzio l’ho trovato un po’ frustrante. Sentire “ah, adesso ho capito!” dopo dieci minuti di filmato tv, non è un grande premio se hai passato un anno sui testi inglesi di microbiologia per scrivere un libro sui germogli.
Poi sono tornata sulla terra e ho ricordato che il mondo continuerà sempre ad essere diviso tra chi, come me, capisce meglio dai libri e ama infliggersi ore di studio, e chi invece capisce meglio vedendo le cose mentre vengono fatte. O chi si serve di entrambi. Insomma, alla fine è solo un altro mezzo, né migliore né peggiore. L’importante è solo che le pratiche di autoproduzione si diffondano sempre di più, che i consumi decrescano realmente.

Sono altresì orgogliosa di essere entrata nelle grazie di tutte le nonne, zie e mamme dei miei amici: pare che la cosa gli faccia acquistare punti e non li considerino più così strambi perché si fanno il pane in casa o non vogliono più entrare in un supermercato. A volte la tv è un vettore positivo ;)  Io, chiaramente, per questo servizio di public relations con nonne e zie verrò a riscuotere. Mica lavoro gratis :)

Ma la cosa che mi rende più orgogliosa di tutte è che finalmente ho ricevuto anche delle proteste!   Perché, bisogna dirlo, se vai in tv e non arriva mai neanche una protesta, diventi un po’ triste. Almeno io. Comincio a chiedermi: dico cose scontate? Si annoiano? Non interessa? Ma soprattutto: Non sto dando fastidio a nessuno??? Iooo???  Oddio, sono invecchiata! Mi sono appiattita, stai a vedere che non sono più io.

Invece, finalmente, sono arrivate le proteste!  Che soddisfazione :)  Adesso so di fare qualcosa di utile. Settimana scorsa, per la puntata su come coltivare i germogli, si sono scatenati i produttori di germogli per la grande distribuzione. Ah-ah!
Basandosi sulla leggenda metropolitana che i germogli coltivati in proprio siano vettori di botulino, escherichia, peste bubbonica e qualche malattia tropicale, affermavano essere “pericolosissima” la coltivazione domestica.   Per amore di scienza, è una fandonia. Semmai è vero il contrario: i germogli prodotti industrialmente e distribuiti nei supermercati potrebbero essere (non ‘sono‘, ma ‘potrebbero essere‘)  vettori di botulinum e due tipi  di escherichia. Non mi dilungo qui in spiegazioni scientifiche, nel mio libro le ho riportate tutte scrupolosamente oltre ad aver passato un anno intero a studiare la produzione e la conservazione dei germogli. C’è un’ampia bibliografia a corredo e la consulenza di biologi e nutrizionisti che sono andata a tampinare per le mie ricerche. Tutti gli studi condotti su casi, comunque rari, di intossicazioni alimentari da germoglio sono su intossicazioni da germogli IN COMMERCIO. NON da germogli prodotti in casa. Non c’è mai stato un caso, finora, di intossicazione alimentare da germoglio prodotto in casa.
Il che ovviamente non è una scusa per ignorare le normali regole igieniche (tenere i germogli sempre bene umidi, eliminarli in caso di muffe o cattivi odori, sterlizzare sempre il germogliatore o lavarlo con acqua bollente e sciacquarlo con acqua ossigenata).
E soprattutto: non compriamo i germogli, coltiviamoceli!!! è facile, divertente e alla portata di tutti.

 

Dopo questa puntata sui germogli, andata in onda mercoledì 23 novembre e che potete ancora vedere fino a stasera su RaiReplay o oltre sul mio canale youtube, domani 30 novembre si parlerà di protezione delle piante dal freddo e compost. Costruiremo serrette facilissime per le piante da proteggere e daremo il via a una compostiera domestica da balcone. Se poi volete cimentarvi seriamente, vi consiglio il sito di Kia.

Infine il 14 dicembre preparatevi a una super puntata sulle candele di soia: come prepararle, come fare gli stoppini, come colorarle e decorarle. Le candele di soia ricordo che sono biologiche, atossiche e vegan. Se prodotte in casa con materie prime controllate, abbiamo anche la garanzia del cruelty free. Ma se non avete voglia di farle da voi, ci sono diversi artigiani che le fanno, per esempio le meravigliose creazioni di Edera, acquistabili anche online!

BENE, annunci effettuati, vi anticipo perché voglio parlare d’altro: è arrivato un mostro arancione sul mio balcone e dovrebbe potermi far tenere un orto sul balcone a 800 mt in inverno. Ce la faremo? :)  Prossimamente sarò impegnata con questo!

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8
11/2011

QUALI MAGIE DAI SEMI DI LINO? Geo&Geo, Rai3, 9 novembre

Cosa si può fare con i semi di lino? Tantissime cose utili! Da un multivitaminico ricco di omega3 e omega6, fino a un gel per capelli che li fortifica e evita la comparsa di doppie punte… e tanto altro ancora! Ne parlerò domani 9 novembre, durante Geo&Geo, Rai3, alle 18.00 e preparerò in diretta il mio oil non oil ai semi di lino.
Per chi è interessato ma non ha la televisione o lavora in quegli orari, nel giro di massimo un paio di giorni metto il filmato sul mio canale youtube: http://www.youtube.com/user/erbaviola  dove ci sono già le precedenti puntate, oppure è possibile vedere l’intera puntata dopo 24 ore sul sito di Rai Replay, per circa 7 giorni.

Ne approfitto anche per ringraziare di cuore tutte le persone che hanno scritto alla redazione di Geo&Geo dopo le precedenti puntate. Non ho avuto ancora modo di vedere le email ma mi hanno detto che ne sono arrivate tante di apprezzamento per gli argomenti trattati e questo mi fa un piacere enorme, perché vuol dire che sempre più persone decidono di essere più sostenibili nei confronti del pianeta.

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20
10/2011

AUTOPRODUZIONE VEGETALE SU GEO&GEO, Rai3, con l’erbaviola.

Oggi giovedì 20 ottobre – sarò presente su Geo&Geo, Rai3, tra le 17 e le 18, per mostrare come preparare in casa dei detersivi da bucato ecologici, facilissimi, senza derivati animali e non testati su animali. (Le ricette sono tra quelle contenute nel mio libro “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione“)

L’appuntamento con le pratiche ecosostenibili e la decrescita proseguirà poi da mercoledì 26 ottobre fino a giugno, ogni 15 giorni. 

Per chi è interessato ma non ha la televisione o lavora in quegli orari, nel giro di massimo un paio di giorni metto il filmato sul mio canale youtube: http://www.youtube.com/user/erbaviola  (c’è già la puntata di settimana scorsa) oppure è possibile vedere l’intera puntata dopo 24 ore su Rai Replay.

Lo so che è la tv e che la tv non è sempre un bene, anzi. Ma la tv si può fare anche bene ed è un piccolo passo verso la diffusione virale di queste pratiche di autoproduzione e arrivare anche a un certo tipo di persone è importante. Persone che non verrebbero mai a un corso di autoproduzione, che sono abituate a vedere il supermercato come il sancta sanctorum di tutti i bisogni, che ignorano che le carote vere non sono cilindri perfetti da impacchettare. Magari è solo una scintilla, ma chi lo sa che non possa accendere un fuoco!

Io continuerò a fare i corsi e interventi gratis, come prima, così come continuerò con questo blog e altre collaborazioni. La diffusione virale di queste pratiche rimane il mio modo principale di cambiare il mondo*.  Questa è solo una cosa in più, con un inizio e una fine, per arrivare anche dove di solito queste tecniche non arrivano. Poi magari proseguirà anche qualcun altro… per fortuna le voci in questo senso cominciano ad essere tante!

Vi ringrazio quindi se vorrete diffondere la notizia a amici, parenti e conoscenti non troppo permeabili alla decrescita, perché possano vedere quanto è facile e bello mantenere il mondo con amore e equilibrio! Purtroppo, per alcuni il bollino ‘visto in tv!’ vale molto… ma chissà mai che riesca a usare proprio il mezzo mediatico tv per far sì che qualcuno cominci un cammino di decrescita e purificazione dal consumismo… sarebbe una bella rivincita, no? :)

I detersivi che mostro oggi si possono fare in casa, sono vegetali, vegan, biodegradabili e non testati sugli animali. Sono proprio base-base, senza uso di soda caustica. Se volete ringraziare la redazione di Geo&Geo per aver deciso di dare visibilità a queste tematiche, la mail è: geo_geo@rai.it 

*So che ‘cambiare il mondo’ può sembrare altisonante. Ma stiamo a pettinare le bambole? Io no. Se spendo tempo (tanto) e energie  in queste attività invece di utilizzare il tempo libero per attività piacevolissime, è per cambiare il mondo… almeno per la particina che è nelle mie scarse possibilità.

 

Noticina: non scendo nella polemica di alcuni vegani su Geo&Geo. E’ una polemica sterile. Infatti non esistono programmi-contenitore esclusivamente vegan, su nessun canale. Secondo me vale la pena di contestare quando c’è un servizio pro-caccia ma non vale la pena invece di cassare in pieno il contenitore. Tra l’altro ce ne sono di molto peggio e mi chiedo semmai paerché queste persone ne prendano di mira uno in particolare.
La presenza vegan nella tv italiana è lo 0,04%, quindi qualsiasi presenza ulteriore non può che andare verso quel momento di equilibrio auspicabile. Ovviamente sulla stessa rete o nello stesso format ci sarà a volte il cacciatore e lo chef. Ma è penetrando che si cambiano le cose, non distruggendo :)

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25
07/2011

CERCARE CASA E TERRENO IN AFFITTO

 Il famoso cartello "Beware of the thing" sulla casa della famiglia Addams

Non compro casa se non conosco bene la zona. Quante volte mi sono ritrovata a spiegarlo all’agente immobiliare di turno ogni volta che arrivava la fatidica frase “ma allora perché non compra”?  Conoscere la zona vuol dire viverci qualche anno, almeno. Comprare in una zona che conosci solo per sporadiche frequentazioni è una leggerezza che ho già testato, i risultati sono stati pessimi. Inoltre sono una che si adatta poco: non voglio gli inceneritori, le trivelle, la tav, alta tensione, ripetitori… e vivendo in Italia, al momento, possono piazzarmi uno di tutto di fianco a casa domattina. Quindi:
1) cerco in affitto. Quando arriva lo scempio di turno, io levo le tende in meno di un mese.
2) se dopo aver letto quanto sotto osate chiedermi “ma perché non compri?” vengo davanti a casa vostra con la lanciasassi fotovoltaica

Ordunque, sto cercando una casa con più terreno, visto che in questa zona cercare un terreno in affitto e avere un accento milanese ti manda subito nella categoria “stupido ex-cittadino da derubare”. Queste ricerche però hanno dei lati positivi: vediamo un sacco di posti meravigliosi senza avere la possibilità di andarci a vivere e incontriamo tanta gente nuova che altrimenti non frequenteremmo nemmeno sull’isola di Lost, se fosse rimasta la scelta tra loro e il mostro di fumo.

Soprattutto, quando cerchi una casa in affitto con terreno e non un semplice appartamento, hai il piacere di confrontarti con alcune tipologie di identità sociopatiche e di personalità psicopatiche. Per far progredire la ricerca scientifica, ho grossolanamente diviso gli psico-tipi dei locatori.

TIPO 1 Quelli che hanno esattamente quello che vuoi tu, perché non hanno ascoltato quello che vuoi tu ma devono convincerti che quello che hanno loro è quello che ti serve. Il Tipo 1 è la maggioranza degli agenti immobiliari e buona parte dei locatori. Tu telefoni e gli dici che cerchi una casa indipendente con terreno, anche a parte, in zona collinare o pedemontana. Loro ti portano a vedere tre loft in centro e un garage di fianco al porto.
Al Tipo1 non bisogna mai far notare che non è quello che cercavi: rischi un discorso di un’ora, venti telefonate in settimana anche a orari notturni – Sono le due di mattina, suona il cellulare e uno ti bisbiglia “E il terratetto in corso Roma? eh?”. Vi lascio immaginare le conseguenze psicologiche e di coppia.
Con il Tipo1 l’unica arma è dire “Sì, interessante. Ora ne parlo a casa e le so dire in settimana”. Saluti educatamente, poi a casa distruggi la scheda telefonica, inizi le pratiche per il cambio di nome e cerchi di entrare nel programma di protezione testimoni dell’FBI. Tutto il resto non funziona, ti ritroverà, il Tipo 1 ti ritrova sempre perché non ha finito di spiegarti che non ti serve un orto ma un garage al porto. Ti telefonerà da qui ai prossimi due anni per proporti tutto quello che gli arriva in agenzia o, se non è un agente immobiliare, insisterà con la sua casa finché non cedi o emigri in Groenlandia.

TIPO 2 Quelli che non hanno ancora deciso cosa vogliono fare della loro pietosa vita. Il Tipo 2 mette l’annuncio per affittare ovunque, su tutti i giornali locali e nazionali, su tutti i portali. Del fatto che loro vogliono affittare è arrivata notizia anche tre province più in là, anche in alcune province della Svezia, ma quando sei quasi alla firma e hai disdetto la casa in cui stai, sicura di trasferirti perché vai a firmare il contratto… si palesa il Tipo2. Il Tipo2 ti chiama mezz’ora prima della firma, mentre sei per strada a 300 km da casa tua, per avvisarti che non se ne fa nulla, ha deciso di metterla in vendita.
Tra i migliori, una tipa che si è giustificata con “ho pensato che affittare per me è troppo stressante”. Ma tu non stai bene, fatti visitare.

TIPO3 Quelli che non si fidano ovvero “ho avuto brutte esperienze”. Per affittarti quattro muri spogli vogliono due contratti di lavoro a tempo indeterminato, una fidejussione di un anno di affitto, due mesi di caparra, sei assegni in bianco e un’opzione sui tuoi reni in caso di incidente.
Fatemi parlare per lunga esperienza: quelli che chiedono troppe garanzie sono quelli che troveranno il modo di fregarti. La loro frase preferita è “ho avuto brutte esperienze“. Nel 90% dei casi non è vero, le brutte esperienze le hanno fatte passare ad altri. Per esempio ho avuto un padrone di casa così che non ha voluto aggiustare il tetto, si è allagata la casa e rovinata una quantità di mobili. Il Tipo3 ha intascato tutto il rimborso dell’assicurazione per i miei mobili e arrivederci. La caparra non me l’ha mai ridata, perché i Tipi3 sanno benissimo che fargli causa costa molto di più e ci vogliono anni. Non si fidano di te perché hanno studiano per primi come infilartela in quel posto.

TIPO4 Quelli che i figli non si fidano.
Questa è una nuova categoria, che ho scoperto di recente. Non appena ti accordi con un Tipo4, compaiono i figli. I figli del Tipo4 nel migliore dei casi pensano che siate dei ladri, dei mascalzoni, degli stupratori di vecchi. Poi invece li guardate in faccia e gli leggete ben evidente la domanda “Ammesso che mia madre sopravviva a questa esperienza politraumatica di ricevere l’affitto tutti i mesi, io come posso sbatterti fuori non appena la vecchia schiatta?”. Il Tipo4 infatti è molto amato dai figli, che per il dolore il giorno stesso del funerale passano in agenzia a vendere la casa. Gli inquilini in queste situazioni sono un fastidio. Se un anziano propone una casa, bisogna assicurarsi prima che tutti i figli, i nipoti, i cugini fino al quarto grado e gli amici del bar siano d’accordo. Se no è una perdita di tempo.

TIPO5 Quelli che ti affittano tutto tranne una stanza. Spesso unisce le caratteristiche del Tipo1,  Tipo3 e Tipo4. Categoria potenzialmente pericolosissima. In genere affitta tutta la casa tranne una stanza che tiene chiusa a chiave con le “sue cose”. A volte lo chiama “locale di sgombero”. Oppure affitta tutta la casa tranne il giardino perchè suo padre ci coltiva le rose (proposta ricevuta davvero). Il Tipo5 vi considera così deficienti o così poveracci da non far caso al fatto che, per quanto ne potete sapere, nella stanza chiusa a chiave può esserci la moglie mummificata o un laboratorio per la mescalina, così come non vi fa differenza se un vecchietto vestito da cacciatore dovesse transitare per casa vostra alle 5 del mattino, è solo il padre che va a coltivare le rose. Il Tipo5 è uso lamentarsi con gli amici che non riesce proprio ad affittare.

TIPO6 Quelli che ci ripensano perché devono metterci i cani. Sono super ricchi. Hanno case ovunque. Le affittano per non farle ammuffire. Pericolosissimi. Ti tengono in sospeso mesi per controllare chi sei e quando infine hanno scoperto che sei quello che abita da due anni di fronte a loro e che hai sempre pagato tutto con precisione svizzera, si accorgono che il cane ha fatto i cuccioli. Allora ci ripensano e tu potrai certo capire perché sei animalista, no? La casa con due ettari di terreno gli serve per metterci i cani, che nella loro villa palladiana in stile rococò sporcano. Ma vaff…  Da evitare. Non bisogna dare soldi a questa gente, ne hanno troppi e evidentemente a forza di lifting gli è imploso il cervello.

TIPO7 Quelli che ci ripensano perché devono metterci le mucche. E’ una variante che unisce il Tipo6 e il Tipo4. Questo tipo ha un figlio che, saputo dell’affitto del rustico in pietra appena ristrutturato, obbliga la madre a telefonarti per dirti tutta mortificata e vergognosa che non può più affittare perché il figlio deve metterci le mucche. Suona così patetico che non riuscirai nemmeno a rispondergli. E ti fa anche un po’ pena perché la vecchietta lo sa che il figlio vuole la casa libera da vendere appena lei schiatta.

TIPO8 Quelli che non ti affittano perché tu non frequenti i locali giusti. Soprattutto se vivi in un piccolo paese sui colli bolognesi, devi frequentare i bar del centro. Soprattutto quelli di destra. Se invece frequenti ANCHE un locale bukowskiano da cui passano musicisti, artisti, scrittori e vecchi comunisti bolognesi, dove ti fanno sei tipi di piadina vegan e danno asilo politico all’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, sei fuori dal giro. Felice di essere fuori dal giro, io ho il mondo e voi due stanze ammuffite e vuote.

TIPO9 Quelli che non hanno ancora finito di costruire.
Pubblicano l’annuncio con solo la piantina. Tu dici: ma sì, non saranno capaci di fare le foto. Sbagliato (vedi anche Tipo14), non hanno ancora finito di fare la casa, puoi visitare le fondamenta. Se c’è solo la piantina, bisogna ricordarsi di chiedere sempre se la casa è già finita. In alternativa finisci a fare 200 km per guardare la cartina dal vero, incementarti le scarpe nuove e sentire un’ora di descrizione orale su come sarà la casa. Si trasforma subito nel Tipo1. Devi emigrare o affittare da lui, non ci sono altre soluzioni.

TIPO10 Quelli che giocano all’interior designer. Sono soprattutto donne. Hanno bisogno di riempire una vita di shopping e shopping. Hanno bisogno di attenzione, tanta attenzione. Non hanno mai fatto un beatissimo niente nella vita, a parte parlare a vanvera, arredare (male) le case e comprare. Ti portano a visitare tutta la casa, perfettamente arredata. In ogni minimo angolo, ogni centimetro, non hanno trascurato niente, rischi di morire soffocata dalle nappine. Se obietti che cercavi una casa vuota perché hai i tuoi mobili, si stupiscono: impossibile che siano più belli di questi… e poi le nappine a ogni chiave le hai viste?! Ti prendono sotto braccio e ti fanno vedere la casa tre volte, ti spiegano nei particolari come hanno scelto la stoffa per le tende, quella per i cuscini del divano che si intona con le sedie in cucina, che riprende i colori del cotto, che a sua volta riprende l’interno della cappa del camino e il pulsante sul retro della centrifuga incassata, ma tu la conosci la poesia di Neruda sui pomodori? Due ore minimo di particolari, che si concludono con “cara, ci troviamo proprio bene noi due eh? Hai delle domande?”  (Sì: ti ha mandata mia madre, vero?).
Pericolosissime. Si trasformano in brevissimo nel Tipo1. Non bisogna affittare mai da loro, potresti trovartele ai piedi del letto alle due di notte che urlano “scusa cara, ero passata un attimo a vedere se questa nuova tappezzeria di Mastro Raphael si intona con il divano di Etro”.

TIPO11 Quelli della trattativa riservata. Questi li odio. Profondamente. Perché mesi fa ci dev’essere stato un agente immobiliare che ha pensato che fosse più figo mettere “trattativa riservata” anche per quattro sassi diroccati, così finisci in prima pagina nelle ricerche. Altri agenti l’hanno visto e si sa… Via, tutti a mettere “trattativa riservata”, che fa figo! Così adesso sulla maggior parte dei portali se fai la ricerca per prezzo ti devi prima sciroppare 3-4 pagine di “trattativa riservata” che vanno dall’ex villa toscana del sultano del Brunei a 20 mq senza cesso in fondovalle. Se vuoi sapere quanto costa, devi telefonargli. Loro però non te lo dicono, devi prima vederla. Occhio che sono tutti di Tipo1+Tipo 12… paura!

TIPO12 Quelli che devi prima passare in agenzia. Tu magari abiti a Roma, vedi l’annuncio che ti interessa e chiami per sapere se il sabato ti possono far vedere una casa a Firenze. Risposta: “Eh no, signora, deve prima passare in agenzia”.  ”Mi scusi, non posso venire direttamente in agenzia e a vedere la casa? Abito a Roma…”. Tono di superiorità “Eh no signora, prima venga in agenzia che vediamo bene di cosa ha bisogno”. (AH! Il Tipo1! Maledetto, ancora lui! Salta fuori ovunque.)
Il migliore di questa categoria mi è capitato sabato. Qui vado nei dettagli perché voglio proprio mostrarvi a cosa arriva la perversione del Tipo12.
Dovevo vedere una casa in località Goraiolo, frazione di Marliana, PT. Mentre arrivo a Marliana per una stradina scassata in salita 13% con spazio appena sufficiente per la macchina e niente guardrail, con strapiombo a contatto fiancata, il navigatore perde tutti i satelliti. Sfodero la mia cartina “Toscana” e riesco ad arrivare sulla piazza di Marliana (con i cartelli stradali arrivavo solo a “Cà di Pippo” ma Pippo non era in casa). Cerco l’agenzia all’indirizzo che mi hanno dato e non la trovo. Un vecchietto, ridendosela, mi dice che è ad altri 15 km di quella strada da infarto. Telefono in agenzia, con mezz’ora di anticipo sull’appuntamento, e chiedo se non ci possiamo vedere sulla piazza di Marliana, visto che la casa sta a Goraiolo cioè di fianco, dalla parte opposta dell’agenzia e che il mio navigatore è in coma. L’agente insiste che no, DEVO prima passare in agenzia! “Lei prima DEVE passare in agenzia! poi si va insieme a vedere la casa”.
Ora, so che qualcuno sta già ridendo mentre riporto che uno mi urla nel telefono “Lei DEVE venire prima in agenzia”. Ma spiegherò lo stesso per i neofiti che quando sono io a pagare, non DEVO proprio una cippa di niente. Io ti pago, tu mi vieni incontro. Funziona così. E senza “per favore” puoi avere solo una mia risposta: “Io non DEVO andare da nessuna parte. Finiamola qui che mi son già stufata. Arrivederci” (questo intanto che il mio augusto compagno, probabilmente discendente diretto di Giovanni della Casa, mi gesticolava di mandarlo affanculo apertamente e di dirgli che andava lui a prenderlo in agenzia per fargli fare il ritorno in valle a calci).
Per documentazione, voglio mostrare cosa voleva che facessimo. Perché questo è un caso veramente grave di Tipo12…va studiato.

Vediamo a sinistra la soluzione proposta dal Tipo12: partenza da Marliana, dirigersi per la strada inerpicata a Momigno, in agenzia. Vedere l’agenzia (senz’altro bellissima, imperdibile, sarà già sulle guide Touring), poi tornare a Goraiolo (punto C) tutti assieme allegramente, per la strada inerpicata ma ora in discesa. Totale 25 km da infarto, assolutamente inutili.
Vediamo a destra la mia soluzione idiota: sono sulla piazza di Marliana, troviamoci a Goraiolo, 5 km, e poi semmai, se mi piace la casa, vengo anche in agenzia e mi date anche in omaggio dischi e pastiglie nuove per venire a firmare il contratto.

Tipo13 Quelli del grandangolo esagerato. Dalle foto sembra una magione e il prezzo è adeguato al castello di Windsor, parco compreso. Ma quando vai a vederla scopri che è un appartamento nella Firenze della Minitalia. In cucina si entra uno alla volta, non di seguito, oppure il primo esce dalla finestra. La seconda camera è lo sgabuzzino, cieco. Il soffitto ti arriva a 20 cm dalla testa e se metti una sedia, quello che è uscito dalla finestra della cucina può solo buttarsi di sotto o restare lì imprigionato a vita.
Con il Tipo13 è inutile ogni discussione, anche perché c’è il pericolo che celi un Tipo1. Dite che richiamerete in settimana, buttate la scheda, programma testimoni ecc.

Tipo14 Quelli degli annunci senza foto. Se non ci sono le foto, è un pacco. Se va bene è orrenda, oppure si trova tra una segheria e un deposito spurghi. Lo so, lo so, anche io all’inizio ero ingenua e dicevo “magari il proprietario non sa usare la macchina digitale”. No. Non siate buonisti, il buonismo attira il Tipo14. Il Tipo14 conta su questo tuo buonismo ingenuo. Invece tutti oggi hanno una macchinetta digitale o un cellulare con fotocamera o almeno un amico con tale attrezzatura. No foto = fa schifo. E’ l’unica per evitare il Tipo14.
L’ultimo Tipo14 che ho incontrato (perché sono masochista e la casa era vicina a dove vivo) aveva metà delle finestre con i vetri rotti e aveva realizzato nel sottotetto un secondo bagno. Poi essendo provetto idraulico della domenica, il bagno si era intasato, visibilmente. 3 anni prima. Vi lascio immaginare l’odore per tutta la casa.

Tipo15 Quelli di Pistoia. Scusate, qui mi cala un po’ il rigore scientifico, vado sul personale.  Negli ultimi due mesi dovevo vedere quattro case tra Pescia e Pistoia. Ho beccato: il Tipo12, ovvero il mito della piantina sopra che illustra appunto il tipo12; il Tipo13, con la casa degli gnomi;  il Tipo4 che ci ha telefonato un’ora dopo l’appuntamento in cui ci ha bidonato, per farci parlare con la figlia che voleva sapere che tipo di criminali incalliti eravamo; infine il Tipo2 che dopo aver osannato la sua casa in tutte le lingue e aver spiegato venti volte la strada, ha scritto una email (sì una email!) due ore prima dell’appuntamento per dirci che aveva deciso di venderla. Con quelli di Pistoia proprio non ci si fa!  (con tutta la simpatia per gli amici pistoiesi)

 

E ora sarei io la psicopatica? Solo perché quando mi telefonano per una casa rispondo: “Allora, abito a questo indirizzo. Venga qui, mi citofoni e ne parliamo. Se le andiamo bene, si va a vedere la casa insieme. Prima però mi deve firmare un foglio in cui si impegna a non comunicarmi a trattativa in corso che la casa le serve per i cani, per le mucche, per la riserva di marjuana o per una cosa segreta che sa solo lei. Inoltre devono firmare il consenso all’affitto anche tutti i suoi figlioli, sua moglie, il cane, il gatto, le papere, i cugini fino al quarto grado, gli amici del bar e i soci dell’Acli del suo paese. Se no, non si può fare in partenza. E se la casa non mi piace, deve prendersi questa pillolina per scordarsi le ultime 24 ore e ingoiarla insieme al biglietto con il mio indirizzo, in mia presenza“.

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