05/2012
DOMENICA 20 A GENOVA CON RICETTEVEG.COM PER METTERE IN TAVOLA IL NOSTRO TERRAZZO

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Quando i desideri si avverano… senza aggiungere altro vi presento orgogliosamente il mio nuovo orto sul balcone, vi lascio alle immagini prima di entrare nei dettagli. Dopo una decina di anni di orti sul balcone nei vasi, sto sperimentando questo… Le foto sono dell’8 aprile, purtroppo non sono riuscita a postarle prima ma presto metterò anche le fasi di assemblaggio per chi è curioso di sapere come funziona questo signore arancione. Attorno, sul davanzale, per ora ho fatto il piccolo fast-food per insetti utili con delle verbene di vari colori.
Al momento in quest’orto da balcone vi alloggiano allegramente: 32 piante di pomodori tra scatolone, ciliegino e San Marzano, 20 piantine di basilico comune, 24 insalate tra radicchi, gentilina e lattughini, 6 piante di peperone lungo e 6 di melanzane oblunghe violette. Ne vedremo delle belle? Speriamo!
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La mia rubrica Coltivare e coltivarsi nell’orto su ViviConsapevole si è evoluta, insieme alla rivista che è arrivata a 20mila copie di tiratura. La rubrica è piaciuta ed è passata da una a due pagine e, come la rivista, ora è disponibile GRATIS in formato PDF.
Da questo numero, troverete sulla rivista la rubrica dell’orto e sul sito il calendario-lunario gratuito da scaricare con le semine e i lavori nell’orto, le lune, le albe e i tramonti. Un lunario elaborato da me, con le indicazioni di massima sui periodi di semina e indicazioni più particolari legate alla luna e alle cuspidi, basato sull’agricoltura biodinamica. E una pillolina di consapevolezza, che ci sta sempre
La rivista è scaricabile gratuitamente qui in pdf, oppure potete chiedere di riceverla a casa in cartaceo pagando solo le spese di spedizione. Sicuramente un buon modo di fare editoria di qualità, informazione consapevole e strumenti utili per tutti utilizzando meno carta possibile.
Da parte mia, spero che il calendario-lunario sia utile a molti e se volete inviare dei suggerimenti… sono qui
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Cari che passate di qui,
nonostante il Guardian quest’anno si sia impegnato a dimostrarmi che Babbo Natale o non esiste o gira nudo con renne in fiamme, io mi ostino a considerarlo una buona possibilità tra una vasta schiera di amici immaginari. Da vero amico immaginario, infatti, fa cose strabilianti: accoglie richieste che puntualmente soddisfa solo per i più ricchi, ma continua a essere amato dai più dai poveri, un po’ come il Superenalotto.
Io da bambina non ho capito subito chi portava i regali, uno sosteneva Gesù Bambino, l’altra Babbo Natale o i genitori, a seconda dei momenti, poi i cuginetti sostenevano fosse tale Santa Lucia, con la variante dei cuginetti americani che ricevevano i regali da tale “Santa” che però era sempre Babbo Natale e non Santa Lucia. La nonna, di indole steineriana, sosteneva che chiunque fosse, ne portava troppi.
Insomma, in questo casino incoerente, io alla fine mi ero convinta che sorgevano da soli alla base del pino. Da lì mi devo essere innamorata delle piante.
Poi c’era questo anonimo groenlandese travestito di rosso che si prendeva tutto il merito, con avvallo di Hollywood. Ho sempre avuto dei sospetti sul nonno di Heidi, comunque.
Oggi, quando mi capita di leggere pipponi chilometrici sul perché ai bambini bisogna dire da subito la verità e non fargli credere che entità soprannaturali portino a loro il trenino di legno e al vicino di casa la playstation3, mi viene da sorridere. I bambini vanno molto oltre.
Fin da piccola mi hanno venduto le peggiori stranezze, da renne che volano a quella cosa uno-e-trino che non ha ancora capito nessuno, incoerenze macroscopiche che vanno da Gesù Bambino che mi porta un quintale di regali costosi a Gesù adulto che sgrida i ricchi e i cammelli nella cruna dell’ago. Nonostante questo collage catto-pagano, ho sviluppato una testa da vera scassamaròni, invero piuttosto critica e amante della documentazione scientifica. Sicché, anche se ai bambini raccontate che i regali li porta Babbo Natale… non è che li condannate all’oscurantismo come sostengono tanti psicologi. Delle volte è meglio la serenità e l’allegria che le spiegazioni scientifiche. Per quelle ci sarà tempo.
Comunque, un po’ di surreale in me è rimasto, così ogni anno scrivo una lista di desideri, metti che poi si scopre che hanno ragione quelli di Hollywood e Babbo Natale esiste davvero…
Quindi, per questo Natale vorrei…
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Ho pensato di riunire in un’unico post tutti i prossimi appuntamenti e varie news, così posso tornare a occuparmi di autoproduzione & c. senza interrompere con segnalazioni varie, che ormai sembro l’annunciatrice Rai o, ancora peggio, una perversa egocentrica che si auto-annuncia.
Sto scoprendo però dalle vostre email, messaggi e commenti che i video di Geo&Geo funzionano molto di più di anni di spiegazioni su questo blog. All’inzio l’ho trovato un po’ frustrante. Sentire “ah, adesso ho capito!” dopo dieci minuti di filmato tv, non è un grande premio se hai passato un anno sui testi inglesi di microbiologia per scrivere un libro sui germogli.
Poi sono tornata sulla terra e ho ricordato che il mondo continuerà sempre ad essere diviso tra chi, come me, capisce meglio dai libri e ama infliggersi ore di studio, e chi invece capisce meglio vedendo le cose mentre vengono fatte. O chi si serve di entrambi. Insomma, alla fine è solo un altro mezzo, né migliore né peggiore. L’importante è solo che le pratiche di autoproduzione si diffondano sempre di più, che i consumi decrescano realmente.
Sono altresì orgogliosa di essere entrata nelle grazie di tutte le nonne, zie e mamme dei miei amici: pare che la cosa gli faccia acquistare punti e non li considerino più così strambi perché si fanno il pane in casa o non vogliono più entrare in un supermercato. A volte la tv è un vettore positivo
Io, chiaramente, per questo servizio di public relations con nonne e zie verrò a riscuotere. Mica lavoro gratis
Ma la cosa che mi rende più orgogliosa di tutte è che finalmente ho ricevuto anche delle proteste! Perché, bisogna dirlo, se vai in tv e non arriva mai neanche una protesta, diventi un po’ triste. Almeno io. Comincio a chiedermi: dico cose scontate? Si annoiano? Non interessa? Ma soprattutto: Non sto dando fastidio a nessuno??? Iooo??? Oddio, sono invecchiata! Mi sono appiattita, stai a vedere che non sono più io.
Invece, finalmente, sono arrivate le proteste! Che soddisfazione
Adesso so di fare qualcosa di utile. Settimana scorsa, per la puntata su come coltivare i germogli, si sono scatenati i produttori di germogli per la grande distribuzione. Ah-ah!
Basandosi sulla leggenda metropolitana che i germogli coltivati in proprio siano vettori di botulino, escherichia, peste bubbonica e qualche malattia tropicale, affermavano essere “pericolosissima” la coltivazione domestica. Per amore di scienza, è una fandonia. Semmai è vero il contrario: i germogli prodotti industrialmente e distribuiti nei supermercati potrebbero essere (non ‘sono‘, ma ‘potrebbero essere‘) vettori di botulinum e due tipi di escherichia. Non mi dilungo qui in spiegazioni scientifiche, nel mio libro le ho riportate tutte scrupolosamente oltre ad aver passato un anno intero a studiare la produzione e la conservazione dei germogli. C’è un’ampia bibliografia a corredo e la consulenza di biologi e nutrizionisti che sono andata a tampinare per le mie ricerche. Tutti gli studi condotti su casi, comunque rari, di intossicazioni alimentari da germoglio sono su intossicazioni da germogli IN COMMERCIO. NON da germogli prodotti in casa. Non c’è mai stato un caso, finora, di intossicazione alimentare da germoglio prodotto in casa.
Il che ovviamente non è una scusa per ignorare le normali regole igieniche (tenere i germogli sempre bene umidi, eliminarli in caso di muffe o cattivi odori, sterlizzare sempre il germogliatore o lavarlo con acqua bollente e sciacquarlo con acqua ossigenata).
E soprattutto: non compriamo i germogli, coltiviamoceli!!! è facile, divertente e alla portata di tutti.
Dopo questa puntata sui germogli, andata in onda mercoledì 23 novembre e che potete ancora vedere fino a stasera su RaiReplay o oltre sul mio canale youtube, domani 30 novembre si parlerà di protezione delle piante dal freddo e compost. Costruiremo serrette facilissime per le piante da proteggere e daremo il via a una compostiera domestica da balcone. Se poi volete cimentarvi seriamente, vi consiglio il sito di Kia.
Infine il 14 dicembre preparatevi a una super puntata sulle candele di soia: come prepararle, come fare gli stoppini, come colorarle e decorarle. Le candele di soia ricordo che sono biologiche, atossiche e vegan. Se prodotte in casa con materie prime controllate, abbiamo anche la garanzia del cruelty free. Ma se non avete voglia di farle da voi, ci sono diversi artigiani che le fanno, per esempio le meravigliose creazioni di Edera, acquistabili anche online!
BENE, annunci effettuati, vi anticipo perché voglio parlare d’altro: è arrivato un mostro arancione sul mio balcone e dovrebbe potermi far tenere un orto sul balcone a 800 mt in inverno. Ce la faremo?
Prossimamente sarò impegnata con questo!
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