SCORZETTE DI ARANCIA AL CIOCCOLATO (ricetta)

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04/2008

SCORZETTE DI ARANCIA AL CIOCCOLATO (ricetta)

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State guardando due kilogrammi di scorzette di arancia al cioccolato prodotte dalla sottoscritta. Vegan e da agricoltura biologica (Sia le scorzette che la sottoscritta, ovvio).
Tempo fa ne ho parlato lamentandomi del prezzo: 250 euro al kg! Secondo questa quotazione, dovrei aver prodotto 500 euro di scorzette, iva inclusa.

Sì, so cosa state pensando. Anche io ho avuto la tentazione di abbandonare il mio lavoro, darmi alla produzione di scorzette o quantomeno di correre a chiuderle in cassaforte. Il fatto è che per la prima opzione non basta fare le scorzette, bisogna costruirgli intorno anche tutta la pasticceria e il centro storico di Pavia. Continuerò a fare il mio lavoro. Per la seconda ipotesi invece, siccome la cassaforte non l’abbiamo, la mia metà ha provveduto a farle sparire nel giro di pochi giorni a colpi di mandibola.
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Comunque, visto che ero partita dal mio sbigottimento per il prezzo (e non erano nemmeno bio!!!), riprendo il discorso da questo punto: quanto ho speso.
Per 2 kg di scorzette al cioccolato ho usato:
10 grosse arance da agricoltura biologica Euro 2,58 (lo giuro! da Terracammina a Vigevano)
800 gr di cioccolato fondente del commercio equo Euro 12,00
1 kg di fruttosio Euro 2,98
1 stecca di vaniglia Euro 2,50
2 pezzi di cannella Euro 0,50
acqua
Totale 20,56 euro.
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Ho risparmiato quasi 480 euro! Per carità, li avrei risparmiati lo stesso tanto non avrei mai comprato 2 kg di scorzette, però bisogna ammettere che c’è una bella soddisfazione. :D Inoltre la mia metà che è un esperto in degustazione scorzette e critiche alle ricette vegane della sottoscritta ha dichiarato al primo tentativo che sono superiori a tutte quelle assaggiate finora :D Ne dovrò fare ancora prima che finiscano le arance!
Non ultimo, ovviamente non ho buttato via le arance dopo aver tolto le scorze. Ci ho fatto 4 vasetti di marmellata alle arance, ma questa è un’altra storia…
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Intanto, ecco la ricetta e i pochi ingredienti:
10 grosse arance da agricoltura biologica, io ho usato il tipo ‘tarocco di Sicilia’ ma non so quanto sia affidabile questa distinzione. Ci vogliono arance con la buccia grossa che si stacca facilmente.
800 gr di cioccolato fondente del commercio equo
1 kg di fruttosio (oppure zucchero semolato)
1 stecca di vaniglia
2 pezzi di cannella
acqua
un film: a un certo punto c’è da aspettare un’ora e mezza, io ho iniziato a farle dopo cena, ci vogliono 45 minuti tra sbucciatura e prime due cotture, poi c’è la terza cottura da un’ora e mezza… io a quel punto mi sono guardata un film e ho fatto un paio di pause per controllare la pentola. In questo modo la ricett lunga e labioriosa è stato un impegno marginale di una serata casalinga ;)
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Prima di tutto ho lavato bene le arance con bicarbonato. Poi ho tagliato tutte le calotte superiori e inferiori, è l’unica parte che si butta. Il resto della buccia va diviso in 4 spicchi e staccato come nell’immagine, in modo che la buccia si mantenga il più possibile intera.
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Le scorze vengono poi tagliate nella misura di 6 circa per ogni spicchio ottenuto. Quindi con 10 arance si ottengono 40 spicchi e di conseguenza 240 scorzette finali. Il taglio è una procedura di precisione in questa ricetta perché le scorzette tagliate troppo larghe non si candiscono bene e restano amare, mentre quelle tagliate troppo fini si spappolano in cottura andando a sporcare anche tutte le altre. Se vengono per caso scorzette troppo larghe, è meglio rifilarle, mentre per quelle troppo piccole, sebbene a malincuore è il caso di buttarle, onde evitare pasticci dopo.
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Come si vede dalle immagini la scorza bianca va lasciata ed è meglio scegliere arance con la buccia bella spessa, che si stacca con le mani e facilmente. Le arance a buccia fine non sono proprio utilizzabili per questo scopo. Bene, una volta ottenute le 240 scorze, si è fatto il lavoro più noioso&complicato, il resto è tutto in discesa :D
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A questo punto si mette a bollire 2 lt di acqua. La misura è in relazione alle scorzette: devono stare in acqua in modo che non stiano pigiate, l’acqua sobbollendo dovrà farle ‘ballare’ un po’. E’ meglio usare una buona pentola in acciaio inox con fondo pesante, perché la cottura, soprattutto la terza, deve essere lenta e uniforme, altrimenti si rischia di caramellare quelle sul fondo e lasciare crude quelle sopra.
E qui cominciano i tre giri di valzer:
1) una volta che l’acqua bolle, versare tutte le scorzette e mantenere la fiamma alta finché l’acqua non riprende a bollire. Quando riprende a bollire, attendere un minuto e poi scolare le scorzette. Io ho scolato le scorzette con una schiumarola e ho versato l’acqua aromatizzata all’arancia in un bidoncino: la uso per i diffusori di essenze, insieme a un pezzettino di cannella, così la casa ha un buon profumo di arancia e cannella :D 2) ripetere l’operazione del punto 1
3) preparare divano, lettore dvd, film e tisana: sta per arrivare il meritato riposo.
4) Versare nella pentola lo stesso quantitativo di acqua, nel mio caso 2 lt. Aggiungere il fruttosio, la stecca di vaniglia (riutilizzabile!) e la cannella. Una volta che giunge a ebollizione e lo zucchero si è ben sciolto, versare le scorzette. Lasciar fremere per un’ora e mezza, a fuoco lento. Guardarsi beatamente il film. L’acqua deve sobbollire, fremere, quel tanto più di cuocere e meno di bollire. Controllare che diventino traslucide prima di scolarle, alcune arance richiedono più tempo e altre meno.
Finito il film e finita la canditura.
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Terminata la canditura, si scolano e si fanno raffreddare su un piano di marmo per una notte o come ho fatto io che non ho piani di marmo, su piastre e ripiani del forno, occupando tutta la cucina. Tanto di notte non danno fastidio a nessuno e si è sparso un profumino lieto per tutta la casa :)
Bene, a questo punto me ne sono andata a dormire.
Il giorno dopo le ho riposte ad asciugare nel forno, senza accenderlo.
Il secondo giorno erano asciutte. La scorzetta asciutta sta in piedi da sola. La prendi in mano tra pollice e indice e rimane lì bella dritta. Se si piega o accenna a farlo, deve seccare ancora.
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Ultimo passaggio, anche questo l’ho fatto di sera dopo cena e ho lasciato asciugare di notte. Ma ho visto che il cioccolato si asciuga rapidamente, quindi si può fare anche di giorno, occupando la cucina per massimo un paio di ore di asciugatura.
Per l’ultimo passaggio ho sciolto il cioccolato a bagno maria, senza aggiungere nulla. Una volta sciolto, ho immerso le scorzette una a una, riponendole ad asciugare su fogli di carta oleata. Si può fare su un piano di marmo oliato leggermente con olio di semi, ma come dicevo prima il piano di marmo non ce l’ho e ho dovuto usare la carta oleata (carta forno) che è comunque andata benissimo.
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Gli ’schizzi’ di cioccolato li ho lasciati asciugare, poi una volta tolte le scorzette li ho raccolti e uniti al muesli ;)
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Ricapitolando, con 20 euro circa ho fatto:
2 kg di scorzette al cioccolato
4 vasetti di marmellata di arance
4 lt di acqua profumata all’arancia per bruciatori e umidificatori
gocce di cioccolato per il muesli
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250 euro al kg? Tzé! :D

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03/2008

DETERSIVI BIOALLEGRI

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Elena, strepitosa impegnatissima Elle, mi avvisa oggi che è uscito per i tipi di EMI il manuale che per tanto tempo è stato diffuso via web: DETERSIVI BIOALLEGRI sarà prossimamente IN LIBRERIA!!!! (ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – Euro 7,50 )

Il libro si può già ordinare inviando il buono d’ordine via rete (http://www.emi.it) oppure per TELEFONO al numero: 051 32.60.27; per FAX (+31-51) 32.75.52
per POSTA in busta chiusa a: EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA Via di Corticella 179/4 - 40128 BOLOGNA; per E-MAIL: ordini@emi.it
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza da Gruppo MondoNuovo (quinta.cosa.sacra chiocciola gmail.com)

Snif snif… posso dirlo? Son commossa! E’ così bello vedere un progetto crescere negli anni, con tanta santa pazienza, tante persone, tanta volontà e poi vederlo realizzato così bene.

Per chi non sapesse cosa sono i detersivi bioallegri, potete dare un’occhiatina al sito di Gruppo Mondo Nuovo: sono i detersivi eco, fatti con le nostre sante manine. Io da loro ho imparato tantissimo.
Mi piace tanto l’introduzione del vecchio manuale diffuso via web e ciclostile, che mi ero stampata e avevo diligentemente diffuso anche io:

Questo manuale è un Canto d’Amore alla Terra.
E’ una Promessa, di prenderci Cura della Terra.
E’ una Possibilità, costruita con pazienza.
E’ una Sfida strappata allo scetticismo di chi vuole convincerci
che non è semplicemente possibile cambiare le cose.

Ma più di tutto, mi piace quello che io considero uno dei lavori più divertenti&intelligenti di Gruppo Mondo Nuovo: Il manuale per apprendiste streghe ecologiche!
Mi piace tanto questa parte, che spiega al volo da dove nascono i detersivi cattivi e il perché dei detersivi bioallegri:

< < Nella nostra storia di terra e di cura della terra, la donna degli anni 40-50 , stanca di sacrificarsi per la cura della casa e della terra, fu ben felice di accettare le promesse del “commercio_chimico_blu” (barbablù, il predatore).

I detersivi chimici cominciarono ad entrare nelle case, attraverso essi la donna ottenne l’agognato riscatto: i detersivi le garantirono in breve tempo una vita più agiata, più comoda, più igienica. Con essa la possibilità di impegnarsi in campi ove fino ad allora l’accesso era di sola pertinenza maschile. Lavori domestici massacranti che costavano ore e fatica, poterono essere svolti in pochissimo tempo e con poca fatica… […]

Le generazioni a noi precedenti hanno svolto un lavoro profondo di rivalutazione del femminile. Hanno preso la donna sottomessa e piegata a terra nella fatica e nel dolore, e l’hanno innalzata a Essere Umano che Vale, e sta in piedi da solo. Questo lavoro va onorato, dobbiamo esserne grate e godere dei frutti di ciò. E rendere Grazie, Sempre. Adesso è arrivato il nostro tempo, e il nostro compito.

Spetta a noi di prendere in mano, e a cuore, il destino della donna e della terra, e renderlo migliore, per quanto ci è chiesto, per quanto ci è possibile. Spetta a noi lavorare e sacrificarci per consegnare alle nostre figlie, e ai nostri figli, un mondo e una terra migliori.>>

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02/2008

I LAVORI DI FEBBRAIO NELL’ORTO BIO

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Eccomi qui… oggi approfittando di un pomeriggio di sole particolarmente caldo mi sono dedicata a qualche lavoretto nell’orto. Durante la scorsa settimana avevo già fatto qualche pulizia e preparato una prosa di 5 metri e mezzo per 1,5 che sarà la parte ‘insalate’ fino a ottobre. Per prepararla, a novembre ho interrato lo spinacio matador, utilizzando la tecnica del sovescio, ovvero interrando gli ultimi spinaci rimasti e lasciando riposare il terreno insieme a un po’ di pellettato vegetale per agricoltura biologica. Il sovescio serve a rigenerare il terreno, aumentandone la materia organica, aiutando il mantenimento dell’azoto nitrico e arginando i problemi di erosione del terreno, tipici di tutti i terreni coltivati. Settimana scorsa ho rivoltato le zolle, inglobando questa volta foglie secche. Uso quelle di robinia, un po’ perché sono piccole e si ‘disfano’ prima, un po’ perché il bosco confinante ne mette a disposizione parecchie. Ho anche aggiunto altro pellettato.
Oggi sotto un tunnel in questa prosa ho seminato:

  • 1 mq di rapanelli
  • 3 mq di misticanza (nella foto sopra, la scorsa primavera)
  • 2,5 mq di spinaci
  • 1 mq di lattughino da taglio

Intanto sono già in crescita (aromatiche a parte) i carciofi, gli ultimi crauti cappucci insieme agli ultimi cavolfiori e cavolini di bruxelles, le ultime verze, le carote, la rucola e la lattuga rossa orchidea che ho provato per la prima volta… sembra molto bella, non abbiamo ancora assaggiato.
Come sempre le indicazioni sono GENERALI per un classico orto familiare :) Ah, prima di dimenticarmi… se non sapete come fare i tunnel o siete indecisi per l’acquisto, trovate qui i miei tips&tricks per fare i tunnel per orto con materiali di riciclo : http://www.erbaviola.com/2007/03/19/costruire-una-serra-tunnel-per-lorto/

Terreno / concimazioni
- Lavorazioni: vangatura profonda delle prose per portare in superficie i parassiti che così vengono distrutti dal freddo
- Concimare: concimi con un alto valore di potassio e fosforo, per rafforzare le piante; per arricchire il terreno in previsione della primavera è meglio utilizzare del concime organico ben maturo (letame o letame sfarinato, controllando che sia per agricoltura biologica), oppure del concime granulare a lenta cessione per agricoltura biologica, ricco in azoto (soprattutto per le prose in cui si pensa di mettere pomodori, zucche e peperoni).
- Asportare i residui delle precedenti vegetazioni- Preparare e tracciare le aiuole che ospiteranno le colture

Semina in semenzaio
anguria, basilico, catalogna, cavolo cappuccio estivo, cetriolo, cipolle, indivia, lattuga, melanzana, peperone, pomodoro, porro, sedano

Semina all’aperto
nelle aiuole più calde e assolate è ora di seminare a scelta: bietola da coste, carote, cicoria, fave, lattuga da taglio, piselli, prezzemolo, ravanelli, spinaci, valeriana. Ovviamente in piccole quantità così da poterle consumare tutte e così da evitare enormi danni a tutta la produzione annuale di una verdura in caso di gelate improvvise. Coprire con film plastico almeno nei primi 4-5 giorni per permettere una germinazione adeguata. Poi è consigliabile di coprire con mini serrette rivestite di plastica, da cambiare se proprio fa caldo con tessuto-non-tessuto

Trapianti
cipolle, aglio e patate precoci

Raccolta
cavoli verza e cappuccio, broccoli, cavolfiori, cavolini di bruxelles, cavoli rossi, cardi

Cure anti-parassitarie
trattamenti preventivi su alberi da frutta con olio di neem

Frutteto
Si piantanto o trapiantano alberi da frutto con fioritura primaverile. Se il terreno non è gelato, si possono piantare nuovi alberi da frutto. Per piantare adeguatamente una pianta da frutto dovremo predisporre una buca di circa 50-60 cm di profondità e di 40-50 cm di diametro. Sul fondo della buca metteremo del letame ben maturo che ricopriremo con uno strato di terra di 10 cm circa in modo che le radici non entrino in contatto con lo stesso; la pianta dovrà essere posizionata al centro della buca. La buca dovrà essere ricoperta con un terriccio composto da tre parti di terra, una parte di torba e una parte di humus di lombrico.Si consiglia di non potare le piante durante i mesi più freddi, al fine di evitare che le gelate rovinino i rami.E’ inoltre importante spargere del letame maturo intorno alle piante da frutto già a dimora, senza toccare il tronco, e vangare la terra circostante. Va bene sia lo sfarinato per agricoltura biologica che il pellettato sempre per agricoltura biologica

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02/2008

Fare il latte di soia in casa

 *** ATTENZIONE QUESTO POST POTREBBE INDURRE ALL’USO REPENTINO DELLA CARTA DI CREDITO ***
Vi presento una mia vecchia amica, si chiama Macchina per Fare il Latte di Soia ma in famiglia la chiamiamo con il suo nome originale: SoyaJoy.

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Joy lo è di sicuro, almeno per la sottoscritta. Un po’ meno per i gatti di casa che quando la sentono lavorare scappano in volata. SoyaJoy è nata negli USA e ha vissuto a casa di una simpatica coppia italo-giapponese per qualche anno. Poi tramite un’amica comune, la signora Asta Online, ci siamo presentati e ha raggiunto casa nostra alla modica cifra di 29,00 euro. Voi non fatele sapere che ve l’ho detto, è un tantino permalosa ;) A suo prezzo ci tiene molto: 90-100 dollari ma la signora Asta Online fa parecchie presentazioni ultimamente… basta aver pazienza.
Da quando ci conosciamo, io e SoyaJoy siamo andate sempre d’accordo. Non c’è nessuno che come lei spacchi il minuto, nemmeno quell’ingombrante del Robot da Cucina. Comunque, non abbiamo molto tempo ora, tra mezz’ora la cena è in tavola.

Nel frattempo io e SoyaJoy - ma soprattutto lei - vi facciamo vedere come passiamo insieme una ventina di minuti ogni 2-3 giorni.

Prima inserisco nel cestello interno 100 gr di fagioli di soia lasciati a bagno per 24 ore (alcuni li lasciano 12 ore, ma a me sembra che venga meglio con 24). Poi aggiungo l’acqua nella caraffona metallica inferiore, rimetto il coperchio e premo Start. Il mio lavoro è finito. Intanto che faccio altro, lei riscalda, tritura, macina e bolle. Non è silenziosissima, non potrebbe fare nulla di sera in un appartamento ma qui da noi può far rumore quanto le pare :D
Intanto che lei si dà da fare vi posso raccontare che da quando è arrivata qui, si son visti subito tre notevoli vantaggi: economico, ecologico e gastonomico.
Quello economico è presto detto:  1 lt di latte di soia costa a seconda delle marche da 1,90 as 2,50 euro. 1 pacchetto di fagioli di soia da 500 gr costa 1 euro circa , che diviso cinque visto che se ne usano solo 100 gr, fa 0,20 euro. Provate a comprare per un anno il latte di soia a 0,20 invece che a 2 euro e qualche risultato lo notate ;) Per non parlare di latti più costosi come quello di riso, di mandorle, di orzo, di nocciole… che si fanno sempre con questa macchinina deliziosa! :D Il vantaggio ecologico è poi indubbio: smettere di comprare le confezioni di tetrapack è un dovere!  Il tetrapack infatti non è smaltibile, si dovrebbe fare una raccolta differenziata apposta per il tetrapack, come fanno in alcuni paesi più civili e meno corrotti come l’Austria. Pensate inoltre a quanti brik si eviterebbe di trasportare e … non devo dirlo a voi di non farvi infinocchiare dalle pubblicità a tema ecologico della tetrapack! E’ inutile che ripiantino foreste in Svezia quando stanno disboscando foreste primarie per fare i cartoni del latte!
Non ultimo il vantaggio gastronomico: buona parte del latte di soia in commercio, a mia modesta opinione, sa di cartapesta. Sembra sciacquatura di carta in ammollo con vago sentore di vaniglia e violaciocca. Il latte di soia della SoyaJoy invece esce non aromatizzato, quindi a seconda dell’uso me lo aromatizzo come mi pare. Con sale iodato se devo fare il tofu, con malto e vaniglia se lo devo bere, senza niente se devo usarlo per cucinare.

Bene, ha giusto finito ora  di darsi da fare! Vediamo… prima di tutto stacco la spina e sollevo il coperchione bianco utilizzando l’apposito manico, poi

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estraggo il cestello che conteneva i fagioli di soia e che ora contiene l’okara. Il latte di soia è spumoso e caldissimo, tanto che quando devo fare il tofu metto direttamente il magnesio nella caraffa della SoyaJoy (ulteriore vantaggio!).

Poi passo a mescolare con un cucchiaio di legno e aggiungo gli aromi, in questo caso malto d’orzo e due dita d’acqua in cui ho lasciato a bagno un pezzetto di stecca di vaniglia.

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Intanto che il latte si intiepidisce, passo ad occuparmi dell’okara e lo estraggo dal cestello riponendolo in una terrina. Il latte si può conservare in frigo in una brocca o in bottiglia, io di solito non supero i 3 giorni ma ho sentito che ci sono persone che lo conservano per 5.

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Ecco qui il magnifico okara, si può usare subito oppure conservarlo per un paio di giorni in frigo. Di fianco nella categoria ricette trovate alcune delle mie ricette con l’okara, leggero e nutriente. E se proprio non sapete cosa farvene, buttatelo nel compost o mischiatelo al terriccio per le piante, è ottimo, un nutriente-bomba!

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I venti minuti sono passati! Ciao SoyaJoy, ci vediamo tra un paio di giorni! :D

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11/2007

Digiuno finito. Mi sento come una fatina di Celidonia

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21 giorni di digiuno attenuato, finiti sabato. Sono passati velocemente, complice il lavoro che non mi ha mai mollata un momento e la mia metà che faceva il tifo. Dopo la prima settimana ho iniziato a stare benissimo. Scomparso completamente il mal di testa che mi opprimeva quasi tutti i pomeriggi, scomparsi i gonfiori di pancia e soprattutto… scomparso il dolorosissimo ciclo che arrivava puntuale ormai da qualche mese, facendomi sospettare il peggio. Mi sento leggera, sto benissimo, sono più attiva del solito e ne ha risentito anche l’umore. Proseguirò l’alimentazione Kousmine per qualche altra settimana, almeno fino a Natale. Piano piano, quindi mi sono depurata e disintossicata. Ok, sono vegana, non c’era moltissimo da disintossicare… però diciamo che dolci e fritti hanno avuto una buona parte di colpe. In particolare, da tre giorni si è sgonfiata la lingua, è scomparsa la patina biancastra e ho smesso di lavarmi i denti dieci volte al giorno. Le storie sull’alito puzzolente dei digiunatori mi avevano particolarmente colpita e io preventivamente mi sono armata di dentifricio al mentolo. Tra l’altro c’è questa reazione della pulizia estrema che non mi è ancora chiara. Premesso che ognuno reagisce in base ai suoi background esistenziali, io invece che i cali di zuccheri ho avuto degli attacchi di spugnetta: avevo uno stimolo continuo a fare le pulizie in casa. Così è successo che la prima settimana ho addirittura spostato i mobili della sala da sola, l’ho sistemata in un altro modo e pulito tutto da cima a fondo. Una sera, sempre nella prima settimana, ero presente a me stessa mentre lavavo i piatti, poi persa nel filo dei miei pensieri mi sono ripresa un paio di ore dopo, mentre chiudevo la dispensa tirata a lucido. Di solito penso davanti al mac, o seduta sul divano, o mentre sferruzzo. Ma di non accorgermi di fare le pulizie non mi era mai capitato. A volte il lavoro è un bene, altrimenti chissà dove sarei arrivata, se fossi stata una persona normale, con un normale lavoro da 8 ore al giorno. In più, ho sempre criticato gli architetti che fanno tutto bianco-ospedale. Freddo. Invece ho cominciato a volere tutto bianco, così la camera da letto è stata la prima a farne le spese visto che era in lavorazione: bianco totale, tranne un comò antico nato prima di queste manie color pvc. Ora sembra una camera di AD, bisognerà fare qualcosa. Indubbiamente questo digiuno ha notevoli risvolti psichici.
Insomma, come ho scritto nel titolo, ora mi sento come una fatina di Celidonia. La mia preferita è quella nella foto sopra ma vi consiglio un giro tra le opere di Celidonia, resterete incantati! Premetto che chi frequenta lande più etiche, la conosce sicuramente già come Bluebell (… e non ci si scordi della simpaticissima Emily!!!). Se poi vi venisse il lampo creativo, potete seguire le orme di Celidonia in un bosco speciale: Miniaturitalia dove non solo esporrà le sue fatine, ma terrà anche un workshop per realizzare uno dei suoi tenerissimi coniglietti. Se poi siete addirittura così fortunate da abitare a Roma… potete fare un corso con lei! (Se volete sapere come mi sentivo prima del digiuno, vi accontento subito.. come una di quelle orripilanti sculture di Rabarama!)
In questi giorni, oltre a lavorare moltissimo, ma proprio moltissimo, con qualche giro di veglia da 48 ore, ho fatto brevi visite al sito per cancellare qualche commento idiota, strampalato o privo di senso. Poi mi sono pentita, perché alla fine la censura è sempre ingiusta e visto che la maggior parte dei commenti venivano da nuovi visitatori, non era una bella accoglienza. Allora li ho recuperati nelle email, e rispondo a tutti qui.
  1. Emilia B.
    >Lei è un’incosciente!!! L’anoressia e i disturbi alimentari sono dei problemi molto diffusi tra i giovani. L’esempio negativo di molte >celebrità, che sfoggiano silhouette pelle e ossa, può generare un’errata venerazione per la magrezza. Dando questo esempio lei può >danneggiare tante ragazze che la imitano! Io ho una figlia anoressica e posso ringraziare gente come voi che non si cura dell’effetto di >quello che scrive sugli altri!!!
    Signora, io sarò un’incosciente ma lei è un ignorante. Primo perché non sono una celebrità e la cosa mi ha fatto davvero ridere. Secondo perché non mi conosce e mi creda, pelle e ossa è una definizione molto lontana da me. Il mio io subcosciente sta ancora cercando di smettere di ridere, dopo 10 giorni dalla sua email. Terzo perché avete rotto le scatole lei e tutti questi maniaci dell’anoressia indotta. Nel mondo c’è gente che uccide, che fa del bene, che è anoressica, che è bulimica, che si dà al volontariato e che si annulla nella tossicodipendenza. Se sua figlia ha deciso per l’anoressia, ha un problema e il suo problema non sono io che faccio un digiuno terapeutico ma lei che non ascolta sua figlia così come non ha letto quello che ho scritto io prima di postare questo commento idiota.
  2. MadameButterfly
    >Il digiuno, anche saltuario, è dannoso. Non bisognerebbe divulgare pratiche del genere.
    Grazie dell’enorme apporto scientifico alla discussione, ero rimasta che lei faceva la tennista, ma vedo che ora è nutrizionista.
  3. Federico
    >Digiunare può servire al massimo a far crollare la pressione, se non peggio
    mmmh… con tutte queste motivazioni scientifiche mi avete quasi convinta…
  4. Alexia
    >5-7 giorni senza assumere solidi mi sembrano una cosa scellerata e non lo farei assolutamente in nessun momento dell’anno. >Inoltre non vedo in che senso ciò possa contribuire a “disintossicarsi dalle tossine”. A parte che le tossine se ne vanno da sole, ma cmq >non è digiunando che se ne smaltiscono gli effetti. Semmai ha senso assumere supplementi di fermenti lattici, per ripristinare la flora >batterica buona…
    Alexia, capisco che a voi cyborg succeda che ‘le tossine se ne vanno da sole’, ma a noi umani no. Se legge bene i post sul digiuno, c’è spiegata per filo e per segno la faccenda della tossiemia e dello smaltimento delle tossine. Poi ognuno è libero di credere alla Marcuzzi o a dei medici, sono scelte.
  5. FrancyBlu
    >Si sentiva il bisogno di un altro sito del cazzo pro-anoressia! brava! renditi conto di quante vite avrai sulla coscienza!!!
    Ma leggere prima di dare aria alla bocca è un esercizio così difficoltoso in Italia?? Pare di sì…
  6. ClaraXXS
    >Vedrai che ce la fai, poi ti sentirai benissimo. Essere magri è più importante che essere sani! Essere magri e non mangiare sono simbolo >di vera forza di volontà e autocontrollo.
    Sì, il problema è che poi si diventa imbecilli come te. Ma non potete aprire un sito tu e quegli altri esauriti sopra e discutervela tra voi?? Io non sono anoressica, non intendo esserlo, ho fatto solo un digiuno terapeutico, non c’entra un fico con l’anoressia.
  7. E infine colei che verrà fustigata con la lattuga, perché la conosco e ha lasciato questo commento del piripì:
    > Non voglio assolutamente essere critica, per me va bene essere vegetariani o vegani ma addirittura il digiuno o essere fruttariani… no, >per me è veramente troppo. Con questo non c’è l’ho assolutamente con te ;)
    Ma che crisbel c’entra essere vegani con il digiuno??? Non è una scala decrescente verso l’annullamento, del tipo onnivori > vegetariani > vegani > crudisti > fruttariani > digiunatori. Tra l’altro chi si rivolge di più al digiuno sono proprio gli onnivori visto che si intossicano con qualsiasi schifezza, dal grasso animale agli ormoni per i bovini :D L’essere vegani probabilmente porta a una maggiore consapevolezza alimentare, per forza di cose, ma è una conseguenza, non ha niente a che vedere con il fatto che decida per un digiuno terapeutico, cosa che avrei potuto fare anche anni fa, da onnivora. Tra l’altro, nel libro che ho citato nel primo post, Il digiuno per la propria salute , neanche uno dei pazienti trattati è vegetariano! Sarà magari che vegetariani e vegani hanno molto meno da disintossicarsi ;)
mah… sono tutti pazzi questi Galli ;)

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