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	<title> &#187; fai da te &amp; autoproduzione</title>
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		<title>BABBO NATALE GIRA NUDO CON RENNE IN FIAMME</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari che passate di qui, nonostante il Guardian quest&#8217;anno si sia impegnato a dimostrarmi che Babbo Natale o non esiste o gira nudo con renne in fiamme, io mi ostino a considerarlo una buona possibilità tra una vasta schiera di amici immaginari. Da vero amico immaginario, infatti, fa cose strabilianti: accoglie richieste che puntualmente soddisfa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/natale0012a.jpg"><br />
</a><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/natale0012b.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1553" title="natale0012b" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/natale0012b.jpg" alt="" width="819" height="614" /></a></p>
<p><strong>Cari che passate di qui</strong>,</p>
<p>nonostante il Guardian quest&#8217;anno si sia impegnato a <a href="http://www.guardian.co.uk/science/grrlscientist/2011/dec/22/1" target="_blank">dimostrarmi che Babbo Natale o non esiste o gira nudo</a> con renne in fiamme, io mi ostino a considerarlo una buona possibilità tra una vasta schiera di amici immaginari. Da vero amico immaginario, infatti, fa cose strabilianti: accoglie richieste che puntualmente soddisfa solo per i più ricchi, ma continua a essere amato dai più dai poveri, un po&#8217; come il Superenalotto.</p>
<p><strong>Io da bambina non ho capito subito chi portava i regali</strong>, uno sosteneva Gesù Bambino, l&#8217;altra Babbo Natale o i genitori, a seconda dei momenti, poi i cuginetti sostenevano fosse tale Santa Lucia, con la variante dei cuginetti americani che ricevevano i regali da tale &#8220;Santa&#8221; che però era sempre Babbo Natale e non Santa Lucia. La nonna, di indole steineriana, sosteneva che chiunque fosse, ne portava troppi.<br />
Insomma, in questo casino incoerente, io alla fine mi ero convinta che sorgevano da soli alla base del pino. Da lì mi devo essere innamorata delle piante.<br />
Poi c&#8217;era questo anonimo groenlandese travestito di rosso che si prendeva tutto il merito, con avvallo di Hollywood. Ho sempre avuto dei sospetti sul nonno di Heidi, comunque.</p>
<p><strong>Oggi, quando mi capita di leggere pipponi chilometrici sul perché ai bambini bisogna dire da subito la verità</strong> e non fargli credere che entità soprannaturali portino a loro il trenino di legno e al vicino di casa la playstation3, mi viene da sorridere. I bambini vanno molto oltre.<br />
Fin da piccola mi hanno venduto le peggiori stranezze, da renne che volano a quella cosa uno-e-trino che non ha ancora capito nessuno, incoerenze macroscopiche che vanno da Gesù Bambino che mi porta un quintale di regali costosi a Gesù adulto che sgrida i ricchi e i cammelli nella cruna dell&#8217;ago. Nonostante questo collage catto-pagano, ho sviluppato una testa da vera scassamaròni, invero piuttosto critica e amante della documentazione scientifica. Sicché, anche se ai bambini raccontate che i regali li porta Babbo Natale&#8230; non è che li condannate all&#8217;oscurantismo come sostengono tanti psicologi. Delle volte è meglio la serenità e l&#8217;allegria che le spiegazioni scientifiche. Per quelle ci sarà tempo.</p>
<p>Comunque, un po&#8217; di surreale in me è rimasto, così ogni anno scrivo una lista di desideri, metti che poi si scopre che hanno ragione quelli di Hollywood e Babbo Natale esiste davvero&#8230;</p>
<p><strong>Quindi, per questo Natale vorrei&#8230;</strong></p>
<ul>
<li>che quest&#8217;<a href="http://www.ortiurbani.it/index.php/it/Shop/Tavoli+OrtoUrbano/66/OrtoUrbano+Maxi++" target="_blank">orto da balcone</a>, che durerà 50 anni, arrivi sul mio balcone prestissimo e mi permetta di coltivare tante verdurine anche in inverno, soprattutto mentre l&#8217;orto vero è coperto di neve o completamente ibernato come adesso;</li>
<li>450 lt di terriccio biologico per l&#8217;orto di cui sopra, compreso compagno che amorevolmente lo porti nel punto necessario all&#8217;utilizzo senza lasciarmi <em>single</em>;</li>
<li>che tutti quelli che dicono di amare gli animali la smettessero di mangiarli;</li>
<li>che chi ha dei figli si impegnasse per primo a non inquinare, perché il mio risparmio sui carburanti non abbatterà mai i vostri tre anni di pannolini usa e getta;</li>
<li>che Babbo Natale si ripigliasse indietro i chili che mi ha regalato gli scorsi natali;</li>
<li>che chi mi vuole bene continui a volermene e che accolga come prezioso il bene che gli porto.</li>
</ul>
<div>Per il resto, <strong>che voi festeggiate Saturnalia, Natale, Hanukka o guardate con compassione l&#8217;irrisorietà delle gioie da consumismo e come me ascoltate con disperazione le cacofonie americane natalizie&#8230; grazie di esserci</strong> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </div>
<div>Ci rivediamo tra qualche giorno!</div>
]]></content:encoded>
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		<title>GERMOGLI, COMPOST &amp; CANDELE DI SOIA&#8230; E ULTIMO AGGIORNAMENTO SULLE PUNTATE DI GEO&amp;GEO :)</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2011/11/29/germogli-compost-candele-di-soia-e-ultimo-aggiornamento-sulle-puntate-di-geogeo.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 16:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Ho pensato di riunire in un&#8217;unico post tutti i prossimi appuntamenti e varie news, così posso tornare a occuparmi di autoproduzione &#38; c. senza interrompere con segnalazioni varie, che ormai sembro l&#8217;annunciatrice Rai o, ancora peggio, una perversa egocentrica che si auto-annuncia. Sto scoprendo però dalle vostre email, messaggi e commenti che i video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1543" title="germogli_erbaviola" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/germogli_erbaviola1.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho pensato di riunire in <strong>un&#8217;unico post tutti i prossimi appuntamenti e varie news</strong>, così posso tornare a occuparmi di autoproduzione &amp; c. senza interrompere con segnalazioni varie, che ormai sembro l&#8217;annunciatrice Rai o, ancora peggio, una perversa egocentrica che si auto-annuncia.</p>
<p>Sto scoprendo però dalle vostre email, messaggi e commenti che i video di Geo&amp;Geo funzionano molto di più di anni di spiegazioni su questo blog.<strong> All&#8217;inzio l&#8217;ho trovato un po&#8217; frustrante</strong>. Sentire &#8220;ah, adesso ho capito!&#8221; dopo dieci minuti di filmato tv, non è un grande premio se hai passato un anno sui testi inglesi di microbiologia per scrivere un libro sui germogli.<br />
Poi sono tornata sulla terra e ho ricordato che il mondo continuerà sempre ad essere diviso tra chi, come me, capisce meglio dai libri e ama infliggersi ore di studio, e chi invece capisce meglio vedendo le cose mentre vengono fatte. O chi si serve di entrambi. Insomma, alla fine è solo un altro mezzo, né migliore né peggiore. <strong>L&#8217;importante è solo che le pratiche di autoproduzione si diffondano sempre di più</strong>, che i consumi decrescano realmente.</p>
<p>Sono altresì orgogliosa di essere entrata nelle grazie di tutte le nonne, zie e mamme dei miei amici: pare che la cosa gli faccia acquistare punti e non li considerino più così strambi perché si fanno il pane in casa o non vogliono più entrare in un supermercato. A volte la tv è un vettore positivo <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   Io, chiaramente, per questo servizio di <em>public relations</em> con nonne e zie verrò a riscuotere. Mica lavoro gratis <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma la cosa che mi rende più orgogliosa di tutte è che <strong>finalmente ho ricevuto anche delle proteste</strong>!   Perché, bisogna dirlo, se vai in tv e non arriva mai neanche una protesta, diventi un po&#8217; triste. Almeno io. Comincio a chiedermi: dico cose scontate? Si annoiano? Non interessa? Ma soprattutto: Non sto dando fastidio a nessuno??? Iooo???  Oddio, sono invecchiata! Mi sono appiattita, stai a vedere che non sono più io.</p>
<p>Invece, finalmente, sono arrivate le proteste!  Che soddisfazione <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Adesso so di fare qualcosa di utile. Settimana scorsa, per la puntata su come coltivare i germogli, <strong>si sono scatenati i produttori di germogli per la grande distribuzione</strong>. Ah-ah!<br />
Basandosi sulla leggenda metropolitana che i germogli coltivati in proprio siano vettori di botulino, escherichia, peste bubbonica e qualche malattia tropicale, affermavano essere &#8220;pericolosissima&#8221; la coltivazione domestica.   Per amore di scienza, è una fandonia. Semmai è vero il contrario: i germogli prodotti industrialmente e distribuiti nei supermercati potrebbero essere (non &#8216;<em>sono</em>&#8216;, ma &#8216;<em>potrebbero essere</em>&#8216;)  vettori di <em>botulinum</em> e due tipi  di <em>escherichia</em>. Non mi dilungo qui in spiegazioni scientifiche, nel mio libro le ho riportate tutte scrupolosamente oltre ad aver passato un anno intero a studiare la produzione e la conservazione dei germogli. C&#8217;è un&#8217;ampia bibliografia a corredo e la consulenza di biologi e nutrizionisti che sono andata a tampinare per le mie ricerche. <strong>Tutti gli studi condotti su casi, comunque rari, di intossicazioni alimentari da germoglio sono su intossicazioni da germogli IN COMMERCIO</strong>. NON da germogli prodotti in casa. Non c&#8217;è mai stato un caso, finora, di intossicazione alimentare da germoglio prodotto in casa.<br />
Il che ovviamente non è una scusa per ignorare le <strong>normali regole igieniche</strong> (tenere i germogli sempre bene umidi, eliminarli in caso di muffe o cattivi odori, sterlizzare sempre il germogliatore o lavarlo con acqua bollente e sciacquarlo con acqua ossigenata).<br />
E soprattutto: non compriamo i germogli, coltiviamoceli!!! è facile, divertente e alla portata di tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo questa <strong>puntata sui <span style="color: #8a68ad;">germogli</span>, andata in onda mercoledì <span style="color: #8a68ad;">23 novembre</span></strong> e che potete ancora vedere fino a stasera su RaiReplay o oltre sul mio <strong><a href="http://www.youtube.com/user/erbaviola" target="_blank">canale youtube</a></strong>, <strong>domani <span style="color: #8a68ad;">30 novembre</span> si parlerà di <span style="color: #8a68ad;">protezione delle piante dal freddo e compost</span></strong>. Costruiremo serrette facilissime per le piante da proteggere e daremo il via a una compostiera domestica da balcone. Se poi volete cimentarvi seriamente, vi consiglio il sito di <a href="http://equoecoevegan.blogspot.com/" target="_blank">Kia</a>.</p>
<p>Infine il<strong><span style="color: #8a68ad;"> 14 dicembre</span> preparatevi a una super puntata sulle <span style="color: #8a68ad;">candele di soia</span></strong>: come prepararle, come fare gli stoppini, come colorarle e decorarle. Le candele di soia ricordo che sono biologiche, atossiche e vegan. Se prodotte in casa con materie prime controllate, abbiamo anche la garanzia del cruelty free. Ma se non avete voglia di farle da voi, ci sono diversi artigiani che le fanno, per esempio le meravigliose creazioni di <a href="http://casaedera.blogspot.com/p/ederasoapcandles.html" target="_blank">Edera</a>, acquistabili anche online!</p>
<p>BENE, annunci effettuati, vi anticipo <strong>perché voglio parlare d&#8217;altro: è arrivato un mostro arancione</strong> sul mio balcone e dovrebbe potermi far tenere un orto sul balcone a 800 mt in inverno. Ce la faremo? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Prossimamente sarò impegnata con questo!</p>
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		<title>QUALI MAGIE DAI SEMI DI LINO? Geo&amp;Geo, Rai3, 9 novembre</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 15:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa si può fare con i semi di lino? Tantissime cose utili! Da un multivitaminico ricco di omega3 e omega6, fino a un gel per capelli che li fortifica e evita la comparsa di doppie punte&#8230; e tanto altro ancora! Ne parlerò domani 9 novembre, durante Geo&#38;Geo, Rai3, alle 18.00 e preparerò in diretta il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P ALIGN="CENTER"><img class="aligncenter size-full wp-image-1517" title="fioridilino" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/fioridilino.png" alt="" width="500" height="332" /></p>
<p>Cosa si può fare con i semi di lino? Tantissime cose utili! Da un multivitaminico ricco di omega3 e omega6, fino a un gel per capelli che li fortifica e evita la comparsa di doppie punte&#8230; e tanto altro ancora! Ne parlerò <strong>domani 9 novembre, durante Geo&amp;Geo, Rai3, alle 18.00 </strong>e preparerò in diretta il mio <a href="http://www.erbaviola.com/2007/07/27/oil-non-oil-ai-semi-di-lino-fortificante-per-capelli.htm" target="_blank">oil non oil ai semi di lino</a>.<br />
Per chi è interessato ma non ha la televisione o lavora in quegli orari, nel giro di massimo un paio di giorni metto il filmato sul mio <strong>canale youtube: <a href="http://www.youtube.com/user/erbaviola">http://www.youtube.com/user/erbaviola</a></strong>  dove ci sono già le precedenti puntate, oppure è possibile vedere l’intera puntata dopo 24 ore sul sito di Rai Replay, per circa 7 giorni.</p>
<p>Ne approfitto anche per <strong>ringraziare di cuore</strong> tutte le persone che hanno scritto alla redazione di Geo&amp;Geo dopo le precedenti puntate. Non ho avuto ancora modo di vedere le email ma mi hanno detto che ne sono arrivate tante di apprezzamento per gli argomenti trattati e questo mi fa un piacere enorme, perché vuol dire che sempre più persone decidono di essere più sostenibili nei confronti del pianeta.</p>
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		<title>OTTOBRE DI CAVOLI, VERZE &amp; C.</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 13:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi ricordate l&#8217;orto iniziato in agosto? Eccolo qui, sull&#8217;incontenibile-andante (Purtroppo le foto, fatte stamattina, sono state fatte per 3/4 sotto la pioggerellina&#8230;la qualità è quella che è) In primo piano gli ultimi porri trapiantati, i cavolfiori (dove mancano, è perché sono andati in tavola), ultimi finocchi che però son stati messi tardi e quindi ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate <strong>l&#8217;<a href="http://www.erbaviola.com/2011/08/08/cominciare-lorto-in-agosto.htm" target="_blank">orto iniziato in agosto</a></strong>? Eccolo qui, sull&#8217;incontenibile-andante <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   (Purtroppo le foto, fatte stamattina, sono state fatte per 3/4 sotto la pioggerellina&#8230;la qualità è quella che è)</p>
<p>In primo piano gli ultimi <strong>porri</strong> trapiantati, i <strong>cavolfiori</strong> (dove mancano, è perché sono andati in tavola), ultimi <strong>finocchi</strong> che però son stati messi tardi e quindi ci mangeremo come baby finocchio e ne utilizzeremo i semi mandandoli a fiore. Più in là <strong>cavoli</strong>, <strong>verze</strong>,<strong> basilico</strong> e insalate di diversi tipi. Insomma, l&#8217;abbiamo dimostrato che l&#8217;orto si può cominciare anche in agosto? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Purtroppo qui arriverà a breve la neve, quindi a parte le insalate e qualche altra crucifera a sviluppo breve, non c&#8217;è più molto da trapiantare &#8230; se no rischia di essere innevato prima ancora di crescere!</p>
<p>Per chi è interessato, di cavoli, verze e crucifere in genere e di come trapiantarle, proteggerle e coltivarle anche sul balcone se ne parlerà <strong>domani durante Geo&amp;Geo, Rai3, alle 17.40</strong>.</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1462" title="01" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/0113.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>Questi <strong>cavolfiori</strong> danno soddisfazione. Sembra ce non crescono, sembra che non crescono, poi improvvisamente fanno il grumo e ti presentano una bella palletta bianca croccante.  Le foglie morsicate sono opera invece della <strong>cavolaia (Pieris brassicae L.)</strong>, ma ce ne sono così poche che non mi sono data nemmeno la pena di mettere il macerato di aglio per la seconda volta&#8230; per due foglie morsicate, le trovo quasi decorative. Vuol dire che i miei cavolfiori son buoni e tenerini <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Una piccola nota sulla grande distribuzione: i cavolfiori in vendita hanno solo la palla bianca, con tutte le foglie mozzate. Un crimine! certo, son più facili da trasportare e si vede meno se sono vecchi (le palle spesso le sbiancano con acqua e cloro, signori). Invece i cavolfiori veri hanno le foglie. tante. E sono anche buone!!  Si possono mangiare scottate a vapore e condite come un&#8217;insalata (magari togliendo la costola interna un po&#8217; dura) oppure centrifugarle insieme a della frutta o altra verdura. Hanno le stesse proprietà delle foglie di cavoli e verze, perché buttarle?</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1463" title="02" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/029.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>Come <strong>pacciamatura e rinforzo alla crescita</strong>: <strong>trifogli, paglia di fieno</strong> (la paglia di grano scalda ancora troppo secondo me), <strong>foglie di bosco</strong>. Le foglie di bosco sono involontarie, mi cadono giù dal bosco e me le tengo. </p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1464" title="03" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/0310.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>Le aromatiche sono ormai vicine al riposo vegetativo, ma qui a 800 mt si raccoglie ancora del buon basilico, nonostante le temperature siano scese parecchio negli ultimi giorni. Un po&#8217; di scorta di pesto per l&#8217;inverno non guasta!</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1465" title="04" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/049.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p>Siamo anche alle ultime fioriture, che insieme ai colori dell&#8217;autunno sono proprio magiche. In senso orario: la rosa Occhi di Fata, ottima per l&#8217;oleolito con petali di rosa visto che è molto produttiva e con un profumo intenso ma leggermente fruttato di mela, bacche di rosa Jasmina, vasi di lobelie, verbene, lavande, rosmarini e qualche rosellina anonima. Nella disposizione disordinata dei fiori sono una vecchia zitella inglese, lo so. Ma l&#8217;ordine geometrico in giardino&#8230; I prefer not to!</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1466" title="05" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/057.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>Le insalate. Questa è una casa di mangiatori di insalata, probabilmente nella scorsa vita eravamo conigli. Anche i gatti qui amano alla follia l&#8217;insalata, quindi se ne coltiva in diverse varietà. La pacciamatura è la stessa dei cavoli.  In senso orario: <strong>lattuga</strong>, <strong>lattughe da taglio con cicorie e tarassaco cresciuti attorno</strong>,<strong> cicoria pan di zucchero</strong> (io non la lego per l&#8217;imbianchimento per ottenere il &#8216;cavolo cinese&#8217;, non mi piace. Coltivata libera la trovo molto più buona), infine <strong>lo strano fenomeno del radicchio svettante</strong>: s&#8217;è piantato radicchio a grumolo rosso, si raccoglie un cicorino vagamente rossiccio ma decisamente buono. Io ho dedotto, vista l&#8217;esposizione pessima dell&#8217;orto, che abbia alzato le braccia al cielo invocando &#8220;<em>sole, soleee!!</em>&#8221; e così sia rimasto. Al momento non ho teorie più scientifiche.</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1467" title="06" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/064.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>Nella nursery sono in crescita alcune <strong>cicoriette e insalatine</strong> da piantare man mano al posto di quelle finite in tavola, <strong>cavoli e cavolini</strong> anche se ormai è tardi&#8230; ma li avevo e tanto basta. Poi <strong>lupini giganti</strong> (sono solo ornamentali) che trapianterò a primavera e le <strong>talee di fragole per l&#8217;inselvatichimento</strong> con la cura personale della mia metà che quest&#8217;anno si è occupato di fare una piccola fragolaia ai piedi dell&#8217;alloro. Il suo orgoglio!</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1468" title="07" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/074.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AUTOPRODUZIONE VEGETALE SU GEO&amp;GEO, Rai3, con l&#8217;erbaviola.</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi giovedì 20 ottobre &#8211; sarò presente su Geo&#38;Geo, Rai3, tra le 17 e le 18, per mostrare come preparare in casa dei detersivi da bucato ecologici, facilissimi, senza derivati animali e non testati su animali. (Le ricette sono tra quelle contenute nel mio libro &#8220;Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione&#8220;) L&#8217;appuntamento con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1451" title="mele rosse" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/mele-rosse.jpg" alt="" width="350" height="262" /></p>
<p>Oggi <strong>giovedì 20 ottobre</strong> &#8211; sarò presente su <strong>Geo&amp;Geo, Rai3, tra le 17 e le 18</strong>, per mostrare <strong>come preparare in casa dei detersivi da bucato ecologici, facilissimi, senza derivati animali e non testati su animali. </strong>(Le ricette sono tra quelle contenute nel mio libro &#8220;<strong><a href="http://www.erbaviola.com/libri" target="_blank">Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione</a></strong>&#8220;)</p>
<p>L&#8217;appuntamento con le pratiche ecosostenibili e la decrescita proseguirà poi <strong>da mercoledì 26 ottobre fino a giugno, ogni 15 giorni. </strong></p>
<p>Per chi è interessato ma non ha la televisione o lavora in quegli orari, nel giro di massimo un paio di giorni metto il filmato sul mio <strong>canale youtube: <a href="http://www.youtube.com/user/erbaviola">http://www.youtube.com/user/erbaviola</a></strong>  (c&#8217;è già la puntata di settimana scorsa) oppure è possibile vedere l&#8217;intera puntata dopo 24 ore su Rai Replay.</p>
<p>Lo so che è la tv e che la tv non è sempre un bene, anzi. Ma la tv si può fare anche bene ed è un piccolo passo verso la diffusione virale di queste pratiche di autoproduzione e <strong>arrivare anche a un certo tipo di persone è importante</strong>. Persone che non verrebbero mai a un corso di autoproduzione, che sono abituate a vedere il supermercato come il <em>sancta sanctorum</em> di tutti i bisogni, che ignorano che le carote vere non sono cilindri perfetti da impacchettare. Magari è solo una scintilla, ma chi lo sa che non possa accendere un fuoco!</p>
<p><strong>Io continuerò a fare i corsi e interventi gratis, come prima, così come continuerò con questo blog e altre collaborazioni.</strong> La diffusione virale di queste pratiche rimane il mio modo principale di cambiare il mondo*.  Questa è solo una cosa in più, con un inizio e una fine, per arrivare anche dove di solito queste tecniche non arrivano. Poi magari proseguirà anche qualcun altro&#8230; per fortuna le voci in questo senso cominciano ad essere tante!</p>
<p><strong>Vi ringrazio quindi se vorrete diffondere la notizia a amici, parenti e conoscenti non troppo permeabili alla decrescita,</strong> perché possano vedere quanto è facile e bello mantenere il mondo con amore e equilibrio! Purtroppo, per alcuni il bollino &#8216;visto in tv!&#8217; vale molto&#8230; ma chissà mai che riesca a usare proprio il mezzo mediatico tv per far sì che qualcuno cominci un cammino di decrescita e purificazione dal consumismo&#8230; sarebbe una bella rivincita, no? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>I detersivi che mostro oggi si possono fare in casa, sono vegetali, vegan, biodegradabili e non testati sugli animali</strong>. Sono proprio base-base, senza uso di soda caustica. Se volete ringraziare la redazione di Geo&amp;Geo per aver deciso di dare visibilità a queste tematiche, la mail è: <strong><a href="mailto:geo_geo@rai.it">geo_geo@rai.it </a></strong></p>
<p>*So che &#8216;cambiare il mondo&#8217; può sembrare altisonante. Ma stiamo a pettinare le bambole? Io no. Se spendo tempo (tanto) e energie  in queste attività invece di utilizzare il tempo libero per attività piacevolissime, è per cambiare il mondo&#8230; almeno per la particina che è nelle mie scarse possibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Noticina:</strong> non scendo nella polemica di alcuni vegani su Geo&amp;Geo. E&#8217; una polemica sterile. Infatti non esistono programmi-contenitore esclusivamente vegan, su nessun canale. Secondo me vale la pena di contestare quando c&#8217;è un servizio pro-caccia ma non vale la pena invece di cassare in pieno il contenitore. Tra l&#8217;altro ce ne sono di molto peggio e mi chiedo semmai paerché queste persone ne prendano di mira uno in particolare.<br />
La presenza vegan nella tv italiana è lo 0,04%, quindi qualsiasi presenza ulteriore non può che andare verso quel momento di equilibrio auspicabile. Ovviamente sulla stessa rete o nello stesso format ci sarà a volte il cacciatore e lo chef. Ma è penetrando che si cambiano le cose, non distruggendo <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>L&#8217;ORTO IN AGOSTO PROSEGUE&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 11:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esperimento dell&#8217;orto cominciato in agosto  prosegue alla grande e già si raccolgono i primi frutti&#8230; visto quanto poco ci vuole? L&#8217;orto è cresciuto e ora ha a dimora basilico, lattughe, cavolo verza bianco, aglio (metto una fila di aglio vicino ai cavoli, qualcosa fa), radicchio pan di zucchero e cavolo cappuccio. Oggi o domani sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperimento dell&#8217;<a href="http://www.erbaviola.com/2011/08/08/cominciare-lorto-in-agosto.htm" target="_blank">orto cominciato in agosto</a>  prosegue alla grande e già si raccolgono i primi frutti&#8230; <strong>visto quanto poco ci vuole? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>L&#8217;orto è cresciuto e ora ha a dimora <strong>basilico, lattughe, cavolo verza bianco, aglio</strong> (metto una fila di aglio vicino ai cavoli, qualcosa fa),<strong> radicchio pan di zucchero e cavolo cappuccio</strong>. Oggi o domani sul tardi trapianterò <strong>porri, finocchi e cavolo broccolo</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1404 aligncenter" title="01" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/0110.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>Intanto le rose in giardino hanno cominciato il secondo ciclo,<strong> la rosa occhi di fata</strong> è piena e carica di boccioli&#8230; e io sono in trepidante attesa della seconda fioritura. <strong>Le lavande</strong> dovevano già essere raccolte&#8230; ma visto che le pannocchiette di semi sono ancora compatte e che qualche fiorellino pro api &amp; c. c&#8217;è ancora&#8230; le lascio ancora qualche giorno. Son così belle, poi&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1406" title="03" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/037.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra quelle coltivate in vaso perchè il terreno qui non è adatto alle loro esigenze, mi stanno dando grandi soddisfazioni <strong>la verbena e l&#8217;origano</strong>. Le verbene per tenerle fresche le ho contornate di edera e lobelia, mentre l&#8217;origano ha già ricevuto il suo primo taglio e sta seccando al fresco, mentre i nuovi butti sembrano promettere un secondo taglio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1407" title="04" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/047.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p>Purtroppo non sono riuscita ancora a ritrovare la<strong> salvia sclarea</strong>, con le sue foglie giganti adatte ad essere impanate. Ma la <strong>salvia maxima</strong>, in alternativa, non è male e le foglie sono abbastanza grandi e spesse da essere fritte. Tra l&#8217;altro, al contrario della sclarea, ha anche il doppio uso officinale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1408" title="05" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/055.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un&#8217;occhiata alla <strong>nursery</strong>, con le piantine nuove in crescita. E&#8217; la prima che guardo alla mattina e quella che annaffio con più accuratezza la sera, con lo spruzzino a mano, pian piano per non muovere i semi interrati e non danneggiare i germogli.  Pianto <strong>insalate</strong> ogni 10 giorni per avere il ricambio per l&#8217;orto. Ma fanno capolino anche <strong>nuovi basilici viola e il lupino gigante</strong>, piantato un po&#8217; con perplessità e un po&#8217; con curiosità ma spuntato subito!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1405" title="02" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/027.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
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		<title>COMINCIARE L&#8217;ORTO IN AGOSTO</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 18:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Follia follia.. l&#8217;orto in agosto!  Non si comincia l&#8217;orto in agosto!  Bene, io lo faccio. E se tu sei a casa che passi l&#8217;estate sui social network, puoi farlo.  Possiamo archiviare &#8220;l&#8217;orto non si fa in agosto&#8221; nella sezione &#8216;leggende metropolitane&#8217;. Chiunque faccia davvero l&#8217;orto &#8211; e quindi non i pomposi &#8220;maestri giardinieri&#8221; della tv [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Follia follia.. l&#8217;orto in agosto!  Non si comincia l&#8217;orto in agosto!</strong>  Bene, io lo faccio. E se tu sei a casa che passi l&#8217;estate sui social network, puoi farlo.  Possiamo archiviare &#8220;l&#8217;orto non si fa in agosto&#8221; nella sezione &#8216;leggende metropolitane&#8217;. Chiunque faccia davvero l&#8217;orto &#8211; e quindi non i pomposi &#8220;maestri giardinieri&#8221; della tv &#8211; sa benissimo che <strong>l&#8217;orto si può cominciare praticamente in tutti i mesi</strong>, dipende poi dalla zona. Io, per esempio, a 800 mt non posso certo cominciare l&#8217;orto in gennaio con due metri di neve, ma tolti quei 3-4 mesi centrali dell&#8217;inverno, posso farlo proprio quando voglio. Certo, a inizio stagione è meglio&#8230; ma se a inizio stagione stai per cambiare casa e arrivi alla fine di luglio che è cambiato il programma (vedi post precedente)&#8230; via di orto. Qualche mese ce lo si può ancora godere, prima dei grandi freddi!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1379 aligncenter" title="01" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/019.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p>Così <strong>qualche giorno fa ho ricominciato a seminare in seminiera e la mia metà ha ricominciato a  pulire, visto che l&#8217;orto era proprio abbandonato</strong>. Ho evitato anche di brontolare sul fatto che quest&#8217;orto per me è troppo piccino&#8230; <strong>bisogna un godersi quello che si ha</strong>. Nel corso delle pulizie sono state rinvenute interessanti erbe utili: finocchio selvatico, iperico, bardana e alchemilla&#8230; Tenute ovviamente! Dopo di che siamo andati in una cooperativa locale che fa solo coltivazione bio a comprare qualche piantina già cresciuta da trapiantare: cavoli, verze e broccoli per l&#8217;autunno, finocchi e porri per settembre, cicorie e lattughe per adesso, anche un po&#8217; di basilico perché il nostro era depilato e non avevo pazienza di aspettare che crescesse quello appena seminato.  Per chi si vuole cimentare, una lista completa dei<a href="http://www.erbaviola.com/orto/i-lavori-mese-per-mese/agosto"> lavori di agosto nell&#8217;orto è qui</a>.<br />
In effetti avevo già un po&#8217; di coltivazioni in balcone ma a luglio è stato trasferito tutto in giardino, per lasciar spazio ai giochi dei due pelosi di famiglia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1386" title="02" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/026.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p><strong> Sistemato il terreno a modo mio</strong>, cioè togliendo solo il grosso delle erbe spontanee e senza zappare in profondità per non distruggere il micromondo sotterraneo, utilissimo alla concimazione naturale delle piante in crescita. A seguire un trapianto classico da &#8220;orto del nonno&#8221;, con le piantine rincalzate per permettere lo scolo dell&#8217;acqua e evitare ristagni, visto che il terreno è argilloso. E poi avevo voglia di <strong>relax e semplicità</strong>, in questo momento organizzare dei cassoni o andare in cerca del vetiver o persino della paglia per pacciamare sarebbe troppo. <strong>Ho bisogno, per un po&#8217;, di ritornare alle origini</strong>: piantare, seminare e guardare le piante che crescono. <strong>Sono satura di teorie sulla coltivazione per ora</strong>. Quindi l&#8217;orto-non-orto fatto così, che non segue nessuna scuola in particolare ma attinge un po&#8217; da tutte è quello che mi rispecchia di più adesso. Se poi un giorno ci voglio mettere la paglia o circumnavigarlo di vetiver, lo faccio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1387" title="03" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/036.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p><strong>Questo non si fa!</strong> E intanto che lo dico me la rido un po&#8217;. Tutti i grandi maestri giardinieri (che in genere hanno toccato la terra l&#8217;ultima volta nel 1935 perché sono cascati dal seggiolone) sostengono che non si trapiantano le piante mentre vanno a frutto. Soffrono! Patiscono! Ecco, i miei pomodori invece pativano nel vaso. Mi sono stati regalati da un amico che li aveva in esubero, li ho invasati di mala voglia proprio perché non mi piace buttare le piantine, dopo di che hanno cominciato a invadere il balcone, finché non sono stati trasferiti in giardino. Non curati, bagnati ogni tanto, hanno cominciato a fare pomodori tondi e succosi simili ai san marzano. Così gli ho dato un posto nell&#8217;orto, liberando le radici ormai soffocate nel vaso (ma sarebbero andati avanti almeno altri due mesi in vaso). Per non farli soffrire, abbiamo scavato buche della dimensione dei vasi, estratto tutto il pane di terra dal vaso e messi a dimora. Innaffiati, legati e salutati. Nei giorni successivi stavano benissimo, tanto che i pomodori aumentano. Però, mi raccomando, non si fa!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1388" title="04" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/046.jpg" alt="" width="500" height="800" /></p>
<p><strong>Non avendo a disposizione una serra per le semine</strong> o uno scaffale o un qualcosa a ripiani, ho optato per<strong> il mio vecchio metodo delle cassette impilate</strong> che funziona egregiamente. Una cassetta capovolta alla base, le altre impilate sopra. Mi trovo meglio con le cassette di plastica: sono più alte, si incastrano quando le metti una sull&#8217;altra evitando di cadere e durano tanto. Però come resistere al fascino della cassetta di legno? Così ho dato spazio a tutto, le seminiere con le piante piccoline nella plastica e quando si alzano a dovere, gli viene concessa una suite mono-piano nelle cassette di legno (che fanno anche la loro figura di arredo country-chic, lo dico per gli esteti).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1389" title="05" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/054.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p><strong>Ma la vita non è solo lavoro, anzi, è soprattutto vivere.</strong> Per questo sia l&#8217;orto che  il giardino devono essere anche spazi piacevoli, dove rilassarsi, leggere e prendere un té. Il mio spazio piacevole ha l&#8217;erba alta, spontanea, e un piacevolissimo cuscino di trifoglio su cui appoggiare i piedi nudi alla mattina mentre faccio colazione. Tutto intorno salvie, origano, lavande, rosmarini, e tre rose storiche messe a dimora lo scorso autunno: Jasmina, Hanabi e Occhi di fata. <strong>Una fata si è accorta della presenza di quest&#8217;ultima</strong>, ed è venuta a trovarla, ma il viaggio dev&#8217;essere stato lungo&#8230; si è addormentata sull&#8217;ultimo fiore del filadelfo.<br />
(La fatina non è un fotomontaggio, è una scultura di <a href="http://www.ooakcelidonia.com/" target="_blank">Daniela Messina</a>, amica carissima che ogni tanto passa a spargere polvere di fata in questi luoghi).</p>
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		<title>COMIC-ORTO DA BALCONE</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 07:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dunque dunque. Sto lavorando a ritmi sostenuti per il lavoro che mi dà da mangiare, ma anche su erbaviola.com  tra un po&#8217; si vedranno nuovi frutti. Nel modesto tempo libero sto organizzando diversi incontri, il fantastico VeganCamp, primo raduno italiano dei blogger veg (chi vuole partecipare è benvenuto, scriveteci!), la comparsa in grande stile di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="ngg-singlepic ngg-center aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/ortobalcone2/r100_0345.jpg" alt="pomodori" width="700" height="525" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dunque dunque. Sto lavorando a ritmi sostenuti per il lavoro che mi dà da mangiare, ma anche su erbaviola.com  tra un po&#8217; si vedranno nuovi frutti. Nel modesto tempo libero sto organizzando diversi <a href="http://www.erbaviola.com/corsi-incontri" target="_blank">incontri</a>, il fantastico <a href="http://www.vegancamp.it/" target="_blank">VeganCamp</a>, primo raduno italiano dei blogger veg (chi vuole partecipare è benvenuto, <a href="mailto:info@vegancamp.it">scriveteci</a>!), la comparsa in grande stile di <a href="http://www.promiseland.it/2011/03/04/peta-al-veganfest" target="_blank">PeTA in Italia</a>, una serie di altre cose ancora informi ma già presenti. In più sto studiando nuove tecniche colturali e cercando di affittare un terreno verso valle.</p>
<p>Spulciando il blog per sistemarlo, ho raccolto un po&#8217; di domande buffe e miscelando con qualche domanda ricevuta ai corsi (quelle con virgolette) ho stilato questa Top 15 dell&#8217;orto da balcone. In realtà una Top 14, perché il punto 15 riguarda il NaturaSì.<br />
<strong> Non c&#8217;è solo l&#8217;intenzione di farsi un paio di risate, cosa che fa sempre bene. Queste domande mi fanno pensare quanta distanza ci sia oggi tra la maggioranza delle persone e la terra, quanta storia passi tra quello che mangiamo e chi l&#8217;ha coltivato. E quanto questa storia sia sconosciuta. </strong><br />
In ogni caso, si ride insieme, non si ride di nessuno. Io per prima mi espongo al pubblico ludibrio svelandovi che la prima volta che trapiantai l&#8217;insalata, usai un metro da sarta per tenere esattamente 30 cm tra un cespo e l&#8217;altro, con il manuale aperto di fianco, casomai avessi bisogno informazioni urgenti nella delicata operazione a terra aperta. Devo essere stata uno spettacolo divertente per gli occasionali passanti <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>La top 15 dell&#8217;orto sul balcone via erbaviola.com</strong></p>
<ol>
<li><strong>Il balcone delle fiabe<br />
</strong>Volevo sapere se l&#8217;albero di melanzane è coltivabile in terrazzo.</li>
<li><strong>L&#8217;orto nel microscopio<br />
</strong>Cosa posso piantare nei vasetti (di ceramica) da un cm?</li>
<li><strong>La vite canadese non fa buon vino<br />
</strong>un anno fa ho acquistato una vite da mettere sul mio terrazzo e credo che sia solo ornamentale in quanto non ha prodotto nessun frutto.vorrei sapere se eventualmente esiste viceversa una vite da coltivare in terrazzo che produca frutti.</li>
<li><strong>L&#8217;intrepido ma prudente&#8230;<br />
</strong>Vorrei coltivare della marijuana sul balcone di casa, so che entro un certo limite è legale. Però volevo sapere quanto produce una pianta per essere sicuro di non andare oltre il limite dell&#8217;uso personale.</li>
<li><strong>&#8230;e il suo alter-ego, l&#8217;ansioso paranoico<br />
</strong>&#8220;sei sicura che sia legale coltivare la stevia? non vorrei trovarmi nei guai tipo che le teste di cuoio mi sfondano la porta alle cinque del mattino&#8230;&#8221;</li>
<li><strong>L&#8217;esagerato<br />
</strong>&#8220;ho piantato dei pomodori ma in alcuni punti non sono proprio cresciuti e in altri ne sono venuti tantissimi.&#8221;<br />
&#8220;magari hai sparso male la semenza, prova mettendo 3 semi per buca e se crescono tutti e 3 togli i due più deboli&#8221;<br />
&#8220;solo 3??? io ho versato una busta in ogni buco!&#8221;</li>
<li><strong> L&#8217;imprenditore<br />
</strong>Ho in uso il terrazzo sopra il mio palazzo, ho intenzione di riempirlo di vasi di terriccio e coltivare. Cosa potrei coltivare per guadagnare diciamo sui 1500 al mese?</li>
<li><strong>Megaloman<br />
</strong>Ho deciso di piantare dei cocchi sul mio terrazzo esposto a sud. Sono a Catania, il clima è ideale per la produzione di noci di cocco. Mi chiedo però quanto deve essere grande il vaso per una pianta e quanto pesa pieno, perché non voglio problemi di troppo peso.</li>
<li><strong>La corsa più pazza del mondo<br />
</strong>Secondo te se metto le seminiere sulla cappelliera della macchina i semi germogliano bene ? Perché ho poca luce e poco spazio in casa.</li>
<li><strong>Lumache subacquee<br />
</strong>Ho sentito che ci sono dei sonar per scacciare le lumache dall&#8217;orto, funzionano?</li>
<li><strong>L&#8217;orto-lettiera<br />
</strong>volevo chiedere la pipi’e le feci del mio gatto possono aver danneggiato la terra dei miei vasi coltivati?</li>
<li><strong>L&#8217;alternatività<br />
</strong>Vorrei sapere se la terra usata nei vasi per la coltivazione dei pomodori,melanzane,lattuga ecc. è valida anche per la prossima estate. tenendo presente naturalmente della alternatività.</li>
<li><strong>Aspettavo solo te&#8230;<br />
</strong>Ho una grande notizia! Il prossimo weekend cominciamo il nostro primo orto nella casa che abbiamo appena comprato a XY. Vieni a aiutarci? Possiamo fare due giorni di lavoro intenso a seminare tutto, così intanto ci puoi spiegare sul posto tutti i trucchi! Puoi dormire da noi!</li>
<li><strong>&#8230; o forse te?<br />
</strong>Mi piace tantissimo il tuo sito! Mi spieghi come farne uno così? Voglio fare un sito sull&#8217;orto per balcone usando il mio terrazzo. Se vuoi ci possiamo vedere a casa mia per un caffé e mi spieghi bene cosa fare <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>Ma niente, niente, niente, è così esilarante come il thread dei commenti degli aspiranti gestori di negozi NaturaSì<br />
</strong><a href="http://www.erbaviola.com/2007/03/01/sviluppoitalia-ti-finanzia-lapertura-di-un-negozio-bio-naturasi.htm/comment-page-2#comment-12563" target="_blank">http://www.erbaviola.com/2007/03/01/sviluppoitalia-ti-finanzia-lapertura-di-un-negozio-bio-naturasi.htm</p>
<p></a><a href="http://www.erbaviola.com/2007/03/01/sviluppoitalia-ti-finanzia-lapertura-di-un-negozio-bio-naturasi.htm/comment-page-2#comment-12563" target="_blank"></a><a href="http://www.erbaviola.com/2007/03/01/sviluppoitalia-ti-finanzia-lapertura-di-un-negozio-bio-naturasi.htm/comment-page-2#comment-12563" target="_blank"></a><a href="http://www.erbaviola.com/2007/03/01/sviluppoitalia-ti-finanzia-lapertura-di-un-negozio-bio-naturasi.htm/comment-page-2#comment-12563" target="_blank"></a><a href="http://www.erbaviola.com/2007/03/01/sviluppoitalia-ti-finanzia-lapertura-di-un-negozio-bio-naturasi.htm/comment-page-2#comment-12563" target="_blank"></a></li>
</ol>
<p>* * *</p>
<p><strong>Risposte più o meno serie ai quesiti sopra, se interessassero: </strong></p>
<ol>
<li>certo, da consociare a quello di piselli magici.<br />
(sì, la melanzana si può coltivare in vaso ma non è un albero, l&#8217;altezza media è dai 40 ai 70 cm a seconda delle qualità)</li>
<li>direi che sono dei ditali, non dei vasi e ci stanno al massimo dei piccoli cactus</li>
<li>viceversa&#8230; tutte le viti da uva <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Usando un vaso molto capiente e potando drasticamente a fine stagionele &#8216;viti ornamentali&#8217; in Italia sono in genere la cinquantina di specie delle <em>Ampelopsis Vitaceae</em> e non producono uva ma grappoli di acini molto piccoli e non commestibili. Le viti da uva sono invece quelle della famiglia <em>Vitis viniferae.</em></li>
<li>non si può coltivare neanche per uso personale ma in alcuni casi in cui la quantità era ridotta è stata inflitta una pena lieve, però l&#8217;arresto, il processo e la menzione c&#8217;è comunque. Il grammo o due  dell&#8217; &#8220;uso personale&#8221; si riferisce alla materia secca, non alla pianta viva ed equivale a circa 1 infiorescenza&#8230; se riesci a coltivare solo un&#8217;infiorescenza senza foglie puoi ambire al nobel per la biologia, credo.</li>
<li>la coltivazione della stevia è legale. Non è legale la vendita dei prodotti derivati dalla stevia, in Italia. In Svizzera e nel resto d&#8217;Europa, così come in USA e Giappone, viene regolarmente venduto lo zucchero di stevia, le tisane di foglie di stevia ecc.</li>
<li>3 semi per buco, si tiene solo la pianta più forte ma meglio farlo in seminiera e poi trapiantare.</li>
<li>io consiglierei una joint-venture con l&#8217;intrepido del punto 4, salvo intervento delle &#8216;teste di cuoio&#8217; al punto 5</li>
<li>Ma no, che vuoi che sia qualche palma da cocco! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  La palma da cocco (<em>cocos nucifera</em>) non è adatta al clima della Sicilia, è adatta solo a climi equatoriali tanto che in Africa è stata importata per la produzione solo in Ghana, Tanzania e forse Kenya, comunque non nella fascia nordafricana. Una palma da cocco non ornamentale, che deva produrre noci di cocco, deve avere almeno 9-10 anni e quindi sarà alta da 20 a 30 mt, per un peso che può raggiungere in breve i 300 kg più terriccio, non è davvero fattibile su un terrazzo (anche perché le noci di cocco te le coglierebbe l&#8217;inquilino del decimo piano).</li>
<li>Bruciano perché la macchina si trasforma in una serra e il sole filtrato dal vetro del lunotto posteriore li fa cuocere in breve.</li>
<li>Non sonar, ma ultrasuoni. Non mi risulta che funzionino anche se sono di gran moda sui cataloghi di giardinaggio.</li>
<li>decisamente. L&#8217;urina e le feci feline sono molto acide, l&#8217;urina in particolare contiene ammoniaca che altera inevitabilmente il ph del terriccio e la sua capacità di rigenerazione (al contrario dei terreni aperti in cui viene dispersa e lavata dalle piogge, nel vaso non c&#8217;è sufficiente ricambio e drenaggio perché questo avvenga)</li>
<li>la rotazione. Per l&#8217;orto sul balcone non c&#8217;è bisogno. Basta riunire tutto il terriccio in un sacco, girare e rimpastare bene, mischiando. Aggiungere un buon fertilizzante come macerato di equiseto o humus o compost e rimettere nei vasi. E&#8217; bene però cambiare il terriccio e pulire bene i vasi se nella stagione precedente ci sono stati problemi di muffe, funghi, bolla ecc.</li>
<li><strong>Come ben noto, oltre a scrivere su questo blog, io non ho niente da fare nella vita. Se non lo sapevate ancora, è il momento di segnarvelo sull&#8217;agenda e invitarmi a fare qualche cosa per voi, che ne so, un trasloco, uno scarico merci, la vangatura di due acri&#8230; </strong>Il bello è che prima di questa fantastica offerta non ho mai visto né sentito il proponente che comunque è così gentile da offrirmi di dormire da loro, un vero lusso perché di solito quando non scrivo sul blog mi chiudo nella capsula del tempo dove resto a non fare niente fino al prossimo post. Una noia mortale.</li>
<li>Certo! Cosa non farei per 30 ml di acqua calda!</li>
<li>Ho tentato di fermarli scrivendo questo post: <a href="http://www.erbaviola.com/2009/10/26/qui-non-e-il-naturasi.htm" target="_blank">Qui non è il NaturaSì</a>.  Ma gli aspiranti-gestori del NaturaSì sono irrefrenabili.</li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.erbaviola.com/2011/03/30/comic-orto-da-balcone.htm/feed</wfw:commentRss>
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		<title>COME FARE IL LATTE DI SOIA CON LA CENTRIFUGA</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2011/01/22/come-fare-il-latte-di-soia-con-la-centrifuga.htm</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 18:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da veg*]]></category>
		<category><![CDATA[ALGA KOMBU]]></category>
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		<category><![CDATA[COME FARE IL LATTE DI SOIA]]></category>
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		<description><![CDATA[Non avete la Soya-joy, la VeganStar, la VegMilkyPlus? Troppo tempo per farlo a mano? Una centrifuga ce l&#8217;avete?  Ecco qui più di un litro di latte di soia e 30 minuti in tutto tra cottura e centrifuga! Chiaramente, trattandosi di una centrifuga, se ne possono fare anche 10 litri insieme, basta aumentare le dosi, niente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1058 aligncenter" title="fare il latte di soia con la centrifuga" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/016.jpg" alt="fare il latte di soia con la centrifuga" width="500" height="400" /></p>
<p><strong>Non avete la <a href="http://www.erbaviola.com/2008/02/05/fare-il-latte-di-soia-in-casa.htm" target="_blank">Soya-joy</a>, la VeganStar, la VegMilkyPlus</strong>? Troppo tempo per farlo a mano? Una centrifuga ce l&#8217;avete? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Ecco qui più di un litro di latte di soia e 30 minuti in tutto tra cottura e centrifuga!</p>
<p>Chiaramente, trattandosi di una centrifuga, se ne possono fare anche 10 litri insieme, basta aumentare le dosi, niente di più semplice e veloce. A seconda della quantità di acqua che si mette, il latte di soia viene più o meno denso. La scoperta l&#8217;ho fatta casualmente, grazie alla nuova centrifuga che ha un attrezzo apposito per infilare i fagioli e i cereali. Ma si può fare benissimo anche senza questo pezzo, vedi di seguito. Passiamo subito alla pratica che per oggi ho già scritto abbastanza.</p>
<p><strong>Ingredienti per 1 lt abbondante di latte di soia:</strong></p>
<p>100 gr di fagioli di soia reidratati 24 ore in acqua (il peso è quello dei fagioli secchi)<br />
1 lt di acqua<br />
1 pizzico di sale integrale<br />
5 cm di alga kombu (facoltativo)<br />
2-3 cucchiai di sciroppo d&#8217;agave  (facoltativo)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1059" title="centrifuga e fagioli di soia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/025.jpg" alt="centrifuga e fagioli di soia" width="500" height="667" /></p>
<p>Cuocere i fagioli di soia in acqua (due volte il loro volume) per 25 minuti, con un pizzico di sale e l&#8217;alga kombu. L&#8217;alga facilita la cottura, è ricca di calcio, ferro, magnesio e rilascia una mucillagine che rende il latte più cremoso, senza aggiungere alcun sapore particolare. Io uso la varietà <em>Saccharina japonica </em>che è più dolce. L&#8217;altra varietà di alga kombu che si trova in Italia, la <em>Laminaria digitata</em>, mi sembra più aspra e meno adatta al latte di soia. Però, anche qui, va a gusti <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non è necessario togliere la schiuma che si forma man mano durante la cottura.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1063" title="cottura fagioli di soia con alga kombu" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/063.jpg" alt="cottura fagioli di soia con alga kombu" width="500" height="375" /></p>
<p>Dopo una decina di minuti dall&#8217;inizio dell&#8217;ebollizione, vengono a galla le pellicine dei fagioli di soia. Io consiglio di toglierle, è un&#8217;operazione facilissima da fare con una schiumarola passandola a filo d&#8217;acqua. Il motivo è che danno al latte di soia un <strong>gusto troppo &#8216;fagioloso&#8217;</strong>, ma è appunto una questione di gusto. Se le lasciate, non c&#8217;è problema, verranno sminuzzate dalla centrifuga.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1064" title="raccolta pellicine fagioli di soia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/073.jpg" alt="raccolta pellicine fagioli di soia" width="500" height="375" /></p>
<p>Dopo 25 minuti di cottura, scolare i fagioli di soia. E&#8217; <strong>meglio non farla raffreddare troppo</strong> tra questa fase e la centrifugazione perché più si raffredda e più indurisce, con conseguente difficoltà di triturazione per le centrifughe più datate.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1065" title="fagioli di soia scolati" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/082.jpg" alt="fagioli di soia scolati" width="500" height="375" /></p>
<p>Nel frattempo che i fagioli di soia cuociono, si prepara la centrifuga. Nel mio caso è già dotata di un suo imbuto a coppa per i fagioli, perché questo tipo particolare di centrifuga va messa in moto venti secondi prima di cominciare a centrifugare. Per questo ha un tappo che permette di avviare la centrifuga e poi stappare al momento di far scendere i fagioli.</p>
<p><strong>Un imbuto del genere è facilmente sostituibile con un imbuto per marmellate</strong>, quelli che servono per versare la marmellata nei vasetti e hanno l&#8217;imboccatura grande. Siccome <strong>non esiste uno standard nell&#8217;imboccatura delle centrifughe</strong>, bisogna che guardiate che diametro ha l&#8217;apertura della vostra. In ogni caso, non è difficilissimo infilare i fagioli servendosi di un cucchiaio <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1061" title="1 lt di acqua, centrifuga e recipiente per raccolta latte soia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/045.jpg" alt="1 lt di acqua, centrifuga e recipiente per raccolta latte soia" width="500" height="667" /></p>
<p>L&#8217;imbuto con tappo. La cordicella serve per toglierlo dopo aver versato i fagioli.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1062" title="coppa di raccolta per fagioli di soia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/053.jpg" alt="coppa di raccolta per fagioli di soia" width="500" height="375" /></p>
<p>Eccoci pronti per ottenere il latte di soia: fagioli nella coppa sopra, pronti per scendere nella centrifuga. Un litro di acqua a temperatura ambiente. Una bacinella di raccolta in cui ho rimesso l&#8217;alga kombu usata per la cottura. Io lascio sempre l&#8217;alga ancora per almeno una decina di minuti dentro al latte prima di travasarlo, così faccio un latte di soia addizionato di ferro, calcio, iodio e magnesio di cui è ricca (ricordo si usa anche in cottura).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1066" title="fagioli di soia nella centrifuga" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/092.jpg" alt="fagioli di soia nella centrifuga" width="500" height="667" /></p>
<p>Avviare la centrifuga, inserire i fagioli e versare il litro di acqua. Se non usate l&#8217;imbuto, inserite un po&#8217; di fagioli e un po&#8217; di acqua, un po&#8217; di fagioli e un po&#8217; di acqua &#8230;finché non finiscono <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   <strong>Ed ecco qui il delizioso succo bianco che scorre!</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1067" title="uscita del latte di soia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/101.jpg" alt="uscita del latte di soia" width="500" height="667" /></p>
<p>E dietro, nel cesto di raccolta, cosa rimane? L&#8217;<strong>okara</strong> ovviamente! Se non sapete cosa farvene di questo alimento iperproteico, qui ci sono diverse <a href="http://www.erbaviola.com/ricette" target="_blank">ricette con l&#8217;okara</a> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   (sì lo so, devo mettere ancora la ricetta delle mie polpette di okara, ormai me l&#8217;hanno detto in mille &#8216;assaggiatori&#8217; ma&#8230; mi dimentico sempre <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  Scusate! )</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1068" title="cestello raccolta okara" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/111.jpg" alt="cestello raccolta okara" width="500" height="667" /></p>
<p>Aggiungo poi succo concentrato di agave, ne bastano 3-4 cucchiai. E&#8217; dolce e ha una consistenza cremosa, secondo me è meglio dei malti per dolcificare il latte di soia. Dopo anni di esperimenti, sono arrivata a questa conclusione, ma magari tra qualche tempo troverò altre soluzioni <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1069" title="addolcire con sciroppo di agave" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/121.jpg" alt="addolcire con sciroppo di agave" width="500" height="375" /></p>
<p>E infine&#8230; imbottigliare! Una bottiglia di vetro, un semplicissimo imbuto, et voilà! Più di un litro di latte di soia. Ovviamente se si usano per esempio 4 litri di latte di soia a settimana si può fare lo stesso procedimento quadruplicando le dosi sopra e si ottiene la scorta per tutta la settimana. <strong>Il latte di soia fatto in casa, infatti, può essere conservato fino a 7-8 giorni in frigo.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1070" title="bottiglia di vetro e imbuto per travasare" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/13.jpg" alt="bottiglia di vetro e imbuto per travasare" width="500" height="667" /></p>
<p>Ecco qui la mia dose settimanale (ok lo ammetto&#8230; ne ho bevuto un po&#8217; prima di fare la foto <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ). Eh sì, perché ultimamente in questa casa si sta seguendo una dieta 80% crudista e il latte di soia è una delle pochissime concessioni, quel 20% che la mia <em><a href="http://www.crudismo.com" target="_blank">magister crudista</a></em> dice che ci può stare, per non traumatizzarmi troppo, contando che siamo in inverno e ying e yang vanno riequilibrati <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1071" title="1 lt abbondante di latte di soia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/14.jpg" alt="1 lt abbondante di latte di soia" width="500" height="667" /></p>
<p>Vi abbraccio tutti e vado ad autoprodurre un po&#8217; di serenità per la domenica!</p>
<p>smack</p>
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		<title>ALTRI REGALI AUTOPRODOTTI SOTTO L&#8217;ALBERO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2010/12/29/altri-regali-autoprodotti-sotto-lalbero.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 16:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finisco con oggi l&#8217;elenco di regali autoprodotti che sono riuscita a fare quest&#8217;anno. Rispondo nel contempo ad alcune domande che mi sono arrivate via email, perché in effetti questi aspetti non li avevo specificati, dandoli per scontati: - sì, dipingo, so cucire, a mano e a macchina, lavorare a maglia, uncinetto e tante altre cose. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finisco con oggi l&#8217;elenco di regali autoprodotti che sono riuscita a fare quest&#8217;anno. Rispondo nel contempo ad alcune domande che mi sono arrivate via email, perché in effetti questi aspetti non li avevo specificati, dandoli per scontati:</p>
<p>- sì, dipingo, so cucire, a mano e a macchina, lavorare a maglia, uncinetto e tante altre cose. Negli anni, <strong>quando ho visto qualche cosa che poteva essermi utile, ho cercato di impararlo, di solito da autodidatta con qualche libro, spesso preso in biblioteca</strong>&#8230; suggerisco di fare lo stesso. Alcuni lavori sembrano difficili, ma dopo aver superato i primi scogli diventano solo divertenti e utili. Il più utile in assoluto secondo me è il cucito con cui si può fare il 90% del guardaroba, addirittura il 100% se ai maglioni si sostituiscono i pile (ma non è il mio caso). Se bisogna cominciare da qualche parte ad autoprodurre vestiario &amp; c., secondo me cucire a macchina è il primo passo.</p>
<p>- questo vale anche per altri ambiti del fai-da-te, dal montare mensole, al trapanare muri, al modificare mobili. <strong>Chi ha detto che le femmine devono fare solo il punto croce e i maschi usare il trapano?</strong> Grazie al libretto &#8220;<em>L&#8217;idraulico in casa</em>&#8221; mi sono ritrovata un paio di volte a aggiustare le tubature o lo scarico. Davanti al conto della manutenzione, ho imparato a sistemare la CPU della lavatrice, non è troppo diversa da un computer. Anche questo è autoproduzione <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>- <strong>Non so fare tutto ovviamente, non sono la dea Kalì.</strong> Per esempio detesto ricamare e fare il decoupage. Quest&#8217;ultimo in casa mia è classificato come &#8220;appiccicare fazzoletti sui mobili&#8221;, peraltro un lavoro pieno di colle sintetiche e vernici polimeriche, per nulla naturale. (ok, questo non me l&#8217;aveva chiesto nessuno ma volevo dirlo).</p>
<p>- No, non faccio la casalinga, non ho tutta la giornata per dilettarmi con il fai da te. Ho un lavoro che spesso prende più di 10 ore al giorno ma siccome mi piace da matti, non mi stanca troppo. <strong>Le sere in montagna sono lunghe</strong>, non sempre mi piace leggere. Guardo film e programmi vari &#8220;<em>facendo andare le mani</em>&#8220;, come diceva mia nonna. Con poco esercizio, ci può riuscire chiunque&#8230; la testa  e gli occhi seguono il film, le mani seguono il lavoro. Se sei una donna, questa modalità di sdoppiamento e triplicamento dell&#8217;attenzione è in attivo quasi tutto il tempo.</p>
<p>- Le autoproduzioni che ho illustrato, ho iniziato a metterle insieme a settembre. Ovviamente non ho fatto tutto tre giorni prima di consegnare i regali, ma questo mi pare scontato&#8230; <strong>un aspetto importante della decrescita secondo me è la rivalutazione del tempo per fare le cose</strong>. Non più cinque minuti per entrare e uscire da un negozio per comprare la boiata del momento, ma pensare, progettare, fare e, soprattutto, gustare il momento del fare e quello del donare un oggetto creato con amore.</p>
<p>Ora che i regali sono stati spacchettati, ecco cos&#8217;altro ho prodotto.</p>
<p><strong>Invece dei pacchetti in carta</strong>, ho riciclato un po&#8217; di stoffe di taglio piccolo per fare <strong>dei sacchettini</strong>. All&#8217;interno ho messo il regalo. I sacchetti si possono riciclare in mille modi: per il pane, per la biancheria in valigia, per riporre qualcosa nell&#8217;armadio, come porta mollette&#8230; Questo sacchetto porta-dono in particolare è per una persona che viaggia molto e verrà riciclato come porta scarpe da valigia. La stoffa azzurra viene da un taglio di tende di anni fa, le scarpette sono altrettanti ritaglini piccoli di stoffe di altri lavori (io non butto nemmeno i ritagli piccoli!) e il ricamo (orrendamente eseguito) &#8220;<em>Mes chaussures</em>&#8221; è fatto con un filo da crochet rimasto da un altro lavoro. Graditissimo, oltre al regalo vero e proprio che conteneva. (Nelle didascalie delle foto ci sono le informazioni essenziali per farlo)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1031 aligncenter" title="R100_1082" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/R100_10821.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>

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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1062.jpg" title="Scelta tra stoffe rimaste da altri lavori" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Scelta tra stoffe rimaste da altri lavori" alt="Scelta tra stoffe rimaste da altri lavori" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1062.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1063.jpg" title="Ritaglio scarpina" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Ritaglio scarpina" alt="Ritaglio scarpina" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1063.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1064.jpg" title="Assemblaggio scarpina" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Assemblaggio scarpina" alt="Assemblaggio scarpina" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1064.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1065.jpg" title="Assemblaggio scarpina" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Assemblaggio scarpina" alt="Assemblaggio scarpina" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1065.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1066.jpg" title="Cucitura scarpina sul sacchetto" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Cucitura scarpina sul sacchetto" alt="Cucitura scarpina sul sacchetto" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1066.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1067.jpg" title="Sacchetto quasi finito" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Sacchetto quasi finito" alt="Sacchetto quasi finito" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1067.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1080.jpg" title="Mancava l'orrido ricamo" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Mancava l'orrido ricamo" alt="Mancava l'orrido ricamo" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1080.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/r100_1082.jpg" title="Pronto con il suo regalo all'interno!" class="thickbox" rel="set_13" >
								<img title="Pronto con il suo regalo all'interno!" alt="Pronto con il suo regalo all'interno!" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1082.jpg" width="100" height="75" />
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<p>Questa è una <strong>borsetta in stile retrò</strong> realizzata per un&#8217;amica che per sbaglio sta vivendo in questo secolo. Cose che capitano. Ma lei cerca di adattarsi al meglio e lo fa con leggiadria <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Il biglietto nell&#8217;ultima foto dice tutto sui materiali utilizzati (Certificato di provenienza di <a href="http://www.depuriamo.it" target="_blank">Depuriamo</a>!) e, se notate,  il sacchetto porta-scarpe sopra si fregia dei ritagli della fodera di questa borsa. Il tutorial è complicato, lascio di seguito le foto per le esperte che capiranno da sole, ma mi ci vorrebbe mezza giornata per fare un tutorial del genere&#8230; è lavorata a maglia, con fodera interna cucita a macchina e giunture all&#8217;uncinetto. Sicuramente la cosa più complicata che ho fatto quest&#8217;anno, anche perché come al solito prima disegno le cose e poi mi scervello su come realizzarle&#8230; niente modelli da riviste, sorry <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   (Nelle didascalie delle foto ci sono le informazioni essenziali per farla)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1034 aligncenter" title="borsa_maglia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/borsa_maglia1.jpg" alt="" width="454" height="550" /></p>

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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_0874.jpg" title="Parte esterna a maglia in canapa naturale con trecce e grana di riso" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Parte esterna a maglia in canapa naturale con trecce e grana di riso" alt="Parte esterna a maglia in canapa naturale con trecce e grana di riso" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_0874.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_0875.jpg" title="Piegata in due è il corpo della borsa" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Piegata in due è il corpo della borsa" alt="Piegata in due è il corpo della borsa" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_0875.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1048.jpg" title="Manici in bamboo naturale" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Manici in bamboo naturale" alt="Manici in bamboo naturale" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1048.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1049.jpg" title="Prove di assemblaggio" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Prove di assemblaggio" alt="Prove di assemblaggio" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1049.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1051.jpg" title="Fodera interna" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Fodera interna" alt="Fodera interna" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1051.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1052.jpg" title="Prove tecniche di fiocchi e combinazioni" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Prove tecniche di fiocchi e combinazioni" alt="Prove tecniche di fiocchi e combinazioni" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1052.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1053.jpg" title="Volant cucito sul retro della fodera interna" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Volant cucito sul retro della fodera interna" alt="Volant cucito sul retro della fodera interna" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1053.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1054.jpg" title="Attaccatura del volant" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Attaccatura del volant" alt="Attaccatura del volant" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1054.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1056.jpg" title="Si cuce..." class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Si procede..." alt="Si procede..." src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1056.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1057.jpg" title="Cucitura fodera e volant" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Cucitura fodera e volant" alt="Cucitura fodera e volant" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1057.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1058.jpg" title="Passanti per manici" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Passanti per manici" alt="Passanti per manici" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1058.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1059.jpg" title="Attaccatura manici" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Attaccatura manici" alt="Attaccatura manici" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1059.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1060.jpg" title="Assemblamento dei pezzi" class="thickbox" rel="set_12" >
								<img title="Assemblamento dei pezzi" alt="Assemblamento dei pezzi" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1060.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="Cucitura fodera interna e manici" alt="Cucitura fodera interna e manici" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/thumbs/thumbs_r100_1061.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/borsa_tutorial/r100_1069.jpg" title="Particolare borsa" class="thickbox" rel="set_12" >
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</div>


<p>.</p>
<p><strong>Infine ho regalato, dopo averle prodotte, marmellate, conserve e dolciumi.</strong> Sono spesso un regalo molto gradito e quest&#8217;anno ho regalato prevalentemente <strong>cotognata alle spezie</strong>, <a href="http://www.erbaviola.com/2009/11/13/crema-di-marroni-n2-quella-vera-e-allure-di-valigie.htm" target="_blank">crema di marroni</a>, <a href="http://www.erbaviola.com/2007/05/05/carciofini-sottolio-ricetta.htm" target="_blank">carciofini sott&#8217;olio</a>, <a href="http://www.erbaviola.com/2009/09/17/metti-una-sera-di-pioggia-e-5-kg-di-peperoni.htm" target="_blank">peperoni sott&#8217;olio</a>, <a href="http://www.erbaviola.com/2008/04/24/marmellata-di-arance-speziata-ovvero-quello-che-avanza-dalle-scorzette-al-cioccolato.htm" target="_blank">marmellata di arance speziate</a> e <a href="http://www.erbaviola.com/2008/04/22/scorzette-di-arancia-al-cioccolato-ricetta.htm" target="_blank">scorzette al cioccolato</a>. Mi sono accorta, scrivendo, che manca la ricetta della mia cotognata, provvederò a breve <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1026" title="conserve_erbaviola" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/conserve_erbaviola1.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sotto l&#8217;albero n.2: IL BERRETTO DA MONTAGNA E L&#8217;AIUTANTE</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2010/12/23/sotto-lalbero-n-2-il-berretto-da-montagna-e-laiutante.htm</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 16:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Gatti & Co.]]></category>
		<category><![CDATA[autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[berretto]]></category>
		<category><![CDATA[buon natale]]></category>
		<category><![CDATA[buone feste]]></category>
		<category><![CDATA[cappello]]></category>
		<category><![CDATA[maglia]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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		<description><![CDATA[Eccomi di corsa mentre finisco pacchetti e pacchettini, ma visto che questo è stato aperto e già usato, posso pubblicare, va nella lista delle autoproduzioni natalizie  Qualcuno aveva bisogno un berretto amaranto da abbinare al giaccone amaranto&#8230; così pur essendo orfana dei miei ferri per il tubolare (accidenti di traslochi!), l&#8217;ho fatto aperto con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi di corsa mentre finisco pacchetti e pacchettini, ma visto che questo è stato aperto e già usato, posso pubblicare, va nella lista delle autoproduzioni natalizie <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Qualcuno aveva bisogno un berretto amaranto da abbinare al giaccone amaranto&#8230; così pur essendo orfana dei miei ferri per il tubolare (accidenti di traslochi!), l&#8217;ho fatto aperto con i ferri normali e ho poi cucito un lato, che tanto resta dietro e non si nota.  I disegni li ho presi da quelli di un maglione su una rivista di anni fa. Il materiale è sempre microfibra anallergica, quindi vegan, giusto per dire che ci sono sempre delle alternative alla lana e tengono anche parecchio caldo <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>All&#8217;inizio il lavoro è andato piuttosto bene&#8230;. veloce&#8230; ho scalato a occhio, a proposito. Fiocchi di neve giganti (siccome ne abbiamo poca, la metto anche sul cappello! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  )</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/034.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1008" title="prima riga di fiocchi di neve" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/034.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Presa dall&#8217;entusiasmo, ho deciso per un secondo giro di fiocchi di neve, diversi</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/044.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1009" title="secondo giro di fiocchi di neve" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/044.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Ma quando sono andata a farmi un té, al ritorno ho trovato la Kiki comodamente seduta sul mio modello. Il che per lei significa: basta lavorare, guarda me, fammi le coccole, ci sono io.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/052.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1010" title="arriva la Kiki" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/052.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Ma siccome il destinatario del berretto lamentava orecchie congelate, ho gentilmente chiesto alla signorina di lasciarmi lavorare e lei ha optato per aiutare con un test di qualità, nello specifico testare se il berretto era adatto da smandruppare e farci un pisolino sopra (ben sapendo che prima o poi verrà lasciato in giro e servirà allo scopo)</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/062.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1011" title="test di qualità" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/062.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Costretta a smettere il test di qualità, si è vendicata cambiando pagina alla rivista e pretendendo che si proseguisse con il modello che a lei piaceva di più (notare prego la zampa che impedisce di girare la pagina in altro modo)</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/072.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1012" title="cambio pagina" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/072.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Perchè? Non va bene questo disegno a rose? A me piace di più!!!</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/081.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1013" title="me lo studio io il modello!" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/081.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Ristabilito a forza l&#8217;ordine, ho dovuto comunque cedere alla pretesa di sedersi esattamente sul quadratino del modello del fiocco di neve&#8230; e non ditemi che non lo fa apposta!!!</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/091.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1014" title="ristabilito l'ordine ma poca soddisfazione" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/091.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>In ogni caso, con la supervisione della gatta pazza e un po&#8217; di inventiva, questo berretto ha finalmente raggiunto lo scopo di scaldare la testa al neo-montanaro.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/015.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1006" title="berretto finito" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/015.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/024.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1007" title="berretto dietro" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/024.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p><strong>E con questo, vi auguro di passare dei giorni felici e vi abbraccio tutti! </strong></p>
<p><strong>Torno dopo gli spacchettamenti per farvi vedere quali altre autoproduzioni sono servite a dire <span style="color: #993300;">buon saturnalia</span>!!! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sotto l&#8217;albero n.1: IL PORT ENFANT O SACCO PORTA BEBE&#8217;</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2010/12/19/sotto-lalbero-n-1-il-port-enfant-o-sacco-porta-bebe.htm</link>
		<comments>http://www.erbaviola.com/2010/12/19/sotto-lalbero-n-1-il-port-enfant-o-sacco-porta-bebe.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 13:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Riciclando]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[cucire il pile]]></category>
		<category><![CDATA[erbaviola]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
		<category><![CDATA[pile]]></category>
		<category><![CDATA[port enfant]]></category>
		<category><![CDATA[porta bebé]]></category>
		<category><![CDATA[porta enfant]]></category>
		<category><![CDATA[sacco bebé]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo port enfant l&#8217;ho realizzato per una bimba che nascerà tra pochissimi giorni e siccome la sua mamma l&#8217;ha già scartato, posso pubblicare foto e tutorial senza rovinare la sorpresa E&#8217; vegan, realizzato tutto in pile piuma (dralon, anallergico, un pile leggerissimo ma molto caldo), filo di microfibra per il merletto (sempre dralon anallergico per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-972 aligncenter" title="02" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/023.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p>Questo <em>port enfant</em> l&#8217;ho realizzato per una bimba che nascerà tra pochissimi giorni e siccome la sua mamma l&#8217;ha già scartato, posso pubblicare foto e tutorial senza rovinare la sorpresa <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
E&#8217; vegan, realizzato tutto in pile piuma (dralon, anallergico, un pile leggerissimo ma molto caldo), filo di microfibra per il merletto (sempre dralon anallergico per bimbi) e filo di cotone per le cuciture. Si può realizzare a mano oppure con la macchina da cucire (vedi tutorial di seguito). Il costo di questi <em>port enfant</em> ho scoperto che è astronomico, cercando i modelli da cui prendere spunto ne ho trovati tra i 60 e i 150 euro (!) e quindi spero che il tutorial serva a abbattere il costo per le neomamme autoproduttrici, le amiche di neomamme &amp; c.</p>
<p>E&#8217; una cosa che mi dicono essere utilissima per i neonati, anzi, un&#8217;amica mi ha elencato gli <strong>utilizzi molteplici</strong>, che riporto fedelmente:</p>
<ul>
<li>per le uscite invernali al posto delle tute imbottite con cui i bambini non possono muoversi,</li>
<li>per i viaggi in auto, perché si adatta a qualsiasi porta bebé per auto, ovetto e cinture varie, senza bloccarlo nei movimenti</li>
<li>per le nanne dei bimbi che tendono a scoprirsi, pisolini al volo ecc.</li>
<li>per le visite in ospedale, perché tra pesata e visita e altro possono passare delle mezz&#8217;ore e continuare a svestirli e rivestirli li fa incavolare oltre che prender freddo</li>
<li>per non metterci un&#8217;ora di vestizione ogni volta che bisogna uscire cinque minuti&#8230; non tutti i bambini si lasciano mettere la tuta buoni buoni</li>
<li>per le levate notturne</li>
</ul>

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								<img title="sacco porta bebé o port enfant" alt="sacco porta bebé o port enfant" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco-port-enfant/thumbs/thumbs_01.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="DAVANTI sacco porta bebé o port enfant" alt="DAVANTI sacco porta bebé o port enfant" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco-port-enfant/thumbs/thumbs_03.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="DAVANTI APERTO sacco porta bebé o port enfant" alt="DAVANTI APERTO sacco porta bebé o port enfant" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco-port-enfant/thumbs/thumbs_04.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="DAVANTI APERTO sacco porta bebé o port enfant" alt="DAVANTI APERTO sacco porta bebé o port enfant" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco-port-enfant/thumbs/thumbs_06.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="PARTICOLARE DEL MERLETTO sacco porta bebé o port enfant" alt="PARTICOLARE DEL MERLETTO sacco porta bebé o port enfant" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/sacco-port-enfant/thumbs/thumbs_07.jpg" width="100" height="75" />
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<p>Finito il <em>port enfant</em>, ho aggiunto <strong>le bellissime etichette di </strong><a href="http://www.depuriamo.it" target="_blank"><strong>Depuriamo</strong></a>, le adoro e danno un tono molto simpatico alle autoproduzioni. E&#8217; un gioco al no-logo fatto con un logo etico, mi diverte molto e il messaggio viene recepito di più che con un cartoncino scritto a mano, come facevo prima. Probabilmente è una questione di ricezione, chi è abituato all&#8217;etichetta del negozio può trovare un bel messaggio su queste etichette no-logo ed è più invogliato a leggerle che non le etichette autoprodotte (che fanno più presa su noi espertoni dell&#8217;autoproduzione <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   ) .  Volevo mettere l&#8217;<a href="http://www.tellab.it:80/product/268/DEPURIAMO-ETICHETTA-DI-STOFFA.html" target="_blank">etichetta di stoffa</a>, ma le avevo finite tutte con le altre produzioni, quindi ho optato per il <a href="http://www.tellab.it:80/product/271/DEPURIAMO-CARTELLINO.html" target="_blank">cartellino con certificato di provenienza</a> (si può riutilizzare come segnalibro oppure per altri regali autoprodotti, così il messaggio continua a circolare!).</p>
<p>L&#8217;etichetta su questo port-enfant dice:</p>
<p>&#8221; <em>DePuRiAmo è la prima marca di oggetti re-inventati. Non solo cose già acquistate, ma anche tempo, creatività, abilità, amore che possiamo rimettere in circolo come risorsa energetica da regalare, vendere, condividere, e scambiare. Tutto ciò è energia-denaro pulita, rigenerata grazie all&#8217;Amore del Dono. In questo modo contribuiamo davvero a costruire un Mondo Nuovo!</em>&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-974 aligncenter" title="Sacco porta bebé - Depuriamo" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/014.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p><strong>TUTORIAL PER SACCO PORTA BEBE&#8217; O PORT ENFANT</strong></p>
<p><strong>Mi scuso sentitamente con le modelliste precise</strong>: io vado a occhio, faccio degli scarabocchi e questo non è un sito di biosciure ricamatrici perfettine. Spiego come l&#8217;ho fatto così come lo spiegherei a un&#8217;amica, con nessun intento di perfezione.</p>
<p>Premetto che <strong>non è necessaria la macchina da cucire</strong>, può essere cucito a mano ma in questo caso consiglio di farlo con un ago da tappezziere curvo perché vanno cuciti insieme 4 strati di pile, con un ago normale è impossibile e quello per lana non fora bene il pile.</p>
<p>Premetto che <strong>non è un lavoro per principianti</strong>, è pieno di cuciture da rovescio e le mie spiegazioni sono tutt&#8217;altro che semplici, <strong>però con qualche sforzo e qualche cucitura a vista invece che nascosta, ce la fa anche una principiante</strong>.</p>
<p><strong>Occorrente:</strong><span id="more-968"></span></p>
<ul>
<li>1 mt di pile piuma (pile leggero anallergico). Se siete alle prime armi, non sceglietelo con disegni grandi, altrimenti centrare i disegni diventa un lavoro certosino. Meglio disegni piccolini e ripetuti, ancora meglio tinta unica</li>
<li>20 gr di filo di microfibra da lavorare con uncinetto n.2,5/3  (benissimo un avanzo da altri lavori se si intona con il colore del pile)</li>
<li>cotone da cucito nel colore dominante del pile, in questo caso rosa chiaro</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-980" title="MODELLO PORT ENFANT" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/t01.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p><strong>Il modello disegnato al volo</strong>, comprese idee volanti di corollario e una macchia di unto, ho oliato la macchina da cucire mentre raccoglievo le idee per il modello. Originariamente era prevista una tasca davanti con dentro un pupazzetto, ma poi ho visto che appesantiva troppo l&#8217;insieme e ho lasciato fare la parte principale a questo pile con i gattini che secondo me è carinissimo.</p>
<p>Disegnato il modello, ho preso le misure al Cicciobello e ho disegnato e <strong>ritagliato un cartamodello</strong>. Sono partita a disegnare il retro: 60 cm di altezza totale + 1 cm ai lati per le cuciture, di cui 40 cm tra il fondo sacco e lo scalfo manica. Una volta disegnato il dietro, ho piegato a 3/4 e disegnato i due davanti (sormontati tipo kimono), che di diverso dal dietro hanno solo uno scollo più ampio. Sono poi passata a tagliare i modelli delle maniche: se il neonato è già nato, si prende la misura da spalla a mano + 5 cm. Se no si va a occhio, tanto la manica si può piegare nel caso sia troppo lunga e, magari, più lunga è meglio, così può sfruttarlo più mesi.</p>
<p>In questo caso il pile è stato tagliato in modo da centrare i disegni dei gattini ma se usate pile in tinta unica o a disegni piccolini potete tagliare consumando meno stoffa e appoggiando il cartamodello ai bordi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-982" title="ritaglio cartamodello e posa su pile per taglio" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/t02.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p>Una volta disegnati i  <strong>3 pezzi del cartamodello</strong>:</p>
<ul>
<li>1 dietro</li>
<li>1 metà davanti (basta una, per la seconda basta usare la prima a rovescio)</li>
<li>1 manica (idem come sopra)</li>
</ul>
<p>ho tagliato <strong>6 pezzi di pile</strong>:</p>
<ul>
<li>i 2 dietro (andranno cuciti insieme per uno strato bello caldo e per bilanciare la sovrapposizione dei due strati davanti, con 4 strati di pile il bimbo starà sicuramente caldo)</li>
<li>le 2 metà davanti</li>
<li>le 2 maniche</li>
</ul>
<p><img class="size-full wp-image-983   alignnone" title="prova post-taglio" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/t03.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p>Ho fatto una prova di assemblaggio per verificare che tutti i pezzi combaciassero.</p>
<p>Ho unito per prima cosa i 4 pezzi del sacco e cucito da scalfo manica a scalfo manica, da rovescio (purtroppo non si nota molto perché questo pile è double face, quindi i disegni sono ovunque)</p>
<p>Poi ho chiuso le due maniche. La manica si assembla poi nel sacco in questo modo:</p>
<p>- parte posteriore destra: tra i due lembi del dietro, cucendo da rovescio e rivoltando</p>
<p>- parte anteriore destra: dopo la parte posteriore, agganciandola alla metà del davanti destro</p>
<p>Al termine, chiudere la spalla e procedere con la manica sinistra. A differenza di altri capi,<strong> non va chiusa prima la spalla</strong>, altrimenti non si riesce a fare il gioco delle cuciture a scomparsa con lo scalfo manica.<br />
Mi spiace per le foto giallognole ma son lavori che faccio la sera, la luce è quella che è <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-986" title="t06" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/t06.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-985" title="t05" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/t05.jpg" alt="" width="700" height="525" /></p>
<p>Una volta cucito tutto il sacco si può procedere con il <strong>merletto all&#8217;uncinetto</strong>:</p>
<ul>
<li>cucire una riga a punto festone con ago da lana lungo tutto il bordo da orlare, ovvero dall&#8217;interno del sacco fino al collo, fin giù alla fine della metà sormontante. Poi le due maniche.</li>
<li> Nel giro manica lasciare solo il punto festone, per permettere la piegatura eventuale (con il merletto tendono a srotolarsi)</li>
<li>Proseguire la lavorazione solo del bordo davanti</li>
<li>Lavorare con l&#8217;uncinetto una riga a punto basso sopra il punto festone</li>
<li>Chiudere il lavoro e riavviarlo dal punto di inizio (altrimenti la seconda riga verrà a rovescio)</li>
<li>Lavorare una riga: *1 punto basso 3 catenelle saltando 2 punti*, ripetere da * a * fino alla fine della riga.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/071.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-987" title="Merletto uncinetto - particolare" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/071.jpg" alt="" width="700" height="525" /></a></p>
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		<title>L&#8217;ALBERO DI SATURNALIA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 10:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti gli anni, non festeggio il Natale, festa consumistica per antonomasia, ma faccio l&#8217;albero di Saturnalia.<br />
<strong>Saturnalia</strong> è infatti l’antica festa in onore del dio Saturno, una delle più antiche del calendario festivo romano, la cui caratteristica di addobbo erano i rami di pino infiocchettati e colorati, spesso anche fuori dalle porte. Si celebravano ogni anno, in origine per un solo giorno, forse partendo <strong>dal 17 dicembre e proseguiva per più giorni, di solito fino al 26 dicembre</strong>.<br />
La festa di Saturnalia cadeva non a caso durante il <strong>riposo dai lavori agricoli e rappresentavano la temporanea liberazione dalle fatiche del lavoro, dalle costrizioni sociali e dalle convenzioni morali</strong>. La festa, dedicata Saturno quale dio della fertilità, serviva anche ad augurare la fecondità della terra. Da qui l’uso di un sempreverde come il pino, per l’augurio di fertilità e prosecuzione della vita vegetale durante la pausa dell’inverno. (ne avevo già parlato <a href="http://www.erbaviola.com/2008/12/25/felice-saturnalia-a-te.htm" target="_blank">qui</a> un paio di anni fa).</p>
<p>Ho pensato di postare a partire da oggi un po&#8217; dei regali che ho creato in rigorosa autoproduzione. Il problema per chi non vuole festeggiare il Natale è che gli altri però lo fanno e non è affatto carino non ricambiare i regali&#8230;  allora <strong>che siano almeno autoprodotti! </strong></p>
<p>Ma, ovviamente, dove si mettono i regali? Sotto l&#8217;albero. Quindi prima devo metterci l&#8217;albero.</p>
<p>Anche perché l&#8217;albero di quest&#8217;anno è un po&#8217; particolare. Intanto compie otto anni, cosa che a un pino in vaso non potrà mai accadere. Se non si vogliono privare dell&#8217;albero i bambini, i gatti e gli adulti, secondo me l&#8217;albero sintetico è un buon compromesso, conosco persone che ne possiedono alcuni  che hanno ormai passato i 25 anni.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più.</p>
<p>Reduce dalla sparizione di una confezione di palline vintage americane a cui tenevo moltissimo, della stella-puntale con luci e, non bastasse, di qualche filo di perline dorate, probabilmente scomparsi in qualche punto indeterminato dei vari traslochi, mi sono ripresa dallo sconforto arrangiandomi con quello che avevo. Ovvero, si ricicla!<br />
<strong>Invito quindi gli amici che hanno portato pacchetti dono nel corso dell&#8217;anno ad individuare i propri nastri e coccarde</strong>: ovviamente non ho buttato niente e mi sono divertita a infiocchettare l&#8217;albero, così che <strong>o</strong><strong>gni nastro ricorda un amico, un momento speciale, un dono prezioso </strong> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Forza, darsi da fare per riconoscerli!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-960 aligncenter" style="border: 1px solid black;" title="albero_saturnalia_natale" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/albero_saturnalia_natale.jpg" border="1" alt="albero di saturnalia 2010 - erbaviola" width="600" height="900" /></p>
<p>Come si può notare, <strong>l&#8217;albero è a rotelle</strong>, causa necessità di spostarlo. Niente di complicato: uno scatolone sotto il quale ho fissato con spago un carrellino a rotelle per piante, riciclato dal balcone che in questo momento è tra l&#8217;innevato e il ghiacciato. Poi ho ricoperto con carta da regalo di recupero e infiocchettato. Altra carta di recupero per la base dell&#8217;albero.</p>
<p>Come dicevo, per sopperire alla carenza di palline e addobbi, ho tirato fuori il saccone di nastri di recupero e ho fatto dei fiocchi direttamente sui rami, senza troppi sforzi. Per i nastri più &#8216;molli&#8217; che non volevano assumere sembianza di fiocco ma si afflosciavano,  li ho inumiditi con una <strong>s</strong><strong>oluzione di acqua e zucchero</strong> che asciugando ha fatto le funzioni di una lacca.  I nastri da pacco piccoli li ho sparpagliati tra un ramo e l&#8217;altro, così Mako e Kiki nelle arrampicate quotidiane li possono spostare continuamente e buttarli per terra, trascinarseli per casa e tentare saltuariamente di cibarsene.</p>
<p>A proposito di gatti e alberi di natale, vi segnalo &#8211; se non lo conoscete già &#8211; <a href="http://www.simonscat.com/" target="_blank"><strong>Simon&#8217;s Cat</strong></a>, un fumetto strepitoso che solo chi ha dei gatti può capire a fondo. I filmati sono da ridere alle lacrime, quindi non guardateli in ufficio, soprattutto se avete un capo triste e insensibile. <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nn2h3_aH3vo&amp;hd=1" target="_blank">Simon&#8217;s Cat con l&#8217;albero di Natale</a></strong> è il cortometraggio di quello che succede in casa mia tutti i giorni, infarto compreso!</p>
<p>Bene, <strong>l&#8217;albero l&#8217;ho fatto, ora ci posso mettere sotto i regali autoprodotti con relativi tutorial e modelli</strong> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   A presto!</p>
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		<title>Treplut Pathé</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 20:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una bellissima locuzione, non trovate? Treplut Pathé! Cosa hai fatto oggi? Un sacco di cose, Treplut Pathé. Cosa vorresti farne dei cacciatori? Un grande Treplut Pathé! Cosa c&#8217;è al MoMA? Un artistico Treplut Pathé! Ci sono dei giorni che proprio ti serve una parola per indicare il tutto e te ne arrivano due. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-883 aligncenter" title="treplutpathe" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/treplutpathe.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>E&#8217; una bellissima locuzione, non trovate? Treplut Pathé!</p>
<p>Cosa hai fatto oggi? Un sacco di cose, Treplut Pathé. Cosa vorresti farne dei cacciatori? Un grande Treplut Pathé! Cosa c&#8217;è al MoMA? Un artistico Treplut Pathé!</p>
<p>Ci sono dei giorni che proprio ti serve una parola per indicare il tutto e te ne arrivano due. A me ieri è arrivata in aiuto questa bellissima onomatopea, <em>Treplut Pathé,</em> per l&#8217;appunto.</p>
<p>Non si spaventi nessuno, non ho alcuna intenzione di entrare nei meandri semiologici di segno e significante anche perché di solito mi ci perdo e finisco come quel mio professore che voleva spiegarci il formalismo russo con un esempio su &#8220;i mattoni del duomo&#8221;. Con il risultato che per trattenermi dal dire &#8220;ehi? hallooo? siamo a Milano, il duomo è in marmo!&#8221; persi il filo e dovetti aspettare ancora un po&#8217; di tempo per capire il formalismo russo. Ignoro tuttora cosa avesse da spartire con duomo e mattoni fantasma &#8230; Treplut Pathé! E&#8217; l&#8217;esatto segno per il significante di questo periodo. (Se qui state esclamando <em>Lupus in fabula!</em> sappiate che potreste venir colpiti dall&#8217;eco di ritorno, se invece state esclamando &#8220;<em>Paroemia est accommodatum rebus temporibusque proverbium, ut adversum stimulum calces et lupus in fabula</em>&#8221; farò finta di non sentire, per la vostra e mia sanità mentale. Soprattutto per la vostra, vi voglio bene, smack).</p>
<p>Etimologicamente, <em>Treplut Pathé</em> deriva dalla <strong><a href="http://jacopofo.com/libri-grazia-cacciola-scappo-dalla-citta-manuale-downshifting-autoproduzione-decrescita" target="_blank">recensione di Jacopo Fo</a> al mio ultimo libro</strong> (sì, lo sto dicendo solo per spararmi delle pose). Mentre rispondevo a un commento alla recensione, è comparsa questa meravigliosa locuzione, prontamente raccolta e utilizzata. Proprio mentre sto scrivendo, ho risposto a un messaggio di un&#8217;amica con &#8220;<em>buona passeggiata e Treplut Pathé!</em>&#8221; Ma non bisogna abusarne. A un&#8217;altra amica bloccata in aeroporto ho inviato solo &#8220;<em>Treplut Pathé!</em>&#8221; e l&#8217;ho gettata nel panico.</p>
<p>Treplut Pathé è l&#8217;Espressione. Il Tutto.<br />
(Se a questa affermazione avete esclamato esultanti &#8220;Treplut Pathé!&#8221; siete sulla strada giusta).</p>
<p>E&#8217; Treplut Pathé la ricetta dei falafel che ho sperimentato ieri, ma attenzione, non sono falafel regolari. Sono <strong>Falafel Treplut Pathé</strong>! Si amalgamano 100 gr di ceci cotti e schiacciati con una forchetta, 50 gr di farina di ceci, 50 gr di pangrattato, una cipolla rossa tagliata finissima e sminuzzata, mezzo spicchio di aglio triturato finissimo, 2 cucchiaini da caffé di cumino, un pizzico di coriandolo, un cucchiaino di sale integrale, acqua tiepida quanto basta per formare un impasto. Si lascia riposare una decina di minuti, poi si formano palline che si rotolano nei semi di sesamo. Si friggono in padellino, a immersione, in olio di arachidi (quindi meglio prepararne tanti per sfruttare l&#8217;olio di semi.) Si conservano fino a tre giorni in frigo, sei mesi in congelatore. Ottimi sia caldi come pietanza accompagnati da insalata o come antipasto freddo, finger food o come volete chiamarli. In mezz&#8217;ora, cottura dei ceci a parte, sono pronti. Quelli che avanzano, li tengo in freezer per avere una scorta di finger food per amici di passaggio o per cene improvvisate. L&#8217;olio è da riciclare nell&#8217;apposita raccolta, non c&#8217;è bisogno che lo sottolinei, eh?</p>
<p>E&#8217; Treplut Pathé <strong>il tempo autunnale e anche il terreno argilloso.</strong> Ci lotto dal mio trasferimento qui con il terreno argilloso: soffoca le radici, non fa passare l&#8217;acqua o la fa ristagnare o rimane perennemente bagnato o si spacca a zolle dopo due giorni di sole. Il terreno di questa parte d&#8217;Appennino, come scrive Andrea De Carlo, è una grana notevole. Ma sono una testa dura. Ho piantato anche dei rizomi e dei rosai a radice nuda, ma temo che questo Treplut Pathé di terreno finirà per cementare tutto in un unico blob sul quale sopravvive solo gramigna, muschio, qualche solitaria e ostinata cicerchia. Ma io continuo a provarci, miglioro il terreno con foglie, sfalci, macerato di equiseto&#8230; Se non ce la faccio nemmeno così, mi darò alla modellazione dell&#8217;argilla, perché bisogna accogliere positivamente i segni del destino. Se non posso coltivare verdure, farò terrecotte da barattare con verdure! (e morirò di fame visto che sono ferma al posacenere con il Das delle elementari).<br />
Per ora vivo nella certezza che sbocceranno le rose, treplut pathé! Non consideratele abbellimenti puri, coltivazioni inutili. Primo, sono qualità profumate, quindi attireranno insetti. Secondo, sono diversamente profumate, quindi attireranno diversi insetti. Terzo, le userò per i miei oleoliti autoprodotti, quindi scopi pratici ne hanno. Non bastasse tutto ciò, sono anche belle e io ho bisogno un angolino bello per lavorare d&#8217;estate all&#8217;aperto. Ah, dimenticavo, sono anche a chilometro quasi-zero, le ho prese da un vivaio di Pistoia che ibrida in proprio. Un grande lavoro artigianale di ibridazione, ne vale la pena. Mi commuove sempre un po&#8217; sapere che un grande lavoro di decenni dietro a qualcosa di vivo e organico che puoi portare nel tuo giardino con pochi euro. Temo che quelli del vivaio non sarebbero altrettanto commossi di sapere che queste rose non sono finite in un perfetto giardino all&#8217;inglese ma in un delirio semi-selvatico.</p>
<p>E&#8217; Treplut Pathé <strong>l&#8217;incontro che si terrà <a href="http://www.erbaviola.com/mdfmi-erbaviola.pdf" target="_blank">domenica 28 novembre con il Movimento della Decrescita Felice</a></strong>. Non è una cosa solo mia, ci saranno anche <strong>Giuseppe Leoni</strong>, coordinatore circoli MDF Italia Settentrionale, <strong>Fabio Cremascoli</strong>, Presidente MDF Milano, <strong>Filippo Schillaci</strong>, autore di “<em>Vivere la Decrescita</em>”, Edizioni MDF, <strong>Stefano Piroddi</strong>, autore di “<em>Gli angoli remoti del presente</em>”, Edizioni La Riflessione e <strong>Fiorenza Da Rold</strong>, responsabile Comunicazione MDF Milano.<br />
E&#8217; una presentazione partecipata, un dibattito, un incontro, una merenda e soprattutto un Treplut Pathé di idee, intenti, fini e neuroni allo sbaraglio. Se venite, fatevi riconoscere al grido di Treplut Pathé! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <strong> <a href="http://www.erbaviola.com/mdfmi-erbaviola.pdf" target="_blank">Qui la locandina</a></strong> con tutte le info, l&#8217;ingresso è gratuito e la simpatia doverosa.</p>
<p>E&#8217; Treplut Pathé, ma soprattutto Pathé,<strong> l&#8217;attuale situazione italiana</strong>. Non che in altri momenti fosse idilliaca, ma ora siamo all&#8217;assurdo, da qualunque parte siate schierati. Quello che mi strappa l&#8217;anima e mi arriva come un pugno nello stomaco è che, in mezzo a questo caos, a quanto pare le forze dell&#8217;ordine sono tornate alle cariche del &#8217;77 menando senza ritegno studenti, operai, impiegati, insegnanti, terremotati. Ora che l&#8217;ho scritto mi viene in mente che più che il 1977 dovrei ricordare il 1939. Ma senza andar troppo lontano basterebbe ricordare un G8 di pochi anni fa.<br />
Sull&#8217;argomento &#8220;cittadini manganellati&#8221;, mi ha commossa profondamente, fatta arrabbiare e ancora commossa <a href="http://miskappa.blogspot.com/2010/11/di-botte-e-di-cialtroni-allaquila.html" target="_blank">un post di qualche giorno fa di MissKappa</a> &#8220;<em>Lo so, lo sappiamo, che viviamo in uno stato dove la libertà di espressione viene repressa. Dove la libertà individuale esiste solo se ti uniformi al pensiero unico. Dove la maggior parte delle persone a quel pensiero si uniforma. Ma viverlo, riviverlo, constatarlo ancora una volta, sulla propria pelle, anche se hai sulle spalle tante primavere, è desolante. Eravamo pochi, un centinaio. Sotto la pioggia. Gli striscioni, i cartelli, le carriole con le macerie della nostra città, un orinatoio che evocava Duchamp e facsimili di banconote tagliuzzati, a mo&#8217; di coriandoli: queste le nostre pericolose armi. Aspettavamo l&#8217;imperatore, in seconda passerella del giorno, dopo quella veneta. Ma è vietato dimostrare. E lo abbiamo capito subito. Loro, i celerini, erano più di noi. E determinati. E i poliziotti locali, quelli che , a volte, ci hanno mostrato la faccia buona, erano scuri in volto. <strong>La consegna era quella di picchiare. E lo hanno fatto. </strong>(&#8230;) </em>[Il sindaco dell'Aquila] <em>che consente che i suoi concittadini vengano trattati come delinquenti, dopo aver garantito, non più di quattro mesi fa, in una pubblica assise,che non avrebbe mai più permesso che qualcuno sollevasse le mani sui terremotati</em>.&#8221;.<br />
Picchiare gli studenti lo fanno in tutti i paesi e da ex studentessa, posso anche ammettere che qualche volta, anche se poche, rompevamo veramente il pathé. Ma picchiare i terremotati. Picchiare gli insegnanti. Ma che uomini siete?</p>
<p>E&#8217; Treplut Pathé<strong> una serata al cinema per vedere <a href="http://www.imdb.com/title/tt0446029/" target="_blank"><em>Scott Pilgrim vs the world</em></a></strong>, passato inosservato in Italia, paese di vanziniane boiate. In sala solo sei persone: noi due, una coppia giovane, una coppia di anziani. Ci chiediamo se la coppia di anziani abbia sbagliato sala. Il film è geniale, lo storyboard geniale, fotografia notevole, crossreference da annientare Tarantino,  i personaggi presentati con tag da videogioco, accompagnati da loader del Nintendo DS infrangi-tabù (la Pee Bar mi ha fatta davvero ridere) e vite extra da utilizzare. Gli sconfitti esplodono in punteggi e cascate di monete stile Super Mario, <strong>un supereroe è imbattibile perché vegano</strong>, è anche andato all&#8217;Università Vegana, è più forte di tutti perché &#8220;<em>il 90% del mio corpo non è intasato da tossine della carne e siero di latte</em>&#8221; (riferimento a <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fable" target="_blank">Fable</a></em>, in cui se sei vegetariano hai più punti, doh!).<br />
E i due anziani? Avranno sbagliato sala allora? No.<br />
Usciamo nella nebbia, loro si avviano piano sorridendo e chiacchierando, ci sono solo le nostre macchine nel parcheggio, casualmente parcheggiate vicine. Ridono e commentano, salgono in macchina salutandoci, come tra compagni che hanno condiviso qualcosa di davvero divertente e un po&#8217; esclusivo. Saliamo anche noi e continuiamo a salutarci a vicenda con la mano, ciao ciao. A Milano avrebbero pensato che eravamo due drogati che volevano rapinarli. Sarebbero stati a casa a vedere il <em>Grande Fratello</em> o <em>Un posto al sole</em> o altra roba da mummificazione neuronale. Qualcuno mi spiega perché 500 km più giù è così diverso?</p>
<p>E&#8217; Treplut Pathé tutto <strong>questo periodo un po&#8217; fuori dalla norma</strong>, in cui succedono cose inaspettate, ne nascono di previste e ne arrivano di attese. E&#8217;<em> </em>Treplut Pathé <strong>Bologna</strong>, sporca da far schifo ma viva e pulsante, piena di posti in cui mangiare vegan senza farsi rapinare (vi servono indirizzi? ne faccio un elenco?), di posti per pensare, per vedere, leggere e vivere. E&#8217;<em> </em>Treplut Pathé <strong>Firenze</strong>, ben più pulita ma sommersa dai negozi souvenir, grandi catene, grandi librerie in cui si trova solo quello che hanno deciso di farci leggere. O che ci hanno convinti che vogliamo leggere. Dove per ora riesco a mangiare vegan solo a casa di amici (ma se avete indirizzi, ho pronta carta e penna!!! grazie!!!).</p>
<p>E&#8217;<em> </em>Treplut Pathé questo post di accumulo di tante cose, un po&#8217; così come son venute o come capitano.</p>
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		<title>Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 17:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione. Edizioni FAG, 2010. Su carta certificata FSC*. Dopo anni di esperimenti, traslochi, lotte, mani nella terra, testa nelle nuvole e cambiamenti radicali&#8230; &#8230;soprattutto, dopo un anno di gestazione, tagli, incollaggi, interviste in giro e follie di vario genere, è da ieri in tutte le librerie. Quali? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scappo-dalla-citta-manuale-di-autosufficienza.php?pn=1116" target="_blank"><img class="size-full wp-image-853 aligncenter" title="Scappo dalla città. Manuale di downshifting, decrescita, autoproduzione" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/Immagine-21.png" alt="Scappo dalla città. Manuale di downshifting, decrescita, autoproduzione" width="365" height="514" /></a></p>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scappo-dalla-citta-manuale-di-autosufficienza.php?pn=1116" target="_blank"><strong>Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione</strong></a>. Edizioni FAG, 2010. Su carta certificata FSC*.</p>
<p>Dopo anni di esperimenti, traslochi, lotte, mani nella terra, testa nelle nuvole e cambiamenti radicali&#8230;</p>
<p>&#8230;soprattutto, dopo un anno di gestazione, tagli, incollaggi, interviste in giro e follie di vario genere, <strong>è da ieri in tutte le librerie.</strong><br />
Quali? Tutte le librerie. Online, offline, le catene e i negozietti di libri carini. Non aspettatevi ovviamente di trovarlo accanto all&#8217;ultimo best-seller di Bruno Vespa o al romanzo altrettanto best-seller di qualche suo ospite. Non aspettatevi nemmeno di trovarlo in vetrina, a meno che qualche libreria indipendente delle ultime rimaste decida di mettercelo. Però sugli scaffali dovrebbe esserci e tutt&#8217;al più si può ordinare.</p>
<p>Mi ero ripromessa di fare una presentazione bella e seria ma non so cosa scrivere di serio. Inoltre, sono distratta e in fibrillazione perché per l&#8217;uscita di questo libro mi sono regalata uno shopping di libri che inizierò tra qualche minuto, quindi niente, sono irrimediabilmente distratta come un bambino con i regali di Natale che però deve prima dire la poesia davanti ai parenti e cantargli Bianco Natal con la pianola Bontempi. Se volete posso cantarvi Stille Nacht. Vi canto Stille Nacht e la chiudiamo qui?</p>
<p>Torno seria, ci provo.</p>
<p>Cos&#8217;altro aggiungere&#8230; vediamo&#8230; ah sì, potrei dire che <strong>il correttore ortografico di Word</strong> che ha usato qualcuno della casa editrice in qualche fase della produzione <strong>è un&#8217;immane cavolata</strong>, cosa che sostenevo già alla sua apparizione nel 1995. Ma questo, se mi leggete da un po&#8217;, lo sapete già, non posso essere stata io a scrivere &#8216;chilo&#8217; e &#8216;kilo&#8217; sulla stessa pagina, a scrivere &#8220;è&#8221; invece di &#8220;é&#8221; o &#8220;E&#8217;&#8221; in mezzo a una frase. Bazzecole, non rovinano la lettura salvo che ai malati di mente come me, fissati con l&#8217;ortografia e le virgole. Ma che grandissima noiosa io sia, lo sapete già, è evidente che il correttore ortografico ha scavolato un po&#8217; di cose qui e là, ma per aggiungere il giusto tono di anarchia linguistica che dà un sapore più vero al tutto. Se no sembrava un libro scritto seriamente.</p>
<p>Magari potrei dire che <strong>gli intervistati sono persone vere</strong>, con tanto di nome, cognome e foto, che non girano il mondo in barca a vela facendo gli sboròni con la storia della decrescita felice e che non me li sono inventata come tanti Marco P. e Giovannino F. che compaiono sulla stampa quando i giornalisti non sanno dove andare a pescare i decrescitori veri. Ma anche questo, se mi conoscete un po&#8217;, lo sapete già. Io e quelli della DIBDCE (Decrescita In Barca Da Cinquecentomila Euro) ci ignoriamo sfacciatamente. Oltretutto <strong>alcuni di quelli intervistati nel libro, passano ogni tanto da questo blog</strong>, se guardate nell&#8217;indice linkato sotto potreste riconoscerli&#8230; tipo la <a href="http://www.crudismo.com" target="_blank"><strong>MissVanilla</strong></a>. Gli altri scopriteli da soli. E sì, io e <strong><a href="http://www.italiacivile.it/" target="_blank">Marcello</a></strong> ci rivolgiamo di nuovo la parola, come due persone adulte e pacifiste nel profondo, che a volte si scornano per opinioni divergenti ma hanno l&#8217;intelligenza di riconoscere i reciproci valori e tornare ad annoiarsi reciprocamente con discorsi di vario genere. Ovviamente dopo essersi comportati come bambini dell&#8217;asilo, ma siamo belli così <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
E ci sono anche <a href="http://www.promiseland.it" target="_blank"><strong>Sauro e Renata</strong></a>, da qualche parte bisogna cominciare a farli stare insieme a Marcello, con un atto di coraggio. Visto che ho le spalle abbastanza larghe, ne ho approfittato e l&#8217;atto di coraggio l&#8217;ho fatto io, che al tempo della divisione non c&#8217;ero. E poi tutti questi sono in ottima compagnia, come vi dicevo, basta guardare nell&#8217;indice <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E sì, prima che mi dimentichi, sì, c&#8217;è anche <strong>Jacopo Fo</strong>. Se state pensando &#8220;<em>Però Jacopo Fo è ricco</em>&#8220;, voi di Jacopo non avete capito niente e siete solo dei rosicatori, quelli che si rodono il fegato guardando cosa fanno gli altri invece di rimboccarsi le maniche e costruire la propria vita. Jacopo, è vero, è il figlio di Dario Fo. Embé? Mica è il figlio del sultano del Brunei, si è fatto un culo così per trent&#8217;anni almeno. E spesso più che farsi il culo ha pestato la testa contro muri di ottusità. E li ha rotti, spesso. E poi vorrei vedere voi se un giorno vi dessero in mano un gruzzoletto di soldi: ci fareste <a href="http://www.alcatraz.it" target="_blank">Alcatraz</a>, il villaggio solare, il gruppo per il fotovoltaico o girereste il mondo in barca a vela, a fare gli sboròni con due veline in bikini sul ponte? Jacopo, come altri intervistati nel libro, lavora per migliorare il mondo. Ognuno con i mezzi che ha, con la sua strada e con quello che ha costruito. Essere figli di un letterato/attore famoso è incidentale, come figlio di un attore famoso poteva scegliere di fare le pubblicità dementi dell&#8217;aceto finto balsamico e dell&#8217;auto inquinante costruita con le nostre tasse, come altri figli piagnoni di altri attori. Fa Alcatraz e vi consiglio caldamente <strong>il suo discorso sulla gente che si fa opposizione da sola</strong>. Specialmente se davanti al suo nome pensate &#8220;<em>eh, però è facile se uno è ricco, io invece non posso proprio</em>&#8220;, ecco, vi serve tanto il suo discorso. Ma tanto tanto.</p>
<p>Ma che li faccio a fare io questi discorsi? Non è che da qui passino i rosicatori&#8230; i pochi che passavano poi si son stufati e hanno preso altre vie, con enorme sollievo di tutti <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ah e poi ci sono <strong>un sacco di tips&amp;tricks di cui scrivo sempre e con cui ho sfondato la pazienza a tutti i lettori di erbaviola</strong>. E come si fa a cambiare vita, e come si autoproduce questo e quello, persino come si fanno aceto e olio in casa, come si vive senza il supermercato, come funzionano i mercatini e dove puoi vendere i tuoi prodotti&#8230;come se uno non lo sapesse già. O che i pannelli solari si possono costruire da sé, banalità del genere. O come si fa un orto o un orto sul balcone e il valore del lavoro e che non dobbiamo vendere il nostro lavoro ma lavorare e vivere perché vivere è il nostro lavoro principale.</p>
<p>Non siete un po&#8217; stufi di sentirmi dire queste cose?</p>
<p>L&#8217;unica cosa che non c&#8217;è in questo libro, sono <strong>le formule magiche.</strong> Non svelo che per lasciare la città e crearsi una vita e lavoro altrove bisogna fare un rito con la luna piena urlando abracadabra dal tetto di casa. Magari funziona, ma non è la strada scientifica o comunque non è quella che conosco io. Nel libro di formule ce ne sono, tante, metodi per applicare le formule anche. Ma formule magiche, mi spiace, non ne ho.<br />
O sì, forse una ce l&#8217;ho, in prestito da Thoureau, “<em>C&#8217;è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera</em>.” (<em>Diario</em>, 11 giugno 1856)</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a title="pdf indice e prime pagine" href="http://www.erbaviola.com/SCAPPO_DALLA_CITTA.pdf">QUI la scheda del libro con l&#8217;indice completo e le prime 7 pagine</a></span></strong></p>
<p>____</p>
<p>* carta FSC: L’Autrice e l’Editore partecipano alla campagna di Greenpeace per l’uso di carta proveniente solo da piantagioni gestite con criteri di sostenibilità ambientale e mai da foreste primarie.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>GOSSIP N.3: ECO PAPARAZZATE &amp; DIFFUSIONE SEMI (il penultimo gossip estivo)</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prossimamente mi assenterò un poco da questo mio avamposto preferito&#8230; Ordunque, siccome mi curo poco di far sapere dove sarò con corsi e presentazioni ma la cosa mi è stata contestata a più riprese nel corso dell&#8217;anno&#8230; Siccome poi tutte le migliori riviste di gossip hanno le anteprime su chi sarà dove&#8230; ecco dove sarò, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/R100_0322.jpg"><img class="size-full wp-image-779 aligncenter" title="R100_0322" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/R100_0322.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Prossimamente mi assenterò un poco da questo mio avamposto preferito&#8230;</p>
<p>Ordunque, siccome mi curo poco di far sapere dove sarò con corsi e presentazioni ma la cosa mi è stata contestata a più riprese nel corso dell&#8217;anno&#8230; Siccome poi tutte le migliori riviste di gossip hanno le anteprime su chi sarà dove&#8230; ecco dove sarò, dovesse interessare a qualcuno o se per caso passate di lì. Si spargono semi materiali e mentali a piene mani <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="text-decoration: underline;">VENERDì <strong>10 SETTEMBRE</strong>, ore 21.00 al VEGFESTIVAL, Torino</span> (<strong>gratuito)</strong><br />
Presentazione del libro &#8220;Orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti&#8221; e mini-corso di orto sul balcone in chiave vegan: quello che ci serve (tipo i semi di lino!) e quello che possiamo fare per non favorire violenze sugli animali mentre coltiviamo (le insidie come sempre son nascoste&#8230; ma noi le tiriamo fuori tutte!).<br />
Armati di materiali riciclati e voglia di ortaggi squisiti, parleremo di come ottenere semi in quantità, costruire vasi, vasetti, seminiere, germogliatori, sostegni, fertilizzanti naturali e mini serre, le principali tecniche naturali per equilibrare e far crescere il nostro orto da balcone, orticello condominiale e orto sociale con<br />
leggerezza, consapevolezza e amore per un mondo pulito. <strong><a href="http://www.vegfestival.org/programma_det.php?id=80" target="_blank">Maggiori info qui</a></strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">SABATO <strong>11 SETTEMBRE</strong>, ore 15.00 al VEGFESTIVAL, Torino </span>(<strong>gratuito, CON PRENOTAZIONE!</strong>)<br />
</span>Corso di orticoltura naturale per cittadini. La partecipazione a questo incontro è gratuita ma CON PRENOTAZIONE, i posti sono limitati per ovvie questioni tecniche. Armati di materiali riciclati e voglia di ortaggi squisiti, parleremo di come ottenere semi in quantità, costruire vasi, vasetti, seminiere, germogliatori,sostegni, fertilizzanti naturali e mini serre. Impareremo le principali tecniche naturali per equilibrare e far crescere il nostro orto da balcone, orticello condominiale e orto sociale con leggerezza, consapevolezza e amore per un mondo pulito. SOPRATTUTTO, VEDREMO COME EVITARE CONCIMI NON VEGAN E SOSTITUIRLI CON OTTIMI PREPARATI VEGAN. <strong><a href="http://www.vegfestival.org/programma_det.php?id=144" target="_blank">Maggiori info e prenotazioni qui</a></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">DOMENICA <strong>12 SETTEMBRE,</strong> ore 12.00 al SANA, XXII Salone Internazionale del Naturale, Bologna </span><strong>(gratuito</strong>)<br />
Presso lo stand del Gruppo Macro, Padiglione 22 Stand A/67 &#8211; B/68 &#8220;AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE IN 6 MQ&#8221;.  È possibile fare un orto sul terrazzo di soli 6 mq? Certo che sì! Con pratiche soluzioni e poca spesa potremo godere di una autosufficienza alimentare per tutta la famiglia, scoprire come è gratis.(Quel giorno pare che potrebbe esserci anche <a href="http://www.crudismo.com" target="_blank">MissVanilla</a> guest-star. Due spaccaballe in un colpo solo&#8230; volete perdervele?!)</p>
<p><span style="text-decoration: line-through;"><span style="text-decoration: underline;">DOMENICA <strong>19 SETTEMBRE</strong>, pomeriggio, FESTA DELL&#8217;ECOLOGIA, Pistoia (</span><strong>gratuito)</strong><br />
Programma in corso di definizione, ma sarà comunque un corso di orticoltura naturale e sarà nel pomeriggio, appena definito il programma riscrivo. Quel giorno potrebbero esserci addirittura due eco-blogger a fare le guest-star&#8230; sorpresa! </span><strong>purtroppo non ci potrò essere, <a href="http://www.erbaviola.com/2010/09/15/avviso-purtroppo-non-ci-saro-alla-festa-dellecologia-a-pistoia.htm" target="_blank">vedi qui</a></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">DOMENICA <strong>3 OTTOBRE</strong>, pomeriggio, LABORATORIO di orticoltura naturale nel GIARDINO DI PIMPINELLA</span>, Marzabotto, BO (<strong>CON PRENOTAZIONE!</strong>)<br />
All&#8217;interno di una giornata di eventi bellissimi, compreso pranzo veg. Il mio laboratorio sarà nel pomeriggio, ma consiglio di guardare<strong> <a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/pimpinella3ottobre.jpg" target="_blank">il volantino con tutta la giornata</a></strong> perché ne vale la pena. Le quote di partecipazione vanno alla LAV di Bologna, organizzatrice della giornata e si prenota direttamente al rappresentante LAV.</p>
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		<title>GOSSIP ESTIVO N.1: forse non tutti sanno che&#8230;</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2010/08/22/gossip-estivo-n-1-forse-non-tutti-sanno-che.htm</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 11:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto il sole, il caldo e il lavoro che continua a rincorrermi (costante, il tipo!) facciamo una pausa gossip. Quello che vi racconterei se stessimo prendendo l&#8217;aperitivo insieme sul mio balcone, in questa mattinata di sole sull&#8217;appennino, a destra i colli bolognesi, a sinistra il verde fitto della Toscana. Vedi foto. Mi rendo conto sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-748 aligncenter" title="dalbalcone" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/dalbalcone.jpg" alt="" width="600" height="453" /></p>
<p>Visto il sole, il caldo e il lavoro che continua a rincorrermi (costante, il tipo!) facciamo una pausa gossip. Quello che vi racconterei se stessimo prendendo l&#8217;aperitivo insieme sul mio balcone, in questa mattinata di sole sull&#8217;appennino, a destra i colli bolognesi, a sinistra il verde fitto della Toscana. Vedi foto.</p>
<p>Mi rendo conto sempre più spesso che tra i commercianti la locuzione &#8220;Non ce l&#8217;ho&#8221; è caduta in disuso. Ormai ti dicono qualsiasi cosa piuttosto che dirti che non ce l&#8217;hanno, quasi che pronunciando le fatidiche parole non-ce-l&#8217;ho un fulmine li bruciasse all&#8217;istante. Però, delle volte, un onesto &#8220;non c&#8217;è&#8221; o &#8220;non ce l&#8217;ho&#8221; è meno imbarazzante delle corbellerie che riescono a tirar fuori. Ultimamente ne ho collezionate tre, tre perle di raro ingegno&#8230; della serie &#8220;forse non tutti sanno che&#8221;.</p>
<p><strong>Forse non tutti sanno che il miso&#8230;</strong></p>
<p>NaturaSì di Bologna, quello con il bioristorante per sceicchi. Ormai ci compro solo 2-3 cose, tra cui il miso in barattolo di vetro. Guardo tutto lo scaffale ma nulla, non lo trovo, ci sono solo le immonde bustine del liofilizzato. Guardo in altri, niente, sparito anche il posto che di solito alloggia i vasetti. Intercetto una NaturaSì-girl in magliettone giallo. &#8220;Scusa, dove avete spostato il miso in barattolo di vetro?&#8221;. Mi guarda come se fossi matta, un serial killer. &#8220;Il miso in estate non c&#8217;è. Scoppia. Fermenta nei barattoli e quelli scoppiano, il vetro scoppia, E&#8217; PERICOLOSO!&#8221;.<br />
Ah.<br />
Torno a casa con due pensieri: primo, che potrei trovare il mio alloggio devastato da un&#8217;esplosione estiva di miso. Secondo, che tutti gli altri NaturaSì, specialmente quelli di Milano, appartengono senz&#8217;altro a qualche cellula impazzita di Al-Qaida. Beccati! Vogliono farci saltare in aria con il miso!</p>
<p><strong>Forse non tutti sanno che le padelle senza rivestimenti interni&#8230;</strong></p>
<p>Ferramenta del paesino di montagna. Fornitissima, il Leroy Merlin in confronto è un cassonetto. Sto cercando disperatamente una padella di 35-40 cm senza rivestimenti interni. Non voglio il teflon perché è cancerogeno (no, non venite a raccontarmi che se non lo gratti e bla bla bla. E&#8217; cancerogeno anche da freddo). Non voglio i nuovi rivestimenti in ceramica perché sono pieni di piombo, anche se cercano di propinarli in alternativa al teflon. Voglio una diavolo di padella senza rivestimenti, è così difficile?? Sì. Ne ho trovata solo una dell&#8217;Alessi disegnata da Jasper Morrison, 60 euro la più piccola da 28 cm e non voglio immaginarmi la grossa, ammesso di trovarla. Le Bionatural hanno solo un padellino minuscolo, inutile per noi. Prima di rinunciare alla ricerca e comprare quella di design, spendendo il 40% per l&#8217;oggetto, il 60% per la stampigliatura del nome Alessi e 40 euro perché l&#8217;ha disegnata Jasper Morrison, provo con il ferramenta super fornito che può anche ordinarmi quello che voglio.<br />
&#8220;Senza rivestimento non ne abbiamo, ma possiamo ordinarla&#8221;. Perfetto, ecco un vero commerciante: &#8220;non l&#8217;abbiamo. possiamo ordinarla&#8221;. Evvai! E&#8217; così che si fa! La moglie telefona subito al rappresentante di pentole e padelle. &#8220;Senti vorrei per una cliente una padella di almeno 35 cm in acciaio inox senza rivestimento interno&#8221;.<br />
Rappresentante: &#8220;Non esistono più, non le fanno più. Sono state VIETATE PER LEGGE&#8221;.<br />
Oddio, quest&#8217;estate non riesco a fare shopping senza commettere reati!<br />
Ma non si limita a questo, continua: &#8220;Sicuramente la tua cliente sarà una vecchia signora che è abituata senza l&#8217;antiaderente&#8221;.<br />
Pure. Vecchia signora ci sarai tu, scimunito!<br />
La legge che vieta le padelle senza rivestimento interno mi mancava&#8230; secondo voi è codice civile o penale? E se ne ho una in casa devo denunciarla? Ci vorrà il porto d&#8217;armi per padella senza rivestimento interno?  Cosa dite, rischio e la compro lo stesso, magari usata e la tengo ben nascosta?</p>
<p><strong>Forse non tutti sanno che le pecore&#8230;</strong></p>
<p>Conversazione telefonica con una merceria della provincia di Bologna. Sto cercando un filato in bamboo per farmi un poncho e non usare la lana.<br />
&#8220;Buongiorno, la ditta Ornaghi vi segnala come rivenditori dei loro filati. Avete anche quelli in bamboo?&#8221;<br />
&#8220;Quelli in bamboo non li fanno più&#8221;<br />
Sì, figurati.<br />
&#8220;Ma scusi, ho parlato dieci minuti fa con la Ornaghi &#8230;&#8221;<br />
&#8220;Sì, ma ne dicono tante! Tutti questi filati li facevano quando andavano di moda, adesso è passata la moda del bamboo. Ma lei per cosa ce l&#8217;aveva bisogno?&#8221;<br />
&#8220;Per un poncho, al posto della lana&#8230; sono vegana, non uso prodotti animali&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Beh, ma cosa c&#8217;entra? Mica deve mangiarsi la pecora! Guardi che la pecora resta viva dopo che le prendono la lana!&#8221;<br />
&#8220;Sì, fa niente, ma io non uso prodotti animali, quindi non avete i filati in bamboo?&#8221;<br />
&#8220;No, no, non li fanno più. Io le consiglio di usare una bella lana, ce ne sono anche di ECOLOGICHE, dalle pecore che mangiano solo erba!&#8221;<br />
Mi ha instillato il dubbio che esistano anche pecore carnivore&#8230;</p>
<p>(per le knitting-girls, il filato in bamboo esiste ed è ancora prodotto ma si trova facilmente solo online o all&#8217;estero.. è made in Italy ovviamente, come la cretineria)</p>
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		<title>PENSIERI SPETTINATI E SOWA RIGPA</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 16:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente terminato il periodo di corse, mi sono fermata qui a riposare un po&#8216;, finalmente ospite di me stessa, con qualche amico che viene a fare altrettanto, qualche altro che bisogna raggiungere e altri che passeranno andando in Toscana, tornando dalla Toscana o passando e basta. Poi uno dice. La tranquilla vita di campagna. Appunto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-737 aligncenter" title="formaggio_semilino" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/formaggio_semilino.jpg" alt="Formaggio vegan ai semi di lino" width="600" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Finalmente terminato il periodo di corse, <strong>mi sono fermata qui a riposare un po</strong>&#8216;, finalmente ospite di me stessa, con qualche amico che viene a fare altrettanto, qualche altro che bisogna raggiungere e altri che passeranno andando in Toscana, tornando dalla Toscana o passando e basta.</p>
<p>Poi uno dice. La tranquilla vita di campagna. Appunto, dove sta? L&#8217;avete mica vista passare?</p>
<p>Ma meglio così. Stamattina si rideva per <strong>i primi 4 giorni senza ospiti</strong>&#8230; l&#8217;ultimo weekend pioveva, l&#8217;ultima ospite designata ha rimandato e i gatti si guardavano in giro straniti&#8230; come, non viene nessuno? Non è venuto nessuno per quattro giorni, pazzesco! E noi con chi faremo le star? E chi ci farà i grattini extra?<br />
Così per un weekend ho anche abbandonato i fornelli, letto, oziato divinamente e letto ancora. Da domani ritirerò fuori il sacro fuoco dell&#8217;albelgatrice che è in me e spignatterò per i prossimi ospiti (di domani, del weekend, di&#8230; boh, chi passa di qui?). Gioco ancora al b&amp;b come a 6 anni. E&#8217; la mia xbox.</p>
<p><strong>Nella foto, la mia ultima creazione, il formaggio vegan ai semi di lino</strong>, fresco e estivo.<br />
Ricetta velocissima: 1 lt di <a href="http://www.erbaviola.com/2008/02/05/fare-il-latte-di-soia-in-casa.htm" target="_blank">latte di soia autoprodotto</a>, 6 cucchiai di aceto di mele, 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie, 6-7 cucchiai di semi di lino non decorticati, un pizzico di sale integrale, un pizzico di pepe bianco.<br />
Portare a bollore il latte di soia, versare l&#8217;aceto di mele e attendere che cagli. Raccogliere il caglio in un colino a trama fitta, sciacquare sotto acqua corrente per togliere l&#8217;acidulato dell&#8217;aceto, versare in una ciotola di vetro. Unire 4-5 cucchiai di semi di lino e il lievito, aggiungere sale e pepe, mescolare. Mettere 1-2 cucchiai di lino sul fondo della <a href="http://succulento.blog.lastampa.it/.a/6a00d83460d8b853ef0120a5bab32f970b-800wi" target="_blank">fuscella</a>, inserire il contenuto della ciotola nella fuscella e schiacchiare ben bene con un cucchiaio. Far riposare in frigo almeno 3 ore prima di servire. Il gel sviluppato dai semi di lino a contatto con l&#8217;umido della cagliata rende il tutto molto omogeneo e gradevole, molto più morbido e compatto delle normali ricottine vegan. I semi di lino aiuteranno anche nella digestione e sono un toccasana per l&#8217;intestino, ma da assumere con attenzione per chi soffre di colite o appendice infiammata.</p>
<p><strong>Mi rilasso zappettando</strong>, ma siamo ancora al sovescio per nutrire questo pezzetto di terra abbandonato che più povero di così non si potrebbe. Mi faccio passare lo sconforto con le piante sul balcone, alimentato da banale terriccio universale che però non soffre l&#8217;arsura e l&#8217;argillosità di questo pezzo di appennino. Mi impunto a non usare concimi animali, resto convinta che si possa, e se questo vorrà dire un anno in più chissenefrega.</p>
<p>Ho di nuovo tempi di lettura dilatati, finalmente. Questo sì che mi mancava ultimamente. Una delle letture più belle ultimamente è stato il <strong>libro di Franco Battiato e Giuseppe Coco &#8220;<em><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sowa-rigpa.php?pn=1116" target="_blank">Sowa Rigpa. La scienza della guarigione per un’alimentazione consapevole</a></em>&#8220;, Edizioni Infinito</strong>. (A proposito, se qualcuno è dalle parti di Catania, martedì 3 agosto presso Palazzo della Cultura – Cortile Platamone, c&#8217;è la presentazione con ingresso libero).<br />
Il libro è un lungo quanto interessante dialogo tra i due autori sull&#8217;alimentazione naturale, sullo spirito e la mente, sulle loro iterazioni, sulla via per riappropriarsi dell&#8217;equilibrio tra salute fisica e mentale che ormai sfugge alla maggioranza. Sowa Rigpa infatti è l&#8217;unione di <em>Sowa</em> ovvero guarigione, cura, nutrizione, e <em>Rigpa</em> che vuol dire scienza, conoscenza: “scienza della guarigione”. E&#8217; la Medicina Tibetana, con la sua peculiarità di essere alla portata di tutti, di avere larga applicazione nella vita quotidiana con l&#8217;introduzione di equilibrio, armonia e buone abitudini alimentari.<br />
Molti non sanno che Franco Battiato è vegetariano, in Italia non sono cose che si pubblicizzano molto o che comunque tendono ad essere relegate nel novero delle eccentricità dei personaggi famosi. Il suo modo di raccontarlo e di raccontarsi invece è molto bello, profondo, pacato, niente a che fare ovviamente con i vari Brad Pit vegetariani o altri peripatetici holliwoodiani che si dichiarano buddisti.  La consapevolezza e l&#8217;equilibrio raggiunto dai due autori è nelle loro parole, in alcune deliziose ricette che spuntano nella conversazione, percorsi alimentari che sono soprattutto percorsi di vita e di ricerca.</p>
<p>A volte ritrovarsi in personaggi che si stima fa bene. A me, caffeinomane più volte redenta e ricaduta, una Maddalena del caffé, fa bene leggere che il Maestro durante le riprese di Musikanten beveva quantità considerevoli di questa che a tutti gli effetti è una droga per il sistema nervoso, una droga che crea dipendenza e assuefazione, squilibrando in buona parte qualsiasi altro proposito di alimentazione corretta. Quindi si può uscirne davvero, mi dico. Delle volte l&#8217;esempio è meglio della teoria, anche se la mia <a href="http://www.crudismo.com" target="_blank">amica crudista</a> mi ripete da ben più tempo che bisogna imparare ad ascoltarsi, che sta tutto lì.<br />
Un libro magnifico, un piccolo gioiello.  E poi ci sono le piccole avventure a cui vengono sottoposti tutti coloro che, dediti a un&#8217;alimentazione non violenta, si trovano nell&#8217;obbligo di mangiare fuori. Come non sentirsi partecipe davanti alla crisi dell&#8217;oliva che tocca a tutti prima o poi? &#8220;<em>Un paio d’anni anni fa, in un ristorante a Macerata, assaggiando un&#8217;oliva&#8230; improvvisamente ho sentito milioni di cellule del mio corpo gridare come per ribellarsi. Ho chiesto al cameriere, per sapere cosa ci fosse dentro quell&#8217;oliva e mi ha fatto un elenco: carne di maiale, mortadella, salsiccia&#8230; Dentro un&#8217;oliva c&#8217;era una salumeria, in forma atomizzata!</em>&#8220;. Poi rido, perché scopro che persino a questi due Illuminati chiedono &#8220;ma dove le prendi le proteine se sei vegetariano?&#8221;. Persino a loro, non sfugge nessuno a questi luoghi comuni, mi consola.<br />
Ma questo stile libero, leggero eppure profondo lo spiega molto meglio il filosofo Piero Ferrucci nella prefazione: &#8220;<em>Parlare di alimentazione è sempre un po’ rischioso, perché si urtano vecchie abitudini e convinzioni molto radicate, e quindi magari si evocano reazioni emotive piuttosto risentite. Io sono un vegetariano, ma non sono militante, e non vado in giro a cercare di convertire al mio credo chi mangia carne. Anche per questo mi è piaciuto questo libro di Giuseppe Coco e Franco Battiato. Perché è tranquillo, non cerca di fare pressione sul lettore. Sono due uomini che si scambiano opinioni sul cibo e sulla cucina dal punto di vista della medicina tibetana, molto attenta agli equilibri e alle combinazioni. Leggendo il libro vi parrà quasi di partecipare alla loro conversazione. La loro cucina è semplice e facile. Io, che non sono un cuoco, ci ho provato, e questi piatti mi sono riusciti abbastanza bene. E poi, sono buoni.</em> &#8220;  (I miei prossimi ospiti si preparino: pasta di farro fatta in casa con i miei fiori di zucca e zafferano, è tra le ricette per l&#8217;estate)</p>
<p>Giuseppe Coco nel corso della conversazione lo sintetizza ancora meglio: &#8220;<em>Il gusto dell&#8217;essenziale e della semplicità</em>&#8220;.<br />
Poi ci sono tantissimi altri discorsi dentro, l&#8217;aspetto olistico delle metodiche tibetane, il digiuno, chi sta attento a comprare tutto bio e poi fa colazione al bar, cani e gatti alle prese con crocchette vegan, il metodo Montignac con un filo di ironia, il grande Franco Battiato che ti pianta lì davanti alla verità fermandoti con un chiodo &#8220;<em><strong>La disinformazione ci manda avanti come asini a cui si mostra una carota che non raggiungeranno mai</strong>.</em>&#8220;</p>
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		<title>I BIO-FRICCHETTONI &amp; L&#8217;ORTO-TERAPIA</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2010/07/15/i-bio-fricchettoni-lorto-terapia.htm</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 17:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Barbara stamattina diceva giustamente che tutti quelli che continuano a parlar male di questo Paese e dicono che vorrebbero andarsene, non se ne vanno mai. Stanno qui a lamentarsi e spaccare i maròni a noi. La maggior parte, almeno. I soliti disfattisti, insomma. Stanno belli comodi alla finestra, guardano e lamentano, sognano e si lamentano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fcorrendomiincontro.blogspot.com%2F&amp;h=5e66e" target="_blank">Barbara</a> stamattina diceva giustamente che tutti quelli che continuano a parlar male di questo Paese e dicono che vorrebbero andarsene, non se ne vanno mai. Stanno qui a lamentarsi e spaccare i maròni a noi. La maggior parte, almeno. I soliti disfattisti, insomma.</p>
<p>Stanno belli comodi alla finestra, guardano e lamentano, sognano e si lamentano, lamentano, lamentano&#8230; senza mai fare nulla. Mi capita sempre più spesso di incontrare persone attratte dalla vita rurale che parlano  di andarsene ma continuano a vivere nei loro timori di non potercela fare. Altri  poi (e questi non li sopporto proprio) che partono in quarta con il &#8220;beata te, io non ho la possibilità&#8221;. Da notare: quasi tutta gente che paga un mutuo e bollette astronomiche puntualmente, ma terrorizzata dal piantare due lattughe e mangiarsele. Forse, in questi casi, le cose di cui preoccuparsi davvero vanno ancora messe a fuoco&#8230;</p>
<p>Tempo fa, parlando con una persona che ha cambiato radicalmente la sua vita, ci siamo trovati d&#8217;accordo sul fatto che questi individui che tanto parlano ma niente fanno sono in realtà persone che si fanno opposizione da sole, sono vittime di loro stessi e dell&#8217;immobilismo cronico in cui in realtà si sentono al sicuro.</p>
<p>Ormai di spostamenti e capovolgimenti ne ho fatti parecchi, senza l&#8217;ardire di voler insegnare niente a nessuno, provo a inquadrare il fenomeno. Mi baso sulla mia esperienza e su quella di tutte le persone che ho incontrato. La maggior parte di quelli che tentennano, che sono insicuri o i classici bio-fricchettoni* buoni solo a piangersi addosso, sono in realtà solamente persone che si fanno opposizione da sole.</p>
<p>Cosa vuol dire farsi opposizione da soli? Semplicemente non cogliere le possibilità. C&#8217;è un film molto stupido e molto serio, <em><a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56094" target="_blank">YesMan</a></em>, in cui il protagonista è così, uno che non fa mai niente e ha mille scuse per non farlo ma cambia completamente vita quando viene costretto a rispondere &#8216;sì&#8217; a tutte le occasioni che gli si presentano. In modo molto banale, questo film spiega com&#8217;è e come può cambiare la vita di chi si fa opposizione da solo.<br />
Occhio però: nessuno di quelli che lo fanno, riconosce di farlo. Si fanno opposizione da soli ma si considerano le persone più ottimiste e energiche del mondo, alle quali manca solo &#8216;la possibilità materiale&#8217;.</p>
<p>Mavà?!</p>
<p>Pensa che invece a noi è piovuto dal cielo un meteorite con dentro: casa di campagna completamente arredata, orto sinergico avviato, bosco, frutteto e lavoro a tempo indeterminato da fare in casa quando proprio ci annoiamo di tutto il resto. Fossi in te, caro il mio &#8220;<em>beata te, io non ho la possibilità</em>&#8220;,  mi comincerei a scegliere un posto in prima fila per la notte di San Lorenzo.</p>
<p>Avete presente quelle persone che vent&#8217;anni fa vi parlavano di andarsene dalla città, fondare una comune, vivere del lavoro dei campi ecc.? Quelle che vi facevano sentire anche un po&#8217; cretini se voi volevate &#8220;solo&#8221; andarvene a vivere per i cavoli vostri fuori dal caos? Bene, quando vent&#8217;anni dopo li incontrate di nuovo e son sempre lì con i loro &#8216;mi piacerebbe&#8217; e cinquecento testi di agricoltura letti, gente che vi fa dei pipponi teorici lunghi ore su come si fanno i cassoni per la sinergica&#8230;. eccoli lì: sono loro. Sono quelli che si fanno opposizione da soli. Progettano, progettano, progettano ma a ogni occasione si bloccano.</p>
<p>Perché, lasciatemelo dire, a fare i bio-fricchettoni in città che &#8216;ne sanno&#8217; di vita in campagna e progettano fughe nelle comuni, si passa per quelli fighi, quelli originali. E quanto è più facile raccogliere consensi e ammirazione (perché solo di questo hanno bisogno) facendo il fricchettone-sognatore-di-fughe in città, che rompendosi la schiena a seminare l&#8217;insalata?<br />
Questi indecisi li troverete ancora lì tra altri vent&#8217;anni oppure faranno una piccola brevissima esperienza estemporanea per poi tornare a gambe levate a tirare pipponi di teorie sulla coltivazione al loro pubblico consueto.</p>
<p>Io li riconosco anche da un altro atteggiamento: sono quelli che sostengono che fare l&#8217;orto sul balcone sia stupido, una sciocchezza per illudere i cittadini. Loro di orto faranno quello vero, solo quello, nel momento in cui andranno a vivere in campagna (cioè mai). Intanto però si studiano tutti i testi possibili, senza mai piantare nemmeno un semino. Loro hanno progetti ben più grandi, mica possono sprecarsi sul balcone.</p>
<p>Sembrano ridicoli solo a me?</p>
<p>Alla fine, il coraggio per cambiare qualcosa e la forza di farlo, non te li può dare nessuno. Ognuno di noi ha la vita che si è scelto da solo. L&#8217;uomo ha veramente la possibilità di scegliere la propria vita e nel caso di queste persone è quello che fa: sceglie di farsi opposizione da solo.</p>
<p><strong>Io a distanza di anni l&#8217;orto sul balcone continuo a farlo ancora insieme all&#8217;orto-orto (anche perché mi piace l&#8217;idea di dare un piccolo contributo, una &#8216;spinta&#8217; a qualcuno che ci sta provando):</strong></p>

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								<img title="Nursery: al momento ci sono cipolle da mandare in semenza, una menta selvatica e il basilico-menta " alt="Nursery: al momento ci sono cipolle da mandare in semenza, una menta selvatica e il basilico-menta " src="http://www.erbaviola.com/wp-content/gallery/ortobalcone2/thumbs/thumbs_r100_0348.jpg" width="100" height="75" />
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	<!-- Pagination -->
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<p><strong>&#8230;epperò quando mi stufo di lavorare mollo a casa tutto e in cinque minuti sto passeggiando qui:</strong></p>

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<p>*I<strong> bio-fricchettoni</strong> sono la generazione successiva delle bio-sciure. Sono quelli che girano in città in bici, fanno la spesa bio facendosi recapitare casse di frutta da mille km di distanza e parlano da vent&#8217;anni o più di trasferirsi in campagna.</p>
<p>(questo post è ripreso in parte da un intervento che avevo fatto sul forum dei Bionieri, ma visto che è sempre farina del mio sacco e che per qualche ragione è un forum poco frequentato, mi è sembrato di non far torto a nessuno riportandolo qui. Se poi qualcuno l&#8217;ha già letto, mi scuso, ma suvvia è solo un pezzettino)</p>
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		<title>&#8230;LA GIOSTRA CHE GIRA</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 11:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendendo il titolo del post precedente e anche per giustificarmi un po&#8217; delle assenze continue da questo sitarello&#8230; invece di farmi scrivere la giustifica dai genitori-o-chi-ne-fa-le-veci, questa volta la giustifica me l&#8217;ha scritta Terre di Mezzo, che nel numero di Giugno ha parlato di quello che sto seminando in giro per il Belpaese, vedi articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/agricivismo.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-621 aligncenter" title="agricivismo" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/agricivismo-245x300.jpg" alt="Agricivisti in azione - Terre di Mezzo, Giugno 2010" width="350" height="400" /></a></p>
<p>Riprendendo il titolo del post precedente e anche per giustificarmi un po&#8217; delle assenze continue da questo sitarello&#8230; invece di farmi scrivere la giustifica dai genitori-o-chi-ne-fa-le-veci, questa volta la giustifica me l&#8217;ha scritta <a href="http://www.terre.it/" target="_blank">Terre di Mezzo</a>, che nel numero di Giugno ha parlato di quello che sto seminando in giro per il Belpaese, vedi articolo sopra. In effetti, quando faccio questi corsi-incontri, mi viene di nuovo da chiamarlo Belpaese e per un po&#8217; dimentico i titoli dei giornali, la politica in genere, lo scempio del territorio e non ho la voglia costante di scappare in un <em>buen retiro</em> nella Comunità Autonoma Valenciana. Valuto che forse è possibile restare ancora un po&#8217; a far girare questa giostra, in quest&#8217;Italia minore fatta di gente che ci crede, che cambia, che allarga i propri orizzonti e che non ha come unico fine nella vita un conto in banca straripante, lo yacht e le piastrelle del bagno firmate.<br />
Ci sono ancora molte cose da imparare per me, altrettante da condividere, una strada che posso ancora mantenere nei confini di questo Belpaese.</p>
<p>Perché. Per non restare fermi e attendere di essere usati come consumatori, illusi come votanti, sfruttati come contribuenti, dileggiati come ignari sovvenzionatori di stipendi favolosi e benefit lussuosi a politicanti mafiosi. Per essere, senza aspettare che le cose cambino da sole.</p>
<p>Henry David Thoreau, filosofo e ambientalista, scriveva nel suo <em>Diario</em>, l&#8217;11 marzo 1856, &#8220;<em>C&#8217;è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera</em>.&#8221;<br />
Bepi Armanelli, esperto falegname e carpentiere della Val Maira che sta riabitando con altri sognatori un villaggio montano, ha detto un po&#8217; di giorni fa: &#8220;<em>Dopo essercela menata un po&#8217; passiamo al fare. Dumse n&#8217; andi, che i sogni sono belli ma è ancora più bello realizzarli</em>.&#8221;<br />
Piantare semi, impastare il pane, costruire case. Un&#8217;altra Tribù di appartenenza.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/Agricivismo.pdf"></a></p>
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		<title>MELONE DELLA PASSIONE, FRUTTO &#8220;AFRODISIACO&#8221;&#8230; CON APPELLO PER LA CONSERVAZIONE!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 17:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri degli amici ci hanno portato questa nuova prelibatezza, assolutamente naturale: melone della passione. Il nome è dovuto al fatto che si tratta di un incrocio naturale tra melone (Cucumis Melo) e frutto della passione o maracuya (Passiflora Antioquiensis). Al contrario di molta frutta tropicale, questo esperimento è tutto italiano e la produzione è per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-485 aligncenter" title="melonepassione" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/melonepassione.jpg" alt="" width="497" height="376" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri degli amici ci hanno portato questa nuova prelibatezza, assolutamente naturale: melone della passione. Il nome è dovuto al fatto che si tratta di un incrocio naturale tra melone (<em>Cucumis Melo)</em> e frutto della passione o maracuya (<em>Passiflora Antioquiensis).<br />
</em></p>
<p><strong>Al contrario di molta frutta tropicale, questo esperimento è tutto italiano</strong> e la produzione è per ora concentrata in Sicilia ad opera di un imprenditore tedesco, Kurt Suckert, che utilizza solo metodi di coltivazione naturale, in particolare pare che utilizzi prevalentemente il metodo sinergico. Questo nuovo frutto è davvero ottimo sia al naturale che in centrifugato e sembra crescere particolarmente bene nell&#8217;isola. A parte la bontà, <strong>pare che abbia virtù afrodisiache tanto che la paura dei produttori è che la produzione finisca in breve nelle mani manipolatrici delle multinazionali farmaceutiche</strong> facendo la stessa brutta fine di stevia, cannabis, noce di cola e compagnia.</p>
<p><strong>Un sistema contro il Sistema che ne limiterà o eviterà probabilmente la diffusione? Piantarne nei propri orti!</strong> Cresce in tutta Italia e pare essere piuttosto facile da coltivare. Una volta che sarà diffuso come il normale melone, non sarà possibile limitarne l&#8217;uso. <strong>Io sto già facendo seccare i semi, chi ne vuole  (ma mi raccomando: solo chi li ripianta davvero!!!) <a href="http://www.erbaviola.com/2010.html" target="_blank">può richiederli da qui</a></strong>. Basta anche un balcone soleggiato e la promessa di diffondere i semi ottenuti a propria volta <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se invece vuoi gustare il frutto, qui l&#8217;<a href="http://www.erbaviola.com/2010.html" target="_blank"><strong>elenco dei rivenditori italiani</strong></a> (aggiornato al mese scorso).</p>
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		<title>GLI ORTI SOCIALI COMUNALI DI CASTEL SAN PIETRO TERME (BO)</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 13:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono, ci sono! Riemersa dalla neve io e l&#8217;orto (i vicini dicono che non si era vista una nevicata così dal 1985&#8230; ma siamo arrivati noi, quindi tutto normale!), smaltite le prime conseguenze del detox seguita dalla competente crudista che annoio a morte con elenchi di sintomi degni di una zitella ipocondriaca, mi sento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/06.jpg"><img class="size-full wp-image-455 aligncenter" title="06" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/06.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ci sono, ci sono! Riemersa dalla neve io e l&#8217;orto (i vicini dicono che non si era vista una nevicata così dal 1985&#8230; ma siamo arrivati noi, quindi tutto normale!), smaltite le prime conseguenze del detox seguita dalla <a href="http://www.crudismo.com" target="_blank">competente crudista</a> che annoio a morte con elenchi di sintomi degni di una zitella ipocondriaca, mi sento tutta bella carica e pimpante, pronta per cominciare il nuovo orto e il nuovo balcone, finalmente sgombri da un metro e venti di neve <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Chiaramente la crudista di cui sopra adesso dovrà sentirsi moralmente obbligata a fare un&#8217;orto almeno sul balcone <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Intanto che la montagna ci imponeva un riposo bianco e forzato, siamo stati attirati in pianura da una sagra del cioccolato artigianale e girovagando nei dintorni mi sono imbattuta casualmente negli <strong>orti sociali di San Pietro Terme, tra Bologna e Imola</strong>. Il posto destinato agli orti è molto carino, in riva al fiume, l&#8217;unica cosa che guasta un po&#8217; è un gigantesco pilone dell&#8217;alta tensione&#8230; la cui vicinanza <span style="text-decoration: underline;">non so</span> quanto sia salutare (qualcuno può far luce?). Purtroppo non è l&#8217;unico caso, continuo a vedere orti sociali in riva ai viadotti dell&#8217;autostrada, di fianco a statali di grande passaggio e persino vicino a centrali elettriche! Capisco che essendo terreni concessi dai comuni a titolo quasi sempre gratuito non ci sia molta scelta, però insomma&#8230; un po&#8217; più di riguardo per la salute dei cittadini che si dedicano a queste attività sarebbe magari auspicabile.</p>
<p>Tolto questo, devo dire che<strong> quelli di Castel San Pietro sono tra i meglio organizzati che ho visto finora</strong>. Il Comune di Castel San Pietro ha messo a disposizione, inizialmente in un programma a favore dei cittadini anziani teso ad offrire stimoli alla partecipazione alla vita collettiva e a un costruttivo impiego del tempo libero, dei lotti di terreno adibiti ad orti comunali, in quanto secondo il Comune &#8220;rappresentano un’importante forma di aggregazione e di lotta al decadimento della qualità della vita.&#8221; E bravi!  Gli appezzamenti sono ben due: uno in città lungo il fiume Sillaro, a cui si riferiscono queste foto, e uno lungo il torrente Quaderna nella frazione di Osteria Grande. Si vede che alla base c&#8217;è una gestione ben organizzata, non si sono limitati come molti al solo intervento dell&#8217;Amministrazione Comunale ma <strong>hanno creato dei Comitati di Gestione degli Orti </strong>che sono membri del Direttivo delle Associazioni Centri Sociali di riferimento per gli orti: Centro Sociale Scardovi per l’appezzamento di Castel San Pietro e Centro sociale Valquaderna per l’appezzamento di Osteria Grande. Gli assegnatari degli orti, ai fini anche assicurativi, diventano soci dei centri sociali del territorio per tutta la durata della concessione del lotto, un ottimo incentivo anche per partecipare poi a tutte le attività organizzate dai centri sociali dove magari non avrebbero altrimenti mai messo piede.  <strong>Secondo me l&#8217;unica pecca è limitare l&#8217;accesso ai soli pensionati maggiori di 55 anni o invalidi di qualsiasi età</strong>. Capisco che sia un progetto pensato per gli anziani, ma <strong>perché non permettere anche un accesso ai più giovani?</strong> Ho visto delle parcelle non utilizzate e&#8230; se mi passate la battuta, messa così sembra un po&#8217; l&#8217;accesso del Piccolo Cottolengo invece che quella di un progetto sociale&#8230; magari si potrebbe destinare una quota inferiore di orti a giovani che ci si vogliono cimentare.  Sarebbe un&#8217;integrazione ancora più interessante e sicuramente stimolante. Mi vedrei per esempio un anziano che abbandona il lumachicida ascoltando il giovane che gli parla di coltivazione sinergica o un giovane che impara a conservare i semi per non dipendere solo dalle bustine&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli appezzamenti sono di 60/64 mq pro capite concessi per 5 anni (rinnovabili) per ben 194 lotti divisi tra le due zone</strong>. Le parcelle sono ben delimitate e ogni vialetto tra i vari lotti è munito di fontanella per acqua e ricovero degli attrezzi collettivo. Mi ha lasciata un po&#8217; perplessa il divieto di utilizzare altra acqua che quella della fontanella, mi interesserò per capirne la ragione ma a occhio direi che è semplicemente un divieto di utilizzare l&#8217;acqua del fiume vicino, rischiando il capitombolo dell&#8217;anziano in acqua. Però questo vieta di conseguenza la raccolta e utilizzo dell&#8217;acqua piovana, che sarebbe invece una bella pratica auspicabile. Quasi tutti gli appezzamenti sono dotati di serre costruite dagli orticoltori stessi, di altezza massima di 2 metri e<strong> &#8211; orrore! &#8211; è consentito l&#8217;uso di diserbanti e pesticidi</strong> che vanno tenuti in un apposito armadietto controllato dall&#8217;USL. Ehm&#8230; ma cavoli! Un così bel progetto e si consente l&#8217;uso di pesticidi?! Mah! Se poi contiamo che gran parte degli orticoltori sono anziani, a quanto pare alcuni anche malati di Alzheimer&#8230; non è proprio una scelta felice. Ma, come sappiamo, purtroppo c&#8217;è ancora molta leggerezza nell&#8217;uso di queste sostanze dannose anche in piccolissime dosi. I diserbanti poi mi fanno un po&#8217; ridere&#8230; a cosa serve un diserbante in una parcella di 60 mq ?! Speriamo che nella realtà non ne facciano uso e sia solo un articolo del regolamento.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/041.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-459" title="04" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/041.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-460" title="05" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/05.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/031.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-458" title="03" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/031.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/021.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-457" title="02" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/021.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/012.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-456" title="01" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/012.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
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		<title>QUALCHE SEGNALAZIONE PER SEMENTI ANTICHE, RETE DEI SEMI RURALI E IDEE SUL FUTURO</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:58:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi sono presa un po&#8217; di tempo per riposarmi (poco), scrivere (tanto), pensare (troppo), programmare (discretamente) e guardare la neve che cade lasciando l&#8217;appennino sotto la sua morbida coperta bianca (esagerato). Ho messo qualche foto in coda al post&#8230; ditemi se non è giustificata l&#8217;assenza! Riemergo con tanti progetti e la guida alla germinazione quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/01.jpg" alt="" /></p>
<p>Mi sono presa un po&#8217; di tempo per riposarmi (poco), scrivere (tanto), pensare (troppo), programmare (discretamente) e guardare la neve che cade lasciando l&#8217;appennino sotto la sua morbida coperta bianca (esagerato). Ho messo qualche foto in coda al post&#8230; ditemi se non è giustificata l&#8217;assenza!</p>
<p>Riemergo con tanti progetti e la guida alla germinazione quasi terminata. Dalla <a href="http://www.erbaviola.com/2009/12/11/piccola-guida-alla-germogliazione-casalinga-parte-i.htm" target="_blank">prima parte</a> si è originato un interessante numero di dubbi e informazioni che hanno fatto lievitare i tempi e le ricerche per il resto della guida. Qualcosa di molto interessante è già emerso dai commenti, che consiglio caldamente agli amici germinatori <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Intanto, visto che gennaio pare portare sempre buoni propositi e voglia di fare, qualche segnalazione interessante su buoni propositi e cose da fare. Nell&#8217;ordine:</p>
<p>- 9 gennaio 2010 Appuntamento a Bologna alle 16.00 con la serie di incontri/conferenze: <strong>Decrescita o de-civilizzazione: una strategia di resistenza sociale per il decennio che viene</strong> (<a href="http://www.bolognacittalibera.org/events/decrescita-o-decivilizzazione" target="_blank">qui tutte le informazioni</a>). Neve permettendo, penso di esserci.</p>
<p>- 8-12 gennaio 2010 <strong>il gruppo di &#8220;Orto sul balcone e per terra&#8221; </strong>che è quietamente ospitato su Promiseland (<a href="http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=15" target="_blank">forum orti e giardini naturali</a>) <strong>si appresta a piantare patate</strong>. Patate sul balcone? Eh sì, patate sul balcone. Patate <em>nel bidone</em>, nello specifico. Ognuno a casa sua ma tutti insieme, basta procurarsi un bidone e qualche patata, tutti i <a href="http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=15&amp;t=30216&amp;start=120" target="_blank">dettagli qui</a> per riciclare il bidone e quali patate procurarsi. Io ci sono ma apprezzerei molto anche l&#8217;intervento di qualche altro coltivatore da bidone, tipo la <a href="http://www.consy.it/blog/" target="_blank">Consy</a> che in quanto a latitanza mi sta battendo. Per chi non ha particolare simpatia per Promiseland, si scoccia dei forum et similia, pubblicherò qualcosa anche qui. Certo che però tutti insieme e proprio un&#8217;altra cosa&#8230;</p>
<p>- sabato 16 gennaio 2010  <strong>Corso teorico &#8211; pratico per conservare i cibi attraverso la fermentazione</strong> a Genova (<a href="http://www.quarantina.it/pdf/iniziative/2010%2001%2016%20genova,%20corso%20fermentati.pdf" target="_blank">scarica qui la locandina</a>)</p>
<p>- domenica 17 gennaio 2010 <strong>Mandillo dei semi &#8211; libera festa di libero scambio</strong> a Torriglia (GE). Mi piacerebbe tanto andarci ma in inverno è veramente dura&#8230; inoltre i mezzi non aiutano, abbiamo appena calcolato che ci vogliono 6 ore di viaggio. Se qualcuno è meno impedito di me, <a href="http://www.quarantina.it/mandillodeisemi.htm" target="_blank">tutte le informazioni sono qui</a></p>
<p>- Le Casalinghe Bioallegre (questo nome mi fa sempre un po&#8217; ridere, chissà perché mi porta alla mente una simpatica tipa con scopettone e cannino in bocca, invece sono delle tostissime eco-battagliere della pulizia domestica) e quella scatenata di Elle mi fanno sapere che <strong>è stato varato <a href="http://www.depuriamo.it/Depu/home.html" target="_blank">depuriamo.it</a></strong> &#8211; e io con il solito ritardo che mi contraddistingue passo parola <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Iniziativa molto molto carina, temo che a breve farò incetta di <strong>etichette per ornare i manufatti autoprodotti</strong>, dalle conserve agli sferruzzamenti (a proposito, ultimamente ho regalato manopole e guanti di maglia, sono stati molto apprezzati e se avessi avuto le etichette, chissà che figurone! alla prossima)</p>
<p>Infine, ecco qualche foto maldestra degli spettacolari paesaggi che ci circondano</p>
<p><span id="more-394"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/01.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">&#8230;prima nevicata, poco prima di natale&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/02.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">Il corniolo imbiancato, ma si vedono ancora bene le bacche rosse</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/03.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">un saggio della mia imperizia fotografica</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/05.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">&#8230; scendendo verso il paese non migliora la mia disabilità fotografica&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/04.jpg" alt="" /><br />
guardate la casa gialla a destra: rigogliosi geranei in dicembre&#8230; questa mi mancava!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/06.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">un orto in letargo sotto la neve, fa tenerezza</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/07.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">strada in salita verso casa: invece della strada, una pista di ghiaccio in pendenza e la macchina che retrocede infilandosi in un giardino altrui (e nel provvidenziale cumulo di neve che ne arresta la discesa! )</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/loiano/08.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;">&#8230; ma se pensavate che fosse difficile, i nostri eroi hanno tentato la salita anche di notte, poi hanno definitivamente optato per l&#8217;uso dei piedi.</p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>PICCOLA GUIDA ALLA GERMOGLIAZIONE CASALINGA &#8211; Parte I</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/12/11/piccola-guida-alla-germogliazione-casalinga-parte-i.htm</link>
		<comments>http://www.erbaviola.com/2009/12/11/piccola-guida-alla-germogliazione-casalinga-parte-i.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 10:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Orto bio]]></category>
		<category><![CDATA[coltivare germogli]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa prima parte della guida ai germogli che ho messo insieme arriva dal cap. 10 &#8220;Coltivare i germogli&#8221; del mio libro. Visto che questo pezzo era già scritto, lo utilizzo Qui però è già disponibile da tempo il tutorial per costruirsi a costo zero un germogliatore fai-da-te, nel caso voleste iniziare subito. Molti l&#8217;hanno trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/orto/germogliatore1.jpg" alt="" /></p>
<p>Questa prima parte della guida ai germogli che ho messo insieme arriva dal <strong>cap. 10 &#8220;Coltivare i germogli&#8221; </strong>del mio <strong><a href="http://www.erbaviola.com/come-fare-un-orto-sul-balcone/orto-sul-balcone-coltivare-naturale-in-spazi-ristretti" target="_blank">libro</a></strong>. Visto che questo pezzo era già scritto, lo utilizzo <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
<strong><a href="http://www.erbaviola.com/2007/03/24/germogliatore-fai-da-te-gratis.htm" target="_blank">Qui</a></strong> però è già disponibile da tempo il tutorial per <strong>costruirsi a costo zero un germogliatore fai-da-te</strong>, nel caso voleste iniziare subito. Molti l&#8217;hanno trovato facile da realizzare e da usare, insomma&#8230; funziona.</p>
<p><strong>Introduzione alla germogliazione casalinga</strong></p>
<p>I germogli sono molto semplici da coltivare e estremamente nutritivi. Lo si può fare su un davanzale o su qualsiasi ripiano disponibile in casa, l’importante è che sia lontano da fonti di calore come caloriferi e fornelli. I germogli richiedono poco spazio, niente scavi e sarchiatura e nessun prodotto aggiuntivo. Meglio ancora, il prodotto si può già mangiare quattro o cinque giorni dopo la posa nel germinatore.<br />
I germogli sono molto nutrienti, più dei comuni legumi o semi. Infatti, appena i semi cominciano a germogliare, comincia ad aumentare anche il loro contenuto vitaminico e di sali minerali.<br />
La coltivazione dei germogli può essere fatta in un germogliatore apposito, di solito in plastica o terracotta, oppure in un germogliatore fai da te come quello illustrato <strong><a href="http://www.erbaviola.com/2007/03/24/germogliatore-fai-da-te-gratis.htm" target="_blank">qui</a></strong>. Il procedimento seguente è identico sia che si usi un germogliatore in commercio che un germogliatore fai-da-te. L’unica differenza è che i germogliatori in commercio sono predisposti per raccogliere l’acqua mentre nei germogliatori fai-da-te va fatta scolare a parte (tranne il germogliatore autoprodotto di cui sopra)</p>
<p><strong>Occorrente:</strong><br />
- Semi per germogliatore. Per le prime volte saranno ottimi i mix di semi già pronti, il prezzo è comunque irrisorio<br />
- Recipiente: un barattolo a bocca grande di vetro o di plastica, un vaso non di metallo, una ciotola di vetro o di ceramica o un piatto fondo andranno benissimo. Si può anche usare un piatto piano, stendendo uno strato di semi fra due strati di garza o due tovaglioli di carta bagnati per impedire che si secchino. Qualunque recipiente usiate, assicuratevi che sia abbastanza grande da permettere ai semi di germogliare e di avere ancora abbastanza spazio perché intorno circoli un po’ d’aria.<br />
- Un coperchio per il recipiente, che permetta lo scolo. Una retina di plastica, un pezzo di tela a trama fitta.<br />
Un barattolo di vetro va bene per semi minuscoli come quelli dell’erba medica. Semi più grandi, come i fagioli mungo, vengono meglio in un piatto fondo o in un vaso. Questo provvede lo spazio in più di cui hanno bisogno e impedisce che i germogli marciscano o inacidiscano.<br />
Per fissare il ‘coperchio’ all’orlo del recipiente basterà un cordoncino o un elastico forte. I semi vanno sciacquati due volte al giorno, mattina e sera.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/orto/germogliatore2.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Le fasi della germogliazione:</strong></p>
<p>Per questa guida sono indicati il germogliatore fai-da-te di cui sopra, il germogliatore a vaschette delle foto, il sistema del piatto con garza e i germogliatori a vasche sovrapponibili in genere.</p>
<p>PRIMO GIORNO (pre-germogliazione):<br />
Riempire d’acqua un recipiente fino a coprire i semi o i fagioli per un’altezza di circa cinque centimetri. Lasciate a bagno i semi per almeno 8-10 ore. Se fa freddo, mettete a bagno i semi in acqua tiepida.<br />
Dopo 8-10 ore i semi si gonfiano e la pellicina comincia a spaccarsi. Sono pronti per germogliare.<br />
Per il germogliatore usato sopra io utilizzo due tazzine da caffé, una per ripiano, in cui metto a bagno i semi per una notte. La mattina dopo li travaso nel germogliatore e comincia la germogliazione. L&#8217;ammollo non è fondamentale ma facilita e velocizza le fasi di germogliazione</p>
<p>SECONDO GIORNO:<br />
La mattina scoperchiare e scolate l’acqua dal recipiente sottostante (vaschetta verde). Dato che questa acqua è ricca di vitamine e sali minerali, si può anche berla o la si può usare per innaffiare le piante. E&#8217; un vero peccato sprecarla. Per esempio chi alla mattina si fa dei centrifugati o delle spremute, puo&#8217; utilizzarla per allungarle.<br />
Versare nuova acqua sui germogli, in questo caso facendola passare dalle griglie superiori del recipiente, lentamente, in modo che si propaghi uniformemente (le griglie sono fatte apposta). Scuoterlo leggermente avanti e indietro alcune volte perché le radichette dei germogli non si incastrino nelle griglie. Se invece si sono trasferiti i semi messi a bagno in un piatto piano, versare pian piano l’acqua sulla tela, e lasciatela scolare tenendo il piatto inclinato. Più tardi ripetete di nuovo l’operazione in modo da sciacquare bene i semi due volte al giorno.<br />
L&#8217;ideale è fare il cambio acqua la mattina e la sera, io li faccio coincidere con la colazione e la pappa serale dei mici, così se sono fuori a cena me ne ricordo comunque.</p>
<p>TERZO GIORNO:<br />
Si vedono già germogliare i semi, a parte alcune qualità particolari per le quali è indicata una germinazione più lunga sulla confezione. Continuare a sciacquarli mattina e sera come sopra.</p>
<p>QUARTO/QUINTO GIORNO:<br />
I germogli sono pronti. La maggior parte dei germogli si mangiano crudi in insalate, tramezzini o qualunque piatto in cui si usano fagioli e semi. I germogli di fagiolo invece è meglio cuocerli a vapore per 10-15 minuti, oppure rosolarli con un po’ di olio, aglio e sale o aggiungerli ad altre preparazioni come polpette. I germogli di grano e di orzo, per esempio, sono molto dolci e costituiscono un buon ingrediente per panini e focacce dolci. I germogli di senape e fieno greco sono invece particolarmente piccanti e si sposano bene con insalate e bruschette, senza esagerare dato il sapore molto deciso.</p>
<p>Delle varie proprietà, germoglio per germoglio, e delle preparazioni culinarie con germogli ne parlerò a breve. In ogni caso il metodo migliore di consumo è a crudo, modo in cui mantengono tutte le proprietà che li rendono l&#8217;alimento meraviglioso che sono.</p>
<p><strong>Conservazione</strong><br />
I germogli si conservano in frigo per 4-5 giorni. Al contrario della verdura che appena raccolta comincia già a perdere vitamine e nutrienti, i germogli li mantengono intatti anche fuori dal germogliatore. E&#8217; anzi un errore grave lasciarli nel germogliatore fino al consumo perché continueranno a crescere e una eccessiva crescita non solo fa perdere parte del potere nutrizionale dei germogli, ma gli fa anche sviluppare troppa cellulosa rendendoli alquanto coriacei e indigesti. Dopo la germogliazione, quindi, subito di filato nel frigo o in un luogo ben freddo per la conservazione. Il contenitore più adatto è una vaschetta in vetro con coperchio. Possono essere conservati sovrapposti ma bisogna fare attenzione che non ristagni acqua sul fondo.<br />
Non si possono congelare.</p>
<p>(Nelle foto uno dei germogliatori più comuni in commercio con un mix di germogli: fieno greco, soia, lino, crescione e senape)</p>
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		<title>RICICLAGGIO SPINTO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/10/24/riciclaggio-spinto.htm</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 12:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[So che qualcuno dal titolo sarà stato percorso dal brivido &#8220;no, ti prego, fà che non sia l&#8217;ennesimo rompimento di maroni sul riciclaggio dei tampax e l&#8217;uso della mooncup&#8220;. Tranquilli. Ho uno stomaco anch&#8217;io. Volevo solo dire che oggi mi stacco da pensieri ortiferi e mi dedico un attimo a pensieri attivi di riciclo. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>So che qualcuno dal titolo sarà stato percorso dal brivido &#8220;no, ti prego, fà che non sia l&#8217;ennesimo rompimento di maroni sul riciclaggio dei tampax e l&#8217;uso della <a href="http://www.labottegadellaluna.it/moon_c.html" target="_blank">mooncup</a>&#8220;. Tranquilli. Ho uno stomaco anch&#8217;io.</p>
<p>Volevo solo dire che oggi mi stacco da pensieri ortiferi e mi dedico un attimo a pensieri attivi di riciclo.</p>
<p>In particolare, oggi si riciclano tende e un cappotto. Le tende saranno borghesi, yep, anche secondo me. Però quando si è a piano terra non è male l&#8217;idea di cenare senza dover salutare i passanti. E anche fare qualche capriola tra il letto e il divano senza che i vicini disdicano l&#8217;abbonamento a Sky Primafila. Finché saremo in questa casa, s&#8217;ha da fare, le tende necessitano per la <em>privaccì</em>, come disse una signora sul treno.</p>
<p>Nello specifico, quindi.</p>
<p>Le tende della cucina sono già state ottenute da un taglio di stoffa costato qualcosa come 2 euro, mai usato e che ha fortunosamente i colori dell&#8217;attuale cucina. Sorvoliamo sul fatto che il rocchetto di filo per cucirle è costato 1,80 euro in una strozzino-merceria di paese.</p>
<p>Le tende della sala arrivano dalle ex tende della sala della casa precedente, che erano gli ex tendoni della camera della casa ancora prima.</p>
<p>Le tende dello studio arrivano dalle tende della sala di tre case fa.</p>
<p>Il cappotto è un ritrovamento del paleolitico, di quando facevo shopping molto chic e poco cheap a Milano. La forma extra-super-large che gli diede Ann Demeulemeester dovrebbe permettere di far uscire qualcosa di decente anche dalle mie mani poco pratiche (ma molto volenterose).</p>
<p>Il tutto con l&#8217;ausilio di una macchina da cucire portatile, meccanica e base-base-base, regalatami anni fa dalla mia metà (dato che il trapano me l&#8217;aveva già regalato)</p>
<p>Un paio di considerazioni:</p>
<p>- spesa totale: 3,80 euro per tutte le tende di casa e il cappotto (ammesso che io riesca)</p>
<p>- se le stoffe sono di buona fattura, si possono riciclare N volte e più, vale anche per i vestiti</p>
<p>- le tende in acrilico, poli-qualcosa e compagnia che si vedono in giro mi atterriscono. Anche per i prezzi ingiustificati e il made in cina.. ne avevamo veramente bisogno?!</p>
<p>- nella vita non si riciclano solo scarti di cucina nel compost <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Però se siete in opera in questo senso, vi consiglio il post di ieri di <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/2009/10/22/le-citta-sono-immondizia-ottimo/" target="_blank">ortodicarta</a></p>
<p>Vado a mangiarmi pasta e fagioli con la sferzata, poi impersonerò la piccola sartina alle prese con il riciclaggio estremo.</p>
<p>p.s. comunque per la <a href="http://www.labottegadellaluna.it/moon_c.html" target="_blank">mooncup</a>, accattatevilla. E&#8217; un gran bel modo di insozzare meno il pianeta e un sistema decisamente più igienico del sifolotto di cotone compresso.</p>
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		<title>ORTO E PENSIERI ARRUFFATI, PARZIALMENTE RICICLATI, CON RICHIESTA DI SUGGERIMENTI</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/10/20/orto-e-pensieri-arruffati-parzialmente-riciclati-con-richiesta-di-suggerimenti.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spostarsi da una regione all&#8217;altra, passare dalla modalità coltivazione-a-10-mt-sul-livello-del-mare alla modalità coltivazione-a-750-mt-sul-livello-del-mare comporta sostanziali cambiamenti. Uno anche spirituale: volevo partire in quarta con il nuovo orto e il nuovo giardino (poco più che un fazzolettino da naso di una damina dell&#8217;800), entusiasta della scelta applicata dai precedenti proprietari di non farci niente &#8211; sono allergica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/orto/more.jpg" alt="" /></p>
<p>Spostarsi da una regione all&#8217;altra, passare dalla modalità coltivazione-a-10-mt-sul-livello-del-mare alla modalità coltivazione-a-750-mt-sul-livello-del-mare comporta sostanziali cambiamenti. Uno anche spirituale: volevo partire in quarta con il nuovo orto e il nuovo giardino (poco più che un fazzolettino da naso di una damina dell&#8217;800), entusiasta della scelta applicata dai precedenti proprietari di non farci niente &#8211; sono allergica all&#8217;arte topiaria, tanto per dire.</p>
<p>Ho fatto almeno 3 schizzi, un garden plan completo con <a href="http://redstartsoftware.com/Joomla_1.0/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=12&amp;Itemid=39" target="_blank">Garden Sketch</a> e un paio di idee su un tovagliolo di carta. Ho tolto e rimesso una ventina di volte le stesse cose, tolto quello che cresce già spontaneamente in zona (tipo le more sopra), inserito quello che no, tolto quello che non è indispensabile tipo il gelsomino, rimesso il gelsomino dopo aver letto la ricetta dell&#8217;<a href="http://equoecoevegan.blogspot.com/2009/10/oleolito-profumato-hand-made-per-corpo.html" target="_blank">olio profumato di Kia</a>, inserito le arachidi, tolto le arachidi ricordandomi improvvisamente di essere sull&#8217;appennino, aggiunto una serra esterna, tolto la serra e sostituito con una seminiera a vetri, poi sostituita con una seminiera sul balcone, poi cancellata dal planning del balcone dal software stesso che evidentemente ne aveva abbastanza delle mie idee.</p>
<p>Poi ho capito che mi serviva solo un accessorio: la pazienza. In questi mesi frenetici, spostandosi da una parte all&#8217;altra, pieni di battaglie, vittorie e calci nel sedere, tutto ha assunto modalità veloci. Presto fai questo e presto fai quello. Ma impiantare un orto o cominciare un giardino, se non si vuole andare incontro a fallimenti, richiede tempo, pensiero, pazienza. Dovrei saperlo, ormai. In questi casi è la natura milanese che bisogna sedare, l&#8217;altra, la Natura, ha bisogno di tempi giusti.</p>
<p>Un po’ di pazienza, quindi, sia nell’accettare qualche fallimento che è stato e che sarà, sia nel prendersi il tempo per fare una scelta ponderata sul criterio con cui condurre il proprio orto.</p>
<p>Biologico? giammai! Specchietti per le allodole anestetizzate dalla grande distribuzione</p>
<p>Biodinamico? non posso, sono vegan, ma mutuerò qualcosa</p>
<p>Sinergico? forse. Forti pensieri.</p>
<p>Permacultura? forse in parte, ma forse più pratico in un terreno dedicato, reperito appositamente</p>
<p>Come sostiene Paolo Pejrone (della citazione me ne scusi la cara <a href="http://filidipaglia.blogspot.com/" target="_blank">Equipaje</a> ma il romanticismo di questo gentiluomo orticoltore mi conquista e affascina), nel parlare di alcuni insipidi giardini “fast-food” fatti di piante alla moda accostate senza un criterio, senza un’idea precisa:</p>
<blockquote><p>“<em>un vero massacro del buon senso, e insieme l’ennesima sconfitta della realtà. Questi allestimenti, come ho detto, tutto sono fuorché giardini. I giardini non sono fatti con piante portate dai vivai, appoggiate e sistemate secondo schemi gradevolissimi ma non autentici. (&#8230;) E’ un luogo di tempi lenti, vita intensa, vera, lenta e saggia. I “giardini” nati da piante appoggiate sono simulazioni perverse, sono autentici mostri, fuorvianti, inutili, maligni e insidiosi. Dei veri pericolosi e insipidi “fast food“</em>”<br />
(in Il vero giardiniere non si arrende. Cronache di ordinaria pazienza. Feltrinelli, 2006)</p></blockquote>
<p>Per l&#8217;orto sono molto più ferrata, invece devo spingermi più in là sui giardini naturali e sugli accostamenti scenografici. Mi attirano molto i fiori da mangiare. Gironzolerò con in mano i libri di Pejrone, <em>The Small Ecological Garden</em> di Sue Stickland e<strong>&#8230; si accettano suggerimenti!</strong></p>
<p>Intanto, segnalo questo sito conosciuto da poco, di una <a href="http://www.lemondora.com/orto/" target="_blank">orticultrice da balcone</a> che mi ha dato dell&#8217; &#8220;esimia&#8221; (ci vuol poco per farmi calare le braghe) e l&#8217;<a href="http://www.terranauta.it/a1459/vita_in_campagna/il_meme_degli_orti.html" target="_blank">articolo di Nicola Savio su Terrenauta</a>, un buon &#8216;state of the art&#8217; nell&#8217;agricivismo, con inclusa recensione del mio libro. Siccome mi ha largamente aiutata con le traduzioni di Emilia Hazelip e le sue miriadi di informazioni e sperimentazioni sull&#8217;agricoltura sinergica, è finito anche nei ringraziamenti. Lui, modestissimo, neanche ci ha fatto caso (LOL). Pare che giri per l&#8217;Italia con l&#8217;intenzione di sinergizzare dove può, qualche volta facendo volare aquiloni; se vi capitasse di vederlo in locandina andate a sentire cos&#8217;ha da dire. Se no val sempre la pena di leggerlo <a href="http://ortodicarta.wordpress.com" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>ARROSTO DI SEITAN PASSO PER PASSO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/10/16/arrosto-di-seitan-passo-per-passo.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 16:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel post precedente avevo postato questa &#8216;bestia&#8217; qui, che ha riscosso successo e richieste di ricetta. Ma in realtà avevo due ottimi motivi per non postare subito tutta la ricetta con foto: parte delle foto sono andate perse come ho detto, inoltre io sono una pigra antipatica quindi non c&#8217;è niente come chiedermi di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel post precedente avevo postato questa &#8216;bestia&#8217; qui, che ha riscosso successo e richieste di ricetta.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/cenaveg/01.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Ma in realtà avevo due ottimi motivi per non postare subito tutta la ricetta con foto: parte delle foto sono andate perse come ho detto, inoltre <span style="text-decoration: line-through;">io sono una pigra antipatica quindi non c&#8217;è niente come chiedermi di fare qualcosa per non farmela fare</span> e ho avuto una settimana di lavoro molto intenso. In pratica ho fotografato un secondo mostro di arrosto di seitan, lo dico solo perché qualcuno se ne accorgerebbe di certo che le foto seguenti sono di un nuovo arrosto. <strong>Oltretutto questo arrosto, nell&#8217;atto di farlo rotolare sulla sinistra, è diventato bipartisan</strong>, scindendosi in due arrosti in cui mi sembra prevalere quello di destra che si occupa tutta la pentola, anche se quello di sinistra ha il peso specifico maggiore.</p>
<p>Evitiamo. Insomma, alla fine c&#8217;è voluta <a href="http://www.mostrilla.com" target="_blank">Serena</a>, che dovendo preparare il seitan stasera, aveva l&#8217;impellenza di questo video-tutorial, altrimenti il mondo poteva vivere senza di me ancora a lungo. Suppongo. Comunque pare che la mia cena abbia avuto successo se un&#8217;invitata vuole preparare il seitan da sola! (me mooolto felice!)</p>
<p>Dunque, si parte.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<p>Per la base di seitan:<strong></strong><br />
800 gr di farina di grano tenero tipo 0 da agricoltura biologica (Alce Nero)<br />
200 gr di farina di manitoba (Molino Spadoni)<br />
(Puntualizzo le marche solo perché con altre farine mi è venuta una suola da scarpe e in particolare con la farina bio-logici della Coop sono riuscita a riprodurre 1 kg di grasso d&#8217;arrosto senza arrosto)</p>
<p>Per il brodo e la rosolatura:<br />
olio extra vergine di oliva<br />
sale integrale<br />
1 cipolla bianca grossa<br />
1 carota grande o due piccole<br />
2 spicchi di aglio<br />
1 dado da brodo vegetale senza glutammati (io uso quello biologico di Alce Nero)<br />
rosmarino, salvia, timo, pepe nero, basilico, ginepro, curry<br />
facoltativi: 2 cucchiai di shoyu oppure 1/2 cucchiaio di miso d&#8217;orzo</p>
<p>Filo da arrosti oppure 1 canovaccio a trama larga e spago per alimenti</p>
<p><strong>Procedimento:</strong></p>
<p>Impastare le due farine con tanta acqua quanto basta per ottenere un panetto così, bello omogeneo e compatto. Come per fare il pane, solo che si usa farina più acqua e basta. Lasciarlo riposare almeno 1 ora. Tenete d&#8217;occhio il cucchiaino di fianco, la presenza non è casuale, fa da riferimento per le variazioni di dimensione durante la lavorazione <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan01.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Dopo un&#8217;oretta, necessaria a far legare la farina, si prepara il lavello per accogliere un ciotolone pieno d&#8217;acqua a temperatura ambiente (no calda, no gelata, se avete 20 gradi in casa, acqua a 20 gradi)- Si immerge il pezzettone e si comincia a lavorarlo strizzandolo, aprendo e chiudendo le mani, senza attorcigliarlo, scomporlo, strapparlo e simili. Apri e chiudi, apri e chiudi. Man mano viene fuori l&#8217;amido che imbianca l&#8217;acqua. Quando l&#8217;acqua è carica di amido, si svuota nel lavandino e si ripete l&#8217;operazione. E via così.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan11.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan02.jpg" alt="" width="500" height="308" /><span id="more-370"></span></p>
<p>Man mano che si lavora e si svuota, il seitan assume questa conformazione spugnosa e bitorzoluta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan04.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Ma noi andiamo avanti a lavorarlo. Riempi, strizza strizza strizza, svuota.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan03.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Finché non arriviamo a questo risultato: acqua poco carica, seitan che sembra vagamente una spugna naturale post-atomica. Perché non strizzo, spezzetto e paciugo come tutti? Perché altrimenti la fibrosità va a farsi benedire, diventa meno elastico e meno fibroso è, meno assorbe i sapori in cottura.</p>
<p>Questo è il glutine, con un pochino di amido. Io non tolgo tutto l&#8217;amido perché voglio fare l&#8217;arrosto, non le suole delle scarpe <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan05.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Ed ecco qui la riduzione, confrontate con la prima immagine, è circa 1/3 della misura originaria. Ma niente paura, aumenterà ancora in cottura, non avete sprecato nulla <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Intanto sentite che mani morbide? E&#8217; l&#8217;amido. Intanto che fate il seitan, vi godete una cura di bellezza per le mani. Consiglierei di farlo fare ai fidanzati/mariti infatti <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan06.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Bene, prendo la spugna post-atomica e la spando su un piatto. la riempio di spezie di cui sopra e la arrotolo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan07.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>&#8230;legandola come un arrosto, ma non troppo stretto, altrimenti quando si gonfia fa troppi bitorzoli. Per facilitare le cose a chi è alle prime armi, è possibile avvolgere in un canovaccio a trama larga, legato alle estremità. Anche qui, non fasciare troppo stretto se no non può aumentare e non assorbe bene gli aromi. Lo stesso dicasi per la quantità di stoffa: se il canovaccio è grande e si fanno 3 giri di stoffa sul seitan, il risultato è che sa di farina cotta (bleah). Il metodo migliore, secondo me, è la legatura da arrosto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan08.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Preparare una pentolona capiente con acqua, dado, le spezie di cui sopra, lo shoyu e/o il miso (facoltativi), sale, aglio intero sbucciato, la cipolla e la carota tagliate grosse.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan09.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Lasciar cuocere almeno 30-40 minuti, fino a ridurre quasi del tutto il brodo. Nei primi minuti controllare che non si attacchi al fondo, poi si può lasciarlo in autogestione e fare altro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan10.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>A questo punto si scola e si mette a rosolare in padella o in casseruola con un filo di olio extra vergine di oliva e ancora un po&#8217; di odori (rosmarino, salvia, timo, maggiorana). Il mio è diventato bipartisan, come dicevo, forse perché ha intuito che cominciava ad assomigliare a un rognone più che a un arrosto.<br />
Ha ripreso la sua dignità scindendosi ma si è sbilanciato sulla destra. (a buon intenditor&#8230;)</p>
<p>Si bagna man mano con il brodo rimasto fino a sfumare, poi si gira su un altro lato, bagna con brodo, sfuma, altro lato finché la doratura non è completa. Attenzione: appena fuori dalla pentola è pericoloso. Se lo lasciate da solo si appiattisce, va messo subito in padella e rigirato di continuo, altrimenti se sta troppo su un lato tende ad appiattire.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan12.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
<p>Le verdure del brodo non si buttano. Io le uso per guarnire, per esempio come sotto. Questo arrosto di seitan ripassato in forno con un po&#8217; di sughetto di cottura è una delizia (meglio ancora con patate arrosto di contorno, gnam!)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/seitan/seitan13.jpg" alt="" width="500" height="308" /></p>
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		<item>
		<title>METTI UNA SERA DI PIOGGIA E 5 KG DI PEPERONI&#8230;</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/09/17/metti-una-sera-di-pioggia-e-5-kg-di-peperoni.htm</link>
		<comments>http://www.erbaviola.com/2009/09/17/metti-una-sera-di-pioggia-e-5-kg-di-peperoni.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 07:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricette 6. Conserve e marmellate]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230; va a finire che salta fuori qualche barattolo di conserva per l&#8217;inverno Ieri sera, complice la pioggia e la mia metà con impegni lavorativi, ho affrontato i 5 kg di peperoni da agricoltura biologica che mi sono portata a casa un paio di giorni fa. In realtà volevo anche provare se con la cucina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni01.jpg" alt="" /></p>
<p>&#8230; va a finire che salta fuori qualche barattolo di conserva per l&#8217;inverno <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Ieri sera, complice la pioggia e la mia metà con impegni lavorativi, ho affrontato i 5 kg di peperoni da agricoltura biologica che mi sono portata a casa un paio di giorni fa.</p>
<p>In realtà volevo anche provare se con la cucina più piccola (circa 1/4 della grande cucina di campagna che avevo prima, forse esagerata!) riuscivo lo stesso a fare grandi lavori, visto che per fare le conserve oltre che una buona dose di pazienza e tempo, serve anche un discreto spazio. Sapete cosa vi dico? E&#8217; persino meglio! Prima trasportando cose da una parte all&#8217;altra era inevitabile sgocciolare ovunque per esempio, mentre adesso avendo tutto vicino la questione pulizia finale si riduce a poco.</p>
<p>Alla fine ci ho messo solo 3 ore, inframezzate da una pausa cena con tortellini mentre cuocevano i peperoni <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Insomma&#8230; la televisione da noi è quasi un soprammobile!</p>
<p>Orbene, le conserve sopra sono in pari misura peperoni saporiti sott&#8217;olio e peperoni sottaceto. Farli è una sciocchezza, il guadagno è enorme vista la qualità dei prodotti finali e anche il risparmio economico, perché no.</p>
<p>Dunque, ho preso questa cassa qui di peperoni, 5 kg in tutto che ho poi diviso in 3 kg per i sottolio e 2 kg per i sottaceto</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni02.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Ho messo a bagno i peperoni con acqua e bicarbonato. Questi peperoni, arrivando da una cooperativa che fa agricoltura bio e non dal banco del supermercato, erano anche piuttosto sporchi di terra, quindi ho dovuto spazzolarli in acqua ben bene e fare un secondo giro di sciacquo. Intanto ho messo a sterilizzare i vasetti in una pentola d&#8217;acqua con uno straccio per non farli sbattere (pezzo di un vecchio lenzuolo riutilizzabile moltissime volte)</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni03.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Incoperchiato e fatto sterilizzare 30 minuti con l&#8217;acqua tenuta a bollore e incoperchiati per mantenere costante la temperatura. Ripetuto l&#8217;operazione tre volte perché non avevo una pentola sufficientemente grande per tutti i vasetti (beh&#8230; sarebbe stata decisamente troppo grande!)</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni04.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Intanto che si sterilizzavano i vasetti, ho sciacquato i peperoni, tagliati prima a metà eliminando semi, filamenti bianchi e picciolo, e tagliando poi la polpa a striscioline di circa 2 centimetri.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni05.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Man mano che i vasetti e relativi coperchi erano pronti, li mettevo ad asciugare su un canovaccio pulito a testa in giù. Utilizzo il meno possibile vasetti riciclati perché di solito i tappi non sono riciclabili, ma questa volta ne avevo un paio in ottimo stato e li ho riciclati&#8230; se non altro per ridarli alla proprietaria&#8230; pieni! In linea di massima preferisco i barattoli Quattro Stagioni della Bormioli perchè sono molto resistenti e i tappi si possono cambiare man mano che si rovinano, senza ricomprare tutto il vasetto. Mi piacciono anche i vasoni a chiusura ermetica a pressione (quello grande nella prima foto), fanno un bell&#8217;effetto anche se impongono un consumo piuttosto veloce, una volta aperti.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni06.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Intanto ho finito di tagliare i peperoni e ho messo i primi 3 kg <strong>per i peperoni sottolio </strong>in una pentola con 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 2 lt di acqua, 3 foglie di alloro, 4 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 1 cucchiaino di sale.</p>
<p style="text-align: left;">Per i 2 kg di <strong>peperoni da mettere sott&#8217;aceto</strong> ho utilizzato 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 1 lt di acqua, 2 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 3 cucchiaini di sale, 3 foglie di alloro.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni07.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Finiti i 40 minuti di cottura (regolarsi in base alla durezza dei peperoni e a quanto li volete duri o molli), li ho scolati con una schiumarola deponendoli in uno scolapasta capiente, anch&#8217;esso sterilizzato (versandogli sopra una pentolata di acqua bollente in due riprese), poi ho invasato direttamente, con vasetti e peperoni ancora caldi.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Per i peperoni sott&#8217;olio</strong> ho invasato inserendo mezzo vasetto di peperoni, 2 fettine sottilissime di aglio, una spolverata di basilico essiccato (quello fresco secondo me copre troppo il sapore dei peperoni), un altro strato di peperoni e chiuso con spolverata di basilico e 1 piccolo peperoncino piccante secco. Ho infine inserito olio extravergine di oliva fino all&#8217;orlo, atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli. Non c&#8217;è molta aria da far uscire perché come si vede dalla foto pigio dentro i peperoni senza lasciare troppi spazi.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Per i peperoni sott&#8217;aceto</strong> ho invasato inserendoli senza nessuna aggiunta e riempiendo con aceto di vino bianco. Anche qui ho atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/peperoni08.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Oggi darò un&#8217;ulteriore sterilizzata mettendoli a bagno in una pentola e lasciandoli bollire per una ventina di minuti.</p>
<p style="text-align: left;">That&#8217;s all folks! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;"><strong>Aggiunta: </strong>Nina mi fa notare che non ho messo la durata della conserva&#8230;che sbadatona <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />   Allora: si consumano dopo 1 mese, anche se quelle sottolio possono essere consumate subito&#8230; però il sapore è molto meglio dopo un mese. Chiuse durano 12 mesi. Una volta aperti i barattoli, vanno tenuti massimo un mese in frigo. Se non se ne consumano tanti, è meglio fare vasetti piccoli da aprire in successione, a seconda delle necessità.</p>
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		<title>MACERATO DI EQUISETO PER FERTILIZZARE IN MODO NATURALE</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 09:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Orto bio]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrivo poco perché ogni volta che mi ci metto, interviene qualcosa che mi porta altrove. L&#8217;altro giorno per esempio mi appresto a scrivere un post e mi messaggia Equipaje annunciandomi uno strano fenomeno in zona. Il tempo di infilarmi le braghe e andiamo a vedere lo strano fenomeno (Abbiamo trovato solo una montagnetta piena zeppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/orto/equiseto.jpg" alt="" /></p>
<p>Scrivo poco perché ogni volta che mi ci metto, interviene qualcosa che mi porta altrove. L&#8217;altro giorno per esempio mi appresto a scrivere un post e mi messaggia <a href="http://filidipaglia.blogspot.com/" target="_blank">Equipaje</a> annunciandomi <a href="http://www.itineraribologna.it/storiaecultura/monteformiche.htm" target="_blank">uno strano fenomeno</a> in zona. Il tempo di infilarmi le braghe e andiamo a vedere lo strano fenomeno (Abbiamo trovato solo una montagnetta piena zeppa di ottuagenari che andavano a messa, zero formiche volanti. In compenso il panorama da quella collina che è la più alta dei dintorni, è strepitoso.)</p>
<p>Con settembre sono saltate fuori tante belle novità, in più è ripreso il lavoro a ritmi sostenuti e &#8230;appena finito di lavorare corriamo fuori come marmotte in primavera, per goderci l&#8217;ultimo mese d&#8217;estate, sole, passeggiate e raccolta di frutti. Così capita che mi ricordi di rispondere a una mail quando sono già in mezzo alla pineta, oppure risponda a una chiamata di lavoro con malcelata nonchalance, arrampicata su un rovo di more.</p>
<p>In mezzo a questo girovagare, si osserva, si fa scorta, si parla. <strong>E&#8217; momento di raccogliere l&#8217;equiseto</strong>, che si trova un po&#8217; ovunque, considerato una terribile infestante ma in realtà pianta utile e secondo me anche di aspetto simpatico, con questa apparenza da piccolo bambù pelosetto. Ne ho raccolto un bel po&#8217;, infilato nello zaino e portato a casa per farne un macerato per fertilizzare il nuovo orto-giardino.</p>
<p>La ricetta sotto arriva dal libro che ho pubblicato quest&#8217;anno, <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788882338176/cacciola-grazia/orto-sul-balcone-coltivare.html?shop=3193" target="_blank">L&#8217;orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti</a></strong>, FAG  (I diritti d&#8217;autore sono interamente devoluti a AgireOra per le campagne informative sui diritti degli animali).<br />
Volevo fare l&#8217;annuncio del libro in pompa magna, anche per incentivare la raccolta fondi ma &#8230; è partito in pompa magna da solo! Le vendite stanno andando molto bene, mi hanno scritto tante belle persone (sto rispondendo a tutti!) e una domanda frequente è stata l&#8217;aspetto dell&#8217;equiseto&#8230; chi l&#8217;ha mai visto? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Del libro ne parlerò più approfonditamente in seguito, per ora l&#8217;urgenza era farvi vedere l&#8217;equiseto&#8230;<br />
impossibile che non l&#8217;abbiate mai visto, è ovunque! Così eccovi le foto sopra, come promesso, e anche la ricetta per chi ancora non conosce quest&#8217;erba spontanea dalle tante virtù. Ora guardatevi bene attorno, lo troverete anche tra le erbe spontanee del giardinetto in condominio <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote><p><strong>Macerato di equiseto  (Equisetum arvense)</strong><br />
L&#8217;equiseto è una pianta perenne che vive negli ambienti umidi e freschi, solitamente in vicinanza di stagni, sorgenti, fossati. Si trova facilmente anche lungo i bordi delle strade, in presenza di fossati e canali, perché è una pianta considerata infestante, presente in tutto il mondo. Dal un punto di vista botanico è una specie vegetale primitiva, se ne sono trovati fossili risalenti al Carbonifero.<br />
Il componente principale di questo preparato è la pianta intera di <em>Equisetum arvense</em>, il tipo di equiseto presente in Europa. Si utilizza perché ricca di silice e minerali se raccolta in estate al culmine dello sviluppo vegetativo.<br />
Si può raccogliere gratis in campagna, anche nelle periferie e coltivare in vaso sul balcone, oppure raccoglierla in giro ogni anno. Averne un vaso sul balcone può essere però più utile, visto che l’equiseto ha anche molti impieghi erboristici.<br />
Per preparare il macerato si utilizza tutta la pianta con fusto che si fa seccare all’ombra. Dopo essere state essiccate, le piante possono essere conservate in sacchetti aerati in attesa di essere impiegate per la produzione del macerato durante tutto l’anno. In alternativa, il macerato si produce come da ricetta sopra del macerato di erbe e si utilizza man mano nell’anno, mantenendolo in una tanica da 40 litri.<br />
Il filtrato potrà essere usato per irrorazioni su terreno o vegetazione (100 l/ha al 5-10% di concentrazione) durante tutto l&#8217;anno ad eccezione del periodo invernale.<br />
Ha azione preventiva contro lo sviluppo di funghi data l&#8217;elevata concentrazione di silice, aiuta lo sviluppo della frutta e irrorato sulle foglie rinforza le piante. L’azione preventiva e coadiuvante per la difese delle piante dalle malattie fungine è dovuta all’elevata presenza sia di silice che di sali solforici.<br />
Viene usato inoltre, soprattutto tra la primavera e l’estate, nella lotta preventiva contro qualsiasi fungo che possa colpire le piante ed è utile anche  per arginare l’insediamento di afidi, cocciniglia e ragnetto rosso.<br />
Quando utilizzato per la nebulizzazione sulle foglie, va diluito maggiormente e applicato esclusivamente dopo il tramonto perché il rischio di bruciature con la luce del sole è alto.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788882338176/cacciola-grazia/orto-sul-balcone-coltivare.html?shop=3193" target="_blank">L&#8217;orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti</a>, FAG, 2009 ; cap. 6.3 Macerati Vegetali, pag. 81-82</p>
<p>.<br />
<strong>Ricetta per 40 lt di macerato di equiseto:</strong><br />
Raccogliere 1 kg di equiseto fresco, preferendo le piante più giovani e i germogli.</p>
<blockquote><p>Immergerle in un secchio con 10 l di acqua, coprire con un coperchio. Le piante possono essere immerse intere oppure spezzettate, secondo la dimensione del vostro secchio. Se le immergete intere, togliete la radice.<br />
Rimescolare di tanto in tanto e dopo circa 7 giorni (anche meno se la temperatura è alta) le erbe introdotte si macerano, fermentando leggermente. A questo punto il macerato è pronto: le foglie risultano sciolte, si intravedono appena le nervature e il colore è ancora verde.<br />
Si filtra e si diluisce con altra acqua ferma fino a 40 volte ovvero 1 litro di macerato si diluisce in 40 litri di acqua. Per utilizzarlo, si dinamizza, ovvero si rimescola per una decina di minuti. Va usato per irrigare il piede della pianta. Per l&#8217;uso a spruzzo invece, è meglio diluirlo ulteriormente.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788882338176/cacciola-grazia/orto-sul-balcone-coltivare.html?shop=3193" target="_blank">L&#8217;orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti</a>, FAG, 2009 ; cap. 6.3 Macerati e prodotti naturali pag. 81</p>
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		<title>CENTRIFUGATO ENERGETICO &amp; NEWS</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/07/07/centrifugato-energetico-news.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 17:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[al volo]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 7. Ricette crudiste]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;estate mi dò maggiormente a frullati e centrifugati che d&#8217;inverno mi attirano poco per la consistenza acidula e &#8230; il freddo! Ultimamente poi, con un&#8217;infilata di cene e aperitivi e merende e cosecosì per salutare gli amici, stiamo rischiando di trasferirci rotolando fino in Emilia. Appena riusciamo a fermarci un attimo, facciamo lavorare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="centrifugato1.jpg" src="/wp-content/uploads/2009/ricette/centrifugato1.jpg" border="0" alt="centrifugato1.jpg" width="400" height="342" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;estate mi dò maggiormente a frullati e centrifugati che d&#8217;inverno mi attirano poco per la consistenza acidula e &#8230; il freddo! Ultimamente poi, con un&#8217;infilata di cene e aperitivi e merende e cosecosì per salutare gli amici, stiamo rischiando di trasferirci rotolando fino in Emilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena riusciamo a fermarci un attimo, facciamo lavorare un po&#8217; la centrifuga e facciamo un pieno di vitamine. Ultimamente sono anche riuscita anche ad ovviare alla faccenda del centrifugato che diventa caldo. Infatti, tra pelare e pulire la frutta e la verdura, affettarla e centrifugarla, alla fine il centrifugato è a temperatura ambiente, cosa che non mi attira granché. Problema risolto mettendo la caraffa di terracotta in frigo un&#8217;oretta prima (o lasciandocela direttamente) e versando man mano il centrifugato nella caraffa. Non so com&#8217;è la vostra centrifuga, ma la mia non permette di mescolare durante le operazioni, quindi per me il versare man mano nella caraffa ha anche il vantaggio del rimescolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo centrifugato in particolare mi piace parecchio ma è moooolto particolare:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dosi per 2 bicchieroni di centrifugato pesca-carota-mela-limone</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;">4 carote<br />
5 pesche<br />
1 mela<br />
1 limone grande o ancor meglio un cedro</p>
<p style="text-align: justify;">Va tutto centrifugato, tranne il limone che va spremuto e aggiunto alla fine. Mescolare tutto e bere per un pieno di vitamine estive <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">(Francy: yez, sono proprio i tuoi bicchieri! Che &#8211; ommioddio! &#8211; hanno compiuto 14 anni!)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le news sono tante ma farò una brevissima selezione:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">- non mi va quasi mai di cucinare, come si sono accorti in molti. Ma qualcosa infine ho fatto visto che preferisco finire tutte le provviste prima del trasloco. Insomma, non è la mia casa, non è il mio ambiente e non mi sento a mio agio. La cucina invece è una cosa che viene dal cuore e sentirsi in sintonia con l&#8217;ambiente in cui si spadella è importante.<br />
Ormai viviamo a tramezzini, insalate e pizze d&#8217;asporto. Speriamo nel futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">- nella nuova casa non avrò il forno tradizionale. Alla notizia sono rimasta secca, poi mi sono fatta prendere dal panico e ho blaterato &#8220;ma&#8230;ma&#8230; ma&#8230; pane&#8230; io&#8230; no&#8230; pizzaaaaaa&#8230; torte&#8230; muffin&#8230; ma &#8230; come &#8230; niente forno&#8230;che cavolo di casa è senza forno??? Ma almeno il wc ce l&#8217;abbiamo???!!!&#8221;. Poi mi sono ripresa un pochino grazie a Enrica che mi ha detto grandi cose dello Sfornatutto e similari, altre amiche hanno confermato (vi prego, se lo usate consolatemi!!!). Un fornetto a basso consumo e grandi prestazioni&#8230; che dovrò comprare però! Eh sì, perché la casa supertecnologica, domotica, attrezzatissima e quant&#8217;altro&#8230; al posto del forno ha un gigantesco microonde! Che ovviamente la sottoscritta farà imballare e sotterrare in cantina un minuto dopo il suo arrivo. Bene quindi, ne vedremo delle belle con i nuovi esperimenti invernali.</p>
<p style="text-align: justify;">- non so se ce la farò a impacchettare tutto per il 27, giorno del trasloco. Dovrei avere grande esperienza ormai, invece sono in alto mare. Incrociamo le dita (anzi, scrociamole che s&#8217;ha da farle lavorare!!!)</p>
<p style="text-align: justify;">- per il trasloco mi hanno chiesto tariffe stratosferiche, come sempre. Stavolta ho deciso per un semi-fai da te e per non farmi rapinare dalla solita banda bassotti travestita da traslocatori. Mi sono accordata con un camionista che ho trovato tramite un annuncio&#8230; così ora sono in preda al panico. E se scappa con tutte le nostre cose? E se non ce la facciamo a caricare quel divano da un quintale? E se dice che sono troppe e non ci stanno sul suo camion? E se quel giorno non si presenta? Mi vedo già seduta sulla soglia di casa con tutto imballato e nessuno all&#8217;orizzonte&#8230; o sulla soglia della nuova casa con le nostre cose in un mercatino a 300 km!</p>
<p style="text-align: justify;">- non so ancora dove metterò tutti i mobili &#8230;perlomeno quelli rimasti e che non ho (s)venduto pensando di restare a vivere a Robbio (grrrrrrrr!!!!). Però, ovvio, mi sono già fatta un&#8217;idea abbastanza definitiva dell&#8217;orto e del giardino, cosa andrà qui e cosa là. E del balcone grande. Ho orientato la sala in modo da sedermi sul divano e guardare le montagne (poi è arrivata la mia metà e l&#8217;ho dovuta orientare secondo i dettami dell&#8217;home theatre).  A proposito, traslocherò anche due ingombrantissime piante, un agrifoglio+edera in vaso da 80 cm (!) e una pianta misteriosa che non ho ancora identificato, regalatami dalla mia ex vicina di casa di Garlasco&#8230; ha fiori profumatissimi bianchi, le soluzioni più facili le ho già provate tutte, non mi rimane che scrivere con foto alla portentosa equipaje per sapere cosa mi sono meritata in regalo <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">- intanto che io mi occupo delle solite cavolate, è uscito un nuovo manuale di Mondo Nuovo, che vi consiglio di cuore di scaricare, specialmente alle mamme:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;tre anni di ricerche e diversi bimbi cresciuti<br />
decine di marche sperimentate<br />
tanti manuali letti e forum consultati&#8230;<br />
per un’altra guida di  MondoNuovo<br />
frutto di lunghe ricerche e consultazioni<br />
tra mamme attente ai prodotti biologici e ai metodi naturali<br />
utile sia a chi è già genitore sia a chi desidera diventarlo</p>
<p>scaricabile gratuitamente online su: Mondo Bimb-Allegri:<br />
<a href="http://biodetersivi.altervista.org/allegati/mondo_bimbao.pdf" target="_blank">http://biodetersivi.altervista.org/allegati/mondo_bimbao.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>INQUINAMENTO E ORTO SUL BALCONE</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/04/27/inquinamento-e-orto-sul-balcone.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 20:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
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		<category><![CDATA[orto sul balcone]]></category>
		<category><![CDATA[Vigevano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vaso con 10 cespi di lattuga verde e rossa. Con 3 vasi si fa l&#8217;insalata lattuga per un mese, a rotazione per almeno 4 mesi estivi sugli stessi tre vasi . Da una discussione sorta dal post precedente, in cui si parlava di bilancio nutritivo e agricivismo, è partita una seconda discussione sui livelli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/lattuga.jpg"><img class="size-full wp-image-336" title="lattuga" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/lattuga.jpg" alt="lattuga" width="400" height="344" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;">Vaso con 10 cespi di lattuga verde e rossa. Con 3 vasi si fa l&#8217;insalata lattuga per un mese,<br />
a rotazione per almeno 4 mesi estivi sugli stessi tre vasi</h5>
<p>.<br />
Da una <a href="http://www.erbaviola.com/2009/04/21/il-bilancio-nutritivo-orto-sul-balcone.htm" target="_blank">discussione sorta dal post precedente</a>, in cui si parlava di bilancio nutritivo e agricivismo, è partita una seconda discussione sui livelli di inquinamento a cui sarebbero sottoposti gli orti cittadini. Dico &#8220;sarebbero&#8221; perché i parametri sono molto ampi. Un conto è se prendiamo casa mia nel Parco del Ticino e paragoniamo il mio orto sinergico con il mio balcone &#8220;erbaviola style&#8221;. Un conto è se paragoniamo il mio balcone con quello del mio amico di Milano e un altro conto ancora è se paragoniamo il mio orto sinergico Parco del Ticino con l&#8217;orto della mia amica Enrica nella campagna anconetana (ohi ciao Enrica!). Ci scommetto che è meno inquinato l&#8217;orto di Enrica rispetto a tutti quelli citati. Ma ancora meno inquinato il balcone di Alessio sui monti dell&#8217;Occitania (Val D&#8217;Ols). E quindi? <strong>E quindi bisogna fare i conti con il proprio territorio, che si abbia un orto o un balcone</strong>. In alcuni casi vi dimostro si seguito che forse è meglio avere un bel terrazzo.</p>
<p>Poniamoci anche altre domande. Per un milanese che va al supermercato a comprare l&#8217;insalata, che è stata trasportata per 24 ore di autostrada su camion aperti, beccandosi tutte le polveri e le peggio schifezze da Reggio Calabria a Bolzano, è meno inquinata l&#8217;insalata del supermercato o quella del suo balcone?</p>
<p><strong>Come dicevo in una risposta, l&#8217;uva coltivata su un terrazzo romano, per quanto incredibile, è sottoposta a meno veicoli di inquinamento atmosferico (e quindi depositi sui frutti) che non le uve coltivate nell&#8217;Oltrepò Pavese</strong>, rinomata zona di vini (di cui pochissimi, vergognosamente, in agricoltura almeno biologica). Ve lo dimostro subito, qui c&#8217;è la <a href="http://www.ilfiumepo.net/img/inquinamento_pm10.jpg" target="_blank">mappatura da satellite</a> della concentrazione di polveri sottili in Italia: tra Piemonte e Veneto, tirando dentro la Pianura Padana, c&#8217;è da fare le valigie dopo aver visto la foto. Le contaminazioni da piombo sono nelle stesse zone, comunque trovate dati più precisi e aggiornati sui siti di Greenpeace e  Legambiente (metà inquinamento da piombo è la loro goletta a gasolio. D&#8217;altra parte che Legambiente si faccia sponsorizzare dalla Fiat è già tutta una barzelletta, ma vabbé).</p>
<p>Molte persone che vivono in città pensano che non sia salutare avere un orto e soprattutto cibarsi di verdure coltivate in un posto considerato ad alto tasso di inquinamento. Nella realtà dei fatti, invece, le verdure, la frutta e le erbe coltivate in un orto cittadino possono essere tanto buone quanto quelle coltivate in un orto immerso nel verde della campagna.<br />
<strong>Il sospetto di molti è che le particelle inquinanti presenti nell’aria, le famigerate “polveri sottili” si vadano a depositare sui loro ortaggi, rendendoli potenzialmente dannosi per la propria salute</strong>. In realtà queste polveri viaggiano a un’altezza piuttosto bassa e si diffondono in un’area delimitata prima di posarsi, indicativamente tra i 20 e i 50 metri dall’emettitore. In realtà solo chi abita a piano terra verso una strada trafficata ha delle ragioni serie di preoccupazione verso la coltivazione di verdure sul suo balcone. Già un balcone a piano terreno ma affacciato su un cortile interno, non ha questo problema di deposito delle polveri.<br />
Per i pochi casi di balconi e terrazzi a piano terreno e affacciati su una strada trafficata, è consigliabile l’uso di TNT, Tessuto Non Tessuto, per coprire le coltivazioni, poi un buon lavaggio prima di utilizzarle, che vale per tutti. Per il piombo invece si può fare ben poco, sia per balconi che per orti a terra. <strong>Si possono però stoppare le centrali che ci portano queste schifezze, firmate la petizione sotto, grazie!</strong></p>
<p><strong>Se il vostro balcone è a più di 50 m in linea d’aria da una strada trafficata, non avete ragione di preoccuparvi particolarmente di un massiccio inquinamento del terreno e delle piante che coltivate</strong>: non è molto diverso dall’inquinamento che subisce un orto di campagna nei pressi di un centro abitato. Anzi, restando in questi parametri il vostro orto sarà più ‘pulito’ di tanti di quei tristi e decisamente inquinati orti a ridosso delle strade statali.</p>
<p><strong> Una buona pratica, per chi coltiva un orto in città, è di aggiungere del buon compost al terriccio e rinnovarlo spesso</strong>. Rinnovare il terriccio di coltivazione ha due scopi. Il primo è diluire il più possibile eventuali agenti inquinanti che si siano depositati, tramite l’aggiunta di nuovo materiale organico. Il secondo è l’azione chimica di rinnovamento del terriccio, che porta un maggiore nutrimento alle piante e di conseguenza una maggiore resistenza alle aggressioni esterne.<br />
<strong><br />
A fornire maggiori problemi sono però le aree industriali.</strong> La vicinanza di grandi aziende, specialmente se responsabili di inquinamento dell’ambiente, deve purtroppo limitare la coltivazione sul balcone, in favore di pratiche alternative (germogliatore, idrocoltura, coltivazione in bidoni coperti ecc.).<br />
Sebbene ormai le grandi aziende non siano più localizzate nelle immediate vicinanze delle abitazioni, esiste ancora qualche caso di infelice convivenza. Se il vostro balcone è nel raggio di un paio di km da grandi fabbriche, raffinerie, acciaierie e aziende chimiche in genere, è meglio essere cauti.</p>
<p><strong>In ogni caso, basta informarsi presso l’ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione del Territorio</strong>, presente in ogni regione italiana e chiedendo di visionare le rilevazioni relative alla vostra zona. Un’altra strada è poi quella di chiedere a associazioni che si battono per la difesa dell’ambiente e che effettuano rilevazioni periodiche, come Legambiente, lo stato della vostra zona.</p>
<p>Detto questo, colgo l&#8217;occasione per ricordare che <strong>io sostengo fortemente la</strong> <strong>lotta <a href="http://www.vigevanosostenibile.org/2007/01/perch-siamo-contrari-alla-centrale.html" target="_blank">contro la Centrale della Morsella</a>,</strong> quindi che gli abitanti della Lomellina e tutti gli italiani si diano una svegliata a<span style="color: #ff0000;"> <strong>firmare la petizione</strong></span> (banchetti a tutte le manifestazioni di Vigevano e dintorni e nei negozi sostenitori; il mercoledì sera presso l&#8217;associazione Vigevano Sostenibile, oppure <strong><a href="http://www.ipetitions.com/petition/cascinacavalli/" target="_blank">ONLINE qui</a></strong>* ) perché se questa centrale entra in funzione, io faccio i bagagli e vado a vivere in Olanda.<br />
E questa volta sto dicendo proprio sul serio.<br />
E guardate che per ripicca scriverò solo in olandese, quindi vi voglio vedere a chiedermi cosa mettere sul pesco con la bolla! Ik ben het leren van Nederlands, wees voorzichtig!</p>
<div dir="ltr"><strong>Notuncole:</strong></div>
<div dir="ltr">* firmi la petizione, quando compare la finestra di pagamento torni indietro o navighi altrove: se guardi nella lista dei firmatari compari anche tu, senza pagare. Ci ho messo un po&#8217; a capirlo, ma è così <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
</div>
<div dir="ltr">** Sto già imparando l&#8217;olandese, occhio!
</div>
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		<item>
		<title>IL BILANCIO NUTRITIVO &amp; ORTO SUL BALCONE</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/04/21/il-bilancio-nutritivo-orto-sul-balcone.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 21:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Orto bio]]></category>

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		<description><![CDATA[Latito, apparentemente, ma ci sono. Sono persa dietro ad alcune cose che sto scrivendo e ad alcune altre che sto leggendo. In questi ultimi anni si è parlato molto di orto sul balcone in termini di agricivismo, di scelte indipendenti, di ecologia, sostenibilità, di guerrilla gardening e persino nell’uso di orrendi neologismi come “balconaggio”. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Latito, apparentemente, ma ci sono. Sono persa dietro ad alcune cose che sto scrivendo e ad alcune altre che sto leggendo.</p>
<p>In questi ultimi anni si è parlato molto di orto sul balcone in termini di agricivismo, di scelte indipendenti, di ecologia, sostenibilità, di guerrilla gardening e persino nell’uso di orrendi neologismi come “balconaggio”. Se ne è parlato molto poco, invece, in termini di tecniche vere e proprie e in termini di <strong>bilancio nutritivo</strong>.</p>
<p>Il bilancio nutritivo è semplicemente la differenza tra il nostro consumo di prodotti agricoli e la capacità di produrli nella nostra area geografica.<br />
In un mondo ideale, la vita dell’uomo sarebbe a impatto quasi zero se coltivasse il cibo che consuma, nell’area in cui vive.<br />
<strong>Nelle metropoli, per esempio, questo rapporto è inversamente proporzionale</strong>: la coltivazione è praticamente pari allo zero, ma il consumo di prodotti agricoli è tra i più alti.<br />
Ecco allora che coltivare un <a href="http://www.erbaviola.com/come-fare-un-orto-sul-balcone" target="_self">orto sul balcone</a> non è solo un gesto di indipendenza e una soddisfazione personale, ma anche un primo passo, alla portata di tutti, verso un bilanciamento nutritivo, tra ciò che produciamo e ciò che consumiamo.</p>
<p>Ho trovato fortunosamente in un mercatino una pubblicazione meravigliosa che farà l&#8217;invidia degli amici bio-architetti e anche di quelli bibliofili: Giovanni Astengo, Mario Bianco, <em>Agricoltura e urbanistica</em>, Vicolongo, 1945</p>
<p>Due grandi urbanisti italiani, già nel 1945 parlano di quello che oggi è l&#8217;agricivismo e analizzano le necessità di una città per raggiungere il bilancio nutritivo.  Quanto terreno bisogna coltivare per nutrire un individuo? Si può valutare il dominio agricolo di un centro abitato? Quanti agricoltori occorrono per nutrire una città?</p>
<p>Mi ci sto perdendo&#8230;</p>
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		<title>LA FINANZIARIA 2009 EROGA FINO A 820 EURO A CHI FA L&#8217;ORTO FAMILIARE</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/04/01/la-finanziaria-2009-eroga-fino-a-820-euro-a-chi-fa-lorto-familiare.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 16:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente una bella notizia anche se per la stampa italiana è passata inosservata (e ti pareva!). Probabilmente sull&#8217;esempio della neo-first lady americana che coltiva l&#8217;orticello alla Casa Bianca, anche l&#8217;Italia ha pensato di premiare chi si impegna per uno stile di vita più sostenibile. Infatti è proprio di oggi la notizia che lo stralcio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/orto_aprile2008.jpg"><img class="size-full wp-image-328" title="orto_aprile2008" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/orto_aprile2008.jpg" alt="" width="450" height="340" /></a></p>
<p>Finalmente una bella notizia anche se per la stampa italiana è passata inosservata (e ti pareva!).</p>
<p>Probabilmente sull&#8217;esempio della neo-first lady americana che coltiva l&#8217;orticello alla Casa Bianca, anche l&#8217;Italia  ha pensato di premiare chi si impegna per uno stile di vita più sostenibile. Infatti è proprio di oggi la notizia che <strong>lo stralcio del DDL 1489-D (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 febbraio 2009, n. 4, recante misure urgenti in materia di produzione di speci arboree edibili per uso domestico) è passato</strong>.</p>
<p>Chi coltiva <strong>un orto familiare di almeno 5 mq e massimo 40 mq</strong>, adiacente alla propria abitazione, potrà richiedere il bonus che verrà poi erogato in formula unica a giugno 2009, in base alle misure prodotte con la domanda. (Attenzione: occorre visura catastale e autodichiarazione di impiego di almeno 5 mq a uso orto familiare, come da modello allegato)<br />
L&#8217;unico ulteriore <strong>stralcio del DDL riguarda i finanziamenti per il compostaggio</strong>, che dovevano essere inizialmente di 1300 euro circa a unità familiare, ma che pare non vengano approvati per mancanza di fondi, sebbene fossero già stati stanziati i 4 milioni per le compostiere in fibra di vetro con microchip per il controllo dell&#8217;uso reale quotidiano, da distribuire alle famiglie con orto di almeno 30 mq che ne avrebbero fatto richiesta.</p>
<p>Meglio, secondo me, perché non riuscendo a finanziare entrambe le operazioni, è meglio che vadano a chi fa l&#8217;orto familiare, che tra l&#8217;altro magari il compost lo sta già facendo da tempo e non c&#8217;era da incentivarlo maggiormente.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/orto/modelli-domanda-finanziamento-per-orto-familiare" target="_blank"><strong>QUI TROVATE TUTTE LE INFORMAZIONI PER INOLTRARE LA DOMANDA</strong> </a>presso il vostro Comune. Vi consiglio di farlo celermente perché con i finanziamenti a esaurimento si sa come va: li prende chi presenta prima la domanda.</p>
<p>buon orto finanziato!</p>
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		<title>ORTO SUL BALCONE &#8211; updates</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/03/17/orto-sul-balcone-updates.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 17:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stevia coltivata in vaso C&#8217;è un passaggio dell&#8217;autobiografia di Nelson Mandela che ricordo sempre con piacere: &#8220;A garden is one of the few things in prison that one could control &#8230; Being a custodian of this patch of earth offered a small taste of freedom&#8221; (1) Nelson Mandela durante la sua carcerazione coltivò un orto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-323" title="stevia" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/stevia.jpg" alt="" width="350" height="466" /><br />
Stevia coltivata in vaso</p>
<p>C&#8217;è un passaggio dell&#8217;autobiografia di Nelson Mandela che ricordo sempre con piacere: &#8220;<strong><em>A garden is one of the few things in prison that one could control &#8230; Being a custodian of this patch of earth offered a small taste of freedom</em></strong>&#8221; (1)<br />
Nelson Mandela durante la sua carcerazione coltivò un orto, l&#8217;ho scoperto anni fa leggendo la sua biografia. Prima un orto minuscolo, sulla finestra della cella, sfruttando alcuni semi presenti nei suoi pasti, poi convinse la direzione del carcere ad affidargli alcuni bidoni e taniche vuote, della terra e comincio&#8217; un orto nei bidoni (questa piacerà molto a <a href="http://www.consy.it/blog/" target="_blank">Consy</a>! Mandela e le patate nel bidòn!). Riuscì a coinvolgere altri carcerati e l&#8217;operazione si estese, non senza difficoltà visto che il carcere non aveva terreno ma solo cemento e tutto doveva essere coltivato in taniche e bidoni di recupero. Con il caldo del Sud Africa, non è certo un&#8217;operazione semplice <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Arrivò poi l&#8217;orto sul terreno e tuttora è un esperimento che interessa diversi carceri in quei luoghi. Ma anche qui in Italia, uno per tutti il <a href="http://www.cascinabollate.org" target="_blank">vivaio del carcere di Bollate</a>, esperimento riuscito e in evoluzione (chi è stato a <em>Fa la cosa giusta</em> del 13-14-15 marzo 2009 a Milano, avrà visto il loro coloratissimo stand).</p>
<p><strong>Condizioni estreme ed orti estremi.</strong> Risultato: controllo, crescita, ritmo delle stagioni, pace interiore, momenti di meditazione, osservazione, soddisfazione. Tutto in qualche tollone di latta e terra di recupero. Sul filo di questi pensieri, chiedendomi chi sono io per deprimermi solo perché per quest&#8217;anno si fa solo il terrazzo, sabato sono finalmente andata nella vecchia casa e ho riempito il bagagliaio di vasi, sacchi di terra, attrezzi, ninnoli e ciarpame orticolo. Si comincia <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Partiamo dai <a href="http://www.erbaviola.com/orto/i-lavori-mese-per-mese/marzo" target="_blank"><strong>lavori di marzo nell&#8217;orto</strong></a>. E le<a href="http://www.erbaviola.com/orto/fasi-lunari-2009" target="_blank"> <strong>fasi lunari 2009</strong></a>. Mi ha suggerito <a href="http://ortodicarta.wordpress.com/" target="_blank">Nicola</a>, che &#8220;volendo fulminarsi il mesencefalo con il calendario biodinamico&#8221; c&#8217;è <a href="http://www.astrologie-info.com/mocal.cgi?language=eng&amp;sidtrop=sid" target="_blank">questo link</a> al calendario completo delle semine biodinamiche: ottimo visto che il calendario Thun, come mi fa notare, non è affatto gratis. Nicola è vulcanico <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Stasera riempirò il tavolo di sementi e pacchettini di semi.</strong> Ci metterò una serata a scegliere e catalogare per mese di semina, dimensioni ecc. Praticamente un lavoro da 10-15 minuti ma siccome ogni pacchettino più o meno ha una storia, ogni volta andrò ad importunare la mia metà con ricordi di dove li abbiamo presi, come li ho fatti e considerazioni su dove metterli.</p>
<p>Devo rimettere in piedi il <a href="http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=15&amp;t=31277" target="_blank"><strong>gruppo d&#8217;acquisto per la stevia</strong></a>, quest&#8217;anno vorrei prendere anche la <strong>perilla</strong>, chi è interessato a partecipare ci trova qui. (cosa sono la stevia e la perilla? <a href="http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=15&amp;t=31277" target="_blank">venite a trovarci</a>!)</p>
<p>Ho anche <strong>già fatto acquisti di nuove sementi</strong>: rape rosse, peperoncini, solite officinali, cetriolini e varietà di basilico.<br />
So cosa state pensando. &#8220;Rape rosse??&#8221;<br />
Rape sul balcone, sì. Vediamo, è un esperimento, se no che divertimento è? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />    E patate nel bidòn, ma sigh è un periodo che fatico a trovare patate naturali. (c&#8217;è nessuno??)</p>
<p>Domani posterò le foto del terrazzo su cui impianterò l&#8217;orto e a seguire ho in programma di tornare alle vecchie sane abitudini postando le varie fasi dei lavori.</p>
<p><strong>Sogno balconi di lattughe e petunie, terrazzi di albicocche e girasoli.</strong></p>
<p>(1) (Higher Than Hope: The Authorized Biography of Nelson Mandela. NY: Harper, 1990). Trad.: &#8220;<em>Un giardino è una delle poche cose che uno possa gestire in prigione&#8230; Essere un custode di questo pezzettino di Terra offriva un po&#8217; di sapore di libertà</em>&#8220;</p>
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		<title>Volevo una vita tranquilla&#8230;</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/02/25/volevo-una-vita-tranquilla.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 18:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; e non sono ancora riuscita ad averla nemmeno normale In realtà sono giù, molto giù di morale per la questione &#8216;orto&#8217;. La situazione è questa: il mio bellissimo lussureggiante orto è in vendita insieme alla vecchia casa e al giardino ormai spellacchiato. E&#8217; un orto con grande dignità: 52 anni di servizio, di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-319" title="01" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/01.jpg" alt="" width="400" height="400" /></p>
<p>&#8230; e non sono ancora riuscita ad averla nemmeno normale <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>In realtà sono giù, molto giù di morale per la questione &#8216;orto&#8217;</strong>. La situazione è questa: il mio bellissimo lussureggiante orto è in vendita insieme alla vecchia casa e al giardino ormai spellacchiato. E&#8217; un orto con grande dignità: 52 anni di servizio, di cui 4 con la sottoscritta in regime di agricoltura naturale. E&#8217; un orto pulito, dignitoso, con un carattere. Delle volte persino ordinato. E pieno di animaletti.</p>
<p>Ogni volta che ci vado <strong>evito accuratamente di andare a vedere cosa ne è stato del mio orto</strong>. Ultimamente evito anche di sentire cosa ci vogliono fare i probabili acquirenti. Ho sentito da alcuni pronunciare le parole &#8220;<em>piscina</em>&#8221; e &#8220;<em>altri due garage</em>&#8220;. Ho sentito anche la parola &#8220;<em>capannone</em>&#8221; da uno che possedeva una cosa come quattro auto da rally e aveva come hobby l&#8217;inquinamento delle montagne (chiaramente poi le loro idee di grandezza sono sempre inversamente proporzionali alle idee della banca di dargli un mutuo).</p>
<p>Qui dove sono ora ho <strong>un terrazzo enorme e un cortile con una verandina deliziosa</strong> (ve la ricordate? <a href="http://www.erbaviola.com/2007/04/20/tempo-di-glicine-da-piantare-e-seminare.htm" target="_blank">E&#8217; questa qui</a>!). Ecco, solo che ora la verandina deliziosa e tutto il cortile sono diventati lo schifo dello schifo grazie a un&#8217;impresa edile che non ha terminato i lavori e ci ha mollati qui con tutto ciò che c&#8217;era nei garage, tutto accatastato sotto la verandina (non posto le foto perché farebbero venire la depressione a chiunque). Le auto sono ora parcheggiate nel cortile e lo occupano quasi completamente. Risultato: non solo niente giardinaggio, ma chissà per quanto anche niente cene all&#8217;aperto e goduriose ore di lavoro estivo sul divanetto al fresco. Ovviamente l&#8217;impresa edile è stata presa per un orecchio dal nostro avvocato e condotta in tribunale, però la strada è lunga e non ci arriveranno prima di maggio. Inutile dire che, come se non bastasse il casino materiale, questa faccenda ha occupato gran parte del nostro poco tempo libero (sgrunt).</p>
<p><strong>Resta il terrazzo.</strong> Un terrazzo che al momento ho solo guardato. Prima con la scusa che c&#8217;era la neve, quindi non potevo neanche andarci. Ora non ci sarebbero più scuse&#8230;<br />
Ogni giovedì penso che nel weekend mi impegnerò a piantare semenze in terrazzo e ne farò un lussureggiante orto sul balcone.<br />
Ogni venerdì tiro fuori la scatola dei semini, guardo cos&#8217;ho e faccio l&#8217;ennesima lista di quello che devo prendere.<br />
Ogni sabato mattina spalanco la portafinestra che porta al terrazzo, lo guardo, mi viene il magone per il mio vecchio orto abbandonato e penso che allora, intanto che mi torna la voglia, farò i copridivani. O i cuscini per le sedie della cucina. O le brioche per la mia metà. O un giro fuori di casa. O qualsiasi altra cosa che non contempli il guardare in faccia la mancanza del mio orto.</p>
<p><strong>Guardo gli orti degli altri dal finestrino della macchina</strong>. Mi viene ancora in mente &#8220;<em>Guarda quello lì cosa a fatto per tenere su le serre, lo faccio anche io! &#8230; ah, no. è vero</em>&#8220;. Vado via mogia mogia.   Mi consolo pensando che dall&#8217;anno prossimo magari troverò un terreno qui intorno, magari in affitto, magari mi butterò in un progetto integrale di <a href="http://www.erbaviola.com/permacultura" target="_blank">permacultura</a>, passerò l&#8217;inverno a studiare approfonditamente Fukuoka e Mollison, prenderò appunti e poi partirò alla grande con un grande esperimento. Magari prima migliorerò il terreno almeno un pochino con spargimento di minerali.<br />
O magari ci seppellirò quelli che vogliono trasformare un orto di 50 anni in una piscina. Fa compost, cosa dite? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>p.s.<br />
l&#8217;immagine sopra è in onore di Topo, un micino nero che mi seguiva in tutti i lavori dell&#8217;orto con estrema curiosità. Mi manca tanto anche lui.</p>
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		<title>SCORZETTE DI ARANCIA AL CIOCCOLATO (ricetta)</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2008/04/22/scorzette-di-arancia-al-cioccolato-ricetta.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 17:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 3. Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da veg*]]></category>

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		<description><![CDATA[State guardando due kilogrammi di scorzette di arancia al cioccolato prodotte dalla sottoscritta. Vegan e da agricoltura biologica (Sia le scorzette che la sottoscritta, ovvio). Tempo fa ne ho parlato lamentandomi del prezzo: 250 euro al kg! Secondo questa quotazione, dovrei aver prodotto 500 euro di scorzette, iva inclusa. Sì, so cosa state pensando. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img title="scorzettecioccolato.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/dolci/scorzettecioccolato.jpg" border="0" alt="scorzettecioccolato.jpg" width="450" height="340" /></div>
<p>State guardando <strong>due kilogrammi di scorzette di arancia al cioccolato prodotte dalla sottoscritta. Vegan e da agricoltura biologica</strong> (Sia le scorzette che la sottoscritta, ovvio).<br />
Tempo fa <a href="http://www.erbaviola.com/2008/03/21/buon-solstizio-di-primavera/" target="_blank">ne ho parlato</a> lamentandomi del prezzo: 250 euro al kg! Secondo questa quotazione, dovrei aver prodotto 500 euro di scorzette, iva inclusa.</p>
<div style="text-align: left">Sì, so cosa state pensando. Anche io ho avuto la tentazione di abbandonare il mio lavoro, darmi alla produzione di scorzette o quantomeno di correre a chiuderle in cassaforte. Il fatto è che per la prima opzione non basta fare le scorzette, bisogna costruirgli intorno anche tutta la pasticceria e il centro storico di Pavia. Continuerò a fare il mio lavoro. Per la seconda ipotesi invece, siccome la cassaforte non l&#8217;abbiamo, la mia metà ha provveduto a farle sparire nel giro di pochi giorni a colpi di mandibola.</div>
<div style="text-align: left">.</div>
<div style="text-align: left">Comunque, visto che ero partita dal mio sbigottimento per il prezzo (e non erano nemmeno bio!!!), riprendo il discorso da questo punto: <strong>quanto ho speso.</strong></div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">Per 2 kg di scorzette al cioccolato ho usato:</div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">10 grosse arance da agricoltura biologica  Euro 2,58  (lo giuro! da Terracammina a Vigevano)</div>
<div style="text-align: left">800 gr di cioccolato fondente del commercio equo  Euro 12,00</div>
<div style="text-align: left">1 kg di fruttosio  Euro 2,98</div>
<div style="text-align: left">1 stecca di vaniglia Euro 2,50</div>
<div style="text-align: left">2 pezzi di cannella Euro 0,50</div>
<div style="text-align: left">acqua</div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left"><strong>Totale 20,56 euro.</strong></div>
<div style="text-align: left">.</div>
<div style="text-align: left">Ho risparmiato quasi 480 euro! Per carità, li avrei risparmiati lo stesso tanto non avrei mai comprato 2 kg di scorzette, però bisogna ammettere che c&#8217;è una bella soddisfazione. <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Inoltre la mia metà che è un esperto in degustazione scorzette e critiche alle ricette vegane della sottoscritta ha dichiarato al primo tentativo che sono superiori a tutte quelle assaggiate finora <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Ne dovrò fare ancora prima che finiscano le arance!</div>
<div style="text-align: left">Non ultimo, ovviamente non ho buttato via le arance dopo aver tolto le scorze. Ci ho fatto 4 vasetti di marmellata alle arance, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</div>
<div style="text-align: left">.</div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">Intanto, ecco la ricetta e i pochi <strong>ingredienti</strong>:</div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">10 grosse arance da agricoltura biologica, io ho usato il tipo &#8216;tarocco di Sicilia&#8217; ma non so quanto sia affidabile questa distinzione. Ci vogliono arance con la buccia grossa che si stacca facilmente.</div>
<div style="text-align: left">800 gr di cioccolato fondente del commercio equo</div>
<div style="text-align: left">1 kg di fruttosio (oppure zucchero semolato)</div>
<div style="text-align: left">1 stecca di vaniglia</div>
<div style="text-align: left">2 pezzi di cannella</div>
<div style="text-align: left">acqua</div>
<div style="text-align: left">un film: a un certo punto c&#8217;è da aspettare un&#8217;ora e mezza, io ho iniziato a farle dopo cena, ci vogliono 45 minuti tra sbucciatura e prime due cotture, poi c&#8217;è la terza cottura da un&#8217;ora e mezza&#8230; io a quel punto mi sono guardata un film e ho fatto un paio di pause per controllare la pentola. In questo modo la ricett lunga e labioriosa è stato <strong>un impegno marginale di una serata casalinga</strong> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </div>
<div style="text-align: left">.</div>
</div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">Prima di tutto ho lavato bene le arance con bicarbonato. Poi ho tagliato tutte le calotte superiori e inferiori, è l&#8217;unica parte che si butta. Il resto della buccia va diviso in 4 spicchi e staccato come nell&#8217;immagine, in modo che la buccia si mantenga il più possibile intera.</div>
<div style="text-align: left"><img title="scorzettecioccolato1.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/dolci/scorzettecioccolato1.jpg" border="0" alt="scorzettecioccolato1.jpg" width="450" height="340" align="bottom" /></div>
<div style="text-align: left">Le scorze vengono poi tagliate nella misura di 6 circa per ogni spicchio ottenuto. Quindi con 10 arance si ottengono 40 spicchi e di conseguenza 240 scorzette finali. Il taglio è una procedura di precisione in questa ricetta perché le scorzette tagliate troppo larghe non si candiscono bene e restano amare, mentre quelle tagliate troppo fini si spappolano in cottura andando a sporcare anche tutte le altre. Se vengono per caso scorzette troppo larghe, è meglio rifilarle, mentre per quelle troppo piccole, sebbene a malincuore è il caso di buttarle, onde evitare pasticci dopo.</div>
<div style="text-align: left"><img title="scorzettecioccolato2.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/dolci/scorzettecioccolato2.jpg" border="0" alt="scorzettecioccolato2.jpg" width="450" height="340" align="bottom" /></div>
<div style="text-align: left">Come si vede dalle immagini la scorza bianca va lasciata ed è meglio scegliere arance con la buccia bella spessa, che si stacca con le mani e facilmente. Le arance a buccia fine non sono proprio utilizzabili per questo scopo. Bene, una volta ottenute le 240 scorze, si è fatto il lavoro più noioso&amp;complicato, il resto è tutto in discesa <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </div>
<div style="text-align: left"><img title="scorzettecioccolato3.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/dolci/scorzettecioccolato3.jpg" border="0" alt="scorzettecioccolato3.jpg" width="450" height="340" align="bottom" /></div>
<div style="text-align: left">A questo punto si mette a bollire 2 lt di acqua. La misura è in relazione alle scorzette: devono stare in acqua in modo che non stiano pigiate, l&#8217;acqua sobbollendo dovrà farle &#8216;ballare&#8217; un po&#8217;. E&#8217; meglio usare una buona pentola in acciaio inox con fondo pesante, perché la cottura, soprattutto la terza, deve essere lenta e uniforme, altrimenti si rischia di caramellare quelle sul fondo e lasciare crude quelle sopra.</div>
<div style="text-align: left">E qui cominciano i tre giri di valzer:</div>
<div style="text-align: left">1) una volta che l&#8217;acqua bolle, versare tutte le scorzette e mantenere la fiamma alta finché l&#8217;acqua non riprende a bollire. Quando riprende a bollire, attendere un minuto e poi scolare le scorzette. Io ho scolato le scorzette con una schiumarola e ho versato l&#8217;acqua aromatizzata all&#8217;arancia in un bidoncino: la uso per i diffusori di essenze, insieme a un pezzettino di cannella, così la casa ha un buon profumo di arancia e cannella <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
2) ripetere l&#8217;operazione del punto 1</div>
<div style="text-align: left">3) preparare divano, lettore dvd, film e tisana: sta per arrivare il meritato riposo.<br />
4) Versare nella pentola lo stesso quantitativo di acqua, nel mio caso 2 lt. Aggiungere il fruttosio, la stecca di vaniglia (riutilizzabile!) e la cannella. Una volta che giunge a ebollizione e lo zucchero si è ben sciolto, versare le scorzette. Lasciar fremere per un&#8217;ora e mezza, a fuoco lento. Guardarsi beatamente il film. L&#8217;acqua deve sobbollire, fremere, quel tanto più di cuocere e meno di bollire. Controllare che diventino traslucide prima di scolarle, alcune arance richiedono più tempo e altre meno.</div>
<div style="text-align: left">Finito il film e finita la canditura.</div>
<div style="text-align: left"><img title="scorzettecioccolato4.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/dolci/scorzettecioccolato4.jpg" border="0" alt="scorzettecioccolato4.jpg" width="450" height="340" align="bottom" /></div>
<div style="text-align: left">Terminata la canditura, si scolano e si fanno raffreddare su un piano di marmo per una notte o come ho fatto io che non ho piani di marmo, su piastre e ripiani del forno, occupando tutta la cucina. Tanto di notte non danno fastidio a nessuno e si è sparso un profumino lieto per tutta la casa <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </div>
<div style="text-align: left">Bene, a questo punto me ne sono andata a dormire.</div>
<div style="text-align: left">Il giorno dopo le ho riposte ad asciugare nel forno, senza accenderlo.</div>
<div style="text-align: left">Il secondo giorno erano asciutte. La scorzetta asciutta sta in piedi da sola. La prendi in mano tra pollice e indice e rimane lì bella dritta. Se si piega o accenna a farlo, deve seccare ancora.</div>
<div style="text-align: left"><img title="scorzettecioccolato5.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/dolci/scorzettecioccolato5.jpg" border="0" alt="scorzettecioccolato5.jpg" width="450" height="340" align="bottom" /></div>
<div style="text-align: left">Ultimo passaggio, anche questo l&#8217;ho fatto di sera dopo cena e ho lasciato asciugare di notte. Ma ho visto che il cioccolato si asciuga rapidamente, quindi si può fare anche di giorno, occupando la cucina per massimo un paio di ore di asciugatura.<br />
Per l&#8217;ultimo passaggio ho sciolto il cioccolato a bagno maria, senza aggiungere nulla. Una volta sciolto, ho immerso le scorzette una a una, riponendole ad asciugare su fogli di carta oleata. Si può fare su un piano di marmo oliato leggermente con olio di semi, ma come dicevo prima il piano di marmo non ce l&#8217;ho e ho dovuto usare la carta oleata (carta forno) che è comunque andata benissimo.</div>
<div style="text-align: left">.<br />
Gli &#8216;schizzi&#8217; di cioccolato li ho lasciati asciugare, poi una volta tolte le scorzette li ho raccolti e uniti al muesli <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </div>
<div style="text-align: left">.</div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left"><strong>Ricapitolando, con 20 euro circa ho fatto:</strong></div>
<div style="text-align: left">2 kg di scorzette al cioccolato</div>
<div style="text-align: left">4 vasetti di marmellata di arance</div>
<div style="text-align: left">4 lt di acqua profumata all&#8217;arancia per bruciatori e umidificatori</div>
<div style="text-align: left">gocce di cioccolato per il muesli</div>
<div style="text-align: left">.</div>
<div style="text-align: left">
<div style="text-align: left">250 euro al kg? Tzé! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>DETERSIVI BIOALLEGRI</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 17:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Elena, strepitosa impegnatissima Elle, mi avvisa oggi che è uscito per i tipi di EMI il manuale che per tanto tempo è stato diffuso via web: DETERSIVI BIOALLEGRI sarà prossimamente IN LIBRERIA!!!! (ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – Euro 7,50 ) Il libro si può già ordinare inviando il buono d’ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="detersivibioallegri.jpg" alt="detersivibioallegri.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/libri/detersivibioallegri.jpg" /></div>
<p>Elena, strepitosa impegnatissima Elle, mi avvisa oggi che è uscito per i tipi di EMI il manuale che per tanto tempo è stato diffuso via web: <strong>DETERSIVI BIOALLEGRI</strong> sarà prossimamente IN LIBRERIA!!!! (ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – Euro 7,50 )</p>
<p>Il libro si può già ordinare inviando il buono d’ordine via rete (http://www.emi.it) oppure per TELEFONO al numero: 051 32.60.27; per FAX (+31-51) 32.75.52<br />
per POSTA in busta chiusa a: EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA Via di Corticella 179/4 &#8211; 40128 BOLOGNA; per E-MAIL: ordini@emi.it<br />
<strong>Il ricavato sarà devoluto in beneficenza da <a target="_blank" href="http://biodetersivi.altervista.org/index.htm">Gruppo MondoNuovo</a></strong> (quinta.cosa.sacra chiocciola gmail.com)</p>
<p>Snif snif… posso dirlo? Son commossa! E’ così bello vedere un progetto crescere negli anni, con tanta santa pazienza, tante persone, tanta volontà e poi vederlo realizzato così bene.</p>
<p><strong>Per chi non sapesse cosa sono i detersivi bioallegri</strong>, potete dare un’occhiatina al <a target="_blank" href="http://biodetersivi.altervista.org/index.htm">sito</a> di Gruppo Mondo Nuovo: sono i detersivi eco, fatti con le nostre sante manine. Io da loro ho imparato tantissimo.<br />
Mi piace tanto l’introduzione del vecchio manuale diffuso via web e ciclostile, che mi ero stampata e avevo diligentemente diffuso anche io:</p>
<p>Questo manuale è un Canto d’Amore alla Terra.<br />
E’ una Promessa, di prenderci Cura della Terra.<br />
E’ una Possibilità, costruita con pazienza.<br />
E’ una Sfida strappata allo scetticismo di chi vuole convincerci<br />
che non è semplicemente possibile cambiare le cose.</p>
<p>Ma più di tutto, mi piace quello che io considero uno dei lavori più divertenti&#038;intelligenti di Gruppo Mondo Nuovo: <a target="_blank" href="http://biodetersivi.altervista.org/allegati/manuale_streghe_ecologiche.pdf"><strong>Il manuale per apprendiste streghe ecologiche</strong></a>!<br />
Mi piace tanto questa parte, che spiega al volo da dove nascono i detersivi cattivi e il perché dei detersivi bioallegri:</p>
<p>< < Nella nostra storia di terra e di cura della terra, la donna degli anni 40-50 , stanca di sacrificarsi per la cura della casa e della terra, fu ben felice di accettare le promesse del “commercio_chimico_blu” (barbablù, il predatore).</p>
<p>I detersivi chimici cominciarono ad entrare nelle case, attraverso essi la donna ottenne l’agognato riscatto: i detersivi le garantirono in breve tempo una vita più agiata, più comoda, più igienica. Con essa la possibilità di impegnarsi in campi ove fino ad allora l’accesso era di sola pertinenza maschile. Lavori domestici massacranti che costavano ore e fatica, poterono essere svolti in pochissimo tempo e con poca fatica… […]</p>
<p>Le generazioni a noi precedenti hanno svolto un lavoro profondo di rivalutazione del femminile. Hanno preso la donna sottomessa e piegata a terra nella fatica e nel dolore, e l’hanno innalzata a Essere Umano che Vale, e sta in piedi da solo. Questo lavoro va onorato, dobbiamo esserne grate e godere dei frutti di ciò. E rendere Grazie, Sempre. Adesso è arrivato il nostro tempo, e il nostro compito.</p>
<p>Spetta a noi di prendere in mano, e a cuore, il destino della donna e della terra, e renderlo migliore, per quanto ci è chiesto, per quanto ci è possibile. Spetta a noi lavorare e sacrificarci per consegnare alle nostre figlie, e ai nostri figli, un mondo e una terra migliori.>></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I LAVORI DI FEBBRAIO NELL&#8217;ORTO BIO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2008/02/09/i-lavori-di-febbraio-nellorto-bio.htm</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 12:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Orto bio]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qui&#8230; oggi approfittando di un pomeriggio di sole particolarmente caldo mi sono dedicata a qualche lavoretto nell&#8217;orto. Durante la scorsa settimana avevo già fatto qualche pulizia e preparato una prosa di 5 metri e mezzo per 1,5 che sarà la parte &#8216;insalate&#8217; fino a ottobre. Per prepararla, a novembre ho interrato lo spinacio matador, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="misticanza1.jpg" title="misticanza1.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/orto/misticanza1.jpg" /></div>
<p>Eccomi qui&#8230; oggi approfittando di un pomeriggio di sole particolarmente caldo mi sono dedicata a qualche lavoretto nell&#8217;orto. Durante la scorsa settimana avevo già fatto qualche pulizia e preparato una prosa di 5 metri e mezzo per 1,5 che sarà la parte &#8216;insalate&#8217; fino a ottobre. Per prepararla, a novembre ho interrato lo spinacio matador, utilizzando la tecnica del sovescio, ovvero interrando gli ultimi spinaci rimasti e lasciando riposare il terreno insieme a un po&#8217; di pellettato vegetale per agricoltura biologica. Il sovescio serve a rigenerare il terreno, aumentandone la materia organica, aiutando il mantenimento dell&#8217;azoto nitrico e arginando i problemi di erosione del terreno, tipici di tutti i terreni coltivati. Settimana scorsa ho rivoltato le zolle, inglobando questa volta foglie secche. Uso quelle di robinia, un po&#8217; perché sono piccole e si &#8216;disfano&#8217; prima, un po&#8217; perché il bosco confinante ne mette a disposizione parecchie. Ho anche aggiunto altro pellettato.<br />
Oggi sotto un tunnel in questa prosa ho seminato:</p>
<ul>
<li>1 mq di rapanelli</li>
<li>3 mq di misticanza (nella foto sopra, la scorsa primavera)</li>
<li>2,5 mq di spinaci</li>
<li>1 mq di lattughino da taglio</li>
</ul>
<p>Intanto sono già in crescita (aromatiche a parte) i carciofi, gli ultimi crauti cappucci insieme agli ultimi cavolfiori e cavolini di bruxelles, le ultime verze, le carote, la rucola e la lattuga rossa orchidea che ho provato per la prima volta&#8230; sembra molto bella, non abbiamo ancora assaggiato.<br />
Come sempre le indicazioni sono GENERALI per un classico orto familiare <img title="Smile" alt=":)" src="http://forum.promiseland.it/images/smilies/icon_smile.gif" />   Ah, prima di dimenticarmi&#8230; se non sapete come fare i tunnel o siete indecisi per l&#8217;acquisto, trovate qui i miei tips&#038;tricks per fare i tunnel per orto con materiali di riciclo : <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/03/19/costruire-una-serra-tunnel-per-lorto/">http://www.erbaviola.com/2007/03/19/costruire-una-serra-tunnel-per-lorto/<br />
</a><br />
<span style="font-weight: bold">Terreno / concimazioni</span><br />
- Lavorazioni: vangatura profonda delle prose per portare in superficie i parassiti che così vengono distrutti dal freddo<br />
- Concimare: concimi con un alto valore di potassio e fosforo, per rafforzare le piante; per arricchire il terreno in previsione della primavera è meglio utilizzare del concime organico ben maturo (letame o letame sfarinato, controllando che sia per agricoltura biologica), oppure del concime granulare a lenta cessione per agricoltura biologica, ricco in azoto (soprattutto per le prose in cui si pensa di mettere pomodori, zucche e peperoni).<br />
- Asportare i residui delle precedenti vegetazioni- Preparare e tracciare le aiuole che ospiteranno le colture</p>
<p><span style="font-weight: bold">Semina in semenzaio 	</span><br />
anguria, basilico, catalogna, cavolo cappuccio estivo, cetriolo, cipolle, indivia, lattuga, melanzana, peperone, pomodoro, porro, sedano</p>
<p><span style="font-weight: bold">Semina all’aperto</span><br />
nelle aiuole più calde e assolate è ora di seminare a scelta: bietola da coste, carote, cicoria, fave, lattuga da taglio, piselli, prezzemolo, ravanelli, spinaci, valeriana. Ovviamente in piccole quantità così da poterle consumare tutte e così da evitare enormi danni a tutta la produzione annuale di una verdura in caso di gelate improvvise. Coprire con film plastico almeno nei primi 4-5 giorni per permettere una germinazione adeguata. Poi è consigliabile di coprire con mini serrette rivestite di plastica, da cambiare se proprio fa caldo con tessuto-non-tessuto</p>
<p><span style="font-weight: bold">Trapianti </span><br />
cipolle, aglio e patate precoci</p>
<p><span style="font-weight: bold">Raccolta 	</span><br />
cavoli verza e cappuccio, broccoli, cavolfiori, cavolini di bruxelles, cavoli rossi, cardi</p>
<p><span style="font-weight: bold">Cure anti-parassitarie</span><br />
trattamenti preventivi su alberi da frutta con olio di neem</p>
<p><span style="font-weight: bold">Frutteto</span><br />
Si piantanto o trapiantano alberi da frutto con fioritura primaverile. Se il terreno non è gelato, si possono piantare nuovi alberi da frutto. Per piantare adeguatamente una pianta da frutto dovremo predisporre una buca di circa 50-60 cm di profondità e di 40-50 cm di diametro. Sul fondo della buca metteremo del letame ben maturo che ricopriremo con uno strato di terra di 10 cm circa in modo che le radici non entrino in contatto con lo stesso; la pianta dovrà essere posizionata al centro della buca. La buca dovrà essere ricoperta con un terriccio composto da tre parti di terra, una parte di torba e una parte di humus di lombrico.Si consiglia di non potare le piante durante i mesi più freddi, al fine di evitare che le gelate rovinino i rami.E’ inoltre importante spargere del letame maturo intorno alle piante da frutto già a dimora, senza toccare il tronco, e vangare la terra circostante. Va bene sia lo sfarinato per agricoltura biologica che il pellettato sempre per agricoltura biologica</p>
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		<title>Fare il latte di soia in casa</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2008/02/05/fare-il-latte-di-soia-in-casa.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 14:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 8. Salse e condimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[ *** ATTENZIONE QUESTO POST POTREBBE INDURRE ALL&#8217;USO REPENTINO DELLA CARTA DI CREDITO *** Vi presento una mia vecchia amica, si chiama Macchina per Fare il Latte di Soia ma in famiglia la chiamiamo con il suo nome originale: SoyaJoy. Joy lo è di sicuro, almeno per la sottoscritta. Un po&#8217; meno per i gatti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong> *** ATTENZIONE QUESTO POST POTREBBE INDURRE ALL&#8217;USO REPENTINO DELLA CARTA DI CREDITO ***</strong><br />
Vi presento una mia vecchia amica, si chiama Macchina per Fare il Latte di Soia ma in famiglia la chiamiamo con il suo nome originale: SoyaJoy.</p>
<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="lattesoia_macchina.jpg" alt="lattesoia_macchina.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/basi/lattesoia_macchina.jpg" /></div>
<p>Joy lo è di sicuro, almeno per la sottoscritta. Un po&#8217; meno per i gatti di casa che quando la sentono lavorare scappano in volata. SoyaJoy è nata negli USA e ha vissuto a casa di una simpatica coppia italo-giapponese per qualche anno. Poi tramite un&#8217;amica comune, la signora Asta Online, ci siamo presentati e ha raggiunto casa nostra alla modica cifra di 29,00 euro. Voi non fatele sapere che ve l&#8217;ho detto, è un tantino permalosa <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  A suo prezzo ci tiene molto: 90-100 dollari ma la signora Asta Online fa parecchie presentazioni ultimamente&#8230; basta aver pazienza.<br />
Da quando ci conosciamo, io e SoyaJoy siamo andate sempre d&#8217;accordo. Non c&#8217;è nessuno che come lei spacchi il minuto, nemmeno quell&#8217;ingombrante del Robot da Cucina. Comunque, non abbiamo molto tempo ora, tra mezz&#8217;ora la cena è in tavola.</p>
<p>Nel frattempo io e SoyaJoy &#8211; ma soprattutto lei &#8211; vi facciamo vedere come passiamo insieme una ventina di minuti ogni 2-3 giorni.</p>
<p>Prima inserisco nel cestello interno 100 gr di fagioli di soia lasciati a bagno per 24 ore (alcuni li lasciano 12 ore, ma a me sembra che venga meglio con 24). Poi aggiungo l&#8217;acqua nella caraffona metallica inferiore, rimetto il coperchio e premo Start. Il mio lavoro è finito. Intanto che faccio altro, lei riscalda, tritura, macina e bolle. Non è silenziosissima, non potrebbe fare nulla di sera in un appartamento ma qui da noi può far rumore quanto le pare <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Intanto che lei si dà da fare vi posso raccontare che da quando è arrivata qui, si son visti subito tre notevoli vantaggi: economico, ecologico e gastonomico.<br />
Quello <strong>economico</strong> è presto detto:  1 lt di latte di soia costa a seconda delle marche da 1,90 as 2,50 euro. 1 pacchetto di fagioli di soia da 500 gr costa 1 euro circa , che diviso cinque visto che se ne usano solo 100 gr, fa 0,20 euro. Provate a comprare per un anno il latte di soia a 0,20 invece che a 2 euro e qualche risultato lo notate <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Per non parlare di latti più costosi come quello di riso, di mandorle, di orzo, di nocciole&#8230; che si fanno sempre con questa macchinina deliziosa! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Il vantaggio <strong>ecologico</strong> è poi indubbio: smettere di comprare le confezioni di tetrapack è un dovere!  Il tetrapack infatti non è smaltibile, si dovrebbe fare una raccolta differenziata apposta per il tetrapack, come fanno in alcuni paesi più civili e meno corrotti come l&#8217;Austria. Pensate inoltre a quanti brik si eviterebbe di trasportare e &#8230; non devo dirlo a voi di non farvi infinocchiare dalle pubblicità a tema ecologico della tetrapack! E&#8217; inutile che ripiantino foreste in Svezia quando stanno disboscando foreste primarie per fare i cartoni del latte!<br />
Non ultimo il vantaggio <strong>gastronomico</strong>: buona parte del latte di soia in commercio, a mia modesta opinione, sa di cartapesta. Sembra sciacquatura di carta in ammollo con vago sentore di vaniglia e violaciocca. Il latte di soia della SoyaJoy invece esce non aromatizzato, quindi a seconda dell&#8217;uso me lo aromatizzo come mi pare. Con sale iodato se devo fare il tofu, con malto e vaniglia se lo devo bere, senza niente se devo usarlo per cucinare.</p>
<p>Bene, ha giusto finito ora  di darsi da fare! Vediamo&#8230; prima di tutto stacco la spina e sollevo il coperchione bianco utilizzando l&#8217;apposito manico, poi</p>
<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="lattesoia_estrai.jpg" title="lattesoia_estrai.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/basi/lattesoia_estrai.jpg" /></div>
<p>estraggo il cestello che conteneva i fagioli di soia e che ora contiene l&#8217;okara. Il latte di soia è spumoso e caldissimo, tanto che quando devo fare il tofu metto direttamente il magnesio nella caraffa della SoyaJoy (ulteriore vantaggio!).</p>
<p>Poi passo a mescolare con un cucchiaio di legno e aggiungo gli aromi, in questo caso malto d&#8217;orzo e due dita d&#8217;acqua in cui ho lasciato a bagno un pezzetto di stecca di vaniglia.<br />
<a onfocus="this.blur()" onclick="ps_imagemanager_popup(this.href,'lattesoia_aromi.jpg','450','340');return false" href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/basi/lattesoia_aromi.jpg"></p>
<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="lattesoia_aromi.jpg" title="lattesoia_aromi.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/basi/lattesoia_aromi.jpg" /></div>
<p></a>Intanto che il latte si intiepidisce, passo ad occuparmi dell&#8217;okara e lo estraggo dal cestello riponendolo in una terrina. Il latte si può conservare in frigo in una brocca o in bottiglia, io di solito non supero i 3 giorni ma ho sentito che ci sono persone che lo conservano per 5.</p>
<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="lattesoia_cestello.jpg" alt="lattesoia_cestello.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/basi/lattesoia_cestello.jpg" /></div>
<p>Ecco qui il magnifico okara, si può usare subito oppure conservarlo per un paio di giorni in frigo. Di fianco nella categoria ricette trovate alcune delle mie ricette con l&#8217;okara, leggero e nutriente. E se proprio non sapete cosa farvene, buttatelo nel compost o mischiatelo al terriccio per le piante, è ottimo, un nutriente-bomba!</p>
<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="lattesoia_okara.jpg" title="lattesoia_okara.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/ricette/basi/lattesoia_okara.jpg" /></div>
<p>I venti minuti sono passati! Ciao SoyaJoy, ci vediamo tra un paio di giorni! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Digiuno finito. Mi sento come una fatina di Celidonia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 18:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[21 giorni di digiuno attenuato, finiti sabato. Sono passati velocemente, complice il lavoro che non mi ha mai mollata un momento e la mia metà che faceva il tifo. Dopo la prima settimana ho iniziato a stare benissimo. Scomparso completamente il mal di testa che mi opprimeva quasi tutti i pomeriggi, scomparsi i gonfiori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img width="450" height="340" border="0" align="bottom" alt="celidonia_fatina.jpg" title="celidonia_fatina.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/celidonia_fatina.jpg" /></div>
<div align="left">
<div align="left"><strong>21 giorni di digiuno attenuato</strong>, finiti sabato. Sono passati velocemente, complice il lavoro che non mi ha mai mollata un momento e la mia metà che faceva il tifo. Dopo la prima settimana ho iniziato a stare benissimo. Scomparso completamente il mal di testa che mi opprimeva quasi tutti i pomeriggi, scomparsi i gonfiori di pancia e soprattutto&#8230; scomparso il dolorosissimo ciclo che arrivava puntuale ormai da qualche mese, facendomi sospettare il peggio. Mi sento leggera, sto benissimo, sono più attiva del solito e ne ha risentito anche l&#8217;umore. Proseguirò l&#8217;alimentazione Kousmine per qualche altra settimana, almeno fino a Natale. Piano piano, quindi <strong>mi sono depurata e disintossicata</strong>. Ok, sono vegana, non c&#8217;era moltissimo da disintossicare&#8230; però diciamo che dolci e fritti hanno avuto una buona parte di colpe.  In particolare, da tre giorni si è sgonfiata la lingua, è scomparsa la patina biancastra e ho smesso di lavarmi i denti dieci volte al giorno. Le storie sull&#8217;alito puzzolente dei digiunatori mi avevano particolarmente colpita e io preventivamente mi sono armata di dentifricio al mentolo.  Tra l&#8217;altro c&#8217;è questa reazione della pulizia estrema che non mi è ancora chiara. Premesso che ognuno reagisce in base ai suoi background esistenziali, io invece che i cali di zuccheri ho avuto degli attacchi di spugnetta: avevo uno stimolo continuo a fare le pulizie in casa. Così è successo che la prima settimana ho addirittura spostato i mobili della sala da sola, l&#8217;ho sistemata in un altro modo e pulito tutto da cima a fondo. Una sera, sempre nella prima settimana, ero presente a me stessa mentre lavavo i piatti, poi persa nel filo dei miei pensieri mi sono ripresa un paio di ore dopo, mentre chiudevo la dispensa tirata a lucido. Di solito penso davanti al mac, o seduta sul divano, o mentre sferruzzo. Ma di non accorgermi di fare le pulizie non mi era mai capitato. A volte il lavoro è un bene, altrimenti chissà dove sarei arrivata, se fossi stata una persona normale, con un normale lavoro da 8 ore al giorno. In più, ho sempre criticato gli architetti che fanno tutto bianco-ospedale. Freddo. Invece ho cominciato a volere tutto bianco, così la camera da letto è stata la prima a farne le spese visto che era in lavorazione: bianco totale, tranne un comò antico nato prima di queste manie color pvc. Ora sembra una camera  di AD, bisognerà fare qualcosa. Indubbiamente questo digiuno ha notevoli <strong>risvolti psichici</strong>.</div>
<div align="left">Insomma, come ho scritto nel titolo, <strong>ora mi sento come una fatina di <a target="_blank" href="http://www.celidonia.it">Celidonia</a>.</strong> La mia preferita è quella nella foto sopra ma vi consiglio un giro tra le opere di Celidonia, resterete incantati! Premetto che chi frequenta lande più etiche, la conosce sicuramente già come Bluebell (&#8230; e non ci si scordi della simpaticissima Emily!!!). Se poi vi venisse il lampo creativo, potete seguire le orme di Celidonia in un bosco speciale: <a target="_blank" href="http://www.miniaturitalia.it">Miniaturitalia</a> dove non solo esporrà le sue fatine, ma terrà anche un workshop per realizzare uno dei suoi tenerissimi coniglietti. Se poi siete addirittura così fortunate da abitare a Roma&#8230; potete fare un corso con lei! (Se volete sapere come mi sentivo prima del digiuno, vi accontento subito.. come una di quelle orripilanti <a target="_blank" href="http://www.macaoart.net/News/photo/040614b2.jpg">sculture di Rabarama</a>!)</div>
<div align="left">In questi giorni, oltre a lavorare moltissimo, ma proprio moltissimo, con qualche giro di veglia da 48 ore, ho fatto brevi visite al sito per cancellare <strong>qualche commento idiota, strampalato o privo di senso</strong>. Poi mi sono pentita, perché alla fine la censura è sempre ingiusta e visto che la maggior parte dei commenti venivano da nuovi visitatori, non era una bella accoglienza. Allora li ho recuperati nelle email, e rispondo a tutti qui.</div>
<div align="left">
<div align="left">
<ol>
<li><strong>Emilia B.</strong><br />
<em>>Lei è un&#8217;incosciente!!! L&#8217;anoressia e i disturbi alimentari sono dei problemi molto diffusi tra i giovani. L&#8217;esempio negativo di molte >celebrità, che sfoggiano silhouette pelle e ossa, può generare un&#8217;errata venerazione per la magrezza.  Dando questo esempio lei può >danneggiare tante ragazze che la imitano! Io ho una figlia anoressica e posso ringraziare gente come voi che non si cura dell&#8217;effetto di >quello che scrive sugli altri!!!<br />
</em>Signora, io sarò un&#8217;incosciente ma lei è un ignorante. Primo perché non sono una celebrità e la cosa mi ha fatto davvero ridere. Secondo perché non mi conosce e mi creda, pelle e ossa è una definizione molto lontana da me. Il mio io subcosciente sta ancora cercando di smettere di ridere, dopo 10 giorni dalla sua email. Terzo perché avete rotto le scatole lei e tutti questi maniaci dell&#8217;anoressia indotta. Nel mondo c&#8217;è gente che uccide, che fa del bene, che è anoressica, che è bulimica, che si dà al volontariato e che si annulla nella tossicodipendenza. Se sua figlia ha deciso per l&#8217;anoressia, ha un problema e il suo problema non sono io che faccio un digiuno terapeutico ma lei che non ascolta sua figlia così come non ha letto quello che ho scritto io prima di postare questo commento idiota.</li>
<li><strong>MadameButterfly<br />
</strong><em>>Il digiuno, anche saltuario, è dannoso. Non bisognerebbe divulgare pratiche del genere.<br />
</em>Grazie dell&#8217;enorme apporto scientifico alla discussione, ero rimasta che lei faceva la tennista, ma vedo che ora è nutrizionista.</li>
<li><strong>Federico<br />
</strong><em>>Digiunare può servire al massimo a far crollare la pressione, se non peggio<br />
</em>mmmh&#8230; con tutte queste motivazioni scientifiche mi avete quasi convinta&#8230;</li>
<li><strong>Alexia<br />
</strong>>5-7 giorni senza assumere solidi mi sembrano una cosa scellerata e non lo farei assolutamente in nessun momento dell&#8217;anno. <em>>Inoltre non vedo in che senso ciò possa contribuire a &#8220;disintossicarsi dalle tossine&#8221;. A parte che le tossine se ne vanno da sole, ma cmq >non è digiunando che se ne smaltiscono gli effetti. Semmai ha senso assumere supplementi di fermenti lattici, per ripristinare la flora >batterica buona&#8230;<br />
</em> Alexia, capisco che a voi cyborg succeda che &#8216;le tossine se ne vanno da sole&#8217;, ma a noi umani no. Se legge bene i post sul digiuno, c&#8217;è spiegata per filo e per segno la faccenda della tossiemia e dello smaltimento delle tossine. Poi ognuno è libero di credere alla Marcuzzi o a dei medici, sono scelte.</li>
<li><strong>FrancyBlu<br />
</strong> <em>>Si sentiva il bisogno di un altro sito del cazzo pro-anoressia! brava! renditi conto di quante vite avrai sulla coscienza!!!<br />
</em> Ma leggere prima di dare aria alla bocca è un esercizio così difficoltoso in Italia?? Pare di sì&#8230;</li>
<li><strong>ClaraXXS<br />
</strong><em>>Vedrai che ce la fai, poi ti sentirai benissimo. Essere magri è più importante che essere sani! Essere magri e non mangiare sono simbolo >di vera forza di volontà e autocontrollo.<br />
</em>Sì, il problema è che poi si diventa imbecilli come te. Ma non potete aprire un sito tu e quegli altri esauriti sopra e discutervela tra voi?? Io non sono anoressica, non intendo esserlo, ho fatto solo un digiuno terapeutico, non c&#8217;entra un fico con l&#8217;anoressia.</li>
<li>E infine <strong>colei che verrà fustigata con la lattuga</strong>, perché la conosco e ha lasciato questo commento del piripì:<br />
<em>> Non voglio assolutamente essere critica, per me va bene essere vegetariani o vegani ma addirittura il digiuno o essere fruttariani… no, >per me è veramente troppo. Con questo non c’è l’ho assolutamente con te </em><img class="wp-smiley" alt=";)" src="http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" /><br />
Ma che crisbel c&#8217;entra essere vegani con il digiuno??? Non è una scala decrescente verso l&#8217;annullamento, del tipo onnivori > vegetariani > vegani > crudisti > fruttariani > digiunatori. Tra l&#8217;altro chi si rivolge di più al digiuno sono proprio gli onnivori visto che si intossicano con qualsiasi schifezza, dal grasso animale agli ormoni per i bovini <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />    L&#8217;essere vegani probabilmente porta a una maggiore consapevolezza alimentare, per forza di cose, ma è una conseguenza, non ha niente a che vedere con il fatto che decida per un digiuno terapeutico, cosa che avrei potuto fare anche anni fa, da onnivora. Tra l&#8217;altro, nel libro che ho citato nel primo post, <strong><a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788875076177/boudreau-nicole/digiuno-per-propria.html?shop=3193">Il digiuno per la propria salute</a> </strong>, neanche uno dei pazienti trattati è vegetariano! Sarà magari che vegetariani e vegani hanno molto meno da disintossicarsi <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
</div>
<div align="left">mah&#8230; sono tutti pazzi questi Galli <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </div>
</div>
</div>
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		<title>CURA NATURALE DEL BAMBINO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/07/30/cura-naturale-del-bambino.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 06:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boicottaggi]]></category>
		<category><![CDATA[donne dududù]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
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		<description><![CDATA[Su un pezzo di un po&#8217; di tempo fa, Bambini svezzati a petrolio, e il tuo? si era aperta un&#8217;interessante discussione. Ripartendo da lì, pubblico con piacere la guida che mi ha inviato Elena, redatta insieme a Gruppo Mondo Nuovo. Questa guida è la somma di mesi di ricerche, discussioni, laboratori e prove sul campo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="bambinianngeddes.jpg" alt="bambinianngeddes.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ecologia/bambinianngeddes.jpg" /></div>
<p>Su un pezzo di un po&#8217; di tempo fa, <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/06/05/bambini-svezzati-a-petrolio-e-il-tuo.htm">Bambini svezzati a petrolio, e il tuo? </a> si era aperta un&#8217;interessante discussione. Ripartendo da lì, pubblico  con piacere la guida che mi ha inviato Elena, redatta insieme a Gruppo Mondo Nuovo. Questa guida è la somma di mesi di ricerche, discussioni, laboratori e prove sul campo. Ci sono le esperienze delle mamme consapevoli, di quelle che lo sono diventate e di quelle che si stanno mettendo sulla giusta strada. C&#8217;è soprattutto la chiarezza espositiva di chi tutte queste cose le ha sperimentate e di chi ama abbastanza i propri figli da riuscire a mettere in discussione comodità e abitudini.<span id="more-185"></span></p>
<p>Intanto approfitto per fare un mondo di auguri a Elena che con tutta la sua energia è al termine della gravidanza e a giorni sarà assorbita da un pargoletto sicuramente sveglio e  simpatico come lei!<br />
Augurissimi e in bocca al lupo! <img src="http://www.vocinelweb.it/faccine/felici/felici-set1/17.gif" /></p>
<p><strong> Guida a cura di Elena Comana, Gruppo Mondo Nuovo, aggiornata al Giugno 2007</strong></p>
<p><strong>LA CURA DEL BEBE&#8217;</strong></p>
<p>Come prendersi cura del proprio bebé?</p>
<p>Quali prodotti comprare per la pelle e il bagnetto?</p>
<p>Ecco alcuni consigli, frutto di lunghe ricerche e consultazioni tra mamme attente ai prodotti biologici e ai metodi naturali. Consigliamo sia prodotti in vendita da noi valutati sicuri, sia metodi naturali e fai da te, molto meno dispendiosi e spesso altrettanto efficaci.<br />
Sono consigli brevi perchè il neonato non ha bisogno di molto: bastano pochissimi prodotti per soddisfare le sue esigenze. È però importantissimo che la loro sicurezza sia garantita e provata, cosa che invece non si riscontra nei classici prodotti per bambini: purtroppo, infatti, non c&#8217;è da fidarsi delle molte certificazioni che non assicurano nulla: è sempre meglio valutare un prodotto dalla lista degli ingredienti che lo compongono, non dalle pubblicità o dalla seducente confezione.</p>
<p>Questo sintetico prontuario non è la sede adatta per spiegare esaustivamente il motivo per cui la quasi totalità dei prodotti specifici per bambini in commercio risultano spesso dannosi per i bimbi stessi; per avere ulteriori informazioni potete consultare i laboratori di seguito segnalati.<!--more--></p>
<p>Basta comunque poco per accorgersi che la gran parte di essi, reperibili al supermercato o in farmacia, contengono ingredienti dannosi e sconsigliabili. Un esempio per tutti: i mineral oil, paraffina liquida e vaselina, scadenti derivati del petrolio, sono contenuti in quasi tutti i prodotti per bambini in commercio.<br />
Un famosissimo olio pubblicizzato da decenni &#8220;per la cura del bambino&#8221; è pura paraffina liquida. Leggete l&#8217;etichetta e lo vedrete con i vostri occhi.<br />
Dallo studio degli ingredienti di diversi prodotti per bambini e neonati (i più venduti), risulta che spesso i prodotti specifici &#8220;per la cura del neonato&#8221; sono peggiori di quelli per adulti; da ciò è scaturita la necessità di trovare prodotti veramente utili e naturali, realmente sicuri per la cura dei neonati.</p>
<p>Quanto segue è il frutto delle nostre ricerche.</p>
<p><strong>IL BAGNETTO</strong></p>
<p>Contrariamente a quanto le pubblicità ci hanno insegnato, il bimbo non ha bisogno di essere lavato con particolari prodotti detergenti. Oltretutto, i profumi contenuti in molti di questi prodotti lo disorientano e infastidiscono. Soprattutto i neonati si orientano nel mondo e trovano conforto e sicurezza proprio tramite gli odori di mamma e papà, della casa, del fratellino, l’odore proprio, gli odori naturali. Qualunque tipo di profumo, anche quello di detersivi e ammorbidenti, lo disturba e lo disorienta, a volte fortemente: l&#8217;allattamento può essere reso difficoltoso se il contatto al seno è ostacolato da odori sconosciuti.</p>
<p>Il neonato ha invece bisogno che il suo odorato e la sua pelle vengano rispettati, senza che vi siano spalmate sostanze che lo inquinano, che non gli sono necessarie e che spesso si dimostrano nocive o controproducenti.</p>
<p>Per lavare il bambino la soluzione più semplice ma efficace è preparare un bagnetto in cui sia stato disciolto un cucchiaio di amido di mais (maizena) o amido di riso, e un cucchiaio di sale integrale.<br />
L&#8217;amido deterge delicatamente la pelle del bambino, il sale reintegra i sali minerali persi durante l&#8217;immersione. Sono prodotti comuni, dal costo contenuto, raccomandiamo quindi di comprarli nei negozi biologici.</p>
<p>Se il bimbo ha pochi capelli, questi semplici ingredienti sono sufficienti a tenerlo pulito; se al contrario ne ha molti, si può utilizzare uno shampoo baby naturale, avendo cura di usarne molto poco e diluendolo in acqua al momento (se conservato già diluito, può andare incontro a deterioramento). Sconsigliamo vivamente i prodotti presenti sul mercato tradizionale, in primo luogo quelli &#8220;di marca&#8221; dei negozi specializzati per bimbi. Nessuno di essi passa l&#8217;esame del bio-dizionario.</p>
<p>Tra i prodotti in commercio, si può scegliere la saponetta alla calendula weleda, o qualsiasi altra contenga componenti sicuri al 100%; è sufficiente sciogliere pochissimo sapone sulla mano e frizionare con delicatezza i capelli del bimbo.</p>
<p>Dopo il bagno, consigliabile circa due volte alla settimana se non vi sono esigenze particolari, è opportuno massaggiare il bimbo con un olio, per idratarlo. Molto efficace risulta il semplice olio di mandorle dolci puro, da agricoltura biologica, dal costo contenuto. Non compratene quantità elevate, se ne consumate poco (ne bastano poche gocce): essendo privo di conservanti potrebbe irrancidire. Conservatelo in frigorifero, tranne una boccettina pronta all&#8217;uso.</p>
<p>In alternativa consigliamo l&#8217;olio specifico per bimbi della Weleda, meno economico, o altro olio di pari qualità e sicurezza. I prodotti Weleda si trovano nei negozi biologici, in alcune farmacie, in molti siti internet.<br />
Precisiamo che non siamo sponsorizzati da Weleda: ne consigliamo i prodotti perchè la linea bimbo è ottima. Preferiamo acquistare e consigliare marche alternative ai prodotti tradizionali, coscienti di quanto questi ultimi siano dannosi per i bimbi.</p>
<p>Molte mamme sono poco propense ad usare semplici metodi casalinghi e preferiscono comprare prodotti confezionati; è necessario pertanto un accenno sui mineral oil, di cui purtroppo abbondano i prodotti per bimbi &#8211; e adulti.</p>
<p><strong>• PETROLATUM, PARAFFINUM LIQUIDUM, MINERAL OIL<br />
</strong><br />
Sono derivati dalla raffinazione del petrolio, inquinanti, non biodegradabili, recentemente inseriti dalla direttiva europea tra i cancerogeni di classe II.<br />
Il paraffinum liquidum in particolare, non è realmente un derivato ma piuttosto una sua frazione, nella pratica “e’ petrolio”.<br />
Ci interessiamo alla paraffina liquida, o olio di paraffina, poiché è presente in molti prodotti (soprattutto della Johnson&#038;Johnson &#8211; avete presente l’Olio Baby?). La paraffina è stata dichiarata cancerogena dalla comunità europea; tuttavia a causa di un cavillo (è cancerogena per via delle impurità contenute, ma se un produttore sostiene che la sua è pura, può inserirla nel cosmetico) è ancora ampiamente utilizzata. Per quale motivo? Costa poco e non irrancidisce.<br />
Nel prodotto ricopre la funzione di condizionante, solvente, emolliente.<br />
Poiché non e’ possibile aggiungere materialmente acqua alla pelle, infatti, l’unico potere idratante esercitato da un cosmetico è limitare l’evaporazione dell’acqua presente sulla sua superficie, la paraffina “idrata” formando una vera barriera tra l&#8217;epidermide e l&#8217;ambiente.<br />
Tale barriera però è innaturale, composta da molecole estranee a quelle dello strato idro-lipidico della pelle (la miscela di grasso e acqua distribuita sull&#8217;epidermide che costituisce il’idratazione naturale). La traspirazione ne risulta ostacolata, i germi presenti restano intrappolati dalla paraffina e provocando irritazioni e favorendo l&#8217;acne, specialmente su pelli predisposte. Sono pertanto composti comedogenici, che creano un &#8220;tappo&#8221; sui follicoli piliferi, facendo sì che cheratina, sebo, polvere si ossidino e formando gli odiosi &#8220;punti neri&#8221;, ovvero i comedoni.<br />
Spesso l’eccesso di untuosità della pelle è causata dal petrolio e dalla sua azione di &#8220;soffocamento&#8221;: alcuni neonati soffrono di vere e proprie dermatiti da petrolatum.<br />
I prodotti per bambini sono quelli più a rischio, da questo punto di vista.</p>
<p>Ecco l&#8217;INCI del famoso olio baby johnson &#8211; DA EVITARE:<br />
paraffinum liquidum, isopropyl palmitate, parfum PPT1397</p>
<p>Lettura semplificata INCI: paraffina per la quasi totalità del prodotto (le sostanze presenti in quantità maggiore sono poste all’inizio dell’elenco), un legante/emolliente/solvente, profumo sintetico (probabilmente allergizzante)</p>
<p><strong>PULIZIA DEL SEDERINO</strong></p>
<p>Recentemente pare diventato d&#8217;obbligo pulire il sederino del bambino con fazzolettini imbevuti di sostanze &#8220;pulenti”, mentre la pratica di detergerlo con acqua è stata relegata in cantina.<br />
E’ opportuno sapere che quasi tutte le salviettine in vendita (anche quelle apposite per il bambino), sono imbibite di ingredienti [che è assolutamente incredibile che siano permessi per legge]:<br />
Questi prodotti sono causa di inquinamento per la difficoltà di smaltire i rifiuti e provocano irritazioni anche serie alla delicata pelle dei neonati. La situazione peggiora valutando le classiche creme in commercio e degenera considerando le componenti del pannolino.</p>
<p>Da queste considerazioni nasce la necessità di salvare il salvabile: bisogna ripensare le proprie abitudini, tra queste è necessario che ritorni in auge quella di PULIRE IL BIMBO CON ACQUA.<br />
Solo quando è realmente necessario, usate poco detergente o sapone delicatissimo; usandoli ad ogni cambio del bambino i troppi lavaggi seccherebbero e impoverirebbero la pelle.<br />
Poiché il bimbo dovrà essere lavato molte volte lungo la giornata, raccomandiamo di fare anche attenzione agli sprechi idrici: usate la quantità necessaria evitando di scialacquare decine di litri di acqua al giorno. Pensiamo alle riserve idriche e al mondo futuro!</p>
<p>Suggeriamo qui una possibile routine di pulizia del sederino:<br />
&#8220;Togliere il pannolino.<br />
Se il bimbo è sporco di cacca, con un fazzoletto di carta da casa e togliere il grosso (sempre con direzione da davanti a dietro).<br />
Prendere in braccio il piccolo, sdraiandolo di pancia sul braccio sinistro, o il destro se siete mancini (con la testa verso la nostra spalla).<br />
Tenete saldamente con la mano la gambina destra: in questo modo il culetto è in bella mostra.<br />
Lavarlo con la mano [non metterlo mai direttamente sotto il getto dell'acqua: basta poco a sbagliare temperatura].<br />
Solo se necessario usare pochissimo sapone naturale o detergente intimo delicato, entrambi diluiti in acqua.<br />
Se il culetto non è arrossato non mettere creme allo zinco, piuttosto olio di mandorle o girasole.&#8221;</p>
<p>Per sostituire le salviettine imbevute di prodotti chimici, utilizzate dei semplici fazzolettini imbevuti di olio di oliva, o olio di mandorla, o girasole, da aspergere sulla salviettina al momento.</p>
<p>L&#8217;olio è il prodotto migliore  per la pulizia del bimbo. Ricordate che è importante usare solo ed esclusivamente oli naturali. Sia l&#8217;olio di oliva che l&#8217;olio di mandorle o di girasole rappresentano le migliori e più economiche soluzioni, acquistateli da agricoltura biologica (costano comunque molto meno dei  prodotti di marca).<br />
In alternativa all’olio di mandorle (che irrancidisce facilmente) si possono usare olio di girasole (anche Esselunga ne ha uno bio), o olio di riso (olio di riso “Scotti” è valido, l’estrazione preserva in buona parte le qualità dell’olio, soprattutto il gamma-orizanolo). L&#8217;olio di girasole unge meno, e ha un odore meno forte.</p>
<p>Per non sprecare enormi quantità di fazzolettini di carta possiamo confezionare o comprare delle salviette di stoffa su cui si versa l&#8217;olio. Queste possono poi essere lavate e rilavate e utilizzate per eventuali futuri fratellini. E’ probabile che nel tempo sulle pezzuole l&#8217;olio lasci sulle pezzuole delle impronte, che non andranno via completamente, ma la cosa non deve spaventarci: le pezzuole sono comunque pulite e igieniche, ecologiche ed economiche.<br />
Si possono comprare pezzuole di tessuto da agricoltura biologica già fatte, nei siti ecologici o in negozi bio; oppure si possono confezionare a casa usando anche vecchi tessuti, purché siano molto morbidi: la pelle del piccolo viene facilmente irritata da tessuti granulosi e rigidi.</p>
<p>Per il bene del bebé e dell&#8217;ambiente, è importante usare le salviettine confezionate solo ed esclusivamente quando necessario (nelle trasferte o in momenti particolari) e comprarle di ottima qualità.<br />
Le salviettine biologiche costano decisamente di più di quelle tradizionali, ma se si usano solo quando necessario la spesa sarà ammortizzata dall’uso sporadico.</p>
<p>Non è facile trovare delle salviettine con degli ingredienti approvati dal biodizionario; noi consigliamo tre marche, la prima è perfetta nella totalità dell&#8217; INCI, la seconda è buona e presta attenzione anche alle fibre impiegate, la terza ha un solo ingrediente moderatamente sconsigliato all&#8217; ultimo posto dell&#8217; INCI (quindi è buona).</p>
<p>SALVIETTINE ROSENMANDEL Confezione da 80 pezzi Euro 7,69<br />
Naturalissime; il morbido foglio di cellulosa non sbiancata col cloro è imbevuto di olio di mandorle e di arachidi, e di olii essenziali di rosa, senza alcun addizionante chimico (né stabilizzatori, emulsionanti, PEG o derivati, coloranti, alcool, etc.). Tutti gli ingredienti sono giudicati consigliabili dall’accreditata rivista tedesca OEKO-TEST.</p>
<p>L&#8217;INCI è il seguente:<br />
glycine soja (olio di soja biologico-no ogm), prunus dulcis (olio di mandorla), tocopherol (vitamina E), ascorbyl palmitate, rosa canina, lecithin, glyceryl oleate, citric acid, parfum, citronellol, geraniol, linalool.</p>
<p>Sono in assoluto le migliori che abbiamo trovato, le profumazioni citronellol, geraniol, linalool sono da olii eterici e non da sostanze sintetiche; l’unico dubbio rimanente circa queste salviette è che queste essenze sono potenzialmente allergizzanti.<br />
Il glicine soia risulta a bollino rosso nel biodizionario, ma essendo assicurato NO OGM il rosso diventa un doppio verde, quindi perfetto. Lasciano un leggero strato di olio di mandorle sul sederino, idratandolo.</p>
<p>Ne consigliamo 3 confezioni per tutto il periodo-pannolino del bimbo. Se usate con accuratezza, basteranno e forse avanzeranno.<br />
Si possono trovare in alcuni negozi di prodotti bio, o sui cataloghi www.ipiccolissimi.it &#038; www.bottegadeibimbi.it</p>
<p>NATURAE’ SALVIETTE BABY da 60pz<br />
100% NATURAL BABY WIPES da 72 pz.</p>
<p>INCI: aqua, coco-glucoside glycerin (glicerina vegetale), chamomilla recutita, calendula officinalis, acid benzoic (conservante vegetale), phenoxyethanol (conservante), dehydroacetic acid (conservante).</p>
<p>Le salviette Naturaè da 60 pezzi vengono vendute da Natura Si e da Ecor a circa 5 Euro, quelle 100% Natural confezione da 72 pezzi a Eur 3,30 (acquistando il cartone da 12 confezioni si risparmia il 10%) si trovano ad esempio sul sito www.ipiccolissimi.it e attraverso tanti GAS in Italia.</p>
<p>La soluzione detergente è per entrambe la stessa, ma diversa è la composizione del tessuto:<br />
quelle a marchio Naturè sono in 100% cotone bio mentre le 100% Natural Baby sono in una fibra mista 70% lyocell (fibra interamente vegetale che si ricava dagli alberi di faggio) e 30% PLA (la stessa usata per i pannolini).<br />
I materiali tessili e le soluzioni sono certificate ICEA e di alto profilo nell’Oeko Test, inclusi i conservati contenuti.</p>
<p>L’Azienda ci informa che per un errore di stampa, su di uno stock importante di salviette 100% Natural è stata stampata, dal fornitore, una formulazione CHE NON E’ DI WIP.<br />
Una volta accortisi dell’errore, è stato deciso di applicare una etichetta con la formula giusta e le certificazioni; tuttavia alcuni stock di salviette sono stati diffusi prima che si potesse intervenire.</p>
<p>Gli unici dubbi possono restare sui 2 conservanti sintetici che vengono utilizzati per evitare il proliferare di muffe sulle fibre naturali, le quali a causa dell’umidità ed esposte all’ossigeno (quindi una volta aperto il pacchetto) possono infastidire sia per l’odore di marcio che emanano, sia per la salute, nel caso di proliferazioni batteriche.</p>
<p>Il bio-dizionario li classifica con un pallino giallo, considerando che sono in fondo alla lista degli ingredienti, quindi presenti in quantità minima, riteniamo il prodotto più che accettabile; non contengono allergeni (per es. le essenze profumate vegetali) perchè non vengono utilizzate profumazioni da oli essenziali bensì da estratti di erbe da agricoltura biologica.</p>
<p>SALVIETTINE BABY Euro 4,80 + iva (sul sito non è specificato il numero di salviettine)<br />
Rinfrescanti, ipoallergeniche, senza alcool</p>
<p>INCI: aqua, glycerin, tilia cordata, potassium sorbate, sodium cocoyl, hydrolyzed wheat protein, sodium benzoate, sodium dehydroacetate, profumo, borotalco, malva sylvestris.</p>
<p>NON CONTIENE COLORANTI<br />
*da agricoltura biologica certificata<br />
Cosmesi Bio-Ecologica AIAB<br />
Certificato ICEA n° 1T008BC-22<br />
Lotto ABC 1234</p>
<p>Si trovano su www.bottegadeibimbi.it e in alcuni negozi biologici; esiste un numero verde da chiamare per sapere se c&#8217;è un punto vendita nella propria zona.</p>
<p><strong>CREME PER IL SEDERINO</strong></p>
<p>Vanno usate quando il bambino presenta arrossamenti. In condizioni di normalità, per tenerlo idratato basta l&#8217;olio che usate dopo il bagnetto, o quello delle salviettine imbibite.</p>
<p>Le famosissime e diffuse creme allo zinco presenti sul mercato, sia da supermercato che da farmacia, non passano l&#8217;esame della naturalità del prodotto; noi ci guardiamo bene dall&#8217; usarle e quando il bimbo ne ha bisogno usiamo l’ottima crema all&#8217;ossido di zinco della Weleda.</p>
<p>La consigliamo particolarmente perchè la costituisce un&#8217;ottima alternativa alla pasta Fissan che tanti genitori vogliono avere in casa.</p>
<p>Abbiamo trovato anche una buona pasta in vendita nei supermercati, ad esempio all’Auchan:</p>
<p>Pilogen carezza &#8211; Bio bio Baby Pasta all&#8217;ossido di Zinco. 150ml prezzo: 7.80 €<br />
Con Burro di Karitè, Olio di Riso, Olio di Mandorle, Bisabololo, Vitamina E, Ossido di Zinco al 15% ed estratto biologico di Calendula.</p>
<p>La sua ricca formulazione e la sua consistenza creano un sottile strato impermeabile che protegge il sederino dei piccoli dal contatto col pannolino bagnato; è ideale anche per tutte le zone del corpo arrossate. E’ un’alternativa ottimale alle solite paste all’ossido di zinco, piene di petrolati (controllate l’INCI delle normali creme per accorgervene).</p>
<p>DA EVITARE : PASTA FISSAN; se ne trova di due tipi:</p>
<p>PASTA FISSAN &#8216;CLASSICA&#8217; (la produce Sara Lee)<br />
INCI: lanolin, petrolatum, aqua, paraffinum liquidum, zinc oxide, cetearyl alcohol, hydrated silica, tocopheryl acetate, linseed acid, panthenol, bisabobol, chamomilla recrutita extract, parfum, maltodextrin, hydroxycitronellal, silica, linalool, coumarin, BHT, phenoxyethanol, methylparaben, propylparaben.</p>
<p>PASTA FISSAN &#8216;DELICATA&#8217;<br />
INCI: aqua, zinc oxide, paraffinum liquidum, petrolatum, metoxy PEG-22/dodecylglycol copolymer, propylene glycol, PEG-22/dodecyl glycol copolymer, hydrated silica, cetyl palmitate, hydroxyoctacosanyl hydroxystearate, lanolin, allantoin, tocopheryl acetate, linseed acid, panthenol, bisabobol, chamomilla recrutita extract, parfum, zinc sulfate, maltodextrin, citric acid, silica, methylparaben, propylparaben.</p>
<p>Lettura semplificata INCI: trattasi di qualche spuzzatina qui è la di estratto di camomilla e bisabobol in un mare di petrolio.<br />
Gli ingredienti principali sono derivati del petrolio, che formano un film-barriera a scapito della normale &#8216;respirazione&#8217; dell&#8217;epidermide. Altri ingredienti sono di origine sintetica, scarsamente biodegradabili. Il tutto è condito con estratti naturali, che si trovano alla fine dell’INCI, presenti quindi in scarse quantità immersi in sostanze sulla cui natura ed effetti nutriamo seri dubbi.</p>
<p><strong>PRODOTTI VERDI CONSIGLIATI, in vendita anche nei SUPERMERCATI</strong></p>
<p>Alcune mamme del forum Promiseland hanno nel tempo cercato e selezionato dei prodotti reperibili nei supermercati, dagli INCI verdi e affidabili.<br />
Per non allungare questo documento in modo spropositato non inseriamo gli INCI di tutti i prodotti. Potete però trovarli e verificare che nel tempo non siano cambiati, cercandoli nel topic laboratorio: http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=21236&#038;postdays=0&#038;postorder=asc&#038;start=0</p>
<p>Prodotti Bio Bio Baby (Pilogen carezza): si trovano anche all’Auchan.</p>
<p>Pilogen Carezza &#8211; Bio bio Baby Pasta all&#8217;ossido di Zinco.<br />
E’ un’alternativa ottima alle solite paste all’ossido di zinco, piene di petrolati.</p>
<p>Pilogen Carezza Bio Bio Baby Sapone Liquido<br />
E&#8217; un detergente con ingredienti ottimi, molto valido.</p>
<p>Pilogen Carezza Bio-Bio Baby Olio Detergente Emolliente<br />
Olio detergente viso &#8211; corpo. Un insieme di oli e burro, senza aggiunte “inquinanti”.</p>
<p>Tutti questi prodotti Pilogen più altri della stessa linea:</p>
<p>Bio-Bio Baby Amido di Riso</p>
<p>Bio-Bio Baby Bagno Shampoo</p>
<p>Bio-Bio Baby Crema Lenitiva</p>
<p>Bio-Bio Baby Latte Detergente Emolliente</p>
<p>potete trovarli in vendita anche su un ottimo sito che vende solo prodotti naturali.</p>
<p>http://www.saicosatispalmi.com</p>
<p><strong>PER BIMBI PIU’ GRANDI</strong></p>
<p>Quando i bimbi sono più grandi e si sporcano di ogni cosa, non è sufficiente usare l’amido di mais; serve un vero detergente, ma è comunque importante che sia naturale.<br />
Consigliamo le semplici saponette naturali da agricoltura biologica, evitando qualunque bagnoschiuma il cui INCI non sia riconosciuto più che naturale. Le saponette sono molto più economiche dei bagnoschiuma.<br />
Sono anche più ecologiche perché sono solide, il che significa: imballaggi ridotti, riciclabili perchè in cartone (niente plastica); inoltre essendo solide possono derivare solo da olio e soda caustica. Invece i saponi liquidi, per essere tenuti nella formulazione “a miscela, fluido”, richiedono necessariamente altre sostanze.</p>
<p>Segnaliamo un bagnoschiuma che si può trovare nei supermercati, con un ottimo INCI e dal costo contenuto:</p>
<p>si tratta di &#8220;Baby Mild bagnoschiuma emolliente&#8221;, in vendita presso supermercati come LIDL ed altri; da non confondere con &#8220;Baby Mild Balsamo Detergente&#8221;, non altrettanto &#8220;verde&#8221; nell&#8217;INCI.</p>
<p>qui si può vedere il baby mild bagnoschiuma (quello da prendere)</p>
<p>http://www.ciao.it/Baby_Mild_bagnoschiuma_emolliente__637442</p>
<p>mentre qui si può vedere il baby mild balsamo (quello da evitare)</p>
<p>http://www.ciao.it/Baby_Mild_Balsamo_Detergente__659338</p>
<p>Segnaliamo l&#8217;INCI di questo prodotto, poiché nel tempo le case possono cambiare le formulazioni; verificate che gli ingredienti non siano diversi, e magari meno naturali.</p>
<p>INCI: aqua, lauryl glucoside, cocamidopropyl betaine, disodium cocoamphodiacetate, sodium chloride, parfum, sodium benzoate, citric acid, hydrolyzed wheat gluten, coco-glucoside, glyceryl oleate, niacinamode, potassium sorbate.</p>
<p>Questo bagnoschiuma può essere usato anche come shampoo, ma poiché brucia a contatto con gli occhi si consiglia di stare molto attenti con i bimbi. Via libera per l&#8217;uso da parte dei grandi.</p>
<p><strong>TELINI IMPERMEABILI PER IL CAMBIO PANNOLINO</strong></p>
<p>Inutile dire che ci auguriamo che tutti si impegnino ad evitare i telini usa e getta il più possibile, come ogni altro prodotto usa e getta. È facilissimo sostituirli con pezze di stoffa &#8211; anche vecchi lenzuoli semplicemente orlati &#8211; da appoggiare sul fasciatoio e da portarsi anche in giro. In caso di trasferte su divani altrui è opportuno avere un pezzo di cerata da mettere sotto al telo.</p>
<p><strong>VESTITINI</strong></p>
<p>E&#8217; importante che i vestiti dei bimbi siano il più possibile &#8220;puliti&#8221; per quanto riguarda l&#8217; inquinamento sia dei componenti &#8211; tessuti e coloranti &#8211; sia dei detersivi usati per lavarli.<br />
Per quanto riguarda i detersivi la soluzione è banale: usatene la quantità minima possibile, e se possibile scegliete detersivi ecologici.<br />
Evitate assolutamente l&#8217;ammorbidente a meno che sia biologico: quelli tradizionali sono altamente allergenici e irritanti. Potete sostituirli efficacemente con 100ml di aceto bianco o 100ml di una soluzione di acido citrico e acqua (100-150 gr. di acido citrico in un litro d&#8217;acqua) da mettere nella vaschetta dell&#8217;ammorbidente. L’aceto bianco è più blando dell’acido citrico, ma assolve bene alla funzione ammorbidente e non lascia odore sui panni asciutti. L’acido citrico è più efficace, ma a volte difficile da reperire. In questa discussione ci sono informazioni su dove e come trovarlo http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=21686</p>
<p>Evitate tutti gli igienizzanti sbiancanti che contengono perborato (cercate quelli che contengono percarbonato).<br />
Evitate di utilizzare quantità industriali di igienizzanti: non servono e creano danno ambientale.</p>
<p>Ulteriori e dettagliate informazioni sui detersivi tradizionali, ecologici e fai da te, sono disponibili sul sito www.biodetersivi.altervista.org<br />
ove potete scaricare gratuitamente un manuale di 47 pagine e una semplice scheda pratica di 7 pagine.</p>
<p>Esistono in commercio vestiti ecologici. Si trovano nei negozi specifici e in siti internet specializzati.<br />
Ecologici sono anche i vestiti riciclati: i molteplici lavaggi hanno già eliminato la tossicità dei tanti prodotti tossici usati per confezionarli.<br />
Abbiate solo cura di lavarli un paio di volte se chi ve li ha prestati usa detersivi tradizionali, ammorbidenti e igienizzanti: usate la sola acqua per sciacquarli perfettamente dai residui nocivi.</p>
<p>Scegliete vestiti di fibre naturali, scartate quelli sintetici, quelli con applicazioni di materiali sintetici o stampe di plastica.<br />
Più colori e più applicazioni sui vestiti significano più lavorazioni e più inquinamento.<br />
Più il vestito è neutro, anche nel colore, meno è inquinato e inquinante.</p>
<p>Esistono in alcune catene di supermercati (es. esselunga, oviesse e altri ) dei vestiti dal costo contenutissimo &#8211; 6 euro una maglietta estate 2007 12 mesi, e 6,50 euro una tutina estiva 12 mesi- con il MARCHIO FIDUCIA NEL TESSILE OEKO TEX test sostante nocive.<br />
Si riconoscono per questa scritta e per un logo arcobaleno. Sono prodotti con una certificazione seria e affidabile, e dal costo veramente contenuto.</p>
<p>Lavate comunque e sempre i vestitini un paio di volte prima di farli indossare al bimbo; idem per copertine, lenzuolini e tutti i tessuti nuovi con cui il bimbo viene a contatto.</p>
<p>E&#8217; da notare come già dai 9-12 mesi, i vestiti per maschi e femmine siano fortemente differenziati: prima di questa età in genere si distinguono solo per il colore (rosa o azzurro); per il resto spesso si possono utilizzare gli stessi vestiti per maschi e femmine.<br />
Dai 9-12 mesi in avanti avviene uno strano fenomeno: non abbiamo più a che fare con vestiti per bambini, bensì con abiti per piccole signorine e piccoli ometti; quasi tutti quelli da bimba sono improponibili per i maschi, mentre quelli da bimbo sono troppo maschili per le femmine. Questa imposizione commerciale sembra fatta apposta per costringerci a comprare più vestiti… e c’è inoltre da chiedersi se è corretto costringere i bambini a identificarsi e differenziarsi così fortemente fin dai primi mesi.</p>
<p>Un modo di aggirare queste imposizioni è comprare vestiti semplici, tipo tute, jeans, felpette, polo e altri capi che possono essere unisex (purché ovviamente la mamma non tenga eccezionalmente a far indossare a sua figlia solo vestiti evidentemente femminili).<br />
L&#8217;altra possibilità è comprare le cose da alcuni marchi ecologici:<br />
lotties produce capi molto spartani, solo con cotone che cresce già colorato in pianta (dunque panna, beige, marroncino, verdolino); sono capi carini, semplici, che vanno bene un po’ per tutti. www.lotties.it<br />
otic, che troviamo stupenda (per qualità ed estetica) ha prezzi ottimi e fa tutto molto colorato (con colori vegetali o minerali, esenti da sostanze tossiche, e cotoni da agricoltura biologica); anche qui molti abiti possono andare bene per entrambi i sessi www.oticbiotex.it</p>
<p><strong>MAGLIE ALLATTAMENTO</strong></p>
<p>Esistono in commercio praticissime maglie da allattamento per le mamme: consistono di una parte superiore che può essere sollevata scoprendo il seno, senza dover togliere la maglia e quindi prendere freddo. Sono utilissime per allattamento in pubblico, però sono un po’ care. Per risparmiare si possono utilizzare cannotiere con le spalline sottili (in vendita a poco prezzo), da indossare sotto le normali magliette; al momento dell&#8217;allattamento si solleva la maglia e si sposta la canottiera sottostante, in modo da liberare prima un seno e poi l&#8217;altro.</p>
<p><strong>PANNOLINI MONOUSO</strong></p>
<p>Informazioni più ricche e articolate potremo darle in seguito; stiamo completando la stesura di un manuale sui pannolini per bambini, dove si potranno trovare precise e testate informazioni sui vari tipi di pannolini: dai tradizionali, ai monouso ecologici, ai pannolini di stoffa, fino ad arrivare a parlare dei metodi naturali per aiutare il bimbo a lasciare il pannolino nei giusti tempi, ovvero intorno ai 2 anni, e non ai 3 -4 attualmente in voga.</p>
<p>Per visionare il laboratorio e partecipare ai lavori:<br />
Forum Promiseland</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?p=160936#160936</p>
<p>Per leggere la bozza in continuo aggiornamento:<br />
Forum Promiseland</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=21068&#038;start=0</p>
<p>Per chiedere informazioni sul manuale completo e recapiti per scaricarlo (quando sarà pronto), scrivete a:<br />
quinta.cosa.sacra CHIOCCIOLA gmail.com</p>
<p>Per chi fosse interessato ad acquistare i pannolini biologici monouso, segnaliamo che in Italia le due marche più conosciute sono wip con naturaè e moltex; il costo per pannolino è pressocché identico, la differenza è che Naturaè è biodegradabile ed ecosostenibile per circa l&#8217;80%, Moltex lo è per circa il 20%.<br />
Delle varie altre proposte da mercati anche esteri non abbiamo trovato pannolino con caratteristiche migliori di Naturaè.</p>
<p><strong>LIBRI</strong></p>
<p>Un libro interessantissimo per genitori in attesa:<br />
LA COMUNICAZIONE E IL DIALOGO DEI 9 MESI di G.Ferrari ed. Mediterranee</p>
<p>Un libro da leggere prima del concepimento e durante la gravidanza:<br />
AMARLO PRIMA CHE NASCA di Relier Jean Pierre ed. Le Lettere</p>
<p>Due libri sul parto naturale<br />
IL BEBE&#8217; E&#8217; UN MAMMIFERO<br />
ECOLOGIA DELLA NASCITA entrambi di M. Oden Red Edizioni</p>
<p>Il prezioso libro sull&#8217;allattamento di La Leche League, acquistabile presso gli incontri di zona della lega, o sul sito</p>
<p>http://www.lllitalia.org/Sito/Pubblicazioni.html</p>
<p>L&#8217;ARTE DELL&#8217;ALLATTAMENTO MATERNO</p>
<p>L&#8217;arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici<br />
SHANTALA di Frédérick Leboyer ed. Sonzogno</p>
<p>Un libro interessantissimo sul metodo &#8220;senza pannolino&#8221;. Si acquista o sul sito di AAM Terra nuova, o nei Naturasì, o in altri negozi di prodotti biologici.<br />
SENZA PANNOLINO Ed. AAM Terra Nuova</p>
<p><strong>FORUM E SITI WEB</strong></p>
<p>Forum di aiuto e discussione per genitori, dal concepimento in avanti:</p>
<p>Forum ANEP &#8211; Associazione Nazionale Educazione Prenatale</p>
<p>http://anep.forumfree.net/</p>
<p>Forum CONSAPEVOLMENTE</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/</p>
<p>Forum PROMISELAND</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=9</p>
<p>PARTO NATURALE E SOSTEGNO ALL&#8217;ALLATTAMENTO</p>
<p>http://www.lllitalia.org/Sito/Home.html</p>
<p>La missione de La Leche League International è aiutare le madri di tutto il mondo ad allattare al seno attraverso il supporto di altre madri che hanno allattato, l&#8217;incoraggiamento, l&#8217;informazione e l&#8217;educazione, e di promuovere una migliore comprensione dell&#8217;allattamento al seno come elemento centrale per lo sviluppo e la salute del bambino e della madre. La Leche League produce opuscoli informativi e libri sull&#8217;allattamento al seno e gli argomenti connessi (svezzamento, alimentazione ecc.); inoltre organizza incontri (anche in Italia) in cui le madri possono confrontarsi o approfondire la questione con l&#8217;aiuto di un esperto, e fornisce contatti con consulenti specialisti di allattamento al seno. Tutto ciò che la Lega offre può essere trovato nel suo sito web (sezione italiana)</p>
<p>GRUPPO DI DISCUSSIONE SUL PARTO NATURALE</p>
<p>http://it.groups.yahoo.com/group/partonaturale/.</p>
<p>SITO WEB &#8220;CRESCERE SENZA PANNOLINO<br />
Educazione assistita al vasino precoce www.evassist.it</p>
<p>MAILING LIST GRUPPO &#8220;SENZA PANNOLINO http://it.groups.yahoo.com/group/senzapannolini/</p>
<p>COME PREPARARE IL SENO ALL&#8217;ALLATTAMENTO<br />
Un thread per capire se il seno và trattato o meno con prodotti e sfregamenti specifici</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/viewtopic.php?t=991</p>
<p>SITO DI INFO UTILI<br />
Un interessantissimo sito che offre link e informazioni su:<br />
gravidanza, parto, allattamento, educazione e motricità, pannolini riutilizzabili, portare i bebè, vendita prodotti, gruppi di discussione</p>
<p>http://larbreabebes.it.free.fr/linkfin.htm</p>
<p>SITO INTERESSANTISSIMO SUL FAI DA TE PRODOTTI BIMBO</p>
<p>http://larbreabebes.it.free.fr/</p>
<p>é fatto con i menu &#8220;a tendina&#8221;, perciò sarebbe troppo dare i link delle varie sezioni. Ne segnaliamo qualcuno per comodità:</p>
<p>http://larbreabebes.it.free.fr/c_pasapas.htm realizzazione passo dopo passo dei pannolini in stoffa. http://larbreabebes.it.free.fr/c_materiale.htm che materiale usare<br />
http://larbreabebes.it.free.fr/c_galleria.htm galleria foto pannolini fai da te<br />
http://larbreabebes.it.free.fr/a_cuscinoprima.htm realizzare un cuscino da allattamento</p>
<p>IL CREATIVO ANGOLO DELLA SARTA</p>
<p>Comprando svariati prodotti bimbo, ci siamo presto accorte di quanto possa essere semplice cucirne alcuni in casa, o farseli cucire dalla sarta. Il mercato è ricco di proposte interessanti, ma i costi sono spesso folli!<br />
Abbiamo quindi deciso di sfoderare le nostre arti &#8211; anche quando parecchio scarse! – e ci siamo divertite a creare oggetti utili e a condividere informazioni e consigli. Ci auguriamo che questo laboratorio nel tempo cresca sempre più, con nuovi esperimenti e soluzioni:</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/viewtopic.php?t=1294&#038;start=0</p>
<p><strong>NOTIZIE UTILI</strong></p>
<p>ASSORBENTI DI STOFFA PER DONNA &#038; MOON CUP</p>
<p>Forum Consapevolmente</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/viewtopic.php?t=540</p>
<p>Forum Promiseland</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=20619</p>
<p><strong>GRUPPO MONDO NUOVO</strong></p>
<p>http://biodetersivi.altervista.org/</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>OIL NON OIL AI SEMI DI LINO (fortificante per capelli)</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/07/27/oil-non-oil-ai-semi-di-lino-fortificante-per-capelli.htm</link>
		<comments>http://www.erbaviola.com/2007/07/27/oil-non-oil-ai-semi-di-lino-fortificante-per-capelli.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 11:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a tutti per i messaggi tra l&#8217;ironico e il preoccupato per la mia assenza! Non mi sono &#8220;squagliata nel caldo nell&#8217;orto&#8221; come ha vociferato qualcuno e non sono (sigh!) andata in vacanza come ipotizzavano altri. Mi sono presa un po&#8217; di tempo come avevo preannunciato, per fare qualche lavoretto tecnico sul sito, sul server, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img title="linum_semidilino.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/linum_semidilino.jpg" alt="linum_semidilino.jpg" width="450" height="340" border="0" /></div>
<p>Grazie a tutti per i messaggi tra l&#8217;ironico e il preoccupato per la mia assenza! Non mi sono &#8220;squagliata nel caldo nell&#8217;orto&#8221; come ha vociferato qualcuno <img src="http://www.vocinelweb.it/faccine/lingua/30.gif" alt="" /> e non sono (sigh!) andata in vacanza come ipotizzavano altri. Mi sono presa un po&#8217; di tempo come avevo preannunciato, per fare qualche lavoretto tecnico sul sito, sul server, per inventarmi qualcosa di nuovo e fare qualche cosa terribilmente web coool. Mi piace l&#8217;idea di fare qualcosa di terribilmente web-cool ma non ho più idea di cosa sia cool sul web da quando Wired ha smesso di essere cool.</p>
<p>Intanto che lavoricchiavo sulla parte tech, però si sono accumulati i tutorial, le notizie, le segnalazioni e &#8230;arrivata a 50 bozze ho detto basta: ritorno un attimo alla vecchia grafica, posto quel che devo e ce migreremo poi insieme verso la nuova versione, che spero sarà pronta presto &#8211; lavoro permettendo.</p>
<p>Allora parto con una delle bozze che mi ero salvata. Sono mesi ormai che uso l&#8217;<strong>oil-non-oil prodotto da me</strong>, a base di semi di lino. Sono entusiasta, i capelli sono morbidissimi, luminosi e mi sembrano anche più forti rispetto a prima. Zero doppie punte. <img src="http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/61.gif" alt="" /></p>
<p>Anni fa usavo l&#8217;Oil non oil della Bilba che funzionava ma ungeva ovunque, rovinava i vestiti e non parliamo di cosa c&#8217;è dentro!! <img src="http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/45.gif" alt="" /> petrolati e derivati animali ! Inoltre avevo notato una progressiva perdita dei capelli che alla fine stavano in ordine solo con questo prodotto&#8230; una schiavitù in pratica! Poi ho trovato un Oil non oil ai semi di lino di erboristeria, che come componenti era simile, un po&#8217; meno peggio e un po&#8217; meno unto ma eravamo lì. Alla fine sentendo parlare di chi si autoproduce il gel ai semi di lino, ho fatto qualche tentativo e sono riuscita a creare l&#8217;oil non oil ai semi di lino!</p>
<p><strong>OIL NON OIL E GEL AI SEMI DI LINO </strong></p>
<p><strong>Vantaggi:<br />
</strong></p>
<ol>
<li><strong> 100% naturale</strong></li>
<li>ammorbidente</li>
<li>capelli ricci in ordine, gli dai la piega che vuoi</li>
<li>capelli non unti e non rigidi come con il gel</li>
<li>i capelli restano mediamente lucidi, ma in modo naturale, no effetto bagnato</li>
<li>alla mattina lo metti, sistemi i capelli e hai fatto un trattamento quotidiano rinforzante&#8230; più di così!</li>
<li>gli dai la profumazione che preferisci</li>
<li>si conserva fino a 15-20 gg in frigo</li>
<li>super-economico: con una confezione da 500 gr di semi di lino vengono 3 litri di oil non oil, il tutto sui 3-4 euro! Usandone 50 gr alla volta, come da ricetta, io che ho i capelli molto lunghi spendo sui 3 euro ogni 2 mesi.</li>
<li>si può anche fare tutto in una volta e conservare congelato, magari già a cubetti monouso</li>
<li>ottimo anche per impacchi nutrienti</li>
</ol>
<p><strong>Ingredienti e attrezzi:</strong></p>
<ul>
<li>50 gr di semi di lino (si trovano da NaturaSì, nei negozi di alimentazione biologica anche online)</li>
<li>acqua</li>
<li>2 pentolini preferibilmente in acciaio</li>
<li>1 colino a trama fitta, possibilmente un po&#8217; grande</li>
<li>1 cucchiaio di legno</li>
<li>barattoli/vasetti per conservare</li>
</ul>
<table width="100%" border="0" cellspacing="5" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="150"><a onclick="ps_imagemanager_popup(this.href,'oilnonoil03.jpg','400','300');return false" onfocus="this.blur()" href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/oilnonoil03.jpg"><img title="oilnonoil03.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/.thumbs/.oilnonoil03.jpg" alt="oilnonoil03.jpg" width="150" height="113" align="bottom" border="0" /></a></td>
<td>Mettere a bagno 50 gr di semi di lino in un pentolino di acqua per una notte. Lasciarli a bagno direttamente dentro nel colino cosa che in seguito faciliterà molto le operazioni.</td>
</tr>
<tr>
<td><a onclick="ps_imagemanager_popup(this.href,'oilnonoil04.jpg','400','300');return false" onfocus="this.blur()" href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/oilnonoil04.jpg"><img title="oilnonoil04.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/.thumbs/.oilnonoil04.jpg" alt="oilnonoil04.jpg" width="150" height="113" align="bottom" border="0" /></a></td>
<td>La mattina dopo troverete una situazione come quella nella foto: i semi hanno fatto il gel naturale che è in gran parte attaccato ai semi e in una piccola parte nell&#8217;acqua. Prendere il colino e posizionarlo con tutti i semi nel secondo pentolino, poi versare un po&#8217; di liquido dell&#8217;ammollo, sui semi e attendere che scenda filtrato nel pentolino. Aiutarsi eventualmente girando il contenuto del colino con un cucchiaio di legno. Ripetere finché non si è esaurito tutto il liquido.</td>
</tr>
<tr>
<td><a onclick="ps_imagemanager_popup(this.href,'oilnonoil05.jpg','400','300');return false" onfocus="this.blur()" href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/oilnonoil05.jpg"><img title="oilnonoil05.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/.thumbs/.oilnonoil05.jpg" alt="oilnonoil05.jpg" width="150" height="113" align="bottom" border="0" /></a></td>
<td>A questo punto abbiamo un composto mediamente viscoso come quello in foto. Far andare a fuoco lento per 5 minuti, senza che bolla. Se tende a bollire abbassare la fiamma. In questo tempo, girare il composto con il cucchiaio di legno così da finire la cottura al grado di viscosità desiderato. Più si fa evaporare acqua, più tende a diventare gel. Al termine lasciar raffreddare e aggiungere la profumazione desiderata. E&#8217; consigliabile utilizzare poche gocce di oilo essenziale naturale (non le profumazioni spacciate come oli essenziali sulle bancarelle, mi raccomando!) oppure, come faccio io, poche gocce di acqua di colonia naturale. Io ne uso una alla magnolia, naturale al 100%, se ne trovano facilmente nei negozi di alimentazione biologica e in erboristeria.</td>
</tr>
<tr>
<td><a onclick="ps_imagemanager_popup(this.href,'oilnonoil02.jpg','400','397');return false" onfocus="this.blur()" href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/oilnonoil02.jpg"><img title="oilnonoil02.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/.thumbs/.oilnonoil02.jpg" alt="oilnonoil02.jpg" width="150" height="149" align="bottom" border="0" /></a></td>
<td>Invasare utilizzando barattoli in vetro o contenitori tipo dosatore. Io la conservo in un barattolo di vetro in frigorifero e ne metto poca alla volta nel dosatore dell&#8217;Oil non oil famoso. Ovviamente tengo anche quest&#8217;ultimo in frigo.</td>
</tr>
<tr>
<td>E i semi idratati rimasti ??</td>
<td>Li avete solo sciacquati, operazione che si fa per&#8230; fare i germogli! Procedete con la germogliazione, i germogli di semi di lino sono ricchissimi! Oppure metteli nel compost, lo arricchiranno nello stesso modo. I semi di lino contengono elevate quantità di acidi grassi polinsaturi, mucillagini, proteine, minerali, vitamine B1, B2, E<br />
Il lino regolarizza i processi intestinali ed è utilissimo in caso di affezioni dell&#8217;apparato gastroenterico (i semi da soli non devono pero&#8217; essere assunti in caso di occlusione intestinale e appendicite, meglio i germogli).</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>UNA PIZZA DA PRIMATO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/07/11/una-pizza-da-primato.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 15:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[donne dududù]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Ridendoci sopra...]]></category>
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		<description><![CDATA[Stasera ho fatto la pizza. Sento che sto per morire, lascio quest&#8217;ultimo messaggio. Una prece. La pizza di stasera raggiunge il punteggio pieno del post-pizzata di qualità ovvero: sete boia, pesantezza, sete boia, rutti, sete boia, senso di pienezza, sete boia, sonnolenza. Contemporaneamente ha raggiunto anche il punteggio massimo della fetenzia nel durante-pizza: mollicciosa, troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera ho fatto la pizza.</p>
<p>Sento che sto per morire, lascio quest&#8217;ultimo messaggio. Una prece.</p>
<p>La pizza di stasera raggiunge il punteggio pieno del post-pizzata di qualità ovvero: sete boia, pesantezza, sete boia, rutti, sete boia, senso di pienezza, sete boia, sonnolenza. Contemporaneamente ha raggiunto anche il punteggio massimo della fetenzia nel durante-pizza: mollicciosa, troppo salata, troppo pomodoro, olive di gomma e in generale una pizza di gusto insoddisfacente ma senza riuscire a fare veramente schifo (cosa che avrebbe fermato dal mangiarla evitando così il tremendo post-pizza).</p>
<p>Se sopravvivo alla notte, domani finisco di sistemare questo sito. Burp.</p>
<p>p.s.</p>
<p>Le supposizioni:</p>
<p>1. hanno messo qualcosa nell&#8217;acqua dell&#8217;acquedotto<br />
2. sono impazzita e in un raptus ci ho inserito ingredienti a caso tra i quali gomma di guaranà e cicuta<br />
3. dobbiamo cambiare il forno (questa è la supposizione di Wiz che però sa la differenza tra il forno e la lavastoviglie a grandi linee)<br />
4. mi devo prendere una vacanza</p>
]]></content:encoded>
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		<title>COMINCIARE ORTO E BALCONE A GIUGNO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/06/21/cominciare-orto-e-balcone-a-giugno.htm</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 09:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto mi sento dire &#8220;Eh, mi piacerebbe fare l&#8217;orto ma per quest&#8217;anno non sono in tempo&#8221;. Davvero? E in base a cosa? Partiamo da una verità assoluta: l&#8217;orto si può cominciare in qualsiasi momento dell&#8217;anno. Certo, non si possono coltivare pomodori pakino in piena terra a gennaio o pretendere le melanzane sul balcone a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="erbearomatiche.jpg" alt="erbearomatiche.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/orto_biologico/erbearomatiche.jpg" /></div>
<p>Ogni tanto mi sento dire &#8220;Eh, mi piacerebbe fare l&#8217;orto ma per quest&#8217;anno non sono in tempo&#8221;.</p>
<p>Davvero? E in base a cosa?</p>
<p>Partiamo da una verità assoluta: <strong>l&#8217;orto si può cominciare in qualsiasi momento dell&#8217;anno.</strong> Certo,  non si possono coltivare pomodori pakino in piena terra a gennaio o pretendere le melanzane sul balcone a dicembre, ma questo è il ciclo vitale delle piante. Ogni stagione ha i suoi ortaggi, <strong>ogni mese porta nuove semine come nuovi raccolti.</strong></p>
<p>A chi quindi vuole cominciare ora un orto o vuole cominciare a coltivare qualcosa sul balcone, suggerisco quanto segue.<span id="more-175"></span></p>
<p><strong>1) Tenersi stretto il proprio entusiasmo e guardare con pietà chi sentenzia &#8216;non è più stagione&#8217;.</strong> I veri orticoltori e i vecchi contadini non lo direbbero mai <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Quindi siete solo di fronte a qualche millantatore che al massimo legge qualche rivistina patinata di giardinaggio. Ignoratelo.</p>
<p><strong>2) Se fate un orto in piena terra</strong>, leggete le due schede: <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/orto-bio-come-fare/">come fare l&#8217;orto biologico</a>  e <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/orto-bio-come-fare/6-giugno/">I lavori di giugno</a></p>
<p><strong>3) Se volete un orto sul balcone</strong>, leggete le due schede: <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/come-fare-un-orto-sul-balcone/">come fare l&#8217;orto sul balcone</a> e  <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/orto-bio-come-fare/6-giugno/">I lavori di giugno</a></p>
<p><strong>4) Non spendete lo stipendio in vasi, seminiere ecc</strong>. Molte cose si recuperano, per esempio con <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/04/28/semi-vasi-riciclaggi-seminiere-serrette-e-affini.htm">qualche riciclaggio</a></p>
<p><strong>5) Se volete a tutti i costi anche piante che andavano piantate nei mesi precedenti, come i pomodori o i fagiolini</strong>, potete prenderli già cresciuti in un vivaio. 6 piante di pomodoro costano dai 2 ai 5 euro, i fagiolini fino a 4 euro. Se abitate in città, potete ordinarle a un fiorista di fiducia o prevedere una gita di sabato/domenica in una mostra di piante, al momento ce ne sono moltissime in giro per l&#8217;Italia&#8230; se ne scegliete una che abbia in programma espositori con le erbe aromatiche, facilmente avranno anche altre orticole come pomodori, peperoni ecc. Per tutto cio&#8217; che c&#8217;è da seminare (vedi scheda del mese) basta comprare una bustina di semi in vivaio o al supermercato (Coop e Esselunga ne sono fornite), al Castorama, Brico, da Leroy Merlin oppure ordinarle online, ci sono moltissimi siti che ne vendono. Certo, il meglio è qualche fiera del consumo consapevole ma non sempre ci sono quando viene voglia di mettersi al lavoro <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong> 6) Se non vi sentite ancora pronti, non avete tempo, temete di spendere inutilmente tanti soldi&#8230; </strong>bastano tre vasetti con qualche aroma per la cucina per testare il vostro grado di affinità con le piante (vedi foto) e potrete sempre cominciare un orto nei mesi futuri, quando vi sentirete più pronti. Intanto, innaffiare tre vasetti non sarà un impegno pressante e la soddisfazione di usare il vostro basilico e la vostra salvia vi ricompenserà abbondantemente.</p>
<p><strong>7) Guardate con distaccata superiorità chi vi dice che non si può fare l&#8217;orto adesso e con amorevole cura le vostre piantine</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>FESTA DELLE ERBE NEL BORGO DI ROLLO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/06/17/festa-delle-erbe-nel-borgo-di-rollo.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 04:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei pressi di Andora (IM) c&#8217;è un bellissimo piccolo borgo, arrampicato su un dirupo. Ieri ha ospitato la Festa delle Erbe . Piccolina, contenuta ma di grande qualità. Sicuramente un ottimo esempio di biodiversità. Moltissime le piante in vendita escluse o bistrattate dal commercio di massa, tra cui la stevia, la canapa sativa per usi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="rollofestaerbe2007_1.jpg" alt="rollofestaerbe2007_1.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/orto_biologico/rollofestaerbe2007_1.jpg" /></div>
<p>Nei pressi di Andora (IM) c&#8217;è un bellissimo piccolo borgo, arrampicato su un dirupo. Ieri ha ospitato la <a target="_blank" href="http://lnx.festadelleerbe.net/jo/index.php">Festa delle Erbe</a> . Piccolina, contenuta ma di grande qualità. Sicuramente un ottimo esempio di biodiversità. Moltissime le piante in vendita escluse o bistrattate dal commercio di massa, tra cui la <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stevia_rebaudiana">stevia</a>, la <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cannabis_sativa">canapa sativa</a> per usi alimentari, una ventina di qualità di salvie e altre piante officinali che non ero mai riuscita a vedere dal vero.<br />
Non essendo una fiera di massa, c&#8217;era tempo e spazio per una chiacchiera con gli espositori, un consiglio sul come coltivarle e soprattutto tanta passione.<span id="more-172"></span></p>
<p>C&#8217;è la salvia che ha foglie larghe come quelle della camelia e che, spiega il venditore, si mangiano fritte e si gonfiano come cotolette. C&#8217;è la stevia, che si usa al posto dello zucchero ma che è illegale vendere come zucchero, grazie alla lobby di zuccherifici e produttori di dolcificanti artificiali: la stevia infatti dolcifica più dello zucchero, ha processi di lavorazione quasi banali (si secca e si usa),  non c&#8217;è raffinazione e soprattutto è naturale e non cancerogena come invece lo è il largamente usato aspartame. Infatti la stevia sta facendo la stessa fine della canapa. Ma di questo parlerò ampiamente domani, dopo aver trapiantato i miei due nuovi pupilli <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E&#8217; sicuramente una mostra da tenere in agenda, viene realizzata ormai ogni anno e la caratteristica  fuori dai circuiti commerciali o di banali mercatini dei fiori ne fa un evento raro.</p>
<p>Tra gli espositori che mi sono piaciuti particolarmente vorrei segnalare:</p>
<p><strong> ASSOCANAPA &#8211; Az. Agr. Gullino Pierluigi </strong>- Via Superga, 76 &#8211; 10023 &#8211; Chieri (TO)<br />
Ha portato e produce: CANAPA, PERILLA, ORTICA E STEVIA<br />
Mi ha detto che vende anche per corrispondenza, basta mandare una <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/donnacanapa@libero.it">email</a> oppure telefonare (Tel. 011.9472027). E&#8217; un indirizzo prezioso per la stevia, ancora più rara della canapa! Da lui ho preso le due piante che daranno il via alla mia piccola coltivazione di stevia.</p>
<p><strong> IL VIVAIO LE ESSENZE DI LEA </strong>Loc. Martinoni, 6 Spianate (LU) Tel Fax. 0583 20646<br />
info@leessenzedilea.com &#8211;  www.leessenzedilea.com<br />
Ha portato e produce: SALVIE DI TUTTE LE QUALITA&#8217;, con chicche da veri collezionisti. Sono molto simpatici e affabili. Nella foto, una mia conoscenza in polo a righe che medita sul diventare collezionista di salvie&#8230; <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>AZIENDA AGRICOLA Stefano Ferrari</strong> C.so Avv. Borgiga, 12 &#8211; 18037 &#8211; Buggio di Pigna (IM) Tel. 0184.241055<br />
buggio1978@yahoo.it  www.gianchin.com<br />
Ha portato e produce IL FAGIOLO DI PIGNA. E&#8217; un fagiolo bianco, molto buono, l&#8217;ho assaggiato in un sughino leggero di cipolla bianca. Poi sono rimasta basita dal prezzo : 19 euro al kg!  Sì, sono fagioli. E&#8217; vero che crescono solo in una zona ma mi sembra un tantino eccessivo come prezzo&#8230; però sto cercando di capire se c&#8217;è altro per motivarlo.</p>
<p><strong>LIBRERIA BIBLOS</strong> Via Colombo, 22 &#8211; 18010 Diano Marina (IM) Tel. 0183.497583  www.bibloslibri.it<br />
Ha portato e commercializza: I LIBRI SUL VERDE. Bellissimo banco, con libri sia nuovi che antichi. Ho visto un paio di edizioni della Edagricole degli anni ottanta e un paio di edizioni degli anni 50-60 sull&#8217;orto che mi interessavano molto ma mi sono ripromessa di andare direttamente nella libreria. Un vero pericolo&#8230; non so se poi riuscirò anche a uscirne da una libreria con solo libri su orto e giardino <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>VIVAIO SANDRO GLORIO</strong> C.so Luigia Saguato, 15 &#8211; 18013 Diano S. Pietro (IM) Tel. 0183.429076 Cell. 338-8767866<br />
Ha portato e commercializza: ROSE, alcune meraviglie potevano competere tranquillamente con le rose antiche di Barni. Ma lo ammetto, sono stata rapita dalla signora molto &#8216;british&#8217; con tanto di cappellino di paglia ornato di fiori che le illustrava <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>L&#8217;elenco completo degli espositori è <a target="_blank" href="http://lnx.festadelleerbe.net/jo/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=26&#038;Itemid=53">qui</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;INSALATONA DELLA SALUTE</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/06/04/linsalatona-della-salute.htm</link>
		<comments>http://www.erbaviola.com/2007/06/04/linsalatona-della-salute.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 05:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 4. Piatti unici]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 7. Ricette crudiste]]></category>
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		<description><![CDATA[Insalatona della salute di erbaviola&#8230; chi indovina gli ingredienti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="insalatonadellasalute.jpg" alt="insalatonadellasalute.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ricette/insalatonadellasalute.jpg" /></div>
<div style="text-align: center">Insalatona della salute di erbaviola&#8230; chi indovina gli ingredienti? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>HO QUESTO SOGNO HARD RICORRENTE&#8230;</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/06/03/ho-questo-sognsognopeschejpgo-hard-ricorrente.htm</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 14:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;incredibile come tutto questo progresso ci porti a desiderare la banalità. Per esempio le pesche che sanno di pesche, le albicocche che sanno di albicocche. Incredibile come delle lauree in agronomia non gli facciano sovvenire l&#8217;ardito pensiero che se si stacca la frutta prima della maturazione questa matura sì, ma sa a malapena di acqua. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="sognopesche.jpg" alt="sognopesche.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/orto_biologico/sognopesche.jpg" /></div>
<p align="justify">&#8230;incredibile come tutto questo progresso ci porti a desiderare la banalità. Per esempio le pesche che sanno di pesche, le albicocche che sanno di albicocche.  Incredibile come delle lauree in agronomia non gli facciano sovvenire l&#8217;ardito pensiero che se si stacca la frutta prima della maturazione questa matura sì, ma sa a malapena di acqua.<br />
Io mi addormento con questi sogni hard e sovversivi: mangiare delle pesche che sanno di pesche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I GIARDINI VERI E I GIARDINI FAST FOOD</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2007 01:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa ho avuto un felice incontro con un libro di Paolo Pejrone, In giardino non si è mai soli. Diario di un giardiniere curioso. Io curiosa lo sono e ho anche un compagno che a dispetto dell&#8217;apparenza burbera e antipatica è molto carino e mi ha procurato subito anche il secondo volume di Pejrone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="pejrone_ilverogiardiniere.jpg" title="pejrone_ilverogiardiniere.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/libri/pejrone_ilverogiardiniere.jpg" /></div>
<p>Tempo fa ho avuto <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/04/27/in-giardino-non-si-e-mai-soli.htm">un felice incontro con un libro</a> di Paolo Pejrone, <a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=9788807818431?shop=3193">In giardino non si è mai soli. Diario di un giardiniere curioso</a>.<br />
Io curiosa lo sono e ho anche un compagno che a dispetto dell&#8217;apparenza burbera e antipatica è molto carino e mi ha procurato subito anche il secondo volume di Pejrone,<a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788807819025/PEJRONE-PAOLO/IL-VERO-GIARDINIERE-NON-SI-ARRENDE-CRONACHE-ORDINARIA-PAZIENZA.htmlshop=3193"> Il vero giardiniere non si arrende. Cronache di ordinaria pazienza</a>.<br />
E io di pazienza devo tirarmene fuori parecchia perchè il giardino è proprio il deserto dei Tartari. L&#8217;orto va, ma il giardino è un brutto abbozzo di un cimitero di piante, vuoi per il terreno pessimo, vuoi per l&#8217;uso scriteriato che ne è stato fatto per 40 anni (monocoltura a vigneto! non c&#8217;è di peggio!), vuoi per il fatto che io mi scoraggio dopo un po&#8217;. E me ne torno nel mio orticello rigoglioso e lussureggiante.<br />
Un po&#8217; di coraggio però alla fine l&#8217;ho trovato in questo libro. Primo perchè dopo aver letto che anche Pejrone non sopporta le maledettissime conifere, <span id="more-163"></span>volevo correre ad abbracciarlo. Non ho mai sentito nessun giardiniere, tantomeno un architetto di giardini, dire apertamente che non sopporta qualche pianta, se non per fare il modaiolo e mettersi in posa. Le conifere poi, le infilano ovunque!<br />
Le conifere al di sotto delle Alpi invece a me sanno di cimitero. In alcuni posti deturpano orrendamente il paesaggio. Ho visto bellissime ville liguri rovinate da filari di cipressi. Ma perché ?! Dov&#8217;è il senso paesaggistico di un cipresso in Liguria? E&#8217; come un&#8217;aiuola di stelle alpine a Messina!<br />
Non ultimo, io ho ormai un odio viscerale verso le maledettissime <a target="_blank" href="http://www.citrusy.sk/tuje.jpg">tuje</a> e questa moda balorda di mettere tuje dappertutto. E io come un&#8217;oca che il primo anno di giardinaggio, seguendo le mode delle riviste patinate di giardinaggio, ho comprato ben 18 tuje per fare una recinzione. Tutte morte, bruciate sotto il sole battente della Pianura Padana, in una terra umida di risaie e abbastanza esposta da coltivare grano, farro e mais.</p>
<p>Tornando al libro di Pejrone, mi è piaciuto tutto, mi sono commossa ai ritratti molto umani di Russel Page e Peter Wolkonsky, di solito ritratti come mostri sacri, idoli, icone.<br />
Una cosa che mi è piaciuta sopra a tutte è stato un pezzettino su &#8220;<em>I grotteschi e insipidi giardini &#8220;fast food&#8221; </em>&#8221; che ha ufficialmente riabilitato il mio desertico giardino allo status di &#8220;l<em>uogo di lavoro</em>&#8221; e di &#8220;<em>piante piantate</em>&#8220;, un giardino REALE, che cresce piano piano.<br />
[...]<br />
&#8220;<em>La maggior parte degli show giardinieri d&#8217;Europa partoriscono adesso piccole e grandi gare di giardini e giardinieri: un vero massacro del buon senso, e insieme l&#8217;ennesima sconfitta della realtà. Questi allestimenti, come ho detto, tutto sono fuorché giardini. I giardini non sono fatti con piante portate dai vivai, appoggiate e sistemate secondo schemi gradevolissimi ma non autentici.<br />
<strong> Il giardino, quello vero, è fatto di piante piantate, cresciute e allevate. Un giardino è luogo di lavoro, cure, governo, delusioni, soddisfazioni, speranze e sogni. E&#8217; anche luogo di rimorsi, errori, ripensamenti e dubbi, E&#8217; un luogo di tempi lenti, vita intensa, vera, lenta e saggia.<br />
I &#8220;giardini&#8221; nati da piante appoggiate sono simulazioni perverse, sono autentici mostri, fuorvianti, inutili, maligni e insidiosi. Dei veri pericolosi e insipidi &#8220;fast food</strong></em>&#8220;. pag. 111</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ECOALFABETO di Fritjof Capra</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2007 18:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un libro, un librettino da 1 euro di Stampa Alternativa ma in realtà sono 2, 3, 4, 5 libri insieme in poche pagine. Mi è capitato per caso e è stato un bell&#8217;incontro. Non è, come viene presentato da più parti, un libro per bambini ma un libretto per genitori intelligenti che vogliono far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img width="450" height="340" border="0" align="bottom" alt="ecoalfabeto_capra.jpg" title="ecoalfabeto_capra.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/libri/ecoalfabeto_capra.jpg" /></p>
<p>E&#8217; un libro, un librettino da 1 euro di Stampa Alternativa ma in realtà sono 2, 3, 4, 5 libri insieme in poche pagine. Mi è capitato per caso e è stato un bell&#8217;incontro. Non è, come viene presentato da più parti, un libro per bambini ma un libretto per genitori intelligenti che vogliono far capire ai loro bambini quali sono i cicli naturali, come si regola la natura, perché è importante sapere queste cose. Non è da leggere ai bambini ma è da leggersi per gli adulti. E&#8217; un po&#8217; trattato filosofico, un po&#8217; pratica, un po&#8217; lingua: in questa versione è infatti sia in inglese che in italiano, traduzione a fronte quindi costituisce un buon esercizio anche per chi come me legge in lingua ma è troppo pigra per aprire ogni tanto il dizionario <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E&#8217; una filosofia semplice e schietta, con un&#8217;esposizione chiara e stringata, mai noiosa. Per esempio:<span id="more-160"></span></p>
<p><strong>I principi dell&#8217;ecologia</strong><em><br />
Quando il pensiero sistemico viene applicato allo studio delle relazioni multiple che collegano tra loro i membri della famiglia terrestre, si possono distinguere alcuni principi di base. Possono essere chiamati principi ecologici, principi di sostenibilità, o principi comunitari;  oppure si possono persino chiamare i fatti essenziali della vita. Serve un programma scolastico che insegni ai nostri bambini i seguenti fatti fondamentali della vita:<br />
</em></p>
<ul>
<li><em>che un ecosistema non genera rifiuti, dato che gli scarti di una specie sono il cibo di un&#8217;altra;</em></li>
<li><em>che la materia circola continuamente attraverso la rete della vita;</em></li>
<li><em>che l&#8217;energia che alimenta questi cicli ecologici deriva dal sole;</em></li>
<li><em>che la diversità garantisce la capacità di recupero;</em></li>
<li><em>che la vita sin dai suoi primordi, più di tre miliardi di anni fa, non ha conquistato il pianeta con la lotta ma con la collaborazione, l&#8217;associazione e la formazione di reti.</em></li>
</ul>
<p><em>Insegnare questa coscienza ecologica, che è anche un&#8217;antica saggezza, sarà la funzione più importante dell&#8217;istruzione nel prossimo secolo.</em></p>
<p>da Fritjof Capra, <strong>Ecoalfabeto &#8211; L&#8217;orto dei bambini</strong>, Stampa Alternativa, 2005, pag. 41 (<a target="_blank" href="http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=88-7226-898-2">acquistabile qui</a>)</p>
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		<title>QUANTO COSTA FARE UN ORTO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/05/18/quanto-costa-un-orto.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2007 19:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ridendoci sopra...]]></category>
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		<description><![CDATA[Non voglio essere troppo polemica, ma quando ho visto questo articolo, mi è saltata la mosca al naso. Uno dei miei sogni è vedere centinaia di balconi e giardini &#8216;ortizzati&#8217;. Migliaia, se possibile milioni. Vorrei che ognuno potesse avere la sua piantina di pomodori, il suo basilico fresco e il suo soncino coltivato in proprio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="ortomacrobiotico.jpg" title="ortomacrobiotico.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/orto_biologico/ortomacrobiotico.jpg" /></div>
<p align="justify">Non voglio essere troppo polemica, ma quando ho visto <a target="_blank" href="http://web.ortidipace.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=138&#038;Itemid=2">questo articolo</a>, mi è saltata la mosca al naso. Uno dei miei sogni è vedere centinaia di balconi e giardini &#8216;ortizzati&#8217;. Migliaia, se possibile milioni. Vorrei che ognuno potesse avere la sua piantina di pomodori, il suo basilico fresco e il suo soncino coltivato in proprio. Vorrei vedere quei grigi impiegatucci polverosi delle grandi città che guardano soddisfatti la crescita delle proprie piante. Vorrei vederli riprendere colore. Vorrei l&#8217;autarchia, o anche solo persone più soddisfatte <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Certo che se poi gli diciamo come in questo articolo che &#8220;<em>un orto può costare da un minimo di 1300 a un massimo di 2000-2500 euro</em>&#8221; &#8230; chissà che voglia che gli viene! Ma stiamo scherzando?! Cos&#8217;è, l&#8217;orto di Ali Babà?! Una serra di orchidee rarissime?!
</p>
<p align="justify">Vado a guardare bene la lista degli acquisti e mi accorgo che ci sono degli errori madornali. Purtroppo, questi errori madornali possono dissuadere anche i portafogli più ricchi dal cominciare. Perdonatemi quindi per questa &#8216;contro-informazione&#8217; che ritengo doverosa, se non altro perché io con 2500 euro mi compro una delle migliori forniture di verdura bio per un anno, un paio di weekend al mare e mi evito la fatica di coltivare. Gli altri anche, penso.<span id="more-158"></span></p>
<p align="justify">I miei prezzi sono quelli in neretto, la lista degli acquisti da nababbi che ho trovato è in corsivo oppure <a target="_blank" href="http://web.ortidipace.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=138&#038;Itemid=2"> consultabile qui</a>.</p>
<p align="justify">Doverosa precisazione prima di cominciare: qui si parla di un orto di 300 mq. Il mio è circa 250, ma questi 50 mq di differenza non sono  direttamente proprorzionali alla differenza di costi; i conti infatti li ho voluti fare sui 300 mq citati.</p>
<p align="justify">*<em>Recinzione dell&#8217;orto: da 150 a 800 euro, secondo il materiale utilizzato (paletti, rete, canne&#8230;.) e senza la manodopera;</em><br />
Il mio orto era già recintato, ho aggiunto solo dei cannicci di schermatura applicati sulla rete (5 mt per 8 euro circa). In caso si debba provvedere proprio a tutto (caso abbastanza raro) e l&#8217;orto sia scoperto su tutti i lati, ci saranno da recintare circa 70 mt lineari calcolando un orto di 300 mq. Ora, una rete elettrosaldata con maglie di dimensioni 7,6&#215;6,3 cm, marca Teenax, costa circa 45 euro.<br />
In plastica costa 9,90 per mt 5.  4 paletti da recinzione, presi dal ferramenta o meglio dal fabbro, 8 euro (2 euro cad.). Volendo risparmiare si possono usare dei tondini da edilizia, 0,90 cad oppure gratis se chiedete degli scarti a qualche amico che sta facendo casa o ha un&#8217;impresa edile.<br />
<strong>Il mio totale per un&#8217;intera recinzione nuova è quindi da 126 euro (solo rete) a 134 euro (rete più paletti di sostegno).</strong></p>
<p align="justify">* <em>capanna per attrezzi prefabbricata un Kit di montaggio: 400-450 euro, senza la manodopera;</em><br />
Complimenti, cominciamo in grande <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   Allora, se si ha l&#8217;orto dietro casa si può ovviare come la sottoscritta: attrezzi nel seminterrato/cantina. In alternativa, si può prendere una di quelle cassepanche di plastica, indistruttibili, che con 49 euro, fino a 120 a seconda della grandezza, fanno il medesimo lavoro di ricovero. Si chiamano &#8220;armadi portascope in plastica da esterni&#8221;.<br />
Se proprio non si vuole rinunciare alla vista bucolica di questa casetta dei puffi in legno per ricoverare gli attrezzi, basta qualche tavola di pino grezzo, qualche giunto, un paio di cerniere e una maniglia con serratura che non arrivano decisamente a 400 euro. Ma lì bisogna essere bravi con il fai da te <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Il mio totale per il ricovero attrezzi è quindi da 49 a 120 euro.<br />
Tra i ricoveri attrezzi già pronti a forma di casetta, comunque, ne ho visti a euro 159,00 </strong>(per esempio Armadillo1 in legno impregnato, doppio battente, tetto rivestito con guaina erdesiata, 5 ripiani interni H 201, p 61 , l 135. Catalogo Self primavera 2007)</p>
<p align="justify">* <em>carrello di letame: 150 euro;</em><br />
&#8220;Carrello&#8221; è una misura che non mi risulta, comunque&#8230; Visto che dagli acquisti elencati dopo si desume che il novello ortolano faccia il compost, il letame è inutile. Spenderei invece sui 30 euro per qualche sacco di concime pellettato a lenta cessione, molto più indicato dello stallatico per chi inizia a fare l&#8217;orto e vista anche la stagione&#8230;mettere ora dello stallatico vuol dire bruciare le radici delle piante novelle. La cosa migliore per 300 mq secondo me sarebbe 5 sacchi da 3 kg di concime pellettato a lenta cessione specifico per orti (circa 6 euro a sacco) e 4 secchi da 3 kg di humus di lombrico (circa 4 euro a secchio)<br />
<strong>Il mio totale per il concime è quindi da 30 a 46 euro.</strong></p>
<p align="justify"><em>* 20 aromatiche perenni: 120-150 euro;</em><br />
Qui protesto a gran voce! Ma scusate, faccio l&#8217;orto e compro le piante già cresciute?! Ma poi a 7,50 l&#8217;una cosa compro??!! Un cespuglio di salvia di 3 mt almeno!<br />
Secondo me: 10 buste di semi di aromatiche perenni, da cui ricavare centinaia di piantine e tenere le migliori (melissa, menta, dragoncello, maggiorana, origano&#8230;) e semma 1 piantina di salvia e 1 di rosmarino che nel giro di una stagione saranno grandi come un cespuglio. Le bustine di semi vanno in media su euro 1,50 &#8211; 1,75  mentre le piante di aromatiche in vasetto sui 2-3 euro cad.<br />
<strong>Il mio totale per le aromatiche è quindi da 21 a 25 euro.</strong></p>
<p align="justify">* <em>arbusti aromatici: 80-100 euro;</em><br />
vale il discorso di cui sopra, tanto più che costa meno a questo punto andare a comprare il basilico al Savini di Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, dando 100 euro di mancia al cameriere pregandolo di regalarvi del prezzemolo e basilico del ristorante. Altrimenti non vedo come giustificare la spesa di 100 euro per del basilico, prezzemolo, dragoncello e non so che altro, tutto in bustine di semi da 1,50-1,75 euro.<br />
<strong>Il mio totale per le aromatiche è quindi 10 euro massimo, stando mooolto larghi.</strong></p>
<p align="justify"><em>* alberelli da frutto: da 5 a 10 euro l&#8217;uno;</em><br />
<strong>Ok, qui con il prezzo ci siamo ma questo è &#8216;frutteto&#8217;</strong>. L&#8217;orto di solito non include il frutteto, la frutta è discorso a parte sia per metodo di coltivazione che per natura stessa.</p>
<p align="justify"><em>* suffrutici perenni: da 4 a 5 euro l&#8217;uno;</em><br />
Intanto dissento sulla nomenclatura. Siamo nel 2007, è già passato per questo mondo <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_von_Linn%C3%A9">Carl von Linné</a>, altrimenti detto Linneo, e le piante non si dividono più in erbe, frutici, suffrutici e alberi come al tempo di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teofrasto">Teofrasto</a>. Qui tra l&#8217;altro vengono divisi in arbusti aromatici, aromatiche perenni, alberelli da frutto e suffrutici perenni. Per logica, direi che i suffrutici perenni sono lamponi, more, ribes ecc. Ma questa strana catalogazione mi manda ai pazzi&#8230; In ogni caso, se si tratta di lamponi, more ecc. concordo con il prezzo anche se direi che in un orto non è il caso di riempirsi di rovi. Al limite, si potrebbero piantare ai bordi facendo quindi a meno della rete di protezione e sicuramente, procurandoseli altrimenti: <strong>un bel giro in un bosco, un paio di radici di more, lamponi, ribes ecc e si piantano nell&#8217;orto, la crescita è velocissima <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p align="justify"><em>* attrezzatura minima (zappe, rastrelli, sarchi, bidenti, marronelle, forcone, forbici da potare&#8230;.) : 250-300 euro;</em><br />
No, qui proprio non ci siamo. Sarà che io con 250-300 euro ci pago un mese di campeggio, ma non mi tornano i conti. Allora prima di sparare stupidate ho preso i cataloghi del Castorama, del Brico Center e del Self. Non fosse mai che la ferramenta del paese mi facesse prezzi speciali e le pale fossero arrivate alla quotazione dei diamanti&#8230;<br />
Pala/badile 11,00<br />
Zappa 9,90<br />
Zappetto a cuore 6,50<br />
Rastrello 6,50<br />
Sarchiatore 9,90<br />
Cesoie 9,90<br />
Pompa a pressione &#8211; spruzzatore (per la bordolese o l&#8217;olio di neem) 5,00<br />
(o 19,90 quella grande gigante 5 lt)<br />
<strong>Il mio preventivo per gli attrezzi è quindi di 58,00 euro</strong></p>
<p align="justify"><em>* sementi e piantine orticole: 50 euro;</em><br />
Se si prendono solo sementi bio con 50 euro sono circa 33-35 buste. Se si prendono sementi non bio, sono circa 50 buste. Contando che le aromatiche sono già nei conti sopra, o qui i 300 mq di orto diventano 800 oppure non ci siamo con i conti perchè, per esempio, con una busta di pomodori io ci faccio almeno 60-70 piante sane e robuste e infatti ne devo regalare, non mi ci stanno tutte. Contando che solo alcune buste tipo misticanza e lattuga saranno replicate 2-3 volte, non ho idea di quali altre 30 specie di piante orticole ci possano essere in questo orto di 300 mq&#8230; 1 varietà in meno di 1 mq mi sembra un orto un po&#8217; troppo affollato e senza possibilità di passaggio, soprattutto contando che ci abbiamo già messo arbusti perenni, piante da frutto e &#8220;suffrutici&#8221; non meglio identificati <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Il mio preventivo per le buste di semi di orticole è 30 euro, ancora meno se si aderisce a un programma di scambio sementi</strong> (civiltàcontadina.it , forumetici.org ecc.)</p>
<p align="justify">* rete per compostatore di 80 cm di diametro: 10 euro.<br />
questa non l&#8217;ho capita. in un preventivo che prevede persino una casetta in legno per gli attrezzi, il contenitore del compost glielo regalano?! Perché solo la rete?<br />
<strong>Compostiera acquistata: 80 euro. Compostiera autoprodotta: 20-30 euro</strong> (per questo vi rimando al sito di <a target="_blank" href="http://veruccia.blogspot.com/2007/05/sul-compostaggio.html#links">Vera</a> che ha fatto una compostiera da balcone molto ben congeniata. Sullo stesso filone, io ho riciclato un vecchio bidone per immondizia, tipo quelli condominiali)
</p>
<p align="justify"><strong>Secondo me poi in maniera non chiara non sono stati inclusi nel conto:</strong> sostegni bamboo per orticole (20 euro circa, dipende dalla quantità), 1 rotolo di tessuto non tessuto (12 euro), eventuali teli per pacciamatura (non li uso, non so i prezzi), 1 <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/03/19/costruire-una-serra-tunnel-per-lorto.htm">serra tunnel autoprodotta</a> 15 euro per mettere le piantine a germogliare, almeno un paio di guanti da lavoro (2-3 euro), stivali di gomma (10 euro).</p>
<p align="justify"><em>quindi un orto può costare da un minimo di 1300 a un massimo di 2000-2500 euro</em><br />
<strong>Secondo i miei calcoli  può costare da 500  a massimo 600 euro comprandosi tutto l&#8217;impossibile e &#8230; l&#8217;inutile <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p align="justify"><em>Può sembrare tanto, ma vuoi mettere la soddisfazione nel farlo e vederlo crescere? Vuoi mettere il gusto delle verdure raccolte! Tutto ciò non ha prezzo.</em><br />
<strong>No, infatti, non ha prezzo. Con 2500 euro non è affatto un prezzo, è una rapina! &#8230; <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  </strong>
</p>
<p align="justify">Ok, non facciamoci prendere dallo scoramento con queste notizie. Come vedete si può fare con molto meno e soprattutto&#8230; con una zappetta, un sacchetto di humus di lombrico e qualche bustina di semi si può già cominciare ad avere il proprio orticello e invece di svenarsi&#8230; risparmiare sulla spesa! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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